10 Feb 2025
Editoriale

Vini e Vittorie al Festival di Sanremo

Dal palco all’etichetta: abbinamenti tra i vincitori di Sanremo e i vini che ne esaltano l’essenza

Il Festival di Sanremo non è solo musica, è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Cosa si potrebbe abbinare ad una canzone? Ascoltandola o semplicemente accostandone il testo, il suo significato, la musica, il ritmo, l’artista?

Basta lasciarsi trasportare in un vortice di emozioni e liberare la fantasia.

Non so ancora cosa si potrà abbinare alle canzoni della settantacinquesima edizione del Festival (siamo arrivati a 75 anni senza accorgercene!) ma ho provato ad abbinare qualche vino ai vincitori delle ultime edizioni.

2024 – Angelina Mango, La Noia

Un brano che mescola cumbia colombiana e pop. Semplice e brioso. Senza particolari pretese se non quella di far ballare spensieratamente. Allora ci vuole una bollicina metodo Martinotti (o Charmat). Visto che però Angelina è donna, una bollicina rosata ci sta tutta. Ecco che ho pensato al Rosato Brut Sasso di Sole, un Sangiovese vinificato in bianco in autoclave per 120 giorni . Fragoline di bosco, ribes, ciliegia bianca, violetta. Perlage fine e tanta sapidità per un godimento unico. Insomma, frizzante e giovane per contrastare la noia con freschezza e leggerezza. Accompagna il ritmo ballabile e l’ironia del testo.

2023 – Marco Mengoni, Due Vite

Una ballata intensa e riflessiva richiede un vino strutturato e complesso. Vorrei abbinarlo comunque ad una bollicina prodotta da una simpatica coppia, Rosa e Antonio, che in una seconda vita hanno iniziato a produrre metodi classici che dovrebbero essere un must have per tutti. A Farnese, nel Lazio, sui terreni vulcanici. Li si produce Alaenne, un metodo classico da Pinot Nero che ho assaggiato nella sboccatura 2019 dopo ben cinque anni di permanenza sui lieviti. Complesso, elegante, persistente. Una profondità emotiva che rispecchia quella del brano. Una intensità che pochi spumanti mi hanno donato. Una esperienza che necessita più di due vite. Vigne del Patrimonio!

2022 – Mahmood e Blanco, Brividi

È una tensione tra rap e melodie soul, un’intensa e accorata richiesta d’amore, un cadere e un rialzarsi. La necessità di amare e amare ancora di più. Non posso che abbinarlo a Talitha dell’azienda Nina Trinca di Zagarolo in provincia di Roma. È un rosato da Sangiovese e Merlot coltivato su terre di riporto vulcanico. Tenero e delicato come i petali di una rosa, caldo e morbido come un abbraccio. Pungente ma amorevole come la carezza di una barba. In bocca la freschezza è quella del risveglio; la morbidezza degli abbracci; la sapidità è il gusto della vita; la persistenza è il voler rimanere al mondo.

2021 – Måneskin, Zitti e Buoni

Rock sfacciato e energia pura, duro ma spontaneo. Energetico e vulcanico, non poteva che ispirare un vino dell’Etna. Allora ci vuole qualcosa che sia una spremuta di energia, qualcosa che non abbia subito manipolazioni e che sia semplice e diretto. Aita di Tenute Foti Randazzese. Un vino vulcanico per intensità e mineralità. Un vino così pieno di sole, calore e Sicilia che è bastato pigiare le uve di Nerello Mascalese per fare emergere la Sicilia intera. Tutto sa di vulcano.

2020 – Diodato, Fai Rumore

Il brano è una potenza emotiva. Passionale, intenso, complesso. Serve qualcosa di importante e caldo, come un Barolo. Ma non qualcosa che sia inarrivabile. Qualcosa di vero. Allora ho scelto il Barolo Castellero 2021 di Marrone. È al naso che l’emozione inizia a farsi strada: si rimane quasi increduli rispetto a quanta forza, intensità, passione, vi sia in tutto ciò che è contenuto nel calice. Quando lo si bene è come un accenno del finale di amplesso. Da ripetere e non smettere. Facendo rumore silenziosamente.

2019 – Mahmood, Soldi

Un mix di urban e world music che parla di come i soldi possono cambiare i rapporti in una famiglia. Allora ci abbino Ser Gino, un Chianti Classico Riserva 2021 dell’Azienda Mazza perché proviene da una famiglia nella quale i soldi hanno diviso ma chi è rimasto è riuscito ad andare avanti. Ser Gino parla con un gusto esplosivo e raffinato, caldo e coinvolgente, elegante e suadente. Ma vero. Una sorta di abbraccio per superare tutti i problemi. Anche quelli di soldi.  a di complessità e sdoganamento.

2018 – Ermal Meta e Fabrizio Moro, Non Mi Avete Fatto Niente

Un inno alla resistenza. Un grido al mondo. Un odio che non ci sarà mai. Difficile abbinamento ma serviva un vino solare, che sapesse di vita e di voglia di vivere. Allora ho scelto Innato di Cantina Villa Gianna. Malvasia per un godere della sensualità, Trebbiano per donare immediata spensieratezza, Chardonnay per struttura e freschezza (con un tocco di charme). Un mix di sapide sensazioni per bere alla vita evocando speranza nonostante le difficoltà, come i versi del brano .

2017 – Francesco Gabbani, Occidentali’s Karma

Ironia e filosofia nella ricerca di serenità. Allora serve un vino che possa dare piacere puro senza artifici o sovrastrutture. Appassimento di Ruota Libera da uve Primitivo, Nero di Troia, Merlot e Sangiovese ha in sé tutto il calore della Puglia e degli acini lasciati maturare al sole a donare puro godimento. Semplice, corposo, intenso, godurioso. Senza dover andare a cercarlo altrove.

2015 – Il Volo, Grande Amore

Un brano operistico e passionale non può che esigere qualcosa di potente e vellutato. Ma non è una vera opera, è pop. Allora serve la versione pop dell’Amarone. Gastone di Massimago fa al caso nostro. Avvolgenza, calore, sensazioni per regalare alto godimento in una raffinatezza senza fine. Potente e vellutato, simbolo di amore eterno .

2013 – Marco Mengoni, L’Essenziale

Minimalismo e profondità richiedono senza dubbio un Barbaresco ovvero un vino introspettivo e raffinato, che invita all’ascolto silenzioso. Mai stucchevole, soprattutto essenziale. Ecco allora che il Barbaresco 𝟐𝟎𝟐𝟎 di Morra Gabriele, Un sorso poderoso ma non impegnato. per una vera esplosione in bocca: elegante, fine, avvolgente, persistente. Essenziale

Questi abbinamenti non sono solo un esercizio di stile, ma un invito a vivere Sanremo con tutti i sensi. Ogni sorso racconta una storia, proprio come ogni canzone.

Cosa abbineremo alle canzoni della settantacinquesima edizione? Cosa a Carlo Conti?

Stay tuned….

 

Ivan Vellucci

ivan.vellucci@winetalesmagazine.com

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