Paestum Wine Fest Business. La parola business diventa responsabilità
24 Feb 2026
Oltre la carta dei vini

Paestum Wine Fest Business. Il business diventa responsabilità

 

Il Paestum Wine Fest è una fiera del business, dove cantine e buyer si incontrano per creare opportunità concrete. Accanto agli incontri commerciali, le masterclass offrono strumenti di approfondimento e formazione, pensati sia per chi opera nel settore sia per i wine lovers più appassionati, creando cultura e conoscenza per tutti.

Il valore dell’evento si misura sui risultati concreti, come opportunità di mercato e strumenti pratici per produttori e operatori del vino. Solo business reale e formazione concreta.

Per capire meglio il funzionamento reale della fiera e il valore concreto che offre alle cantine e al mercato del vino, mi sono confrontata direttamente con Angelo Zarra, ideatore e promotore dell’evento. Di seguito, alcune domande che ho posto per approfondire la sua visione, le scelte strategiche e le sfide che affronta nella gestione di questa fiera del business.

Paestum Wine Fest Business. La parola business diventa responsabilità

Oggi l’evento funziona davvero per far crescere le cantine, o sono le cantine stesse a far crescere l’evento? E se la risposta è sì, quali risultati concreti hanno ottenuto nel lungo periodo, numeri tangibili o resta soprattutto un ritorno di visibilità e networking?

È un rapporto circolare, ma il punto di partenza è chiaro: se le cantine non ottengono risultati, l’evento non cresce. Le aziende di qualità elevano il livello della manifestazione, a noi di trasformare la loro partecipazione in opportunità misurabili. Nel lungo periodo i risultati saranno tangibili nel tempo e quini nella continuità. Le cantine che ampliano la distribuzione nazionale vanno ad aprirsi ai mercati esteri, consolidando partnership commerciali nate durante la fiera. Non parliamo solo di visibilità o di relazioni informali, ma di trattative avviate in fiera e chiuse nei mesi successivi. La visibilità è un acceleratore, ma la crescita si misura nella stabilità dei rapporti commerciali costruiti nel tempo. Se fosse solo networking, non avremmo un ritorno costante delle aziende e una fidelizzazione costante e consolidata

Se togliamo stampa, influencer e personaggi famosi, quanto vale davvero l’evento business per le cantine e, più in generale, nel mondo del vino? Rimane sostanza o è solo effetto mediatico?

Rimane la struttura B2B che significa il cuore del progetto. La componente mediatica rafforza il posizionamento e amplia la portata del messaggio, ma non è ciò che determina il valore per le aziende. Il core business di Paestum Wine Fest Business sta nella qualità dei buyer selezionati, nell’organizzazione degli incontri, nella possibilità concreta di aprire canali commerciali. Nel mondo del vino, oggi più che mai, conta la capacità di generare marginalità e presidiare i mercati. Un evento che non produce sostanza viene abbandonato rapidamente. La nostra forza è proprio nella concretezza: creare un contesto in cui domanda e offerta si incontrano in modo efficace e professionale

Parlando di te e guardando al Paestum Wine Fest, qual è la tua più grande sfida personale nella gestione di una fiera del business?

La sfida più grande è mantenere l’equilibrio tra visione strategica e affidabilità operativa. Una fiera B2B non può vivere di entusiasmo: deve essere sostenibile, credibile e coerente. Ogni edizione richiede una lettura attenta del mercato, una selezione rigorosa dei partner e la capacità di innovare senza perdere identità. Personalmente sento la responsabilità di tutelare l’investimento delle aziende. La fiducia è il vero capitale di una manifestazione come questa

Guardando all’evoluzione del mercato del vino negli ultimi anni, come hai adattato il modello del Paestum Wine Fest per rispondere alle nuove esigenze dei produttori e dei buyer?

Il mercato del vino è diventato più selettivo, più competitivo e sicuramente orientato ai risultati. Abbiamo quindi evoluto il modello rafforzando l’impostazione business: maggiore profilazione dei buyer, incontri programmati, focus su mercati strategici e attenzione alla misurabilità dei contatti generati. Oggi un produttore non cerca solo esposizione, ma strumenti concreti per sviluppare il proprio posizionamento commerciale. L’adattamento del format è stato guidato proprio da questa esigenza: trasformare la fiera in una piattaforma di lavoro strutturata, capace di rispondere in modo puntuale alle dinamiche attuali del settore

Dal 1 al 3 marzo 2026, negli spazi dell’Hotel Ariston di Capaccio Paestum, il Paestum Wine Fest Business 2026 si articola in tre giornate dense di contenuti che alternano esposizione aziendale, masterclass verticali, monitor di approfondimento e momenti di confronto strategico sul mercato.

L’area esposizione aziende, attiva ogni giorno dalle 12.00 alle 20.00 nella Sala Paestum ABC, rappresenta il cuore commerciale dell’evento. È qui che domanda e offerta si incontrano in un contesto organizzato e orientato alla profilazione dei buyer. Attorno a questo nucleo si sviluppa un palinsesto costruito per affiancare formazione e visione strategica.

Domenica 1 marzo si apre con la masterclass Allegrini: la profondità di La Poja, seguita da La biodinamica tra luna, cielo e nuove consapevolezze e dal percorso guidato dedicato ai vini selezionati da Vinoway Selection. Il monitor sul mercato del vino in Italia affronta la fase di transizione oltre la ristorazione, mentre Italia VS Francia: i Metodi Classici a confronto propone un dialogo tra grandi interpretazioni spumantistiche internazionali. Chiude la giornata Piccolo Mondo Antico: dal Caucaso alle Ande, con uno sguardo che va dall’Armenia all’Argentina.

Lunedì 2 marzo il focus si amplia con Le isole del mondo, viaggio attraverso la viticoltura isolana, e con il confronto generazionale su cosa conta davvero oggi nella scelta del vino. La piramide del Gallo Nero analizza il Chianti Classico DOCG nelle sue tre tipologie Annata, Riserva e Gran Selezione. Spazio anche al territorio con Evoluzione e identità dei vini della provincia di Salerno e al monitor dedicato all’enoturismo come leva strutturata di sviluppo.

Martedì 3 marzo si apre con il convegno sul presente e il futuro della sommellerie e del servizio di sala, seguito dal dialogo tra professionisti e allievi. Tra gli appuntamenti centrali I Nuovi Talenti dell’Enologia Italiana e il Grand Tasting Wine List Italia on Tour Paestum. Nel pomeriggio si affrontano temi legati alla Barbera piemontese, alla presentazione del libro “Manuale di conversazione sui grandi vini dolci” di Andrea Gori e alle strategie di diversificazione dei mercati internazionali. Chiude il programma la masterclass Brunello Le Macioche: l’equilibrio tra energia ed eleganza.

Il mio punto di vista

Paestum Wine Fest Business. La parola business diventa responsabilitàOrganizzare un evento nel mondo del vino oggi non è difficile, dare a quell’evento una funzione reale sì.

Il Paestum Wine Fest Business sceglie di definirsi una fiera del business, è una dichiarazione forte e proprio per questo va osservata con attenzione, perché nel settore la parola business viene spesso usata con leggerezza, mentre dovrebbe implicare responsabilità, selezione e capacità di generare valore concreto.

Non mi interessa il numero delle masterclass.
Non mi interessa il parterre dei nomi altisonanti.
Non mi interessa l’effetto mediatico o magnetico.

Mi interessa la qualità delle relazioni costruite. Mi interessa il livello dei buyer coinvolti. Mi interessa la capacità di creare un ambiente realmente professionale, dove il tempo delle aziende venga rispettato e valorizzato.

Il programma mostra un’impostazione chiara, con temi che parlano di mercati, di export, di posizionamento, di metodo. È un segnale positivo, ma la vera differenza non sta nella teoria, sta nella selezione e nella continuità.

Una fiera che si definisce business deve saper dire anche dei no, deve scegliere, deve mantenere un equilibrio tra crescita e rigore, è lì che si gioca la credibilità nel medio periodo.

Il vino sta attraversando una fase complessa, meno espansiva e più selettiva, in questo scenario non servono eventi più grandi, servono eventi più efficaci.

Se il Paestum Wine Fest saprà mantenere questa linea senza diluirla, potrà consolidarsi come uno spazio realmente utile per le aziende. Ma la misura non sarà l’applauso finale, saranno i risultati che arriveranno dopo.

E se il business funziona davvero, non serviranno troppe parole per dimostrarlo, basteranno le strette di mano che diventano contratti

Salute! 🍷

Vale Wine – Oltre la carta dei vini
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