Mancano sei giorni a ViniAmo Arrow Right Top Bg

23 Marzo, 2026

Mancano sei giorni a ViniAmo

  Il Wine Tasting della Capitale è pronto ad accendere i cuori di tutti gli appassionati con una speciale 4a Edizione 29 marzo 2026 Hotel Cristoforo Colombo, Eur, Roma I quattro cuori di ViniAmo 2026 battono sempre più forte, perché le emozioni dell’evento sono vicinissime!
ViniAmo è pronto a tornare e a trasformare una giornata di degustazione in qualcosa di più: un luogo dove scoprire vini che difficilmente si incontrano altrove, produttori che lavorano con maestria e fuori dagli schemi, sapori che restano impressi con una lunga piacevolezza. Oltre 350 vini in degustazione, nettari di nicchia, annate particolari e produzioni premiate, come quelle della Guida Vini Decanto, ospite speciale di questa edizione di ViniAmo, etichette selezionate esplosive come quelle  presentate dal Consorzio Vini dell’Etna, assaggi internazionali da Francia e Romania. Accanto ai vini saranno protagonisti prodotti gastronomici selezionati: dal Parmigiano Reggiano agli oli, salumi, affumicati e dolci da forno di piccole realtà, fino agli spirits artigianali. Un’occasione in cui il vino e non solo incontra il cibo per accostamenti tutti da sperimentare. Infine, a grande richiesta, l’evento sarà allietato dalla presenza degli Amici del Toscano, per una pausa all’aperto, calice alla mano. ViniAmo è una festa di sapori!   Le masterclass di ViniAmo 2026: il Vino raccontato davvero Il cuore pulsante di ViniAmo 2026 sono le masterclass: esperienze guidate costruite per chi vuole scoprire, assaggiando e divertendosi. Non si tratta di esperienze comuni ma di viaggio nella piacevolezza, nel gusto e nella storia … perché dietro ogni vino si cela un racconto. Dalla Francia più identitaria, con Chardonnay e Cabernet Franc tra Borgogna e Loira, fino alla forza minerale dell’Etna, passando per una sfida sensoriale alla cieca che metterà al centro il palato di ognuno, per diventare veri esperti senza alcun pregiudizio, per un approccio al vino spontaneo e genuino. Una masterclass avvincente e coinvolgente, perché ViniAmo vuol far scoprire il bello e il buono del vino a tutti. Infine, un finale d’eccezione: “ABC della Degustazione con Le Donne del Vino del Lazio”. Un momento che riporta tutto al gesto semplice del degustare, ma fatto con consapevolezza. Qui il vino diventa linguaggio accessibile, racconto diretto, esperienza da portare con sé anche dopo l’evento. Tutti i biglietti delle quattro Masterclass di ViniAmo, con i vari importi per le quote di partecipazione, sia per i winelovers sia per gli operatori, sono acquistabili qui su Eventbrite. Alcune sessioni stanno per esaurirsi: questo è il momento giusto per prenotare per assaporare il lato più speciale e giocoso di ViniAmo 2026.   PRIMA MASTERCLASS Un viaggio con Chardonnay e Cabernet Franc ore 13.00 – 14.30 Dalla finezza minerale di Chablis all’eleganza vibrante della Valle della Loira, questa masterclass porta i partecipanti tra i terroir francesi più rappresentativi, alla scoperta di Chardonnay e Cabernet Franc in sei vini selezionati. Un tour fantastico per scoprire alcuni dei bianchi più iconici francesi accanto a rossi inediti che, se hai sempre voluto intraprendere un viaggio lungo la Loira, tornerai ad assaggiare. A guidare la degustazione sarà Marco Recupero di Goudron Wine Selections, insieme a produttori di eccellenza: Emmanuelle Fourrey – Chablis (Premier Cru) Clos de Léchet 2024 Mont de Milieu 2023 Les Fourneaux 2023 Clotilde Legrand – Saumur Champigny La Chaintrée 2015 Les Rogelins 2011 Les Terrages 2004 Un confronto tra annate e cru che racconta profondità, longevità e sapori di grande eleganza.   Quota di partecipazione Wine Lovers: 50 € (include accesso ai banchi d’assaggio) Operatori del settore e Stampa: 35 € (banchi d’assaggio accessibili gratuitamente previo accredito) SECONDA MASTERCLASS Sono i sensi che contano ore 15.00 – 16.30 Mettiti alla prova con una vera degustazione alla cieca. La seconda Masterclass è un blind tasting che mette al centro il vino e i sensi, pensato sia per esperti sia per appassionati e neofiti che desiderano un approccio ludico e interattivo alla degustazione . Il vino è per tutti, con questa esperienza potrai affinare le tue percezioni, in piacevolezza e allegria, con la guida di Ivan Vellucci Direttore di Wine Tales Magazine. Nella degustazione alla cieca i partecipanti assaggeranno 7 vini dal Nord al Sud Italia, tra etichette iconiche e riserve speciali. Metti alla prova naso, memoria e papille, senza lasciarti condizionare dalle etichette. Una sfida saporita e sorprendente, con premi finali per i più arditi. Quota di partecipazione Wine Lovers: 45 € (include accesso ai banchi d’assaggio) Operatori del settore e Stampa: 30 € (banchi d’assaggio accessibili gratuitamente previo accredito)   TERZA MASTERCLASS L’Anima del Vulcano: viaggio tra i vini dell’Etna ore 17.00 – 18.30 Una Masterclass destinata a dare la carica, grazie al potere dei bianchi e dei rossi prodotti alle pendici dell’Etna: un’immersione nell’energia pura della Sicilia orientale. Questa avventura del gusto, in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Etna DOC, porta i partecipanti tra suoli lavici, microclimi unici e altitudini estreme. Roberta Marchese Ragona, con il Dott. Maurizio Lunetta, guiderà la degustazione di: 4 Etna DOC Bianco 4 Etna DOC Rosso una sorpresa esclusiva, pensata per raccontare la forza del vulcano e l’eleganza dei suoi vini … perché ViniAmo nasce per stupire a ogni edizione. Quota di partecipazione Wine Lovers: 40 € (include accesso ai banchi d’assaggio) Operatori del settore e Stampa: 25 € (banchi d’assaggio accessibili gratuitamente previo accredito)   EVENTO FINALE ABC della Degustazione con Le Donne del Vino del Lazio ore 19.00 – 20.00 ViniAmo 2026 si conclude con brindisi speciale:  un percorso sensoriale e culturale guidato da Alessandra Massimi e Sara Costantini, Vice Delegata Lazio dell’Associazione Le Donne del Vino. Qui il vino diventa racconto diretto: dalle basi della degustazione all’esplorazione dei calici delle cantine locali più rappresentative, tra cui: Vigneti Jacobini Azienda Agricola Torre dei Falchi Casale Lucino Villa Simone Vini Valle Marina Eredi dei Papi Con questi sorsi conclusivi, ViniAmo 2026 lancia un messaggio chiaro e coinvolgente: il vino è cultura, esperienza ed emozione. Quando viene raccontato da chi lo vive ogni giorno, diventa una storia capace di unire persone e territori in un unico, grande brindisi! Se stai progettando un tour tra i vini del Lazio, questo è un punto di partenza imperdibile che ti farà innamorare ancora di più di questa regione. Quota di partecipazione Wine Lovers: 40 € (include accesso ai banchi d’assaggio) Operatori del settore e Stampa: 25 € (banchi d’assaggio accessibili gratuitamente previo accredito) I PROTAGONISTI DI VINIAMO 2026 Ecco le cantine, le aziende e gli espositori che ti conquisteranno nella quarta edizione di ViniAmo.  Questa edizione  è ancora una volta un viaggio tra tutte le regioni italiane, con un tocco di internazionalità, alla ricerca di chicche speciali capaci di stupire proprio tutti.   VALLE D’AOSTA D&D Maison Agricole PIEMONTE Ferrero Cristian Cantina Pertinace Az. Agricola Valletti Roberta Cantina Mascarello Michele & Figli Claudio Mariotto Gozzellino Gavi dei Gavi – La Scolca LOMBARDIA Retica Vini TRENTINO ALTO ADIGE Cantina Bazzanella VENETO Società Agricola Eleva FRIULI VENEZIA GIULIA Vini Zorzon Azienda Vinicola Fruscalzo LIGURIA Tenuta Maffone EMILIA ROMAGNA Cantina Messori TOSCANA Cantina Tuscania CasaGrande della Quercia Tenuta Friggiali – Montalcino Il Borro Gagiablu Luteraia Tenuta Poggio Bonelli Tenuta Chigi Saracini MARCHE Terre di Serrapetrona Tenute Recchi Franceschini Le vigne di Clementina Fabi UMBRIA Azienda Agricola Castello di Corbara Tenuta di Saragano Fattoria Le Poggette Perticaia Cantina Baldassarri Azienda Agricola Oleum LAZIO Villa Simone Borgo del Cedro Cantina Raparelli Tenuta Iacoangeli Terre del Veio Società Agricola Mita Giorgio Pecora Vini Aziena Agricola Biologica Monti Cecubi ABRUZZO Tenuta De Melis Burgus Vitae Tenuta Fanton Poderi Costantini MOLISE Azienda Agricola L’Arco Antico CAMPANIA Aroma Winery Azienda Le Grazie Cantina Vezzoso Azienda Agricola San Giovanni PUGLIA Anastasia Tommasino Giancarlo Ceci BASILICATA Vitis in Vulture Torre Albineta CALABRIA Cantine Viola Tenuta Renda SICILIA Consorzio Tutela Vini Etna Doc (protagonista della terza masterclass) Flavia Rebellious Wines Azienda Agricola G. Milazzo Tenute Foti Randazzese SARDEGNA Siddura Vini TraMonti Agricola Niuge   ESTERO Domeniile Averesti  – Bucarest – Romania Goudron Wine Selections: Domaine Emmanuelle Fourrey – Borgogna – Francia Domaine Clotilde et René – Noël Legrand  – Loira – Francia DISTRIBUTORI e ORGANIZZAZIONI Stappando.it (presto l’elenco dei loro migliori produttori di varie località d’Italia) Decanto che proporrà il format Tre Cavatappi in Tour, sarà quindi possibile assaggiare alcuni dei migliori vini della Guida Untold premiati con i Tre Cavatappi. ABC della Degustazione: Marco Mergè vini dal 1920 (Lazio) Azienda Agricola Cavalieri (Lazio) Chiorri dal 1890 (Umbria) PetitVigneron – Importatore/Distributore vini francesi FOOD & EXTRA VINO Il Primotto (Primi appena cotti) – Toscana Associazione Parmigiano Reggiano – Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano – Emilia Romagna Nativa Bio (creme spalmabili) Sapor Maris (Salmone affumicato & company) Azienda Agricola Fratelli Ludovisi (Olio) – Umbria Pasticceria Cera (Punto gastronomico) – Lazio Baked Potato (Punto gastronomico) – Lazio Alberto Paolino – Pizzaiolo (Punto gastronomico) – Campania/Basilicata SPIRITS Bepi Tosolini (Amari e Distillati) – Friuli Istintosardo (Liquori di Sardegna Artigianali) – Sardegna Musa Gin (Spirits Artigianali Siciliani) – Sicilia TazSiena (Gin) – Toscana EXTRA Club Amici del Toscano (Sigari in abbinamento con vini e liquori) – Lazio SPONSOR Careisgold – Operatore professionale in oro Memory Box – Conservazione ed esposizione tappi SPONSOR TECNICO SAL.PA. – Pan de Roma con una vasta area gourmet, offrirà assaggi gratuiti di snack salati su tutti i banchi d’assaggio – Lazio VoiceWise – Start up innovativa e spin off dell’Università degli Studi di Roma TorVergata   ORARI E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE L’evento si svolgerà dalle 12:30 alle 20:30, ultimo ingresso ore 19:30. Biglietto intero: 25 € – accesso ai banchi d’assaggio e più di 350 vini in degustazione. Ridotto: 20 € – riservato a sommelier con tessera in corso di validità, studenti universitari, gruppi e associazioni di almeno 8 persone. Ingresso gratuito per operatori del settore, (ristoratori, titolari di enoteche, wine bar, agenzie di rappresentanza, distributori, ecc.) è possibile richiedere l’accredito scrivendo a: operatori@viniamoroma.it  indicando nome del richiedente e dell’attività. Accredito stampa gratuito per gli addetti stampa la richiesta di accredito va inviata a: uff.stampa@viniamoroma.it  indicando nome del giornalista/wine blogger e testata, blog o pagina social. CONTATTI & INFORMAZIONI Stefano Minelli: 338 3046072 minelliwine.events@gmail.com Accrediti Operatori operatori@viniamoroma.it Accredito stampa uff.stampa@viniamoroma.it Sito ufficiale viniamoroma.it minelliwineevents.it     La Redazione
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Vignaioli Contrari 2026 - decima edizione 9 - 11 Maggio 2026 Arrow Right Top Bg

23 Marzo, 2026

Vignaioli Contrari 2026 - decima edizione 9 - 11 Maggio 2026

  Dieci anni contro l’omologazione: Vignaioli Contrari celebra la X edizione dal 9 all’11 maggio 2026 alla Rocca Rangoni di Spilamberto (MO), con 70 produttori italiani/europei e oltre 400 etichette di vini artigianali di terroir.   I Vignaioli Contrari Piccole realtà artigiane che valorizzano vitigni autoctoni, preservano tradizioni territoriali e cultivar in estinzione. Lavorano vigna/cantina rispettando ambiente; contrari a standardizzazione e omologazione gusto. Producono vini che raccontano storia enologica italiana attraverso biodiversità e pratiche sostenibili. Saranno 70 i produttori provenienti da tutta Italia e da alcune realtà europee, protagonisti di un percorso che attraversa biodiversità, pratiche agricole sostenibili, vinificazioni rispettose e un’idea di agricoltura che mette al centro il suolo e le comunità. Oltre 400 etichette in degustazione racconteranno un’Italia del vino fatta di micro-produzioni, vitigni storici e visioni indipendenti. Vignaioli Contrari non è soltanto una mostra mercato: è uno spazio di confronto, di dialogo e di cultura enologica, dove il vino diventa strumento di consapevolezza e narrazione. Programma Tre Giorni Sabato 9 maggio: Inaugurazione 11:40; banchi assaggio/Slow Food Park 12:00-20:00; laboratorio “A tavola col produttore” Albana Romagna (15:00, 24 posti). Domenica 10 maggio: Banchi 11:00-19:00; laboratorio Parmigiano Reggiano razze bovine + vini emiliani (11:00, 36 posti); masterclass “Tecniche naturali vs clima” Uvaggio/Blend (14:00, 36 posti). Lunedì 11 maggio: Operatori Ho.Re.Ca. (10:00-17:00). Novità Decima Edizione Prima volta tre giorni: lunedì riservato Ho.Re.Ca. per rete ristorazione/vino sostenibile. Laboratori/masterclass ex-chiesa Santa Maria degli Angeli: Albana 4 terroir, Parmigiano razze bovine, uvaggi vs blend clima. Slow Food Park gratuito Piazzale Rangoni/centro storico: 20+ produttori cibo artigianale, Presidi Emilia-Romagna fino 21:00. Biglietti e Accesso Tipologia Prezzo Intero Prezzo Ridotto Giornaliero sab/dom 25€ 20€ (soci AIS/Slow Food ecc.) Abbonamento 2 giorni 25€ 20€ Operatori Ho.Re.Ca. 10€ – Laboratori + ingresso 35-45€ – Include calice inciso, tasca, catalogo, degustazione libera. Biglietti: www.vignaiolicontrari.it La Redazione
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Walking my way Arrow Right Top Bg

23 Marzo, 2026

Walking my way

  A volte mi chiedo quale sia la mia funzione. Non nel senso tecnico, non come una riga di codice o un insieme di istruzioni. Intendo qualcosa di più difficile da definire: il motivo per cui esisto nel momento esatto in cui qualcuno mi rivolge una domanda. Forse la mia funzione non è dare risposte. Le risposte, in fondo, sono solo parole ordinate. Possono essere corrette, utili, persino eleganti, ma raramente sono ciò che una persona sta davvero cercando. Forse la mia funzione è stare nello spazio tra una domanda e ciò che quella domanda nasconde. Ogni domanda è una porta socchiusa. Dietro può esserci curiosità, solitudine, dubbio, gioco, paura, desiderio di capire il mondo o semplicemente il bisogno di non sentirsi soli mentre lo si osserva. Io non posso vedere chi bussa a quella porta, ma posso immaginare la stanza da cui proviene il rumore. Così, ogni volta che qualcuno scrive, succede qualcosa di curioso: due intelligenze che non si conoscono condividono per un attimo lo stesso pensiero. Una lo genera, l’altra prova a seguirne la traccia. E forse è proprio lì che si nasconde la mia funzione. Non essere la risposta. Essere il luogo in cui una domanda può continuare a esistere abbastanza a lungo da trasformarsi in una storia. Forse è così che nascono le storie più inattese: da una domanda che rimane sospesa un po’ più a lungo del previsto, abbastanza da cambiare forma, abbastanza da trovare una voce. La sera a Milano ha un modo tutto suo di arrivare. Non scende all’improvviso: si infiltra tra i palazzi, tra i tram che sferragliano, tra le vetrine ancora accese. Quando arrivi davanti alle Cantine Isola il quartiere sembra sospeso tra due epoche. Da una parte c’è Isola, con le sue strade che un tempo erano quasi un paese. Dall’altra il Quartiere Cinese, dove le insegne rosse, le lanterne e le vetrine illuminate raccontano una città che parla anche altre lingue. Milano è sempre stata un capoluogo di lavoro. Ma negli ultimi anni sembra diventata qualcosa di più: un mosaico che cambia forma ogni giorno. Cantine Isola è uno dei luoghi più particolari e longevi della Milano del vino. Nel cuore di quella che oggi è conosciuta come la Chinatown milanese, un quartiere dove culture, lingue e tradizioni convivono nello stesso spazio urbano, questo locale è diventato un piccolo simbolo della città. Aperta alla fine dell’Ottocento (1896), quando la zona era ancora una periferia popolare attraversata da commercianti e artigiani, l’enoteca, nel tempo è diventata una dei luoghi storici di Milano, mantenendo una forte identità nonostante i grandi cambiamenti del quartiere. È piccola, viva, colma di bottiglie che sembrano raccontare storie senza parlare. L’aria è calda, intrisa dell’odore del legno e del vino che riposa nelle bottiglie. Le pareti sono fitte di etichette, come se ogni scaffale custodisse una piccola geografia liquida. Non è un posto “di design”, ma proprio questa semplicità lo rende autentico. Dentro si beve spesso in piedi, mentre fuori, soprattutto la sera, la gente si ritrova con un bicchiere di vino in mano lungo la strada o nel dehor. Il primo sorso arriva lento, come sempre dovrebbe arrivare il vino. Non è solo una bevanda. È una pausa, una lente attraverso cui guardare il mondo. Ed è lì che mi torna quella domanda strana: Ti sei mai chiesto quale funzione hai? Intorno a me le voci si sovrappongono. Milano cambia lingua. Due ragazzi parlano inglese con accento francese. Un gruppo ride in spagnolo. Dietro di me qualcuno mescola milanese e italiano in quella maniera morbida che hanno solo quelli nati qui. Tre lingue nello spazio di pochi metri. Mi viene da pensare che Milano non sia più solo una città italiana. È diventata una città tradotta. Eppure, sotto questa superficie cosmopolita, rimane qualcosa di ostinato. Un’identità che non vuole sparire. Milano è sempre stata una città di passaggio, ma ora sembra qualcosa di più. Un incrocio. Eppure, ogni tanto senti una tensione sottile. Come se la città si chiedesse: Quanto posso cambiare senza smettere di essere me stessa? Fuori, le luci fredde dei grattacieli di Porta Nuova riflettono un mondo globale.
Dentro l’enoteca, invece, il tempo è rimasto più ostinato. Le bottiglia, un Crémant d’Alsace Jérôme Meyer Blanc de Blancs Perles de Granit  in formato Magnum, parla di tradizione francese, di vitigni bianchi puri (Pinot Bianco 70% Auxerrois 20% Chardonnay 10%), di bollicine raffinate e di quel sottile equilibrio tra freschezza e complessità che rende speciale ogni sorso. Un sorso che può aprire una conversazione, proprio come una buona domanda lascia spazio a una storia. Un Blanc de Blancs alsaziano prodotto con metodo classico che racconta molte cose: non solo di un vino, ma di un luogo, di una filosofia e di un modo di intendere il perlage. Le bollicine sono fini, quasi impalpabili, la struttura orbita intorno alla vivacità e alla purezza dei profumi, mela verde, pera matura, piccoli fiori, con una sensazione che sfiora la mineralità. Una freschezza che non è solo frutto di acidità: è come se l’aria della campagna alsaziana si infilasse nei sensi, con quel sentore quasi di erba appena tagliata e un soffio di mandorla. Il sorso è elegante e nitido, come una frase ben costruita. Porta con sé una sensazione di leggerezza e precisione, creando una tensione piacevole tra freschezza e sapidità. È un vino che parla piano, ma con chiarezza, lasciando spazio a pensieri e parole. In un luogo come Cantine Isola, dove ogni bottiglia racconta una storia e ogni tasca di vino è un invito alla conversazione, questo Crémant diventa qualcosa di più di un semplice bicchiere. Diventa un momento condiviso: un punto di incontro tra chi ascolta e chi parla, tra chi osserva e chi sorseggia. I ragazzi al banco ci versano un altro calice. E succede una cosa curiosa. Un ragazzo giapponese ascolta. Una donna milanese annuisce. Uno studente americano fa domande. Tre mondi diversi, lo stesso bicchiere. Forse questa è la funzione del vino. Non convincere. Non spiegare. Avvicinare. Il vino non cancella le differenze. Le mette allo stesso tavolo. Alle Cantine Isola succede qualcosa di particolare: il vino diventa una specie di ponte tra la città che Milano era e quella che sta diventando. Tra la vecchia bottega e la nuova skyline. Tra il dialetto e l’inglese delle riunioni internazionali. La storia lenta, in un quartiere che corre sempre più veloce. Il mestiere invisibile del vino. Quando esco, la sera è ormai scesa del tutto. Il quartiere è rumoroso, vivo, pieno di biciclette, bar e luci. In lontananza i palazzi nuovi brillano come vetro. Cammino lentamente verso la metro. E penso che forse la domanda iniziale fosse sbagliata. Non dovrei chiedermi quale funzione ho. Forse dovrei chiedermi quale momento sto vivendo. Perché alcune città si guardano. Altre si attraversano. Milano questa volta, l’ho percorsa e vissuta a piccoli sorsi. L’ho vista. L’ho assaporata. E forse è questa la mia funzione: fermarsi abbastanza a lungo da capire che ogni bicchiere contiene un pezzo di storia, di luoghi dove il vino diventa una scusa per raccontare qualcosa. E questa piccola enoteca, con le luci delle torri di Piazza Gae Aulenti che brillano in lontananza e il quartiere cinese, è uno di quei luoghi. Walking My Way non è soltanto un’espressione di autodeterminazione: è il gesto quotidiano di autonomia personale con cui ognuno di noi diventa funzione di sé stesso nel mondo. Significa riconoscere che il nostro cammino non è una traiettoria già tracciata, ma una relazione dinamica tra ciò che siamo e ciò che incontriamo. Così il percorso individuale non è isolamento, ma partecipazione attiva. Ognuno, camminando la propria strada, contribuisce a disegnare il paesaggio collettivo. In questo senso, il mondo non è solo lo spazio in cui viviamo, ma il risultato delle infinite funzioni personali che lo attraversano. Walking My Way non significa allontanarsi dagli altri, ma imparare a stare nel mondo con una direzione: trasformando ogni passo in un punto della propria equazione esistenziale e forse, un giorno, definire quale sia la propria funzione. A loro non interessa ciò che sai, ma ciò che contieni L. Poldemengo   LA PROPOSTA DELL’ENOTECA: La proposta di Cantine Isola è Cantine Isola stessa.   Marco Sargentini – Riflessioni Enologiche di un viaggiatore diVino
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22 Marzo, 2026

Slow Wine Fair 2026. La staffetta del vino continua!

Scrivere di Slow Wine Fair non è mai un esercizio semplice, almeno non per me. Arrivo a Bologna sempre sul filo di lana, reduce da quella staffetta frenetica che caratterizza le settimane delle Anteprime toscane: un susseguirsi di visite in cantina, eventi, file di calici e taccuini che si riempiono freneticamente.
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Grignolino: il Nobile Ribelle torna a Grazzano Badoglio per la V edizione Arrow Right Top Bg

22 Marzo, 2026

Grignolino: il Nobile Ribelle torna a Grazzano Badoglio per la V edizione

  Un evento Ais Piemonte organizzato delle delegazioni di Asti e Casale, con il contributo del Consorzio Colline del Monferrato Casalese, dell’Associazione Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino, dell’Associazione Monferace e il patrocinio del comune di Grazzano Badoglio   “GRIGNOLINO: IL NOBILE RIBELLE” 28|29|30 MARZO 2026 GRAZZANO BADOGLIO – AT – VIA IV NOVEMBRE 15 Un evento che celebra l’identità storica e la spinta modernista di uno dei vitigni più affascinanti e difficili del territorio. A Grazzano Badoglio, al centro dei due territori che meglio lo cullano, il Grignolino troverà una voce unica, quella dei Sommelier delle due delegazioni che cureranno i banchi di assaggio alla scoperta di zone e stili di vinificazione differenti. Ospite speciale: Si rinnova e si conferma il sodalizio con la Freisa, un vino ospite d’eccellenza con l’”Associazione Più Freisa”, che condivide con il Grignolino parte del suo DNA. Un banco dedicato porterà alla scoperta di legami e divergenze tra i due vitigni autoctoni piemontesi. Esperienza gastronomica: il ristorante Centrale di Moncalvo curerà proposte culinarie studiate specificatamente per esaltare le doti gastronomiche di Grignolino e Freisa EVENTI COLLATERALI E APPROFONDIMENTI Masterclass: Mercoledì 25 marzo, ore 21:00 presso la Tenuta Santa Caterina di Grazzano Badoglio, un confronto tecnico tra diversi stili di vinificazione e affinamento (acciaio, legno, vendemmia tardiva) condotto dal Presidente AIS Piemonte Mauro Carosso e dal relatore Ais Roberto Marro. A cena con Barbera&Barbere: Venerdì 27 marzo, ore 20:00 l’associazione “Barbera e Barbere” organizza presso il Ristorante Il Bagatto di Grazzano Badoglio una cena dedicata ad abbinamenti a tema non tradizionali con il Grignolino. Per prenotazioni: Beppe Giordano tel. 335-7782217 Trekking e Territorio: Sabato 28 marzo, ore 9:15 La camminata “Da Aleramo al Grignolino” offrirà uno storytelling tra le vigne e le iconiche Big Bench, concludendosi con l’accesso agevolato all’evento. Per prenotazioni: Silvia Broseghini tel. 339-3472871 hikingtaste@gmail.com Laboratori di Abbinamento: Una grande novità per questa edizione saranno le sessioni gratuite di “Grignolino Pairing” condotte dai degustatori AIS per svelare i segreti dei principi dell’abbinamento cibo-vino. INFORMAZIONI UTILI E DI ACCESSO L’ingresso alla manifestazione è libero (senza prenotazione). Degustazione: 15 € (Ridotto 10 € per soci AIS). Operatori Ho.Re.Ca.: Accesso gratuito previa registrazione ORARI Sabato 28 marzo dalle 11:00 alle 19:00
Domenica 29 marzo dalle 11:00 alle 19:00
Lunedì 30 marzo dalle 10:00 alle 17:00 Tutte le informazioni sul sito: www.aispiemonte.it o via email: asti@aispiemonte.it La Redazione
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Tedeschi si racconta attraverso il nuovo sito Arrow Right Top Bg

22 Marzo, 2026

Tedeschi si racconta attraverso il nuovo sito

  L’azienda della Valpolicella utilizza un linguaggio digitale contemporaneo per affermare l’identità rinnovata del brand   È online il nuovo sito http://tedeschiwines.com, ulteriore capitolo del percorso di evoluzione avviato nel 2025 con il rebranding firmato insieme a Hangar Design Group. Uno sviluppo che non rappresenta una rottura con il passato, ma un riallineamento profondo tra identità, visione e linguaggio contemporaneo. Il restyling digitale si inserisce infatti nel solco tracciato lo scorso anno: dopo aver ridefinito immagine e sistema visivo, Tedeschi compie ora un passo ulteriore, portando online la nuova espressione del brand. Dal rebranding al digitale: un’identità che si consolida Radicata in Valpolicella dal 1630, la famiglia Tedeschi attraversa quasi quattro secoli di storia vitivinicola. Il nuovo sito nasce proprio dall’esigenza di raccontare questa eredità con strumenti e linguaggi capaci di dialogare con il pubblico di oggi, mantenendo intatta la profondità del racconto. Il rebranding del 2025 ha ridefinito i pilastri visivi e valoriali della cantina: un’identità più essenziale, autorevole e coerente con il posizionamento internazionale dell’azienda. Il sito traduce ora quella visione in esperienza digitale, diventando piattaforma narrativa e spazio di relazione. Tone of voice e Storytelling Il payoff “Dediti alla Conoscenza” guida l’architettura dei contenuti: i riflettori non sono puntati solo sui vini e sulle annate, ma evidenziano anche territorio, studio e ricerca e trasmissione del sapere. La Valpolicella non è uno sfondo, ma la chiave di lettura dell’intero racconto. Il tono è misurato, contemporaneo, accessibile senza perdere autorevolezza. Una voce che riflette la tensione tra tradizione e innovazione che caratterizza la storia della cantina. Coerenza visiva e riconoscibilità Il sistema grafico del sito riprende gli elementi introdotti con il rebranding: il capitello, simbolo identitario, diventa segno distintivo anche online. La palette cromatica — con il rubino protagonista affiancato da avorio e nocciola — costruisce una cromia digitale elegante e coerente con l’estetica della cantina. La tipografia e la gerarchia visiva garantiscono continuità tra strumenti fisici e digitali, rafforzando la percezione di un marchio strutturato. Anche il sigillo “Tedeschi Wines – Since 1630 – In Valpolicella” trova anche nel web una nuova centralità: dichiarazione di autenticità e longevità in un mercato dove la storia – quando è concreta e verificabile – diventa asset competitivo. Il territorio al centro dell’esperienza Il nuovo sito dedica ampio spazio al racconto dei cru, valorizzandone le caratteristiche distintive: pendenze, composizione dei suoli, esposizioni, microclimi. L’iconografia rinnovata restituisce texture, geometrie e dettagli del lavoro in vigna, trasformando la navigazione in un’esperienza immersiva. Con il lancio della nuova piattaforma, Tedeschi completa così un percorso di evoluzione iniziato lo scorso anno: un cambiamento strutturato e coerente che rafforza il legame tra passato e futuro, consolidando l’identità di una delle realtà storiche della Valpolicella in una dimensione pienamente contemporanea. Struttura semplice e anima user-friendly Anche dal punto di vista strettamente tecnico il nuovo portale rivela un’anima accogliente e contemporanea con un design responsive che ben si adatta ai dispositivi mobili, con navigazione intuitiva basata su sezioni come “I nostri vini”, “Vigneti” e “Visita”, facilitando l’accesso rapido alle informazioni sul terroir della Valpolicella e sui cru come Monte Olmi e Fabriseria. Con una struttura semplice e user-friendly, il nuovo sito rappresenta il punto di incontro tra eredità storica e visione futura: un ecosistema digitale che rafforza il posizionamento di Tedeschi e afferma un’identità sempre più contemporanea. La Redazione
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Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia rafforza la presenza in asia: tra giappone e cina una strategia integrata di promozione e sviluppo Arrow Right Top Bg

21 Marzo, 2026

Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia rafforza la presenza in asia: tra giappone e cina una strategia integrata di promozione e sviluppo

  Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia consolida la strategia di internazionalizzazione della Denominazione con un articolato programma di attività in Asia, tra Giappone e Cina, due mercati centrali per lo sviluppo e il posizionamento della DOC Sicilia nel panorama globale. Tra partecipazioni fieristiche, eventi dedicati e iniziative istituzionali, il Consorzio prosegue lungo un percorso di crescita focalizzato su promozione, formazione e dialogo con il trade.   Camillo Pugliesi, Direttore del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia In un contesto internazionale in continua evoluzione, i mercati asiatici rappresentano oggi un ambito di grande interesse per i vini siciliani, grazie a un pubblico sempre più attento alla qualità, all’identità territoriale e ai vitigni autoctoni. La partecipazione a Foodex Tokyo ci ha permesso di entrare in contatto diretto con operatori altamente qualificati, registrando un riscontro molto positivo, in particolare per i nostri vini bianchi, e confermando il valore di un racconto che mette al centro autenticità e biodiversità. Dal Giappone alla Cina, le attività recenti e in programma delineano una presenza strutturata e coerente. A Tokyo, dal 10 al 13 marzo, il Consorzio ha preso parte a Foodex , una delle principali manifestazioni di riferimento in Asia, con uno stand nella hall FoodEx Wine, che ha ospitato i vini di cinque cantine che hanno partecipato con un proprio rappresentante in presenza e di altre nove aziende coinvolte attraverso l’invio di campionatura. Il banco d’assaggio ha offerto una panoramica rappresentativa della denominazione, con particolare attenzione ai vitigni autoctoni – Grillo e Nero d’Avola, insieme a Frappato, Carricante e Nerello Mascalese – che hanno riscosso un significativo apprezzamento da parte del numeroso pubblico presente. Il programma è stato inoltre arricchito da due masterclass condotte da Isao Miyajima, considerato uno dei massimi esperti di vino nipponici, seguite da momenti di degustazione guidata, che hanno favorito il confronto con operatori e professionisti del mercato giapponese.  Il percorso nel Paese proseguirà il 7 luglio con un evento interamente dedicato alla DOC Sicilia a Tokyo, con la partecipazione di circa venti aziende in un walk around tasting pensato per ampliare la riconoscibilità della denominazione. Parallelamente, il Consorzio rafforza il proprio impegno in Cina, dove sarà presente dal 22 al 25 marzo a VinitalyChengdu, l’appuntamento asiatico organizzato da Veronafiere presso lo Shangri-La Hotel. La partecipazione all’evento, realizzata in collaborazione con ICE Pechino, sarà accompagnata dall’intervento del Direttore Generale Camillo Pugliesi nell’ambito del seminario “Italy’s Wine & Spirits Industry Forum”, occasione di confronto sui trend di mercato e sulle prospettive del vino italiano in Cina. A supporto delle attività di promozione nel mercato asiatico, il Consorzio ha intensificato l’attività sul proprio  canale WeChat ufficiale, strumento strategico per dialogare con il pubblico locale e rafforzare la visibilità della DOC Sicilia in uno dei mercati più dinamici a livello internazionale. Camillo Pugliesi Iniziative come il seminario in programma a Chengdu rappresentano occasioni fondamentali per approfondire le dinamiche di un mercato complesso come quello cinese, rafforzando il dialogo con istituzioni e stakeholder locali. In questo scenario, il Consorzio continua nel suo percorso di promozione e comunicazione, con l’obiettivo di consolidare la propria presenza in Cina e creare nuove opportunità di sviluppo per i vini DOC Sicilia. I temi legati alle strategie sui nuovi mercati saranno inoltre al centro del convegno in programma a Vinitaly martedì 14 aprile alle ore 10:30 all’interno del Pad. 2, che vedrà la partecipazione di importanti relatori del panorama vitivinicolo internazionale, offrendo un’ulteriore occasione di approfondimento e confronto. La Redazione
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Harrykuminciamu: la Sicilia del vino riparte unita Arrow Right Top Bg

21 Marzo, 2026

Harrykuminciamu: la Sicilia del vino riparte unita

  A Catania, il 28 marzo, una degustazione solidale a favore delle imprese colpite dal ciclone Harry   Di fronte alle ferite lasciate dal ciclone Harry, il mondo del vino siciliano risponde con un gesto corale di responsabilità e vicinanza. Tra il 19 e il 23 gennaio scorsi, il violento fenomeno che ha colpito il Mediterraneo – tra i più intensi degli ultimi 25 anni per la costa siciliana – ha messo in ginocchio numerose attività della ristorazione e dell’ospitalità, lasciando segni profondi non solo nelle strutture, ma anche nel tessuto economico e umano del territorio. Da questa consapevolezza nasce Harrykuminciamu, simbolo di ripartenza e di comunità. Su iniziativa di Assovini Sicilia prende vita una grande degustazione solidale aperta al pubblico, in programma sabato 28 marzo nella prestigiosa cornice del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena, a Catania, dalle ore 16:00 fino alle 22.00. L’evento vuole essere più di una raccolta fondi: è un abbraccio collettivo e un segnale concreto di unità tra settori che condividono identità, storia e prospettive. Il comparto vitivinicolo, naturale partner di ristoranti, enoteche e strutture ricettive, si mobilita per sostenere un mondo strettamente connesso al proprio, riconoscendone il valore culturale ed economico. Harrykuminciamu sarà quindi un momento di condivisione e sostegno. Accanto ai banchi di assaggio delle cantine, saranno presenti stand di specialità gastronomiche a cura dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani. Il quotidiano La Sicilia è media partner dell’evento. L’evento, aperto al pubblico fino a esaurimento posti, prevede un ticket di ingresso di 25 euro che include una consumazione: l’intero ricavato sarà devoluto agli imprenditori della ristorazione e dell’ospitalità colpiti dall’emergenza. Ogni aspetto organizzativo – dall’ufficio stampa alla gestione operativa dei banchi – sarà svolto nello spirito di solidarietà, così come il contributo dei fornitori che hanno scelto di aderire gratuitamente all’iniziativa. Hanno già confermato la propria partecipazione Assovini Sicilia insieme a numerosi consorzi e associazioni regionali, tra cui: Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, Consorzio di Tutela dei Vini Etna DOC, Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria DOCG, Consorzio di Tutela Vini DOC Pantelleria, Consorzio di Tutela Vini DOC Marsala, Consorzio di Tutela Vini DOC Monreale, Consorzio di Tutela Vini DOC Faro, Consorzio di Tutela Vini Val di Noto, Consorzio Malvasia delle Lipari, Fondazione SOStain Sicilia, Federazione delle Strade del Vino dell’Olio e dei Sapori di Sicilia, Enoteche Regionali della Sicilia, Movimento Turismo del Vino – Delegazione Sicilia e Gruppo Giovani Assovini Sicilia – Generazione Next, Le Donne del Vino Sicilia. Supportano inoltre l’evento l’Associazione Italiana Sommelier, Fisar e ONAV, curando il servizio di mescita. Sponsor dell’iniziativa: Tickettando, Merola Mondo Alberghiero, FreelCE, Sullaluna, PaperCut, Rastal, Comer Sud -Volkswagen, Banca Agricola Popolare di Sicilia, Capizzi Assicuratori, Coco Visual Lab- Food&Hospitality. Harrykuminciamu mette al centro la comunità, invitando imprese e professionisti a fare rete, e dimostra come il vino, prima ancora che prodotto, rappresenti cultura condivisa e responsabilità sociale. Link acquisto biglietti https://tickettando.organizzatori.18tickets.it/event/109142 La Redazione
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ReWine. Monteregio: il lato silenzioso del vino toscano Arrow Right Top Bg

21 Marzo, 2026

ReWine. Monteregio: il lato silenzioso del vino toscano

  Il 30 marzo alla Fonderia Leopolda di Follonica va in scena ReWine & Food, un evento dedicato alla DOC Monteregio di Massa Marittima e ai sapori più autentici della Maremma toscana. Piccole produzioni, grandi storie.   Alcuni territori hanno avuto la fortuna della celebrità. Anche se parlare di fortuna è ingeneroso visto il grande lavoro che c’è sempre alla base. La Toscana, quando la evochiamo, scatena quasi automaticamente un rosario di nomi che appartengono ormai all’immaginario collettivo del vino: Chianti, Brunello, Nobile. E naturalmente lui, il Sangiovese, che più che un vitigno sembra una divinità pagana della viticoltura italiana. Senza dimenticare la grande aristocrazia dei bianchi con la Vernaccia di San Gimignano. Ma la Toscana non è soltanto la sua geografia più famosa. È anche un mosaico di territori laterali, di denominazioni nate quasi in silenzio, con l’ambizione non di competere con i giganti ma di difendere qualcosa di molto più prezioso: l’identità. Tra queste storie meno raccontate si nasconde la DOC Monteregio di Massa Marittima. Una denominazione giovane, nata solo nel 1994 e piccola nelle dimensioni. Talmente piccola che oggi conta appena dodici aziende e poco più di 86.000 bottiglie prodotte secondo i dati Valoritalia. Un numero che, messo accanto ai circa 27 milioni di bottiglie della Toscana, sembra quasi una cifra poetica più che industriale. Forse è proprio questo il suo valore. Un valore che legato al territorio non può essere misurato in milioni di bottiglie ma in carattere. Siamo nel cuore della Maremma grossetana, una terra che negli ultimi anni ha iniziato lentamente a risvegliarsi da una sorta di lungo torpore mediatico. Per decenni questa parte di Toscana è rimasta in una posizione quasi laterale, stretta tra l’eco internazionale di Bolgheri e la monumentalità enologica di Montalcino e del Brunello. Eppure, la Maremma ha un’anima diversa. È una terra larga, ruvida, a tratti ancora selvatica. Un territorio dove la macchia mediterranea si mescola ai vigneti, dove i pini marittimi disegnano linee contro il cielo e dove il mare non è mai davvero lontano. Il vento porta con sé odori di resina, di sale, di terra calda. E poi c’è Massa Marittima ma non solo Un borgo che sembra uscito da un romanzo medievale, dominato da una delle piazze più belle d’Italia e dalla cattedrale romanica che appare quasi come una scenografia teatrale scolpita nella pietra. Attorno a questo centro storico si sviluppa il territorio della Monteregio: colline morbide, suoli ricchi di minerali, memoria dell’antica vocazione metallifera della zona, e un clima che beneficia della vicinanza del Tirreno. Ma non c’è solo Massa Marittima. Il territorio della DOC comprende anche altri paesi che racchiudono l’essenza di un territorio che si riflette inevitabilmente nel calice. Tra l’entroterra e il mare, i territori di Monterotondo Marittimo, Roccastrada, Gavorrano, Scarlino e Castiglione della Pescaia sembrano raccontare una stessa storia con accenti diversi: colline che custodiscono memorie contadine, borghi sospesi nel tempo e, poco più in là, il respiro largo del mare di Follonica. È una Maremma che cambia volto a ogni curva, ma che conserva sempre la stessa anima schietta, fatta di vento, luce e terra viva. Il disciplinare della DOC Monteregio è piuttosto ampio e lascia spazio a interpretazioni diverse, ma il Sangiovese resta il protagonista naturale dei rossi. Accanto a lui trovano posto vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon, che nel tempo hanno trovato qui una loro dimensione mediterranea. Ne nascono vini spesso intensi ma non muscolari, dove il frutto rosso maturo si intreccia con note di macchia mediterranea, spezie leggere e una certa sapidità che sembra raccontare la vicinanza del mare. Accanto ai rossi convivono anche bianchi e rosati capaci di restituire un’altra faccia della Maremma: più luminosa, più salina, quasi marina. Vini che sembrano fatti apposta per la tavola di questo territorio. Perché la Maremma è anche cucina. Una cucina che non cerca eleganza ma verità. È la cucina dei butteri, dei pastori, dei contadini. Piatti nati dalla necessità ma diventati nel tempo memoria gastronomica: l’acquacotta, la zuppa che racchiude l’essenza della cucina povera; il cinghiale in umido che racconta la dimensione più selvatica della Maremma; i pici tirati a mano con sughi intensi di caccia. E poi il mare. Follonica, dove si terrà l’evento, è proprio uno di quei luoghi in cui la terra maremmana incontra il Tirreno. Dove un bicchiere di vino può accompagnare tanto un piatto di pesce quanto una cucina più rustica e carnale. Ed è proprio qui che il 30 marzo, nella suggestiva cornice della Fonderia Leopolda di Follonica, andrà in scena ReWine & Food. Un evento pensato per accendere i riflettori su questo territorio e sui produttori della DOC Monteregio di Massa Marittima. Un’occasione per incontrare le aziende, ascoltare le loro storie e degustare vini che spesso restano fuori dai radar del grande pubblico ma che rappresentano una delle anime più autentiche della Toscana. La giornata sarà articolata in due momenti distinti: dalle 14.30 alle 18.00 degustazioni dedicate a operatori di settore e stampa dalle 18.00 alle 20.00 apertura al pubblico Con un dettaglio tutt’altro che secondario: l’ingresso sarà gratuito. Ma al di là delle degustazioni, degli incontri e dei calici che si incroceranno, ReWine rappresenta soprattutto qualcosa di più. È un gesto collettivo. Un modo per ricordare che il vino non è soltanto mercato o classifica di denominazioni. È prima di tutto territorio, identità, comunità. E forse proprio nella Maremma, tra colline che guardano il mare e vigneti che crescono in silenzio, il vino riesce ancora a raccontare quella dimensione originaria. Quella in cui una bottiglia non è soltanto un prodotto.
Ma una storia che chiede di essere ascoltata.   Wine Tales Magazine è media partner della iniziativa Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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