Vinodentro

Vinodentro è una damigiana (ché altri contenitori sarebbero troppo nobili) che riempio pian piano di emozioni e suggerimenti.
Vinodentro è un palco sul quale il vino è l’attore protagonista e a cui presto la mia voce ma che Vi invito a doppiare con la vostra, perchè qui non stiamo parlando di matematica ed il fatto che in un bicchiere 2 + 2 può benissimo non fare 4 è una magia e…deve stupirVi!
sono assaggi deliranti, storie di Produttori e di Territori, “recit de dégustation” relativi ad Eventi cui ho avuto il piacere di partecipare ed altro ancora, il tutto scritto trattando il vino in quanto tale: un prodotto della terra e dell’uomo e nobile proprio per le sue umili origini.

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8 Febbraio, 2024

La Sardegna di VINODABERE 2024

IL COSA ED IL DOVE Seconda Edizione per LA SARDEGNA DI VINODABERE, Evento romano dedicato dall’omonima testata (con la collaborazione, quest’anno, di Roberta Perna) a Vini e Territori di un’isola che è in realtà un piccolo continente. Nei giorni 21 e 22 Gennaio u.s. le sale dell’Hotel Belstay di Roma si sono dunque riempite di una gran folla di giornalisti, addetti del settore e “semplici” winelovers desiderosi di perdersi tra Territori e Tradizioni seguendo i racconti dei numerosi produttori presenti. Una due giorni riuscitissima (nonostante la mancanza di alcune “compagini”) che merita assolutamente di essere messa in agenda sin da ora per il prossimo 2025. GLI ASSAGGI Oltre 30 le Aziende presenti e fin troppi vini da assaggiare (soprattutto per uno solosolo come me), banchi d’assaggio e masterclass. Ce n’era per tutti e per tutti i gusti! Per me è stata una giornata particolarmente impegnativa (complicatissimo gestire passione e gare del nano di famiglia senza avere il dono dell’ubiquità). M’ero fatto una bella lista del “cosa” assaggiare ma, come spesso mi succede, è rimasta a casa, dunque… Dunque non m’è restato che affidarmi a occhio, naso, estro, fortuna e zigzagare senza meta tra i vari tavoli, scegliendo le novità senza tralasciare completamente le vecchie conoscenze. Ed ovviamente i risultati sono stati assolutamente all’altezza delle aspettative. Tanta ma tanta Qualità e Produttori orgogliosi di presentare il frutto delle loro fatiche inquadrandolo nel tempo e nel luogo. Vabbè, di seguito potrete tediarVi con le note di degustazione relative alla mia personalissima “TOP TEN” (degli altri vini potrete leggere qui), precipitateVi dunque ad assaggiare di persona ché, come ormai ben saprete, del mio giudizio è meglio non fidarsi. TENUTA MUSCAZEGA Siamo a Luras (SS). È la pittrice romana Laura Carmina a mettere in piedi l’Azienda nel 2006. 3ha (sui 40 totali) curati in maniera maniacale e dedicati principalmente a quel Nebbiolo che sembra essere stato introdotto sull’Isola dal Generale La Marmora. Una filosofia produttiva che la Produttrice riassume benissimo con: “piccola vigna, piccoli numeri, grandi vini”. Le bellissime etichette? Indovinate chi le ha disegnate!? COLLI DEL LIMBARA IGT NEBBIOLO “DISIZU” 2021: un naso arrembante, tutto spezie pizzicose, macchia mediterranea, salvia, rosmarino, anice, liquirizia e frutta succosa in una atmosfera da età del ferro. Sorso fresco e birbante segnato da tannini simpaticamente arruffati ma affatto maleducati, sapido e con una chiusura vergata dalle note amaricanti delle erbe aromatiche. Se lo doveste aprire con degli amici, abbiate cura di averne almeno un paio di bottiglie di scorta. Da bere ascoltando “DESIRE” degli U2. LA CONTRALTA Una giovane realtà (2019) che fa dell’attesa la propria filosofia. Vinificazioni complesse, anfora, cemento, legno, acciaio, nessuna fretta di imbottigliare… 7ha suddivisi in 2 appezzamenti (5 ad Enas dedicati al Vermentino e 2 a Palau dove il Cannonau viene coltivato ad alberello). 4 i Vermentini in catalogo, tutti spiazzanti e che ben evidenziano la mano dell’enologo. ISOLA DEI NURAGHI IGT VERMENTINO “SICUT ERAT” 2022: 2 mesi di macerazione sulle bucce e 9 mesi di anfora per un naso che lascia basiti. Un sabba di dolcezze colorate di giallo (miele, mela cotogna, ginestra, mimosa) e verdi, erbacee freschezze (salvia, menta, rosmarino, macchia mediterranea). Il sorso è di disarmante sostanza, affilato eppure di grassezza quasi burrosa, tannico da volerne subito assaggiare ancora, con i piedi ben piantati nelle dolcezze della frutta gialla ed un finale che è sguardo rivolto alle fresche ed amaricanti sensazioni delle foglie di menta. Davvero bello! Da bere ascoltando “SWEET DREAM” dei JETHRO TULL. ISOLA DEI NURAGHI IGT VERMENTINO “AL SOL BRILLA” 2022: 15gg di macerazione sulle bucce, 1 anno di legno, acciaio… L’impatto olfattivo è impressionante, se stessimo parlando di luce e di eclissi solare ci vorrebbe il vetro affumicato per guardare. Qui è l’acuto delle dolcezze di miele ed il contraltare amaricante delle noci conservate sotto di esso, è il caldo giallo delle ginestre, sono i cespugli di macchia mediterranea piegati dal vento, sono le erbe aromatiche, i pizzicori peposi… Ed in bocca tanta ciccia, un sorso glicerico, polposo con un animo decisamente marino, che vive del contrasto tannini-dolcezze e s’allunga, come sguardo all’orizzonte, in un finale tutto piccantezze. Da bere ascoltando “HALO OF FIRE” dei METALLICA. LI SEDDI Siamo a Badesi, di fronte al Golfo dell’Asinara, Azienda a conduzione familiare nata negli anni ’60 dl Secolo scorso e con un oggi poco più che ventennale fatto di recupero di varietà autoctone (Vermentino in primis), coltivazione su sabbia ed impianti a piede franco. VERMENTINO DI GALLURA DOCG SUPERIORE “LI PASTINI” 2022: impianti di 60/70 anni Vi trasportano con la fantasia in faccia al mare, tra cespugli di macchia mediterranea ed erbe aromatiche, amaricante quanto serve, dolce quanto deve. Il sorso sorprende per una inaspettata carbonica. Succoso e coinvolgente, teso e privo di qualsiasi cedimento, conferma i descrittori olfattivi e chiude supersalato sulle attese amaritudini. Bello! Da bere ascoltando “DREAMS” dei FLEETWOOD MAC. CANNONAU DI SARDEGNA “MAISTRALI” 2021: faccia al vento ed in direzione ostinata e contraria, contrappone la propria immediata semplicità a quanti cerchino i muscoli nel Cannonau. Il naso calca la mano sui piccoli frutti ma sono il mirto e la macchia mediterranea a catalizzare l’attenzione, quell’idea minerale di sabbia, il frangersi salino delle onde… Sorso che riempie e non stanca grazie al giusto di freschezza ed al fascino discolo dei tannini, lascia da parte la frutta e, spada di ferro alla mano, cala il fendente delle amaritudini di erbe officinali. Chiude balsamico e segnato da un leggero sgarbo laccato che però lo rende di assoluta, contadina eleganza. Davvero bello! Da bere ascoltando “BRIGHTON ROCK” dei QUEEN. AUDARYA Una storia iniziata negli anni ’50 con un oggi che sta girando la boa dei 10 anni. Una produzione tutta dedicata alla tradizione con un meritevole focus sui vitigni meno gettonati ISOLA DEI NURAGHI IGT BOVALE “NURACADA” 2021: liquirizia ed erbe officinali sono lì davanti, in bella mostra, ma è l’anima mediterranea quella che colpisce il cuore: salmastra di onde ed olive in salamoia, di cespugli piegati dal vento. Poi un tocco di spezie scure ed un ruggito animale. Il sorso è abbraccio sensuale e scossa di erotica freschezza, carezza di tannini e graffio di profonda sapidità, con una lunghezza balsamica che… Da bere ascoltando “PELLE” degli AFTERHOURS. JANKARA 7.5ha in quella Vena di San Leonardo (parte settentrionale della Gallura) che è regno del Vermentino e 2.5 a Mamoiada dedicati al Cannonau. Una storia di “ritorni” iniziata in un 2006 che ha messo in pausa un’esperienza ventennale negli States. La produzione? Manco a dirlo: fortemente identitaria. VERMENTINO DI GALLURA DOCG SUPERIORE 2022: naso di estrema eleganza, che mixa il giallo della sostanza fruttata con il bianco di una elegante, virginale florealità. Poi un tocco d’agrume e lo sprint balsamico dell’anice. Il sorso, ampio e sostanzioso, sorprende per una carbonica assolutamente inattesa. L’acidità è un cavallo selvaggio che rifiuta redini e sella, un mustang da montare a pelo galoppando col vento in faccia verso il lungo finale di marina sapidità. Col senno del poi e dopo aver assaggiato quello di cui leggerete subito sotto…pazzesco! Da bere ascoltando “L’ANNO CHE VERRÀ” di LUCIO DALLA. VERMENTINO SUPERIORE 2015 (JEROBOAM): dopo 7 anni di vetrato isolamento in una prigione dimensionalmente importante, il calice restituisce la libertà ad un vino che si stenta a riconoscere. Il mustang s’è trasformato in un elegante arabo e la freschezza e diventata quella ristoratrice di un’oasi. E mentre l’Oriente delle spezie è lì davanti e Vi propone mollezze di odalische, miele e datteri, ecco la scimitarra della balsamicità dell’anice e delle foglie di tabacco (quelle che le cubane arrotolano sulle cosce) a calamitare l’attenzione Sorso sinuoso, che accosta con mirabile equilibrio larghezze fresco-sapide a profonda morbidezza fino alla piccantissima chiusura. Supertoppp! Da bere ascoltando “YOU CAN’T GET WAT YOU WANT (TILL YOU KNOW WHAT YOU WANT” di JOE JACKSON. CANNONAU DI SARDEGNA DOC 2019 RISERVA: profilo olfattivo scuro che sciorina prugna, viole, bacche, spezie, il cacao dei boeri, polvere di caffè ed un ché di pirico in un turbinare di fresche folate di macchia mediterranea. Sorso di elegantissima avvolgenza e grande equilibrio, tannini carezzevoli e finale a ricordarci del frutto. Semplicemente tanta roba, davvero! Da bere ascoltando “BAKERMAN” dei LAID BACK. VITIVINICOLA ALBERTO LOI Storia familiare per questa Azienda nata nella metà del Secolo scorso. Una cinquantina di ettari nella zona di Jerzu. Focus sul Cannonau senza dimenticare gli altri vitigni autoctoni. CANNONAU DI SARDEGNA DOC JERZU “CARDEDO” 2019 RISERVA: l’olfatto riconoscerà sicuramente prugna ed amarena, l’amaricante liquirizia a darsi di gomito con le dolcezze cioccolatose, pizzicori di spezie e freschezze mentolate ma…quell’idea di “selvaggio” che…che fascino! Sorso di grande coerenza, che evidenzia sostanza tannica e bella freschezza con un lungo finale in cui frutta e spezie si danno la mano. Da bere Ascoltando “SENSE OF PURPOSE” dei PRETENDERS. ED ORA? Ora è il momento dei ringraziamenti: a VINODABERE per avermi ospitato, ai Produttori per avermi sopportato ed a Voi per avermi letto. Ed è il momento dei buoni propositi: quello di approfondire la conoscenza di alcuni vini, quello di riassaggiare con calma alcune cose che…ne avrebbero bisogno e quello di ritrovarmi il prossimo anno con meno impicci da gestire e più tempo da dedicare ad un Evento davvero ben organizzato come questo Roberto Alloi VINODENTRO    
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1 Febbraio, 2024

Divino Acquario Xmas, un Evento dedicato al Cesanese del Piglio DOCG

IL COSA ED IL DOVE L’EVENTO Lo scorso 6 Gennaio, la Befana ha portato in dono ai winelovers romani DIVINO ACQUARIO XMAS, un Evento dedicato interamente al Cesanese del Piglio DOCG ed ai produttori aderenti al Consorzio di Tutela di questo vino. Una giornata organizzata dal Consorzio (oggi guidato da Pina Terenzi) in collaborazione con l’AIS (grazie al Presidente Regionale del Lazio Francesco Guercilena ed al Delegato di Latina Umberto Trombelli) nei meravigliosi spazi dell’Acquario Romano (oggi Casa dell’Architettura). Una giornata che ha consentito ai numerosissimi intervenuti di assaggiare non semplici vini ma calici di Ciociaria. DEL CESANESE Tra i Monti Ernici ed i Lepini, lungo tutta la Valle del Salto, ci sono 15000 ettari vitati che producono bottiglie che hanno dietro una storia. Quella di vitigno del quale Piglio ed Affile si disputano la patria di origine (con il primo cui va sicuramente il merito del suo rilancio dopo il secondo conflitto mondiale) ma che a me piace vedere accomunati da quei Romani che ne disboscarono i territori per piantare vigneti (da “silvae caesae” deriverebbe proprio il nome del Cesanese). Un vitigno che sembra essersi diffuso grazie al fatto che le spose del luogo ne portassero in dote le barbatelle e che pare essere stato tutelato con forza nello statuto del Comune di Affile. Un vitigno che alla prova del tempo dimostra oggi di essere cresciuto in termini di Qualità, potenza e, soprattutto, rappresentatività di un Territorio. Dunque: si scrive Cesanese del Piglio, si legge Ciociaria. GLI ASSAGGI Banchi di assaggio ed una masterclass nel ricco programma della giornata. 13 le Aziende presenti, tutte con radici ben piantate nella Tradizione e sguardo rivolto al futuro. 13 Aziende per tante diverse interpretazioni di un vino (unico rosso laziale a potersi fregiare della DOCG) che ha scritto un bel pezzo della storia enologica del Lazio. QUELLI DELLA MASTERCLASS Per correttezza elencherò tutte le etichette degustate ma poi…dirò solo della mia personalissima “top five” (delle altre potrete leggere qui). 1- CORTE DEI PAPI: CESANESE DEL PIGLIO DOCG “COLLE PICCHIO” 2022 2- RAPILLO: CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE 2022 3- MARLETTA TERESA: nata nel 2015, ecco un’altra Azienda a carattere familiare. CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE “BONIFACIO VIII” RISERVA 2020: potrei dirVi del rosso della frutta in diverse consistenze o di quello dei fiori, delle vegetali amaritudini di erbe aromatiche, della sottile vena balsamica ma… Quello che colpisce davvero è una affatto sottaciuta nota selvatica che gli dona un tocco di elegante rusticità. Sorso morbido che evidenzia volume, sostanza e freschezza, con la decisa sapidità a far allungare la mano per chiedere un altro giro ed un lungo finale amaricante e ferroso con quell’appena di brett che… Bello davvero! Da bere ascoltando “I LOVE ROCK ‘N’ ROLL” di JOAN JETT & THE BLACKHEARTS. 4- FEDERICI: CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE “NUNC” 2017 5- MARIA ELENA SINIBALDI: Maria Elena ha imparato dal nonno a prendersi cura della vite (e lo scrive pure in etichetta). Oggi accudisce 3ha in quel di Paliano con una passione che…basta guardarla in viso per capire quanto sia forte. CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE “BIVI!” 2015: lo avvicini al naso e ti viene da dire: “finalmente”! Semplice. Nulla di celato, nulla da svelare, didascalico nei descrittori varietali dl vitigno: fiori, frutti rossi, sottili vegetalità di erbe aromatiche, note ferrose, delicate ed inattese tostature, quel quid di “pelliccia” che ci tiene ancorati alla semplicità della campagna. Sorso freschissimo, schietto, rurale nella sua semplice eleganza contadina, spigoloso quanto serve per stare lontano da piatte omologazioni, dannatamente scorrevole ed accattivante e con una grande chiusura che fa schioccare le labbra senza vergogna. Si becca il mio personalissimo premio “BBONO” e pure quello “COMMUNICHESCION” per quell’etichetta che zittisce gli svolazzi letterari di quelli che, come me, provano trasformare il vino in parole. Da bere ascoltando “COMMUNIQUÉ” dei DIRE STRAITS. 6- CASALE DELLA IORIA: CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE BIOLOGICO “ZERO S” 2021 7- LUCA SBARDELLA: 10 anni di storia per questo ettaro (solo 1) di Piglio coltivato con rispetto per produzione ridotta ma di Qualità. CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE 2022: naso pocopoco timido, scuro, appena fumè e dolcemente speziato, rinfrescato da ciliegia, arancia rossa ed un bel respiro balsamico cui un “appena” di brett regala sottile rusticità. Sorso molto coerente e davvero fresco, garbatamente tannico, che evidenzia succose amaritudini agrumate e chiude su intriganti, lunghe piccantezze di pimento. Da bere ascoltando “THE PERSUADERS THEME” di JOHN BARRY. 8- CANTINA SOCIALE CESANESE DEL PIGLIO: nata nel 1960 è stata il primo Socio fondatore del Consorzio e riunisce circa 20 Produttori sotto la guida di Luca Sbardella. CESANESE DEL PIGLIO DOCG “CERCIOLE” 2022: occhio che Vi vedo che state pensando: “questo l’ho visto al supermercato”. Beh, ce ne fossero di vini così rappresentativi di un Territorio sugli scaffali! Naso didattico (beh, forse anche troppo): ciliegie di diverse qualità, pure le visciole, le rose, un tocco di spezia ed uno vegetale, con quell’accento di finocchietto selvatico che fa tanto campagna. In bocca perde qualche punto atteggiandosi a piacionerie sicuramente commerciali che chiedono il frutto e sacrificano il tannino ma…quel sapido finale gli dà un sussulto di identità- Merita, davvero. Da bere ascoltando “CHEAP THRILLS” di FRANK ZAPPA. 9- CANTINA GIOVANNI TERENZI: una decina di ettari a La Forma (Serrone). Un’Azienda nata negli anni ’50 e che da una trentina d’anni si dedica unicamente a Cesanese di Affile e Passerina. Conduzione “naturale” per una produzione davvero identitaria. CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE “VAJOSCURO” RISERVA 2021: naso che evidenzia gioventù e…legno non ancora integrato. Scuro di frutta (prugna e ciliegia matura), dice anche di cioccolato, sottolinea il timbro ematico e chiude su ben più che sottili speziature Coerente ma più dinamico il sorso in cui la frutta riacquista croccantezza. La nota erbacea aiuta a nascondere sotto il tappeto l’impronta vanigliata mentre il tannino che parla a voce alta e le sottili piccantezze accompagnano la beva. Ma… C’è il “ma” dell’attesa e del bicchiere lasciato lì mentre la degustazione procede. Ed ecco che il naso si arricchisce di tostature di caffè, di soffi balsamici, di un quid selvatico e qualcosa di grafite. Dai! Me so’ sbajato (tranne che per il fatto che mi toccherà assaggiarlo tra qualche anno)! Crescerà. Da bere ascoltando “THE CIRCLE GAME” di JONI MITCHELL. 10- L’AVVENTURA: CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE “AMOR” 2021 11- ANTICHE CANTINE MARIO TERENZI: CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE “CASAL SAN MARCO” 2020 12- PILEUM: CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE “BOLLA DI URBANO” RISERVA 2020 13- PETRUCCA E VELA: CESANESE DEL PIGLIO DOCG “TELLURES” 2018 A LATERE Di seguito il mio personalissimo “podio” tra i vini che, per ragioni diverse, non erano stati inseriti nella masterclass di cui Vi ho detto sopra. ANTICHE CANTINE MARIO TERENZI, CESANESE DEL PIGLIO DOCG “CASAL DEI MONACI” 2021: freschissimo il sottobosco che il naso percepisce, complesso nelle sue sfumature di piccoli frutti, humus, felci e foglie umide, gentili le note floreali. E poi quelle ammiccanti brezze balsamiche che ti fanno girare la testa… Sorso compulsivo, freschissimo e sostenuto da tannini monelli che danno la mano ai rimandi fruttati. Niente calice, per vini così ci vuole la cannuccia! Fatene scorta e bevetelo ascoltando “STREAMS OF WHISKEY” dei POGUES. CASALE DELLA IORIA, CESANESE DEL PIGLIO DOCG SUPERIORE “TORRE DEL PIANO” RISERVA 2020: fiori, piccoli frutti e vena balsamica si danno la mano in una “chorus line” da cui si alzano acuti di spezie dolci, china, mineralità ed erbe officinali. Sorso di grande equilibrio fresco sapido ed elegantemente glicerico che ripropone con precisione e corposa sostanza quanto percepito all’olfatto nascondendo con studiata sapienza l’apporto dei piccoli legni dietro i rimandi di spezia d’oriente. Sorprendente. Da bere ascoltando “TOWER OF SONG” di LEONARD COHEN. CANTINA GIOVANNI TERENZI, CESANESE DEL PIGLIO DOCG “VELOBRA” 2022: Cesanese di Affile con un quid di Sangiovese per dare un “aiutino” (in realtà ben evidente) a quella vigna del 1962 che comincia a sentire il peso degli anni. Giovane e birbante, non si vergogna di sventolarVi sotto il naso un sottobosco sconnesso e fitto di radici, le erbe aromatiche, l’alloro, un pot pourrì di spezie ed una fresca fruttosità che è più quella dell’arancia amara che non quella di prugne e ciliegie. Sorso fresco, morbido ma non troppo, con quei tannini forse un po’ “campagnoli” ma proprio per questo interessanti ed un finale che rimanda alle spezie ed ai frutti dell’olfatto. Bella prova. Da bere ascoltando “FOUND A JOB” dei ALKING HEADS. E QUINDI? Beh, se dovessi tirare le somme di questa degustazione mi verrebbe da contraddire parte di quanto asserito nell’introduzione. Non mi piacciono i giri di parole e non ho dunque nessuna vergogna nel dire che, nel complesso, m’aspettavo “deppiù”. Vero è che il livello medio si è sicuramente alzato rispetto a qualche anno fa. Certo, a livello di complessità olfattiva il vitigno non consente di deviare molto dal paradigma della frutta rossa e “l’omologazione” è un rischio concreto. Il sorso invece racconta di alcol finalmente ben gestito, di tannini finalmente educati ma senza rinnegarne il piglio contadino, di allunghi in molti casi degni di questo nome. M’hanno invece lasciato perplesso quelle interpretazioni vagamente “superciociars” davvero poco rappresentative di quel Territorio che il Consorzio dice di voler promuovere. C’erano solo due “riserva” e…ecco, lì mi piacerebbe ficcare il naso con più attenzione. E mi piacerebbe muovermi “orizzontalmente” tra qualche vecchia annata. Vabbè, le occasioni non mancheranno. ED ORA? Ora aspetto con ansia che l’AIS LAZIO (che qui voglio ringraziare pubblicamente per avermi invitato a questo Evento e per il grande lavoro che sta facendo per la promozione del Lazio e del Territorio) organizzi una nuova manifestazione negli spazi davvero unici dell’Acquario Romano. Nel frattempo studierò ancora un po’ il Cesanese ed approfondirò la conoscenza di diversi vini ed Aziende di cui ho avuto la fortuna di fare conoscenza. Roberto Alloi VINODENTRO  
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25 Gennaio, 2024

"DIFFERENT WINE", vini fuori dal comune.

IL COSA ED IL DOVE Dal 15 al 17 Dicembre u.s. Valentina Fabbri Biancone e Mario Bauzullo hanno organizzato la prima Edizione di DIFFERENT WINE, Evento dedicato a vini fuori dal comune, ad Aziende medio-piccole spesso dimenticate in carta dei vini e nelle nostre cantine, impegnate nella promozione del Territorio e nel recupero e valorizzazione di vitigni autoctoni misconosciuti. Una tre giorni che ha richiamato numerosi winelovers ed addetti del settore in una location assolutamente nuova quale quella dell’ancora non inaugurato MEDITERRANEUM ACQUARIO DI ROMA (che ora so dove sta ma che c’ho messo mezz’ora a trovare). GLI ASSAGGI Una ventina le Aziende presenti in rappresentanza di tutta la lunghezza dello stivale italico, per una proposta a misura d’assaggio. Di seguito potrete dare una sbirciata alla mia personalissima “TOP FIVE” (degli altri vini assaggiati potrete invece leggere qui). Prendetene spunto per i Vostri prossimi assaggi. IL PIEMONTE CIABOT 130 anni di storia, 4 generazioni ed un patrimonio vitato che va dall’areale di Dogliani al Roero passando per le Langhe. Una storia che racconta di passione, tradizione, innovazione, scommessa. Ecco allora che bisogna scomodare Capitan America per promuovere il marchio SUPERPIEDMONT e l’idea di uscire dal Piemonte dei vini in purezza per approdare a quello dei blend. Azzardato? Staremo a vedere. LANGHE DOC SAUVIGNON “BOSCODONNE” 2022: al naso sono il fieno tagliato e la foglia di pomodoro quelli che Vi strizzano l’occhio ed introducono gli accenti fruttati di nespola e frutta esotica mentre la chiusura è dedicata alle erbe aromatiche. In bocca è beverino ben corrispondente all’olfatto, morbido ed appropriatamente fresco, con un finale piacevolmente sapido ed intrigantemente ammandorlato. Tappo stelvin e piacioneria per un sorso di quelli “easy” di cui avremmo bisogno più spesso. Da bere ascoltando “WOT” di CAPTAIN SENSIBLE. L’ALTO ADIGE JOSEF WEGER Cornaiano è frazione di Appiano e qui, da 6 generazioni, la storia del vino è scritta dalla Famiglia Weger. 3ha (più 5 di conferitori ultraselezionati) per una produzione che racconta un Territorio e la sua anima. SÜDTIROL ALTO ADIGE DOC GEWÜRZTRAMINER “AUSWAHL” 2022: naso che nel suo essere poco “Gewürz” evidenzia una complessità fruttata che ne migliora l’equilibrio olfattivo, sottolineando dolcezze di acacia, albicocca e pesca ben pareggiate da freschezze vegetali di erba limoncella e sambuco. Sorso sostanzioso ed al contempo di grande piacevolezza, di muscolatura definita ma affatto pesante, con una chiusura di piccante sapidità. Difficile resistere alla voglia di aprirne una seconda bottiglia. Da bere ascoltando “LAST TRAIN HOME” del PAT METHENY GROUP. IL VENETO PAOLO COTTINI Una storia lunga 4 generazioni con un oggi iniziato nel 2010. 7ha a Fiumane, nel cuore della Valpolicella, 60000 bottiglie suddivise tra 8 etichette. Un’Azienda che con i vini appartenenti alle Denominazioni evidenzia radici profonde nella tradizione ma che non ha paura di mostrare il proprio lato “emozionale” attraverso dei vini IGT di assoluto interesse. ROSSO VERONESE IGT “PA.CO. SENSAZIONI DI PAOLO” 2020: Ripasso si ma sulle bucce dl Syrah per un naso birbante che delle spezie propone le piccantezze e le dolcezze d’oriente, il selvatico dei piccoli frutti e la delicatezza delle rose. Sorso simile al precedente ma decisamente più brioso, di dinamica tannicità e con una chiusura che mixa frutta rossa matura a friccicori di spezie. Bello. Da bere ascoltando “SENSATIONS” degli ALPHAVILLE. LA TOSCANA ENOFORIA Costola dell’Azienda agricola AUTUMNALIA e figlia della volontà di Paola Presti. Siamo a Magliano in Toscana (GR), in quella Maremma che dall’Argentario degrada verso il Tirreno, 1ha di vigneto dedicato essenzialmente all’autoctono e praticamente dimenticato Pugnitello per il quale l’Azienda si è meritata la nomina ad “AGRICOLTORE CUSTODE” nell’ambito del programma sulla biodiversità della Regione Toscana. TOSCANA IGT ROSSO PUGNITELLO 2019: frutto della prima vendemmia evidenzia al naso prugne e ciliegie, freschezze di arancia rossa, macchia mediterranea, alloro e sottili speziatura e sottobosco. Sorso che evidenzia una bella verve fresco-sapida, tannini ancora spadaccini ed una chiusura di decisa, marina sapidità. Ne riparliamo tra, diciamo…tre anni, intanto mi intriga parecchio. Da bere ascoltando “ORBETELLO ALI E NOMI” di FLAVIO GIURATO. L’UMBRIA TENUTA DI SARAGANO Montefalco, Gualdo Cattaneo, 230ha di cui 15 vitati con le vigne più alte di Montefalco, solo vigne vecchie ed in parte a piede franco per il 100% Sagrantino. Vini territoriali, non omologati ed assolutamente riconducibili MONTEFALCO DOC BIANCO 2022: Trebbiano Spoletino con una iniezione di Grechetto per un naso che racconta contrasti: dolcezze balsamiche del tè contrapposte ad amaritudini di quasi carciofo e frutta gialla stramatura che rivaleggia con la salvia su uno sfondo di leggere piccantezze e note fumé. Sorso pieno ed avvolgente, che evidenzia grassezze gliceriche e fruttate e contenuta freschezza, con un allungo di amaricante vegetalità sottolineato dalla sapidità quasi piccante. Si becca il mio premio “SURPRAIS”. Da bere ascoltando “SURPRISE, SURPRISE” dei ROLLING STONES. ED ORA? Ora è il momento dei ringraziamenti, agli Organizzatori che mi hanno cortesemente dato ospitalità ed ai Produttori che hanno avuto la pazienza di sopportarmi ed offrirmi un calice di emozioni. Ed è anche il momento di darVi appuntamento al DIFFERENT WINE del 2024. Roberto Alloi VINODENTRO
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18 Gennaio, 2024

"BOLLICINE", by Decanter Wine Academy

IL COSA ED IL DOVE Lo scorso 8 Dicembre (si, lo so, è passato un mese intero! Ma c’avevo ‘n sacco de ‘mpicci e c’erano le vacanze di mezzo quindi…) DECANTER WINE ACADEMY ha organizzato una serata tutta dedicata alle BOLLICINE presso il Ristorante Domus Magnanini di Roma, nell’incantevole cornice dell’Appia Antica. Una ventina di Aziende per un Evento tutto nuovo dedicato alle spumeggianti produzioni di tutta l’Italia che capita “a cecio” per brindare all’imminenza delle feste. GLI ASSAGGI Beh, c’era ovviamente tanto da assaggiare (troppo per uno solo come me) ed è stato dunque necessario mediare tra vecchie conoscenze e new entries schivando un po’ il flusso dei tanti wine-lovers e procedendo a lume di naso. Diverse le belle sorprese in cui mi sono imbattuto (ma anche diverse etichette che dimostravano come le “bollicine” siano arte sopraffina e non necessariamente nelle corde di Produttori pur bravissimi). Una nota di servizio (ma appena una nota, anzi…due): troppo freddo e poca luce (io ce vedo poco). Davvero troppo freddi soprattutto i vini (per una volta e pure per uno come me che ama aspettare che si scaldino) Ora Vi lascio alla mia personalissima “TOP EIGHT” (a dieci non sono proprio riuscito ad arrivarci), prendete spunto e…correte ad assaggiare. IL TRENTINO LEVII Sono oltre dieci anni che i ragazzi di LEVII elaborano Spumanti Metodo Classico (solo millesimati) con le uve provenienti dai propri vigneti alle pendici delle Dolomiti di Brenta. Almeno 36 mesi di permanenza sui lieviti e liqueurs poco “invasivi” per risultati che esaltano Territorio e bevibilità. TRENTO DOC BRUT RISERVA MILLESIMATO 2016: 60 mesi sui lieviti per queste 75 parti di Pinot Nero e 25 di Chardonnay che evidenziano un naso di inattesa femminilità. Suadente con le sue note di frutta gialla cui gli agrumi danno un po’ di sprint e cui la frutta secca aggiunge interesse. Più “maschio” il sorso, di cremosa sostanza, con freschezza e decisa sapidità a bilanciare la masticabile sostanza del frutto sino alla chiusura decisamente “fornaia”. Da bere ascoltando “ENGLISH MAN IN NEW YORK” di STING. L’EMILIA ROMAGNA BOLÉ Dall’unione di due storiche realtà rivali un’Azienda nuovissima, con un team giovanissimo, a trazione femminile, romagnola, energica (trovategli Voi qualche altro appellativo) per una DOC nuova che seguirò con grande curiosità. NOVEBOLLE ROMAGNA DOC SPUMANTE BRUT “BOLÉ BLUE”: Trebbiano e Charmat lungo per un naso green, di mela e pompelmo, menta e sambuco, gelsomino e biancospino. Sorso dinamico ed invogliante, fresco ed invogliante, ben rispondente all’olfatto e con un finale di intriganti piccantezze salate. Davvero molto interessante. Da bere ascoltando “NO ONE KNOWS” dei QUEENS OF THE STONE AGE. IL LAZIO CASSANO In quel di Canepina (VT), tra castagneti e noccioleti c’è spazio anche per la vite.  Un’Azienda che impegnata nel settore agricolo sin dall’800 che da trent’anni crede nel biologico SPUMANTE METODO CLASSICO BRUT “VIGNALE”: Pinot Grigio e Pinot Nero con un naso che appare subito profondamente boschivo (ci trovate anche i funghi) ed evolve poi su dolcezze di mela golden e lieviti pasticceri. Sorso fresco e di sapida mineralità, carbonica gestita con eleganza, succoso, coerente e…lungo. 30 mesi sui lieviti. Bella bolla! Da bere ascoltando “MESSAGE IN A BOTTLE” dei POLICE. PALAZZO TRONCONI Dal cuore della Ciociaria, la realtà di un’Azienda di Tramonti di Arce (FR) condotta con metodi biologici e biodinamici (certificata DEMETER) non per moda ma per vera e propria filosofia di vita. Una produzione centrata su vitigni da sempre presenti sul Territorio (Lecinaro, Pampanaro…) FRUSINATE IGP LECINARO FRIZZANTE ROSATO “GIZZIELLO”: dedicato al “soprano” Gioacchino Conti, questo Pet-Nat da Lecinaro che propone un naso, seppur castrato anch’esso dalla temperatura di servizio polare, birbante di piccole prugne ed agrumi, il giusto di fiori di campo e quel tocco di fragranza che solo i lieviti in sospensione possono dare. Sorso snello, succoso e saporito peccato solo che sia davvero troppo corto. p.s. non uccidetelo con temperature “sottozzero” come quelle di questa serata, vini del genere amano il fresco della cantina e gli amici per stappare una seconda bottiglia. Da bere ascoltando “IL BORGO ETERNO” di FLAVIO GIURATO. DONNE DEL VICO Azienda a trazione femminile nata in piena pandemia. Un lavoro iniziato da zero (la vigna è stata progettata da Valentina (Nardi)e dalle sue due sorelle), prime bottiglie nel 2020 per evitare di dover svendere le proprie uve e…un bel futuro davanti! Tra i Monti Lepini ed il mare LAZIO IGT BIANCO FRIZZANTE “BARUFA” 2022: un ancestrale “appenappena” velato è già di per sé una sorpresa. Se poi le uve “a bacca rossa” da cui proviene sono Viognier e Grechetto (così m’hanno detto) la sorpresa si tramuta in meraviglia. È un vino che avevo già assaggiato tempo fa e che ricordavo diverso e con un naso decisamente più timido. Non che qui ci sia chissà quale esplosione di profumi ma risulta abbastanza evidente un’indole balsamica sulla quale i piccoli frutti e la nocciola non ancora matura disegnano ghirigori. Sorso immediato e beverino, un pochino arruffato ma di cui molti cadranno preda. Vabbè, io questo lo devo ri-assaggiare ma Voi Bevetelo ascoltando “SCAR TISSUE” dei RED HOT CHILI PEPPERS. LA CAMPANIA CASA SETARO 14ha e vent’anni di storia per questa cantina napoletana che fa di una produzione completamente dedicata ai vitigni del Territorio il proprio punto di forza. CAPRETTONE METODO CLASSICO BRUT NATURE “PIETRAFUMANTE: 48 mesi sui lieviti (sboccato Gennaio 2023) per un naso sorprendente! Sono le vegetalità di prato ed orto a spiccare sul panorama di ginestre che lascia immaginare i pendii vesuviani e su quelle note di susina che regalano un quid di dolcezza. Sorso teso, di affilata, sapida mineralità, agilissimo, di sorprendente lunghezza e con una chiusura dolce come di caramella d’orzo. Da bere ascoltando “SMOKE ON THE WATER” dei DEEP PURPLE. CAPRETTONE METODO CLASSICO BRUT “PIETRAFUMANTE”: stessa vigna a pergoletta vesuviana, qualche mese in meno sui lieviti e qualche grammo di zucchero in più che regalano un naso di mela verde, ginestra, vegetalità balsamiche ed agrumate e ben più che un accenno alla crosta di pane. Sorso di sapida mineralità e sostanziose freschezze di agrume maturo. Ammiccante, invitante, acchiappante, scegliete Voi l’aggettivo più adatto ad un vino di cui è facile invaghirsi e difficilissimo disintossicarsi. Si becca il mio personalissimo premio “L’OCCHIO CHE UCCIDE” in onore all’etichetta (ed a Marty Feldman). Da bere ascoltando “EYE IN THE SKY” di THE ALAN PARSONS PROJECT. LA SICILIA MURGO Un’Azienda nata oltre un secolo fa (e con una “depandance” pure qui, nel Lazio). Motore trainante il Nerello Mascalese che, da oltre trent’anni, è il protagonista anche nelle interpretazioni di Metodo Classico. ETNA IGT METODO CLASSICO BRUT: una ventina di mesi sui lieviti per questo Nerello Mascalese tutto albicocche e tropicali fruttosità arricchite da una più che sottile nota fumé e da un interessante corredo di erbe officinali. Sorso davvero fresco e di intensa, minerale sapidità, didascalico nel riproporre con precisione i descrittori olfattivi ed un lungo finale tuttifrutti. Davvero inaspettato. Da bere ascoltando “TUTTI FRUTTI” di LITTLE RICHARD. ED ORA? Ora è il momento dei ringraziamenti: agli Organizzatori per avermi ospitato ed aver organizzato un Evento nuovo laddove sembrava non ci fosse più spazio per le novità ed ai Produttori che mi hanno dato modo di apprezzare i loro vini e di mettere in cantiere un sacco di approfondimenti. Ed è il momento dei buoni propositi per questo 2024 appena iniziato ma che si preannuncia già ricco di appuntamenti. Roberto Alloi VINODENTRO
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11 Gennaio, 2024

LIFE OF WINE, un viaggio nelle età del vino.

IL COSA ED IL DOVE Undicesima Edizione per LIFE OF WINE, l’Evento degli Eventi organizzato da STUDIO UMAMI e Roberta Perna con la collaborazione di Maurizio Valeriani che consente ad appassionati ed esperti del settore di compiere un viaggio nelle età del vino perdendosi nel mare delle emozioni. 56 le Aziende presenti quest’anno nella ormai consueta location dell’Hotel Villa Pamphili di Roma a presentare le capacità evolutive dei propri vini. GLI ASSAGGI Tanto, troppo (anche se forse meno completa a confronto delle ultime due Edizioni) per una persona sola. Se poi ci mettete in mezzo il tour de force di un fine settimana in cui si sono accavallati ben 5 Eventi enoici e le gare di nuoto di mio figlio beh… Ho fatto quanto nelle mie possibilità, ri-assaggiando per conferma e cercando, vagabondo, quanto occhi, naso, istinto e fortuna mi consigliavano. Tanti pezzi di assoluta bravura, qualche bottiglia che c’ha provato ma non c’è riuscita e comunque, sempre, il piacere di mettere a confronto le proprie emozioni con il parere di chi il vino la ha fatto e lo fa. Di seguito troverete la mia personalissima “top ten”, per gli altri miei assaggi date una letta qui. IL PIEMONTE LA STRADINA Quella de “LA STRADINA” è una storia di amicizia che va al di là del poco vino prodotto (2000 bottiglie). Una storia che racconta di una prima vendemmia nel 2004, delle prime bottiglie nel 2008 e della nascita dell’Azienda nel 2013. Una storia i cui protagonisti sono 5 amici, il Nebbiolo, il porfido rosso, i boschi e la tenacia di voler fare vino là dove la fatica ne è uno degli ingredienti principali. GATTINARA DOCG “RUSET” RISERVA 2015: scuro e fresco il naso, elegante di viole appassite, peposo (ma non macinato), balsamico di liquirizia e tabacco, non dimentico della china e… affumicato. Sorso godurioso, carezzevole il tessuto tannico, traviante la speziatura e con una chiusura che è un geode di preziosa mineralità. Da bere ascoltando “ASTRONOMY” dei METALLICA. L’ALTO ADIGE ERSTE + NEUE Azienda con una storia secolare cui va il merito di aver avuto da sempre il coraggio di puntare sulla Qualità rifuggendo la Quantità. Un esempio di realtà cooperativa cui far riferimento. SÜDTIROL – ALTO ADIGE DOC PINOT BIANCO “PUNAR” 2013: dieci anni vogliono dire spalle larghe ed un olfatto che vira nettamente su note balsamiche strizzando l’occhio ad un finocchietto selvatico che zittisce quasi del tutto le gentilezze floreali e fruttate. Il sorso nasconde nel guanto di velluto delle morbidezze, il pugno di ferro di una freschezza tagliente ed una mineralità profonda. Bellissimo! Da bere ascoltando “ORCA” dei WINTERSLEEP SÜDTIROL – ALTO ADIGE DOC GEWÜRZTRAMINER “PUNTAY” 2009: pesca, vegetalità di sambuco, freschezze di lemongrass e gentilezze di rose si mettono il vestito della festa dimostrando un’eleganza assoluta mentre un soffio di legni nobili mormora in sottofondo. In bocca è sapido e “gewürz”, polposo e masticabile. Dimostra un fascino irresistibile. Da bere ascoltando “FEMME FATALE” dei VELVET UNDERGROUND. CANTINA KALTERN 440ha suddivisi tra 590 soci per una cooperativa che dal 1906 rappresenta un pezzo di storia del vino altoatesino ed è un vero e proprio riferimento non solo per le altre Aziende della Regione. Grande attenzione all’Ambiente ed una produzione fortemente rappresentativa del variegato panorama di habitat produttivi. SÜDTIROL – ALTO ADIGE DOC KALTERNSEE CLASSICO SUPERIORE “QUINTESSENZ” 2018: naso un pochino chiuso che stenta a raccontare la melagrana e, del bosco, i piccoli frutti ed il muschio. Il sorso è invece dinamico e birbante, fresco e di cementizia piccantezza per una piacevolezza di beva assoluta e compulsiva. Da bere ascoltando “DON’T STOP ME NOW” dei QUEEN. IL TRENTINO LETRARI Qui in Vallegarina, Lucia Letrari prosegue il lavoro pionieristico iniziato dal padre Lionello nel 1976 producendo Trento DOC che mixano mascolina energia ed eleganza femminile con risultati “che ‘ntender no li può chi no li prova”. TRENTO DOC BRUT “QUORE” RISERVA 2012: degorgiato a Novembre 2018 lascia che il naso racconti la frutta gialla (anche tropicale), la pasticceria e la frutta secca ma sorprende e mette al tappeto con quella sua profonda anima boschiva che non dimentica neppure la freschezza dei funghi. Sorso di sontuosa morbidezza cui la ritmica della freschezza aggiunge verve ed un ché di spezia ne allunga il finale rendendolo maledettamente intrigante. Bellobello! Da bere ascoltando “THE MAN WITH THE HORN” di MILES DAVIS. L’EMILIA ROMAGNA FATTORIA ZERBINA 27ha di Ravennate a trazione femminile. Impianti ad alberello, parcellizzazione portata all’estremo, 20 cloni di Sangiovese ed una produzione che, oltre ad essere incentrata sul vitigno principe del Territorio, tiene nella stessa considerazione l’Albana e la Botritys per produrre vini da dessert con un animo profondamente francese. ROMAGNA DOC SANGIOVESE MARZENO “PIETRAMORA” RISERVA 2004: nell’immediato il naso comunica stanchezza ma…per fortuna il dilungarsi in chiacchiere ha fatto si che lo bevessi con poca attenzione! Ed il calice vuoto, come sempre, ne ha rivelato l’animo celato ai distratti. Frutti rossi e neri ben distinti arricchiscono un cioccolato che sembra quasi di mordere e le spezie sfrucugliano il naso con un intrigante friccicore. Vabbè, mi tocca chiederne un secondo sorso per apprezzarne la corretta rispondenza con l’olfatto, le tostature che rendono interessanti le morbidezze e la materica progressione gustativa supportata da tannini che tessono trama ed ordito mi accompagnano sino al lungo finale. Me so’ sbajato! Capita. Da bere ascoltando “ULTIN TOC” dei MITILI FLK. ROMAGNA IGT BIANCO “TERGENO” 2021: delle tre uve con cui era inizialmente prodotto, Chardonnay, Trebbiano ed Albana, è rimasta solo quest’ultima (per il 40% “Botritizzata”) a regalare un naso di agrumi canditi e fresche amaritudini vegetali di salvia, e nespola intarsiate di idrocarburi già ben più che accennati. Sorso teso ma con una imprescindibile sostanza glicerica cui la profonda sapidità tiene testa ed un finale lungo di dolcezze agrumate. L’Auslese “de noartri” (o viceversa) Bellissimissimo! Da bere ascoltando “DEL MONDO” dei C.S.I. IL LAZIO MUSCARI TOMAJOLI Tarquinia vuol dire quasi mare, vulcani che erano e quegli Etruschi cui il vino deve tanto. Solo 2ha coltivati a Vermentino, Montepulciano e Petit Verdot, grande attenzione all’ambiente, crescita qualitativa costante ed un packaging davvero d’acchiappo. LAZIO IGP ROSSO “AITA” 2020: prendete un mixer e metteteci dentro piccoli frutti rossi, amarene, spezie scure, china, un ché di tostato, liquirizia. Premete il pulsante e…mo provate a dirimere i profumi! Qui, sembra di giocare a shangai! Alzate il bastoncino ma non toccate gli altri! Sorso massiccio, tannini in giacca e cravatta (ma con le sneakers ai piedi) ed un finale che…non finisce. Da bere ascoltando “BULLET AND A TARGET” di CITIZEN COPE. L’ABRUZZO FARAONE A Giulianova, nel 1983, nasceva il Metodo Classico “made in Abruzzo”, ma Faraone è cent’anni che scrive un pezzo di storia del vino abruzzese, dallo sfuso di inizio secolo alle prime bottiglie degli anni ’70. TREBBIANO D’ABRUZZO DOC “SANTA MARIA DELL’ARCO” 2013: annata calda che mette in evidenza terziari idrocarburici quasi prima delle grassezze di frutta gialla matura e candita lasciando che il finale sussurri note boschive e quasi resinose. Sorso pieno, cremoso, masticabile di grandangolare orizzontalità eppure con una spina dorsale di freschezza mai curva, anzi… Un vino che dimostra, se ancora ce ne dovesse essere bisogno, quelle che sono le potenzialità del Trebbiano. Da bere ascoltando “SLEEPING WITH GHOSTS” dei PLACEBO. MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE DOCG RISERVA “SANTA MARIA DELL’ARCO” 2007: sarà per l’annata calda ma qui il naso sembra suggerire calma. Il naso si arrotonda attorno ad una ciliegia scura, dolce, succosa, magari sotto spirito cui seguono tabacchi, iodio ed un lungo corteo di spezie. Sorso ben più dinamico, di freschezza ancora birbante, a tratti quasi agrumato, con tannini di sportiva eleganza ed una sapidità tutta da provare. BELLO! Da bere ascoltando “I’M AN OLD COWHAND (FROM THE RIO GRANDE)” di SONNY ROLLINS. ED ORA? Ora è il momento dei ringraziamenti: ai Produttori per avermi regalato una giornata di intense emozioni ed agli Organizzatori per avermi dato la possibilità di partecipare ad un Evento unico nel suo genere. Ed è il momento delle scuse, agli stessi che ho ringraziato ed a Voi per il ritardo con cui escono queste mie poche parole, per colpa della mia ormai risaputa lentezza e di un fine anno troppo denso di appuntamenti per poter poi mettere su carta le mie impressioni. Cercherò di fare meglio in futuro e, mentre aspetto con ansia la prossima Edizione di LIFE OF WINE, mi appresto ad una Stagione 2024 che si preannuncia davvero ricca di appuntamenti.   Roberto Alloi VINODENTRO
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