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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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1 Settembre, 2026

Vinòforum 2026: il vino non finisce più nel bicchiere ma lo si gusta insieme agli amici.

  Per molto tempo abbiamo raccontato il vino partendo quasi esclusivamente da ciò che avevamo nel bicchiere: vitigno, annata, territorio, tecnica, profumi. Tutto resta importante, ma oggi, almeno per me, non basta più. Il vino è diventato anche l’esperienza che gli costruiamo intorno. Conta ciò che assaggiamo, ma conta anche dove lo assaggiamo, chi ce lo racconta, con chi condividiamo quel momento e cosa portiamo via con noi quando il calice è vuoto. È da questo punto di vista che guardo alla ventitreesima edizione di Vinòforum, in programma dal 7 al 13 settembre 2026 a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese a Roma. Oltre 800 aziende e 3.200 etichette raccontano immediatamente le dimensioni della manifestazione. Ma sono numeri che acquistano senso soprattutto quando dietro le bottiglie riusciamo a incontrare produttori, territori e persone. Perché un vino può colpirci per quello che troviamo al naso e al palato, ma spesso lo ricordiamo davvero quando riusciamo ad associarlo a un volto, a una storia o a un luogo. E Piazza di Siena non è un dettaglio. Il luogo in cui viviamo un’esperienza enogastronomica può cambiarne la percezione. Bere un vino non significa soltanto analizzarlo: significa entrare, anche per pochi minuti, nel mondo dal quale proviene e nel racconto di chi ha scelto di produrlo. Vino e cibo devono continuare a parlarsi C’è poi un aspetto di Vinòforum che sento particolarmente vicino al mio modo di vivere e raccontare l’enogastronomia: lo spazio dato alla cucina e al mondo food. Non considero vino e cibo due universi da raccontare separatamente. Al ristorante il vino entra in relazione con un piatto; durante una degustazione un prodotto gastronomico può cambiare completamente la lettura di ciò che abbiamo nel calice. È proprio in questa relazione che spesso nasce l’esperienza più interessante. Per questo trovo importante che una manifestazione dedicata al vino scelga di aprire una finestra ampia anche sulla cucina, attraverso cene, incontri, degustazioni e momenti di approfondimento. Tra gli appuntamenti dell’edizione 2026, The Night Dinner porta inoltre al centro il fattore umano, osservato attraverso passato, presente e futuro. Un tema che va oltre la tecnica: prima del piatto e prima del vino ci sono sempre persone, esperienze e scelte. Il Parmigiano Reggiano e un incontro iniziato a Identità Golose Tra le presenze che mi fa particolarmente piacere ritrovare a Vinòforum c’è quella del Parmigiano Reggiano. Ho avuto modo di avvicinarmi più direttamente a questo mondo durante Identità Golose. Da quell’incontro è rimasta soprattutto la curiosità di capire meglio un prodotto che troppo spesso conosciamo soltanto come consumatori, senza fermarci sulle differenze tra stagionature, sulle caratteristiche sensoriali e sul lavoro necessario per imparare davvero ad assaggiarlo. Per questo mi interessa particolarmente la presentazione, durante Vinòforum, del primo Corso di Assaggiatore Ufficiale di Parmigiano Reggiano, previsto a Roma da ottobre. È un percorso al quale sarei felice di poter partecipare: non per aggiungere semplicemente un titolo, ma per acquisire strumenti nuovi con cui leggere e raccontare un prodotto che fa parte dell’identità gastronomica italiana. Assaggiare, del resto, non significa soltanto stabilire se qualcosa ci piace. Significa imparare a riconoscere differenze, capire perché esistono e trovare le parole giuste per restituirle agli altri. Quello che resta dopo l’assaggio È forse questa la prospettiva con cui mi piacerebbe vivere Vinòforum 2026. Naturalmente ci saranno vini da conoscere, etichette da scoprire e produttori con cui confrontarsi. Ma ciò che cerco oggi in una manifestazione enogastronomica è qualcosa che vada oltre la quantità degli assaggi. Cerco un luogo capace di creare incontri. Cerco persone che abbiano qualcosa da raccontare. Cerco la cucina accanto al vino, perché l’una aiuta a comprendere l’altro. E cerco quelle esperienze che continuano a lavorare nella memoria anche dopo essere tornati a casa. Perché il vino continua a essere ciò che versiamo nel bicchiere. Ma oggi è anche il luogo in cui lo beviamo, la persona che ce lo ha raccontato e ciò che abbiamo vissuto mentre lo assaggiavamo. Roberto Silvio De Pascale
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Vendemmiata Romana 2026: Il 13 Settembre l’antico rituale agreste rivive all’orto botanico di Roma Arrow Right Top Bg

1 Settembre, 2026

Vendemmiata Romana 2026: Il 13 Settembre l’antico rituale agreste rivive all’orto botanico di Roma

  L’antica festa contadina della vendemmia torna all’Orto Botanico di Roma con una giornata unica tra giochi e laboratori per adulti e bambini, canti e balli tradizionali e la coinvolgente raccolta delle uve del Vigneto Italia.   Dopo le magiche serate di Roma Hortus Vini che hanno dato l’opportunità al grande pubblico di vedere la magnificenza del Vigneto Italia, Luca Maroni e Francesca Romana Maroni tornano ad animare gli spazi dell’Orto Botanico di Roma con un evento che vede protagonista, ancora una volta, lo straordinario museo ampelografico in uno dei suoi momenti stagionali più importanti: la vendemmia. Domenica 13 settembre, infatti, andrà in scena la V° edizione di Vendemmiata Romana e l’Orto Botanico, per tutta la giornata, vivrà di canti, balli, risate e colori che tradizionalmente accompagnano la raccolta dell’uva. Dalle 9:00 alle 18:30, adulti e bambini potranno partecipare a giochi, laboratori creativi e didattici in tema vino-vite-vigna e visite guidate tra le bellezze del giardino trasteverino. Fulcro della kermesse sarà, ovviamente, la vendemmia in programma alle ore 12:00 che vedrà i partecipanti impegnati nella raccolta delle uve, coadiuvati e guidati dagli esperti viticoltori. Le uve raccolte, sapientemente trattate dall’azienda vinicola Federici, daranno vita alla seconda annata, la 2026, di un vino unico, il Somma Sapienza, vinificato in bianco e in rosso, che racchiuderà tutte le varietà di vitigni autoctoni coltivate tra le mura dell’Orto Botanico. Come sempre, non mancheranno degustazioni di vino e assaggi di street food, proposti nelle apposite aree ristoro. Vendemmiata Romana sarà, ancora una volta, una grande festa popolare che tra musiche, canti e stornelli, pizzica e salterello (antiche danze della migliore tradizione popolare del Centro Italia) darà l’opportunità di trascorrere una giornata all’aria aperta, pur rimanendo a Roma, riappropriandosi di un antico rituale agreste toccando con mano i frutti maturi della generosa terra alle pendici del monte Gianicolo. Il Vigneto Italia Situato all’interno dell’Orto Botanico di Roma, alle pendici del Monte Gianicolo, zona storicamente vocata alla viticoltura, il Vigneto Italia è un vero e proprio museo vivente, un unicum di biodiversità racchiuso tra le mura del giardino trasteverino. Impiantato nel 2018 da Luca e Francesca Romana Maroni, insieme all’Università La Sapienza di Roma e all’Università della Tuscia e in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, si tratta del primo vigneto al mondo che vede la coltivazione in un unico lembo di terra di circa cinquecento metri quadrati di ben 150 varietà di vitigni autoctoni provenienti da ogni regione d’Italia, dal Nord al Sud, isole comprese. A questi si sommano 20 varietà di vitigni internazionali. Le barbatelle impiantate con il tradizionale sistema ad alberello (due per ogni vitigno) sono state coltivate in un regime biologico e biodinamico e soggette alle stesse condizioni climatiche, tra sole, vento e acqua. Un vero e proprio esperimento che nel 2022 ha dato vita al suo primo vino, il Somma Sapienza, vinificato in bianco e in rosso. A pochi passi dalle Mura Aureliane, dunque, il Vigneto Italia è un progetto ambizioso ma è anche un importante strumento didattico e scientifico che permette di osservare da vicino la resilienza e l’adattabilità della vite ma anche di conservare un inestimabile patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Non solo. Si tratta anche dell’unico progetto universitario al mondo che comporta la produzione di vino in un contesto urbano con l’utilizzo di uve coltivate in città. Somma Sapienza – Il vino del Vigneto Italia Frutto della vendemmia del settembre 2022, che ha portato alla raccolta di circa 200 kg di uva, Somma Sapienza è un vino che rappresenta un vero e proprio esperimento di microvinificazione. Essa è una sfida in quanto è difficile ottenere un vino di alta qualità dalla vinificazione di una piccola quantità di uva perché è più vulnerabile al suo nemico numero uno, l’ossigeno, che fa ossidare gli aromi del vino stesso. Il Somma Sapienza è rosso prodotto con 76 varietà di vitigni mentre il bianco è il risultato del blend di 79 uve. Il vino è stato lavorato dall’azienda Federici che ha abbassato immediatamente la temperatura di fermentazione dato che tanto più è bassa la temperatura tanto minore è il danno olfattivo e la volatizzazione delle particelle che danno il profumo. La fermentazione è avvenuta in damigiana di vetro e poi in barrique di rovere che ha rilasciato una dosata quantità di acido vanillico. Il vino è stato poi chiarificato con prodotti rigorosamente naturali. Il risultato, per quanto riguarda il bianco, è un vino profumato al naso ed equilibrato al palato, tanto morbido quanto acido, sempre viscoso al tatto. Per quanto riguarda il rosso, ottenuto anche esso con le stesse modalità del bianco, al naso risaltano le note di ciliegia e marasca in perfetto equilibrio con le spezie e l’effetto balsamico del legno. Al palato è morbido ma bilanciato tra l’acido e il tannino. Luca Maroni Mi affascina molto vedere come genere uva ha tra i propri consimili una capacità di coesione e afflato incredibile. Già è difficile unire due o tre varietà di uva e unirne così tante pensavo fosse difficilissimo ma sentire come queste tipologie si sono andate a congiungere è affascinante. Già dal profumo di questo vino si possono percepire le note di tutti questi differenti aromi e profumi. Vendemmiata Romana 2026
Museo Orto Botanico di Roma – Largo Cristina di Svezia 23°
13 settembre 2026 – Orari: dalle 9:00 alle 18:30
Biglietto: 12 euro. Bambini fino a 8 anni gratis – Animali non ammessi
Tutte le attività incluse nel biglietto con posti limitati – Obbligatoria la prenotazione sul posto www.senseventi.com/vendemmiata-romana La Redazione
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OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero Arrow Right Top Bg

31 Agosto, 2026

OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero

  Vini e sapori dell’Oltrepò protagonisti il 7 e 8 settembre a Voghera (PV)   Mancano pochi giorni alla grande manifestazione che unisce il mondo del vino (con la sesta edizione di Oltrepò Terra di Pinot Nero) e dei sapori (con la seconda di Oltregusto). L’evento, organizzato dal Consorzio Vini Oltrepò Pavese, segna la collaborazione tra tessuto vitivinicolo, grande ristorazione e mondo food, con un ricco programma che spazia dagli appuntamenti per gli operatori a momenti di condivisione aperti al pubblico. In primo piano il Pinot nero  — nella sua versione metodo classico DOCG e Classese e DOC in rosso —, che proprio nel 2026 si è definitivamente affermato come varietà maggiormente piantata in Oltrepò Pavese, culla italiana di questo vitigno con circa il 70% dell’intera produzione nazionale. Al suo fianco, 18 ristoranti del territorio e altrettanti chef stellati dall’Italia e da diverse parti del mondo, nonché 29 partner che proporranno in degustazione tipicità e curiosità gastronomiche e non solo. Obiettivo della manifestazione è portare in primo piano l’eccellenza vitivinicola e agroalimentare del territorio che è patria del blanc de noirs (e del rosé de noirs), valorizzato grazie al marchio Classese e alla sinergia di numerosi attori, dalla cantine alla ristorazione. Il programma di Oltrepò Terra di Pinot Nero Aperto a operatori e stampa Oltrepò Terra di Pinot Nero si aprirà lunedì 7 settembre nell’incantevole cornice del Teatro Valentino Garavani di Voghera (PV), dove alle 9.30 si terrà l’inaugurazione, seguita da una masterclass tecnica tenuta da Alessandro Masnaghetti, il più autorevole creatore di mappe vitivinicole. Con lui si approfondirà il lavoro di studio e mappatura svolto sul territorio nel corso degli ultimi mesi, che ha condotto alla creazione di un breve volume sui principali aspetti che disegnano il panorama vitivinicolo e alle immancabili mappe in 2d e 3d dell’Oltrepò Pavese.
Oltrepò Terra di Pinot Nero prosegue poi nel giardino dell’Istituto Gallini di Voghera, tempio dell’educazione agraria dal 1894. Qui, dalle ore 11 alle 17 saranno aperti i banchi di assaggio di 32 cantine, che proporranno in degustazione a stampa e operatori oltre cento etichette di Classese, Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese DOCG e Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC.
Contemporaneamente, saranno a disposizione due sessioni di degustazione alla cieca dei blanc de noirs e rosé de noir oltrepadani, al mattino dalle ore 12.00 per la stampa e nel pomeriggio dalle ore 14.30 per gli operatori, occasione per un approfondimento sistematico della denominazione, soprattutto nel segno del Classese. Protagoniste della giornata saranno le cantine, in rigoroso ordine alfabetico: Alessio Brandolini, Bosco Longhino, Bruno Verdi, Cà del Gé, Calatroni, Cantina Taia, Cantine Cavallotti, Castello di Cigognola, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Fiamberti, Finigeto, Francesco Quaquarini, Giorgi, La Genisia, La Piotta, La Travaglina, Lefiole, Lozza, Monsupello, Montelio, Oltrenero, Picchi, Pietro Torti, Prime Alture, Rossetti & Scrivani, Scuropasso, Tenuta Frecciarossa, Tenuta Mazzolino, Tenuta Travaglino, Terre Bentivoglio, Torre degli Alberi. Il programma di OltreGusto Lunedì 7 e martedì 8 settembre, dalle 19 alle 24, i visitatori potranno vivere un’esperienza unica all’insegna del gusto, continuando a degustare i vini DOCG e DOC dell’Oltrepò Pavese, ma incontrando anche i migliori ristoratori del territorio e scoprendo prodotti d’eccellenza grazie alla presenza delle aziende partner dell’evento. Per ciascuna serata, saranno disponibili 5 degustazioni vino e 9 assaggi di altrettanti ristoranti oltrepadani che proporranno piatti caldi e freddi, dolci e salati, tratti dal loro migliore repertorio. Ad affiancarli, però, ci saranno anche gli show cooking con chef stellati italiani e ospiti di prestigio, che si alterneranno sul palco preparando dal vivo le proprie creazioni. A condurre gli incontri sarà Carlo Passera, coordinatore della redazione di Identità Golose, che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle ricette, delle tecniche e della filosofia culinaria degli chef. Le preparazioni realizzate durante gli show saranno successivamente offerte ai partecipanti in formato finger food, permettendo di vivere un’esperienza gastronomica completa. L’unione dei due eventi consente di promuovere di concerto l’eccellenza del territorio, mettendo in primo piano la qualità dei vini da Pinot nero (e non solo) e del patrimonio enogastronomico che si esprime su queste colline ai piedi dell’Appennino. Lunedì 7, saranno presenti i ristoranti: Dama, La Cave Cantù, Rimulas, Selvatico, Borgo dei Gatti, La Locanda dei Beccaria, La Stazione di Salice, Gazebo pizzeria artigianale, Iria pasticceria. Gli chef stellati per gli show cooking saranno invece: Salvatore Morello, Roberto di Pinto, Michele Cobuzzi, Andrea de Lillo , Giacomo Devoto, Tim Goelstejin, Mattia Casabianca, Gaia Castelnovo, Tommaso Foglia. Martedì 8, i ristoranti saranno: Villa Naj, Ad Astra, Bazzini, Buscone, Novanta, Osteria del Campanile, Prato Gaio, Il Desco pizzeria, El Teresito pasticceria. Gli chef stellati: Felice Lo Basso, Nino Ferreri, Giuseppe Biuso, Nicolò Rotella, Gian Marco Bianchi, Giacomo Sacchetto, Domenico Giove, Ilaria Caneva, Roberto Rinaldini. Le aziende partner dell’evento, che proporranno a loro volta degustazioni e piccoli assaggi, sono: ACA’ – agricoltura rigenerativa, Adore Vanilla & Cacao, Apicoltura Finocchiaro, Broggi 1818, Infinito design, Callebaut, Coppini arte olearia, Consorzio di tutela del salame di Varzi DOP e La boutique del pane, Finigeto (olio e.v.o. dell’Oltrepò), Monograno Felicetti e La Casearia Carpenedo, Kotanyl – Floriamo – Meracinque, Campo Dell’Oste, La Valle della frutta, Mafalda distilleria, Materica distilleria, Mauro Miliano knife maker, Molino Dallagiovanna, Salumi Daturi e La boutique del pane, San Pellegrino e Le bibite italiane, Presidi e Arca del Gusto di Slow Food (Il Peperone di Voghera e La Cipolla dorata di Voghera), Acqua Panna & San Pellegrino, Voyage Caviar, WDRINK, Castelletto Circuit, Katundi, Lario MI Auto. Tutto l’evento è organizzato con il patrocinio e la collaborazione dei Comuni di Voghera e Torrazza Coste, della Provincia di Pavia, dell’ITA Gallini e di Regione Lombardia. La partecipazione a Oltrepò Terra di Pinot Nero è riservata a stampa e operatori accreditati. L’accesso a Oltregusto è aperto al pubblico, acquistando il biglietto al seguente link: eventboost-ticketing.myshopify.com  Segreteria organizzativa e accrediti operatori Oltrepò Terra di Pinot Nero: Scaramuzzi Team, +39 055 494949, scaramuzzi@scaramuzziteam.com La Redazione
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Gin & Tonic Festival compie 10 anni e arriva per la prima volta a Verona Arrow Right Top Bg

30 Agosto, 2026

Gin & Tonic Festival compie 10 anni e arriva per la prima volta a Verona

  Da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026 il Parco Ottocento di Verona celebra una tappa importantissima del tour del più importante festival italiano dedicato al Gin & Tonic, che quest’anno festeggia la sua decima edizione.   Il Gin & Tonic Festival, la più importante manifestazione italiana interamente dedicata alla cultura del gin, taglia nel 2026 il traguardo dei dieci anni di attività. Nato nel 2016, l’evento si è affermato come l’appuntamento più importante del settore in Italia, capace di richiamare a ogni edizione migliaia di appassionati attorno al mondo delle distillazioni, delle botaniche e della miscelazione. Un’identità riassunta dal messaggio che accompagna il festival fin dalla prima edizione: “L’originale. Il più grande. L’unico”. Per celebrare al meglio questo anniversario, nel 2026 il Gin & Tonic Festival ha dato vita ad un Summer Tour che sta attraversando l’Italia, portando con sé tutta l’energia e lo spirito del festival. Dopo le tappe ufficiali in Sardegna, Torino e Montesilvano, accompagnate da una serie di appuntamenti Pop Up in altre città Italiane e – debutto all’estero – a Berlino, il tour si prepara ora a raggiungere una nuova, importante destinazione. Dal 4 al 6 settembre, infatti, il Gin & Tonic Festival arriverà per la prima volta a Verona, con tre giorni interamente dedicati al mondo del gin, tra degustazioni, musica, intrattenimento e tante esperienze da vivere. La sede scelta per il debutto veronese è Parco Ottocento, in via Boscomantico 9: un’area verde di 120.000 metri quadrati che il festival trasformerà in un vero e proprio villaggio esperienziale diffuso, con un percorso pensato per accompagnare il pubblico tra aree tematiche, degustazioni e intrattenimento, immersi in un polmone verde a pochi chilometri dal centro di Verona. Cuore della manifestazione saranno tutte le iniziative dedicate alla scoperta del gin, con oltre 400 etichette provenienti da tutto il mondo: dai grandi marchi internazionali alle produzioni artigianali più ricercate, fino alle eccellenze botaniche italiane. Un’attenzione particolare sarà riservata al territorio con i Local Heroes, lo spazio dedicato alle produzioni venete. I produttori saranno inoltre presenti con i propri stand, dove potranno raccontare direttamente al pubblico le loro realtà e i prodotti offrendo la possibilità di acquistare le bottiglie durante il festival. A completare il programma del festival, un team di bartender professionisti accompagnerà i visitatori nella scelta e nella composizione del proprio Gin & Tonic perfetto. Ampio spazio anche al food: un’ampia area BBQ autonoma permetterà al pubblico di acquistare carne fresca e opzioni vegetariane e cuocerle in autonomia, mentre la Food Truck Area proporrà una selezione di street food gourmet italiano e internazionale pensata per accompagnare al meglio i drink. Il programma prevede inoltre masterclass gratuite condotte da esperti internazionali del gin, tra cui Marco Bertoncini, dedicate alle tecniche di miscelazione e alla storia della distillazione, e Gin Lab, il laboratorio interattivo realizzato in collaborazione con iltuogin.it, che permette a ogni partecipante di creare, imbottigliare e portare a casa una propria etichetta di gin personalizzata. Ad accompagnare le tre serate sarà un programma musicale che spazia da sonorità chill e funky al tramonto fino a dj set e karaoke collettivo in notturna, insieme ad aree relax, giochi e attività pensate anche per le famiglie. Per chi vorrà infine portare a casa una bottiglia, sarà disponibile il Gin Shop ufficiale del festival, con prezzi speciali riservati ai partecipanti. L’edizione veronese nasce in collaborazione con il local partner Studio Suono. Pierangelo Vitelli di Studio Suono Siamo molto orgogliosi di questa partnership e di poter ospitare a Verona, nel primo weekend di settembre, un evento di tale portata. Sarà un’occasione per il pubblico veronese e per i tanti turisti presenti in città di conoscere e degustare diverse tipologie di gin, il tutto in una cornice unica come Parco Ottocento. L’ingresso sarà libero. Info e biglietti L’ingresso all’evento è gratuito, previa registrazione sulla piattaforma Eventbrite
Date e Orari: da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026, dalle 18 all’1
Location: Parco Ottocento, Verona
Link Biglietti: Eventbrite Gin & Tonic Festival 2026
Canali Ufficiali: Sito: gintonicfestival.com | Instagram: @gintonic_festival | Facebook: Gin & Tonic Festival La Redazione
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Sant’Erasmo Food & Wine, il mare di Palermo incontra il vino Arrow Right Top Bg

29 Agosto, 2026

Sant’Erasmo Food & Wine, il mare di Palermo incontra il vino

  Dal 3 settembre la trattoria di mare di Borgia Group un viaggio sensoriale tra piatti d’autore e grandi etichette, raccontato passo dopo passo dal sommelier Luigi Salvo   Un viaggio tra calici d’autore, sapori di mare e storie di territorio. Si chiama Sant’Erasmo food & wine la rassegna che prende il via il 3 settembre al Molo Sant’Erasmo di Palermo, la trattoria di mare firmata Borgia Group. L’idea è quella di un viaggio attraverso il vino, non una semplice cena con abbinamento di calici e piatti ma un vero momento di degustazione, nel corso del quale i commensali saranno accompagnati passo dopo passo da Luigi Salvo, delegato per Palermo di Ais (Associazione Italiana Sommelier) e giudice di concorsi enologici internazionali. Nel corso delle serate, che si svolgeranno nella terrazza affacciata sul golfo di Palermo, Salvo racconterà le etichette, la loro storia, le note tecniche, gli abbinamenti con i piatti pensati dallo chef di Molo Sant’Erasmo, Salvatore Piccionello, per esaltare i vini e la materia prima utilizzata per la composizione di ogni portata. Di volta in volta protagonista sarà un vitigno, un territorio, una filosofia di produzione. La prima serata è dedicata alle sfaccettature del Grillo, uno dei vini bianchi più iconici e amati della Sicilia, nato storicamente a fine Ottocento dall’incrocio tra i vitigni autoctoni Catarratto e Zibibbo. Ecco il menu e i vini abbinati: – Entrée: arancinetta pesce spada e melanzane con panatura croccante al panko servita su crema di melanzane affumicata e cipolla in agrodolce. Vino in abbinamento: Bianco maggiore Cantine Rallo. – Antipasto: french toast gambero rosso e verdura ripassata. Vino in abbinamento: Passiperduti di Donnafugata. – Primo: pacchero fresco ai crostacei, chips di zucchina fritta, scampi in cottura e olio alla menta Vino in abbinamento: Integer Grillo De Bartoli. – Secondo: seppia cotta al kamado su un letto di crema di carota, mentuccia fresca e scarola arrostita al barbecue. Vino in abbinamento: Mozia Tasca d’Almerita. Saverio Borgia, imprenditore e fondatore di Molo Sant’Erasmo Con Sant’Erasmo food & wine vogliamo offrire ai nostri ospiti qualcosa in più di una splendida cena sul mare. L’obiettivo è raccontare la nostra cultura dell’accoglienza e del gusto, dove il piatto e il calice dialogano per raccontare la Sicilia in modo profondo. Abbiamo voluto la guida autorevole di Luigi Salvo per trasformare ogni appuntamento in un racconto vivo, capace di valorizzare il lavoro straordinario dei nostri vignaioli e la materia prima che lo chef Piccionello seleziona ogni giorno. Molo Sant’Erasmo non è solo una trattoria di mare, ma uno spazio d’incontro e di scoperta per Palermo.   Borgia Group, i locali tra Milano e Palermo   Un bilancio che sfiora i 12 milioni di euro, 215 dipendenti, 11 locali fra Palermo e Milano, mezzo milione di pasti serviti ogni anno. Sono i numeri di Borgia Group dei fratelli Saverio e Vittorio Borgia: quattordici anni di attività nella ristorazione fra Lombardia e Sicilia. L’idea è quella di una ristorazione “informale”, con l’utilizzo in cucina di prodotti di altissima qualità, in luoghi centrali delle città e con un arredamento rilassante che metta a proprio agio i clienti. Un format che i Borgia hanno adottato sin dal loro primo Bioesserì, aperto a Milano nel 2012, poi replicato nelle varie declinazioni negli altri locali. I ristoranti già attivi sono, a Palermo: Bioesserì, Molo Sant’Erasmo, Mezzena, Sant’Erasmo Burger Box, Terrazze Santamarina, Caffè Palermo con Morettino, Stazione Lago a Piana degli Albanesi. A Milano, Bioesserì e Casa Bi, inaugurato nel dicembre 2023 all’interno di City Life, trattoria Donna Concetta, Osteria Formentini e la pasticceria Baunilla. La Redazione
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Festival Del Cinema di Venezia 2026 Le bollicine Montelvini a la Terrazza by Atlas Concorde dell’hotel Excelsior Arrow Right Top Bg

28 Agosto, 2026

Festival Del Cinema di Venezia 2026 Le bollicine Montelvini a la Terrazza by Atlas Concorde dell’hotel Excelsior

  Dal 2 al 12 settembre la cantina veneta sarà unico sparkling wine partner de La Terrazza by Atlas Concorde, accompagnando con le sue etichette gli appuntamenti in programma   Dal 2 al 12 settembre Montelvini sarà presente a Venezia durante la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in qualità di wine partner de La Terrazza by Atlas Concorde per la selezione di vini bianchi e bollicine. La cantina, ambasciatrice dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG, sarà presente durante gli aperitivi e nei momenti conviviali che animeranno uno dei luoghi più glamour del Festival nell’ambito del progetto firmato da Joydis, all’interno dello storico Hotel Excelsior al Lido di Venezia, punto d’incontro privilegiato per attori, registi e ospiti internazionali. Per tutta la durata della Mostra, la Terrazza ospiterà un ricco calendario di incontri, presentazioni, interviste, serate musicali e momenti di intrattenimento, dal mattino fino a tarda sera. Le etichette Montelvini faranno da cornice agli appuntamenti con una selezione rappresentativa della produzione della cantina: FM333 Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut Millesimato, Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Brut Millesimato, Zuitér Montello Asolo DOC Manzoni Bianco, Prosecco DOC Rosé Treviso Brut Millesimato e, per chi desidera un’alternativa analcolica, Montelvini 0% Alcohol Free Sparkling. Tra le etichette protagoniste, FM333 racchiude una delle espressioni più identitarie della cantina: primo cru dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG, nasce dalle uve Glera coltivate nei due ettari della tenuta Fontana Masorin, a 333 metri di altitudine sulle colline del Montello. Un vino che racconta la capacità di Montelvini di unire territorio, ricerca e innovazione. Alberto Serena, CEO di Montelvini Essere stati selezionati come partner wine a La Terrazza by Atlas Concorde durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia rappresenta per noi un’importante occasione e un riconoscimento del valore di Montelvini e del territorio dell’Asolo DOCG. Sarah Serena, Direttore Generale. Essere presenti in un contesto così esclusivo e ricco di fascino ci permette di raccontare la nostra storia e le nostre bollicine a un pubblico internazionale, in un luogo che favorisce occasioni di incontro e confronto di grande valore. Il cinema, proprio come il vino, ha la capacità di suscitare emozioni e trasformare un momento condiviso in un’esperienza da ricordare. Con la partecipazione presso La Terrazza by Atlas Concorde durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Montelvini conferma il proprio impegno a sostegno della cultura, portando le denominazioni venete in uno scenario di grande prestigio e rilevanza internazionale. Gruppo Montelvini Montelvini è una delle realtà vitivinicole più dinamiche nel panorama italiano, con sede a Venegazzù, piccola frazione di Volpago del Montello, in provincia di Treviso, nel cuore della DOCG Asolo Montello. L’esperienza di Montelvini si basa su 5 generazioni della famiglia Serena e oltre 140 anni di impegno nella produzione di vini di qualità. Il logo dell’azienda è rappresentato da una civetta perché l’area in cui sorge la cantina è chiamata Zuitère, ovvero “terra delle civette”. Un animale da sempre simbolo di saggezza, di conoscenza, di sensibilità e che in Montelvini rappresenta la sapienza nel cogliere i migliori frutti di un territorio e la saggezza nel condurlo, rispettando la natura e i suoi ritmi. Montelvini crea prodotti ricercati e di grande classe, realizzati nel rispetto dell’ambiente, della tradizione e della sostenibilità. Valore, quest’ultimo, che l’azienda veneta porta avanti con successo e impegno tanto da aver ottenuto nel 2021 il Certificato di Sostenibilità Equalitas per il rispetto dell’ambiente, l’attenzione all’ambito sociale e la responsabilità economica, rientrando così tra le prime tre cantine del territorio del Prosecco ad aver ottenuto questa importante certificazione. La cantina è quanto di più moderno si possa trovare nel panorama vinicolo italiano, grazie anche a collaborazioni con aziende multinazionali leader nella produzione di macchine e prodotti per l’enologia. Oggi, l’azienda è presieduta da Armando Serena ed è gestita dai figli Sarah, Direttore Generale e Alberto, Amministratore Delegato. INFO E CONTATTI Via Cal Trevigiana 51, Volpago del Montello 31040 (TV) Italia
TEL. 0423 8777 www.montelvini.it La Redazione
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Cocco...Wine 2026! nella riviera del monferrato Arrow Right Top Bg

28 Agosto, 2026

Cocco…Wine 2026, la Riviera del Monferrato brinda a Cocconato

  Sabato 5 settembre (ore 16-24), e domenica 6 settembre (ore -11-19) il grande banco d’assaggio nel centro storico Venerdì 4 settembre l’anteprima con il Riviera Monferrato Day ed “Il Salotto di Cocco…Wine” Oltre 25 cantine protagoniste, i prodotti tipici, le Isole del Vino dedicate alla Calabria e ai vini della Georgia e dei Balcani, “Cammina il Borgo” fra paesaggio e cultura e domenica una novità speciale: a Cocco…Wine con il Treno Storico Centoporte da Torino, Moncalieri e Asti   In corso le prenotazioni on line   E’ giunto alla XXV edizione Cocco…Wine, uno degli appuntamenti enogastronomici più frequentati e caratteristici del Piemonte, in programma da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026 a Cocconato d’Asti. L’Associazione Go Wine promuove e organizza l’evento d’intesa con il Comune di Cocconato e con il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato. Una formula di successo che si rinnova anno dopo anno e che mette insieme più elementi: il vino e la viticoltura del territorio, la gastronomia locale, il fascino del centro storico e del paesaggio, l’incontro con cantine provenienti da altre aree del Piemonte e, attraverso le tradizionali “Isole del Vino”, il confronto con altre regioni e Paesi. Per un intero fine settimana Cocconato si trasformerà in una virtuale strada del vino e dei sapori. Il percorso, da piazza Cavour lungo via Roma sino al Cortile del Collegio, attraverserà il centro storico interamente pedonale alternando le postazioni delle cantine agli spazi dedicati ai prodotti tipici e agli artigiani del gusto. Un’occasione per vivere Cocconato come vero borgo del gusto, scoprendo insieme vini, gastronomia, scorci e paesaggi di quella parte del Monferrato storicamente conosciuta come “Riviera del Monferrato”. IL BANCO D’ASSAGGIO: LE CANTINE DI COCCONATO E GLI OSPITI Il cuore della manifestazione sarà il grande banco d’assaggio, aperto sabato 5 settembre dalle ore 16 alle 24 e domenica 6 settembre dalle ore 11 alle 19. Saranno innanzitutto protagoniste le cantine di Cocconato, ciascuna con un proprio spazio per presentare vigne, vini e storia aziendale: Bava, Benefizio di Cocconito, Cantina Nicola, Giulio Cocchi Spumanti, Maciot, Marovè, Paoletti e Poggio Ridente.
La Barbera d’Asti rappresenterà naturalmente uno dei riferimenti principali della degustazione: un vino profondamente legato alla storia viticola del territorio. Accanto ad essa sarà possibile conoscere altre espressioni da vitigni autoctoni e interessanti selezioni di vini bianchi, favoriti dalle particolari condizioni pedoclimatiche delle colline di Cocconato. Alle aziende del territorio si affiancherà un ampio gruppo di cantine ospiti provenienti da diverse zone del Piemonte: nel complesso, saranno dunque oltre 25 le cantine protagoniste lungo il percorso della manifestazione. I PRODOTTI TIPICI E I SAPORI DEL TERRITORIO Cocco…Wine conferma il forte legame fra vino e gastronomia. Lungo il percorso troveranno spazio specialità e prodotti tipici, con la presenza di realtà del territorio e artigiani del gusto: dalla Robiola di Cocconato ai salumi, dai formaggi alla nocciola, fino ai dolci e ad altre proposte gastronomiche. Saranno presenti, tra gli altri, Cascina Rosengana – Gelà Monfrà, Cocconato Bellebuono – Combriccola Marchetti, Prunotto Salumi, Agricola Rocca, Salumeria Ferrero, Stella Alpina e Sandra Battista.
Un percorso che conferma la storica vocazione di Cocconato alla gastronomia di qualità e alla ristorazione. LE ISOLE DEL VINO: DALLA CALABRIA ALLA GEORGIA E AI BALCANI Tornano anche nel 2026 le “Isole del Vino”, una delle caratteristiche che negli anni hanno contribuito a definire l’identità di Cocco…Wine. Nate nel segno dell’apertura e del confronto, arricchiscono il banco d’assaggio con temi enologici dedicati ad altre aree produttive, offrendo agli enoappassionati l’opportunità di ampliare il percorso di degustazione oltre i confini piemontesi. Due i temi scelti per questa XXV edizione: la prima Isola sarà dedicata ai vini della Calabria, attraverso una speciale Enoteca pensata per raccontare la viticoltura regionale nel suo complesso: le numerose varietà, le differenti aree di produzione e territori che vantano un’antica tradizione legata alla vite. La seconda isola allargherà ulteriormente lo sguardo verso Est, con un percorso fra Georgia, Moldavia e l’area dei Balcani e dell’Europa Sud-Orientale. In degustazione vini provenienti da differenti Paesi, fra cui Moldavia, Albania, Slovenia, Bulgaria e Grecia, per una proposta che mette al centro territori, vitigni e culture del vino da conoscere e confrontare. “CAMMINA IL BORGO”: VINO, PAESAGGIO E CULTURA È confermata anche per questa edizione l’iniziativa “Cammina il Borgo di Cocconato”, nata per invitare il pubblico a non vivere Cocco…Wine soltanto attraverso il calice, ma anche attraverso la scoperta del paese. Una passeggiata nel centro storico consentirà di conoscere scorci, edifici, paesaggi e testimonianze della storia locale, valorizzando l’identità di Cocconato e il rapporto fra il borgo e le colline che lo circondano. Un modo per unire la degustazione all’esperienza del territorio e per sottolineare ancora di più la dimensione turistica della manifestazione. DOMENICA 6 SETTEMBRE, UNA NOVITÀ SPECIALE: IL TRENO STORICO CENTOPORTE Una delle novità più significative dell’edizione 2026 riguarda la giornata di domenica 6 settembre. Sarà infatti possibile raggiungere Cocco…Wine a bordo di un affascinante Treno Storico Centoporte, con partenza da Torino Porta Nuova e fermate a Moncalieri e Asti, per vivere la manifestazione attraverso un’esperienza che unirà viaggio, paesaggio, vino e scoperta del Monferrato. La proposta è pensata per chi desidera lasciare l’auto a casa e trasformare la giornata a Cocco…Wine in un vero itinerario: il viaggio sul convoglio storico, l’arrivo nel borgo, il percorso di degustazione e l’incontro con cantine e produttori.
La quota prevista è di € 48 a persona e di € 25 per i minori e comprende il viaggio sul Treno Storico Centoporte, la partecipazione a Cocco…Wine e una speciale Card Riviera del Monferrato, con sconti e promozioni riservate ai partecipanti per tornare successivamente sul territorio presso cantine, agriturismi, ristoranti, produttori tipici e artigiani del gusto. Per i primi 100 partecipanti che prenoteranno il pacchetto è inoltre previsto un buono da € 5, utilizzabile per l’acquisto di vino presso le cantine presenti alla manifestazione. VENERDÌ 4 SETTEMBRE: IL RIVIERA MONFERRATO DAY ED IL SALOTTO DI COCCO…WINE La manifestazione sarà anticipata venerdì 4 settembre da una giornata riservata alla stampa ed agli operatori per presentare il nuovo progetto “Riviera del Monferrato”, nato a inizio 2026 dall’incontro fra i territori di Albugnano e Cocconato. Con il coordinamento della Enoteca Regionale di Albugnano sarà così promossa una giornata di incontri e degustazioni, fra i nebbiolo di Albugnano (mattino) e la Barbera d’Asti di Cocconato (tardo pomeriggio).
Alle ore 20.00 a Cocconato, presso il Ristorante Cannon d’Oro e secondo tradizione, si terrà invece “Il Salotto di Cocco…Wine”, appuntamento dedicato alla tavola, ai sapori e ai vini di Cocconato. Un momento conviviale aperto anche al pubblico che precede il fine settimana di degustazioni nel centro storico. IL PROGRAMMA IN SINTESI Venerdì 4 settembre – Anteprima con il Riviera Monferrato Day      
Dalle 11:00: giornata di degustazioni e visite tra Albugnano e Cocconato nella Riviera del Monferrato. Iniziativa riservata a Stampa e Ho.Re.Ca. (eventi@gowinet.it)
Ore 20.00: “Il Salotto di Cocco…Wine” presso il Ristorante Cannon d’Oro. Sabato 5 settembre – dalle ore 16 alle 24
Apertura del banco d’assaggio nel centro storico con le cantine di Cocconato e del Monferrato, le cantine ospiti, le Isole del Vino e gli stand gastronomici.
Nel programma anche degustazioni di approfondimento e l’iniziativa “Cammina il Borgo”. Domenica 6 settembre – dalle ore 11 alle 19
Cocco…Wine per tutta la giornata con banco d’assaggio, cantine, prodotti tipici, Isole del Vino, degustazioni di approfondimento e “Cammina il Borgo”.
Nella stessa giornata sarà attivo il progetto speciale del Treno Storico Centoporte.
Ore 16.00: Degustazione guidata Barbera d’Asti e Nocciola COME DEGUSTARE Il costo della degustazione per le giornate di sabato 5 e domenica 6 settembre è di € 18,00.
È prevista una tariffa ridotta a € 15,00 acquistando online il biglietto entro il 4 settembre e una quota di € 13,00 per i Soci Go Wine e le Associazioni di Settore.
Al punto accredito ogni partecipante riceverà il calice in vetro, la taschina, il braccialetto e un carnet con 8 buoni degustazione, di cui 2 riservati alle Isole del Vino.
Ogni buono consentirà un assaggio. Chi desidererà proseguire il percorso potrà acquistare durante la manifestazione un ulteriore carnet al costo promozionale di € 10,00. Prenotazioni e acquisto biglietti online sul nostro sito internet (pagamento tramite carte di credito) al link: https://www.gowinet.it/evento/cocco-wine-2026-5-e-6-settembre-2026/ Per info: Go Wine – Alba tel. 0173 364631 stampa.eventi@gowinet.it – www.gowinet.it La Redazione
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Il gusto lento del vino. Settembre in Emilia, tra vigne, castelli e Grande Fiume Arrow Right Top Bg

24 Agosto, 2026

Il gusto lento del vino. Settembre in Emilia, tra vigne, castelli e Grande Fiume

  Visit Emilia guida alla scoperta di un territorio che a settembre rallenta il passo per raccontarsi attraverso i calici: dal Valtidone Wine Fest tra i Colli Piacentini alle passeggiate al tramonto sulle terrazze del Castello di Torrechiara, fino ai sapori della Bassa Reggiana, tra Lambrusco, Aceto Balsamico e la terra di Guareschi.   Con la vendemmia, l’Emilia rivela il suo volto più autentico. Tra le colline di Piacenza, i borghi di Parma e le golene della Bassa Reggiana, il vino diventa il filo conduttore di una stagione fatta di feste di paese, passeggiate panoramiche e degustazioni a chilometro zero. Visit Emilia, la Terra dello Slow Mix che riunisce le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia – www.visitemilia.com – propone tre tappe per un viaggio enologico da vivere con calma, un calice alla volta. Piacenza, al cuore del vino tra le colline della Valtidone Il palcoscenico enologico piacentino ospita a settembre la XVII edizione del Valtidone Wine Fest, la più grande rassegna dedicata al vino piacentino. Con il claim “Al cuore del vino”, il festival anima per quattro domeniche i borghi della vallata con degustazioni, mercatini e spettacoli dedicati ai vini dei Colli Piacentini. Si parte domenica 6 settembre a Borgonovo Val Tidone con “Ortrugo&Chisola”, omaggio al vitigno simbolo del territorio abbinato alla focaccia con i ciccioli. Il 13 settembre il centro storico di Ziano Piacentino si veste di dolcezza con “Sette Colli in Malvasia”, mentre il 20 settembre Trevozzo, in Alta Val Tidone, celebra il legame tra vino, olio e gastronomia con “DiTerreDiCibiDiVini…DiOli”. Gran finale il 27 settembre a Pianello Val Tidone con “Pianello Frizzante”, dedicato ai calici frizzanti dei Colli Piacentini. Le manifestazioni si svolgeranno dalle 10 alle 19. Per saperne di più: https://visitemilia.com/eventi/12566/valtidone-wine-fest Torrechiara (PR), aperitivo al tramonto tra i filari del Castello A Torrechiara, borgo che si specchia nell’omonimo castello, l’estate lascia spazio a un rito nuovo: la Sunset Walk, passeggiata guidata al tramonto lungo il Sentiero dell’Arte, tra installazioni contemporanee e filari di vigna che salgono verso le mura del Castello di Torrechiara. Ogni venerdì e sabato sera, con un ritmo facile e soste dedicate al panorama, il cammino ripercorre l’antico Canale di San Michele e incrocia il Cammino Via di Linari, per poi chiudersi in bellezza in Piazzetta con un aperitivo a base di vini e prodotti locali – dalla focaccia con la spalla cotta alla torta salata con Prosciutto di Parma. Un’esperienza di due ore, pensata per chi vuole vivere il vigneto non come sfondo ma come parte del racconto. Per informazioni: https://visitemilia.com/esperienze/torrechiara-sunset-walk-arte-vigne-castle-vibes Bassa Reggiana, Lambrusco e Aceto Balsamico nelle terre di Guareschi Nella Bassa Reggiana, il vino si intreccia alla storia e al cinema. Il viaggio parte da Brescello, il paese reso celebre nel mondo dai film di Don Camillo e Peppone, nati dalla penna di Giovannino Guareschi: la piazza, il Crocifisso parlante e i musei dedicati ai due protagonisti raccontano un pezzo di storia italiana, prima di una sosta a tavola con la Spongata, dolce tipico reggiano. Da Brescello il percorso prosegue verso Novellara, dove si apre il mondo del Lambrusco e dell’Aceto Balsamico Tradizionale, tra cantine e acetaie che custodiscono i profumi più identitari della provincia. Una proposta di soggiorno che stimola tutti i sensi, per raccontare la Bassa Reggiana attraverso i suoi sapori più autentici. Maggiori dettagli: https://visitemilia.com/il-tuo-soggiorno/tra-sapori-e-cultura-nella-bassa-reggiana La Redazione
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Popillia japonica. L'assedio al Nebbiolo e, presto, al Glera Arrow Right Top Bg

24 Agosto, 2026

Popillia japonica. L'assedio al Nebbiolo e, presto, al Glera

  Può defogliare un’intera vite in pochi giorni Il coleottero giapponese, segnalato per la prima volta in Europa continentale nel 2014, avanza ormai tra i terrazzamenti storici di Piemonte e Lombardia e si affaccia sulle terre del Prosecco Un raccolto che rischia di non maturare mai. È lo scenario a cui guardano con crescente preoccupazione i viticoltori del Nord Italia, alle prese con l’avanzata della Popillia japonica, lo scarabeo giapponese arrivato in Europa continentale nel 2014, nei pressi dell’aeroporto di Malpensa. Da lì l’insetto ha risalito Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, colonizzando dapprima orti e frutteti. Lo scorso anno è comparso per la prima volta nei vigneti terrazzati del Nebbiolo, e nelle ultime settimane è stato segnalato anche nei pressi dell’aeroporto Valerio Catullo di Verona, a un passo dalle terre del Prosecco. Simone Lavezzaro, tecnico del Centro di Saggio Agricola 2000 I danni che Popillia japonica può causare in vigneto sono ingenti. Ha un comportamento gregario e non di rado su una stessa pianta si possono contare centinaia di esemplari che si nutrono della lamina fogliare. Se non controllato, il coleottero giapponese è in grado di defogliare in pochi giorni una intera vite, compromettendo la capacità di sintetizzare nutrienti e dunque di produrre uva. La defogliazione, spiegano i tecnici, espone i grappoli al sole diretto e riduce la capacità fotosintetica della pianta. Il rischio non è quindi un semplice calo di produzione, ma un’uva che in molti casi non arriva a maturazione. Per Daniela Lupi, entomologa dell’Università di Milano, la fotografia della situazione europea è ormai definita: in Italia, Svizzera e Germania l’insetto si considera radicato, e l’obiettivo realistico è il contenimento della sua espansione; in Francia e Spagna, dove la popolazione è ancora contenuta, resta invece percorribile l’ipotesi di un’eradicazione. I numeri aiutano a inquadrare la portata del fenomeno: la Popillia japonica si nutre di oltre 300 specie vegetali e figura nella lista dei parassiti prioritari dell’Unione Europea, categoria che impone agli Stati membri interventi obbligatori di contenimento ed eradicazione. Sul fronte del sostegno alla filiera, la Regione Lombardia ha attivato il bando SRD06, che finanzia reti anti-insetto e trattamenti per i viticoltori colpiti, mentre migliaia di trappole di monitoraggio sono già attive sul territorio. Lorenzo Bazzana, responsabile economico di Coldiretti In alcune aree il coleottero ha già distrutto il raccolto. Bazzana sottolinea come il danno economico complessivo resti però difficile da quantificare: l’insetto agisce erodendo la polpa delle foglie, indebolendo la pianta e riducendone la produzione senza necessariamente ucciderla — una dinamica che rende complessa qualsiasi stima puntuale delle perdite su scala regionale. Sul fronte del contrasto, la lotta chimica garantisce efficacia ma pone un problema di equilibrio ecologico. Tra i formulati che hanno ottenuto l’estensione d’etichetta contro Popillia japonica su vite figurano i piretroidi ad azione abbattente a base di deltametrina, come Decis Evo di Bayer, e i sistemici a base di acetamiprid, come Epik SL, a cui si affianca Trebon Up di Sipcam Italia, a base di etofenprox. Tutti però colpiscono anche i predatori naturali del suolo — talpe e moffette in primis — che normalmente si nutrono delle larve interrate dell’insetto. La lotta biologica punta invece su antagonisti specifici, come la mosca Istocheta aldrichi e le vespe del genere Tiphia, ma restano strumenti poco compatibili con i tempi stretti della vendemmia. Più diffuse, seppure di efficacia ancora poco documentata sulla qualità dei grappoli di Vitis vinifera, sono le trappole a ferormoni — in commercio con nomi come Biologic Trap, Sayonara Trap e le trappole della linea Al.Fe — insieme ai rimedi a base di terra di diatomee e olio di neem. Nei pressi di Verona, gli agronomi stanno inoltre sperimentando ceppi commerciali del fungo entomopatogeno Metarhizium anisopliae, già impiegato dai Servizi fitosanitari di Lombardia e Piemonte, per colpire le larve direttamente nel terreno: un approccio che, per stessa ammissione degli esperti, resta un’ipotesi di lungo periodo. Per l’uomo il rischio diretto è nullo — l’insetto non è pericoloso per la salute pubblica — ma per la produzione vitivinicola del Nord Italia, in un mercato del vino che sta già scontando dinamiche politiche ed economico-strutturali sfavorevoli, la posta in gioco nei prossimi anni è reale.   Adriano Romano – Blend News
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