Il Raboso è il vino delle feste
24 Gen 2026
Riccio Viticcio

Il Raboso è il vino delle feste. La versatilità in un grappolo!

 

Eccole arrivano! Le amate/ odiate feste Natalizie! E come ogni anno in fretta se ne sono andate! Voi direte per fortuna! Io vi dico che mi piace molto crogiolarmi fra luci e suoni, pranzi e parenti! C’è chi si ritrova per piacere, chi per dovere, ammettiamolo e mettere d’accordo ogni palato sembra sempre impossibile, soprattutto nel calice!

Il Raboso è il vino delle feste. La versatilità in un grappolo! Voi direte per fortuna! Io vi dico che mi piace molto crogiolarmi fra luci e suoni, pranzi e parenti, magari con una bella tazza natalizia del Raboso di Bonotto! C’è chi si ritrova per piacere, chi per dovere, ammettiamolo e mettere d’accordo ogni palato sembra sempre impossibile, soprattutto nel calice!

Il menù può variare….di poco…il menù Natalizio  però, è sempre lo stesso per tutti, il  classico di ogni anno!

Ricordiamolo! La cucina Italiana è entrata ufficialmente a far parte del patrimonio  culturale, immateriale, globale , UNESCO, dunque non toccate le tradizioni culinarie a cui bisogna trovare il giusto abbinamento.

Sei un tradizionalista/mammone anche nella scelta del vino? No!? Ecco alcuni consigli per le prossime feste ’26:

L’abbinamento a tutto pasto col Raboso del Piave, in tutte le versioni che ti puoi immaginare!

Perché è adatto alle feste?

Un carattere unico. E’ proprio dal carattere di questo vitigno che ne deriva il nome. Un vitigno “rabbioso”, non solo per le elevate concentrazioni in tannino e acidità ma anche per le sue caratteristiche generali.

Un’uva “nera come la pece”, che matura tardivamente, verso la fine di Ottobre, con una buccia spessa in grado di resistere alle intemperie e grazie alla sua “negrezza” , veniva acquistata dai commercianti per aggiustare il colore di altri vini.

Tradizione e storia: è un vino con una lunga storia di convivialità: in passato veniva persino conservato per occasioni speciali come matrimoni o momenti cerimoniali. In famiglia se ne teneva da parte qualche litro per le occasioni speciali. La vinificazione di allora(parliamo degli anni fino alla fine degli anni ’90), era la classico in acciaio.

Dunque ne usciva un vino ruvido, poco bevibile per i meno avvezzi al suo carattere, ma in grado di donare entusiasmo e gioia sia nella vita di campagna, sia durante le feste!

La sua struttura decisa e il profilo aromatico intenso lo rendono memorabile durante momenti conviviali e pasti importanti.

La zona di Origine

L’uva autoctona Raboso del Piave si trova nella zona del fiume Piave attorno al comune di Tezze del Piave, in provincia di Treviso. Un vitigno antico, coltivato per lo più con sistema di allevamento a “Bellussera”, ideato dai fratelli Bellussi nella fine ‘800.

I contadini utilizzavano questo metodo di allevamento per ottimizzare gli spazi, quindi assieme alla vite si trovavano ortaggi e cereali sotto ai filari. La vite arrampicava sopra ad un albero, di solito Gelsi, collegati fra loro a raggiera con tiranti in acciaio per unire una vite all’altra in un sistema geometrico che si sostenesse da solo.

Il risultato è un sistema geometrico che aumenta gli spazi, si utilizza come un pergolato e consente alla vite di Raboso una aerazione e una esposizione alla luce corrette.

Questo metodo si sta riscoprendo e riutilizzando e ad oggi sono molti i produttori che rinnovano la tradizione, sia per la bellezza di questa struttura “architettonica “ della viticoltura storica sia per l’utilità di questo tipo di Pergola che rende anche molto piacevole alla vista il paesaggio dei vigneti della DOC Piave.

La Bellussera è un’icona del territorio del Piave ed è considerato patrimonio culturale da  conservare.

Il terreno attorno al fiume.

Il fiume scorre e porta giù con sé pietre tondeggianti, in un letto di limo e argilla che ben si mescola dando forma ad un terreno che contiene minerali,  sostanze nutrienti per la vigna e consistenza ideali per l’uva “rabbiosa”.

Il Raboso è il vino delle feste. La versatilità in un grappolo!

Giorgio Cecchetto e la riscoperta del Raboso del Piave

Perché Cecchetto è importante per il Raboso?

La foto con Giorgio Cecchetto è dell’ Agosto 2021. Mi sono ripromessa più volte di dedicargli questo articolo, dopo la sua scomparsa del Settembre 2023, ma le parole non bastano  per ricordare la sua tenacia, l’amore per questo vitigno e la vitalità che il suo sguardo aveva nel parlare della sua volontà di far conoscere il Raboso Piave per le sue caratteristiche di vitigno versatile e da cui si potesse ottenere prodotti di grande qualità.

La riscoperta del Raboso, vitigno antico e autoctono del Piave, si deve proprio a Giorgio, che ne ha esaltato le caratteristiche di eleganza rivisitandolo in chiave moderna. L’identità di questo vino diventa chiara e precisa! Acidità e tannino sono i protagonisti ma il carattere “Rabbioso” di entrambe le componenti è trasformato in elementi di eleganza e longevità. Il risultato è un vino di grande carattere, gastronomico, vinificabile con ottimi risultati in tutte le versioni possibili. In una parola versatile!

1996: un incontro speciale

Cristina, moglie di Giorgio mi racconta come tutto sia iniziato per caso. Fu un’azienda veronese a contattarlo per chiedergli di far appassire il Raboso in via sperimentale. Questo sarebbe servito a confrontare il Raboso passito con altri vini da uve autoctone.

L’anno successivo , in una degustazione di tutti questi vini, il Raboso del Piave ottenuto con appassimento fu molto apprezzato e incuriosì per le sue caratteristiche.

Dallo spumante al passito un vino per tutti! Ecco cosa sceglierei per le prossime festività!

Rosa Bruna Rosato di Raboso Spumante Brut Metodo Classico. Cecchetto 50 mesi sui lieviti.

Un’idea molto originale dedicata alla mamma Bruna. L’agrume e il melograno sono le sue note che spiccano, accompagnate al naso da sentori di rosa e fiori freschi.  Il tono minerale si amalgama perfettamente alle sensazioni più morbide al palato di confettura di fragola. Si intuiscono quindi freschezza e sapidità in un sorso deciso e cremoso. 

Abbinamento: Salmone marinato all’ arancia con burro all’aneto e pane di segale tostato.

1427 Raboso Spumante Metodo Classico Edizione Limitata, Dosaggio Zero  Tenuta Giol 120mesi sui lieviti

Solo 1427 bottiglie, come l’anno che indica la data della prima produzione di Raboso qui all’azienda Giol.

Stupendo! L’aspetto, il perlage, l’olfatto, parlano tutti la stessa lingua. Forte e piacevole al tempo stesso. Carismatico nel suo unire tutte le caratteristiche “rigide” del Raboso del Piave rendendole raffinate. Risulta asciutto pieno e avvolgente, con la sapidità propria che lo contraddistingue.

Abbinamento: in aperitivo, con paccheri al sugo di baccalà, con formaggi di media stagionatura…sempre! A tutto pasto e nel dopo cena.

Raboso Piave DOC Bonotto

Raccolto tardivamente, in modo da ottenere un lieve appassimento in pianta,  viene eseguita fermentazione a temperatura controllata con frequenti rimontaggi. L’affinamento in parte in barrique e in parte in  botti grandi gli dona quella morbidezza necessaria ad ottenere una beva piacevole ai frutti rossi ancora molto viva di marasca e ciliegia. Il gusto è vibrante con retrogusto ben in armonia al naso con un finale speziato che gli da un tocco di suadenza.

Abbinamento: i ravioli al brasato fatti in casa con la nonna.Il Raboso è il vino delle feste. La versatilità in un grappolo!

Piradobis Enotria Tellus I.G.T. Marca Trevigiana

La particolarità di questo vino è la sua vinificazione. Fermentazione e macerazione avvengono in anfore di terracotta.

Questo tipo di affinamento rende più morbida la componente acida, più concentrati i sentori di frutta e fa di questo vino un prodotto adatto ai palati più giovani ma anche ricercato!

Elegante nel profumo di adatta perfettamente a risotti elaborati, come un risotto alla salsiccia e ristretto di Raboso o a formaggi a media stagionatura.Il Raboso è il vino delle feste. La versatilità in un grappolo!

Gelsaia Piave Malanotte Docg  Cecchetto

Giorgio Cecchetto aveva voluto introdurre lo stesso metodo dell’appassimento che si usa per ottenere l’Amarone, col suo Raboso. Gelsaia resta nella storia come il precursore della Docg Piave Malanotte.

Ottenuto con il metodo dell’appassimento di una parte delle uve, Gelsaia rappresenta l’essenza stessa del Raboso. Frutto in confettura, sensazione lievemente amaricante, opulenza, colore rosso rubino carico con riflessi granato e freschezza balsamica accompagnano tutta la degustazione di questa meraviglia che già dal nome rappresenta la storia di questo territorio attorno al fiume Piave, infatti il gelso che si ritrova nelle Bellussera è di fatto il protettore di queste viti fin dai tempi antichi.

L’unico abbinamento possibile per me è quello con il ricordo del breve ma intenso incontro con Giorgio, che ha visto il mio sguardo quando ho assaggiato Gelsaia e si è concesso a quelle foto che tengo strette!

Il Raboso è il vino delle feste. La versatilità in un grappolo!

Malanotte del Piave D.O.C.G. Bonotto delle Tezze

La vendemmia avviene nella terza decade di Ottobre e successivamente una parte delle uve, circa il 20%,viene posta in appassimento sui graticci.

La fermentazione avviene in acciaio sulle bucce.

La liquerizia la fa da padrona! La frutta nera  matura e le spezie vengono avvolte dalla tipica acidità del raboso che anche in appassimento dona comunque una freschezza inaspettata.

Questo vino ha un elevato estratto secco che gli dona gran corpo. Ottimo l’abbinamento con secondi gustosi e ricchi di grassi. Cinghiale in salmì con polenta e la festa è col botto!

Il Raboso è il vino delle feste. La versatilità in un grappolo!

Raboso passito Cecchetto

Selezione è la parola che utilizzerei per questo Passito.

Durante la vendemmia viene fatta una selezione dei grappoli che appassiranno fino all’ Aprile successivo alla vendemmia , anni di studio sulle migliori tecniche da utilizzare per esaltare le diverse caratteristiche del vitigno. Infine selezione delle annate migliori da mettere in blend in numero di quattro decrescenti per ottenere questo nettare affinato in barrique.

L’essenza del Raboso dal colore rubino con riflessi granato al succo di marasca accompagnato da uva sultanina fichi, datteri appassiti, Grande espressività al naso ed un palato infinito di tannini e sapidità avvolti da un alcool non invadente. Un amore infinito nel calice.

Abbinamento…..quello che vi appassiona di più!

Dove trovarlo?

Online nei siti diretti delle aziende menzionate oppure…… per un’esperienza a tutto Raboso, alla “Trattoria alla Fossetta” a Musile di Piave.
Alessandro, il mio tuttologo del Raboso, vi farà assaggiare anche vecchie annate. Scoprirete un mondo nuovo in questo vitigno antico, solo se dimostrerete il giusto entusiasmo!

Alessandro con me ha fatto così… mi ha studiata e una volta capita la mia reale curiosità, ogni volta che vado a trovarlo mi presenta qualcosa di sorprendente!

Ci vediamo a brevissimo caro Alessandro!

Dallo spumante al passito, un vino per ogni palato!
Dalla sorella pretenziosa (che in genere sono io) allo zio noioso, accontentare tutti sarà facilissimo con le magie del Raboso del Piave.

 

Valeria Valdata – Riccio Viticcio
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