24 Nov 2025
Le scoperte enoiche di Benny

Sansovino Seconda Edizione.

La Valdichiana celebra il buon vivere italiano

Con la nostra testata Winetales Magazine, abbiamo avuto il piacere di essere media partner della seconda edizione di Sansovino – Vino, Cibo, Territorio. Una manifestazione che, l’8 e il 9 novembre, ha animato il centro di Monte San Savino, splendido borgo in provincia di Arezzo. È stata per me la prima, intensa immersione in questo evento che si è concluso con un bilancio altamente positivo, confermando la sua formula vincente.

Un Format originale: bellezza, storia e selezione

L’originalità di Sansovino risiede nella sua filosofia: mettere in relazione territori diversi d’Italia con le loro realtà vitivinicole e culinarie, evitando il caos delle fiere e puntando sulla promozione di produzioni altamente selezionate, dai confini geografici ben definiti. Il tutto avviene valorizzando in modo magistrale i luoghi di interesse artistico e storico della città ospitante.
L’evento si consolida come un ambizioso progetto di “Itinerari Enogastronomici” con l’obiettivo primario di promuovere la cultura del cibo e del vino, mettendo in relazione zone d’eccellenza italiane con le realtà vitivinicole e gastronomiche locali. Il nuovo logo, focalizzato su Vino-Cibo-Territorio, simboleggia fedelmente questa filosofia.

l visionario: Giancarlo Coradeschi e la nascita del progetto

L’idea di celebrare il vino in questo contesto storico e culturale è merito di Giancarlo Coradeschi, amico e collega sommelier verso cui nutro una grande stima.
E’ il fondatore di Zerosettantacinque, una realtà di commercializzazione e distribuzione vino. Insieme a dei cari amici, si dedicano con attenzione certosina alla scoperta di vere chicche enologiche, operando come veri e propri talent-scout del gusto. Il progetto Sansovino, nella sua attuale configurazione, ha preso forma nel 2024 in seguito a un viaggio di Coradeschi in Valtellina. Nella prima edizione decise di dare spazio ai vini dell’Alto Piemonte, ripromettendosi l’anno successivo di esaltare anche il Meridione.

Nuova edizione ampliata

L’edizione di quest’anno si è estesa su due giorni, richiamando pubblico e operatori grazie a un programma ricco, pensato per curiosi, appassionati ed operatori, con protagonisti i produttori locali e le eccellenze di Irpinia e Piemonte.
Il successo dell’evento è stato possibile anche grazie al sostegno delle Amministrazioni locali, L’organizzazione ha visto il coinvolgimento di diversi soggetti istituzionali e associativi, tra cui l’Azienda Speciale Monteservizi di Monte San Savino, la Pro Loco, la Confesercenti Arezzo con il Patrocinio del Comune di Monte San Savino e della Camera di Commercio di Arezzo-Siena. E’ stato possibile ampliare gli spazi, includendo anche visite guidate al Palazzo dei Topi d’argento, alle Logge, al Ghetto Ebraico e al Cisternone. La manifestazione è inoltre inserita nell’ambito del progetto di Vetrina Toscana, la rete della Regione che promuove i prodotti e i piatti tipici toscani.

Le Delizie del Gusto

I numeri testimoniano il successo e la ricchezza dell’offertai. L’accesso all’intera offerta enogastronomica dei banchi d’assaggio era garantito da un unico braccialetto, consentendo ai winelovers di muoversi liberamente tra le eccellenze. Il quadro enologico, pur esaltando i territori ospiti Irpinia e Alta Langa, è stato magnificamente completato dalla presenza di numerose aziende toscane del territorio. A completare il quadro sensoriale, la postazione ANAG, con l’esperto Luca Lazzeroni, ha proposto abbinamenti inediti tra distillati e ben 18 varianti di cioccolato di Modica IGP.

 Un format esperienziale

Anche la sezione food ha giocato un ruolo cruciale, con eccellenze come la celebre porchetta de Le Delizie di Aldo di Monte San Savino, affiancate da squisite specialità campane e piemontesi
Le degustazioni si sono tenute nel Cassero trecentesco, sotto gli altorilievi dei Della Robbia nella Chiesa di Santa Chiara. Le masterclass si sono svolte nel Palazzo rinascimentale Galletti, mentre la cena di gala nel magnifico chiostro del Palazzo Comunale. Un grande successo hanno avuto le visite guidate per scoprire tesori nascosti del borgo. Con appuntamento alle ore 16:00 davanti al Palazzo dei Topi d’Argento è stato possibile scoprire la casa dell’artista Sansovino, toccando i luoghi più significativi.
Momento di grande fascino e atmosfera è stato l’Aperitivo al Cisternone. L’8 novembre, dalle 18:00, questo antico serbatoio ha unito l’atmosfera intima di un luogo che racconta la Toscana, ai drink firmati Ostematto e alla musica live del A Minor Duo.

La Cena di Gala: il piacere dell’abbinamento libero

Momento di grande espressione gastronomica è stata la Cena di Gala, un evento a numero chiuso con prenotazione obbligatoria, svoltosi tra le luci del suggestivo Chiostro del Palazzo Comunale e arricchito dall’accompagnamento musicale di A Minor Duo curato da Confesercenti Arezzo. L’offerta gastronomica è stata all’altezza delle aspettative, frutto della sapiente collaborazione degli chef locali. Il menù, aperto dal brindisi di benvenuto con Zanotto Col Fondo, ha saputo rivisitare i piatti della tradizione con eleganza. Sono state proposte creazioni come la Pappa d’autunno (La Terrasse), i Raviolacci ai tre radicchi (L’Altruista) e le Tagliatelle “Pasta Panarese” al ragù di anatra (Podere Pendolino), per culminare con il classico Spezzatino di cinghiale ai profumi d’autunno (Il Cassero). A curare la chiusura in dolcezza è stata la Pasticceria Stella Luna, che ha servito un raffinato Pan di spagna con crema chantilly, fragole e praline di cioccolato fondente. Il vero punto di forza è stata la libertà di abbinamento: la cena è stata accompagnata da una selezione di 27 vini tra bollicine, bianchi e rossi, tutti numerati e disponibili su ordinazione al tavolo. I vini sono stati serviti dai Sommelier AIS, consentendo agli ospiti di fare tanti abbinamenti divertenti e confronti, trasformando l’esperienza in un viaggio di “tante emozioni diverse”.

Ospiti d’onore: Irpinia, Alta Langa

La presenza dell’Irpinia è frutto di un invito arrivato pochi mesi fa, dopo che alcuni sommelier toscani, tra cui Giancarlo Coradeschi, avevano visitato alcune cantine irpine, rimanendo colpiti dall’autenticità e dalla passione dei piccoli produttori locali. Piccole aziende familiari, dove l’accoglienza e la condivisione hanno ancora lo spazio che meritano. Le cantine invitate all’evento — tra cui Antico Castello Winery,Tenuta Donna Elvira, Cantina Il Cancelliere,Az. Agr. Boccella, Cantina Dell’Angelo, Cantine del Barone e Az. Agr. Fiorentino — tutte rigorosamente indipendenti, si sono presentate come una squadra unita, ben consapevole di rappresentare un territorio ancora poco conosciuto ma dal valore unico. Centinaia di calici di Greco di Tufo, Fiano, Taurasi e Aglianico sono stati sollevati da esigenti degustatori toscani e turisti (soprattutto inglesi e americani) che affollano la Val di Chiana, ma che in Irpinia non sono mai stati.
Fondamentale il contributo delle masterclass che hanno permesso di approfondire i due vini più significativi dell’Irpinia: il greco di Tufo e il grande Taurasi.

Tappa uno. Il Greco di Tufo

Le degustazioni tematiche hanno riscosso un grande successo, ponendo l’Irpinia al centro dell’attenzione fin dal primo appuntamento. La masterclass sul Greco di Tufo, intitolata “Identità di un territorio”, ha inaugurato il ciclo degli approfondimenti alle ore 15 di sabato 8 novembre, meritando un racconto a parte per la sua intrigante profondità. A guidare il viaggio è stato Paolo Tamagnini, esperto Relatore AIS (Associazione Italiana Sommelier) dell’Umbria, noto per il suo approccio profondo e narrativo, capace di dipingere il vino attraverso la storia, il terroir e le sfumature tecniche. Il suo racconto, che ha saputo incantare la platea, è stato talmente preciso e appassionato da meritare i complimenti degli stessi produttori di Tufo. Il cuore della masterclass è stata la sfida del confronto: due cantine storiche di Tufo — Cantina dell’Angelo e Donna Elvira — si sono messe a confronto con l’ospite a sorpresa, Tenuta Sanoner, proveniente dalla Val d’Orcia in Toscana.

Il confronto e la sfida

La scelta di Tenuta Sanoner è stata particolarmente affascinante: volendo proporre un bianco di grande valore e con prospettive d’invecchiamento, hanno cercato una varietà che superasse il tradizionale Trebbiano o Vermentino toscano. La loro sperimentazione li ha condotti al Greco di Tufo. Grazie alla sua innata acidità e struttura, questo vitigno ha consentito di raggiungere l’obiettivo. Un vino vibrante, attuale e capace di evolvere con grazia, un vero “bianco dei giorni nostri”. Il confronto tra le espressioni irpine e quella toscana ha offerto un’opportunità unica per entrare nel vivo del terroir del Greco, evidenziando come l’identità di un vitigno possa mutare ed esprimersi in modo intrigante anche lontano dalla sua terra d’origine.
Tuttavia, l’analisi degli assaggi delle cantine campane ha messo in risalto un elemento distintivo: la salinità. Questo fil rouge minerale, emerso con forza anche nelle annate più datate, ha ribadito come il Greco toscano non potesse competere con quel valore aggiunto unico che, grazie al suolo vulcanico e ad altre componenti pedologiche, da sempre contraddistingue il grande vino bianco di Tufo, rendendolo inconfondibile.

Focus su Al.ma. Toscana

l sostegno alla masterclass sul Greco di Tufo è stato reso possibile anche grazie al contributo di Al.Ma. Toscana, una realtà che incarna la filosofia di eccellenza e sostenibilità promossa da Sansovino. Avviata nel 2023 da due amici, Matteo Cardinali e Alessio Scarscelli, questa azienda è il risultato di una “conversione”.
Pur provenendo entrambi dal settore finanziario, i fondatori hanno scelto di seguire la loro vera vocazione per la natura e l’agricoltura, dando vita a un progetto agricolo d’avanguardia. L’impresa si concentra sulla coltivazione sostenibile di prodotti di altissima qualità in Toscana. Tra i campi spiccano circa 800 piante di goji e un vasto assortimento di erbe aromatiche (dragoncello, erba pepe, nepetella e erba luigia), con il “giardino aromatico” che conta quasi un migliaio di piante.

Sostenibilità e innovazione

Le materie prime vengono trattate con cura estrema: le bacche di goji sono essiccate a temperatura controllata e destinate a confezioni in vetro, sughi e composte. Le erbe aromatiche sono raccolte rigorosamente a mano nel momento balsamico ottimale. Questo processo artigianale garantisce il massimo mantenimento di aroma e colore. Le essenze prodotte da Al.Ma. Toscana trovano impiego sia nella cucina quotidiana sia in distillerie specializzate per la creazione di gin e vermouth. Un modello gestionale dove le competenze si completano. Matteo, forte del suo background in biologia, supervisiona la produzione, mentre Alessio gestisce l’amministrazione e il settore commerciale. Inoltre hanno imparato presto che la trattativa più importante si chiude con il vero CEO dell’azienda, Madre Natura, che non accetta compromessi né bonus.

Taurasi: L’oro nero d’Irpinia

Subito dopo, grande attenzione è stata riservata al re dei rossi campani con l’approfondimento sul Taurasi, intitolato “Oro nero d’Irpinia”. Un successo che ha visto la partecipazione delle cantine irpine in una dimostrazione di coesione territoriale. L’assaggio ha guidato i partecipanti lungo le diverse annate produttive dell’areale solcato dal fiume Calore. È stato evidente come l’Aglianico, pur mantenendo il suo carattere potente e austero, abbia ormai smussato, grazie a una corretta gestione in vigna e cantina, le parti tanniche più energiche del passato, mostrando vini dalla beva contemporanea e una spiccata vocazione gastronomica.

L’Alta Langa: Un Corpo Mille Anime

Infine, il percorso sensoriale ha toccato le vette piemontesi con la masterclass dedicata a “L’Alta Langa: Un corpo mille anime”, concludendo il cerchio tra le eccellenze del Nord e del Sud Italia.
Questo vino speciale prende vita tra le colline più alte del Piemonte, dove i vigneti si intrecciano ai borghi e ai boschi. È un territorio elegante e autentico, fatto di silenzi, equilibrio e tradizione. È qui che nasce l’Alta Langa DOCG, spumante Metodo Classico che racchiude la finezza e la profondità del Piemonte più vero.
La sua storia affonda le radici nel 1990 con un progetto pionieristico che vide l’impegno delle sette principali case spumantiere piemontesi. Questo sforzo, basato sulla sperimentazione di Pinot nero e Chardonnay, portò al riconoscimento della DOC nel 2002 e, infine, all’ottenimento della prestigiosa DOCG nel 2011.
L’Alta Langa DOCG si distingue per la sua spuma abbondante, un perlage di bollicine sottili e un profumo delicato con sentori di fiori bianchi e frutta fresca. Al palato risulta sapido e persistente, sostenuto da una piacevole acidità.

Prospettive Future: La Bellezza è Contagiosa

È difficile racchiudere l’intensità di un evento come questo in poche righe o in pochi sorsi. Ma chi ha avuto il privilegio di esserci lo sa bene. Sansovino 2025 è stato molto più di un semplice evento. E’ stata un’esperienza fatta di profumi intensi, calici ricolmi, sorrisi sinceri, la giusta musica di sottofondo e incontri che lasciano il segno.
È stato un weekend magico, in cui vino, cibo e territorio si sono intrecciati in un’armonia perfetta tra le vie e gli storici palazzi di Monte San Savino. È stata la conferma che l’eccellenza italiana fiorisce quando la passione incontra la storia e l’organizzazione.
Un valore aggiunto di questa esperienza? Essere riusciti ad accompagnare in Irpinia un nuovo turismo di qualità, attratto dalla gastronomia e dal buon vino. Con questa ispirazione, Maurizio Forgione, guest relations di Irpinia Escapes, ha lanciato l’idea di riproporre proprio in Irpinia una manifestazione gemella di “Sansovino”, magari a Gesualdo, patria del celebre musicista Carlo Gesualdo e sede del magnifico castello. La bellezza è contagiosa. Una manifestazione di questo livello, tuttavia, oltre a grande passione e intenso lavoro, richiede un impegno sincero da parte di tutta la comunità. E’ stat una sfida per gli imprenditori irpini e piemontesi in primis,  la classe politica locale e la società civile.

Grazie e a presto

Un GRAZIE speciale e sentito va a chi ha creduto, sostenuto e condiviso questa edizione di Sansovino. Zerosettantacinque ha voluto rivolgere un pensiero in più a tutti i main sponsor, official sponsor, partner, media partner e collaborazioni istituzionali. Sono loro ad aver reso possibile Sansovino 2025, contribuendo a creare qualcosa di unico tra vino, cibo e territorio. Il loro supporto è stato fondamentale per trasformare un’idea in un’esperienza. Anch’io mi unisco a questo coro e sono felice di aver dato il mio contributo per rendere vincente l’evento. Attendiamo quindi la prox edizione e in attesa brindiamo con un buon calice di vino. Cin!

Benedetta Costanzo
Le scoperte enoiche di Benny
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