Come l’Hotel San Michele mi ha fatto conoscere i vini ischitani
27 Ago 2025
Passi in cantina

Come l’Hotel San Michele mi ha fatto conoscere i vini ischitani

Ischia è un posto dolcissimo, dove si vive senza nessuna fatica.

Così Pier Paolo Pasolini definisce Ischia in una tappa del suo reportage La lunga strada di sabbia, ed è impossibile non condividere ogni parola.

Questa perla del golfo di Napoli concentra in pochi chilometri quadrati un trionfo di natura, benessere e cultura, anche enogastronomica.

Ne ho avuto un assaggio (o meglio, più assaggi) nel press tour di giugno organizzato dall’ufficio PR Alexander Kim per Fedegroup, azienda proprietaria di Ròseo Euroterme Wellness Resort a Bagno di Romagna e di Villa Barbarich a Venezia Mestre, che con l’ingresso in portfolio dell’Hotel Terme San Michele a Sant’Angelo d’Ischia ha rafforzato la sua linea di business dedicata all’hospitality, con particolare attenzione alla gestione food & beverage.

Lontana dall’autoreferenzialità di un’accoglienza “albergo-centrica”, Fedegroup ha scelto di valorizzare le collaborazioni sul territorio, anche con altri hotel.

Come l’Hotel San Michele mi ha fatto conoscere i vini ischitani

Così Casa Celestino ha offerto il lungomare di Sant’Angelo d’Ischia come sfondo della prima cena del viaggio stampa. Imperdibili le cozze affumicate su letto di aromi ischitani, ulteriormente esaltati dagli istanti conclusivi di cottura a fuoco vivo e dall’accompagnamento con il Biancolella 2024 di Casa d’Ambra, con il suo finale di bocca sapido e mandorlato.

Come l’Hotel San Michele mi ha fatto conoscere i vini ischitaniAnimata dalla curiosità sui vitigni autoctoni trattati dalla cantina, sono stata felice di ritrovarla con un rosso memorabile nella cena di congedo all’Hotel San Michele: il Per ‘e Palummo, ovvero “piede di colombo” per la forma ed il colore del grappolo, dava nella vendemmia 2024 sensazioni vinose e fruttate accompagnate da un finale di bocca pieno ed avvolgente, ideale per accostarsi alconiglio all’ischitana e per poi passare il testimone – sulla stessa pietanza – al Rosso IGP Epomeo 2021 di Crateca, composto da uve Piedirosso, Guarnaccia ed Aglianico; quest’ultimo, presente al 20%, è affinato in botti di rovere francese che ne valorizzano la componente speziata senza penalizzare l’autenticità dei sentori primari, ancora ben presenti nella loro freschezza.

Facendo un passo indietro nel menu, un omaggio al mio colore preferito nei vini fermi: in tutte le tonalità, dal cipria tenue al cerasuolo più acceso, il rosa è per me sempre sinonimo di leggerezza e grazia.

Ai bottoni con ripieno di coniglio, l’Epomeo IGT Rosato 2023 di Cenatiempo, a base di Piedirosso ed Aglianico con altri vitigni a bacca rossa locali, si accompagnava con la propria gustosa sapidità ed il ricco bouquet dal finale di erbe aromatiche, proprio come le erbe ischitane nella riduzione del condimento.

Acquistata una bottiglia da imbarcare in stiva, me lo sono poi goduta a bordo piscina pochi giorni fa.

Come l’Hotel San Michele mi ha fatto conoscere i vini ischitani

A proposito di piscine, valgono il viaggio le due – interna ed esterna – dell’Hotel San Michele: alimentate da una sorgente termale privata con acqua che sgorga a 50°C e che vienemantenuta a 37°C, sono rifugi di benessere per il rilassamento muscolare ed una miglior circolazione sanguigna, oltre che per l’incanto che si apre alla vista: il parco dell’hotel si affaccia sul mare con un’estensione di quasi 2000 mq e regala un’esperienza immersiva nella vegetazione mediterranea, tra ulivi secolari, palme maestose, oleandri profumati e bouganville dai colori accesi.

Un contesto naturale unico al mondo, proprio come l’ospitalità ischitana, che mi appunto in agenda di tornare ad apprezzare al più presto.

 

Adele Gorni Silvestrini
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