Sotto il velo del flor. L’incanto senza tempo dell’Andalusia
Andalusia, regione della Spagna dove si respira un’atmosfera sospesa tra cultura europea e araba, terra di vini unici e straordinari come lo Sherry ma anche di qualche bollicina interessante.
Il mio viaggio comincia e finisce a Malaga, attraversando l’Andalusia in direzione Granada, Cordoba, Siviglia e Jerez de la Frontera, attraversando le esperienze religiose delle imponenti processioni della Semana Santa per arrivare alle più laiche e spensierate famose bodegas, dove, insieme alle tapas, si possono degustare vini locali spillati direttamente dalle botti. Le più note: Antigua Casa De Guardia, autentica, senza tempo ed affollatissima, a Malaga; Bodega Castaneda storica, atmosfera autentica e più tranquilla, a Granada; Bodegas Mezquita tradizione, buona cantina e tapas, a Cordoba; per finire a El Gallo Azul, storico, elegante e iconico, e Tabanco el Pasaje Sherry, Flamenco e tradizione a Jerez de la Frontera.
In mezzo a questa atmosfera autentica e senza tempo ho scovato due bollicine interessanti che ho il piacere di raccontarvi: alla Bodega Castaneda di Granada il Lumé Brut Bodega Contreras Ruiz – Huelva, un Metodo Classico 100% Zalema, affinato 18 mesi sui lieviti nel cuore dell’Andalusia che si distingue per un profilo fresco e sapido con note di mela, fiori bianchi e crosta di pane, ideale per l’aperitivo e alla Bodega Mezquita di Córdoba il Robles Brut Nature 18 Bodegas Robles – Montilla, che è un originale Metodo Classico biologico da uve 100% Pedro Ximénez, affinato per 18 mesi in bottiglia. Si caratterizza per aromi di lievito, brioche e frutti tropicali, con un sorso strutturato, fresco e un finale armonioso dai richiami di liquirizia.
Arrivo alla Bodega Tío Pepe un’icona del mondo dello Sherry, un connubio straordinario di tradizione e modernità in stile quasi Disneyano.
La Bodega Tío Pepe è molto più di una semplice cantina … è proprio una realtà a sé, dove vino, ospitalità e cultura si intrecciano tra hotel, ristorante e spettacoli di flamenco equestre.
Alloggio al Wine Hotel Tío Pepe, unico Sherry Hotel della regione, l’accoglienza è familiare ma formale e la camera con una splendida vista sulla Cattedrale di Jerez, il rooftop è da brivido e concede proprio l’effetto “Wow” con bar e piscina che permettono una visuale sublime sul centro storico.

La mattina di Pasqua comincia la visita in cantina, l’inizio non è entusiasmante, un giro in trenino per la tenuta, molto, forse troppo turistico, ma riusciamo comunque a cogliere qualcosa di unico qui tra i filari. Il protagonista silenzioso è il suolo: l’Albariza. Di un bianco quasi accecante, questa terra calcarea possiede una straordinaria capacità di trattenere l’acqua durante i brevi periodi di pioggia, per poi rilasciarla lentamente nei mesi più aridi. È una riserva naturale che consente alla vite di sopravvivere e prosperare in condizioni climatiche estreme, regalando uve di grande equilibrio; il vitigno simbolo è il Palomino, varietà discreta che, proprio per questo, diventa la tela perfetta su cui il territorio può esprimersi con precisione assoluta.
Entrando in bodega, la percezione cambia radicalmente. La luce si attenua, la temperatura si abbassa, e l’aria si fa densa di umidità e profumi sottili. Le alte navate custodiscono file ordinate di botti in rovere americano, disposte su più livelli. Qui il tempo non è lineare: è stratificato, circolare, vivo. È il regno del sistema Solera, il metodo di invecchiamento dinamico che rappresenta il cuore pulsante dello Sherry.
La Solera non è soltanto una tecnica, ma una filosofia.
I vini più giovani vengono progressivamente uniti a quelli più vecchi, in un processo continuo di travasi che crea una miscela complessa e armonica. Ogni bottiglia è il risultato di un equilibrio delicato tra annate diverse. Non esiste un’età definita nel senso tradizionale: ciò che conta è la profondità, la coerenza stilistica, la memoria che ogni sorso riesce a trasmettere.

Ma è osservando la superficie del vino che si scopre uno degli elementi più affascinanti di questo universo: il velo di Flor. Si tratta di un sottile strato di lieviti che si forma naturalmente e che protegge il vino dall’ossidazione, trasformandolo lentamente. La sua azione conferisce al vino caratteristiche inconfondibili: note di mandorla, pane fresco, sensazioni saline e una freschezza vibrante.
L’esperienza in Bodega si conclude con la rassegna delle produzioni più antiche o esclusive per le visite dei Reali di Spagna o del Papa; e con un po’ di storytelling: la botte autografata da Valentino Rossi, il bicchiere con scaletta di Pedro Ximenes per permettere anche ai topini di godere di questo nettare e si passa alla sala degustazioni.
Tanto la Bodega è sobria e tradizionale quanto la sala degustazioni è moderna e colorata, ma molto stilosa.
Nella degustazione guidata ci servono 6 vini, 4 tradizionali e 2 novità, andiamo per ordine.
Partiamo dalle novità

“Croft Twist Fino Spritz” è un rinfrescante British-Andalusian Spritz che miscela sapientemente il Fino Sherry con fiori di sambuco, limone e menta. Con la sua leggera effervescenza e il basso grado alcolico, offre un profilo aromatico agrumato e floreale perfetto per l’aperitivo;
“Elisa Vino Blanco de Albariza 2024”, 100% Palomino Fino che cattura l’essenza gessosa dei terreni di Jerez senza l’uso di lieviti flor, si distingue per una spiccata mineralità marina, note di frutta a polpa bianca e una freschezza vibrante tipica dei vini di Albariza.
Ed arriviamo alla tradizione
“Leonor Palo Cortado seco 12 anos” unisce l’eleganza aromatica dell’Amontillado alla struttura decisa dell’Oloroso, al palato è secco, persistente e sprigiona intensi sentori di nocciola tostata, mandorla e delicate note di quercia;
“Alfonso Oloroso seco” invecchiato per otto anni, caratterizzato da un colore ambrato intenso e da una struttura robusta e vellutata, al naso e al palato dominano note decise di frutta a guscio, rovere e vani;
“Solera 1847 Cream” Cream Sherry dolce e vellutato, nato dal blend di uve Palomino e Pedro Ximénez invecchiate per 8 anni, si distingue per il colore mogano scuro e gli aromi avvolgenti di uvetta, datteri, vaniglia e fichi, perfetti per i dessert;
“Nectar Pedro Ximenes Dulce” dolce intensamente aromatico, caratterizzato da note profonde di fichi secchi, uvetta e datteri. Al palato è denso e vellutato, con una dolcezza mielata bilanciata da una piacevole freschezza sul finale.
La forza della Bodega Tío Pepe risiede proprio in questa capacità di coniugare tradizione e contemporaneità. Da un lato, la fedeltà a pratiche secolari, tramandate di generazione in generazione, dall’altro, la volontà di raccontare lo Sherry a un pubblico nuovo, curioso, internazionale. In un mercato globale sempre più orientato verso vini immediati, lo Sherry rappresenta una scelta controcorrente perché richiede attenzione, invita alla scoperta, premia chi è disposto ad ascoltarlo.
La visita in Bodega è finita ma non l’esperienza perché a questo punto si accede al Ristorante Pedro Nolasco, sempre all’interno della struttura; questo ristorante unisce enogastronomia ed architettura con una vista previlegiata sulla Cattedrale. L’ambiente è elegante e rilassato con dettagli legati al mondo del vino, la cucina propone tradizione andalusa rivisitata con un tocco contemporaneo. Il percorso gastronomico è pensato in abbinamento ai vini di Jerez.
Tra i piatti proposti ho apprezzato dell’Hummus di anacardi con melanzane arrosto, vinaigrette di kalasparra e melograno abbinato ad un Vigna AB Amontillado come il Carciofo alla griglia con pesto shiitake, marmellata di pomodoro con rosmarino accompagnato con pane al timo ed i Calamari alla griglia marinati nella polpa di granchio ragno; mentre per la Tagliata di tonno rosso con cipolle e riduzione di Sherry Tio Pepe en rama stile Pietro Nolasco un Tio Pepe en Rama.
Non resta nient’altro da raccontare di questa esperienza Andalusa, resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico, non solo una degustazione, ma un incontro perché lo Sherry, e in particolare un grande Fino come Tío Pepe, non è soltanto un vino: è un modo di raccontare il mondo.
Luca Ongari – Bollicine e Dintorni
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