03 Dic 2024
Quelle curiose esplorazioni

Il Panzale di Cantina Berritta. Un curioso vitigno in una magica terra

In Sardegna il tempo si è fermato, e questo è il suo grande pregio. (Fabrizio De Andrè).

Come dargli torto al grande De Andrè, se conosci la Sardegna, hai imparato, come me, che qui tutto diventa slow. Lo scorrere del tempo, rallenta, quasi come se volesse farti godere appieno di ogni momento, ogni tramonto, ogni colore e ogni istante. Tutto diventa magico, una terra che è ben conosciuta per il suo mare, le sue spiagge e i suoi paesaggi wild. Ma c’è un lato che indiscutibilmente non è secondo alla bellezza del territorio, anzi direi che funge da contorno, la famosa ciliegina sulla torta. La Sardegna vanta tesori nascosti che fino a pochi decenni fa, si pensava fossero stati introdotti sull’isola dai Fenici, ma dalle ultime scoperte si è accertata la presenza della vite nel periodo nuragico. Alcuni vitigni, ad esempio, sono presenti solo in Sardegna, alcuni esempi sono il Nuragus, Nasco, Nieddera, Semidano, Granatza, Licronaxiu, pertanto è impossibile che siano stati importati. Un vero e proprio patrimonio di biodiversità. La Sardegna è la regione che vanta il maggior numero di endemismi e vitigni autoctoni, e i recenti ritrovamenti di vinaccioli con datazioni dal 900 fino al 1300 AC, testimoniano la presenza della vite ben prima dell’arrivo dei Fenici. Questa scoperta fa dell’isola un centro di domesticazione secondario, affiancandola dunque ai territori Caucasici e della Mesopotamia riconosciuti come luoghi di domesticazione primaria della vite. Mentre l’Italia vanta il maggior patrimonio varietale vinicolo, la Sardegna custodisce un tesoro di vitigni autoctoni che deve ancora valorizzare.

sardegnaTra i miei viaggi alla scoperta di chicche e tesori nascosti, ho scovato nel cuore di Dorgali un’azienda davvero virtuosa, dove custodisce un vitigno più unico che raro, ovvero il Panzale, parliamo della Cantina Berritta.

Siamo precisamente nella vallata di Oddoene, regno delle migliori tradizioni agricole Dorgalesi; infatti, la maggior parte del vino e dell’olio prodotto a Dorgali proviene da questa vallata. La valle è circondata da imponenti montagne (monte Oddeu, Monte Tundu, sos Gutturzos) attraversata dal Rio Frummeneddu che la rende fertile e il suo suolo è ricco in granito in decomposizione e calcare, un suolo molto povero per qualsiasi coltivazione ma perfetto per vitigni e oliveti; infatti, 500 ettari di questa vallata sono coltivati a vigneti e 700 ettari a oliveti.

Non lontano dal mare (160\ 200 m slm), siamo all’incirca 12 km da Cala Gonone, ecco perché questa vallata ha un suo microclima, con forti escursioni termiche dal giorno e la notte cosa che ben si addice a questo tipo di coltivazioni

La Cantina nasce nel 2007 con Antonio Berritta, vignaiuolo da diverse generazioni, che impiantò qui i suoi primi vigneti negli anni ’80. Vigneti di uva Cannonau ancora oggi produttivi. Come ben si sa il Cannonau è uno degli uvaggi più conosciuti della Sardegna che solo nel territorio del Nuorese può essere vinificato anche con la denominazione di “Classico”, (considerata l’area nativa del Cannonau). Ad oggi la nostra produzione consiste per il 75% in Cannonau Oltre il Cannonau l’azienda custodisce un vero e proprio tesoro, appunto il Panzale.

Il Panzale è un vitigno autoctono Dorgalese a bacca bianca, che veniva coltivato principalmente nell’area di Dorgali ma che viene vinificato unicamente da Cantina Berritta, (in passato, esclusivamente uva da tavola, lo si considerava troppo pesante per la vinificazione oltretutto, avendo la capacità naturale di durare nei mesi rispetto ad altre uve, la si preferiva mangiare che vinificare). Negli anni ‘80 Antonio Berritta ha creduto al recupero e alla valorizzazione di questo antico vigneto e ha iniziato a vinificarlo. Ad oggi ne producono all’incirca 3000\3500 bottiglie. A questi due vitigni autoctoni, 25 anni fa, hanno affiancato un vitigno più internazionale, la Syrah.

Cantina Berritta vanta circa due ettari di questo uvaggio che vinificano sia in blend col Cannonau (50% Cannonau 50% Syrah) sia,giovanvvvvv in purezza dal 2016.

Dal 2020 hanno iniziato a produrre anche il Vermentino, uvaggio nativo della Gallura, trova “terreno fertile” anche qui a Dorgali su un suolo da disfacimento granitico sabbioso ideale per il Vermentino, che qui regala un vino fresco e saporito. Ad oggi, l’azienda, qui ad Oddoene, detiene circa 10 ettari coltivati a vigneto e tre ettari coltivati ad oliveto, altri due ettari di Cannonau sono dislocati nella collina di un vecchio vulcano spento, a 500 m slm su terreno basaltico, “Filieri” un piccolo ma importante cru di Dorgali particolarmente vocato per la viticoltura, e dal quale nasce il Baillanu. Le condizioni climatiche completamente differenti e le caratteristiche dei due terreni (Oddoene-Filieri) generano, anche dagli stessi cloni di Cannonau vini completamente diversi.

L’azienda agricola Berritta da sempre lavora le uve con metodi il più possibile tradizionali e rispettosi dell’ambiente, dal 2019 detiene la certificazione di vino biologico in etichetta. Ha ottenuto anche il toponimo di vigna di Oddoene, inoltre, tutti i vini che producono derivano da piccoli Cru differenti, cioè da vigne totalmente diverse e uniche.

Il Panzale, dunque, è il tesoro nascosto scovato nelle mie lunghe ricerche, i francesi chiamerebbero questi uvaggi “pepite”. Un vino dal grande potenziale, prodotto da viti di circa 25 anni, coltivate a regime biologico certificato su terreni drenanti derivati dal disfacimento granitico, collocati a un’altitudine di 120 metri sul livello del mare. I grappoli vengono raccolti a mano in cassette durante la prima decade di settembre e sono quindi immediatamente raffreddati in cella frigorifera a una temperatura di 5-6 °C. Segue la pigiatura soffice e la fermentazione alcolica spontanea a temperatura controllata in vasche di acciaio inox con 12-18 ore di macerazione pellicolare. In acciaio ha luogo la maturazione di circa 5 mesi e dopo un ulteriore breve affinamento in bottiglia il vino è infine posto sul mercato.

Il Panzale si presenta di colore giallo paglierino brillante dai riflessi dorati. Note di frutta a polpa gialla, scorza di agrumi e delicate note floreali delineano il corredo aromatico. In bocca è Secco, grande freschezza e fragranza, dalla lunga scia sapida nel finale. Insomma un vino che si caratterizza per la sua versatilità, un vino da tutto pasto, ma anche da meditazione.

“Resta cu mme”, (in napoletano: Resta con me), perché il mio prossimo articolo, “Sarà cchiù”,(in napoletano; Sarà ancor di più), curioso e interessante.

Sono Giovanni Scapolatiello, il Sommelier Napoletano DOCG, founder del progetto Mister Wine e founder del Blog www.misterwine.eu

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