26 Nov 2025
BlendNews

Guida Bio 2026. Abbiamo scoperto i vincitori

 

Alle volte capitano delle notizie che, di per sé, sono golose e non possono rimanere nel cassetto a lungo. Vanno pubblicate, c’è poco da fare.

Non vogliamo certamente rovinare la sorpresa ma quando si tratta di premi, una anticipazione ha sempre un non so che di appetitoso. Un po’ come quando vediamo sotto l’albero di Natale i regali e cerchiamo di grattare qualche angolo con la speranza di scoprire qualcosa. Visto che ci avviciniamo al Natale spero con questa sopresa di fare un regalo a voi e alle aziende destinatarie del premio.

Quale premio?

La Guida Bio 2026 che verrà presentata a Roma il prossimo 24 gennaio nell’ambito della manifestazione Un Mare di Foglie presso l’Hotel Villa Panphili.

Una guida, nata da un’idea di Antonio Stanzione, che dal 2020 raccoglie le eccellenze della produzione vinicola italiana certificata Bio e in conversione.

Conosco Antonio e ne apprezzo da tempo le capacità. Spero dunque che dopo questa anticipazione non me ne voglia e anzi si presti a raccontare meglio della Guida. Il lavoro suo e di tutto il suo team non solo è enorme ma anche decisamente lodevole.

Guida Bio 2026. Abbiamo scoperto i vincitori

Ecco dunque i vincitori nelle singole categorie.

 

Azienda Emergente: Tenuta dei Ciclopi. Versante nord e versante est dell’Etna. Tre amici e vitigni tipici di Idda, la Montagna. Qui fare il biologico diventa quasi un obbligo ma farlo veramente è ancora più complicato. La magia è tutta qui.

Migliore Azienda al Femminile: Suavia. A Fittà, borgo del Soave Classico, su terreni vulcanici, le tre sorelle Tessari continuano il lavoro di papà Giovanni e mamma Rosetta coltivando i vitigni della tradizione: Garganega e Trebbiano. Come tutte le donne sanno osare, come per il tappo a vite.

Migliore Azienda del Nord: Cà Rugate. 90 ettari di vigne dislocate tra la Valpolicella, il Soave e i monti Lessini per produrre da oltre cento anni (ma da 25 in biologico) i vini simbolo di queste zone. Grandi e biologici, si può

Migliore Azienda del Centro: Monteverro. Capalbio vuol dire Maremma Toscana ovvero mare e colline; sole e sale. È così che le espressioni di blend con vitigni internazionali porta a realizzare capolavori come l’omonimo Monteverro (Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot). Fascino!

Migliore Azienda del Sud: Gorghi Tondi. Dalle terre affacciate sul mare che da Mazara del Vallo conducono direttamente in Africa, si producono vini dai vitigni della tradizione siciliana. Respiro di sale e di Scirocco!

Migliore Azienda a Basso Impatto Ambientale: Barone Pizzini. La prima azienda della Franciacorta che dimostra come anche un Metodo Classico possa essere biologico e come tutto può essere perfettamente integrato nella natura.

Miglior Vignaiolo/a Under 40: Giulia Cataldi Madonna. A Ofena, ai piedi del Gran Sasso, da quattro generazioni si produce vino con i soli vitigni della tradizione abruzzese: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino. Ora è Giulia a tirare le fila e non intende fermarsi. Grinta!

Miglior Spumante Metodo Classico:  Madame Martis Brut Riserva 2015 Maso Martis. Coltivati a Martignano, sopra Trento il Pinot Noir e Meunier vinificano in acciaio; Chardonnay in barrique per 8 mesi. Affinamento della cuvée per ben 8 anni così da ottenere un bouquet ampio ed elegante con la frutta assolutamente matura e la piccola pasticceria burrosa che stregano. Il sorso? Interminabile.

Miglior Spumante Metodo Martinotti: Ius Nature Bortolomiol. Prosecco Valdobbiadene ça va san dire. Frutta, fiori e tanta cremosa eleganza.

Miglior Vino Rosso: Brunello di Montalcino Riserva Diecianni 2015 Le Chiuse. Montalcino nord. Le cinque stelle dell’annata 2015 si rispecchiano perfettamente in un vino capolavoro.

Miglior Vino Bianco: Zero Tolleranza per il Silenzio. Cà du Ferrà. Il Ruzzese, antico vitigno spezzino magicamente interpretato da due persone speciali come Davide e Giuseppe. Affinato in rovere fa emergere tutta la macchia mediterranea per offrire puro charme.

Miglior Vino da Uve Appassite: Cinque Terre Sciacchetrà 2018 Under Water Wine Possa. Dalle vigne di Riomaggiore nelle Cinque Terre far tuffare in mare il blend di Rossese e Bosco è facile ma anche da folli. 

Miglior Vino da Uve Autoctone: Monte Diavoli 2021 Masseria Cuturi. Camilla Rossi-Chauvenet non accontentandosi della Valpolicella è arrivata a Manduria dove produce questo Primitivo affinato per due anni in botti di rovere che fa della armonia il suo punto di forza.

Premio Packaging:  Cantina Pizzolato. La cura del dettaglio parte dalla meravigliosa cantina per arrivare alle etichette. Occhio attento soprattutto alla sostenibilità dimostrando che anche per un Prosecco si può usare un vetro leggero. 

Ecco dunque svelati i vincitori dei Premi Speciali. Non so se le aziende destinatarie ne siano già al corrente, ma qualora lo venissero a sapere dalla lettura di questo articolo, penso che ne saranno felici. Un bel regalo di Natale insomma.

 

Guida Bio 2026. Abbiamo scoperto i vincitori

 

Ivan Vellucci – Direttore
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com

Mi trovi su Instagram come @ivan_1969