Patrick Soutiran. Ambonnay, ciò che resta nel bicchiere: Ratafia e Marc come patrimonio liquido
11 Mar 2026
Vigne e orizzonti

Patrick Soutiran. Ambonnay, ciò che resta nel bicchiere: Ratafia e Marc come patrimonio liquido

Ambonnay è uno di quei villaggi che non hanno bisogno di presentazioni. Grand Cru storico della Montagne de Reims, patria di Pinot Noir di grande struttura e profondità, è spesso raccontato esclusivamente attraverso lo Champagne. Eppure, esiste un’altra Champagne, più silenziosa e meno visibile, fatta di tradizioni che rischiano di scomparire.

È da qui che parte la riflessione dopo la visita e la degustazione presso Patrick Soutiran. Una degustazione che, volutamente, ho scelto di raccontare non partendo dalle bollicine, ma da ciò che oggi rappresenta una vera rarità culturale: Ratafia e Marc de Champagne.

Patrick Soutiran. Ambonnay, ciò che resta nel bicchiere: Ratafia e Marc come patrimonio liquido

Gli Champagne degustati: correttezza tecnica, ma senza scintilla

Durante la visita abbiamo degustato anche due Champagne della maison:

  • un Blanc de Blancs da uve di Trépail
  • un Blanc de Noirs da Pinot Noir di Ambonnay

Dal punto di vista tecnico, vini ben realizzati, puliti, coerenti con lo stile aziendale. Tuttavia, personalmente li ho trovati un po’ troppo dosati per i miei gusti: corretti, ma senza quel guizzo capace di far scattare la scintilla.

Decisamente più convincente il Blanc de Noirs Brut Nature, più asciutto, più diretto, più fedele al carattere del Pinot Noir di Ambonnay.
Detto questo, la degustazione ha preso tutt’altra direzione non appena siamo entrati nel mondo dei vini fortificati e dei distillati.

Ratafia: due espressioni, un’unica anima di Pinot Noir

Entrambe le versioni di Ratafia prodotte da Patrick Soutiran nascono esclusivamente da uve Pinot Noir, un dettaglio fondamentale per comprenderne lo stile e la coerenza territoriale.

 

Ratafia Blanc

Il Ratafia Blanc nasce da Pinot Noir vinificato in bianco. Il mosto viene addizionato con alcool, bloccando la fermentazione e preservando la componente zuccherina naturale dell’uva.

Il risultato è un vino fortificato:

  • elegante, misurato
  • con note di frutta a polpa gialla, miele leggero, mandorla
  • mai eccessivo in dolcezza, sostenuto da equilibrio e pulizia

Un Ratafia che non cerca l’opulenza, ma la bevibilità consapevole.

Ratafia Rouge

Nel Ratafia Rouge, sempre da Pinot Noir, entra in gioco una leggera macerazione pellicolare, che cambia radicalmente il profilo.

Patrick Soutiran. Ambonnay, ciò che resta nel bicchiere: Ratafia e Marc come patrimonio liquido

Qui troviamo:

  • maggiore profondità cromatica
  • aromi di ciliegia sotto spirito, frutti rossi maturi, spezie
  • una struttura più ampia, quasi vinoso-liquorosa

È un Ratafia di carattere, gastronomico, capace di dialogare anche con il mondo del cioccolato fondente o di formaggi molto strutturati.

Marc de Champagne: tempo, silenzio e concentrazione

Il vero colpo al cuore della degustazione è stato il Marc de Champagne.
Si tratta di un’acquavite ottenuta dalla distillazione delle uve diraspate utilizzate per produrre l’Ambonnay Rouge, quindi un prodotto intimamente legato al territorio e alla produzione vinosa aziendale.

Patrick Soutiran. Ambonnay, ciò che resta nel bicchiere: Ratafia e Marc come patrimonio liquidoDopo la distillazione, il Marc viene invecchiato per 20 anni in botti di rovere.

Nel bicchiere è profondo, austero, stratificato:

  • note di frutta secca, spezie dolci, cacao, cuoio
  • una bocca calda ma mai aggressiva
  • una persistenza lunghissima, da distillato di grande razza

Non è un prodotto “da fine serata” qualunque: è un distillato che richiede attenzione, tempo e rispetto.

Perché parlare di Ratafia e Marc oggi

Ho voluto concentrare questo racconto su Ratafia e Marc perché sono prodotti quasi scomparsi, spesso relegati a curiosità folkloristiche, quando in realtà rappresentano una parte fondamentale della cultura agricola champenoise.

In un’epoca in cui tutto tende all’omologazione, questi vini e distillati raccontano:

  • il non sprecare nulla
  • il trasformare l’uva in memoria
  • il legame profondo tra vigneto, cantina e tempo

Patrick Soutiran, con questi prodotti, custodisce un sapere che va oltre il mercato.

Una maison da riprovare

Rimane una cosa importante da dire: Patrick Soutiran è un’azienda che voglio riprovare.
Magari in un’altra fase evolutiva dei vini, magari con dosaggi diversi, magari in un contesto differente.

Ma una certezza resta: Ratafia e Marc de Champagne sono stati i veri protagonisti, quelli che mi hanno parlato davvero di Ambonnay, della sua storia e della sua anima più autentica.

 

Emanuele Muzzo – Vigne e Orizzonti
Su Instagram è semplicemente Emanuele Muzzo