Vin Albare 2025. Una gara di cocktail per i Bar Manager di domani
25 Mar 2025
Passi in cantina

Vin Albare 2025. Una gara di cocktail per i Bar Manager di domani

 

VIN ALBARE, giunta lo scorso 22 febbraio alla sua seconda edizione, è l’iniziativa che ha visto protagonisti gli studenti della classe 4S dell’Ipsia di Asiago (VI) all’Azienda Agricola Le Albare di Stefano Posenato, in collaborazione con la docente Francesca Crescenzio e FoodandWineAngels di Carol Agostini.

Un’esperienza unica, che ha permesso agli studenti di combinare apprendimento teorico e pratica sul campo in un’interpretazione creativa del settore vitivinicolo.

Vin Albare 2025. Una gara di cocktail per i Bar Manager di domani Creativa davvero, perché poche cose più della mixology riescono a tirare fuori il nostro estro artistico al momento di una degustazione… ed i ragazzi non ci hanno messo solo estro, ma anche tanta dedizione e rispetto per le materie prime, tra le quali primeggiava – naturalmente – il Soave Classico Monte Majore dell’Azienda Agricola Le Albare.

Il tutto sotto gli occhi di una giuria di giornalisti enogastronomici e professionisti del settore e con una mistery box estratta a sorte.

Tra frutti, spezie, succhi e confetture ignoti, ogni studente ha estratto almeno 4 ingredienti ed assemblato la combinazione di colori e aromi a suo avviso più adatta a reinterpretare le caratteristiche organolettiche del Soave Classico. Il tutto con un tempo massimo di 20 minuti per preparare, presentare e “battezzare” il proprio cocktail. Proprio così: parte della sfida consisteva nell’assegnare al proprio calice – guarnito in maniera professionale – un nome evocativo ed un prezzo di vendita al pubblico (nell’ipotetico listino di un bar prestigioso, ad esempio all’interno di un hotel 5 stelle).

L’adrenalinica competizione ha visto trionfare Matteo Fracaro con il suo cocktail “Fusion Soave”.

Vin Albare 2025. Una gara di cocktail per i Bar Manager di domaniGli altri cocktail presentati sono stati “Wine Flavour” di Maria Zenere, “Summer Bell” di Isabella Lombardi, “Sour Wine” di Eva Finozzi e “Mejor Peach” di Alberto Toniolo.

Pur in assenza di indicazioni specifiche sui dosaggi, i ragazzi si sono destreggiati con maestria tra ingredienti e attrezzature, dando prova di una sorprendente capacità d’improvvisazione e un’innata passione per il mondo del beverage.

La velocità di esecuzione, unita all’originalità nell’abbinare i sapori, ha dato vita a cocktail inediti, che mi auguro di ritrovare tra pochi anni in qualche albergo di lusso.

Ciò che in invece mi appunto in agenda di fare, in un più breve termine, è tornare a trovare Stefano Posenato e la sua magnifica famiglia in Azienda.

VIN ALBARE è un’opportunità unica per gli studenti di toccare con mano la complessità e la bellezza del mondo del vino.

Faccio mio il consiglio di Stefano… di questa complessità e di questa bellezza non mi stanco mai, perché offrono ogni giorno nuovi stimoli anche in contesti – apparentemente – noti. Conosco bene la zona del Soave Classico, in una zona della provincia di Verona poco distante da dove abito, tra i comuni di Soave e Monteforte d’Alpone, ma nel suo Monte Majore ho trovato una personalità sorprendente, fatta di delicatezza e di decisione. Sono contenta di proseguire l’esperienza a casa con l’ultima annata 2024 e di lasciarmi guidare in un viaggio nel tempo, quando stapperò il Soave Classico Vigna Vecia 2019: uno straordinario “cru” di viti storiche risalenti alla Seconda Guerra Mondiale su terreni vulcanici.

A presto Stefano, tornerò a raccontarti le mie impressioni e a condividere calici di convivialità e di storia, magari in compagnia degli studenti dell’Ipsia di Asiago e di Carol Agostini, che ringrazio per avermi coinvolta in giuria a VIN ALBARE 2025.

 

Adele Gorni Silvestrini

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