Roma in Bolle: la prima edizione conquista Roma tra caldo, bollicine e lo spirito bohémien della Garbatella
Il caldo intenso di luglio non ha scoraggiato il pubblico romano. Martedì 14 luglio, negli spazi esterni del ristorante Pulp, nel cuore del Teatro della Garbatella, si è svolta la prima edizione di Roma in Bolle, la manifestazione interamente dedicata alle bollicine italiane nata da un’idea di Roberta Marchese Ragona e realizzata grazie alla collaborazione di Luca della Regina, Marco Sargentini, Adriano Romano e Ivan Vellucci.
Un luogo inconsueto per raccontare le bollicine
La scelta della Garbatella non è stata casuale. Lontano dai saloni e dalle location più classiche degli eventi enologici romani, il quartiere ha regalato a Roma in Bolle una cornice informale e giovane, capace di restituire alle bollicine italiane un registro meno cerimonioso e più autentico. Tra le architetture liberty e l’anima popolare del Teatro della Garbatella, il vino ha lasciato per una sera i toni della celebrazione formale per indossare quelli della festa di quartiere, complice anche il palcoscenico bohémien del Pulp.
La risposta del pubblico ha superato le aspettative: tanta gente, moltissimi giovani, un’atmosfera di festa protratta fino a tarda sera. A un simile risultato hanno contribuito le bollicine eccellenti proposte in degustazione, ma soprattutto una formula snella e diretta, pensata per il piacere di bere bene senza sovrastrutture. Roma in Bolle ha sdoganato le bollicine, dimostrando come un approccio semplice e immediato possa avvicinare al vino un pubblico nuovo, più giovane e curioso.
Il riscontro ottenuto racconta da solo la direzione da prendere: per il successo che ha avuto, Roma in Bolle non potrà restare un’edizione isolata.
Le voci della serata
A dare ritmo alla serata sono stati anche i momenti di interviste e condivisione firmati da Luca della Regina e Ivan Vellucci, che hanno dialogato a lungo con i produttori presenti, raccogliendo storie di territorio, scelte enologiche e aneddoti di cantina. Un filo narrativo che ha accompagnato il pubblico lungo tutta la degustazione, dando alle bollicine in calice un volto e una voce e trasformando ogni assaggio in un piccolo racconto condiviso.
Il premio del pubblico
Tra i momenti più attesi della serata, la premiazione del pubblico, che ha votato le bollicine preferite attraverso l’app MyVinApp. A conquistare il maggior consenso sono stati il Ribelle di Cantina Messori, Charmat da uve Pignoletto, e Bolle di Borro de Il Borro, Metodo Classico da uve Sangiovese che reinterpreta in chiave contemporanea uno dei vitigni più identitari della Toscana.
Professionisti e pubblico, insieme
La prima parte della serata è stata dedicata anche al mondo del settore: giornalisti, ristoratori, distributori e addetti ai lavori hanno preso parte a un momento di assaggi riservato, pensato per approfondire con maggiore attenzione tecnica le bollicine in degustazione. Con il passare delle ore, però, ogni distinzione tra pubblico e professionisti si è dissolta: tutti si sono lasciati avvolgere dall’atmosfera glamour e bohémien della Garbatella e del Pulp, in un’unica, grande festa delle bollicine italiane.
I partner della serata
Un ringraziamento speciale va al Consorzio del Parmigiano Reggiano, che ha deliziato gli ospiti con i suoi prodotti, abbinamento naturale e mai scontato per le bollicine in degustazione. Grazie anche a VoiceWise, che grazie al contributo del pubblico ha potuto proseguire lo sviluppo del proprio alcol test vocale, progetto accolto con grande curiosità e partecipazione. Un grazie particolare va a Brigitta Boccoli, che con la sua presenza ha impreziosito la serata presentando il progetto Brillawear, e allo yoga in vigna che ha aperto la giornata all’insegna del benessere. Un ultimo, sentito ringraziamento va al Pulp, cornice ideale della serata con la sua atmosfera glamour nel cuore del Teatro della Garbatella.
Le cantine protagoniste
A rendere possibile questa prima, riuscitissima edizione sono state soprattutto le cantine, che Roma in Bolle ringrazia a una a una indicando anche i vino che hanno particolarmente colpito il pubblico.
- Abrigo Fratelli (Piemonte) – il Sivà Riserva, Metodo Classico da Chardonnay.
- Albamarina (Campania) — L’Eremita, Metodo Charmat da Fiano del Cilento.
- Ambasciatori del Gusto (Veneto) – Le Manzane, Glera in versione ancestrale.
- Blasi (Umbria) – 1742, Metodo Classico da Chardonnay e Trebbiano Spoletino.
- Bortolin Angelo (Veneto) – il Valdobbiadene DOCG e l’ancestrale Barch.
- Cantina Messori (Emilia) – lo Spettinato da Lambrusco Grasparossa, il Ribelle da Pignoletto, premiato dal pubblico e il Gasato da Lambrusco Salamino.
- Colle Uncinano (Umbria) – lo Spoleto DOC da Trebbiano Spoletino.
- Conca d’Oro (Veneto) – il Prosecco Superiore DOCG.
- Gozzelino (Piemonte) – il Moscato DOCG e Elena, Metodo Classico da Pinot Nero.
- Il Borro (Toscana) – Bolle di Borro, premiato dal pubblico, e il raffinato Chiaro di Bolle.
- Marco Capra (Piemonte) – Sei Tremenda, Alta Langa da Chardonnay e Pinot Nero.
- Mencaroni (Marche) – il Brut Nature da Verdicchio.
- Muratori (Franciacorta) – il Brut da Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco.
- Poggio Bonelli Chigi Saracini (Toscana) – il loro Sangiovese in versione extra brut.

- Quaterluna – Fase 3 e Fase 4, Metodo Classico da Chardonnay e Pinot Nero.
- Raparelli (Lazio) – il Lallero da Vermentino.
- Rossi di Madelana (Lazio) – il Ferrino da Bombino.
- Rotari (Trentino) – la linea Alperegis, Trentodoc di montagna.
- Silvestri (Lazio) – Brut e Rosé, bollicine dei Castelli Romani dal 1929.
- Solis Terrae (Lazio) – Bullule, da Bellone e Chardonnay.
- Vin Viandante (Lazio) – Confine, Cesanese rifermentato.
- Tenuta Maffone (Liguria) – il Duezerosette da Ormeasco con 100 mesi di affinamento.
- Valdarno di Sopra (Toscana) – il Sangiovese con 18 e 60 mesi di affinamento
- Venturini Baldini (Emilia) – il Rubino del Cerro e il Metodo Classico, entrambi da Lambrusco.
- Vigna Madre (Abruzzo) – il Villa Roscià da Pecorino.
- Vitematta (Campania) – la Radice Etrusca da Asprinio d’Aversa.
- Zazzera (Umbria) – Serperosa da Sangiovese e Serpeoro da Grechetto.
- Zorzon (Friuli) – lo Spumante Brut da Pinot Bianco e Ribolla.
Grazie a tutte le realtà, grandi e piccole, che con le loro bollicine hanno reso possibile questa prima edizione di Roma in Bolle. Appuntamento alla prossima estate, ancora più ricca di energia, di giovani e di Italia nel calice.