Chouilly. Luce d’autunno nella Côte des Blancs
C’è un momento, a Chouilly, in cui la Côte des Blancs si veste d’oro.
Quando il sole cala dietro le colline di Épernay e la luce si riflette sui filari di Chardonnay, tutto si ferma per un istante: il gesso brilla come polvere di stelle, l’aria profuma di terra bagnata e le foglie diventano rame e ambra. È l’autunno della Champagne, e pochi luoghi sanno restituirne la magia come questo Grand Cru sospeso tra discrezione e purezza.
Il villaggio si distende dolcemente alle porte di Épernay, con i vigneti che salgono verso la collina di Montaigu.
Il suolo, composto da gesso belemnitico e argille fini, regala ai vini una struttura più morbida rispetto ai vicini Avize e Cramant, ma senza mai perdere tensione o verticalità.
Qui lo Chardonnay assume toni di gesso, limone e mandorla, ma anche una morbidezza vellutata che avvolge il palato. È la Champagne della luce e della misura, più sfumata che abbagliante, ma capace di toccare corde profonde.
A pochi passi l’una dall’altra, nel cuore del villaggio, tre maison raccontano in modo diverso la voce di Chouilly: di Legras & Haas vi ho già parlato, oggi e la volta di Vazart-Coquart e Roland Champion. Tre stili, tre interpretazioni dello stesso linguaggio minerale, unite da un filo comune: la ricerca della finezza assoluta.
Vazart-Coquart – L’artigianato della precisione
Fondata nel 1954, Vazart-Coquart è una delle firme più coerenti di Chouilly. Oggi la guida è nelle mani di Jean-Pierre Vazart, vigneron attento e appassionato, membro del gruppo “Club Trésors de Champagne”.
La maison lavora circa 11 ettari interamente a Chardonnay, tutti Grand Cru, e produce Champagne di grande purezza, certificati HVE e VDC (agricoltura sostenibile e responsabile).
Il Blanc de Blancs “Réserve” è il manifesto della casa: elegante, gessoso, agrumato, con una bollicina sottile e cremosa. Ma il fiore all’occhiello resta il Special Club, millesimato solo nelle annate migliori: tensione, equilibrio, lunghissima persistenza. È Chouilly nella sua forma più essenziale e sincera. Non troppo entusiasmanti il Brut Zero e l’Extra Brut.
Molto interessante oltre allo Special Club (progetto del quale parlerò prossimamente) la Cuvee Camille, un brut da 70% Pinot Noir e restante Chardonnay, un grand cru che non conoscevo. Molto fruttato, pera, mela cotogna, sentori di nocciola. Vino da aperitivo molto bilanciato tra freschezza e bevibilità
Assaggiare un calice di Vazart-Coquart è come osservare un tramonto autunnale tra le vigne: colori che si fondono lentamente, luce che cambia, eleganza che non ha bisogno di parole.
Roland Champion – Tradizione e famiglia nel cuore del villaggio
Poco più in là, sempre in centro a Chouilly, si trova Roland Champion, maison fondata nel 1951 e oggi gestita da Carole Champion, nipote del fondatore.
L’azienda possiede circa 18 ettari, con prevalenza di Chardonnay, e si distingue per uno stile classico, cremoso e avvolgente, che unisce la purezza minerale di Chouilly a una maturità fruttata più evidente.
Eclat de Craie un 100% Chardonnay Grand Cru con degorgement maggio 2025 dopo 36 mesi sui lieviti mostra la finezza tipica del villaggio, ma con un tocco di calore e rotondità che lo rende immediatamente piacevole.
Secret d’Aramis, un blend dei tre principali vitigni a maggioranza Meunier, con i due vitigni considerati nobili a dividersi equamente il restante 40%, con il sono Chardonnay da Chouilly, mentre i vitigni a bacca rossa vengono dalla Vallèe de la Marne. Si rivela uno champagne molto fruttato con note di pasticceria e mieli di buona persistenza.
Il Millésime, grand eclat vintage 2016, invece, racconta il tempo e il silenzio: profumi di agrume candito, brioche, nocciola e un finale gessoso di grande precisione.
La sala degustazione affaccia direttamente sulla strada principale del paese, e in autunno, quando il sole cala dietro i tetti, la luce filtra tra le bottiglie creando riflessi dorati. È il simbolo perfetto dello stile Champion: sincero, luminoso, accogliente.
Tre voci, un solo terroir
Legras & Haas, Vazart-Coquart e Roland Champion rappresentano tre letture dello stesso spartito: il gesso di Chouilly.
Il primo traduce la purezza in eleganza moderna, il secondo la disciplina artigianale in armonia naturale, il terzo la tradizione familiare in calore e autenticità.
Insieme, raccontano la verità più profonda della Côte des Blancs: che la finezza non è freddezza, ma equilibrio; che la luce non è solo brillantezza, ma profondità.
Passeggiare a Chouilly in un pomeriggio d’autunno significa capire cosa sia davvero la Champagne: una terra dove la luce, il gesso e la mano dell’uomo si incontrano per creare silenzi pieni di significato.
Tra le vigne che sfumano verso Épernay e le piccole maison che profumano di mosto e di lieviti, Chouilly svela ogni volta una nuova sfumatura della sua anima bianca.
Emanuele Muzzo – Vigne e Orizzonti
Su Instagram è semplicemente Emanuele Muzzo