Martissima. Marta Venica, fuori dal coro, dentro la vigna
Il Collio è una terra dove il vino è storia, cultura e identità. Un mosaico di colline dorate, di vigne che si rincorrono lungo confini invisibili tra Italia e Slovenia, di famiglie che da generazioni parlano con la lingua della terra. Ma anche nei territori più celebri, ogni tanto, nasce una voce fuori dal coro. E quella voce, oggi, si chiama Martissima.
Ci troviamo a Cormons, ed è stata una delle scoperte più belle del 2022. Sto parlando dell’azienda di Marta Venica, un nome che nel Collio non è certo nuovo. Marta porta infatti un cognome importante: Venica, quello dell’azienda familiare Venica & Venica, celebre produttore della zona. È la figlia di Giorgio e la nipote di Daniele, fondatore della storica cantina. Un destino scritto, verrebbe da pensare.
Marta, dopo aver curato a lungo la parte agronomica della cantina di famiglia, ha sentito il bisogno – spinta anche dalle esperienze all’estero – di creare qualcosa di suo. Qualcosa che fosse totalmente scollegato dalla realtà in cui era cresciuta. Una visione più personale, libera, istintiva.
Si laurea in Viticoltura ed Enologia, viaggia, osserva, ascolta. E nel 2019 nasce Martissima, nel cuore del Collio, proprio a Cormòns.
Sono state proprio le esperienze all’estero a darle la spinta. Tant’è vero che, quando parla dell’Argentina, si illumina. Era lì che sognava di produrre un vino. E quel sogno è diventato realtà nel 2022, quando – durante un soggiorno presso la produttrice Paula Michelini, viticoltrice nella Valle de Uco – si è ritrovata davanti a una vigna di Tocai friulano piantata negli anni ’60. E lì è scattato qualcosa.
L’Argentina continua a essere una fonte viva d’ispirazione. È stato infatti un produttore italiano trasferitosi laggiù a ispirarla fin dall’inizio: Piero Incisa della Rocchetta, nipote del marchese Mario Incisa — sì, quello del Sassicaia — che in Patagonia guida la splendida Bodega Chacra.
Il nostro primo incontro avviene in un vigneto centenario, nel cuore di Cormòns. E lì capisco subito che il suo progetto parte dalla vigna, e in particolare dalla gestione del suolo.
Oggi l’azienda si estende su circa sei ettari, divisi tra Cormòns, Corno di Rosazzo e un futuro avamposto a Versa, nel comune di Romans d’Isonzo, dove Marta ha acquistato un casale che sta ristrutturando. Sarà la sua nuova cantina, ma anche una fattoria, un luogo di biodiversità reale, con animali, orti e nuovi esperimenti agricoli.
L’agricoltura segue i principi della biodinamica: filari inerbiti, uso di tè, tisane e compost autoprodotto il più possibile. L’obiettivo, oltre alla biodiversità, è ridurre drasticamente l’utilizzo di rame e zolfo.
C’è un attaccamento fortissimo alla terra. Ma non è che poi, in cantina, si cambi registro. Anzi.
Zero compromessi è il mantra tra le vasche della cantina, dove ci rechiamo per continuare il racconto e iniziare gli assaggi.
La cantina attuale si trova a Cormòns. Me l’aspettavo piccola, quasi provvisoria. E invece mi ritrovo in una “grande stanza”, ordinata ma vissuta, con tante piccole vasche in acciaio, botti in legno e anche qualche uovo in ceramica (che però, mi confessa, non ama e non utilizzerà più, almeno per ora).
Ogni vigneto viene vendemmiato e vinificato separatamente. Il progetto punta a valorizzare le espressioni del territorio, partendo dal rispetto del vigneto e lasciando in secondo piano la purezza varietale, in favore di una più profonda identità di terroir.
In cantina, la parola d’ordine rimane sempre la stessa: zero compromessi — e Marta me lo ripete più volte.
Fermentazioni spontanee (che, mi confessa, le creano sempre una certa tensione, perché sono vive, imprevedibili), nessun additivo, nessun enzima, solo pochissima solforosa. Tutto pensato per ottenere un vino il più possibile naturale, sincero, territoriale.
I vini
Martissima Collio bianco 2024 – Ribolla Gialla. Le uve provengono da un vigneto in cima alla collina a 170 metri dove la ponca affiora in superficie. Contatto con le bucce di una notte n pressa e poi fermentazione spontanea in tonneaux e acciaio inox dove segue anche l’affinamento sulle fecce fini per 8 mesi. Segue un anno di bottiglia. Buona acidità e persistenza per questo bel bianco estivo, da beva- Martissima Rosato 2024 Igt Venezia Giulia. Da uve Pinot nero pressate sofficemente, vino dai sentori fruttati perfetto per l’estate
- Martissima Colliop Bianco 2022
Le uve provengono da un vigneto su una collina a Mernico il paese più a Nord della Doc Collio.Un blend di Friulano, Ribolla Gialla e Malvasia. Fiori bianchi, sentori minerali, frutta a polpa bianca come pesca, mela e una leggera pera nel finale. Fresco, sapido e minerale al palato, di ottima beva grazie anche alla sua succosità.
Martissima Collio Bianco “Giardino del Monte” 2022 Da un unico vigneto a Cormons di viti centenarie dove questo convivono con molte specie e varietà di alberi da frutto, il tutto circondato da un bosco rendendolo un luogo unico. In questo vigneto tutte le lavorazioni sono fatte a mano E’ un blend classico del Friuli Venezia Giulia degli inizi del 900, che mirava ad unire struttura (tocai friulano) aromaticità (malvasia istriana) e freschezza (ribolla gialla). Vino di grande impatto e intensità gustativa.- Schioppettino Tin Tinut 2022
Altro bel progetto questo dello Schioppettino. Macerazione a grappolo intero e affinamento in barrique per un bellissimo rosso dinamico. - Martissima Rosso DOC Collio 2020
Un rosso friulano inaspettato, incredibile, vivo, elegante. Vinificazione di stampo borgognone, a grappolo intero, con uve provenienti da viti di oltre 50 anni coltivate nel comune di Dolegna del Collio.
Le uve — Merlot con piccole percentuali di Refosco e Franconia — vengono vinificate in parte in tonneau e in parte in acciaio. Tanta frutta, un tocco di spezia, e una beva che ti fa tornare voglia di bere rosso in questa fantastica regione. Circa 1.000 bottiglie prodotte. Sempre rimanendo il tema zero compromessi l’annata 2021 non e’ stata imbottigliata perché non ritenuta all’altezza. Uscirà nel 2025 l’annata 2022
Quando torno a casa dopo una visita da Marta, porto con me due cose: il sapore nitido dei suoi vini e l’eco della sua voce quando parla di terra, di fermentazioni, di sogni in Patagonia.
I suoi vini mi fanno stare in pace. Mi sorprendono sempre, anche quando penso di conoscerli. Hanno quella rara capacità di parlarmi in silenzio, senza bisogno di spiegazioni. E ogni volta che li riassaggio, ritrovo qualcosa di nuovo: un dettaglio, un’intuizione, una vibrazione.
Con Marta ho la fortuna di confrontarmi spesso. Ci vediamo, ci parliamo, condividiamo assaggi. È uno scambio che arricchisce, umano prima che professionale.
Marta è giovane, determinata, curiosa, ma soprattutto libera. E i suoi vini lo raccontano con la stessa autenticità con cui lei cammina tra le vigne, senza mai ostentare. In un territorio spesso abituato ai nomi blasonati e ai successi consolidati, Martissima è un gesto nuovo, leggero e profondamente radicato.
Se non la conoscete ancora, vi consiglio davvero di andare a trovarla. Ascoltatela, assaggiate, lasciatevi sorprendere. Il Collio ha una nuova voce. E vale la pena ascoltarla.
Emanuele Muzzo
Su Instgram è semplicemente Emanuele Muzzo