Benedetta Costanzo ci porta alla scoperta di piccoli vignaioli e territori che prima di essere raccontati, emozionano. Senza però disdegnare il raccontare le esperienze che devono essere considerate dei punti di riferimento o pietre miliari che dir si voglia, per gli appassionati di vino.
7 Settembre, 2024
Bolgheri DiVino 2024: alla "Cena dei Mille"!
Bolgheri DiVino: l’emozione di esserci!
Essere parte integrante di un evento prestigioso come la “Cena dei Mille” a Bolgheri è stata un’esperienza indimenticabile, un’opportunità straordinaria che ha superato ogni aspettativa. Il celebre Viale dei Cipressi, con la sua bellezza iconica e senza tempo, si è trasformato per una notte in una tavola imponente che ha riunito più di mille ospiti, creando un’atmosfera magica e irripetibile.
Il 4 settembre, dopo tre anni di attesa, il consorzio Bolgheri e Bolgheri Sassicaia DOC ha dato vita alla terza edizione di *no Bolgheri DiVino*, un evento che celebra l’eccellenza vitivinicola di uno dei territori più amati al mondo. È stato un onore far parte di questo grande gruppo come Ais Toscana, contribuendo all’organizzazione e alla riuscita di una serata che ha saputo esaltare il meglio di questo territorio straordinario.
Questa è stata la mia seconda partecipazione attiva nelle tre edizioni dell’evento, prendendo parte al servizio dei vini insieme ad Ais Toscana, che anche quest’anno ha curato in modo impeccabile l’organizzazione della parte enologica. La precisione, l’attenzione al dettaglio e la dedizione di tutti i sommelier hanno reso omaggio alla qualità straordinaria dei vini di Bolgheri, che hanno accompagnato la serata in maniera sublime.
Servire vini di tale prestigio a un pubblico di esperti e appassionati richiedeva una grande responsabilità. La necessità di garantire un servizio impeccabile, assicurando che ogni vino venisse servito nell’ordine appropriato e alla temperatura ottimale, ha messo alla prova tutta l’esperienza maturata in questi anni. Ogni gesto doveva essere calibrato con cura, consapevole del fatto che ogni dettaglio era fondamentale per esaltare al meglio le caratteristiche dei vini serviti. La pressione di dover soddisfare un pubblico altamente competente si è trasformata in una sfida che ha rafforzato ulteriormente la mia dedizione e professionalità durante la serata.
Un’emozione e un onore è stato anche avere l’opportunità di salutare personalità di spicco del mondo enologico come i Master of Wine Gorelli e Lonardi, nonché incontrare grandi enologi, produttori e altre celebrità del vino. Questi incontri hanno aggiunto un valore unico all’evento, confermando quanto sia straordinario il mondo del vino e quanto sia gratificante farne parte.
In particolare, sono orgogliosa di aver avuto l’occasione di salutare donne del calibro di Priscilla Incisa della Rocchetta e Albiera Antinori, giornaliste come Divina Vitali che hanno sempre comunicato con una passione particolare il territorio di Bolgheri. Questi momenti mi hanno resa profondamente consapevole del ruolo sempre più incisivo che le donne stanno imprimendo nel settore del vino. Come membro dell’Associazione delle Donne del Vino, ho sentito un senso di appartenenza e fierezza, vedendo quante figure femminili stiano contribuendo in modo significativo a modellare il futuro di questo straordinario settore.
Camminare tra i lunghi tavoli apparecchiati lungo il viale, circondato dai cipressi e dalle colline toscane, è stato come vivere un sogno. I brindisi, le conversazioni, la condivisione del vino Bolgherese e l’incontro con appassionati provenienti da tutto il mondo hanno reso questo evento un momento irripetibile, un simbolo della grandezza del territorio e della qualità dei suoi prodotti.
Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento – il Consorzio, i produttori, gli sponsor e le istituzioni – e a tutte le persone coinvolte, che hanno lavorato con dedizione e passione per rendere questa serata memorabile. La mia gratitudine è immensa, e il cuore è colmo di orgoglio per essere stato parte di un evento così importante per la storia di Bolgheri e per la valorizzazione del vino italiano a livello mondiale.
Non vedo l’ora di vivere nuove avventure con Ais Toscana, continuando a promuovere e sostenere i grandi vini di questo straordinario territorio, e di contribuire alla crescita della presenza femminile nel mondo del vino, oggi più che mai protagonista di questa magnifica storia.
Da Bolgheri è tutto! alla prossima avventura enologica! Benedetta Costanzo
benedetta.costanzo@winetalesmagazine.com
Mi trovi su Instagram come @benedetta.costanzo
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Da Bolgheri è tutto! alla prossima avventura enologica! Benedetta Costanzo
benedetta.costanzo@winetalesmagazine.com
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30 Agosto, 2024
Il Gusto dei Guidi. Ancora in giuria!
Un'esperienza che si consolida
Poppi, con il suo maestoso Castello dei Conti Guidi che svetta sul paesaggio e il borgo medievale, si è trasformata per un intero weekend nella cornice perfetta per celebrare le eccellenze vinicole della Toscana.
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23 Agosto, 2024
Il Gran Finale della Convention tra Pesaro e Senigallia
Il sabato della mia prima Convention Nazionale delle Donne del Vino è iniziato con un’emozione che difficilmente dimenticherò. Ritrovarsi a Pesaro, eletta Capitale Italiana della Cultura 2024,
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12 Agosto, 2024
Tra Travertino e Infinito. La Convention continua!
Se la prima giornata della Convention Nazionale delle Donne del Vino nelle Marche ci aveva svelato la grinta tecnica del Verdicchio, la seconda tappa è stata un inno alla bellezza monumentale e alla profondità intellettuale. Ma prima di immergerci nel marmo di Ascoli e nei versi di Leopardi, è stato un momento di pura convivialità a fare da collante: la cena in hotel.
Lontano dai protocolli ufficiali e dai palchi, cenare insieme ci ha permesso di socializzare, accorciare le distanze e conoscerci davvero. È stata un’esperienza profondamente arricchente che ha trasformato un gruppo di professioniste in una comunità vibrante, pronta a vivere con spirito nuovo le meraviglie del territorio.
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5 Agosto, 2024
Viaggio nel Cuore della Tuscia da Sergio Mottura
Viaggio nel Cuore della Tuscia da Sergio Mottura. Scoprire per degustare.
Ci sono esperienze che segnano il percorso di un'appassionata, e per me, la prima volta in cui ho rivestito il ruolo di degustatrice accanto ai miei maestri dell'AIS, è stata davvero emozionante
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29 Luglio, 2024
Le scoperte enoiche di Benny School: il terroir e i suoi segreti
Le scoperte enoiche di Benny School: il terroir e i suoi segreti.
L'influenza del suolo sul vino
Il vino è una delle espressioni più affascinanti della natura, e uno degli elementi che più lo influenzano è il terroir. Ma cos'è esattamente il terroir? Non è solo il tipo di suolo, ma un concetto complesso che include il clima, la topografia, l'esposizione al sole e l'intervento umano, tutti fattori che si combinano per dare al vino un carattere unico e inconfondibile.
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22 Luglio, 2024
Tributo a Tiziano Bianchi
Un Guerriero del Territorio che resiste
La notizia della scomparsa di Tiziano Bianchi mi ha colpito nel profondo, e l'ho saputo mentre mi trovavo a Berlino. Collaborare con lui nel suo blog "Territorio che resiste" è stata un'esperienza formativa e arricchente. A Tiziano devo la scoperta e l'approfondimento del territorio trentino, un viaggio iniziato nel 2023 che mi ha aperto le porte su un mondo affascinante e vibrante.
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15 Luglio, 2024
lo champagne: la guida definitiva per saperlo bere
La storia e il territorio dello Champagne sono intimamente legati al suo successo e alla sua reputazione come uno dei vini più prestigiosi al mondo. La sua ricca storia, unita alla maestria dei suoi produttori e alle caratteristiche uniche del terroir, rendono lo Champagne un vero e proprio tesoro enologico da scoprire e apprezzare.
la lunga storia dello Champagne
Nel XVII secolo, la nascita dello Champagne come vino frizzante, attribuita all’abate benedettino Dom Pierre Pérignon, segna una rottura significativa nella storia del vino. Questo vino effervescente è associato per la prima volta a un preciso terroir e vengono utilizzate specifiche tecniche di vinificazione. Il successo dello Champagne si diffonde rapidamente, conquistando prima l’Inghilterra e poi la Francia aristocratica del Settecento. Tuttavia, i produttori di Champagne affrontano sfide tecniche, come la mancanza di conoscenza sulla seconda fermentazione e la fragilità delle bottiglie. Solo dopo decenni di sforzi e innovazioni, come l’uso di sughero e ferro per la tappatura e l’eliminazione dei depositi tramite il dégorgement, lo Champagne diventa il vino della gioia e della festa, simbolo della cultura e dello spirito francese. Nel XIX secolo, le grandi maison diffondono lo Champagne tra le élite aristocratiche di tutto il mondo, mentre nel XX secolo continua la sua ascesa, culminando con la creazione dell’AOC Champagne nel 1936. Oggi, lo Champagne è un universo complesso, popolato da grandi maison commerciali e piccoli produttori artigianali, che hanno contribuito a conferire al vino una nuova vita e prestigio.
territorio
La regione dello Champagne, con le sue specifiche caratteristiche, gode di un clima oceanico che favorisce una perfetta maturazione delle uve, con un’insolazione di 1.600 ore all’anno e una pluviometria relativamente modesta. Le sue diverse sotto-regioni offrono una varietà di terroir unici, ognuno con le proprie peculiarità.
Nella Montagne de Reims, le colline caratterizzate da terreni gessosi assicurano un ottimo drenaggio e una perfetta esposizione al sole. Qui, il vitigno predominante è il pinot nero, e gli Champagne della zona sono rinomati per la loro potenza e struttura. Le sottoregioni includono Montagne de Reims, Piccola Montagna, Massif de Saint Thierry e Monts de Berru.
Nella Vallée de la Marne, le colline sono caratterizzate da terreni argillosi e calcarei, ideali per il pinot meunier. Gli Champagne della Vallée de la Marne si distinguono per il loro bouquet fruttato e la morbidezza. Le sottoregioni comprendono Grand Vallèe de la Marne, Coteaux Sud d’Epernay, Vallèe de la Marne rive droite, Vallèe de la Marne rive gauche, Terroir de Condè e Vallèe de la Marne occidentale.
Nella Côte des Blancs, i terreni gessosi garantiscono elevate riserve d’acqua e trattengono bene il calore, perfetti per lo chardonnay. Gli Champagne della Côte des Blancs sono noti per i loro aromi delicati e la finezza. Le sottoregioni includono Côte des Blancs, Val du Petit Morin, Côte de Sezanne e Vitryat.
Infine, nella Côte de Bar, i terreni gessosi e marnosi sono ideali per il pinot nero, producendo Champagne di carattere e complessità aromatica. Le sottoregioni sono Barsuraubois e Barsequanais, che offrono una varietà di stili e caratteristiche uniche.
classificazione
Le classificazioni sono tre : Grand Cru (100%), Premier Cru (90-99%) e Cru (80-89%).
Le percentuali stanno a significare che le uve provenienti da un comune Grand Cru, la cui classificazione è 100%, saranno pagate esattamente il prezzo stabilito, mentre le uve provenienti da un comune classificato come 85%, saranno pagate per l’85% del prezzo stabilito. I comuni classificati Grand Cru sono 17, quelli Premier Cru 41, quelli Cru 255.
I 17 Grand Cru della Champagne sono: nella Montagne de Reims Louvois, Bouzy, Ambonnay, Verzy, Verzenay, Maill, Beaumont-sur-Vesle, Sillery e Puisieulx; nella Vallée de la Marne Aÿ e Tours-sur-Marne; nella Côte de Blancs : Oiry, Chouilly, Cramant, Avize, Oger e Mesnil-sur-Oger. Metodo di produzione
Uno degli elementi distintivi dello Champagne è il metodo di produzione, noto come “metodo champenoise” che prevede una seconda fermentazione in bottiglia per conferire al vino le sue bollicine effervescenti. È un processo complesso che richiede grande attenzione e precisione in ogni fase.
Le uve raccolte confluiscono in una pressa che viene riempita con 4.000 kg di uva e per legge si possono estrarre 2.050 litri (cuvée) che saranno vinificati, mentre la pressatura successiva produrrà ulteriori 500 litri (taille) meno pregiati e che normalmente vengono venduti. Il resto viene inviato alla distillazione. Le vin clair e la prima fermentazione La cuveé viene quindi sottoposta alla prima fermentazione alcolica, trasformando gli zuccheri in alcol grazie all’azione dei lieviti. Otteniano un vin clair che riposa fino a primavera in vasche di acciaio o botti di legno, svolgendo l’eventuale malolattica. Quindi viene assemblato con altri vini e messo in bottiglia con l’aggiunta del liqueur de tirage, una miscela di zuccheri, lieviti e sali minerali. In cantina, durante la prise de mousse, avviene la seconda fermentazione che produce CO2, creando le bollicine caratteristiche dello Champagne. Le bottiglie riposano in cantina per un periodo minimo di quindici mesi per i prodotti base e di trentasei mesi per i millesimati. remuage e degorgement: il fascino Dopo il periodo di riposo in cantina, le bottiglie vengono sottoposte al remuage, un processo per far depositare i sedimenti sul collo della bottiglia. Segue il dégorgement, a la volée o tramite una tecnica, sempre più diffusa, che prevede di porre il collo della bottiglia nell’azoto liquido che congela una piccola parte di vino. Ciò permette di aprire la bottiglia e di estrarre le impurità congelate sotto l’azione della pressione interna e senza perdita importante di liquido.. Segue l’aggiunta di rabbocchi o del liqueur d’expédition che definisce il dosaggio finale. L’habillage completa il processo, con la tappatura, l’inserimento della gabbietta e l’etichettatura, preparando gli Champagne per essere apprezzati e condivisi con il mondo. CARATTERISTICHE DEL PRODUTTORE Sulle etichette di Champagne si possono trovare le seguenti sigle che definiscono la natura del produttore:
NM négociant-manipulant: è il caso di una casa produttrice di Champagne che compra le uve e le assembla per elaborare e commercializzare il vino;
RM récoltant-manipulant: sono i vignaioli che elaborano e commercializzano le proprie uve; si tratta in generale di prodotti di alta qualità e di limitata produzione;
CM coopérative de manipulation: gruppi di produttori che associati in cooperativa raccolgono, vinificano e commercializzano;
RC récoltant-coopérateur: viticultori che conferiscono le loro uve a una cooperativa che ha l’incarico di eseguire la vinificazione; le bottiglie vengono quindi restituite ai singoli viticultori per la commercializzazione;
ND négociant-distributeur: un commerciante che acquista le bottiglie pronte per il consumo e le commercializza con il proprio marchio;
MA marque d’acheteur: prodotti creati appositamente per la grande distribuzione. TIPOLOGIE Il processo di produzione e le annate delle uve utilizzate possono identificare lo Champagne come:
Rosé, prodotti con due tecniche: assemblaggio di bianco base con vini rossi, o breve macerazione di uve rosse. Oggi queste tipologie sono molto richieste in quanto a un’immutata qualità e fragranza, uniscono una gradevole nota di colore;
Blanc de Blancs: sono prodotti unendo tra loro unicamente vini ottenuti da uve a bacca bianca chardonnay, anche se di differenti annate;
Blanc de Noirs: sono prodotti unendo tra loro unicamente vini ottenuti da uve a bacca nera pinot nero e pinot meunier, singolarmente o associati, non necessariamente della stessa annata;
Millesimé: vino ottenuto da una sola vendemmia;
BSA brut sans année: Champagne ottenuto con vini base di diverse annate. Benedetta Costanzo
benedetta.costanzo@winetalesmagazine.com
Mi trovi su Instagram come @benedetta.costanzo
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Le percentuali stanno a significare che le uve provenienti da un comune Grand Cru, la cui classificazione è 100%, saranno pagate esattamente il prezzo stabilito, mentre le uve provenienti da un comune classificato come 85%, saranno pagate per l’85% del prezzo stabilito. I comuni classificati Grand Cru sono 17, quelli Premier Cru 41, quelli Cru 255.
I 17 Grand Cru della Champagne sono: nella Montagne de Reims Louvois, Bouzy, Ambonnay, Verzy, Verzenay, Maill, Beaumont-sur-Vesle, Sillery e Puisieulx; nella Vallée de la Marne Aÿ e Tours-sur-Marne; nella Côte de Blancs : Oiry, Chouilly, Cramant, Avize, Oger e Mesnil-sur-Oger. Metodo di produzione
Uno degli elementi distintivi dello Champagne è il metodo di produzione, noto come “metodo champenoise” che prevede una seconda fermentazione in bottiglia per conferire al vino le sue bollicine effervescenti. È un processo complesso che richiede grande attenzione e precisione in ogni fase.
Le uve raccolte confluiscono in una pressa che viene riempita con 4.000 kg di uva e per legge si possono estrarre 2.050 litri (cuvée) che saranno vinificati, mentre la pressatura successiva produrrà ulteriori 500 litri (taille) meno pregiati e che normalmente vengono venduti. Il resto viene inviato alla distillazione. Le vin clair e la prima fermentazione La cuveé viene quindi sottoposta alla prima fermentazione alcolica, trasformando gli zuccheri in alcol grazie all’azione dei lieviti. Otteniano un vin clair che riposa fino a primavera in vasche di acciaio o botti di legno, svolgendo l’eventuale malolattica. Quindi viene assemblato con altri vini e messo in bottiglia con l’aggiunta del liqueur de tirage, una miscela di zuccheri, lieviti e sali minerali. In cantina, durante la prise de mousse, avviene la seconda fermentazione che produce CO2, creando le bollicine caratteristiche dello Champagne. Le bottiglie riposano in cantina per un periodo minimo di quindici mesi per i prodotti base e di trentasei mesi per i millesimati. remuage e degorgement: il fascino Dopo il periodo di riposo in cantina, le bottiglie vengono sottoposte al remuage, un processo per far depositare i sedimenti sul collo della bottiglia. Segue il dégorgement, a la volée o tramite una tecnica, sempre più diffusa, che prevede di porre il collo della bottiglia nell’azoto liquido che congela una piccola parte di vino. Ciò permette di aprire la bottiglia e di estrarre le impurità congelate sotto l’azione della pressione interna e senza perdita importante di liquido.. Segue l’aggiunta di rabbocchi o del liqueur d’expédition che definisce il dosaggio finale. L’habillage completa il processo, con la tappatura, l’inserimento della gabbietta e l’etichettatura, preparando gli Champagne per essere apprezzati e condivisi con il mondo. CARATTERISTICHE DEL PRODUTTORE Sulle etichette di Champagne si possono trovare le seguenti sigle che definiscono la natura del produttore:
NM négociant-manipulant: è il caso di una casa produttrice di Champagne che compra le uve e le assembla per elaborare e commercializzare il vino;
RM récoltant-manipulant: sono i vignaioli che elaborano e commercializzano le proprie uve; si tratta in generale di prodotti di alta qualità e di limitata produzione;
CM coopérative de manipulation: gruppi di produttori che associati in cooperativa raccolgono, vinificano e commercializzano;
RC récoltant-coopérateur: viticultori che conferiscono le loro uve a una cooperativa che ha l’incarico di eseguire la vinificazione; le bottiglie vengono quindi restituite ai singoli viticultori per la commercializzazione;
ND négociant-distributeur: un commerciante che acquista le bottiglie pronte per il consumo e le commercializza con il proprio marchio;
MA marque d’acheteur: prodotti creati appositamente per la grande distribuzione. TIPOLOGIE Il processo di produzione e le annate delle uve utilizzate possono identificare lo Champagne come:
Rosé, prodotti con due tecniche: assemblaggio di bianco base con vini rossi, o breve macerazione di uve rosse. Oggi queste tipologie sono molto richieste in quanto a un’immutata qualità e fragranza, uniscono una gradevole nota di colore;
Blanc de Blancs: sono prodotti unendo tra loro unicamente vini ottenuti da uve a bacca bianca chardonnay, anche se di differenti annate;
Blanc de Noirs: sono prodotti unendo tra loro unicamente vini ottenuti da uve a bacca nera pinot nero e pinot meunier, singolarmente o associati, non necessariamente della stessa annata;
Millesimé: vino ottenuto da una sola vendemmia;
BSA brut sans année: Champagne ottenuto con vini base di diverse annate. Benedetta Costanzo
benedetta.costanzo@winetalesmagazine.com
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7 Luglio, 2024
Le Marche le scoprirai all’infinito
Convention Nazionale delle Donne del Vino Giorno 1 - Anima del verdicchio Giorno 1 - Anima del verdicchio, Esiste un legame sottile, quasi ancestrale, che unisce la terra delle Marche a chi sa ascoltarne il battito attraverso il calice. Dal 20 al 24 giugno 2024, questo legame si è fatto tangibile durante la Convention Nazionale delle Donne del Vino. Un viaggio itinerante che non è stato solo una celebrazione enologica, ma un’immersione profonda nel tema "Vino, Donna e Cultura", dove ogni tappa ha svelato un pezzo di quell’infinito leopardiano che qui è di casa.
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