Vin Albare 2025. Una gara di cocktail per i Bar Manager di domani
VIN ALBARE, giunta lo scorso 22 febbraio alla sua seconda edizione, è l’iniziativa che ha visto protagonisti gli studenti della classe 4S dell’Ipsia di Asiago (VI) all’Azienda Agricola Le Albare di Stefano Posenato, in collaborazione con la docente Francesca Crescenzio e FoodandWineAngels di Carol Agostini.
Un’esperienza unica, che ha permesso agli studenti di combinare apprendimento teorico e pratica sul campo in un’interpretazione creativa del settore vitivinicolo.
Creativa davvero, perché poche cose più della mixology riescono a tirare fuori il nostro estro artistico al momento di una degustazione… ed i ragazzi non ci hanno messo solo estro, ma anche tanta dedizione e rispetto per le materie prime, tra le quali primeggiava – naturalmente – il Soave Classico Monte Majore dell’Azienda Agricola Le Albare.
Il tutto sotto gli occhi di una giuria di giornalisti enogastronomici e professionisti del settore e con una mistery box estratta a sorte.
Tra frutti, spezie, succhi e confetture ignoti, ogni studente ha estratto almeno 4 ingredienti ed assemblato la combinazione di colori e aromi a suo avviso più adatta a reinterpretare le caratteristiche organolettiche del Soave Classico. Il tutto con un tempo massimo di 20 minuti per preparare, presentare e “battezzare” il proprio cocktail. Proprio così: parte della sfida consisteva nell’assegnare al proprio calice – guarnito in maniera professionale – un nome evocativo ed un prezzo di vendita al pubblico (nell’ipotetico listino di un bar prestigioso, ad esempio all’interno di un hotel 5 stelle).
L’adrenalinica competizione ha visto trionfare Matteo Fracaro con il suo cocktail “Fusion Soave”.
Gli altri cocktail presentati sono stati “Wine Flavour” di Maria Zenere, “Summer Bell” di Isabella Lombardi, “Sour Wine” di Eva Finozzi e “Mejor Peach” di Alberto Toniolo.
Pur in assenza di indicazioni specifiche sui dosaggi, i ragazzi si sono destreggiati con maestria tra ingredienti e attrezzature, dando prova di una sorprendente capacità d’improvvisazione e un’innata passione per il mondo del beverage.
La velocità di esecuzione, unita all’originalità nell’abbinare i sapori, ha dato vita a cocktail inediti, che mi auguro di ritrovare tra pochi anni in qualche albergo di lusso.
Ciò che in invece mi appunto in agenda di fare, in un più breve termine, è tornare a trovare Stefano Posenato e la sua magnifica famiglia in Azienda.
VIN ALBARE è un’opportunità unica per gli studenti di toccare con mano la complessità e la bellezza del mondo del vino.
Faccio mio il consiglio di Stefano… di questa complessità e di questa bellezza non mi stanco mai, perché offrono ogni giorno nuovi stimoli anche in contesti – apparentemente – noti. Conosco bene la zona del Soave Classico, in una zona della provincia di Verona poco distante da dove abito, tra i comuni di Soave e Monteforte d’Alpone, ma nel suo Monte Majore ho trovato una personalità sorprendente, fatta di delicatezza e di decisione. Sono contenta di proseguire l’esperienza a casa con l’ultima annata 2024 e di lasciarmi guidare in un viaggio nel tempo, quando stapperò il Soave Classico Vigna Vecia 2019: uno straordinario “cru” di viti storiche risalenti alla Seconda Guerra Mondiale su terreni vulcanici.
A presto Stefano, tornerò a raccontarti le mie impressioni e a condividere calici di convivialità e di storia, magari in compagnia degli studenti dell’Ipsia di Asiago e di Carol Agostini, che ringrazio per avermi coinvolta in giuria a VIN ALBARE 2025.
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