22 Giu 2025
Le scoperte enoiche di Benny

L’anteprima di Villa La Ripa per AIS Arezzo

 

Villa La Ripa apre le porte della nuova cantina per AIS Arezzo

Antria, Arezzo, 6 giugno. Un’emozione palpabile ha avvolto la nostra delegazione AIS di Arezzo ieri sera, quando alle 18:30 un nutrito gruppo di esperti sommelier si è recato a Villa La Ripa per un evento davvero speciale. Non una semplice visita, ma una preview esclusiva della nuova cantina, un’anticipazione in attesa di una prossima inaugurazione ufficiale. Il nostro cuore era gonfio di gioia e curiosità, perché per noi di AIS Arezzo, Villa La Ripa non è solo un’azienda vinicola, ma un vero e proprio cuore pulsante della realtà vitivinicola del territorio aretino.

La Visione del Dottor Saverio Luzzi: dalla Neurologia al vino d’Eccellenza

Il fascino di Villa La Ripa, una splendida villa rinascimentale intrisa di storia millenaria, risiede non solo nelle sue radici che affondano fino all’antico proprietario romano Marco Peconio, ma soprattutto nella visione del Dottor Saverio Luzzi. Noto neurologo aretino, ha trovato nella terra e nel vino un rifugio e una nuova vocazione. La sua decisione di aprire le porte della sua nuovissima cantina, ancora in fase di allestimento ma già molto suggestiva, è la dimostrazione di una passione che travalica i confini professionali. È qui, tra queste volte dall’architettura che richiama l’antica villa, che il Dottor Luzzi applica la sua meticolosità “scientifica” alla produzione di vini che aspirano alla perfezione, affiancato dall’enologo Alessio Bandinelli e dall’agronomo Marco Pierucci.

Un ponte tra passato e futuro

La visita alla nuova cantina è stata un’esperienza interessante. Sebbene la parte sottostante sia stata finalmente allestita e ci abbia permesso di ammirare l’ingegno e la cura dei dettagli, sopra di essa i lavori continuano, con l’ambizioso progetto di un giardino pensile sul tetto. Questa struttura ha un’architettura che riecheggia lo stile della storica villa e promette di essere un vero gioiello, fondendo estetica e funzionalità in modo innovativo.

Un faro di qualità e identità territoriale

Per chi intraprende un percorso AIS nella provincia di Arezzo (e non solo), i vini di Villa La Ripa sono da sempre un punto di riferimento fondamentale per individuare qualità ed eleganza. Sono vini ben fatti, estremamente identitari del territorio, che costituiscono un esempio lampante delle eccellenze toscane. La loro costante ricerca della perfezione ci ispira profondamente. Non a caso qualche anno fa ho scelto uno dei loro vini per rappresentare il territorio aretino nella Masterclass “Eccellenze di Toscana” durante la Truffle Week – Accademia Nazionale del Tartufo a Bagno di Romagna.

Vinificazione parcellare: essenza di qualità

Un aspetto cruciale che rende i vini di Villa La Ripa così unici è la posizione dei vigneti. Essi si estendono tutt’intorno all’azienda, beneficiando di altitudini e esposizioni diverse. Questa diversità permette di assecondare la vocazione specifica di ogni singolo vigneto rispetto all’uva che vi viene coltivata, garantendo che ogni varietà possa esprimere al meglio il proprio carattere intrinseco, riflettendo fedelmente il terroir aretino.
Nonostante i soli 10 ettari vitati, la dedizione alla qualità qui è elevatissima. La vinificazione è condotta in modo parcellare: dopo un’attenta cernita e selezione delle uve, vengono effettuate più vendemmie e vinificazioni separate, vitigno per vitigno, vigneto per vigneto. Anche la successiva maturazione avviene in legni separati, sempre in modo parcellare. Solo alla fine di questo meticoloso percorso si procede al blend, dopo aver scartato con rigore le quantità di vino che non riescono a esprimere un altissimo standard di qualità.

Innovazione in cantina e brevetti rivoluzionari

Dopo aver visitato la cantina, ascoltando con grande interesse le spiegazioni appassionate di Saverio, la nostra esperienza ha raggiunto un altro livello. Il Dottor Luzzi ci ha resi partecipi di molti dettagli interessanti, non solo sulla sua filosofia produttiva, ma anche sull’avanguardia tecnologica che contraddistingue Villa La Ripa. Con orgoglio, ci ha svelato l’esistenza di due brevetti già registrati, un chiaro segno del suo approccio pionieristico.
Il primo brevetto riguarda l’uso innovativo dei raspi durante la vinificazione. Questo procedimento, seguito da un protocollo specifico per calibrare la quantità minima necessaria, è fondamentale per fissare e stabilizzare i colori del vino e donare caratteristiche migliorative al mosto in fermentazione. Il secondo brevetto è relativo a un bâtonnage automatico. Per i non esperti, il ” bâtonnage ” è una tecnica enologica francese che consiste nel rimescolare il vino sui lieviti che si depositano sul fondo del contenitore (spesso barrique) dopo la fermentazione. Questa pratica aiuta a risospendere le “fecce fini” (sedimenti di lieviti morti e altre particelle solide) nel vino, migliorandone la struttura, la complessità aromatica e la morbidezza. Il sistema automatico brevettato a Villa La Ripa è utile per alleggerire il carico di lavoro degli operatori di cantina, pur mantenendo l’efficacia di questo importante processo.
E non è finita qui: il Dottore ci ha anche anticipato l’arrivo di un terzo brevetto, segno che la ricerca e lo sviluppo sono un pilastro fondamentale della sua visione. Queste rivelazioni hanno acceso ancora di più la nostra curiosità e il nostro apprezzamento per un’azienda che non si limita a produrre grandi vini, ma prova a lasciare un’orma propria più profonda.

La degustazione nella nuova sala

Concluse le affascinanti spiegazioni, siamo saliti al piano superiore, nella nuova sala degustazione, un ambiente di gran classe dove l’eleganza si fonde con la funzionalità. Grazie a delle finestre strategiche è possibile ammirare le sottostanti barriques e parte della cantina dedicata alla lavorazione e maturazione del vino, creando un suggestivo filo diretto con il cuore produttivo dell’azienda. Ad attenderci, un buffet con prodotti genuini: un gesto di squisita ospitalità per ringraziarci della nostra visita e per concludere in bellezza questa indimenticabile anteprima.

Degustazione: un viaggio attraverso l’eleganza

La degustazione è iniziata con un delizioso rosato bollicine Zero Problemi, un’introduzione vibrante allo stile raffinato della cantina. Questo spumante metodo Charmat, nato da un blend di Sangiovese e Syrah, incarna perfettamente il suo nome giocoso, offrendo un’esperienza incredibilmente piacevole e immediata. Con il suo perlage fine e persistente e le sue note fresche e fruttate, è stato la scelta ideale per un brindisi inaugurale, creando un’atmosfera meravigliosamente leggera e celebrativa per il viaggio di degustazione che ci attendeva.

Auretium: L’oro di Arezzo tra legno e complessità

Successivamente, ci siamo spostati sui bianchi, cominciando con l’Auretium, un vino che ha mostrato una notevole evoluzione dal suo affinamento in legno. Composto da uve Malvasia (60%) e Trebbiano (40%), l’Auretium affina in parte in botti di rovere e rimane a contatto con le fecce fini per sei mesi, contribuendo alla sua complessità e struttura. Il suo nome, una contrazione di “Aurum” e “Arretii”, significa “L’Oro di Arezzo”, un omaggio alla città e un’indicazione della preziosità di questo vino. Offrendo strati di complessità e una splendida struttura, ha preparato il palato per il resto della degustazione.

I Rossi di Villa La Ripa: eleganza tra Sangiovese e blend

Entrando nel mondo dei rossi, abbiamo incontrato il Peconio, il Tiratari e il Psyco – vini molto diversi per blend e affinamento, eppure uniti da un fil rouge di eleganza e notevole piacevolezza gustativa. Il Peconio, un IGT rosso 100% Sangiovese, ci ha sorpreso con la sua purezza e la sua espressione diretta del vitigno. Frutto di un affinamento mirato a esaltarne la tipicità e la bevibilità, ha dimostrato come un Sangiovese aretino possa presentare un carattere distinto, fresco e armonico.

Tiratari: L’armonia di Sangiovese e Syrah

Il Tiratari, un affascinante blend di Sangiovese e Syrah, ha rivelato la versatilità del territorio. Dopo la fermentazione in acciaio, affina per 12 mesi in botti grandi di rovere e almeno sei mesi in bottiglia. Questa combinazione conferisce al vino una struttura elegante, arricchita dalle note speziate della Syrah, pur mantenendo la freschezza e la finezza tipiche del Sangiovese.

Psyco: L’audace blend aretino

Infine, il Psyco, il più audace dei rossi, è un intrigante blend di Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Anche questo vino fermenta in acciaio e matura per circa 12 mesi in barrique di secondo e terzo passaggio, seguiti da affinamento in bottiglia. Il Cabernet Sauvignon apporta una complessità e una profondità in più, con sentori di frutta scura e una trama tannica ben integrata, rendendo il Psyco un vino dal carattere deciso ma sempre equilibrato e piacevole al palato.

Un team, una famiglia: il cuore umano di Villa La Ripa

Durante la serata, nel cuore della degustazione, il Dottor Luzzi ha voluto esprimere la sua profonda gratitudine al suo prezioso staff, riconoscendo come per alcuni essi siano ormai una parte integrante della grande famiglia di Villa La Ripa. La figlia Claudia è farmacista e Sommelier e Degustatrice AIS, ha dato vita anche a una innovativa linea di “Wine Cosmetics” (prodotti per il corpo a base di principi attivi dell’acino e dei vinaccioli).
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Silvia Caneschi, Direttrice dell’azienda e Sommelier. Considerata ormai la “seconda figlia” del Dottore, Silvia è profondamente innamorata dell’azienda e riveste un ruolo fondamentale in tutto il processo produttivo e ben oltre. Si occupa principalmente della cantina e supervisiona tutti i processi di vinificazione: un pilastro essenziale per il successo e l’armonia dell’azienda. La dedizione e l’impegno di questo team sono il vero motore di Villa La Ripa.

La sorpresa finale: un gioiello in evoluzione

Il momento più atteso della serata è stato riservato alla fine, con una vera chicca ancora in fase di sperimentazione. Il nostro anfitrione ci ha generosamente offerto l’anteprima di un nuovo vino rosso, “Neuro” annata 2022 (un nome un programma!),un gesto che testimonia la sua costante ricerca e dedizione. Si tratta di un vino di un certo spessore, che prevede una parte di appassimento delle uve, conferendogli un carattere più muscolare e profondo, destinato a completare l’ampia gamma dell’azienda. Con poche bottiglie ancora in via di perfezionamento, il desiderio del Dottor Luzzi era chiaro: raccogliere le nostre impressioni di esperti sommelier per contribuire a definire quella che promette di essere una nuova ed entusiasmante aggiunta alla gamma di vini di Villa La Ripa. Le mie impressioni le ho condivise direttamente con Saverio, e ora non resta che attendere di vedere come evolverà questo affascinante progetto. Un vero privilegio assaggiare il futuro di quella che potrebbe diventare una nuova eccellenza aretina.

Questa serata ha rafforzato il nostro legame con Villa La Ripa, confermando come la passione, la scienza e un profondo rispetto per il territorio possano dare vita a eccellenze che onorano l’Aretino. Non vediamo l’ora che l’inaugurazione ufficiale di questa estate permetta a un pubblico più ampio di scoprire questo scrigno di bellezza e qualità.

Benedetta Costanzo

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