Vilmart. Tra gesso e legno la piccola Krug di Rilly-la-Montagne
Ai piedi della Montagne de Reims, immerso tra boschi e vigne di gesso, sorge Rilly-la-Montagne, un villaggio che racconta in modo autentico l’anima della Champagne. Qui, dove il Pinot Noir trova la sua massima espressione e lo Chardonnay regala finezza e tensione, la viticoltura è parte integrante della vita quotidiana. Le case affacciate sulla strada principale si alternano a piccole cantine e vecchi portoni in legno, segni concreti di una tradizione vitivinicola che affonda le radici nei secoli.
Rilly è un luogo in cui il terroir parla con voce decisa: i suoli gessosi trasmettono verticalità e freschezza, mentre l’esposizione delle parcelle dona vini di struttura, capaci di unire forza e delicatezza. È in questo scenario che nasce e cresce una delle maison più ammirate dagli appassionati: Vilmart & Cie,
Fondata nel 1890 da Désiré Vilmart, la maison è rimasta sempre familiare, attraversando cinque generazioni fino ad arrivare oggi nelle mani di Laurent Champs, custode di un patrimonio fatto di vigneti, esperienza e sensibilità. I suoi 11 ettari sono coltivati con rispetto assoluto per l’ambiente: nessun diserbante, nessun insetticida, lavorazioni manuali e attenzione costante all’equilibrio naturale della vigna. Una filosofia che parte dalla terra e che prosegue coerente in cantina.
In una zona, la Montagne di Reims, tradizionalmente dominata dal Pinot Noir, Vilmart sceglie di andare controtendenza: qui il protagonista è lo Chardonnay. Le vigne, tutte in villaggi classificati premier cru (e vicino all’azienda), sono piantate con oltre il 60% a Chardonnay con il resto dedicato a Pinot Noir. Uno scelta precisa che segna lo stile della maison, fatta di freschezza, eleganza, tensione minerale e longevità.
Ma è soprattutto la vinificazione è ciò che rende Vilmart inconfondibile. Qui non esiste acciaio: tutte le fermentazioni e gli affinamenti avvengono in legno, tra barrique e foudres, con l’obiettivo di dare profondità, complessità e un’impronta unica agli champagne. La fermentazione malolattica non viene mai svolta, scelta che conserva la freschezza e la tensione acida, regalando vini di straordinaria longevità.
Il risultato sono champagne che non cercano la facile immediatezza, ma la raffinata armonia del tempo. Non a caso, molti appassionati amano definire Vilmart la piccola Krug della Champagne, per la capacità di coniugare l’eleganza del legno con la precisione cristallina del terroir.
La visita con Léa
La nostra esperienza a Rilly è stata resa ancora più speciale grazie all’accoglienza di Léa, che ci ha guidati alla scoperta della cantina con grande passione e competenza. Passeggiando tra i foudres e le barrique, ci ha raccontato la filosofia di Laurent Champs, fatta di rigore e delicatezza, ma anche di visione e rispetto per i tempi del vino. Ogni dettaglio sembrava avere un senso: la scelta di non svolgere la malolattica, l’uso esclusivo del legno, i lunghi affinamenti che trasformano le cuvée in vere e proprie opere d’arte enologica.
La degustazione è stata il momento culminante della visita.
Abbiamo assaggiato le diverse cuvée della maison, dalla Grande Réserve, immediata e vibrante, al più elegante Grand Cellier, fino ad arrivare al Coeur de Cuvée, che incarna alla perfezione la raffinatezza e la complessità dello stile Vilmart. Ogni calice era una tappa di un percorso coerente e affascinante, in cui il frutto e la freschezza si intrecciavano con profondità e struttura.

Grande Réserve – la cuvée più rappresentativa, che racconta il carattere classico di Rilly: vinosità, materia e una bella spinta minerale, con un bellissimo finale di pesca bianca. Una firma riconoscibile.
Grand Cellier – qui lo Chardonnay emerge con decisione. Tanti agrumi e fiori binachi al naso che poi ritornano al palato con una grande verticalità e tanta energia.
Grand Cellier d’Or – maggiore complessità e struttura, con il legno che disegna finezza e profondità. Un vino che invita a tornare al bicchiere più volte.
Cœur de Cuvée 2016 – la punta di diamante dove la complessità è pura armonia: frutto maturo, miele, frutta candita, confettura, poi ancora spezie delicate, non invadenti, grande persistenza e prospettiva di evoluzione. Se il naso è complesso il palato ancora di più. Grande Chamapgne
Rubis – il rosé della maison, dove il Pinot Noir incontra lo Chardonnay. Elegante, con note di piccoli frutti rossi, palato fresco e delicato, perfetto esempio di equilibrio tra frutto e tensione.

Una degustazione che non vorresti finisse mai, ogni calice era una tappa di un percorso coerente e affascinante, in cui la mano di Laurent Champs si percepisce chiaramente: mai ostentata, sempre tesa a far dialogare terroir e materia con eleganza.
Visitare Vilmart a Rilly-la-Montagne non è soltanto scoprire una grande maison: è vivere un’esperienza che ti porta dentro l’anima stessa della Champagne. Grazie a Léa, il racconto si è trasformato in un dialogo vivo, capace di trasmettere non solo nozioni, ma soprattutto emozioni.
Emozioni ed un’esperienza che va oltre la degustazione. È entrare in contatto con una filosofia fatta di rigore, sensibilità e rispetto. È scoprire come il legno possa diventare non un marchio invasivo, ma uno strumento di finezza. È, soprattutto, lasciarsi sorprendere da champagne che non sono soltanto bollicine, ma come dice Laurent Champs, vini gastronomici, da tavola e da meditazione, capaci di emozionare oggi e di raccontare nuove sfumature con il passare degli anni.
Rilly-la-Montagne è un villaggio che custodisce segreti e tradizioni, ma è attraverso Vilmart che quei segreti diventano calici di pura eleganza.
Emanuele Muzzo
Su Instagram è semplicemente Emanuele Muzzo