Patrizia Gabutti. Nocciole di famiglia
Cravanzana, alta langa. Profumo di terra buona e di nocciole appena raccolte. Qui tra le colline piemontesi, ogni albero ha una storia.
Qui il tempo sembra avere un altro passo, lento come la nebbia che avvolge le colline all’alba e gentile come il vento che accarezza i noccioleti. È in questo angolo autentico del Piemonte che si trova l’azienda agricola di Patrizia Gabutti, una realtà che sa di casa, di tradizione, di famiglia.
I noccioleti che mi fa ammirare sono della sua famiglia da generazioni. Quando lei era bambina ricorda che la raccolta venivafatta manualmente e lei con la nonna e il papà raccoglievano le nocciole a mano, inginocchiati per terra con il cestino. Ricorda ancora le sue piccole mani che raccoglievano le nocciole e le mettevano nei cestini.
Patrizia non ha solo ereditato ettari di noccioleti, ha raccolto una storia che affonda le sue radici nei secoli.

A Cravanzana sono nati i genitori, i nonni, i nonni dei suoi nonni, e via via in un albero genealogico che ha radici profonde come quelle dei noccioli più carichi di anni e di storia.
Le mani che oggi curano gli alberi sono le stesse da generazioni, conoscono ogni respiro della terra.

La festa iniziava quando arrivavano tutti i parenti ad aiutarli e insieme si mettevano a raccogliere le nocciole fino ad arrivare a lunghissimi pranzi fatti di chiacchiere e condivisioni di questi momenti, di quel lavoro faticoso ma che faceva stare bene.
Patrizia è passata dalla raccolta a mano delle nocciole al soffiare con un soffione tutte le nocciole in una fila, dove successivamente la macchina raccoglitrice le raccoglie mettendole in cestelli. Una grande evoluzione rispetto al passato.

I noccioleti che oggi ammiro – ordinati, rigogliosi, silenziosamente vivi – appartengono alla sua famiglia da generazioni, ma la memoria di questi paesaggi è molto più antica.
Sorridendo Patrizia racconta che oggi sono in quattro che mandano avanti i noccioleti, lei suo marito Daniele, un uomo simpaticissimo che è venuto a farci compagnia, i figli Giulia e Gabriele, entrambi coinvolti nella passione per le nocciole. Gabriele aiuta nei lavori in campagna, Giulia in laboratorio.
Già, il laboratorio. Sacrifici e tanto lavoro per crearlo. A pochi passi dal noccioleto. Complicato ma necessario.
Le nocciole sono così diventate un legame di famiglia che unisce a questa terra. E così in ogni nocciola c’è qualcosa di Patrizia. E della famiglia intera.

La casa dove l’intera famiglia vive è immersa nei noccioleti così che le nocciole sono la prima cosa che appare dinanzi ai loro occhi al risveglio, l’ultima (luce permettendo), prima di andare a dormire.
Le colline dove ci troviamo sono bellissime, offrendo quella pace e armonia impossibile da trovare altrove: capisco come non sia difficile amarle. Vivere a contatto con la natura ti porta a voler restar qui senza voler andar via.
In Alta Langa la nocciola non è solo una coltivazione, è cultura, identità, quasi una religione. Ed è proprio questa sacralità discreta quotidiana, che Patrizia porta avanti con passione e con uno sguardo limpido rivolto al futuro, senza mai tradire le radici.

Molti campi di noccioleti sono ubicati in punti difficili, parti scoscese, non pianeggianti. Lavorarli non è sicuramente facile, ma loro hanno imparato a conoscere il territorio che è casa. Selezionale le nocciole e sgusciarle comporta fatica. Ma quanto è bella la ricompensa Ne ho in mano una ed è bellissimo vederla emergere dal guscio con le curve seducenti preludio del suo gusto morbido e vellutato.
Sono qui e ammiro una pianta di nocciole. Impossibile non fermarsi ad ammirare un arbusto così meraviglioso perché se non la vedi non capisci di cosa parli.
Torniamo in laboratorio Le nocciole che Patrizia mostra, sono di pura origine di Cravanzana, Alta Langa, Igp Piemonte. La nocciola tonda gentile delle Langhe considerata la migliore al mondo per la sua eleganza, finezza e persistenza del sapore. Non ci si può chiedere cosa renda la nocciola dell’Alta Langa speciale, unica e la migliore: occorre assaggiarla per scoprire quel profumo che sa un po’ di pane e un po’ di cacao, Nutrimento come il pane, piacere come il cacao. Ogni nocciola raccolta è frutto di un’attenzione quasi artigianale, di gesti ripetuti con amore, stagione dopo stagione. Il risultato lo vedo con i miei occhi: nella qualità del prodotto, certo, ma anche nel racconto che porta con sé. Per non parlare del profumo della nocciola tostata che si sparge nel laboratorio: ne respiro a pieni polmoni!
Non si fa magazzino qui. Gli ordini vengono processati così da garantire la massima qualità garantendo un prodotto il più possibile fresco. E buono ovviamente!
Il merito di tutto ciò è una attenta dedizione che parte alla cura del ciclo vegetativo delle piante, le creature che Patrizia cura personalmente con metodi naturali e sostenibili.

Meglio pochi prodotti con una qualità altissima. È così che nascono nocciole tostate, farina e granella di nocciole, pasta di nocciole e una crema la cui genuinità sta negli unici due ingredienti con la quale è realizzata: nocciole e zucchero di canna. All’assaggio c’è solo e tanta felicità e una bocca sporca come quando ero bambino.
Mi invitano a tornare a trovarli a fine agosto, quando nelle vigne delle Langhe l’uva prende il colore della maturità e fa presagire la vendemmia, la nocciola Tonda Gentile è pronta ad essere raccolta. Sono i giorni più movimentati qui a Cravanzana e in generale in Alta Langa: tutte le famiglie si riuniscono per raccogliere il lavoro di un anno. Le macchine semoventi raccoglitrici passano fra i noccioleti aspirando le nocciole che, cadute dagli alberi si sono posate sul terreno. Capita così di vedere gli anziani della famiglia chini a raccogliere una nocciola lasciata indietro dalle macchine.
Ho scoperto un’azienda che rappresenta un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione in grado di valorizzare il territorio delle Langhe attraverso una produzione a parer mio incredibile di nocciole. La loro dedizione alla coltivazione sostenibile, l’attenzione maniacale alla lavorazione artigianale e la passione per il proprio lavoro sono i pilastri di una realtà che non si limita a produrre, ma racconta una storia di eccellenza e autenticità.
Che sia nella sua forma più pura o trasformata in deliziose specialità, le nocciole sono un’esperienza sensoriale unica, capace di racchiudere in ogni assaggio il sapore autentico della terra dalle quali nascono. Un piccolo gioiello del Made in Italy che continua a conquistare palati e mercati e che sicuramente hanno conquistato me che li porterò al Sud pronto a tornare a trovarli.
Nel mondo veloce dell’agroindustria, l’azienda di Patrizia è una piccola oasi dove il tempo torna ad essere un alleato. Un luogo dove si coltiva la bellezza, non solo la nocciola.
Roberto Silvio De Pascale
Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina