CastelBrando. Un’oasi di benessere e gusto dalla storia millenaria, immersa tra le colline del Prosecco
Se non fanno per te il cielo grigio e le temperature rigide che verosimilmente ci accompagneranno ancora per un paio di mesi, un’allettante risposta alle giornate invernali la troverai in CastelBrando, a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso.
Ci si arriva salendo in funicolare in cima alla collina a circa 400 metri, dove il castello domina il paesaggio circondato da boschi e dal lussureggiante verde del parco, punto di partenza per rinvigorenti passeggiate dopo le quali ci si può rilassare tuffandosi – letteralmente – nella storia.
Immagina d’immergerti nell’acqua pura e incontaminata che più di 2.000 anni fa i Romani convogliavano al Castello.
Lungo l’antica via romana, il sito attuale di CastelBrando fu infatti scelto attorno al 40 d.C. per l’edificazione di un castrum, una fortezza alta una trentina di metri utilizzata dai Romani come base logistica per il controllo della Valmareno e dei passi alpini circostanti. Condotte in pietra e terracotta lunghe 5 km ritrovate durante gli scavi archeologici garantivano l’approvvigionamento idrico del castrum, prelevando l’acqua dalle fonti che ancora oggi alimentano il castello.
Oggi la Princess SPA, rinnovata e ampliata da pochi anni, regala un’esperienza unica ed emozionale con un design accattivante, ispirata alle antiche vestigia romane. Estesa su duemila metri quadrati, è una delle più grandi Spa all’interno di un castello in Europa. In una cornice preziosa, fatta di antichi reperti, giardini esclusivi e terrazze panoramiche, gli ospiti possono godersi saune, piscine idromassaggio, grotta dell’Himalaya, bagno romano, hamman, solarium, docce scozzesi e – su prenotazione – trattamenti viso e corpo condotti da professionisti qualificati.
Dopo alcune ore nella spa – che mette sempre un certo appetito – potrai continuare a coccolarti con le proposte enogastronomiche di CastelBrando.
Il ristorante La Fucina, anch’esso aperto agli ospiti esterni, è un locale informale e moderno, in cui si trovano una cucina rispettosa del territorio e anche alcune proposte di pizzeria.
Tra i piatti che più mi hanno colpita per gusto e valorizzazione territoriale, cito il “Flan ai carletti”: Silene inflata, scientificamente, è tra le migliori erbe commestibili diffuse in Veneto e qui si accompagna alla fonduta di Moesin, formaggio da latte vaccino delle Prealpi venete dalla pasta morbida e dal sapore delicato.
Quale vino del territorio abbinare? Una bolla “a tutto pasto”, dato che qui l’uva Glera dà il meglio di sé. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore DOCG CastelBrando, nelle versioni Brut ed Extra Dry, viene prodotto con le migliori uve dei vigneti che ornano le colline nei dintorni di Cison Valmarino.
Per concludere il pasto con un digestivo memorabile, L’Amaro CastelBrando, prodotto dalla celebre distilleria Castagner, è la scelta da compiere: si ottiene da un sapiente blend di più di quaranta erbe, alcune delle quali crescono proprio nell’orto botanico del castello.
Alla guida della brigata di cucina di CastelBrando c’è il giovane chef Luca Miceli, che cura ogni format food&beverage all’interno della struttura a partire dalle colazioni, servite all’interno del secondo ristorante Sansovino, situato nelle storiche sale del 700, disponibile per banchetti privati di minimo 20 persone. CastelBrando, con i suoi ampi e prestigiosi spazi sia esterni che interni, tra cui quattro saloni settecenteschi, viene infatti spesso scelto come location per cerimonie, convegni e grandi eventi, arrivando ad ospitare nel 2009 perfino il G8 dell’Agricoltura. Nella quiete di un luogo idilliaco circondato dalla natura e dalle Colline del Prosecco, Patrimonio Unesco, il castello può comodamente accogliere fino a 1800 ospiti con i più alti standard di privacy e sicurezza, grazie anche all’eliporto.
Per gli ospiti che scelgono di passare la notte a CastelBrando, la struttura mette a disposizione 50 camere. Magari dormiranno proprio in quelle dei Brandolini, nobili che avevano qui fin dalla metà del Quattrocento la propria dimora (da cui il nome “CastelBrando”, appunto), ora adibite a suites in stile veneziano decorate con raffinati stucchi, suggestivi caminetti ed originali vetrate con lavorazione a piombo.
Completa l’esperienza immersiva nella storia un percorso museale ed archeologico arricchito da mostre iconografiche ed esposizioni tematiche: l’esplorazione del castello parte dalle mura e torri guelfe e si sviluppa attraverso l’imponente scalone d’ingresso, il Salone degli Stemmi del Cinquecento, il Museo delle Armi e le antiche prigioni, a cui si legano testimonianze di torture fin dal Medioevo.
Se oggi possiamo compiere questo viaggio a ritroso nel tempo, lo dobbiamo a Massimo Colomban, fondatore del gruppo Permasteelisa, e sua moglie Ivana, che hanno acquistato nel 1998 il castello, chiuso al pubblico perché malridotto e pericolante. Dopo un’opera faraonica di restauro, hanno restituito a CastelBrando il suo fascino originario, collocandolo tra i più raffinati esempi di riqualificazione del patrimonio storico-artistico italiano.
Adele Gorni Silvestrini –Passi in cantina
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