30 Nov 2024
Le scoperte enoiche di Benny

Guida ai vini delle feste 2024.

Sacralità del vino durante le feste

Il vino non è mai solo una bevanda; è il testimone silenzioso dei nostri momenti più preziosi. Da millenni, il “nettare degli dei” accompagna i passaggi cruciali dell’esistenza umana, trasformando un semplice pasto in una celebrazione. Con l’arrivo del Natale e l’attesa del Capodanno, questa funzione sacra si rinnova: ogni tappo che salta è un segnale di festa, ogni sorso è un augurio che si fa materia. È in questo periodo dell’anno che la bottiglia smette di essere solo un prodotto agricolo per diventare il centro gravitazionale della convivialità, un ponte tra la memoria del passato e le speranze del futuro. Proprio per questo, con voi oggi voglio fare un gioco: per prepararci al meglio alla scelta delle etichette perfette, intercalerò i miei racconti con alcune “scelte del cuore”. Spero che questo renda l’articolo qualcosa di più di una semplice guida: una sorta di diario di viaggio sensoriale per accompagnarvi fino al brindisi finale.

Un primo consiglio per “rompere il ghiaccio”.

Per iniziare questo gioco insieme, vi propongo un’apertura che punta sull’eleganza estrema ma con una personalità vibrante. La mia scelta cade sul Monsieur Martis, un Rosé de Noirs (Pinot Nero 100%) che rappresenta l’anima più audace della cantina. Questo Metodo Classico, Extra Brut (circa 3 g/l), colpisce per la sua struttura salina e la finezza del perlage, frutto di un lungo affinamento sui lieviti che gli conferisce note di piccoli frutti rossi e crosta di pane. È il compagno ideale a tutto pasto per i pranzi o le cene delle feste più gourmet e raffinati. La sua freschezza tagliente e la sua profondità lo rendono perfetto per reggere il confronto con portate complesse, dall’astice ai volatili nobili.

Riti e scaramanzie. Il Vino come Portafortuna

Le festività sono intrise di riti propiziatori che vedono il vino come assoluto protagonista della fortuna, un vero e proprio talismano contro le incertezze del domani. In Italia, la scaramanzia suggerisce di bagnarsi il dito con lo spumante appena stappato per passarlo dietro l’orecchio, un gesto semplice volto ad attirare abbondanza e gioia. Spostandoci in Spagna, il brindisi si intreccia con il ritmo dei rintocchi della mezzanotte e i dodici chicchi d’uva augurali, mentre in alcune culture sudamericane il rito si fa più audace: si usa lanciare un bicchiere di vino dietro le spalle per scacciare le negatività o, come accade in Colombia, versare simbolicamente lo champagne per propiziare l’amore. Persino in Danimarca la tradizione è vibrante, con il salto giù dalle sedie allo scoccare del nuovo anno subito dopo aver levato i calici per onorare gli spiriti benevoli. Sono usanze diverse, unite però da un unico filo conduttore che attraversa il globo: la capacità del vino di farsi veicolo di energia positiva e speranza.

Il consiglio per il rito della mezzanotte:

Per un brindisi che rompa gli schemi con eleganza, la mia scelta di nicchia cade sullo Champagne Elemart Robion. Vi suggerisco di scoprire il loro approccio unico, in particolare nell’uso del Petit Meslier. Si tratta di  un vitigno antico e raro che dona al vino una freschezza tagliente e note vegetali quasi preziose. È una scelta per palati curiosi, un modo per salutare l’anno nuovo con un sorso che sa di riscoperta e autenticità.

Non solo bottiglie

Regalare una bottiglia è un gesto classico, ma quest’anno il vero lusso risiede nel corredo e nell’esperienza. Un oggetto di design, come un decanter in cristallo soffiato o un set di calici tecnici studiati per esaltare specifici vitigni, trasforma il dono in un pezzo d’arredamento culturale. Tuttavia, per chi desidera lasciare un segno indelebile, la tendenza è l’enoturismo emozionale. Regalare una visita privata in una cantina storica o un corso di avvicinamento al vino significa donare una nuova consapevolezza. E per chi dimostra una passione viscerale, un corso da sommelier professionista rappresenta la chiave d’accesso a un mondo di conoscenze. Si cambia per sempre il modo di guardare un bicchiere, elevando il semplice piacere della bevuta a vera e propria arte dell’analisi sensoriale.

Il consiglio da mettere sotto l’albero:

Se volete stupire un vero appassionato con un rosso capace di sfidare il tempo, la mia scelta è l’Arcanum 2012 di Tenuta di Arceno. Si tratta del cru iconico della tenuta, un Cabernet Franc in purezza nato nel cuore del Chianti Classico ma dall’anima internazionale. L’annata 2012 è oggi in uno stato di grazia: complessa, con tannini setosi e note che spaziano dalla violetta al tabacco dolce. È un “investimento emotivo” che richiede un abbinamento importante. Immaginatelo accanto a un filetto alla Wellington o a una sella di capriolo ai mirtilli. Un vino monumentale che racconta come il territorio toscano sappia reinterpretare con nobiltà i grandi vitigni bordolesi.

Accordo perfetto tra la complessità e identità

A tavola, la sfida è trovare l’accordo perfetto tra la complessità dei piatti natalizi e l’identità del vino. Se i primi piatti della tradizione, come i tortellini in brodo, chiamano la vivacità acida di un grande Metodo Classico. I
secondi strutturati a base di carne richiedono la nobiltà di rossi che sappiano sostenere il confronto senza sovrastare.
Non dimentichiamo i dolci: la tendenza 2024 rifugge l’errore del Brut con il dessert, preferendo la dolcezza aromatica di un Moscato d’Asti di alta scuola o la complessità di un Passito.
È in questo equilibrio sapiente che il pasto si trasforma in un banchetto memorabile, dove ogni portata trova nel calice la sua naturale estensione aromatica.

Il consiglio per il gran finale dolce

Per chiudere il nostro gioco in bellezza con il panettone artigianale, scelgo il Moscato d’Asti Canelli “Casa di Bianca” di Gianni Doglia. Un vino che profuma di salvia e fiori bianchi, capace di sostenere la ricchezza del dolce con una freschezza sorprendente che invita subito a un altro sorso.

Infine

Ricordate che il vino migliore è quello condiviso con chi amiamo. Che sia una rarità scovata in una piccola enoteca o la certezza di una grande denominazione, l’importante è lasciarsi trasportare dalle sensazioni e dalla gioia del momento. Godetevi queste feste con lentezza e curiosità: con del buon vino nel calice e la giusta compagnia, i sorrisi saranno più luminosi e i ricordi certamente più dolci.

Benedetta Costanzo
Le scoperte enoiche di Benny
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