30 Set 2026
Extraordinay Food&Wine. A Venezia la bellezza gioca con la bellezza
Come si racconta Venezia, una città che da sola riesce a lasciare senza fiato? Extraordinary Food&Wine ci prova mettendo in scena il meglio dell’artigianalità italiana. Tra le sale dell’Hotel Monaco Gran Canal abbiamo incontrato produttori, degustato vini, oli, formaggi, mieli e specialità gastronomiche provenienti da tutta Italia, in una manifestazione che celebra il saper fare, la qualità e le tradizioni che continuano a rinnovarsi.
Come spiegare Venezia?
Anni fa, anzi 26 anni fa, quando ancora avevo la mia galleria d’arte contemporanea Pianissimo, parlando con un mio amico artista Guatemalteco, Aníbal López, invitato alla Biennale del 2001, mi raccontò di una sua particolare ansia.
Aníbal, che proprio in quell’edizione avrebbe poi vinto il Leone d’Oro come miglior giovane artista, sosteneva che Venezia era talmente irreale, talmente meravigliosa già nel momento in cui si esce dalla stazione di Santa Lucia, da riempire gli occhi e il cuore di chiunque la visita. Da lasciar senza fiato ogni volta che ci si torna.
Secondo Anibal un artista invitato alla Biennale, appuntamento tra i più importanti al mondo dedicato all’arte contemporanea, doveva innanzitutto reggere il confronto con la città. Una sfida paradossale: come riuscire a sorprendere con la propria opera quando ciò che ti circonda è già di per se un’ opera d’arte tra le più incredibili mai realizzate dall’uomo?
Venezia è una città che crea aspettative, ogni evento deve esserne all’altezza. A Venezia la bellezza gioca con la bellezza e lo scorso 20 settembre con Emma ci abbiamo giocato, all’interno di una manifestazione che ha saputo sorprendere.
Siamo stati alla nona edizione di Extraordinary Food&Wine, in Piazza San Marco all’Hotel Monaco Gran Canal.
Questo evento enogastronomico è stato immaginato, costruito e realizzato da Fausto Brozzi, architetto e designer, che mira così ad esporre è il caso di dire, le eccellenze italiane nel settore gastronomico ed enoico.
Nelle stupende sale, ricche di stucchi, gessi ed affreschi dell’Hotel Monaco Gran Canal, accolti da un entusiasmante Ennio Barbieri, stretto collaboratore di Fausto Brozzi, abbiamo incontrato e dialogato con aziende che rappresentano la massima qualità artigianale nei loro settori, abbiamo assaggiato diversi tipi di pasta e risotti cucinati da una brigata di Chef, abbiamo fatto una degustazione di olio che ha letteralmente attraversato la penisola, una verticale di Parmigiano Reggiano da ricordare ed assistito ad una masterclass della sfoglina Rina Poletti, fondatrice dell’Accademia della Sfoglia ed instancabile divulgatrice.
C’era davvero tanto da gustare, da vedere, da ascoltare, e tanto da imparare. Per esempio ci ha colpito molto lo spazio dedicato all’ Osservatorio Nazionale Miele, con un banco di assaggio di 12 tipi di miele unifloreali e millefiori, dal Girasole che rivela una acidità inaspettata per un miele, al Timo Arbustivo Siciliano caratterizzato da dolci note speziate e balsamiche ed ovviamente di timo, un miele aristocratico, al miele di Sulla, profumato di fiori di campo e dal sapore delicato e fresco.
Come dicevo anche la degustazione di olii è stata una occasione per assaggiare le eccellenze delle nostre regioni, ottimi tutti ma…..il DEN dell’azienda Agricola le Tre Colonne, provincia di Bari, ci è proprio piaciuto. Monocultivar 100% Coratina denocciolata, intenso e potente, in luce i classici sentori di carciofo, cicoria, e vegetali della cultivar, l’amaro iniziale viene bilanciato e poi superato dalla piccantezza in una progressione davvero intensa. Super!
L’azienda Coronelli, dalla provincia di Rimini, ci ha coccolati con le creme di frutta, frutta semicandita, frutta speziata, aromatizzata con liquori. Tutti prodotti che abbiamo pensato in abbinamento a formaggi o carni, Exotic a base frutti tropicali quali Ananas, Mango, Papaya e Frutto della Passione è la compagna perfetta per un filetto di maiale, i Fichi Caramellati? con il Parmigiano Reggiano Vacca Rossa 50 mesi del Caseificio Sociale Castellazzo, provincia di Reggio Emilia. Che dire, bazzecole, quisquilie e pinzillacchere!
Dalla Toscana, provincia di Firenze, l’azienda Faggiola ha proposto una selezione dei suoi formaggi, dalla Caciotta toscana giusto per iniziare, passando per diverse stagionature all’aromatico al tartufo, sino ad un Reale stagionato in fossa, sempre vaccino ma talmente saporito e ricco di aromi da sembrar quasi un Pecorino stagionato, l’inganno lo svela la sua dolcezza, tipica dei vaccini.
A Tabiano, in provincia di Parma, abbiamo scoperto la Focaccia di Tabiano, della Pasticceria Tabiano.
Curiosa la scelta del nome Focaccia quando si sta parlando di un prodotto vicino al Panettone, vicino ma non uguale, infatti il disciplinare del Panettone impone una percentuale minima di materia grassa, 16% al netto di canditi ed uvetta, che la Focaccia di Tabiano ha ridotto notevolmente, Focaccia quindi sta ad indicare un dolce soffice a pasta lievitata che assomiglia ad un Panettone ma non lo è.
Ed è buonissimo! farcito con generosi pezzettoni di cedro ed albicocche candite e l’assaggio della Focaccia di Grani Antichi della Food Valley, territorio di eccellenze compreso tra le province di Parma, Reggio Emilia e Modena, orzo e grano tostati uniti al cioccolato bianco, ci ha portato direttamente alla vigilia di Natale con la crema di mascarpone, che ahimè compensa abbondantemente la riduzione della materia grassa nella Focaccia.
Particolarmente generosa la degustazione delle ostriche di I.Wai Food, provincia di Milano, punto di riferimento italiano per l’ostricocoltura, partendo dalla Mignon di Goro sino alle Mamer, orgoglio di Olbia, deliziosamente persistenti tra dolcezza e sapidità. Emma ha gradito molto l’abbinamento con la Malvasia Aromatica di Candia della Cantina LungoParma, perfetta con i suoi aromi dolcemente fruttati e floreali intensi, con accenni di erbe aromatiche mediterranee e la chiusura con un ricordo del miele. Ottima.
Eccellente anche la proposta della cantina Punto Zero, in provincia di Vicenza, siamo nei Colli Berici, in una dorsale di origine vulcanica che parte da Verona ed arriva sino alle porte di Venezia.
Il bianco in queste zona porta il nome di Garganega, ed il loro Gargà può essere considerato un esempio ben rappresentativo del vitigno, escono subito i fiori di sambuco, di zagara e camomilla, e la pesca bianca con la pera. Il passaggio in legno nuovo lo arricchisce di struttura, verso la vaniglia ed il miele.
Mentre assaggiando i loro rossi mi piace soffermarmi sul Carmenere, un vitigno che è arrivato in questo areale dal Cile sotto mentite spoglie di Cabernet Franc, tanto da essere chiamato anche Cabernet Italico.
Solo sul finire degli anni 90 del secolo scorso si è risaliti alla vera origine del vitigno, peraltro origini nobili dal Medoc, tradizionalmente utilizzato per i blend a taglio Bordolese con il Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, e proprio in questo areale, Colli Berici ed Euganei, ha trovato una delle sue massime espressioni, tanto da diventare una DOC nel 2008.
La loro versione piace in quanto a snellezza del prodotto, più giocato sulla freschezza, sulla delicata trama tannica e sulla componente floreale. Potremmo definirlo un Carmenere 2.0.
Dal Friuli arriva la cantina Tenuta Stella, considerata a ragione un paradigma della vinificazione del Collio.
Ottimi i loro vini, la Malvasia Istriana, il loro Friulano, la loro Ribolla. Vini che fotografano alla perfezione la ricchezza del territorio. Io mi sono adagiato sulla loro Malvasia, godibile sin d’ora in attesa della maturità. Morbido ed elegante nell’esprimersi, di buona acidità e persistenza, con una nota fumè e zafferano è un vino che chiede tre o quattro anni per sbocciare a pieno e seguire il suo destino di lunga vita.
Grazie a Fausto Brozzi ed al suo Extraordinary Food&Wine per questa splendida occasione. Questi sono solo appunti sparsi di una giornata trascorsa all’insegna dell’artigianalità italiana, del saper fare con le mani, di tradizioni che si rinnovano generazione dopo generazione.
Di una giornata trascorsa a Venezia giocando con la bellezza.
Davide Stroppa – Il viaggio di Orfeo
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