Summer Wine Time. ConFusioni sull’Etna
Continua il viaggio…
Riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta delle “ConFusioni” di Vigneti Primaterra. Per Camillo e Tiziana, la cantina non è solo un semplice luogo di produzione. E’ la location ideale per ospitare artisti e a organizzare eventi a tema. Non si tratta solo di intrattenimento, ma di un desiderio profondo di sensibilizzare gli ospiti su vari argomenti.

Negli anni si è spaziato dalla salvaguardia della natura alla bellezza di un concerto sulle pendici dell’Etna. Le collaborazioni con artisti contemporanei sono continuate ininterrottamente, anche durante gli anni difficili della pandemia. Questa filosofia, un connubio tra viticoltura e creatività, è ciò che mi ha spinto a raccontare la loro storia, ed è per questo che ad agosto ho voluto partecipare di persona. È stato un privilegio, inoltre, poter condividere la serata e il tavolo con altre meravigliose donne del vino, come Floriana Risuglia, vice-delegata del Lazio e avvocata esperta in diritto vitivinicolo, e Valeria Ventura, donna del vino siciliana con cui ho già condiviso altre esperienze in giro per l’Italia. Sono convinta che le esperienze più arricchenti siano quelle in cui hai modo di confrontarti con persone preparate e appassionate.
Tiziana Galdolfo: l’altra anima di Primaterra
A completare la visione di Camillo c’è Tiziana Galdolfo, l’altra anima di Primaterra. Provenendo da un’esperienza di vita e professionale completamente diversa, ha scelto di diventare divulgatrice e ha un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle rassegne estive. Donna del Vino Siciliana, è orgogliosa di far parte di questo team di donne, non solo imprenditrici, e si ritrova pienamente nella filosofia dell’associazione che ha come pilastro fondamentale l’enoturismo e la possibilità di coinvolgere il pubblico in modi sempre diversi e autentici.
Inizia l’esperienza artistica a Primaterra
Mi sono recata in un tardo pomeriggio assolato a Contrada Sciaranuova, tra Passopisciaro e Randazzo, sul versante nord dell’Etna.
Ci troviamo a quasi ottocento metri sul livello del mare, e qui le viti hanno trovato un punto di equilibrio importante grazie a un ecosistema tipico della “Muntagna”. Per noi siciliani l’Etna non è semplicemente un vulcano, ma un’entità, una figura centrale nella nostra identità siciliana, nonostante le continue eruzioni che ad altri potrebbero preoccupare.
Giunta alla fine della stradina sterrata, ecco Camillo e Tiziana ad accogliermi sempre con un sorriso sincero: mi sembra già un ritorno a casa!
Ho conosciuto prima i vini di Primaterra e poi le persone. Il feeling è stato immediato. Vuoi per le comuni radici siciliane, sarà che il vino crea connessioni veraci, ogni volta che torno in Sicilia è diventato un rituale andarli a salutare e degustare i nuovi vini sotto il grande castagno. Bisogna esserci per capire l’emozione che si prova in questo luogo magico.
(Se vuoi leggere il mio articolo che parla di Vigneti Primaterra clicca qui)
Evoluzione di tanti eventi che si sono susseguiti nel tempo
“ConFUSIONE” rappresenta l’evoluzione di un percorso iniziato nel 2014, che ha visto la cantina ospitare installazioni artistiche, performance, musica e recitazione, creando un dialogo continuo tra artisti, pubblico e, naturalmente, il vino. Come sottolineano gli organizzatori, l’obiettivo non è trovare risposte, ma creare suggestioni da condividere, convinti che le contaminazioni possano “mostrare altri mondi possibili” e che il vino sia un “viatico e compagno di viaggio indispensabile e prezioso”.
Il programma di questa edizione:
La rassegna si sviluppa in quattro incontri, ognuno con protagonisti e temi diversi:
- Antonio Iacona, giornalista e scrittore, che con “Approdi di sogni e parole ebbre” intreccia poesia e prosa con musica e una degustazione di vini selezionati.
- Santi Spartà, fisico e scrittore, che in “Connessioni oniriche” esplora l’interazione tra arte, vino e intelligenza artificiale, abbinando sette “robografie” a sette vini.
- Francesco Minissale, fotografo, che con “Oltre il visibile” presenta scatti all’infrarosso, abbinando un mondo sconosciuto a vini ideali.
- Enzo Raneri, ingegnere e appassionato di cucina, che celebra la convivialità con la tradizionale “Porchetta”, abbinandola ai vini Etna Rosato e Rosso di Primaterra.
A ogni incontro, Camillo Privitera ha guidato una degustazione nel suo “Punto di Fusione”, raccontando non solo vini della cantina ma quelli che rappresentavano il momento di massima intensità emotiva, in cui le cose si trasformano in qualcosa di nuovo.
SABATO 2 agosto, quindi ho avuto il piacere di partecipare in prima persona all’evento e di raccogliere immagini e dettagli che mi permetteranno di arricchire questo articolo e di raccontarvi da vicino l’esperienza unica di “ConFUSIONE”.
“ConFUSIONE”: il vino incontra l’arte sul vulcano
Il titolo, come suggerito dagli ideatori, ha un significato profondo e plurimo, in linea con la loro filosofia di vita. Secondo Camillo e Tiziana, troppo spesso nella vita si cerca la via più logica e lineare, eppure, a ben guardare, anche nella natura il suo ordine più profondo nasce proprio da una “confusione” intesa come caos benefico. Un disordine apparente che, senza una logica precisa, riesce sempre a creare meraviglie. È in questo spirito che il concetto di “fusione” diventa il motore di questa rassegna: unire la degustazione dei vini con l’arte in un contesto unico, quello dei vigneti di montagna.
Sentire le risposte a Primaterra
Mentre aspettavamo l’arrivo degli ospiti, ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con Camillo e alcuni convitati, spaziando da argomenti concreti come la sostenibilità e l’importanza di non sprecare l’acqua, fino a riflessioni più filosofiche. Camillo ha detto, fra i vari discorsi, che crede nella filosofia di godere il presente, il momento. Lui e Tiziana sono grati per aver trovato un’identità che provano a tramandare così com’è, perché forse è questo il vero scopo. Mi ha colpito tantissimo quando ha detto che tutti ci poniamo le stesse domande sulla vita, abbiamo gli stessi dubbi e incertezze… ma quando la mattina si sveglia e si trova a Primaterra, non conosce le parole, ma sa le risposte. È la stessa sensazione che provo io tutte le mattine quando mi sveglio: il senso di gratitudine per ciò che abbiamo, che sia il respiro, la salute, un desiderio o un sogno… la gratitudine che invade il cuore è la risposta migliore che si possa avere!
La filosofia della ConFUSIONE
Proprio parlando di come è nata la parola “ConFUSIONE”, ha condiviso poi la sua visione personale: un po’ tutto nella vita è una fusione. Anche dalle piccole incomprensioni, come una litigata a colazione, può nascere un’idea o un progetto. Nascono così delle intuizioni che poi si fondono con altro: una lettura, un incontro fortuito, una serie di casualità che si uniscono per dare vita a qualcosa di nuovo. Curiosa del significato profondo di questo nome, ho cercato l’etimologia della parola “confusione”. Ho scoperto che deriva dal latino tardo confusio, sostantivo femminile di confundere, che significa “mescolare”, “unire” o “mettere insieme”. Sebbene l’italiano moderno conservi il senso di mescolanza disordinata o di uno stato di disorientamento, io amo interpretarla come un disordine creativo e ispirante, da cui nascono cose inaspettate dal sapore unico. Sento di essere nel luogo giusto per approfondire!
L’artista e l’intelligenza artificiale
Questa filosofia di “fusione” si è manifestata concretamente proprio con il protagonista della serata del 02 agosto. L’incontro fra Camillo e Santi Spartà, fisico e scrittore, è avvenuto per caso, nell’ufficio di un’assicurazione. Parlando di intelligenza artificiale, Santi ha raccontato a Camillo cosa riusciva a creare con questo nuovo strumento tecnologico. Si è rivelato un personaggio molto eclettico, che si occupa di arte e di “Intelligenza Artificiale Umanistica”. Con questa espressione, Santi vuole sottolineare che l’AI risulta molto più interessante quando viene utilizzata per scopi umanistici, piuttosto che per fini prettamente tecnici o tecnologici.


La nascita della ‘Robografia’




