12 Dic 2025
Suggestioni di Vino

Il Maturano di Cesidio di Ciacca

 

Una leggenda irlandese narra che il Leprecauno, il folletto con il tradizionale cappello verde fosse il ciabattino delle fate, custode del loro immenso tesoro conservato alla fine dell’arcobaleno.I vini di Cesidio di Ciacca. Il Maturano che vi cambierà la vita

Arrivare a quel tesoro vuol dire percorrere tutti i colori dell’arcobaleno, i suoi gradienti, le sfaccettature, le tonalità. Un pò come percorrere la propria esistenza in una vita ricca si sfumature. 

Non so se Picinisco sia posto alla fine dell’arcobaleno, però li ho trovato un vitigno e dei vini che sono incredibilmente, e lo dico senza timore di essere smentito, una pentola l’oro.

Picinisco è un piccolo sperduto paese della Valle di Comino, in provincia di Frosinone. Poco più di un borgo con poco più di mille abitanti. Alle spalle del Monte Meta è incastonato nella parte ciociara del Parco Nazionale d’Abruzzo. 

Non ci si capita per caso, occorre andarci per qualche motivo valido. Occorre cioè una ragione specifica. Magari quella di perdersi nel silenzio della natura e della vera, rara genuinità scomparsa. Genuino come il Maturano, un vitigno che si trova solo ed esclusivamente in queste zone e che, grazie a persone come Cesidio Di Ciacca, non è finito nel dimenticatoio.

Devo, dobbiamo proprio dire grazie a Cesidio e alla sua voglia di ritornare alle origini dopo una vita in Scozia se possiamo godere dei vini derivati dal Maturano, particolari, intensi, unici tanto che penso a quante meraviglie abbiamo dimenticato nel passato.

I vini di Cesidio di Ciacca. Il Maturano che vi cambierà la vitaA Picinisco il tempo scorre lento. La piazza centrale, quella dove si erige la chiesa che da sulla Valle di Comino è frequentata solo la domenica per la messa. Nel bar anche i ragazzi giocano a carte visto che non c’è tanto altro da fare. Sotto un arco della piazza si apre il vicolo che entra nelle viscere del paesino. Scale in pietra, vicoli stretti, piccole costruzioni di un paesino silenzioso.

È qui che sorge Sotto le Stelle, l’albergo diffuso che Cesidio ha creato ristrutturando case ormai disabitate. Stanze bellissime, dotate di tutti i comfort compreso quello della vista della Valle, un paesaggio sospeso nel tempo. 

Dalle finestre e dai piccoli balconcini le poche vigne rimaste, specialmente in autunno per via delle foglie ingiallite, offrono una visione ancora più suggestiva. 

Arrivare dal paese alla cantina di Cesidio vuol dire percorrere una piccola strada in mezzo ai boschi del Parco. La pace di questi luoghi è qualcosa di inusuale. Non spettrale perché sa di quel gusto dimenticato seppur presente nell’animo. Non fa paura. È come un dolce ricordo che scalda il cuore. 

Il borgo che Cesidio sta cercando di ultimare mantiene inalterato il fascino di un tempo. Mobili antichi, ricordi di infanzia, pezzi di famiglia che sono li a rappresentare un passato contadino. Da una libreria Cesidio estrae dei libri antichi nei quali si parla di Picinisco. Per uno arrivato dalla Scozia questo posto, ricco di storia antica che si intreccia con quella della sua famiglia, ha un fascino particolare.

Le piccole finestre sono squarci di pace e tranquillità. Le vigne che circondano la grande casa in pietra, sono un caleidoscopio di sensazioni colorate. Il sole del pomeriggio che cala, le foglie che si tingono di arancione, poi di amaranto, poi piombano nel buio. Quel buio che fa paura solo a chi ne ha di se stesso.

In una piccola costruzione esterna ci sono filari di uva in appassimento. Una magia che si compie, al naturale, solo quando lo spessore della buccia degli acini lo consente. Sembra una stanza segreta eppure è aperta. Dentro l’odore di appassimento è acre, dolce, penetrante. Gli acini stanno diminuendo la loro dimensione e tra poco saranno pronti per ricavarne il Passito.

I vini di Cesidio di Ciacca. Il Maturano che vi cambierà la vitaIl grande tavolo di legno della sala delle degustazioni sembra essere il tronco di un albero caduto recuperato da mani sapienti. L’immensa vetrata offre la sensazione di una immersione nel bosco poco distante. Cesidio sistema i calici sulle tovagliette. Siamo qui anche per parlare dei sui vini prodotti con il Maturano. Ogni bottiglia sembra un figlio. Prima di aprirla la guarda con quegli occhi carichi di stupore come un bambino che guarda la meraviglia.

Il primo calice è il Maturano Nostalgia, anno 2022. Un quasi senso di macerazione per via della permanenza nel cemento per 22 mesi. Grande balsamicità, grande rotondità in bocca. È cicciotto, masticabile con un finale di bocca memorabile. Tendenzialmente fruttato con buona coerenza tra olfatto e gusto. Bello ampio, sapido. Elegante, strutturato. Potrei andare oltre ma è uno di quei vini che va scoperto sorso dopo sorso. Capisco gli occhi di Cesidio.

Il secondo è il 2019. Sempre Nostalgia. Stessa identità del 2022: fine, elegante, meno cicciotto. Finale leggermente amarognolo, mandorlato, prezioso. Le uve sono state raccolte un pò prima del precedente e solo questo lo fa cambiare in maniera significativa. Centrato, suggestivo. C’è bisogno si apra un pò. Ma basta roteare il calice perché la magia si realizzi. Se Nostalgia è un nome che da senso ad un passato che fu, io ho già nostalgia del calice che ho terminato.

Il terzo è il 2017. Ancora qualcosa di diverso. Raccolto il 4 ottobre, uva più matura, si sente tutta. Aristocratico, ampio, veramente ampio. Sia al naso sia in bocca. Completamente diverso rispetto agli altri. Acidità bassa e ampiezza pazzesca. Come se continuasse però a maturare nel tempo. Senza fretta. 

La matrice comune del Maturano si sente. Poi però ti spiazza in funzione dell’anno e della settimana di raccolta. Una ecclettismo che è impensabile non già per le differenze quanto per le totali differenze. L’unica cosa che si percepisce è una sorta di non piena coerenza tra olfatto e gusto. Ma è un pò come le persone di questi luoghi che all’apparenza sembrano chiuse ma poi diventano ospitali, aperte, magnifiche.

Cesidio apre due bottiglie di Orange.

I vini di Cesidio di Ciacca. Il Maturano che vi cambierà la vitaSotto le Stelle 2018 con tre giorni di macerazione con bucce e raspi, tre mesi in vasca, 24 in bottiglia; poi Filosofia 2019, dieci mesi di macerazione con bucce e raspi, .12 mesi di vasca di cemento e successivi tre anni di bottiglia.

Differenti, entrambi capolavori.

Il 2018, Sotto le Stelle, ha un colore incredibile. Sa di erba, di miele di eucalipto. Un naso meraviglioso che offre, senza limitarsi, l’intero bosco. In bocca è rotondo, godereccio. Sembra di addentare un candito di albicocca salato. Sapido e tannico eppoi, il finale: semplicemente fantastico.

Il secondo, Filosofia 2019. Necessita di ancora tempo per aprirsi. Come se si vergognasse di presentarsi già ora. Il colore non cambia ed è sempre bellissimo. La complessità dei sentori è sempre pazzesca e si risentono le erbe, la mentuccia, l’eucalipto. In maniera meno immediata, meno complicata così da renderlo più gastronomico. In bocca si comporta egregiamente bene. C’è sempre sapidità. C’è sempre sottigliezza, finezza. Pulizia. Quel sensazionale senso di arancia sospesa tra il dolce e il salato. Conquista lasciano una bocca pulitissima.

Per ultimo assaggiamo un Ancestrale 2024. Deve ancora maturare ma decidiamo comunque di provarlo. Bollicine dense e roboanti. Un naso che sa di frutta ancora matura, poco acida. In bocca è grasso, intenso, gustoso. Non per tutti ma chissenefrega. È un vino le cui bollicine danno quel senso di pienezza e convivialità che alle volte penso si sia perso. Mi finirei la bottiglia ma, a pensarci bene, mi finirei tutte le bottiglie. I vini di Cesidio di Ciacca. Il Maturano che vi cambierà la vita

Con questi capolavori, l’obiettivo di Cesidio è realizzare veri e propri cru. Lavorando ci si è infatti resi conto di come i terreni, per quanto limitrofi, siano profondamente diversi. Come diverso è il Maturano da qualunque altro vitigno si possa immaginare. Purtroppo o per fortuna, ha trovato vita solo nel Lazio, in un luogo dove per arrivare devi proprio voler andare.

Questi vini, in fondo, vivono il territorio. Ne acquisiscono il carattere. Come i Sanniti che non essendo guerrieri ma contadini e pastori, risultavano gentili fino a quando qualcuno non decise di attaccarli. Allo stesso modo, i vini di Cesidio sembrano rustici, mansueti fino a quando sono nel calice. Poi, in bocca, stupiscono, meravigliano, conquistano. Ogni calice risulta una sorpresa. Ogni bottiglia riesce a fornire sensazioni diverse, uniche, appaganti. Sensazioni che non sono ancora riuscito a trovare in altri vini. Riesci persino ad abbinarli a cibi che richiederebbero vini rossi. Ma in fondo qui siamo in Ciociaria e di pesce, ne arriva poco. C’è carne, di pecora e tanti formaggi. Di pecora.

Vuoi un altro bicchiere?

Si assolutamente si

 

Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
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