Senza Meja. Giovani vigneron oltre ogni confine
12 Ago 2025
Vigne e orizzonti

Senza Meja. Giovani vigneron oltre ogni confine

L’emozione di esserci: l’incontro con Senza Meja

Ero in Champagne, immerso tra visite in cantina e calici di grandi cuvée, quando hanno iniziato ad arrivarmi, uno dopo l’altro, gli inviti a un evento di degustazione–presentazione a Gorizia.
Di Senza Meja ero già a conoscenza da qualche mese: sapevo che c’era fermento, che un gruppo di giovani vigneron stava costruendo qualcosa di nuovo, senza confini. Ma quando ho visto i nomi di quei produttori – ragazzi e ragazze che conosco bene, che stimo e che so quanto cuore mettono nel loro lavoro – non ci ho messo un secondo a decidere: devo esserci.

Senza Meja. Giovani vigneron oltre ogni confineSenza Meja. Giovani vigneron oltre ogni confineSono tornato e mi sono trovato catapultato in un’atmosfera elettrica, fatta di energia, sorrisi e bicchieri che raccontavano storie vere. L’evento era curato nei minimi dettagli: una bellissima degustazione, vini sorprendenti, qualche stuzzichino e la presenza di chi fa della convivialità una missione. C’era il sempre presente Pedja Kostić del panificio Pagna – amico e complice di tanti produttori naturali – con i suoi pani fragranti. Un prosciutto tagliato a coltello con maestria da Elena, la mamma di Nikolas, e i formaggi della Fattoria Gortani.

Ma i veri protagonisti erano i vini: ognuno con una sua voce, ognuno con una sua luce. Ho bevuto bottiglie davvero memorabili, frutto di lavoro pulito, biologico, biodinamico, di vigne vecchie recuperate e fermentazioni spontanee.
E poi c’erano loro, le fidanzate e i fidanzati, le mogli e i mariti dei produttori e delle produttrici, a dare una mano, a versare, a sorridere. Perché dietro a Senza Meja non c’è solo un’associazione, c’è una comunità che si muove insieme.

Chi sono e cosa fanno

Senza Meja. Giovani vigneron oltre ogni confineSenza Meja – “senza confini” – è un’associazione nata da un gruppo di giovani vigneron under 40 che operano tra il Collio, inteso in senso ampio, e la Brda slovena. È stata presentata a Gorizia, negli spazi suggestivi di Casa Krainer, antico stabile del centro storico.
Questi produttori hanno scelto di lavorare in agricoltura biologica, rigenerativa e biodinamica, promuovendo pratiche sostenibili in campagna e vinificazioni rispettose in cantina: fermentazioni spontanee, niente additivi, niente correzioni. Alcuni sono nuovi progetti nati da poco, altri sono figli di aziende storiche che oggi si aprono a una nuova visione.

Senza Meja. Giovani vigneron oltre ogni confineL’obiettivo? Unire, condividere, creare rete in una zona dove storicamente non è mai stato facile fare squadra. Senza Meja promuove il territorio, coordina attività ed eventi, sostiene la formazione dei soci e organizza degustazioni e iniziative per far conoscere questi vini autentici.

Un luogo reale, un sogno condiviso

A testimonianza della voglia di stare insieme e di farsi conoscere, Senza Meja ha aperto una sede fisica, un punto d’incontro e di degustazione nel cuore di Gorizia:
Wine Bar Senza Meja – Via Rastello 36, Gorizia
Qui il pubblico può incontrare i vini dei soci, degustarli e acquistarli, respirando in prima persona lo spirito di questa nuova generazione.

I protagonisti

Senza Meja. Giovani vigneron oltre ogni confineSenza Meja. Giovani vigneron oltre ogni confineSenza Meja. Giovani vigneron oltre ogni confineEcco i giovani vigneron che, con passione e coraggio, danno vita a Senza Meja, con una brevissima nota su ciascuno:

  • Cora Basilicata (Le Due Terre) – friulana, tra i migliori bianchi d’Italia, e grandi rossi
  • Anzè Ivancic (Anzè) – Brda slovena, visione fresca e sperimentale
  • Tereza Keber (Renato Keber) – nuova generazione, tradizione reinterpretata
  • Ian Kristiancic (Movia) – stile iconico, macerazioni lunghe ma non solo
  • Peter Radovic (Radovic) – piccola cantina, bianchi minerali intensi
  • Tamara Podversic (Damijan) – macerazioni profonde, Collio puro
  • Tamara Lukman (Stekar) – Brda, vini spontanei e materici
  • Jakob Zidarich (Zidarich) – Carso, rossi vibranti e Malvasia e Vitovska di carattere,
  • Kristian Keber (Keber) – giovane guida di una storica azienda del Collio
  • Davide Gaggiola (Fuorizona) – Friuli sperimentale, progetti fuori dagli schemi
  • Ivana Radikon (Radikon) – simbolo del Collio naturale, tradizione di famiglia
  • Maia Reja (Reja) – Brda, interpretazioni delicate e fini
  • Martin Klinec (Klinec) – vini di collina, biodinamica rigorosa, lunghe macerazioni
  • Carlo Montanar (Denis Montanar) – Bassa friulana, vini salini ed emozionanti
  • Mitja Sirk (Sirk) – giovane talento, bianchi energici
  • Gregor Peter Viola (Gravner) – legame con l’anfora e le lunghe attese
  • Marco Pecorari (San Lurins) – Collio, cura maniacale in vigna
  • Nikolas Juretic (Nikolas) – interpretazioni moderne con radici profonde
  • Toni Blazic (Blazic) – Brda, vini eleganti e tesi
  • Federico e Marianna Stroppolatini (Stroppolatini) – giovani, stile pulito e sincero
  • Luca Dellisanti e Davide Gaggiola (Okus) – progetti condivisi, ricerca continua
  • Alexis e Jannis Paraschos (Paraschos) – vigneron greco-friulani, vini vibranti
  • Marta Venica (Martissima) – Friuli, energia nuova al femminile
  • Valentina Terpin (Terpin) – Brda, macerazioni intense e poetiche
  • Matteo Bensa (La Castellada) – Collio storico, oggi in chiave giovane
Un augurio

A questi ragazzi e ragazze va un grande in bocca al lupo: che continuino a moltiplicarsi, a lavorare pulito, a raccontare il Collio e la Brda con vini vivi, sinceri e pieni di futuro.
Senza Meja non è solo un nome: è una dichiarazione d’intenti, è un movimento, è la dimostrazione che insieme si può andare lontano.

Se capitate a Gorizia, fermatevi in Via Rastello 36: il Wine Bar di Senza Meja è molto più di un luogo di degustazione. È una porta spalancata su un mondo fatto di vignaioli veri, di vini che raccontano storie e di giovani che hanno deciso di condividere la loro passione. Sedetevi, assaggiate, ascoltate: lì dentro c’è il futuro del Collio e della Brda.

 

Emanuele Muzzo

Su Instagram è semplicemente Emanuele Muzzo

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