13 Giu 2024
Vinodentro

Vino & Arte che passione 2024

IL COSA E IL DOVE

Ottava Edizione di VINO & ARTE CHE PASSIONE, Evento organizzato da CT Consulting Eventsnell’elegantissima cornice della GALLERIA DEL CARDINALE all’interno di PALAZZO COLONNA a Roma.

 

 

 

 

Una giornata all’insegna del buono e del bello che ha attirato un gran numero di addetti del settore, giornalisti e semplici winelowers.

GLI ASSAGGI

Oltre 50 le Aziende presenti (in buona parte di persona) e un numero imprecisato di etichette in degustazione m’hanno costretto a scegliere nel mazzo cosa assaggiare, dribblando per quanto possibile le vecchie conoscenze per concentrarmi sul resto.

Certo i Produttori sono più o meno gli stessi da diversi anni e trovare qualcosa di nuovo è stato difficile, ma questo mi ha consentito di cedere alla tentazione di assaggiare annate diverse di vini di cui serbavo un bel ricordo.

Comunque, dalla ormai canonica cinquantina di assaggi sono riuscito a estrapolare (non senza difficoltà) una personalissimissima “TOP FIVE” (cui ho aggiunto due “chasers” perché sono buono e perché credo nel loro futuro).

Voi date una letta ai mie soliti deliri enoici e prendete spunto per i Vostri prossimi assaggi (se poi doveste aver voglia di leggere degli altri vini, potrete farlo qui).

LA TOP FIVE

– ALTO ADIGE DOC SAUVIGNON “KOLF” 2022, KURTATSCH (ALTO ADIGE): un naso che fa viaggiare con l’immaginazione.

Già in grado di esprimere senza vergogna i prodromi di una emozionante evoluzione, regala un palcoscenico di pesche e vegetalità preziose e complesse.

Eco dunque avanzarsi sedano, finocchietto selvatico, timo, salvia e delicatissimi mughetti in una atmosfera di pensose affumicature.

Sorso dritto, compatto, ricco ma al contempo scorrevolissimo grazie all’incedere inesorabile della profonda mineralità.

Sontuoso.

Da bere ascoltando “PEACHES EN REGALIA” di FRANK ZAPPA.

– TOSCANA IGT TREBBIANO “BÒGGINA B” (MAGNUM) 2020, PETROLO (TOSCANA): un Trebbiano che dribbla schemi precostituiti e che non concede spazi al legno nel quale riposa.

Fresco di frutta bianca, calca la mano sulle erbe aromatiche e lascia ricordare il finocchietto mentre affonda la lama a doppio filo delle dolcezze d’acacia e della salina mineralità.

Un soffio di camino spento introduce un sorso di freschezza succosa e irriverente sapidità, ricco di ricordi mentolati e che vorreste sia infinito.

Maravilloso!

Da bere ascoltando “BECAUSE OF YOU” degli SKUNK ANANSIE.

– VALDARNO DI SOPRA DOC SANGIOVESE “VIGNA BOGGINA A” 2021, PETROLO (TOSCANA): dove “A” sta per Anfora.

Io, che ho un’opinione “NI” sulle anfore lo chiamerei “S” come Sorpresa.

Sarà perché la terra delle anfore è la stessa in cui affondano le radici degli impianti o sarà perché così deve essere, sta di fatto che basta avvicinare il naso al calice per essere rapiti da un turbine di freschezze.

Conifere resinose e tabacchi mentolati danzano su amaritudini aromatiche di rosmarino e china stringendo alleanze con succosità di arancia rossa e sottili peposità lasciando ai frutti di bosco un ruolo da comprimari.

Chiude il cerchio una mineralità grafitica che rende impellente avvicinare il calice alla bocca per scoprire, accanto alla mirabile corrispondenza, quel grip tannico davvero intrigante che ci accompagna per tutto il lungo finale.

Bellobello!

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE CASTELLINA 2020, CASTELLO DI FONTERUTOLI(TOSCANA): scostate prugne e ciliegie e perdeteVi tra gli intrichi del sottobosco, spulciate il pot pourrì di fiori secchi per dominarne le essenze, respirate le brezze balsamiche e godetevi mineralità e toni green dei Sangiovese di un tempo.

Sorso di eleganza ed equilibrio che avrei preferito più “rustici”, tannico quanto deve lungo quanto serve.

Bello, peccato solo per quella cravatta che avrei preferito non indossasse.

 

 

– TERRE SICILIANE IGP BIANCO “QUOIANE DI SERRAMARROCCO” 2023, BARONE DI SERRAMARROCCO (SICILIA): il naso che regala questo Zibibbo è tutto uno svolazzare di zagare e fiori d’acacia cuj s’aggiungono dolcezze di miele e camomilla con un quid di esotico.

In bocca è fresco e veloce, una picchiata di erbe aromatiche, un mirino puntato sull’anice, un balcone sul mare, lo sguardo all’Africa.

Bellissimo!

Da bere ascoltando “PSALM 121 / FLIGHT OF THE FALCON” di PAT METHENY.

I QUASIQUASI

– MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE DOCG “MAXIMO” 2021, VINUM HADRIANUM (ABRUZZO): il naso si apre su profonde note balsamiche vergate a ginepro e china cui fa seguito l’interezza di un bosco che propone terra bagnata e funghi.

Chiudono le note fruttate di visciola e prugna che intarsiano lo sfondo sottilmente vegetale.

Sorso coerente e compatto, sottolineato dalla fitta trama tannica e chiusura dedicata ai piccoli frutti rossi.

Un vino che conferma ancora una volta la poliedricità interpretativa del vitigno da parte dei Produttori delle Colline Teramane.

– BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2019, SASSODISOLE (TOSCANA): decisamente arrembante, di giovanile irruenza nel sottolineare freschezze mentolate ed erbe aromatiche prima ancora che il frutto rosso maturo ed un corredo speziato che sottolinea i chiodi di garofano.

Sorso vigoroso, gustoso e fresco, che i tannini ancora ineducati rendono vieppiù vivace e con una chiusura tutta di lamponi dolci.

 

 

E ORA?

Ora è arrivato il momento dei ringraziamenti, a CT CONSULTING EVENTS per avermi ospitato e a tutti i Produttori per avermi sopportato.

È il momento di mettere sin d’ora in agenda l’Edizione 2025 di un Evento assolutamente unico ed è il momento di mettermi all’opera per mettere nero su bianco una serie di emozioni che, causa il gran numero di Eventi di cui dar conto, si stanno pericolosamente ammucchiando.

Je la posso fa’…con calma ma je la posso fa’

 

Roberto Alloi

VINODENTRO