17 Feb 2026
Le scoperte enoiche di Benny

Cronaca di una PrimAnteprima a Firenze

Dopo giornate di pioggia insistente, Firenze si è svegliata sotto un sole brillante, che per me è stato interpretato come un buon auspicio. Non poteva esserci cornice migliore per inaugurare la Settimana delle Anteprime Toscane che in gran parte si svolgerà a Firenze. Una luce pulita che sembra rispecchiare la chiarezza di intenti emersa durante PrimAnteprima 2026. Quest’anno ho deciso di esserci sin dal primo minuto, partecipando al prologo fiorentino, e la scelta non poteva essere più azzeccata. Sentire le istituzioni parlare in modo così compatto e sinergico restituisce una fotografia della Toscana del vino che non è solo fatta di numeri, ma di persone che remano nella stessa direzione.

Il Cinema La Compagnia: dove il vino si fa racconto

Una piacevole passeggiata tra le bellezze del centro, a pochi passi dal Duomo, ed eccoci al Cinema La Compagnia, il cuore pulsante di questa giornata inaugurale. Non è un luogo qualunque: nato negli anni ’80 sulle fondamenta dello storico cinema Excelsior, oggi è la “Casa del Cinema” della Toscana, uno spazio dove la narrazione d’autore è di casa. Ed è stato proprio qui, tra le poltrone di una sala che solitamente proietta storie, che è andato in scena il workshop “Presente e futuro del vino: la via toscana in un mondo che cambia, velocemente”.

Una via tracciata tra governance e valore

L’atmosfera in sala era vivacemente attenta, carica di un’attesa che non è stata delusa dai tanti contributi di spessore. Il cuore tecnico della mattinata è stato il report di ISMEA, presentato da Fabio Del Bravo, una fotografia scattata ad hoc per PrimAnteprima che ha analizzato sfide e scenari futuri. Su questi dati si sono intrecciati gli interventi di Massimo Manetti (Camera di Commercio di Firenze), Andrea Rossi (A.VI.TO), Claudio D’Onofrio (Tos.Co.Vit) e Gennaro Giliberti (Regione Toscana). A coronare questo mosaico di competenze, le considerazioni del Presidente della Regione Eugenio Giani, che hanno restituito la percezione di un sistema solido, che non si limita a subire il mercato ma progetta il proprio domani. È emersa la visione di una viticoltura che punta tutto sulla qualità estrema e su una sostenibilità che non è più solo uno slogan, ma una realtà di fatto che vede la nostra regione capofila nel biologico europeo.

Un vigneto giovane per sfide antiche

all’analisi di ISMEA emerge un dato che mi ha fatto riflettere e che parla di una regione che guarda lontano: la Toscana possiede un patrimonio viticolo straordinariamente giovane. Grazie all’utilizzo virtuoso della misura OCM Ristrutturazione, che ha interessato ben il 61% delle superfici, oggi oltre la metà dei nostri vigneti ha meno di vent’anni. È un vigneto “scattante”, moderno ed efficiente, pronto a rispondere ai cambiamenti climatici e ai nuovi gusti di un mercato che continua a premiare il valore rispetto al volume. Ma l’innovazione non si ferma ai filari: con circa 10 milioni di euro di investimenti destinati al rinnovo delle cantine, le imprese toscane dimostrano una vitalità strutturale impressionante, capace di blindare l’eccellenza in un mondo che rischia l’omologazione.
È rassicurante sapere che il 97% delle nostre superfici è iscritto a denominazioni DOP. Nonostante le complessità geopolitiche e la questione dazi, il vino toscano conferma la sua solidità: l’export dei rossi DOP verso l’UE cresce del 3,5% e mantiene una posizione di forza negli USA, che registrano un +2,9% in volume. La Toscana pesa oggi per il 10% del valore totale delle IG italiane; un dato che conferma come, quando il mondo cerca qualità e identità, guardi inevitabilmente verso le nostre colline e verso aziende che hanno saputo rinnovarsi con coraggio.

La rivoluzione silenziosa del Biologico e il fattore “Young Adult”

Un altro aspetto che ho annotato con piacere riguarda la sostenibilità. La Toscana è una delle regioni più “verdi” d’Europa, con oltre 23.000 ettari a conduzione biologica. Questo 38% di superficie bio non è solo un vanto statistico, ma una risposta precisa alla nuova sensibilità culturale dei consumatori, specialmente i più giovani.
I dati presentati mostrano una tendenza che noi di WineTales Magazine osserviamo da tempo: la fascia 35-45 anni sta cambiando le regole del gioco. Spendono il 24% in più rispetto al passato, segno che la consapevolezza sta superando l’acquisto d’impulso. Si cerca un vino invitante, un sorso molto bilanciato, capace di raccontare una storia piuttosto che riempire semplicemente un bicchiere.

L’accoglienza come asset strategico: la visione di Donatella

Un momento particolarmente illuminante della mattinata è stato l’intervento di Donatella Cinelli Colombini. Per me, ascoltarla ha sempre un sapore speciale: Donatella non è solo la delegata delle Donne del Vino per la Toscana e la fondatrice del Movimento Turismo del Vino, ma è stata anche mia docente di enoturismo. È un vero faro, una figura dotata di una visione così giovane, aperta e lucida da rappresentare una costante ispirazione non solo per me, ma per chiunque operi in questo campo. è un faro, Riesce a mantenere una visione giovane, aperta e sorprendentemente moderna. Ascoltarla è sempre un’ispirazione: ha il dono di tradurre la complessità del mercato in strategie umane e tangibili.

Con la sua consueta precisione, ha fatto il punto su un fenomeno che non possiamo più ignorare: i 15 milioni di turisti stranieri che ogni anno scelgono l’Italia e che arrivano con una fame di esperienze autentiche che va ben oltre il semplice calice. Per questi viaggiatori, l’enoturismo è diventato il pilastro di una “Toscana diffusa”: non cercano più l’assaggio frettoloso, ma una connessione profonda con il paesaggio e la cultura. Dalle lezioni di cucina tra le botti al trekking nei filari, la sfida che Donatella ci lancia è quella di trasformare ogni sorso in un’esperienza immersiva, capace di rendere il brand Toscana indimenticabile e resistente a ogni fluttuazione di mercato.

Oltre il convegno: il premio e l’emozione

Un momento di autentica eleganza professionale, che ha arricchito la cornice di PrimAnteprima, è stata la consegna del Premio ASET “Kyle Phillips” ad Alessandra Piubello. Il riconoscimento, assegnato da Leonardo Tozzi (Presidente di ASET) e dall’assessore regionale Leonardo Marras, è intitolato al giornalista americano prematuramente scomparso e premia chi, nel nostro settore, incarna doti rare: franchezza, curiosità intellettuale e una serenità di giudizio priva di pregiudizi.

Vedere premiata una donna di tale spessore è un segnale potente per il giornalismo enologico. Alessandra non è solo una firma autorevole, ma l’unica curatrice donna di una guida di vini in Italia — la prestigiosa Guida Oro I Vini di Veronelli — e una collaboratrice preziosa per le maggiori testate nazionali e internazionali, tra cui spicca il suo ruolo di Regional Chair ai Decanter World Wine Awards. La sua è una competenza costruita su studi rigorosi (AIS, WSET e l’Università di Bordeaux) e su una carriera che l’ha vista ispettrice per la Guida Ristoranti de L’Espresso e giurata nei più importanti concorsi mondiali. Premiare la sua sensibilità critica significa dare valore a chi scrive di vino con verità e indipendenza, doti che Alessandra porta in ogni suo racconto.

La più bella delle settimane toscane

Dopo la mattinata di lavori, il passaggio a Palazzo Medici Riccardi per il lunch-degustazione ha suggellato l’inizio di questo viaggio. Attraversare la soglia di quella che fu la prima vera residenza dei Medici, capolavoro di Michelozzo e prototipo del palazzo rinascimentale fiorentino, regala sempre un’emozione profonda. Tra le volte storiche della Galleria delle Carrozze, dove il fascino dell’architettura seicentesca dei Riccardi incontra l’eredità medicea, e il servizio impeccabile dell’AIS, si è percepito chiaramente che quella che ci attende è, a tutti gli effetti, la più bella delle settimane toscane. Ci aspetta un racconto corale di rara intensità che attraverserà i territori più vocati della regione, in un susseguirsi di appuntamenti curati dai Consorzi che promettono di svelare l’anima di ogni calice.

Il cammino è appena iniziato: dall’Anteprima del Nobile di Montepulciano alla Chianti Classico Collection presso la Stazione Leopolda, passando per le sfaccettature de “L’Altra Toscana” e l’energia di Chianti Lovers & Rosso Morellino, fino a concludere questo tour emozionale con il Valdarno di Sopra Day, il 20 febbraio, nella splendida cornice dell’Anfiteatro del Borro. Sarà un percorso fatto di incontri, territori e sorsi indimenticabili. Vi terrò aggiornati passo dopo passo nei prossimi articoli. La Toscana del vino non si ferma e, a giudicare da questa giornata inaugurale, ha tutte le intenzioni di continuare a dettare i tempi dell’eccellenza mondiale.

Benedetta Costanzo
Le scoperte enoiche di Benny
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