Pievalta: grande e biodinamico, si può!
Un invito speciale a Pievalta
Alcune settimane fa ho avuto l’onore di partecipare ad un evento speciale organizzato dall’azienda Pievalta, interamente dedicato al Verdicchio Riserva San Paolo. L’incontro si è tenuto a Maiolati Spontini, nel cuore delle Marche, e ha offerto l’opportunità di esplorare da vicino una delle realtà vitivinicole più interessanti della zona. Il pomeriggio è iniziato con un tour dei vigneti, seguito da una degustazione verticale del San Paolo, un Verdicchio straordinario per la sua profondità e complessità. La giornata si è conclusa con una cena, durante la quale abbiamo assaggiato altri vini dell’azienda, inclusa una sorprendente proposta dalla Franciacorta. Ma come al solito partiamo dall’inizio!
La visione e il sogno di Silvano Brescianini
La storia di Pievalta è un vero e proprio romanzo, nato dalla passione di Silvano Brescianini. figura di spicco nel panorama della Franciacorta, che ha da sempre creduto nel potenziale dei grandi vitigni autoctoni italiani. Vent’anni fa, spinto da una profonda passione per il territorio dei Castelli di Jesi e da una sana dose di sfida, decise di investire nel territorio marchigiano. Oggi, il suo sogno è realtà! Unanimamente riconosciuto a livello internazionale, il suo Verdicchio è un vino affascinante in grado di vincere anche le sfide più ardue.
Ma per Brescianini il vero premio è aver contribuito a valorizzare quest’uva in un territorio caratteristico, trasformando Pievalta in un punto di riferimento per gli appassionati di vino.
Pievalta: Una Storia di Passione e Biodinamica
Pievalta non è solo una cantina, ma un esempio di come la viticoltura possa sposarsi perfettamente con il rispetto per l’ambiente. Fondata nel 2002, l’azienda è stata fin dall’inizio votata all’agricoltura biologica e, dal 2005, ha fatto il passo decisivo verso la biodinamica.
Acquistando i vigneti, Brescianini si trovò di fronte a una situazione critica: i terreni, impoveriti da anni di pratiche agricole intensive, erano quasi morti. I vigneti soffrivano molto, diventavano gialli, e il suolo era duro come cemento. La sfida era enorme: non solo recuperare la fertilità del suolo, ma anche cambiare radicalmente un sistema di coltivazione consolidato. Con pazienza e determinazione, Alessandro Fenino, enologo milanese e anima dell’azienda, ha guidato questa trasformazione. Quando Barone Pizzini, decise di esplorare le potenzialità del Verdicchio nei Castelli di Jesi, fu proprio Fenino a prendere in mano il progetto. Con ispirazione, lavoro e un’equipe motivata e competente, si dedicarono a ripristinare la salute dei vigneti, introducendo pratiche biologiche e biodinamiche. Gradualmente, le viti si ripresero, adattandosi al nuovo regime e cominciando a esprimere tutto il loro potenziale. In pochi anni, i vini di Pievalta si distinsero per la loro autenticità e la loro capacità di riflettere il terroir d’origine. Situata nei Castelli di Jesi, oggi l’azienda si estende su 44,1 ettari, di cui oltre 30 vitati con metodo biodinamico. I vigneti abbracciano diverse aree, tra cui Maiolati Spontini, Montecarotto, San Paolo di Jesi e Cupramontana, ciascuna con suoli e condizioni climatiche differenti che arricchiscono e conferiscono unicità ai loro vini.
Dal Biologico alla Biodinamica: Un Percorso Naturale
Dunque Pievalta ha fin da subito abbracciato una filosofia produttiva incentrata sul rispetto per la natura e la valorizzazione del territorio. Il motto “Bio dalla nascita, biodinamici per passione, artigiani per natura” ne è la perfetta sintesi. In virtù dei principi della biodinamica, Alessandro Fenino e il suo team utilizzano preparati naturali e coltivano i vigneti in armonia con i ritmi della natura. Il risultato sono vini autentici, che esprimono la mineralità del suolo e la complessità del terroir.
L’arrivo di Silvia Loschi nel 2008, collega in Barone Pizzini e oggi compagna di vita di Alessandro, ha completato il quadro, rendendo Pievalta un luogo dove la passione per il vino si unisce all’ospitalità. Silvia infatti si occupa dell’accoglienza (sperimemtata personalmente!), creando un’atmosfera calda e familiare che invita a scoprire i segreti di questa realtà unica.
Una filosofia sostenibile
Uno degli aspetti che più mi ha colpito è l’approccio sostenibile che l’azienda adotta non solo in vigna, ma anche in cantina. Pievalta segue una filosofia di economia circolare, riciclando il compost delle vinacce e riducendo al minimo l’impatto ambientale. Utilizzano bottiglie leggere, imballaggi senza plastica e producono energia rinnovabile grazie ai pannelli fotovoltaici sulla cantina. Questo impegno per la sostenibilità si riflette in ogni fase della produzione, dalla vigna alla bottiglia.

Il Futuro di Pievalta
Dal 2002 a oggi, Pievalta ha continuato a crescere. Nel 2018 ha acquistato nuovi vigneti a Montecarotto, e nel 2022 ha piantato il vigneto “Fosso del Lupo” a Maiolati Spontini. Questo costante sviluppo testimonia la dedizione dell’azienda nel portare avanti un’agricoltura etica e sostenibile, rispondendo con flessibilità ai cambiamenti climatici e alle sfide del settore.
La Degustazione Verticale del Verdicchio Riserva San Paolo
La parte più attesa dell’evento è stata senza dubbio la degustazione verticale del Verdicchio Riserva San Paolo, un vino che rappresenta l’anima di Pievalta e il legame profondo con il territorio dei Castelli di Jesi. Le “verticali” sono occasioni speciali per esplorare l’evoluzione di un vino attraverso il tempo, cogliendone le sfumature e i cambiamenti maturati negli anni. In questo caso, il protagonista assoluto non è stato il Verdicchio ma un territorio: Castelli di Jesi che riesce a imprimere in ogni bottiglia l’innata capacità di esprimere sia freschezza che complessità. E in questa verticale è risultato più che evidente.
Annate a Confronto
Durante la verticale, abbiamo assaggiato diverse annate del Verdicchio Riserva San Paolo, ciascuna in grado di raccontare qualcosa di unico sul microclima dell’annata e sulle scelte enologiche di Pievalta.
Il Verdicchio Riserva San Paolo è ottenuto da una selezione delle migliori uve della vigna vecchia, situata a San Paolo di Jesi, che fermentano con solo lieviti indigeni. E’ affinato due anni in acciaio su fecce fini e 6-12 mesi in bottiglia in base all’annata. una scelta che permette di mantenere intatta la freschezza del vino e di valorizzarne la purezza.
Il Verdicchio: Eleganza e Longevità
Un aspetto che mi ha colpito durante la degustazione è stata la longevità del Verdicchio Riserva San Paolo. Anche le annate più datate hanno mantenuto una freschezza sorprendente, sostenuta da una struttura in equilibrio che esprimeva sempre una vivacità che rendeva tipico ogni vino. È evidente che il Verdicchio ha un grande potenziale di invecchiamento, con la capacità di sviluppare aromi più profondi e complessi senza perdere la sua energia.
La verticale nel dettaglio nel prossimo articolo
Per il momento la nostra avventura a Pievalta finisce qui. Nel prossimo articolo vi svelerò tutti i segreti di una verticale indimenticabile, un viaggio nel tempo attraverso le diverse annate del Verdicchio. E non solo: una cena gourmet, curata nei minimi dettagli, ci ha regalato molte emozioni, abbinando i vini dell’azienda a piatti che ne esaltavano le caratteristiche. Un’esperienza che ci ha permesso di comprendere quanto sia profonda la passione di Silvano Alessandro e Silvia, i veri artefici di questo progetto. Un’azienda che vive e respira il suo territorio, un’azienda che ci ha conquistato. Un grazie speciale a Multimedia Milano che ha permesso tutto ciò e in alto i calici a Pievalta e ai Castelli di Jesi!!
Benedetta Costanzo
benedetta.costanzo@winetalesmagazine.com
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