27 Lug 2025
Le scoperte enoiche di Benny

Summer Wine Time: L’Istria tra mare e vigne

Diario di bordo in Croazia

Alla fine di ogni anno scolastico, la mia famiglia si concede un premio: un viaggio. Di solito, scegliamo una meta all’estero oppure un soggiorno al mare. Quest’anno, siamo riusciti a unire le due cose, scegliendo la Croazia. Un paese straniero con uno splendido mare e tanto da scoprire. In compagnia di amici, ci siamo lanciati per la prima volta in questa avventura e il battesimo non avrebbe potuto essere più eccezionale.

Rovigno, la città degli artisti.

Questo piccolo gioiello mi è rimasto nel cuore. Non è solo una città di mare; è un luogo che ha saputo mantenere la sua anima rustica e autentica. È conosciuta come la città degli artisti proprio per la sua vibrante tradizione creativa e la presenza di numerosi artisti contemporanei che qui vivono e lavorano. Passeggiando per le sue vie, si respira un’atmosfera unica, soprattutto in via Grisia, dove si susseguono gallerie e laboratori. È qui che ogni anno, ad agosto, si tiene l’omonimo festival, una vera celebrazione dell’arte a cielo aperto. Tra la Galleria Adris e le botteghe a vista, si ha la possibilità di ammirare le opere e, volendo, di acquistare un pezzo d’arte direttamente dalle mani di chi l’ha creato. In cima, la maestosa Cattedrale di Sant’Eufemia domina la città, e salendo si viene ripagati con una vista mozzafiato sul mare e sulle isole circostanti. È un quadro che difficilmente si dimentica. Le viuzze strette e acciottolate che si dipanano dal centro, con scorci improvvisi che si aprono su strapiombi a picco sul mare, sono davvero pittoreschi e rendono ogni angolo una sorpresa.

Konoba: la taverna istriana

Durante la nostra visita, abbiamo pranzato in un ristorante storico di pescatori nel cuore della città, in Piazza del Mercato, che si chiama Da Baston. Qui abbiamo gustato dell’ottimo pesce freschissimo, preparato in modo impeccabile. Il profumo del pesce che cuoceva lentamente sulla brace ci ha subito conquistato. Un abbinamento vincente, che ha reso il pasto indimenticabile, è stato proprio un buon calice di Malvasia istriana, che con la sua freschezza ha esaltato alla perfezione i sapori delicati del pesce. Taverna Da Baston offre un’autentica atmosfera da konoba, il termine locale per indicare un’osteria o taverna tradizionale, tipicamente rustica e accogliente, con un focolare a vista che rende l’ambiente ancora più caldo.

 

Un Sorso di Istria: Tra Storia e Calici

Naturalmente, anche in Croazia ho cercato di immergermi in nuove esperienze enologiche, concentrandomi in particolare sulla Malvasia istriana. Questo vino bianco è stato il protagonista delle nostre giornate, con il suo colore giallo paglierino e i suoi profumi intensi. E quando si parla di Malvasia, è fondamentale specificare che non si tratta di un solo vitigno, ma di un’intera famiglia. Ognuna con le sue diverse sfaccettature. La Malvasia istriana, per esempio, è molto diversa da quella che si può trovare in Chianti o in altre zone d’Italia e del mondo; mi viene in mente persino la Malvasia delle Lipari, un magnifico passito siciliano, o il Malmsey, il vino fortificato dell’isola di Madeira, che si ottiene proprio da una varietà di Malvasia (e che rappresenta la tipologia più dolce di questo celebre vino).
Qui in Istria, sono rimasta particolarmente colpita dalla freschezza della Malvasia che ho assaggiato. A differenza delle versioni che ho avuto modo di conoscere nel Carso, dove ho fatto un approfondimento da vignaioli conosciutissimi come Skerk e Zidarich, qui in Croazia i calici che ho gustato non avevano le tipiche macerazioni, ma esprimevano una vivace e piacevole freschezza, perfetta per il clima di mare.

Un po’ di storia

Per capire appieno la viticoltura e il carattere di questa terra, è fondamentale fare un passo indietro nella sua complessa storia. L’Istria è una penisola che ha cambiato molte bandiere. Dopo un lungo dominio della Serenissima, ha visto il passaggio sotto l’influenza napoleonica, quando è stata brevemente parte del Regno d’Italia. Con la caduta di Napoleone, è passata sotto il controllo dell’Impero Austro-Ungarico, a cui è appartenuta fino alla fine della Prima Guerra Mondiale. È proprio in questo periodo che l’Istria, insieme alla Dalmazia, diventa una “terra irredenta” per l’Italia. Alla fine del conflitto, l’Istria è stata annessa al Regno d’Italia. Successivamente, dopo l’armistizio del 1943 e la fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Istria smette di essere italiana è entra a far parte della Jugoslavia. Solo con la successiva scissione della Jugoslavia, la penisola istriana è diventata finalmente parte della Croazia, portando con sé un’eredità culturale e storica ricchissima, che si riflette ancora oggi nei suoi sapori e nelle sue tradizioni. Oltre alla Malvasia, i vitigni autoctoni che rendono unico questo territorio sono il Teran, un vino rosso rubino che deve il suo carattere deciso e fruttato alla “terra rossa” tipica della regione, e il Muškat Momjanski (Moscato di Momiano), un vino dolce e aromatico che regala note floreali e di miele, ideale per accompagnare i dolci.

Un terroir unico: le vigne d’Istria e Croazia

La Croazia è una terra di contrasti anche nella viticoltura, un vero mosaico di terroir. Si divide tra la fascia costiera mediterranea e l’interno continentale. Mentre in Slavonia e nelle regioni del Danubio domina il Graševina, con i suoi vini bianchi freschi, in Dalmazia si trovano i grandi rossi come il Plavac Mali e il Babić, e il celebre passito Prošek.
L’Istria, in particolare, è una piccola penisola che racchiude un mondo a sé. Le sue vigne sono plasmate da un clima mediterraneo mitigato dalle influenze continentali. L’aria salmastra del mare e la bora, il vento forte e fresco che soffia dall’entroterra, regalano alle uve un’acidità e una freschezza che si ritrovano nel calice.
Anche i suoli sono un elemento distintivo: il vitigno Teran si trova sulla famosa terra rossa, un terreno argilloso ricco di ferro che dona al vino il suo carattere deciso e fruttato. La Malvasia Istriana, invece, si esprime al meglio sulla terra bianca, un suolo calcareo e argilloso che ne esalta l’eleganza e la mineralità. Le vigne, spesso a ridosso del mare, beneficiano di un’ottima esposizione che permette una maturazione perfetta delle uve.

Giornate tra Isole e Fiordi

Il mare della Croazia è stato un’altra rivelazione. Abbiamo trascorso le giornate a esplorare gli isolotti con una crociera che ci ha permesso di ammirare tutta la costa intorno a Rovigno, prima di navigare verso il magnifico Fiordo di Lim. Lì abbiamo avuto solo un’ora a disposizione, dedicandoci completamente a un bagno rinfrescante, alla bellezza naturale circostante e a qualche tuffo.
Peccato solo che il tempo non sia stato sufficiente per una sosta più lunga. Avremmo voluto fermarci al ristorante “Il Fiordo” o al “Viking” per deliziarci con un buon piatto di ostriche, specialità della zona, abbinato ovviamente a un calice di Malvasia istriana. La ricerca mi ha confermato che il Fiordo di Lim è famoso per l’allevamento di ostriche e molluschi, e questi ristoranti sono rinomati per la loro cucina di mare.

La grotta dei pirati

Sulla via del ritorno, abbiamo fatto una sosta affascinante alla Grotta dei Pirati, un luogo avvolto da un’aura di mistero e avventura. Qui non è solo la bellezza del paesaggio a colpire, ma anche la sua storia cinematografica: ho scoperto che questa grotta è stata usata come set per alcune scene del famoso film del 1958 “I Vichinghi”, con Kirk Douglas e Tony Curtis.
Mentre ammiravamo questo paesaggio mozzafiato, abbiamo colto l’occasione per fare un aperitivo, sognando un abbinamento perfetto. Per un momento così speciale, la Malvasia istriana si conferma la scelta ideale: fresca, profumata e capace di esaltare la magia del luogo.

Finale in dolcezza

Dopo una giornata in barca lungo le coste istriane, abbiamo cercato un modo per rinfrescarci e chiudere in bellezza. Oltre a un rinfrescante gelato, per i veri intenditori non è mancata una porzione di Rovinjska Torta. Questo dolce tipico di Rovigno, a base di pan di spagna, è reso unico da un ricco ripieno di mandorle, noci, cioccolato e uvetta. Per esaltare la sua complessità, l’abbiamo abbinato a un distillato locale, come la Biska, una grappa al vischio che con le sue note amarognole crea un contrasto intrigante con la dolcezza del dessert.
Questo assaggio di Croazia non mi è bastato. È stata solo un’introduzione, un primo tocco di sapori e storie di una terra che ha molto da offrire. La voglia di conoscerla più a fondo è già tanta e vorrei tornare per visitare qualche azienda. La prossima meta potrebbe essere la Dalmazia, dove mi aspetteranno altri autoctoni d’eccezione come il Plavac Mali, il Pošip, il Babić e il Prošek.
Ma questa sarà un’altra storia… intanto godiamoci questo splendido inizio di un’estate che promette ancora molto. Alziamo i calici e brindiamo dicendo Živjeli!, che in croato significa “alla vita!”.

Benedetta Costanzo

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