Italian Taste Summit e Consorzio Vini Mantovani
Come dei buyer di vino europei hanno visto ed assaporato le parti più memorabili della mia Provincia
Il vino è cultura e patrimonio di una storia millenaria senza pari. Per sostenere la competizione nel mercato globale, le cantine italiane a gestione famigliare devono attrezzarsi nell’accoglienza, garantire una facile reperibilità on e off line e fidelizzare i propri clienti con modalità semplici e dirette, che sappiano trasmettere in modo autentico e coinvolgente la cultura e la storia del Made in Italy, come parte integrante e imprescindibile della tradizione vitivinicola che tramandano.
Questi sono gli stimoli ai produttori dati da Joanna Miro, economista, broker ed esperta di marketing che con Italian Taste Summit, da lei fondato e diretto, sostiene l’internazionalizzazione delle cantine nazionali con progetti su misura, proprio come l’incoming di buyer di vino europei che a luglio ha coinvolto in quattro giornate oltre una dozzina di aziende vinicole, dal Friuli alla Franciacorta passando – appunto – per Mantova.
Concorde sull’imprescindibilità della cultura locale nella promozione del vino, il Presidente del Consorzio Vini Mantovani, Andrea Virgili, aggiunge:
Con Italian Taste Summit abbiamo ideato un programma che, pur all’interno della fitta tabella di marcia che gli operatori nostri ospiti dovevano rispettare, sapesse trasmettere loro l’unicità di Mantova, la sua ricchezza culturale e la sua genuina convivialità.
Abbiamo guidato i nostri ospiti internazionali all’interno dell’incantevole Basilica di Sant’Andrea, opera di fine Quattrocento del celebre architetto rinascimentale Leon Battista Alberti. Una volta usciti, hanno apprezzato poi la vista della sfarzosa facciata della casa del mercante, edificata sempre nella seconda metà del Quattrocento dal commerciante di tessuti Giovanni Boniforte, fornitore della corte dei Gonzaga.Immancabile l’omaggio al poeta Virgilio, rappresentato in cattedra nella scultura del Duecento che sovrasta Piazza Broletto.
Da lì ci siamo accomodati con loro nella sala affrescata del ristorante La Masseria, per iniziare le degustazioni dei vini degli associati partecipanti.
Degustazioni che hanno riscosso apprezzamento da parte della totalità dei buyer, provenienti dalla Russia, dalla Polonia, dall’Estonia, dall’Irlanda e dalla Svizzera. La maggior parte di loro opera nell’horeca di fascia alta, includendo tra i propri clienti ristoranti gourmet e alberghi di lusso. Non mancano però nelle loro relazioni anche partner commerciali addetti alla distribuzione più generalista, con punti vendita e siti e-commerce.
Un’occasione preziosa per i produttori mantovani, che hanno avuto l’occasione d’interfacciarsi in maniera franca ed aperta sui mercati, valorizzando i punti di forza dei propri prodotti in gamma, per ogni categoria di vino.
Ad esempio, tra gli spumanti Metodo Classico di Ricchi ha suscitato vivo interesse da parte degli operatori di Russia e Polonia l’Essenza 2020, di recente sboccatura dopo 50 mesi sui lieviti, con la sua freschezza agrumata ed il finale di bocca intenso e vibrante, leggermente ammandorlato.
Per i bianchi fermi di Gozzi, apprezzamento dichiarato dalla buyer estone su tutte le referenze, in particolare sul Moscato Giallo 2023“Le Falme”, con il suo suggestivo bouquet, intenso ma delicato, di fiori bianchi e frutta, anche tropicale, uniti a sentori di miele, zafferano e spezie.
Cantina Colli Morenici (gruppo Cantine di Verona) si è distinta, a parere unanime dei buyer presenti, per il convincente rapporto qualità-prezzo del Chiaretto e del Rosso Garda, specialmente nella versione Riserva Filos, dai sentori di confettura di mirtilli, cuoio, tabacco e spezie, oltre che dall’ottima struttura, sostenuta da tannini morbidi.
La degustazione si è conclusa all’insegna della mantovanitàvinicola più celebre, con i lambruschi di Cantine Virgili: nel Pjafoc Imperiale la buyer russa ha apprezzato, oltre al sentore di crème de cassis, la versatilità gastronomica assoluta; d’Inciostar, invece, la forma a calamaio della bottiglia, distintiva e memorabile.
Dopo la degustazione tecnica, il titolare da La Masseria, Stefano Solci, ha coordinato le sue squadre di cucina e di sala per permettere ai referenti commerciali delle cantine di accostare le loro gamme vini, al completo e in assoluta libertà d’abbinamento, a piatti selezionati della tradizione mantovana: un’insalata di cappone alla Stefani, un bis di primi (risotto alla pilota e tortelli di zucca) ed il finale in dolcezza con la torta sbrisolona.
Una serata strepitosa che, da fiera mantovana, sono stata felice di contribuire a realizzare, perché ho percepito che i buyer che stavo accompagnando per Italian Taste Summit erano sinceramente curiosi d’interagire con produttori, di sentire le loro storie e percepire la passione che anima il loro lavoro.
Ad maiora, per i loro futuri scambi con questi e nuovi buyer, che mi auguro di accogliere presto!
Adele Gorni Silvestrini
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