Il Rosamara 2026, il rosé di classe senza tempo
21 Set 2026
BlendNews

Il Rosamara 2026, il rosé di classe senza tempo

 

La vendemmia 2026 di Costaripa racconta la vitalità di un vino intramontabile

 

La vendemmia 2026 in Valtènesi si è conclusa con uve di ottima qualità, che anche quest’anno permetteranno a Costaripa di interpretare la nuova annata senza perdere l’identità di un vino ormai iconico. È da questa attitudine che nasce il RosaMara, espressione di eleganza, equilibrio e capacità evolutiva.

Per Costaripa il rosé non è infatti un vino legato esclusivamente alla stagione estiva o alla freschezza immediata. È un vino che può vivere nel tempo, poiché nasce da una viticoltura attenta, da una selezione rigorosa delle uve e da una precisa idea enologica, visione perfettamente racchiusa nel RosaMara.

La vendemmia 2026 è iniziata il 5 agosto con Pinot Nero e Chardonnay, dedicati al Metodo Classico Mattia Vezzola, con circa una settimana di anticipo rispetto alla consuetudine. Le temperature elevate, con picchi superiori ai 36°C durante il giorno e ai 25°C nelle ore notturne, insieme ai fenomeni temporaleschi, hanno infatti accelerato la maturazione. Per poter rendere più graduale tale processo, si è intervenuto prima di tutto in vigna, mantenendo gli apparati fogliari rigogliosi e quindi capaci di proteggere i grappoli e gestendo con estrema attenzione le diverse parcelle.

I 18 ettari destinati a Pinot Nero e Chardonnay sono stati raccolti manualmente da 42 vendemmiatori, dando priorità alle parcelle interessate dalle grandinate di maggio e giugno. Le perdite quantitative, pari a circa il 35%, hanno interessato solo una parte del comprensorio e non hanno compromesso la qualità delle uve. L’11 agosto, alla conclusione della raccolta, gli acini si sono presentati integri, con un’ottima maturazione e soprattutto una marcata freschezza.

Il 19 agosto è invece iniziata la vendemmia delle uve rosse destinate al RosaMara, con circa due settimane di anticipo. Groppello Gentile, Marzemino, Sangiovese e Barbera sono stati raccolti dalle prime luci dell’alba alle 5.30 fino alle 13.00, per preservare al meglio l’integrità del frutto. Anche in questo caso, la selezione manuale e la rapidità di conferimento in cantina sono state determinanti per iniziare le lavorazioni con la massima delicatezza.

Mattia Vezzola

La Valtènesi ci insegna da sempre a confrontarci con l’imprevedibilità e a trasformarla in esperienza. Dopo 99 vendemmie la mia famiglia continua a sentirsi apprendista: il nostro compito è mettere a disposizione della natura la conoscenza maturata negli anni, senza cercare di forzarla. È proprio da questo equilibrio che possono nascere vini capaci di sorprendere e, soprattutto, di evolvere con coerenza la loro giovinezza».

I vini rosé di Mattia Vezzola sono, in questo senso, “vini da sottrazione”: vini che scelgono di emanciparsi dai vezzi estetici e dalle mode per concentrarsi sull’essenziale. Comodi, belli, luminosi, capaci di accompagnare il tempo con naturalezza. Anche il colore, nel RosaMara, diventa parte di questa filosofia: una tonalità rosa cipria, delicata e luminosa, che punta all’eleganza piuttosto che allo stupore.

È questa ricerca di essenzialità a rendere il RosaMara un rosé di classe senza tempo: un vino che non vive soltanto il presente della vendemmia, ma trova nella capacità di evolvere la propria più autentica contemporaneità.

La Redazione