Dentro GioVe e MaGiA. L'anima effervescente e familiare di Giorgio Venica
15 Dic 2025
Vigne e orizzonti

Dentro GioVe e MaGiA. L’anima effervescente e familiare di Giorgio Venica

 

A novembre, nella piccola cantinetta della sua casa a Cormons, Giorgio Venica ha presentato uno dei progetti più personali e intimi della sua vita: un metodo classico nato per la famiglia, cresciuto quasi in segreto, oggi pronto a mostrarsi al mondo.

La cornice è la sua cantinetta firmata Andrea Grattoni: legno, atmosfera calda, luci soffuse.

Un evento piccolo, raccolto, familiare. Musica perfettamente calibrata e compagnia di ottimo livello. Una serata stupenda.

Il progetto si chiama GioVe e MaGiA, un metodo classico nato “per casa”. Non poteva chiamarsi in nessun altro modo.Dentro GioVe e MaGiA. L'anima effervescente e familiare di Giorgio Venica

Giorgio è uno dei due fratelli della storica Venica & Venica, azienda fondata dal nonno e dal padre.

Nel 2023, per varie ragioni, decide di uscire dalla realtà di famiglia, e qui c’è un dettaglio che cambia tutto: dal 2005, Giorgio produceva per sé, per casa sua, un piccolo metodo classico destinato a feste, compleanni, pranzi domenicali.

Una produzione “segreta”: 2005, 100 bottiglie poi una barrique, poi due, tre… fino a quattro barrique. Oggi qualcuna in più, rimanendo comunque un progetto di nicchia.

Blend inizialmente di  Pinot Nero e una piccola parte di Chardonnay, oggi 100% Pinot nero con il “in clair” che affina in barriques prima del tiraggio, e dalla sorprendente longevità.

Una produzione “di casa”, spontanea, che diventa una tradizione familiare.

Dal 2015 la produzione diventa dichiarata: Giorgio ci crede davvero. Quando lascia l’azienda nel 2023, porta con sé tutte le bottiglie e decide di farle affinare in un luogo unico: un bunker della Prima Guerra Mondiale nel Carso Isontino, a 13°C costanti.

Un posto silenzioso, profondo, perfetto per una lunga sosta sui lieviti.

La Serata inzia con un aperitivo in soggiorno. Il Rosato di Marta, sua figlia che produce vino con il suo progetto Martissima.

Dentro GioVe e MaGiA. L'anima effervescente e familiare di Giorgio VenicaL’aperitivo è semplice ma già emozionante: Rosato 2024 di Marta (Pinot Nero) con abbinato un prosciutto leggermente affumicato di D’Osvaldo.

Il rosato è fresco, lamponato, fruttato, beverino ma con sostanza: un rosato da pesce alla griglia, non solo da aperitivo.

Marta conferma una mano moderna, precisa, coraggiosa.

Dentro GioVe e MaGiA. L'anima effervescente e familiare di Giorgio VenicaSegue la cena nella cantinetta. Una cena “molto francese” curata da Chef Fares siriano, ingegnere di formazione, attuale chef all’Agriturismo Ronchirò.

Giorgio racconta con affetto che erano vicini di casa quando lavorava ancora in azienda.

Il menù parla francese: Risotto allo Champagne con uova di trota, Tajarin con consommé, Chateaubriand al sangue con verdure al forno

Un viaggio gastronomico perfetto per accompagnare l’universo di GioVe.

 

Come nasce il nome: GioVe e MaGiA

Originariamente il progetto doveva chiamarsi solo GioVe, il soprannome che Giorgio ha sempre usato, anche nei rally, scritto sulle tute da pilota. Ma il marchio così non era registrabile: serviva una seconda parola. Giorgio non trova nulla che lo convinca. La soluzione arriva dalla moglie Virginia:

Potresti aggiungere Magia.

Perché Magia? Perché è l’acronimo delle tre figlie: MA – Marta, GI – Giulia, A – Adelaide. In ordine di età.

Un nome che diventa casa, famiglia, radici. Un nome che unisce lui e loro. Un progetto nato per la famiglia e che continua a portarne il segno.

Così nasce GioVe MaGiA: Giorgio + le sue tre figlie.

 

L’etichetta: un autoritratto di vita

L’etichetta è stata un percorso lungo. Giorgio aveva molte bozze ma nessuna lo rappresentava davvero.

Marta lo spronava:

Papà, l’etichetta deve parlare di te.

Dentro GioVe e MaGiA. L'anima effervescente e familiare di Giorgio VenicaLa soluzione arriva con l’artista Ivana Burello, della quale Giorgio aveva già un quadro in casa.

Ivana ascolta la storia, assorbe i dettagli e realizza un’etichetta che è un piccolo romanzo illustrato:

Il trattore Same e qui il racconto di quando, a 11 anni, Giorgio guidò un trattore fino a Cividale, seguito dal padre.

Un Friuli che non c’è più.

Il verde delle vigne ovvero Il Collio, la terra, la natura, la sua grande passione, la campagna

La pista, la macchina, la bandiera a scacchi e l’altra grande passione ovvero quella per i rally, la vita di corsa, l’adrenalina.

Un’etichetta non estetica, ma vera, che racconta un uomo più che un vino.

 

Come viene prodotto oggi GioVe e MaGiA

Oggi GioVe MaGiA è un metodo classico ancora più identitario e rigoroso.

Le uve sono esclusivamente Pinot Nero. La vendemmia viene fatta nel momento esatto in cui si bilanciano: acidità, maturazione e struttura senza seguire la maturità fenolica completa,

altrimenti avremmo una bolla da 14% vol

dice Giorgio.

Un volta fermentato il vin clair affina in barrique, come ha sempre fatto, prima del tiraggio, che avviene il Venerdì Santo. Una scelta che segue le fasi lunari, in cui Giorgio crede profondamente. E Qua ci racconta un bellissimo aneddoto: all’inizio era scettico sulle idee biodinamiche della figlia Marta. Poi, vedendo i benefici, ha completamente cambiato prospettiva. Lunga la sosta sui lieviti nel bunker di San Michele.

Poche bottiglie: circa 1500 l’anno. Sboccatura manuale “à la volée” : Niente remuage tradizionale: i lieviti vengono portati in punta con movimenti manuali a cui segue il dosaggio che non poteva che essere fatto con lo stesso vino, quindi un dosaggio Zero, o Brut Nature: Qua c’è coerenza assoluta: il vino è quello che è. Trasparente, diretto, sincero.

Nella retro etichetta oltre alla data di sboccatura anche un altra verità: Giorgio indica il grammo di zucchero residuo dopo la seconda fermentazione.

La 2016, imbottigliata in vetro trasparente (bottiglia che non userà più), dichiarava 0,7 g/L. Una scelta rara. Un segno di rispetto.

 

La degustazione: dal 2015 alla sorpresa finale

Si inizia con la magnum di GioVe 2015: profonda, matura, elegante, di una finezza sorprendente.

Pinot Nero con un saldo di Chardonnay, vitigni che danzano insieme, la barrique è un sussurro, la lunga sosta sui lieviti  racconta profondità e maturità. È una bollicina che non vuole imitare nulla: non vuole essere Trento, né Champagne.

Vuole essere Friuli, e lo è.

A seguire Metodo Classico 2016, leggermente  più rosato, ma Giorgio spiega che la vinificazione è la stessa, il colore è dovuto si al Pinot Nero chiaramente, ma alle caratteristiche dell’annata. Spumante che sempre subito piu pronto, al naso sembra molto Ambonnay (scusate il paragone), vinoso, elegante, frutta e fiori al posto giusto. Al palato la beva è anche qua stupefacente.

Quello che mi sorprende di queste due bottiglie (che avevo gia provato scorso anno) è la finezza della bollicina, del perlage, che è elegantissimo, pieno e non ti massacra il palato, ma accompagna la beva. Non facile da trovare in Italia.

Giorgio ci racconta come viene prodotto, della sua passione per la vigna e la viticoltra, di quanto sia importante, fondamentale, il momento della vendemmia-

Poi arrivano:

  • Martissima Bianco 2023 magnum –  dalla vigna di Mernicco (Ribolla, Friulano, Malvasia)
  • Martissima Bianco 2024 anteprima – Lonzano (Friulano + Ribolla, futura Malvasia già piantata)
  • Martissima Rosso 2022 – vecchia vigna, Merlot + Schioppettino, Franconia, Refosco, Cabernet

 

Marta crede molto nel blend tradizionale delle tre uve del Collio: Ribolla, Friulano, Malvasia.

Lo avevano capito già i nostri nonni.

Il finale: dolce, simbolico e… sorprendente

Si chiude con:

  • Gubana di Cormons, morbida, profumata e liquore alle noci San Zuan, realizzato con le noci raccolte la notte di San Giovanni (24 giugno)

 

Poi la sorpresa finale. Giorgio sbocca à la volée una bottiglia del 2006. Viva, piena, vibrante, perfettamente bilanciata tra morbidezza e acidità.

Una bottiglia sorprendente:

lo stesso Giorgio, emozionato, ammette di non aspettarsi tanta vitalità. Io l’avevo già degustata alla cieca lo scorso anno, dicendo che sembrava una bolla con tanti anni sur lie.

Confermo: una grandissima bottiglia.

Un finale perfetto. Un bravo a Giorgio.

 

Conclusione

Dentro GioVe e MaGiA. L'anima effervescente e familiare di Giorgio VenicaGioVe MaGiA non è un progetto commerciale,  è un vino che parla piano, ma arriva lontano. È un vino che nasce per la famiglia, per la casa, per le radici. Un metodo classico che racconta una vita intera: vigne, rally, aneddoti, bambini, scelte, passione.

Una storia semplice, profonda, umana. Una storia che profuma di Friuli.

E di verità.

Perché a volte i progetti più belli sono quelli che non erano mai stati pensati per diventare “progetti”. Un vino che non nasce per il mercato, ma per la vita. E che ora, finalmente, Giorgio decide di condividere. È un metodo classico nato “per casa”, cresciuto come un rito familiare e diventato oggi un piccolo gioiello di nicchia.

È una storia di famiglia, di radici, di passioni — e anche di libertà. Viva il Friuli Venezia Giulia.

 

Emanuele Muzzo – Vigne e Orizzonti

Su Instgram è semplicemente Emanuele Muzzo