Zi Rocco. Roma incontra i castelli romani
A volte basta attraversare poche strade per avere la sensazione di essere già altrove. È quello che mi è successo arrivando da Zi Rocco. Roma è ancora lì, ma l’atmosfera è già quella dei Castelli Romani.
È in questo punto di confine, dove la città lascia lentamente spazio a panorami più rilassati, che ho scoperto Zi Rocco, un ristorante che da tre generazioni accoglie gli ospiti con una cucina che mette il pesce al centro della tavola.
Gli spazi esterni sono ideali per le sere d’estate, mentre la sala interna, elegante e curata, offre un ambiente accogliente in ogni stagione. Ad attendermi c’è Stefano, la terza generazione, che mi accompagna alla scoperta della storia del locale e del suo menu.
Tra un racconto e l’altro emerge il legame con il nonno Rocco, da cui il ristorante prende il nome. Una storia di famiglia che continua ancora oggi, mantenendo viva la tradizione e aprendosi a una cucina contemporanea.
La filosofia in cucina
La cucina di Zi Rocco parte da un principio semplice: il rispetto della tradizione, senza rinunciare alla possibilità di guardare avanti. Le ricette che fanno parte della memoria gastronomica italiana restano il punto di riferimento, ma vengono interpretate con sensibilità contemporanea, cercando nuovi equilibri e nuovi abbinamenti senza alterarne l’identità.
Tutto nasce dalla materia prima. Ogni piatto prende forma solo dopo un’attenta selezione degli ingredienti, perché è proprio la loro qualità a guidare la costruzione della ricetta. L’obiettivo non è aggiungere elementi superflui, ma trovare il giusto equilibrio tra sapori, consistenze e profumi, lasciando che ogni ingrediente esprima al meglio il proprio carattere.
Anche il rapporto con il cliente occupa un ruolo centrale. Ciò che viene descritto nel menu deve corrispondere esattamente a ciò che arriva nel piatto e, soprattutto, a ciò che si ritrova al palato. La trasparenza diventa così parte integrante dell’esperienza gastronomica: nessuna promessa disattesa, ma un racconto che trova conferma al primo assaggio.
La tecnica, in questa cucina, non è un esercizio di stile. È il risultato di anni di esperienza, della gavetta e della formazione, unite alla creatività maturata nel tempo. Non esistono virtuosismi fini a sé stessi: ogni scelta tecnica è al servizio del gusto e dell’equilibrio del piatto.
Se questa cucina dovesse essere riassunta in tre parole, sarebbero semplice, italiana e gustosa. Tre caratteristiche che raccontano un modo di intendere la ristorazione in cui la tradizione continua a essere il punto di partenza, mentre la ricerca trova spazio nel rispetto della materia prima e nella volontà di offrire un’esperienza autentica.

Il menu
Il menù di Zi Rocco racconta una cucina che affonda le proprie radici nella tradizione marinara, senza rinunciare a qualche incursione dedicata agli amanti della carne. Il percorso può iniziare con una selezione di crudi che mette al centro la qualità della materia prima: ostriche Fine de Claire, gamberi di Mazara del Vallo, scampi, carpacci di pescato e tartare, fino alla ricca “Crudité Zi Rocco”, pensata per chi desidera esplorare il mare nella sua forma più autentica.
Tra gli antipasti caldi trovano spazio preparazioni essenziali come il battuto di gambero e il cilindro di cernia con salsa ai carciofi, mentre la carta dei primi alterna grandi classici e piatti simbolo della casa. Spaghetti alle vongole veraci, fregola ai frutti di mare, maltagliati con gamberi e vongole e gnocchi ripieni al salmone affiancano quello che il ristorante considera il proprio cavallo di battaglia: il risotto alla crema di scampi, una ricetta che punta sulla cremosità e sull’intensità del crostaceo.
La proposta prosegue con un’ampia selezione di secondi. Dal branzino in crosta di sale al rombo al forno con patate, passando per calamari, gamberoni, scampi e grigliate miste di pesce, ogni preparazione valorizza la semplicità della cottura per lasciare spazio al sapore del pescato. Non manca una sezione dedicata alla carne, con filetto e bistecca di manzo ai ferri, pensata per soddisfare anche chi desidera un’alternativa ai sapori del mare.
Un menù ampio, costruito per offrire una scelta trasversale, nella quale il pesce rimane il protagonista assoluto e racconta l’identità gastronomica di Zi Rocco.

La degustazione
Nel primo calice arriva il Brusa Spumante Extra Dry. Il colore è un brillante giallo paglierino, attraversato da un perlage fine e continuo. Al naso si percepiscono fiori bianchi, mela, pera e pesca bianca, con una leggera nota agrumata. Il sorso è fresco, morbido e di facile beva, con un finale fruttato che invita subito all’assaggio successivo.
Il percorso prende il via con un tris di carpacci: spigola con gelato allo zafferano, prugna e menta; ombrina con gelato al peperone e noci; ricciola con limone candito e cipolla di Tropea. A chiudere l’entrée una battuta di gambero cacio e pepe con chips di patate fritte.

Più della qualità della materia prima, che ho trovato molto buona, mi hanno colpito gli abbinamenti. Quello che ricorderò più a lungo è il gelato allo zafferano, prugna e menta accostato alla spigola: una scelta originale, equilibrata e mai invasiva.

Le bollicine del Brusa accompagnano con naturalezza l’intero antipasto. La loro freschezza e la leggera nota fruttata puliscono il palato dopo ogni assaggio, valorizzando la delicatezza dei carpacci e sostenendo la morbidezza della battuta di gambero senza mai coprirne i sapor
Nel secondo calice arriva il Frascati Pietra Porzia, che si presenta con un intenso colore giallo paglierino. Al naso è fruttato, con sentori tipici di pera matura, mentre al palato è fresco e brioso, con un piacevole retrogusto secco e ammandorlato.
Tra i primi mi viene servita la fregola ai frutti di mare, semplice ma ricca di gusto. Il Frascati ne accompagna la sapidità senza sovrastarla: la sua freschezza alleggerisce il palato, mentre la componente fruttata si integra con la dolcezza naturale dei frutti di mare, rendendo l’abbinamento armonico e molto piacevole.

A seguire arriva la specialità della casa che Stefano voleva assolutamente farmi assaggiare: il risotto alla crema di scampi, uno dei piatti simbolo del ristorante, dove la cremosità accompagna senza coprire il sapore delicato del crostaceo. Il Frascati dimostra tutta la sua versatilità anche con il risotto. La sua freschezza alleggerisce la cremosità della crema di scampi, mentre il finale secco accompagna il gusto delicato del crostaceo senza interromperne la persistenza.

Infine arriva la grigliata mista. È stato forse il momento che ho apprezzato di più. È uno di quei piatti dove non ci si può nascondere dietro tecniche o salse: se il prodotto è di qualità, arriva nel piatto con tutta la sua identità. Ed è proprio quello che ho ritrovato. Gamberoni, scampi, calamari e un buonissimo, morbidissimo tortino di cernia.. Con la grigliata il Frascati continua a fare il suo lavoro con discrezione. La freschezza pulisce il palato dopo ogni boccone e lascia emergere tutta la qualità di gamberoni, scampi, calamari e del morbido tortino di cernia.

La cena si è conclusa con un tiramisù. Un dolce presente praticamente ovunque, ma che, quando è preparato nel modo giusto, riesce ancora a lasciare un bel ricordo.

La cena termina lasciandomi la conferma di aver scoperto un ristorante che ha costruito la propria identità senza rincorrere le mode. Qui tutto parte dalla qualità della materia prima e da una cucina che punta sul gusto, senza complicare ciò che funziona già bene. Se siete alla ricerca di un buon ristorante di pesce alle porte dei Castelli Romani, pur restando a Roma, e volete trascorrere una serata circondati dal verde, Zi Rocco è un indirizzo che mi sento di consigliare. Qui Stefano vi accoglierà con il sorriso, vi farà sentire a casa e vi accompagnerà in una serata da vivere con calma, tra buon pesce, tanto verde e scorci che meritano di essere osservati prima ancora che fotografati.
Roberto Silvio De Pascale
Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina