Vinodentro

Vinodentro è una damigiana (ché altri contenitori sarebbero troppo nobili) che riempio pian piano di emozioni e suggerimenti.
Vinodentro è un palco sul quale il vino è l’attore protagonista e a cui presto la mia voce ma che Vi invito a doppiare con la vostra, perchè qui non stiamo parlando di matematica ed il fatto che in un bicchiere 2 + 2 può benissimo non fare 4 è una magia e…deve stupirVi!
sono assaggi deliranti, storie di Produttori e di Territori, “recit de dégustation” relativi ad Eventi cui ho avuto il piacere di partecipare ed altro ancora, il tutto scritto trattando il vino in quanto tale: un prodotto della terra e dell’uomo e nobile proprio per le sue umili origini.

TRALCI VULCANICI 2025 Arrow Right Top Bg

31 Luglio, 2025

TRALCI VULCANICI 2025

IL COSA E IL DOVE Lo sorso 29 Giugno l’area attrezzata del Parco Archeologico Culturale di Tuscolo Ilaria Giardini e IPERICO SERVIZI PER LA CULTURA hanno organizzato TRALCI VULCANICI, Evento che ha raccolto le energie di 15 vignaioli naturali operanti nel Territorio del Vulcano Laziale. 15 Aziende che hanno presentato quei vini che producono nell’assoluto rispetto del lavoro e del Territorio dei Castelli Romani.     GLI ASSAGGI Ricca la proposta di assaggi, tante novità in cui ficcare il naso, tante facce da mettere dietro un’etichetta ascoltando il racconto della terra e del vino da chi il vino lo fa sporcandosi le mani. Una bella occasione per cercare di tirare le somme di quanto le nuove generazioni stiano facendo per tenere alto il nome del “vino dei Castelli” e di quanto la visione comune di un Progetto sul Territorio possa far bene a questo e di come “tornare” alla tradizione con occhi nuovi consenta di produrre vini più identitari. Dal tanto (non tantissimo) che ho assaggiato ho estrapolato una personalissima “TOP SEVEN” nella quale troverete anche vini che per punteggio non Vi aspettereste ma che credo meritino la Vostra attenzione per quanto riescono a raccontare. Dategli una letta e criticatela ma soprattutto assaggiate e condividete. QUELLO DA NOVANTA (o quasi) – LAZIO IGT MALVASIA PUNTINATA “LAVENTE” 2020 EMILIANO FINI: un naso che sa di confini, quello tra le durezze del vulcano e le dolcezze dei mieli di acacia e castagno, quelli tra le vegetalità ortolane di sedano rapa e lo schioccare di lingua della caramella mou, quelli minati sui quali si muove scaltra la sottile riduzione… E poi calore di fieno e di frutta secca, orienti di curcuma e un forse di alcol che mannaggia. Il sorso? L’avete annusato prima! È uguale! Diretto, ha sapidità tagliente ma sa colpire di piatto con la lama delle morbidezze regalando pensieri di corteccia e tabacco mentre Vi ricorda che l’osso di pesca non può mancare. Da bere ascoltando “MASTER OF PUPPETS” dei METALLICA (e se non ne sapete il motivo indagate). 90 Punti, anche se quel mannaggia di alcol… GLI ALTRI – VINO ROSATO “RAW” 2024, CANTINA RIBELÀ: “RAW”, analogicamente come “Red And White” (o forse come un digitale “non elaborato”), frutto rustico del succo di uve bianche e rosse espone il naso a un’acidità imperante che sa di Barbera, dichiarando frutti rossi, fiori ed erbe di campo, soffi balsamico-boschivi… Il sorso è come l’olfatto, contadino, dissetante, senza fronzoli, pensato per le chiacchiere e per riempire un bicchiere alla fine di un avambraccio che terge il sudore. Se volete sapere del punteggio beh, direi 83 ma…davvero Vi interessa sapere quanti punti si merita? – LAZIO IGP MALVASIA BIANCA DI CANDIA “SAMBUCO +” 2021, IL SAMBUCO: tra i fiori bianchi, il legno lascia che la camomilla perda la propria timidezza e si erga a protagonista, poi l’acacia e un tocco di miele, il bergamotto… E poi l’anima lanuvina del Vulcano Laziale, quella mineralità tufacea che si fonde con il respiro di un mare che è dietro l’angolo, e le erbe aromatiche…la salvia a graffiare d’amaro un naso altrimenti di sole dolcezze. Il sorso segue l’olfatto tra drittoni sapidi e strapiombi di freschezza collegati dal ritmo di un tannino quasi esuberante in un assaggio di crescenti durezze che per un attimo mi riportano al mio profondo NE. 85++ Punti. – LAZIO IGP BIANCO “INDICO” 2024, LIANE: da una piccola parcella di Malvasie un vino dal naso delicato, floreale, fresco di sambuco, dolce di tiglio e pesca bianca, con un pensiero di mare. Sorso freschissimo, salato, con uno scherzo di tannino regalato da un’azzeccata iniezione di Trebbiano a vivacizzarlo ulteriormente. Dispettoso e amicone come raccontato dall’etichetta (lo conoscete il Lenghelo, vero?!) non nasconde la lunga strada che ancora c’è da percorrere per farlo “benebene” e, per ora, si accontenta di essere gustosissimo (e non è poco). 85—Punti. – VINO BIANCO “DELICA BIANCO” 2022, MARCO COLICCHIO: sisi, avvicinate il naso al calice! No, non state a Bagni di Tivoli, ma a Pavona, tra il vulcano e il mare anzi, in questo caso “dentro” il vulcano. Ne respirate il fiato di zolfo che sembra voler essere come il permesso di varcare la soglia di casa sua, un’atmosfera che avvolge mela gialla macerata, piccantezze di pepe e zenzero, freschezze d’agrume… Il sorso è uno schiaffo d’acidità e sale, una sbilanciata stadera che pende verso le durezze, con quell’appena di albicocca che ci prova ma non ce la fa. Un vino con tanti distinguo ma di grande piacevolezza. 85+ Punti. – LAZIO IGP BIANCO “TESTARDO” 2023, SIMONE PULCINI: se “MICAGNENTE” sa di Marchese del Grillo, “TESTARDO” è più Rugantino (o Conte Tacchia). Sa di “tre scrocchi” sotto il tavolo, di passatella e sfottò… “Frascati” dentro senza che sia scritto fuori, Malvasie e Trebbiano a firmare il Territorio, balsamico, boschivo (c’ha pure i funghi), la frutta gialla, le erbe aromatiche a mazzetto, il sale della terra e la mandorla che non può mancare. In bocca è di graffiante sapidità e tagliente freschezza, sostanzioso quanto deve e quanto serve e lungo sui toni amaricanti della mandorla e delle erbe aromatiche. 88 Punti. – VINO BIANCO “LE MONACHELLE” 2020, SIMONE PULCINI: nasce in un convento, da uno sguardo di intesa e per scommessa. Malvasia e Trebbiano che dopo anni di clausura in vetro rinunciano ai voti e scelgono il peccato. Malvasia e Trebbiano recuperati da un vero e proprio “clos” e che di quelle “quattro mura” mantengono l’animo terragno con quel quid di sacralità che il luogo inevitabilmente infonde, sa di ortolana sopravvivenza prima che di frutta dolce e solare, sa di erbe officinali e riti officiati. In bocca è tempo scandito a suon di orazioni fresco sapide, fedele (all’olfatto e al Territorio) e miscredente, fa pensare e imprecare (soprattutto perché non ne avrete un’altra bottiglia). 87+ Punti E QUINDI? E quindi GRAZIE a Ilaria Giardini per avermi ospitato e a tutti i vignaioli che hanno avuto la buona creanza di sorbirsi i miei deliri enoici senza mandarmi a quel paese. È stata davvero una bella serata che spero si possa ripetere ancora (magari aggiustando un pochino il tiro in termini di organizzazione degli spazi), perché parlare del Territorio lasciando la parola al vino è forse il modo migliore per conoscerlo.     Roberto Alloi – VINODENTRO Su Instagram @eno_evo
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DiVino sotto le stelle 2025 Arrow Right Top Bg

24 Luglio, 2025

DiVino sotto le stelle 2025 (by Decanter Wine Academy)

IL COSA E IL DOVE Dal 19 al 21 Luglio il PONTE DELLA MUSICA – ARMANDO TROVAJOLI di Roma è stato il palcoscenico che ha ospitato DIVINO SOTTO LE STELLE, Evento organizzato da DECANTER WINE ACADEMY che rientra in un più ampio calendario di appuntamenti proposto dall’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CITTÀ DEL VINO. Tre serate da vivere calice alla mano scavalcando il Tevere cercando di sfuggire a quell’Africa che sembra essere arrivata nei nostri giardini e che pare non volerci dare tregua.   GLI ASSAGGI 70 Aziende provenienti da tutta Italia, incontri con i Produttori, masterclass… In poche parole: tanto, troppo da assaggiare. Confesso di aver cercato in quel “troppo per uno solo” una scusa per dribblare un po’ di assaggi ma poi si sa…ci si lascia prendere la mano e… Tra le tante etichette in cui ho ficcato il naso ci sono SOLOCINQUEVINICINQUE di cui Vi voglio raccontare, non perché non ce ne fossero altri di cui dire qualcosa ma perché spero che siate Voi ad andare a curiosare nel resto delle produzioni delle Aziende citate. – COLLINE PESCARESI IGT TREBBIANO “CLO SCIARR” 2023, SCIARR – D’ALESIO (ABRUZZO): un vino fuori dagli schemi aziendali, figlio di un’annata da dimenticare o forse, proprio per questo, un vino da ricordare. Quasi tutto Trebbiano d’Abruzzo con una flebo di Pecorino e un’iniezione di Montonico. Tre vitigni che firmano l’assaggio ciascuno per la propria parte regalando un impatto aromatico di camomilla, fieno ancora caldo, un ché di tropicale, scorza d’arancio e finocchietto selvatico su uno sfondo di diffuse dolcezze in una atmosfera di piacevole riduzione. Sorso pieno, fresco, salino, tattile, piacevolmente astringente, poco incline a cerebrali elucubrazioni. Un vino semplice, diretto. Un vino da bere. 87+ Punti. – DELLE VENEZIE DOC SPUMANTE “ATENA” BRUT 2023, LA ROMIGLIA (VENETO): al naso propone un interessante mix di frutta bianca matura, gerani, pompelmo rosa, melagrana, amaritudini vegetali, sottili peposità e diffusa, sapida mineralità. In bocca, pur non perdendo mai il proprio intimo slancio verticale, si allarga, panoramico, grazie all’effervescenza mai sopra le righe regalando un sorso vivace firmato da una netta, conchigliosa sapidità. 87+ Punti, niente male per un Metodo Martinotti!   – ASOLO PROSECCO DOCG “REVIVA” BRUT, VISENTIN (VENETO): un anno di autoclave per un naso che, insolitamente complesso per un Prosecco, regala sensazioni di fiori bianchi, mela e pera, susina succosa e tocchi salmastri. Assaggio secco e deciso, da subito salino, seguito da una bella progressione ritmata da richiami di pera e da un finale piacevolmente ammandorlato e mai dimentico della dolcezza aromatica dell’acino. 88 Punti con forse un +.   – LAZIO IGT TREBBIANO VERDE “BOSCO DELLE BETULLE” 2023, QUOTA ROSA (LAZIO): Trebbiano Verde, alias Verdicchio Bianco B, per i Romani “VIRDIS”. Qui, in questa bottiglia, un Riesling senza il Riesling (che invece troverete in quell’”INNOMINATO” che aspetta ancora una propria etichetta e di cui io aspetto a dirVi). Nebbioso come le anse della Mosella all’alba nasconde pesca tabacchiera e mela golden dietro polvere da sparo già sparata, gentilezze di camomilla e ginestra dietro amaritudini di chinotto e arricciamenti di naso di gomma cotta al sole. E poi sfalci, castagne, mielizie e una mineralità vulcanica che affianca i rimandi olfattivi per tutta la lunghezza di un sorso che si ha voglia di ripetere per il curioso piacere di scoprire ogni volta qualcosa di nuovo dietro l’ansa successiva di un vino che è come lo scorrere lento del fiume dei ricordi. Crescerà ancora ma per ora si prende 89- Punti e il mio premio “SURPRAIS”. – TRE VENEZIE IGT “PRESETTE” 2019, DIECI PRESE (VENETO): un Metodo Ancestrale da Friularo che racconta di arancia e melograno senza dimenticarsi di qualche piccolo frutto rosso e di invitanti note di pasticceria lievitata e cremosa. Il sorso è una lama affilata dall’intrigante bollicina e da una mineralità mai sopita con un finale di lunghezza inusuale per vini di questo genere. Personalmente preferisco bere i rifermentati con i lieviti in sospensione ma devo dire che, in questo caso, la versione “limpida” merita un bel punto in più di quella “agitata”. 88 Punti con forse un bel +. In coda mi piace ricordare il Progetto “ANTICELEBRATION” ideato da Maxim ed Elena che si propone di “combattere il consumo irresponsabile di bollicine” sostituendo a esse durante i festeggiamenti un’apposita soluzione gassata e non potabile. “ANTICELEBRATION” propone una selezione di spumanti Metodo Classico creati in collaborazione con piccoli Produttori di cui si vuole promuovere lo sforzo di fare Qualità. Dalle Marche al Piemonte passando per il Veneto sono dodici le cuvée proposte. È un Progetto nuovo che cercherò di seguire con attenzione, al momento mi pare di poter dire che, Qualità a parte, le etichette manchino un po’ di personalità ma…stay tuned. E QUINDI? E quindi GRAZIE a DECANTER WINE ACADEMY per avermi ospitato ancora una volta e a tutti i Produttori che hanno voluto dedicarmi parte del loro tempo per raccontarmi storie uniche di Territorio e lavoro. Grazie anche a Voi che avete avuto il buon cuore di leggermi fino a questo punto e, mentre Vi do appuntamento alla settimana prossima, Vi invito a mettere in agenda sin da ora l’Edizione 2026 di un Evento davvero unico nel suo genere     Roberto Alloi – VINODENTRO Su Instagram @eno_evo
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Alta Langa Roma 2025 Arrow Right Top Bg

17 Luglio, 2025

Alta Langa Roma 2025

IL COSA E IL DOVE Lo scorso 16 Giugno, negli eleganti dello SPAZIO FIELD (PALAZZO BRANCACCIO) a Roma, il CONSORZIO ALTA LANGA ha organizzato per il mondo Ho.Re.Ca. e per la stampa una giornata interamente dedicata a quelle bollicine piemontesi di cui, pur essendo il più antico Metodo Classico d’Italia, troppo spesso ci dimentichiamo dell’esistenza. Oltre 700 le presenze, 34 Produttori presenti, 3 masterclass e la presentazione ufficiale del Progetto “ONDE” quale elemento iconico degli Eventi del Consorzio.   L’ALTA LANGA 3 Provincie (Asti, Cuneo e Alessandria), 149 Comuni, 400ha vitati, non meno di 250m/slm la quota degli impianti, oltre 90 Produttori (e 90 viticoltori associati), 160 Etichette, più di tremilionidibottiglie, tutte millesimate e con almeno 30 mesi di permanenza sui lieviti, questi i numeri dell’ALTA LANGA. Nata come consorzio nel 2001 ottiene il riconoscimento della DOC nel 2002 e della DOCG nel 2011 (con retroattività fino alla 2008) vinifica esclusivamente Chardonnay e Pinot Nero in bianco o rosato, Brut o Dosaggio Zero che non esitano a rimarcare la minerale sapidità di un Territorio che dall’appennino guarda le alpi e ascolta il respiro del mare.   GLI ASSAGGI C’era tanto da assaggiare! Tanto da assaggiare ma anche tanta gente in uno spazio che avrei preferito più grande. Dribblando le inevitabili le code ai tavoli dei Produttori più blasonati ho avuto tempo per fermarmi altrove, scoprire nuove realtà, confrontare stesse etichette con assaggi passati, in una parola: imparare. Tra la sessantina di etichette degustate ne ho scelte una quindicina da sottoporre alla Vostra attenzione, date una letta alle mie personalissime note di assaggio, segnalatemi qualcosa tra quello che mi sono perso ma soprattutto assaggiate e condividete! QUELLO DA NOVANTA – ALTA LANGA DOCG “SPECIAL CUVÉE” 2015 RISERVA, CONTRATTO: il naso percepisce distintamente agrumi canditi e intrighi di zafferano, frutta macerata, caramello salato, nocciole di pasticceria, note fumé e un’atmosfera di sottobosco umido e fungino intrisa di salmastre presenze. Il sorso meraviglia e stupisce, elegante, dritto, privo di cedimenti, di inattesa serietà, coerente, centrato sui richiami alla nocciola e vergato con il sale. 90++ Punti.   GLI ALTRI – ALTA LANGA DOCG “FOR ENGLAND ROSÉ” PAS DOSÉ 2021, CONTRATTO: decisamente minerale, racconta gesso e salgemma mentre propone tostature sottili e pasticcerie mandorlate di confetti e marzapane. La freschezza del pompelmo rosa sposa infine un’idea di tavola e vecchi ricordi introducendoci a un sorso teso e affilato. Quasi impaziente di proporre freschezza e sapidità ritma l’assaggio a colpi di piccoli frutti non ancora maturi. L’etichetta? Un plus che acchiappa l’occhio! Da bere ascoltando “ENGLISHMAN IN NEW YORK” di STING. 89- Punti. – ALTA LANGA DOCG “GIULIO I” PAS DOSÉ 2010 RISERVA, TOSTI: olfatto complesso, inizialmente boschivo, balsamico, resinoso, poi floreale d’acacia e profondamente salmastro, poi vanigliato e tropicale. Il sorso ricalca l’olfatto con la classe consumata di un grande vecchio ma si percepisce come un senso di sospirosa stanchezza che freschezza e sapidità non riescono a lenire. S’allunga con resistente persistenza su note amaricanti di liquirizia regalando in chiusura una netta presa di tabacco trinciato che sembra volerci invitare ad un assaggio “assoluto” in compagnia soltanto dei nostri pensieri (e magari di un buon sigaro). 88+ Punti, più che altro per rispetto e con tanta gratitudine per l’esperienza. – ALTA LANGA DOCG “ZERO DE SEIGNÉE SBOCCATURA TARDIVA” PAS DOSÉ 2018 RISERVA, ENRICO SERAFINO: dolcezze di tiglio e miele baruffano con la scorza di cedro e la caramella al limone, mentre in parte se la ridono le nocciole tostate e una conchigliosa mineralità. Sorso teso, una spada fresco-sapida dal doppio taglio affilato che non molla la propria impronta salina neppure nel lungo finale. 87++ Punti.   – ALTA LANGA DOCG “M+M 18 PERPETUELLE SBAGLIATO” EXTRA BRUT 2018, ENRICO SERAFINO: s’approccia al naso con una carezza di vaniglia che… Poi è cedro candito, nocciole tostate, frutta gialla e mineralità soffusa. Sorso di decisa, verticale freschezza, sostenuto dal ritmico incedere di sapidità e note agrumate. Me l’aspettavo forse più lungo, ma mica si può avere tutto! 88 Punti. – ALTA LANGA DOCG “480M” BLANC DE BLANC BRUT NATURE 2020 RISERVA, DELTETTO: olfatto panoramico che abbraccia i tropici ma si focalizza sulla scorza di cedro e sul bianco di pesca, zenzero, meringa e mandorla. Il sorso è, diversamente, decisamente più verticale, ha freschezza da vendere e sapidità sintonizzata, intriga con i richiami fruttati ma non china mai la testa neppure nel finale. 88 Punti.   – ALTA LANGA DOCG “570M” BLANC DE NOIR BRUT NATURE 2020 RISERVA, DELTETTO: al naso gioca sul contrasto tra le dolcezze di pompelmo rosa, mela cotogna e gelso e le amaritudini di anice e mughetto passando per la nocciola, le arachidi e la pasta di mandorle sospeso su una nuvola di pirica mineralità. Sorso di grande piacevolezza, fresco, agrumato e forse ferroso con un finale che ricorda la mela cotogna ma che è una dedica alla minerale sapidità. 88 Punti.   – ALTA LANGA DOCG “SEITREMENDA S2” EXTRA BRUT 2015, MARCO CAPRA: “SEITREMENDA” è un’idea prima che un vino (in realtà una serie di vini e un gioco), un nome che dice dei mesi di affinamento e che è una dedica accorata a (scopritelo Voi). “SEITREMENDA” è la complessa semplicità del “meglio” in quel che nessuno pensa possa avere un “meglio”: il miglior sugo al pomodoro, la migliore camicia bianca, il miglior orecchino di perle… E questo “S2” non sfuggirebbe alla regola se alla frutta secca e alle tre o quattro tipologie di mela che si riescono a identificare, alle lontananze di salvia non anteponesse il respiro profondo degli aromi di pasticceria, la creme brulée, la liquirizia, gli scoppi di pietre sbattute. Il sorso è di birbante saggezza, citrino, minerale, corrispondente, scava nell’anima risvegliando risate e peccati. Con il seguente è forse la sorpresa della giornata, di sicuro un vino che non vedo l’ora di riassaggiare con la calma che merita per dedicargli più di qualche parola buttata lì. 89 Punti. p.s. attenzione all’ALTA LANGA DOCG “SEITREMENDA ROSÉ”! – ALTA LANGA DOCG “NATURE” 2021, MARCALBERTO: già al naso si percepisce che qui sono saltati tutti gli schemi. È un bosco di funghi quello in cui entriamo scavalcando il sottobosco umido di felci, rovi e piccoli frutti. Poi è la volta di un accenno di anice e della ben presente nocciola tostata mentre alla frutta macerata si affiancano sottili peposità. Il sorso inverte la rotta e gioca la carta della delicatezza per amplificare i descrittori olfattivi, calcando la mano sull’agrume maturo e su orientali note speziate. Il sentiero degli zerosolfiti è una cresta affilata che va percorsa con attenzione e qui…non ci sono tentennamenti! 88+ Punti e il mio personalissimo premio “SURPRAIS”. – ALTA LANGA DOCG “AIRALI” PAS DOSÉ 2021, TENUTA CARRETTA: naso intrigante che mixa balsamicità aromatiche a note di pasticceria, scorze di agrumi amari a dolcezze di quasi melone, fiori bianchi a mela grattugiata. Poi camomilla, fiori di campo e nocciole fresche introducono a un sorso cremoso ma accuratamente affilato, di magica coerenza giocato sul ritmico alternarsi di astringenze agrumate, graffi salini e sottili piccantezze. 88+ Punti.   – ALTA LANGA DOCG “AIRALI” BRUT 2021, TENUTA CARRETTA: dalla stessa vigna del “PAS DOSÉ” un vino bicolore, “green” di salvia e scorza di lime e giallo di pesca e frutta tropicale che non dimentica pasticcerie di miele e croccante. Il sorso strizza l’occhio all’equilibrio e fa leva sulla freschezza agrumata per risultare più accattivante. Sottilmente sapido il finale di un bel vino cui manca però un po’ di polso. 87+ Punti. – ALTA LANGA DOCG “COPPO” EXTRA BRUT 2019 RISERVA, COPPO: è subito pasticceria di nocciole tostate, miele e zucchero caramellato, poi nuvole di zafferano, agrumi, lampi gialli di pesca e mimosa e brezze minerali. Sorso saporito, morbido ma che freschezza e sapidità mantengono costantemente vivo. Chiude su ricordi d’agrume e sottolineature sapide invitandoVi a berlo con le gambe sotto il tavolo. 88+ Punti con forse un +. – ALTA LANGA DOCG “SEICENTO” PAS DOSÉ 2020, VITE COLTE: cedri e arance duettano con miele e croccante pasticceria, nocciole e crosta di pane appena sfornato sono vivacizzati da sottili piccantezze e la mineralità e una pirica nube che tutto avvolge. Sorso elegante, intenso e voluminoso, di cremosa effervescenza e centrato sulle note di una frutta secca che, nel finale, regalano anche amaricanti carezze. 88— Punti.   – ALTA LANGA DOCG BLANC DE BLANC 2019, BRICCO MAIOLICA: tra nespole, ananas e bergamotto si fanno strada note pasticcere di biscotti appena sfornati, mandorla tostata e crema d’agrume mentre in chiusura s’affacciano erbe aromatiche e mineralità calcarea. Sorso cremoso e solleticante, agile, di bella progressione fresco-sapida e con un finale di ricordi fruttati e minerali. 88—Punti. E QUINDI? E quindi GRAZIE al CONSORZIO ALTA LANGA per avermi ospitato, a tutti i Produttori che hanno avuto la pazienza di sopportarmi e a tutti Voi che avete avuto la pazienza di leggermi fino qui. Al di là di qualche piccolissima imprecisione è stata una bellissima giornata all’insegna della Qualità e del Territorio, un Evento che si avvia a diventare un appuntamento da non perdere tra quelli dell’ampio panorama romano e di cui, personalmente, metto in agenda sin da ora un’Edizione 2026 che mi aspetto ancora più interessante.   Roberto Alloi – VINODENTRO Su Instagram @eno_evo  
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ITINERE 2025 Arrow Right Top Bg

10 Luglio, 2025

ITINERE 2025

IL COSA E IL DOVE Il fine settimana del 14 e 15 Giugno, nell’insolita location del MIKE’S RESTAURANT, al quarto piano dello storico Palazzo COIN di Piazzale Appio a Roma, è andato in onda ITINERE, Evento fuori schema organizzato da TASTE FACTORY e BEREFACILE con la collaborazione di WINE TALES MAGAZINE come media partner. Una due giorni all’insegna del vino ma anche del cibo, con un ritmico alternarsi di tavoli da dietro i quali i Produttori proponevano le loro eccellenze e altri con interessanti proposte gastronomiche. Quaranta Aziende distribuite in due sale tra scaffali, vetrine e vetrate dalle quali si domina Piazzale Appio. 40 come i gradi (almeno) percepiti a causa della mancanza di aria condizionata, temperatura che sapeva di scherzetto a quanti come me pensavano di poter sfuggire al caldo africano che attanagliava la Capitale.         Tanto da assaggiare e tante masterclass dedicate non solo al vino ma anche a interessanti e insoliti abbinamenti (come quella che raccontava di un possibile matrimonio d’amore tra la birra artigianale di e il sushi). Provato dall’eccessivo caldo, confesso di aver assaggiato solo una quarantina di etichette. Non ho trovato molto di cui sorprendermi ma una “TOP NINE” sono comunque riuscito a proporvela (due “pezzi da novanta” li trovate nel racconto della masterclass dedicata a GRADIS’CIUTTA), date una letta alle mie note d’assaggio, criticatele, suggeritemi qualcosa che mi sono perso ma soprattutto…assaggiate e condividete. GLI ASSAGGI – ALTA LANGA DOCG “CUVÉE 60 MESI” BRUT 2013 RISERVA, GANCIA (PIEMONTE): al naso si intrecciano sensazioni balsamiche e di sottobosco, con toni di scorza di cedro, nocciola e piccola pasticceria secca. La Brezza minerale induce un sorso in cui lo Chardonnay alza un po’ la voce aggiungendo grassezza all’affilata lama a doppio taglio di freschezza e sapidità. Chiude su ricordi di nocciola dopo aver sottolineato la frutta gialla matura. 88/+ Punti. – ALTO ADIGE SÜDTIROL DOC METODO CLASSICO PAS DOSÉ 2020, KETTMEIR (ALTO ADIGE): appena fumé, minerale e montano, propone al naso la freschezza dei prati alpini sottolineando erbe amare e mentolate balsamicità senza dimenticarsi degli agrumi. Sorso di verticale freschezza con sapidità ed effervescenza che si prendono per mano ritmando l’assaggio e allungandone la piacevolezza. 88++ Punti.   – COLLI TORTONESI DOC TIMORASSO “PITASSO” 2021, CLAUDIO MARIOTTO (PIEMONTE): davvero elegante l’olfatto, ricco di cespugli di macchia mediterranea, finocchietto selvatico e lavanda, resine balsamiche, pot pourri in una atmosfera carica di marina salinità. Sorso dritto, serio, poco incline alle smancerie, estremamente definito nel suo abito salino, lunghissimo e mai stanco. 88+/++ Punti.   – COLLI TORTONESI DOC FREISA “BRAGHÈ” 2022, CLAUDIO MARIOTTO (PIEMONTE): un Freisa scuro, di bosco, pepe, tabacco, china, pepe, liquirizia, ferro… E poi il rosso dei fiori, dei piccoli frutti selvatici e le note amaricanti delle erbe officinali. Sorso materico, sostanzioso, ma che la schietta sapidità e quegli intrecci d’agrume e tannini rendono agile e mai stancante. 87 Punti. – MITTERBERG IGT BIANCO “NÖRDER CUVÉE BLANC” 2023, PLONER (ALTO ADIGE): Sauvignon, Riesling Renano e Pinot Bianco che contribuiscono ciascuno per la propria parte alla complessità dell’olfatto. Ecco allora pesca non matura, agrumi e ginestre sposare spezie e mineralità. È una leggera nota erbacea ad introdurre un sorso decisamente fresco, morbido quanto il legno grande consente e con un lungo finale minerale. 87/+ Punti. – LAZIO IGT BELLONE “MAROSO” 2023, I PAMPINI (LAZIO): basta avvicinare il naso al calice per aver voglia di esclamare: “alla faccia del Cacchione”! Un anno e mezzo sur lie per una scazzottata tra mela matura e mentuccia, tra frutta esotica (ahiahi) ed erbe aromatiche, tra spezie dolci e fiori gialli. In bocca è la frutta ad aprire le danze ma nel breve il palcoscenico è tutto del sale, quello del mare e quello della terra. Piacevolmente ammandorlato il finale che avrei preferito un pochino più lungo ma…mica si può avere tutto! 88+ Punti. – LAZIO IGT BELLONE “NON FILTRATO” 2022, I PAMPINI (LAZIO): se l’olfatto fosse un colore sarebbe “giallo”, di camomilla e frutta matura, d’agrume e ginestra… Fresco di erbe officinali e intriso di mineralità spinge il calice verso la bocca rivelando un sorso piacevolissimo, fresco, sapido e di intrigante persistenza. 88— Punti.   – SALAPARUTA DOC NERO D’AVOLA 2016, BRUCHICELLO (SICILIA): un olfatto dominato dai caldi sentori di prugna e frutta rossa in confettura. Dolcezze che sposano dolcezze quando si affacciano la speziatura di chiodi di garofano e i tabacchi aromatici. Una nota ferrosa introduce un sorso fresco e sostanzioso, dotato di una massa tannica capace di stemperare i grassi ricordi fruttati equilibrando un assaggio dotato di un lungo finale. Un Nero d’Avola non banale. 87+ Punti. – SALAPARUTA DOC CABERNET SAUVIGNON 2014 RISERVA, BRUCHICELLO (SICILIA): subito fruttato, racconta frutta rossa matura ma ancora integra (in parte, forse, sotto spirito), sottili tostature ci caffè e cioccolato, fiori secchi e…l’immancabile firma di peperone del vitigno ad affiancare freschezze di felci e sottobosco. Sorso fresco, sostanzioso e coerente, forse meno sapido di quanto mi sarei aspettato e mi sarebbe piaciuto ma piacevolmente tannico. 87- Punti.   LA MASTERCLASS Protagonisti sono la Ribolla Gialla e GRADIS’CIUTTA, un vitigno e un’Azienda transfrontalieri. L’una e l’altra protagonisti di un Territorio e della Storia. La famiglia di Robert Prinčič abita la terra tra le Prealpi Giulie e il mare da generazioni, il vino è un tatuaggio che neppure quella notte del 1947 è riusciti a cancellare. Da quella che era la Yugoslavia (oggi Slovenia ma per me che sono anziano sempre “Yugo”) all’Italia, da Cerò di Sopra a Giasbana erano pochi passi ma di una pesantezza inimmaginabile. GRADIS’CIUTTA nasce nel 1997 quando Robert decide che il Territorio, la Famiglia e la Storia vanno raccontati e che il vino può esserne il narratore. Oggi gli ettari vitati sono 45 ma, anche se non ci sono più le garitte, bastano 20 passi per essere in un “altrove” che Robert non vuole assolutamente considerare tale. E così immagina una Denominazione ad hoc che superi la politica e che la Ribolla Gialla possa essere l’ambasciatrice di un Territorio e non di un nome. Quattro i vini in assaggio, diversi per tipologia ma accomunati dal lavoro di Robert e dal vitigno con il quale sono prodotti. – SPUMANTE METODO CLASSICO “REBOLIUM” BRUT 2019, PRINČIČ & ČETRTIČ (SINEFINIS): “REBOLIUM”, prima che un vino è una stretta di mano. Due Produttori separati da venti case e da una linea immaginata solo dall’uomo. Per metà Collio per metà BRDA, per metà Ribolla Gialla per metà Rumena Rebula, due nomi per un unico Territorio frutto dello stesso mare, due nomi per lo stesso vitigno. Un’unica bottiglia, 48 mesi sui lieviti per un olfatto inizialmente delicato di mela cotta, pesca e albicocca, screziato di nocciola, salvia, timo, con un appena di balsamico e un bel graffio di mineralità. In bocca la bollicina solletica e avvolge, la frutta gialla introduce, l’agrume succoso sottolinea, le amaritudini di noce evidenziano, la mineralità gestisce il crescendo orchestrale 87 Punti. – COLLIO DOC RIBOLLA GIALLA 2024, GRADIS’CIUTTA: inizialmente delicato nel raccontare i fiori di campo, prende via via coraggio sottolineando vegetalità di sedano e mentolate, amaritudini di salvia a contrasto di dolcezze di mela golden, nespola e camomilla il tutto accompagnato da una simpatica brezza salina. Sorso di bella corrispondenza, un morbido abbraccio che freschezza e sapidità rendono coinvolgente. 85/- Punti. – VINO REBULA 2022, SVETI NIKOLAJI – ROBERT PRINČIČ: nato “di là”, vinificato “di qua”, fatto per cancellare linee che non esistono. Olfatto che chardonneggia, burroso, che sa di agrume maturo, di spezie di quell’Oriente da cui è nato, solletica con un appena di piccantezze… Eleganza, finezza, pulizia…questo in sintesi il sorso, grasso eppure vivace e verticale, con un finale “di un altro livello” e lunghissimo 88 Punti.   – VINO REBULA “SERENDIPITÀ” 2020, SVETI NIKOLAJI – ROBERT PRINČIČ: “SERENDIPITÀ” più che un vino è uno sguardo, al passato, al presente e al futuro. Il racconto di un Territorio diviso per forza che si riunisce in un calice. “Vinificato in Italia con uve vendemmiate in Slovenia”, uno sberleffo a chi si è divertito a disegnare linee sulle carte geografiche supponendo di poter separare quelle terre che un tempo erano acqua. Ma “ponca” e “opoca” non conoscono la lingua dell’uomo, parlano un idioma preistorico che sa di legami indissolubili e di riabbracci necessari. “SERENDIPITÀ” inneggia al caso e alla fortuna, ma nasce dalla capacità e con uno scopo preciso: riconnettere. Che sia un vino che non ama i confini si capisce già da quel suo colore di “rosso mancato”, un’ambra di luminosità non comune. E poi quel naso…orgogliosamente dritto… Oltre le sottili note ossidative c’è un mondo di zafferano e albicocca disidratata, mela macerata, caramello salato, mou, freschezze di mandarino, amaritudini di timo, rosmarino e mallo di noce Il sorso sorprende, assolutamente secco nella sua sostanziosa massa glicerica, marca le gengive con la firma del tannino, il palato con il sale del mare che era. Spinge alla calma e al respiro regalando un allungo infinito di agrumi e balsamicità di tè. Da bere ascoltando “IMMIGRANT SONG” dei LED ZEPPELIN. 89+ Punti perché…perché mi serve una scusa per riassaggiarlo e dargliene 91. E QUINDI? E quindi GRAZIE agli Organizzatori per avermi ospitato, a tutti i Produttori che hanno avuto la pazienza di sopportarmi e a Voi che avete avuto la bontà d’animo di leggermi fino a qui. È stata una giornata impegnativa sotto molti aspetti, una bella giornata vissuta all’insegna della Qualità a 360° nonostante l’inconveniente NON da poco creato dallo “sciopero” dell’aria condizionata. ITINERE ha in sé un’idea “migrante” e dunque…l’Edizione 2026 (che metto in agenda sin da ora) chissà dove approderà   Roberto Alloi – VINODENTRO Su Instagram @eno_evo  
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LUGANA, ARMONIE SENZA TEMPO Arrow Right Top Bg

3 Luglio, 2025

Lugana, armonie senza tempo

IL COSA E IL DOVE Lo scorso 10 Giugno, negli eleganti spazi di Palazzo Brancaccio a Roma, il CONSORZIO TUTELA LUGANA DOC ha presentato ARMONIE SENZA TEMPO, un Evento dedicato alla più vecchia Denominazione della Lombardia, quel LUGANA che rappresenta l’anima enologica di due Regioni e lo spirito vibrante di un Territorio unico come quello del Lago di Garda. Una giornata all’insegna della Qualità, un Evento di cui il cui sold-out già due settimane prima basterebbe a descrivere il successo.     IL LUGANA Un vino per due Regioni (Veneto e Lombardia), per due Provincie (Verona e Brescia), per cinque comuni, che racconta un Lago che è quasi un mare (il Lago di Garda), il Monte Baldo trasportato dal Peler e la valle che viaggia sull’Ora. Ventottomilionidibottiglie prodotte da duemilaseicentoettari coltivati da duecentoquindicisoci. Numeri impressionanti per il vino bianco con il più alto punto prezzo d’Italia, versatile, sostenibile (oltre due terzi dei Produttori hanno certificazioni ambientali), un vino simbolo di un Territorio che crede nella Qualità, nella sostenibilità e nell’Accoglienza. LA MASTERCLASS Sei i vini che Fabio Zenato (Presidente del Consorzio) e Edoardo Peduto (direttore dello stesso) hanno presentato insieme ai produttori delle Etichette in degustazione. Sei Vini a rappresentare le diverse tipologie del Lugana, le sue possibili interpretazioni e la sua capacità di reggere alla prova del tempo. Un viaggio molto interessante che ha riservato sorprese positive e non e che ha consentito ai presenti di valutare passato, presente e futuro di un vino che è un racconto da bere i cui protagonisti sono luoghi, uomini e storie. – LUGANA DOC SPUMANTE METODO CLASSICO “36” PAS DOSÉ 2016, CITARI (LOMBARDIA): appena ci ficcherete il naso dentro avrete l’impressione che il fornaio abbia appena sfornato le sue pagnotte migliori, quelle con i semi a impreziosire la crosta e l’impasto. Poi scuoterete la testa e saranno gelsomini, zest di limone e, per quelli che avranno la pazienza di aspettare, tostature di nocciola, dolcezze di toffee, note di cappuccino…dolcezze che contrastano con una sapidità che, l’ultima goccia, quella che sporca il calice, associa a stuzzichii di salamoia. Il sorso è ampio e l’effervescenza un abbraccio che trasforma gli agrumi in pasticcerie di crema al limone, arrivano poi note di mandarino e il finale è sapidosapido e intrigantemente amaricante. 89- Punti sono forse troppi ma m’è piaciuto un sacco e oggi mi sento buono. – LUGANA DOC SPUMANTE METODO CLASSICO “PRIMESSENZA” BRUT 2020, MONTONALE (LOMBARDIA): nette le sensazioni di fiori bianchi rampicanti, di frutta bianca e zest di limone, poi l’incedere della nocciola s’accompagna alle erbe aromatiche e a una pasticceria che riempie il calice non appena la T° si alza. Il sorso mostra vibrante freschezza e cremosità che soddisfa. Sottolinea l’astringenza dell’agrume e la presenza tattile della sua scorza, accenna a toni resinosi e nel finale non manca di ricordarVi di che pasta è fatta la sua sapida mineralità. 87++ – LUGANA DOC 2024, OTTELLA (VENETO): al naso, l’intensa vegetalità sa di Sauvignon scappato dalla gabbia (o magari di una raccolta troppo precoce). E allora ecco sambuco, nespola, finocchietto selvatico, una pesca con tutta l’armellina… Si, un po’ di albicocca, qualcosa di mela, i fiori gialli, l’agrume… Il sorso è snello e di pimpante acidità, dribbla le attese con un incipit di frutta dolce e propone poi una conforme riproposizione dell’olfatto sulla cresta di una intensa progressione acido-salina. Un vino sicuramente coinvolgente ma… 83+/4 Punti – LUGANA DOC “FENIL BOI” 2024, TURINA (LOMBARDIA): un profilo olfattivo sottile e appena intimista. Propone la nocciola prima degli agrumi, le erbe aromatiche prima della pesca, una sottile, silenziosa mineralità ferrosa… Il sorso è agile, fresco, sapido, snello ma piacevole e bilanciato. 84/+ Punti.   – LUGANA DOC “MENASASSO” 2020 RISERVA, PODERE SELVA CAPUZZA (LOMBARDIA): al naso sono nette le note di nocciola e semi di zucca, le leggere tostature, un accenno di crosta di pane e la pudica proposta di un idrocarburo che verrà. Poi canditi di agrume e frutta gialla, susine, acacia un soffio di menta, un appena cinerino e una mineralità sassosa a tenere insieme il tutto. In bocca è grasso, cremoso, ampio, sottolinea la dolcezza dell’agrume candito e colpisce con una sapidità piccante che in gola lascia suggestioni di pimento. 90+/91 Punti. – LUGANA DOC “RISERVA SERMANA” 2020 RISERVA, CORTE SEMANA (VENETO): il naso riconosce la frutta gialla, matura e financo disidratata, un ché di frutta secca che ci trasporta in pasticceria e un soffio più intenso di timo a zittire le altre erbe aromatiche. Bocca piena, sostanziosa, masticabile ad atteggiarsi a Chardonnay senza averne bisogno, un sorso che si risveglia a suon di astringenze agrumate e che si chiude con una sapidissima piccantezza. 88++ Punti.   A LATERE Ai banchi d’assaggio c’era un mondo di etichette a disposizione ma avevo poco tempo a disposizione ma un paio di cosette da consigliarVi ce le ho comunque: – LUGANA DOC “MOLCEO” 2022 RISERVA, OTTELLA (VENETO): punta sulle dolcezze di frutta e di spezia per irretire il naso. Giallo di cedro candito e mimosa sorprende con tostature di nocciola e con il contrasto tra cioccolatose grassezze e sapidità quasi marine. Sorso di grande sostanza e sapidità che tiene a bada il legno, con un finale dolce-amaro che invita a un secondo sorso. 88+ Punti.   – LUGANA DOC RISERVA “BUSOCALDO” 2019 PASINI SAN GIOVANNI (LOMBARDIA): netta l’impronta floreale di tiglio e magnolia e altrettanto marcato il giallo profilo fruttato d’agrume (ma non solo) intarsiato di piccantezze speziate e minerali. Sorso morbido, cremoso, fresco di frutta, sapido e con un lungo finale di intensa aromaticità Davvero un bel vino che però dava l’impressione di doversi sgranchire le gambe (cosa impossibile in simili contesti). Una sorta di Metodo Classico senza le bolle che segno tra i vini da DOVER riassaggiare con calma. 89 Punti. – LUGANA DOC “BORGHETTA” 2020 RISERVA, AVANZI (LOMBARDIA): fruttato d’albicocca e agrume, balsamico di mentolo e sambuco, appena peposo, intrigante di zafferano. Sorso materico e cremoso che freschezza e sapidità rendono leggero e invitante, con un finale che esalta sapide piccantezze e note di agrume amaro sottese a ritorni speziati. 88++ Punti.   E QUINDI? E quindi Grazie al CONSORZIO TUTELA LUGANA DOC per avermi ospitato, a tutti i Produttori cui ho rotto le scatole, a tutti quelli che invece si sono salvati dai miei deliri enoici e a tutti Voi che avete avuto la pazienza e la bontà d’animo di leggermi fin qui         Roberto Alloi Su Instagram @eno_evo VINODENTRO  
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ENJOY COLLIO by AIS LAZIO Arrow Right Top Bg

26 Giugno, 2025

Enjoy COLLIO by AIS Lazio

IL COSA E IL DOVE Lo scorso 8 Giugno, nelle ampie sale dell’ Hotel dell’A.ROMA LIFESTYLE HOTEL, l’AIS LAZIO ha celebrato in grande stile la chiusura dell’anno sociale 2024/2025 organizzando una grande degustazione dedicata al CONSORZIO COLLIO durante la quale sono stati consegnati i diplomi ai nuovi sommelier. Una giornata all’insegna del Territorio e della Qualità che ha attirato un gran numero di winelovers curiosi di conoscere nuove realtà o approfondire la conoscenza di una delle regioni vitivinicole più iconiche della penisola.   GLI ASSAGGI Oltre trenta le Aziende presenti (alcune personalmente) per un numero di etichette davvero impressionante. Data l’impossibilità di assaggiare tutto e tenuto conto del fatto che, parlandosi di casa mia tante cose già le conoscevo, mi sono dedicato a colmare qualche buco e/o assaggiare le nuove annate di vini che è davvero un peccato che escano così presto sul mercato. Comunque, nonostante le tante chiacchiere e gli impegantivi slalom necessari per raggiungere i tavoli, una cinquantina di vini sono riuscito comunque ad assaggiarli e dunque posso proporVi senza paura il mio ormai classicissimo elenco di consigli; dategli una letta, criticatelo, integratelo con qualcosa che mi sono perso ma soprattutto assaggiate e…condividete. QUELLO DA NOVANTA – VENEZIA GIULIA IGT BIANCO “KAI” 2022, PARASCHOS: è sempre difficile parlare di un vino che “sarà” ma qui, questa “morfologica” di Tocai già lascia intendere come sarà da adulto (o forse adulto lo è già). Un vino che era, un vino che è. Un tatuaggio sulla pelle di un popolo che rifiuta i confini e crede nell’uomo. Caldo, solare, profuma di fieno al sole e di schiene sudate, del respiro di una sigaretta rollata all’ombra dei tigli, della torba, di un mare mai sopito. Profuma di un Oriente che qui basta un passo per. Alterna dolcezze candite a balsamiche resinosità di legni nobili. Il sorso pretende calma, la impone. È un silenzio che si colma pian piano, strumenti accordati a creare un pieno orchestrale di sostanza che riempie e tannini che stupiscono, un libro di ricordi che il vento spettina mentre avete lo sguardo perso in un orizzonte marino. Da bere ascoltando ONCE UPON A TIME di BOB DYLAN. 92 Punti (per una volta quelli che saranno). I QUASIQUASI – COLLIO DOC FRIULANO “SUBIDA 23” 2020, DUE DEL MONTE: irretisce con note boisé e un po’ fumose, stordisce con amaritudini di mandorla e vegetalità di tralcio, accarezza a colpi di frutta estiva bianca e croccante, scalda con toni di fieno al sole e aggiunge poi una ruvida carezza minerale e un tocco di spezia d’Oriente Il sorso non si vergogna dell’impronta alcolica e rimanda subito ai Tocai di una volta strizzando l’occhio alla dinamicità di quelli moderni ritmando l’assaggio con un bell’andirivieni fresco-sapido e un finale lungo e minerale. 89 Punti. – COLLIO DOC MERLOT 2019, DUE DEL MONTE: non fermateVi alle morbide dolcezze di confettura di more e prugne, fate attenzione! Scoprirete un mondo amaricante fatto di foglia di pomodoro, graffi di pietra bagnata, ferrosa aria di temporale, balsamici respiri di tè, spezie … Il sorso non fa sconti, la mette giù pesante con tannini e ferro di spada, rafforza le posizioni a suon di sapidità e alleggerisce il carico con una bella nota di freschezza agrumata. Chiude lungo e aromatico. Un Merlot che non fa sconti, una manata sulla spalla a fine giornata. Da bere ascoltando OFF THE HOOK dei ROLLING STONES. 89 Punti. – COLLIO DOC FRIULANO 2024, TOROS: il naso va scoperto pian piano, senza fretta. Bisogna spostare gli agrumi canditi, saper guardare dietro il sipario della frutta bianca e stupirsi della sottile, orientale speziatura, del calore del fieno e della semplicità dei fiori di campo, delle note boschive di cespugli spinosi e resina, dell’incisa mineralità. Sorso che coniuga con cesellata attenzione alcol e dritta freschezza, morbidezze gliceriche e sapidità di mare che era. Chiude lungo, tra fiori e agrumi, senza rinunciare all’ultimo stupirVi di una sottile nota rustica. 89 Punti e il mio personalissimo premio “SUPERGGIOVANE”. – COLLIO DOC BIANCO “PIANA DEL ROVERE” 2021, PASCOLO: tigli, ginestre e camomilla per un naso giallo che propone la mela golden e non dimentica il mango (‘sta cosa non mi fa impazzire ma tant’è). E mentre Vi sovviene la dolcezza dell’acacia ecco la stilettata amaricante della salvia e del timo, l’impronta della nocciola, lo sciabordio delle onde che rimestavano quelle conchiglie che oggi sono dura roccia. In bocca un appena di alcol lascia che la frutta sembri, se non macerata, almeno un po’ troppo matura, la freschezza non manca e di sapidità ne avanza in un sorso che progredisce a suon di dolcezze di spezie (vaniglia) e caramello salato. Collio? Brda? Basta co’ ‘sti confini! Un vino che è una stretta di mano. Da bere ascoltando THE HANDSHAKE dei BAD RELIGION. 89 Punti. GLI ALTRI – COLLIO GORIZIANO DOC PINOT GRIGIO “JZB” 2022 RISERVA, PARASCHOS: olfatto che impone attenzione per apprezzare le sfumature della composta di piccoli frutti rossi tra la sostanza della frutta bianca, per separare le spezie dolci dalla pasticceria secca, l’albicocca disidratata dall’amarena, i fiori di campo dal fieno, lo smalto dall’arancia sanguinella, per annusare un intero Territorio avvolto da un’atmosfera profondamente minerale. Sorso teso, affilato, graffiante di agrume amaro ma morbido quanto serve per pareggiare i conti quantomeno con le freschezze (ché la sapidità è altra cosa). Elegante come solo i contadini che si cambiano d’abito per andare a messa sanno essere. Da bere ascoltando EPITAPH dei KING CRIMSON. 89- Punti. – COLLIO GORIZIANO MERLOT “JZB” 2022, PARASCHOS: naso netto, didascalico. Una ciliegia croccante in primo piano, le visciole a regalare un tocco di campagna. Poi la terra, anzi la pietra, anche bagnata; il ferro che si respira durante un temporale, le spezie, i viticci… Sorso succoso, appagante, fin troppo aderente a quanto percepito dal naso, scorrevolissimo, godurioso, lungo e di salina piccantezza. 88++ Punti. – COLLIO DOC RIBOLLA GIALLA 2024, BORGO SAVAIAN: il “troppo” di frutta esotica quasi nasconde la mela e la pesca mentre l’ampia distesa di fiori di campo lascia che la mente immagini la collina. L’atmosfera intrisa di marini ricordi induce a un sospiro prima di un sorso di bella freschezza, vibrante sapidità e con una chiusura in cui il sale e la mandorla fanno a sportellate. Divertente. 87 Punti. – COLLIO DOC BIANCO 2019 RISERVA, GRADIS’CIUTTA: tra le dolcezze di frutta (invero anche tropicale) ben matura e forse macerata, di piccola pasticceria, di bacche di vaniglia, si fanno strada piccantezze di senape e pepe bianco sospinte da una sottile brezza balsamica. Sorso elegante, ampio, masticabile, di glicerica, alcolica sostanza, stemperato con grazia dalla vibrante freschezza e da una sapidità mai sopra le righe. Bella la progressione aromatico-gustativa e lungo il finale. 88++ Punti. – COLLIO DOC SAUVIGNON 2023, LA GINESTRA: mostra il profilo profondamente vegetale di quell’R3 che, pur non solo, vuole assolutamente imporre la propria personalità zittendo quel quid di “francese” che, forse troppo educatamente, preferisce recitare il ruolo di ballerino di fila. E allora bosso, sambuco, salvia, rosmarino, finocchietto selvatico, l’impronta accennata della frutta esotica, quella più marcata della pesca… Affilata freschezza e robusta, sapida ossatura costituiscono il nucleo centrale dell’assaggio mentre la chiusura scomoda l’agrume amaro. Forse un pochino troppo “aggressive” ma merita l’assaggio. 87- Punti. – COLLIO DOC MALVASIA 2023, STURM: fumose atmosfere di polvere da sparo già sparata avvolgono fieno, erbe di campo, cespugli aromatici di timo, origano, salvia, siepi di alloro e arrampicate di gelsomini, dolci freschezze di cedro e larghezze di pesca… Sorso vivo e verticale, ricco, saporito, tagliente e leggermente ammandorlato nel lungo finale che cela un balsamico congedo di liquirizia. 87++ Punti.   – COLLIO DOC PINOT GRIGIO 2024, TOROS: un Pinot Grigio dal naso nobile e imbellettato che, in una atmosfera appena fumé, mostra sostanza di frutta gialla, e dolcezze d’acacia a contrastare l’animo minerale. Sorso sostanzioso e dinamico, di bella freschezza e sapidità piccante da far stringere le labbra. Un vino magari non complesso ma…chi ha detto che debba esserlo?! 88++ Punti.   – COLLIO DOC BIANCO “KAPPA” 2023, LUCA KREN: certo lo Chardonnay non ci prova nemmeno a mimetizzarsi dietro le note vegetali del poco Sauvignon o l’ombra ammandorlata del Friulano. Ecco dunque un ampio panorama di frutta bianca, la morbida dolcezza di un agrume che sa quasi di gelée, la gentilezza dei fiori di campo… In fondo resiste l’impronta sapido-minerale di un mare fossilizzato che introduce il sorso e ne caratterizza lo sviluppo gustativo. Non il mio vino ma un sorso di sicura eleganza. 88 Punti con forse un +. – COLLIO PINOT BIANCO 2023, HUMAR: una bella introduzione floreale (glicine e gelsomino) e poi tanta frutta bianca contornata da delicatezze d’agrume, un tocco ortolano di lattuga, un pizzico di pepe bianco, un quid di mandorla e graffi minerali e balsamici, il tutto in una atmosfera sottilmente fumé. Sorso morbido ed elegante a sottolineare dolci richiami fruttati e insistere su astringenze d’agrume e sapida persistenza. 88—Punti.   – COLLIO DOC FRIULANO 2023, HUMAR: intenso nel suo profilo olfattivo fruttato e maturo sciorina note di albicocca, pesca e agrume, mentre s’affacciano fiori d’acacia e delicatezze vegetali in una atmosfera sottilmente fumé e quasi marina intarsiata di nocciole e leggere tostature. Sorso intenso e ammiccante, sostanzioso, di soddisfazione, tenuto vivo da una lunga scia fresco-sapida e nobilitato vieppiù da un lungo finale. 88+ Punti.   – COLLIO DOC BIANCO 2023, RACCARO: un naso che si divide tra le fresche vegetalità della felce, del timo e del bosso e la sostanza della pesca bianca e della mela cotogna scegliendo una salomonica via di mezzo fatta di agrumi maturi, folate balsamiche e soffi minerali. Il sorso è ampio e sostanzioso, a tratti quasi grasso, ha il calore del fieno al sole e la freschezza dei prati alti e procede tra contrasti e ritmici rimandi olfattivi fino al durevole finale. Peccato per un quid di carbonica che non mi aspettavo. 88- Punti. – COLLIO DOC FRIULANO “ROLAT” 2023, RACCARO: una singolare, sottile vena carbonica esalta la calcarea mineralità che fa da spina dorsale ad un olfatto che esalta le freschezze dei mughetti e delle erbe di campo, i profumi della pesca, la amaricante dolcezza delle mandorle e fa sorridere con quella sua sottile peposità veicolata da un appena di brezza mentolata. La tonica muscolatura fresco-sapida rende il sorso agile e scattante (forse fin troppo) nonostante la mole glicerica e la masticabile presenza e l’allungo…beh, provatelo e fatemi sapere. 89—Punti. – COLLIO DOC FRIULANO 2023, PASCOLO: chiarissima l’incisione che la pietra focaia lascia nel profilo olfattivo di questo vino! Poi è un alternarsi ritmico di dolcezze di tiglio, amaritudini di sambuco, fiori d’acacia, menta, scorza d’agrume maturo… E ancora mela golden, fieno al sole, camomilla, mallo di noce… Sorso glicerico e sostanzioso, eppure di affilata freschezza e tagliente sapidità, chiaro nei rimandi fruttati ed erbacei, e con un finale che ricorda più l’armellina della pesca che la mandorla. Il Friulano è così, dolce e ruvido, una risata e una bestemmia per una briscola giocata male. Bel vino. Da bere ascoltando HERE TODAY, GONE TOMORROW” dei RAMONES. 88++ Punti. – COLLIO DOC CHARDONNAY “RUPIS” 2023, ASCEVI LUWA: uno Chardonnay che punta più sulla spezia d’Oriente che sulla frutta esaltando curcuma e cumino prima che pesca gialla, susine, scorza di limone, qualcosa di esotico e mela renetta. In bocca si mostra compito, fresco e sapido quanto deve, coerente con l’olfatto fin nell’allungo finale, invero non lunghissimo ma con un simpatico ricordo zuccherino a contrasto della sempre presente sapida mineralità. 87+ Punti.   – COLLIO DOC CABERNET SAUVIGNON “LOCATELLI” 2021, ANGORIS: piccante di pepe e liquirizia propone profondità di more (spine comprese) e aliti mentolati, frutti rossi disidratati, erbe officinali, legni nobili, cacao amaro e dolci asprezze d’agrume, spezie dolci e quel perché di terra che lo rende più “umano”. Il sorso vive del contrasto tra la glicerica e sostanziosa morbidezza, i fitti tannini e la dritta, affilata freschezza. Un vino che per molti potrebbe presentare qualche spigolo di troppo ma che interpreta alla grande il Friuli, il suo Territorio e…la sua gente. 88+ Punti. E QUINDI? E quindi grazie all’AIS LAZIO per avermi ospitato e a tutti i Produttori presenti, quelli che hanno dovuto sorbirsi le mie farneticazioni e quelli che hanno avuto la fortuna di schivarmi. È stata una giornata intensa e i mesi di Giugno e Luglio sembrano non voler concedere tregue sul piano degli Eventi. Sarà un periodo intenso, per me che dovrò scrivere e per Voi che vorrete leggere     Roberto Alloi Su Instagram @eno_evo VINODENTRO
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19 Giugno, 2025

DEGUSTIAMO INSIEME ROMA 2025 (by PROPOSTA VINI)

IL COSA E IL DOVE Lo scorso 26 maggio, PROPOSTA VINI, nota Azienda che da oltre quarant’anni si occupa di distribuire Vini, Distillati e molto altro ancora, ha organizzato DEGUSTIAMO INSIEME ROMA, una giornata per presentare alla clientela romana il proprio catalogo 2025. È stato dunque così che il SALONE DELLE COLONNE dell’EUR si è riempito di un gran numero di operatori del settore che hanno così avuto modo di incontrare di persona i Produttori, assaggiare il frutto del loro lavoro e ascoltare le storie che ogni etichetta nasconde.   GLI ASSAGGI Oltre 100 le Aziende presenti (in gran parte di persona) e un numero impressionante di etichette in cui ficcare il naso. Numeri davvero troppo grandi per me, le mie capacità e il tempo a mia disposizione ma…ho cercato di fare del mio meglio e “impicciarmi” negli affari di Cantine che non conoscevo (riservando comunque almeno un saluto ai tanti amici presenti. Risultato: circa 80 assaggi, rarissimi “passaggi a vuoto”, Qualità e Territorio sugli scudi e ben 24 vini da consigliarVi. Voi date come sempre una letta al mio personalissimo “recit de dégustation, criticatelo, consigliatemi altro e…condividete. I PEZZI DA NOVANTA – LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO DOC BIANCO “VIGNA DEL VULCANO” 2015, VILLA DORA (CAMPANIA): MARAVILLOSO!!! Questo è l’unico aggettivo che può descrivere l’impatto olfattivo di questo vino. Quasi perfetto nel suo abito di legni nobili, nespole, susine, camomilla, ginestre a colonizzare quella lava che è anima della terra, un accenno di mandarino, un ché di contadino per rimanere ancorato al suolo, basilico, idrocarburi che sanno di Nord Europa. In bocca ha ritmo ed energia, un susseguirsi di freschezze vertiginose e panoramiche dolcezze rivela una sommatoria salmastra che rende il sorso incredibilmente scorrevole e di lunghezza tale da non lasciare spazi vuoti tra le emozioni del primo e dell’ultimo calice. Da bere ascoltando “NON C’È TEMPO” dei 99 POSSE. 93/4 Punti. – LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO DOC ROSSO “GELSONERO” 2007, VILLA DORA (CAMPANIA): da subito fumoso e balsamico di mentolo ed eucalipto, se dovesse essere un’immagine sarebbe il piano sequenza dell’inizio di “C’era una volta in America” (con tanto di telefono che squilla). Poi è dolcezza confettura di more (di rovo e di gelso), eleganza di rose appassite, durezza di terra arida e polverosa, caffè… Il sorso è vivo, pieno, appagante, sostenuto da importante freschezza e tannini ricamati, lungo nella sua scia balsamica. Un vino monello nonostante la maggiore età. 92 Punti. – VERDICCHIO DI MATELICA DOCG “30” 2022 RISERVA, GAGLIARDI (MARCHE): spero che Umberto non me ne voglia se no scrivo del suo VERDICCHIO DO MATELICA DOCG “MACCAGNANO” 2021 RISERVAche vale almeno 90 Punti (ho già scritto molte volte di altre annate di questo vino e se vi pizzica la Curiosità beh…andatevi a cercare gli articoli). Vi dico però di un vino che ancora non è ma che sarà. Vi dico di un’etichetta che recita: “UN VINO, UNA STORIA A MATELICA”. Assemblaggio di 85 parti dell’annata 2022 con 15 della 2021 e 2023: l’equilibrio, il calore e la peronospora a raccontare 3.5ha di Territorio. La frutta bianca è il palcoscenico, idrocarburi e gesso le etoiles, anice, finocchietto selvatico e funghi i ballerini di fila. Sorso di mole non indifferente ma mai tronfio, anzi…dinamico e scattante, ha energia da vendere e voglia di dimostrare come si difende un Territorio. Lo dovrete aspettare, perché ancora non c’è e perché non sarebbe ancora pronto ma…ASPETTATELO! 91/2 Punti. I QUASIQUASI – CIRÒ DOC ROSSO CLASSICO SUPERIORE 2021 RISERVA, SCALA (CALABRIA): le vecchie vigne ad alberello non si smentiscono mai, regalando freschezze di macchia mediterranea, erbe aromatiche e spezie. Non manca la frutta, matura e sotto spirito e nell’allungo si distinguono chiaramente le balsamiche amaritudini del rabarbaro e una ferrosa mineralità. Sorso fresco, dinamico, molto coerente con l’olfatto, lungo, di marina sapidità, cementizia piccantezza e ferroso attaccamento alla terra. 89 Punti. – LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO DOC BIANCO “VIGNA DEL VULCANO” 2011, VILLA DORA (CAMPANIA): difficile approcciarsi a questa bottiglia dopo la precedente, difficile doverne definire un po’ “stanco” quel naso di profonda, fumosa, vulcanica mineralità accompagnato da un bel corredo di frutta ed erbe aromatiche. In bocca dimostra di essere ancora vivo; si, forse gli manca un po’ di brio ma sorprende comunque con una chiusura che mi aspettavo di piccante sapidità e che si è invece rivelata un elegante mix di dolcezze o speziature orientali. 89/+ e il mio personalissimo premio “PECCATO”. – SICILIA DOC SPUMANTE METODO CLASSICO “CUVÉE DI FAMIGLIA”, ANSALDI (SICILIA): un lustro sui lieviti e liqueur “perpetuo” per un olfatto di panoramica vastità, che spazia dalla pasticceria della trinacria alle amaritudini di sambuco, alle frescosità intricate di macchia mediterranea e mentolo con una nota singolare di quasi “pelliccia” che lo rende maledettamente figo! In bocca svetta la freschezza ma la sontuosa cremosità del sorso lascia che si apprezzi la parte grassa di spettro gustativo ravvivato continuamente da una avanzante sapidità. Un pezzo di Storia che vale 89 Punti. – VENEZIA GIULIA IGT MERLOT “MULIN GNÔF” 2020, BOLZICCO (FRIULI VENEZIA GIULIA): amarene, marasche, un sottobosco di bacche e verzure, terra umida e accenni fungini, birbantezze eucaliptiche, accenni calcarei, liquirizia, macchia marina… Sorso cui non mancano certo i muscoli ma che vive dell’irruenza giovanile di freschezza e slancio sapido. Belli e stuzzicanti i tannini, lungo il finale a richiamare frutta, spezie, note boisé, un appena di cuoio e amaritudini spesso dimenticate. Gli do il mio premio “GIAMBURRASCA” e 89 Punti con tanta fiducia e l’impegno a riassaggiarlo tra un altro po’ di tempo. – DAUNIA IGP BOMBINO BIANCO SPUMANTE METODO CLASSICO “RN” MILLESIMATO 2019, d’ARAPRÌ (PUGLIA): naso di disarmante eleganza, delicatissimo nel proporre il bianco dei mughetti, più rude nel raccontare la gessosa mineralità, fin troppo cortese nel dire di anice e zucchero e con un deciso tocco marino a segnare l’orizzonte lontano. Sorso che riempie e calma, agilissimo nonostante l’imperante cremosità e con un finale infinito e minerale. 89 Punti (ma solo perché sono cattivo).   GLI ALTRI – CIRÒ DOC ROSSO CLASSICO SUPERIORE 2022, SCALA (CALABRIA): olfatto solido, che alterna il nero dei piccoli frutti di rovo a quello del pepe, del ferro, della terra in una atmosfera anch’essa scura di fumo. In bocca comanda il tannino che però lascia al calore e alla sapidità lo spazio necessario per emergere. Chiude lungo non dimentico di un ché di contadina eleganza. 88+ Punti.   – CALABRIA IGT ROSSO “BRISEO” 2018, SCALA (CALABRIA): naso di complessa facilità, un lungo elenco di visciole, frutti di bosco, scorza d’agrume, tabacco mentolato e spezie a corredo. In bocca è caldo e coerente, i tannini accarezzano e le spezie stuzzicano dandosi di gomito accompagnandoci nel lungo finale. 88/++ Punti.     – FRIULI COLLI ORIENTALI SAUVIGNON 2024, GRILLO IOLE (FRIULI VENEZIA GIULIA): naso fresco e divertente, giocato sui temi della foglia di pomodoro e del bosso, con un’idea di lavanda e una di pesca appena colta, il tutto su uno sfondo di soffusa mineralità. Sorso allineato all’olfatto e reso vieppiù interessante dal ritmico alternarsi dei ricordi fruttati e della salina mineralità. 86+ Punti.   – COLLIO DOC BIANCO 2022, KORSIČ (FRIULI VENEZIA GIULIA): un naso tutto da spulciare, fatto di fiori bianchi, bacche di vaniglia, pesca e frutti tropicali, senape, forse curcuma, cedro candito, piccola pasticceria, acacia, legni nobili e un’atmosfera di fumo e mistero. Sorso glicerico e sostanzioso, di vibrante freschezza, marina sapidità e una progressione aromatico-gustativa tuta da provare. 88++/9- Punti.     – PINOT GRIGIO “RUDY” 2021, KORSIČ (FRIULI VENEZIA GIULIA): il naso è un bel cazzotto! Impegnativo e con un appena di riduzione che lascia presagire complessità nascoste dietro facilonerie di frutta secca e albicocche disidratate. Ecco dunque arrivare in lunga schiera fiori di campo e fieno essiccati dal sole, un oriente di spezie che sa di mistero e odalische… Il sorso è duro come la ponca, di spigolosa acidità e sapidità graffiante. Quasi un urlo verticale a contrastare l’orizzonte del calore glicerico. Ma lasciati calmare i marosi, Vi cullerà uno sciabordio di mela cotogna e frutta macerata e trasportati da sottili dolcezze vanigliate, vi ritroverete sulla riva dei ricordi, tra frutta secca e intrighi speziati. 88++ Punti. – FRIULI DOC PINOT GRIGIO “INEDITO” 2023, BOLZICCO (FRIULI VENEZIA GIULIA): impatto olfattivo davvero d’acchiappo, con quelle intense note di fiori secchi a riempire un’atmosfera punteggiata da nocciole, gerani, mandarini cinesi, frutta caramellata e sbuffi salini. Sorso che mixa e amalgama tutti i descrittori ravvivandone il ricordo a sun di freschezza e marina sapidità. 88+/+ Punti.   – COLLIO DOC FRIULANO 2022, BOLZICCO (FRIULI VENEZIA GIULIA): un olfatto che mi fa fare un salto temporale riportandomi a quei Tocai di una volta, sostanziosi e privi di vergogna alcolica stando però “sul pezzo”, strizzando l’occhio alle freschezze agrumate e invogliando con belle note amaricanti. Tutte sensazioni che si ripropongono didascaliche in un sorso coinvolgente e territoriale che è un “sente ‘chi e bêf un tai”, bestemmia per una briscola giocata male, pacca sulla spalla e ruvida carezza. Un vino che, se non Vi fa scegliere tra classico e moderno, sa di Tocai e non di Friulano. 88+/9- Punti. – VENEZIA GIULIA IGT MALVASIA “MULIN GNÔF” 2022, BOLZICCO (FRIULI VENEZIA GIULIA): olfatto ricco e sostanzioso, floreale, con la frutta bianca fresca che alza la testa e le dolcezze pasticcere a segnare un punto a favore dell’inaspettato. Colpiscono un tocco di selvatica rusticità e una nota sottilmente fumé che introduce un sorso coerente e affilato, molto centrato sui toni della mela macerata, lungo, invogliante e ravvivato da sottili piccantezze. 88/+ Punti.   – COLLIO DOC BIANCO “VIGNE DA MONT” 2021, BOLZICCO (FRIULI VENEZIA GIULIA): giallo di melone, pesca, nespola, camomilla, arnica, vaniglia, pappa reale… E poi erbe aromatiche, mandorle e iodio a chiudere l’olfatto e introdurre un sorso carnoso e strutturato ma reso agile dalla sapidità e da un sostegno acido che, in bella progressione, è protagonista nel finale. 88++/89- Punti.   VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO DOCG “RINCROCCA” 2022 RISERVA, LA STAFFA (MARCHE): naso esuberante, fin troppo nel suo urlare la propria iodata sapidità, un timbro che quasi zittisce le dolcezze della frutta e lascia spazio solo all’amaricante freschezza della salvia. Il sorso tracima di una freschezza acida che stacca di ruota la quota glicerica di un vino che sa quasi di infanticidio e proprio per questo si becca il mio personalissimo premio “PECCATO”. 86++ Punti (per ora)   VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO DOCG “SELVA DI SOTTO” 2020 RISERVA, LA STAFFA (MARCHE): il naso è un rotolare di descrittori sul ripido pendio, frutta bianca, amaritudini aromatiche di salvia e timo, contrasti di miele d’acacia e salmastre note marine… Sorso fresco, decisamente sapido, dotato di avvolgente calore e allungo agrumato e minerale. Il vino dell’attesa, quella di riassaggiarlo quando sarà pronto e pienamente consapevole delle proprie potenzialità. 87++ Punti, ma ne varrà molti di più tra un annetto almeno. – SPUMANTE METODO CLASSICO “GRAN CUVÉE XXI SECOLO” MILLESIMATO 2017, d’ARAPRÌ (PUGLIA): vi sprofonda in pasticcere dolcezze che sanno di mandorle caramellate, torroncino, lieviti al Rhum, miele, agrumi canditi (ma anche freschi e succosi) su uno sfondo decisamente marino. Sorso elegantemente corrispondente (forse addirittura troppo), morbido, cremoso, educatamente fresco e sapido ma…gli manca l’effetto WOW e i Punti sono solo 87.   – DAUNIA IGP SPUMANTE METODO CLASSICO ROSÉ “SANSEVIERIA” MILLESIMATO 2019, d’ARAPRÌ (PUGLIA): olfatto altezzoso giocato tra sbuffi di cipria, toni confetto e fiori grassi che evolve in dolci asprezze di melagrana e graffi di sale sulla pelle. Anche il sorso tende ad eccessivi ammiccamenti ma il crescendo fresco-sapido e l’amaricante finale lasciano che ci si dimentichi delle eccessive smancerie e si apprezzi un vino di inusuale eleganza. 88 Punti.   – SICILIA DOC GRILLO “BIANCO DI ABBADESSA” 2023, ANSALDI (SICILIA): fresche dolcezze di agrumi maturi sposano vegetalità di prato sfalciato e foglia di pomodoro su uno sfondo salino e tropicale. Sorso decisamente affilato e verticale, in quasi contrasto con l’ampiezza dell’olfatto, salato più che sapido e fresco appena il giusto per apprezzare la chiusura agrumata di un vino che un pochino mi spiazza. 87+ Punti.   – SICILIA DOC GRILLO “ABBADESSA” 2018 RISERVA ANSALDI (SICILIA): immediatamente Zibibbo, spara cartucce di zafferano, agrume candito e burrosa pasticceria ma è tutto transitorio perché è presto il Grillo a presentare un conto di polvere da sparo e idrocarburi che quasi strappano il salmastro sipario che avvolge la scena. Propone freschezza e sapidità con morbida, borbonica eleganza lasciando che il finale sia un assolo normanno di mineralità e verve agrumata. 88 Punti con forse un +.   – ANSONICA DELL’ELBA DOC 2024, CHIESINA DI LACONA (TOSCANA): al naso propone un interessante mix di amaritudini di erbe aromatiche e dolcezze di susina e pesca gialla su uno sfondo di marina intensità punteggiato di mughetti profumati. Sorso più caldo e glicerico di quanto mi aspettassi, piacevolmente stemperato da una sapidità che è al contempo marina e minerale e dotato di un finale di congrua lunghezza. 86ì++ Punti.   – ELBA ROSSO DOC 2022, CHIESINA DI LACONA (TOSCANA): un olfatto che colpisce, una ridda di intrichi di macchia mediterranea, cespugli di erbe amaricanti aromatiche (timo, salvia, origano), soffi marini che sanno financo di bisso, succulenze d’agrume rosso… Il sorso è snello, agile, scattante, gustosamente tannico freschevolmente agrumato, sapido quel tanto che serve a far venir voglia di berne ancora e lungo quanto serve per arrivare al secondo calice. Un vino semplice, per molti forse troppo, ma la semplicità è merce rara. Non sprecatelo! 87+ Punti E QUINDI? E quindi GRAZIE a PROPOSTA VINI per avermi ospitato e a tutti quei Produttori che hanno voluto condividere con me le emozioni chiuse nelle loro bottiglie. Grazie anche a quelli dai quali non sono riuscito a fermarmi e che spero di onorare in un’altra occasione. È stata una bella giornata all’insegna della Qualità, organizzata da un Distributore che dimostra di avere ben chiaro cosa proporre ai propri clienti e ai clienti dei propri clienti   Roberto Alloi VINODENTRO  
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12 Giugno, 2025

BAROLO, BARBARESCO & ROERO 2025 (by GoWine)

IL COSA E IL DOVE Lo scorso 16 Maggio l’instancabile GoWine ha portato a Roma l’Edizione 2025 di BAROLO, BARBARESCO & ROERO, manifestazione ormai “classica” dedicata ai vini di iconiche zone di produzione del Piemonte. Un Evento che ha richiamato un numeroso pubblico di addetti del settore e semplici enoappasionati nelle sale dell’Hotel STARHOTELS METROPOLE della Capitale.     GLI ASSAGGI Oltre trenta le Aziende presenti (in gran parte personalmente) a presentare interpretazioni diverse del Territorio, Storia, Storie e tanto altro ancora. Tante le etichette in degustazione, davvero tante, cosa che mi ha obbligato a una scelta dettata come sempre da estro e fantasia. Alla fine, dalla canonica cinquantina di assaggi ho estrapolato la mia consueta lista di “consigli per gli assaggi”, una “TOP THIRTEEN” priva di pezzi da novanta ma con un vino che si è meritato un pezzo musicale. Leggete, criticate, suggerite e…condividete. – DIANO D’ALBA DOCG “SÖRI RICHIN” 2022, CASAVECCHIA: da una dei 76 “sori” censiti un dolcetto fresco e profumato, che intreccia l’umido del temporale con il frutto maturo, la terra con il cielo, i fiori con le spezie. In bocca è dinamico, gustoso, propone e ripropone stuzzicando con i sottili tannini e le cementizie piccantezze, con quella sapidità e quel finale di arancia rossa che chiede un altro sorso. 87- Punti.   – DIANO D’ALBA DOCG “SÖRI BRUNI” 2021, CASAVECCHIA: per quelli che “il Dolcetto non invecchia” ecco l’eccezione che conferma la regola. Sarà l’esperienza trentennale delle radici, sarà l’esposizione, sarà quello che sarà ma qui siamo a un livello superiore, qui la terra umida comanda a bacchetta la frutta e i gineprai intricati spaccano le pietre e graffiano la pelle. In bocca il tannino s’impone con pacata autorità lasciando spazio a freschezza e minerale sapidità mentre il lungo finale è una dedica agrumata e una bonaria pacca sulla spalla a quelli che “il Dolcetto è solo Dolcetto”. 88— Punti. – BARBERA D’ALBA DOC SUPERIORE 2020, CASAVECCHIA: immediata la proposta di viole, more e prugne succose cui seguono accenti terragni e graffi di ginepro e liquirizia. Bocca gagliarda, calda, piena, snellita da tannini benevoli e da un lungo, succoso finale mai dimentico di dolci tocchi speziati. 88- Punti, perché quell’extra di vaniglia me lo sarei risparmiato.     – BAROLO DOCG DEL COMUNE DI CASTIGLIONE FALLETTO “PIANTÀ” 2016, CASAVECCHIA: u susseguirsi di vibrazioni balsamiche, pot pourrì floreale, composta di lamponi… E poi cacao, lavanda, chiodi di garofano, tabacco mentolato, grafite, terra smossa e…una confessione rustica che ne avvicina la nobiltà a noi che siamo servi del calice. Sorso austero e dinamico, saporito, agrumato, fittamente tannico e con un lungo finale di spezie, caffè e…olive nere. 88+ Punti. – ALTA LANGA DOCG “BERA BRUT” MILLESIMATO 2019, BERA: profuma di campagna e non si vergogna di un minimo di verve selvatica. Finocchietto selvatico, mentuccia, forse origano, di sicuro camomilla, lavanda, cedro, mela cotogna e nocciole, il tutto in una atmosfera di gessosa mineralità. Sorso cremoso e dinamico, decisamente sapido anzi…direi salato lungo quanto serve a finire subito il primo calice e volerne un altro. Un Metodo Classico che non se la tira per niente. 87+ Punti. – BARBARESCO DOCG “RABAJÀ” 2017 RISERVA, BERA: da subito rivela gustosa composta di piccoli frutti di un bosco del quale, nel breve, inciamperete anche nelle radici. Profuma di un tempo che era, di ricordi che gli agrumi canditi e il sacchetto di lavanda che la nonna metteva nei cassetti riportano alla mente. Coi gomiti poggiati sulle ginocchia inspirate il camino che quei ricordi sembra portarsi via e mentre vi sovviene un ché di china assaggiate. Un sorso ampio, ciccione ma affatto opulento, dinamicamente mosso dai sottili, stuzzicanti tannini e lungo nel riportarVi al punto di partenza. 88— Punti. – BAROLO DOCG “SÔRÌ PARADISO” 2021, VILLADORIA: olfatto luminoso, solare, spartito tra marasche e prugne, violette e liquirizia, non dimentico di accenni fungini e che in chiusura si incupisce su toni ferrosi e temporaleschi. Sorso di giovanile potenza buona sapidità e freschezza da vendere. I tannini si mostrano di nobile stirpe ma ancora non del tutto educati ed è forse in questa elegante “spettinatura” che si nasconde il plus di un vino che chiude sui toni amaricanti del rabarbaro e finisce sul mio taccuino alla voce “da riassaggiare con calma”. 88++ Punti. – BAROLO DOCG “LAZZARITO” 2017, VILLADORIA: inizialmente boschivo regala terra umida, strobili secchi, resine, anche funghi per aprirsi poi ai toni più gentili delle rose e delle viole chiudendo su una carezza appena foxy. Sorso di solida struttura e tonica muscolatura fresco-sapida, tannini di elegante fattura e allungo dedicato a dolcezze speziate e ricordi balsamici. 88 Punti.     – ROERO DOCG “BRIC BOSSOLA” 2020 RISERVA, TALIANO MICHELE: su uno sfondo di terra e cuoio si stagliano immagini vegetali e piccoli frutti rossi e neri che conoscono i barattoli e il coltello per spalmarli. Un accenno di fiori secchi, un ché di cacao e via con il sorso, muscoloso ma non pompato, agile, dinamico, veloce pur in quel suo calore alcolico che la freschezza contiene ma un po’ a fatica. E poi i tannini, eleganti ma scapigliati, a ravvivarlo e quel finale ferroso intriso di vegetalità officinali… 88++ Punti. – BARBARESCO DOCG MONTERSINO “AD ALTIORA” 2020, TALIANO MICHELE: è un vino che ti frega! Si nasconde, si fa desiderare, che all’inizio è “solo” un altro vino ancora imbrigliato nel legno e nelle dolcezze di ciliegie e more in confettura. Ma le parole a volte servono, e perdendomici insieme al produttore ho dimenticato il calice quel tanto che serviva per capire che la realtà era un’altra, fatta di tabacchi pregiati, di liquirizia succosa, di una frutta aspra che non si capisce da dove sia uscita e sulla quale Vi viene voglia di indagare ficcando di nuovo il naso nel bicchiere, bevendo quel succo della terra quasi per sete. Pieno, fresco, puntellato di sapidità birbantemente tannico e con un allungo che va oltre le chiacchiere. 88— Punti. – BARBARESCO DOCG MONTERSINO “TERA MIA” 2019 RISERVA, TALIANO MICHELE: i piccoli frutti rossi e maturi Vi riempiono il naso ma è quella mentolata balsamicità che detta legge, tenendo a bada un legno che tende ad alzare la voce e lasciando che della vaniglia non resti che la speziata presenza. È di un appena di mandorla l’ultima eco a spegnersi prima che il sorso riveli una dinamica invitante fatta di croccantezze fruttate e tannini fittamente intrecciati. Chiude lungo a suon di spezie. 88 Punti. – BAROLO DOCG “LUDO” 2020, PODERI LUIGI EINAUDI: un impalcato di ribes e fiori di campo contorna una struttura principale che ha dolcezze di boero e amaritudini di genziana. L’atmosfera è grafitica e il sorso morbido e austero, fresco di melagrana e di tannini solleticanti, lungo, speziato, discorsivo e affatto borioso. Un Barolo con le sneakers ai piedi, ma forse interessante proprio per questo. 87+ Punti.   – GRIGNOLINO DEL MONFERRATO CASALESE DOC “BESTIA GRAMA” 2023, BERE E SOGNARE: appena avvicini il naso al calice ti rendi conto di essere di fronte a un vino di stacco. Dimentico della spocchia sabauda, si propone sanculotto, scorbutico, pelliccioso, elegantemente contadino. Profuma di erba dopo il temporale, di sassi bagnati, di…vino In bocca scorre e discorre, racconta la schiettezza di un Territorio e di un vitigno, croccante di piccoli frutti, grafitico, addirittura sapido. Percaritàdiddio! Non è certo un vinone ma è uno di quei vini che sanno di fatica, mani sporche e pacche sulle spalle. Ce ne fossero! Lui becca il mio premio “LUPUSINFABULA” e 87+ Punti, Voi bevetelo ascoltando “EL BESTIA” di DAVIDE VAN DE SFROOS. E QUINDI? E quindi grazie a GoWine per avermi voluto ospitare ancora una volta e per il grande lavoro che da anni fa per promuovere le piccole Aziende, il Territorio, le storie di uomini che lavorano duro per produrre quel vino che soddisfa il nostro edonismo. Grazie ovviamente anche a tutte le Aziende che hanno avuto la pazienza di sopportare la mia curiosità e grazie a Voi che avete avuto la cortesia di leggermi fino qui     Roberto Alloi VINODENTRO  
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5 Giugno, 2025

BEREBIANCO 2025 (by Cucina & Vini): masterclass #2

IL COSA E IL DOVE Lo scorso 10 Maggio le eleganti sale dell’Hotel WESTIN EXCELSIOR di Roma hanno ospitato la terza Edizione di BEREBIANCO, Evento organizzato dalla Rivista CUCINA & VINI che si propone di far conoscere al pubblico degli enoappassionati un’Italia dei vini bianchi differente da quella troppo spesso influenzata dal “vino d’annata”. Il nostro Paese è infatti in grado di produrre grandi vini bianchi destinati all’evoluzione ma questi rimangono troppo spesso patrimonio segreto di pochi edotti estimatori e sono comunemente dimenticati nelle carte dei vini anche dall’alta ristorazione. Una vera e propria vetrina per le Aziende presenti, un viaggio in quell’Italia bianchista che ancora in troppi vedono seconda ad altri. GLI ASSAGGI Oltre 60 le Aziende presenti ai banchi d’assaggio e oltre 150 le etichette in degustazione, un vero tour de force per chi avesse avuto il tempo di intraprendere quest’avventura. A latere sono poi state organizzate 5 masterclass tematiche nel corso delle quali i partecipanti hanno avuto modo di valutare le potenzialità evolutive dei diversi vini proposti e confrontarli poi con quelli dell’annata corrente proposte nella sala comune. Incerto fino all’ultimo sul fato di riuscire a partecipare sani altri inderogabili impegni sono riuscito miracolosamente a prendere parte a due delle masterclass in programma (ai banchi d’assaggio ho fatto solo una velocissima puntata per salutare gli amici Produttori presenti). La prima, quella che ha ospitato il SANNIO CONSORZIO TUTELA VINI ve l’ho già raccontata qui e oggi è la volta della seconda, quella che mi ha consentito di viaggiare nello spazio e nel tempo attraverso l’Italia. LA MASTERCLASS 6 vini da 6 Aziende diverse, da 6 regioni diverse e di sei annate diverse. Uno zigzagare da Sud a Nord, dalla Campania alla Valle d’Aosta, in una macchina del tempo che ci trasporta subito nel 2020 per poi portarci indietro fino al 2012. Una masterclass che non ha un tema specifico se non quello dell’attesa, del tempo che scorre, lavoratore silenzioso per il nostro edonismo. Nei racconti di chi il vino lo fa si leggono passione, impegno, fatica, voglia di comunicare il territorio e prodotti che sanno di un qualcosa che va meritato. I Vini bianchi possono raccontare memorie di anni che abbiamo dimenticato? Quelli di questa masterclass sicuramente si, gli altri aspettano la vostra curiosità. Date una letta alle mie personali note d’assaggio e chiedeteVi: “cosa ho fatto nel 2020? E nel 2019?…” 1- VESUVIO DOC BIANCO “CONTRADAE 61.37” 2020, CASA SETARO (CAMPANIA): verde di macchia mediterranea ed erbe aromatiche (alloro e rosmarino), silvestre di anche pigne, fruttato di pesca e pera, intenso nei suoi sbuffi dolci d’acacia, fresco d’agrume di costiera, minerale si ma soprattutto…quello iodio! In bocca mostra polso e muscolare sostanza glicerica ma è il sale a governare l’assaggio, a tenere a bada la sferzante acidità e l’alcol ben dosato, chiude su note di frutta secca e macchia marina. Vigne vecchie pre-fillossera, Capri sullo sfondo… “61.37” al secolo “BOSCO del MONACO”…AMBO SECCO! 88/+ Punti. 2- VENEZIA GIULIA IGT BIANCO “BRAIDE ALTE” 2019, LIVON (FRIULI VENEZIA GIULIA): al naso lo Chardonnay e il legno sono i primi a presentarsi, quelle note grasse di frutta matura (anche esotica), quell’intensa speziatura orientale… Segue a ruota un Sauvignon che del suo ci mette qualche nota boisé e, della pesca, l’armellina e poca polpa. Al Picolit resta il compito di raccontare affettate dolcezze mentre la ponca…la ponca armonizza il tutto. In bocca mostra giunoniche morbidezze, una quasi totale assenza di spigoli ravvivata da una esuberante freschezza ben domata dalla salina mineralità di un mare che era. Chiude lungo su intensi ricordi di miele e cera d’api. 88 Punti con forse un +, perché un po’ di grinta non gli avrebbe fato male. 3- VALLE D’AOSTA DOP BIANCO “NEIGE D’OR” 2018, LES CRETES (VALLE D’AOSTA): le austere note agrumate del Petite Arvine sono addomesticate da un Pinot Grigio che si atteggia a Chardonnay regalando note grasse di pesca sciroppata, camomilla e nocciola spalleggiato in questo da un legno che, con attenzione, si vede metter fuori il naso a suon di speziature vanigliate. Decisamente caldo, morbido, financo burroso, a stento tenuto in equilibrio dalla freschezza, mostra le cicatrici lasciate dall’annata precedente. 87++ Punti. 4- LANGHE DOC SAUVIGNON “ROVELLA” 2016 MAGNUM, PARUSSO (PIEMONTE): inizialmente vegetale propone delicati mughetti e schiaffi di erba sfalciata. Seguono gli agrumi, il bergamotto, il pompelmo… Ed è allora che avvertite il silenzioso ma inesorabile incedere della pesca, un brusio di fondo che Vi entra nel cervello e che provate a scacciare con un sorso che è invece rivelatore. Eccola! Ecco la pesca! Si, c’è la polpa ma è l’armellina velenosa a costringerVi a un bagno di realtà. Un sorso pieno, di accattivante freschezza e sapidità quasi tannica. Un vino frutto dell’iperossigenazione cui riserverei un destino di Stelvin. 89/+ Punti perché oggi 91 mi sembrano troppi e voglio avere una scusa per riassaggiarlo. 5- SOAVE DOC “LA BROIA” 2014, ROCCOLO GRASSI (VENETO): un vino che a guardarlo non diresti. Importante già al naso. Con quella sua anima rossista affatto celata mostra timido intrecci di frutta bianca e delicate florealità per lasciarsi poi andare a dolci consistente di creme brulée e cioccolato bianco. E mentre vi colpisce un diretto di alloro e una gragnuola di colpi di erbe officinali, ecco avanzare una mineralità finora sottaciuta. Sorso consistente, grande struttura, tensione emotiva, sapidità quasi tannica, allungo esemplare e… Aggiungete Voi qualcosa, io ho finito le parole. 88++/89 Punti (perché per quanto la Garganega si sia dimostrata maledettamente scaltra, l’annata 2014 è stata l’annata 2014). 6- ALTO ADIGE VALLE ISARCO DOC SYLVANER “PRAEPOSITUS” 2012, ABBAZIA DI NOVACELLA(ALTO ADIGE): quando avvicinate il naso al calice Vi appare scontroso, montanaro, freddo come quella Valle Isarco che il Sylvaner interpreta magistralmente da sempre. Didascalico, poco incline alle smancerie, sciorina miele e sedano, susina e mentuccia, intrichi di pini mughi e limonose freschezze. In bocca taglia come quell’appiglio lontano che sembrava adatto a toglierVi l’acciaio dagli avambracci e si rivela invece tacchetta così piccola da costringerVi ad arcuare le dita. Consistenza glicerica e freschezza Vi fanno tirare un po’ il fiato ma dovrete aspettare il prato fiorito dell’allungo finale per poterVi ritenere in sosta. Forse poco armonioso, ma proprio per questo irrinunciabile. 89/90 Punti. E QUINDI? E quindi niente. Ancora una volta GRAZIE a CUCINA & VINI per avermi sopportato e a Voi per essere arrivati fino qui. Ora, mentre metto in agenda l’Edizione 2026 di un Evento che sta entrando di diritto nel ristretto numero di quelli irrinunciabili del panorama romano mi metto al lavoro perché…c’ho un sacco di roba da raccontarVi.     Roberto Alloi VINODENTRO  
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