29 Set 2025
Le scoperte enoiche di Benny

Madrid. Arte e amicizia e in mezzo il vino

Un mosaico di tradizione e modernità

Dopo l’impegno e il fermento del Vinitaly, insieme alla mia amica Claudia abbiamo sentito il bisogno di una fuga. E quale meta migliore se non Madrid, una città ricca di storia, arte e vita? Così, tra un desiderio e un biglietto, ci siamo ritrovate nella vibrante capitale spagnola, pronte a vivere giorni indimenticabili.
Madrid è una città con una storia ricca e un’atmosfera vivace. Conosciuta per i suoi musei di fama mondiale, i parchi lussureggianti e la sua vita notturna dinamica, la capitale spagnola offre un mix di tradizione e modernità che affascina ogni visitatore.

L’origine e il nome di Madrid

La storia di Madrid è legata in gran parte alla sua posizione strategica. Nell’anno 865, l’emiro Muhammad I fece costruire una fortificazione (“Mayrit”) sulla collina dove oggi sorge il Palazzo Reale. Questa fortezza aveva lo scopo di proteggere la vicina Toledo, allora un’importante città del califfato di Cordoba, dagli attacchi dei regni cristiani del nord.
Il nome “Madrid” deriva proprio da questo insediamento arabo. Il termine arabo originale, “Mayrit” (o “Magerit”), significa “luogo ricco di acqua” o “terra abbondante di acqua”. Questo nome è dovuto alla presenza di una grande quantità di acque sotterranee e ruscelli che attraversavano la zona, una risorsa vitale in una regione altrimenti arida. L’etimologia riflette quindi l’importanza che l’acqua ha avuto per lo sviluppo della città fin dalle sue origini.

La Puerta del Sol e il suo significato

La Puerta del Sol (Porta del Sole) è una delle piazze più famose e centrali di Madrid. Il suo nome ha un’origine molto semplice e suggestiva. Nel XV secolo, la Puerta del Sol era una delle porte di accesso che facevano parte della cinta muraria che circondava Madrid. Il suo nome deriva dal fatto che sopra la porta era scolpito un sole, e la porta stessa era orientata verso est, ovvero nella direzione in cui sorge il sole. Oggi, la Puerta del Sol è un luogo di grande importanza per diverse ragioni.
Il Centro geografico è il “Kilometro Cero” (Chilometro Zero) della Spagna, il punto da cui vengono misurate tutte le distanze stradali del paese. Una piccola placca di bronzo sul marciapiede davanti alla Casa de Correos (Palazzo delle Poste) segna questo punto simbolico.
Inoltre è il cuore della vita madrilena: La piazza è un punto di incontro e di ritrovo per i madrileni e i turisti. È il luogo in cui si svolgono manifestazioni, celebrazioni e in cui si incrociano le principali vie commerciali.

Il triangolo d’oro dell’arte

Il cuore culturale di Madrid è il cosiddetto Triangolo d’Oro dell’Arte, un’area che racchiude tre dei musei più importanti al mondo: il Museo del Prado, il Museo Reina Sofía e il Museo Thyssen-Bornemisza. In pochi giorni, siamo riuscite a visitare il Prado e il Reina Sofía. Al Museo del Prado è stata un’esperienza magnifica, in cui abbiamo potuto ammirare i capolavori di Velázquez, in particolare la sua opera più famosa: “Las Meninas”. È stato emozionante trovarsi davanti a quel quadro iconico dove il maestro si autoritrae mentre dipinge, proiettando allo specchio la coppia reale, creando un gioco di prospettive unico. Un’esperienza che lascia il segno.

La potenza espressiva del Guernica

Al Reina Sofía, invece, ho potuto ammirare dal vivo una delle opere di Picasso che più mi emozionano: il “Guernica”. Il quadro, dipinto nel 1937, è la risposta di Picasso al bombardamento della città basca di Guernica durante la Guerra Civile Spagnola. Il genio cubista ha tradotto l’orrore e la sofferenza di quell’evento in un linguaggio visivo potente e simbolico. Ogni elemento della tela in bianco e nero è un grido: il cavallo ferito al centro simboleggia il popolo straziato, il toro rappresenta la brutalità della guerra, mentre le figure umane deformate e disperate esprimono il caos e il dolore che la distruzione porta con sé. Vedere questa opera non è solo osservare un quadro, ma sentire la sensibilità di un artista che ha trasformato la tragedia in un eterno monito contro l’orrore.
Ma la cultura di Madrid non si limita ai musei. Il Palazzo Reale e i Giardini di Sabatini offrono uno sguardo sulla storia della monarchia spagnola, mentre la Plaza Mayor e la Puerta del Sol sono il fulcro della vita cittadina, luoghi dove la storia si intreccia con il presente. Da non perdere, la Cattedrale dell’Almudena, situata proprio accanto al Palazzo Reale.

Tra leggende e storie d’amore reali

A Madrid, il passato si intreccia con il presente anche nelle storie d’amore. Mentre camminavamo per le strade storiche, abbiamo scoperto come la città sia custode di romantiche leggende. una in particolare narra di un re che si innamorò di una bellissima donna non nobile che viveva in un palazzo affacciato su Plaza Mayor. Questa storia, un aneddoto affascinante raccontato dalla nostra guida Michele, ci ha fatto sognare di fronte agli antichi palazzi reali.
Tuttavia, Madrid ha vissuto una storia d’amore moderna e veritiera: quella che lega Re Felipe VI alla Regina Letizia. Un tempo giornalista e conduttrice televisiva, Letizia Ortiz, è una donna non di sangue blu, che ha conquistato il cuore del re di Spagna, portando un vento di modernità nella monarchia. Il loro matrimonio, celebrato nel 2004, è stato un evento storico, segnando l’ingresso di una “plebea” nella famiglia reale e dimostrando che le favole d’amore, in un modo o nell’altro, continuano a vivere tra le strade di Madrid.

Delizie culinarie e mercati storici

Un altro aspetto indimenticabile di Madrid è la sua offerta gastronomica. Visitare mercati come il Mercato di San Miguel e il Mercato di San Antón è un’esperienza sensoriale unica. Qui si possono assaggiare una varietà di prelibatezze: dalla sangria, sia rossa che bianca, ai celebri prosciutti iberici come il jamón serrano e il pregiato pata negra.
In particolare, il Mercato di San Antón ci ha colpite positivamente. Sebbene sia più piccolo e meno affollato del celebre Mercato di San Miguel, i prodotti offerti sono di eccellente qualità e spesso a prezzi più contenuti, permettendo di gustare autentiche specialità senza spendere una fortuna.
Inoltre, la città è il luogo perfetto per gustare piatti tipici come il bocadillo de calamares, il panino con i calamari fritti, una vera istituzione madrilena e il baccalà fritto. Anche se le file possono essere lunghe, l’attesa è ripagata dal sapore unico di queste specialità.

The Library. un tempio del piacere

Il punto culminante del nostro viaggio enogastronomico è stato un locale di cui mi sono innamorata: The Library. Questo nome, che in inglese significa “libreria”, è un gioco di parole geniale, perché invece di libri, le sue mensole ospitano una selezione di vini a dir poco fantasmagorica. Oltre 3000 etichette!!! L’atmosfera è magica.  Con uno stile che unisce il classico al moderno, il locale è decorato con legni scuri e statue. Regna un’atmosfera elegante e accogliente, quasi come un club privato di un tempo. Abbiamo assaggiato un’incredibile selezione di prelibatezze: dalle delizie a base di pesce e baccalà mantecato fino al sublime jamón e pata negra. Il tutto accompagnato da vini eccellenti, da un rinfrescante Corpinnat a un elegante Rioja. Se solo avessi un posto così nella mia città, credo che ci andrei continuamente!

Il fascino del Corpinnat

A questo punto vi starete certamente chiedendo cos’è un Corpinnat. Tra le bollicine spagnole è un’espressione di eccellenza!
Tutti gli appassionati di bollicine ormai conoscono il CAVA, lo spumante spagnolo prodotto con metodo tradizionale (champenoise) cioè con la seconda rifermentazione in bottiglia. La sua regione di riferimento è la Catalogna (Penedès) dove venne prodotto per la prima volta nel 1851. Prende il nome dalle antiche cantine sotterranee dove veniva conservato ed è una DO  (Denominación de Origen) e può essere prodotto anche in altre ragioni della Spagna. Il Corpinnat invece è un marchio collettivo che identifica spumanti prodotti con metodo tradizionale, esclusivamente da uve biologiche autoctone della regione del Penedès, con lunghe maturazioni sui lieviti che conferiscono complessità e finezza. La storia inizia nel 2019 quando i sei fondatori dell’Associació de Viticultor i Elaboradors Corpinnat (AVEC) abbandonano la denominazione Cava per dar vita al Corpinnat, il Marchio Collettivo Europeo.

Adottano un disciplinare rigorosissimo sia in vigneto che in cantina con pratiche volte a garantire una qualità superiore esprimendo maggiormente tradizione e territorio. Quindi dosaggi molto bassi e lunghe permanenze sui lieviti, principalmente vitigni autoctoni come macabeo, parellada e xarel-lo, anche se alcune interpretazioni si avvalgono anche di quote minoritarie di particolari cloni di pinot noir e chardonnay.
Il nome è composto da COR (il cuore) e PINNAT (parola che si riferisce all’origine del nome Penedès) e ad oggi riunisce i produttori di Metodo Classico del Penedès di maggior qualità, la punta di diamante della spumantizzazione iberica. Il numero iniziale si è elevato a ben 11 produttori. Noi abbiamo degustato il Gramona Imperial 2018, un vino che ci ha appagato.

Il carattere del Tempranillo della Rioja

Parlando di grandi rossi, non si può non menzionare un buon Tempranillo della Rioja. Nel 1991, la regione della Rioja è stata la prima regione spagnola a ottenere la denominazione di origine qualificata (DOCa)  per l’eccellenza della sua produzione enologica. Il vitigno autoctono più diffuso e considerato il più nobile nella regione è proprio il Tempranillo. E’  l’anima dei vini più iconici di Spagna, spesso vinificato in blend con altre uve autoctone, come la Garnacha. Noi abbiamo assaggiato un’edizione limitata del 2017, da vigne vecchie di Tempranillo e Graciano della Montecillo Bodega Centenaria.
Un Tempranillo di Rioja, soprattutto se ha avuto un adeguato affinamento in botte, si presenta con un colore rosso rubino intenso, spesso con sfumature granate che rivelano la sua età. Al naso, offre un bouquet complesso di frutti rossi maturi come ciliegia e mora, spezie dolci come vaniglia e cannella, note balsamiche, tabacco e cuoio. Al palato è elegante, ben strutturato, con tannini setosi e una piacevole acidità che lo rende persistente e versatile nell’abbinamento con la ricca cucina spagnola.

Tra i luoghi che avremmo voluto visitare c’era anche il Sobrino de Botín, una vera e propria istituzione di Madrid. Fondato nel 1725, questo ristorante è riconosciuto dal Guinness dei Primati come il più antico del mondo ancora in attività. Un’esperienza culinaria che ti proietta nel passato, con un menù che propone piatti classici della tradizione, come l’agnello e il maialino da latte arrostiti nel suo antico forno a legna. Le prenotazioni sono estremamente difficili e richiedono un anticipo notevole, ma a causa di un ritardo del nostro aereo, non siamo riuscite ad andarci. La delusione è stata forte, ma allo stesso tempo mi ha dato un motivo in più per tornare a Madrid e tuffarmi in questo luogo che unisce passato, presente e la pura essenza della città.

La vibrante vita notturna di Madrid e le sue tradizioni

Madrid si anima quando il sole tramonta. La vita notturna qui è una vera e propria istituzione, con un’energia contagiosa che attira sia i locali che i turisti. Dalle piazze affollate di gente che si gode una cerveza, ai locali che offrono musica dal vivo e ai club che rimangono aperti fino a tarda notte. Non è un caso che la città sia considerata una delle capitali del divertimento in Europa, con una varietà di opzioni che si adatta a ogni gusto.madrid Durante il nostro soggiorno a Madrid, ho incrociato anche delle processioni religiose che sfilavano per le strade, eventi che si svolgono nei giorni prima di Pasqua e durante la Settimana Santa. L’atmosfera era davvero unica, con i colori vivaci delle vesti e la solennità dei partecipanti. L’aria della Quaresima si riempie di un’attesa solenne e di un’emozione palpabile. Le strade del centro storico si trasformano in un palcoscenico a cielo aperto dove secoli di fede e tradizione prendono vita. Le processioni, momenti culminanti di questa preparazione alla Pasqua, vedono sfilare confraternite (le “Hermandades” o “Cofradías”) con i loro caratteristici abiti, spesso cappucci a punta (“capirotes”) che conferiscono un’aura di anonimato e devozione. La folla, silenziosa e raccolta, osserva il passaggio di queste figure, immersa in un’atmosfera di profonda spiritualità e partecipazione collettiva.

madridLa magia del flamenco: passione ed espressione

Un viaggio a Madrid non può dirsi completo senza aver assistito a uno spettacolo di flamenco. Questa forma d’arte, ricca di passione ed espressione, è profondamente radicata nella cultura spagnola. I “tablaos” di Madrid sono i luoghi ideali per vivere questa esperienza, dove ballerini, cantanti e chitarristi si esibiscono in performance intense che raccontano storie di amore, dolore e gioia. Vedere il flamenco in una città come Madrid, insieme a una persona cara, è un momento che resta impresso nella memoria.

Un arrivederci, non un addio

madridStarei qui a raccontarvi ancora dei cocktail consumati sui rooftop con la vista notturna suggestiva della città che non dorme mai! O di altri locali e trattorie scoperti girovagando per le sue strade. In ogni angolo, musei dello jamón e pasticcerie con i torroni e i dolci tipici che invitano alla scoperta. Ma mi sono dilungata già troppo!

Quindi, non mi resta che invitarvi a visitare Madrid di persona, in buona compagnia, perché fa sempre bene all’anima. Quanto a me, ho messo entrambi i piedi sulla famosa placca del Kilometro Cero a Puerta del Sol, seguendo la leggenda che narra che chi calpesta la “Spagna di ottone” con entrambi i piedi, farà ritorno in questa meravigliosa città. Quindi, per me non è un addio, ma un arrivederci!

 

Benedetta Costanzo
Le scoperte enoiche di Benny
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