B.E.V.I. Borgo Eccellenze Vinicole Italiane. Il vino, incontro tra imprese, cultura e territorio
Il 24 e 25 ottobre 2026 Sansepolcro ospita la seconda edizione di Borgo Eccellenze Vinicole Italiane: cento cantine selezionate da Luca Gardini, degustazioni, approfondimenti culturali e un programma che mette in relazione il vino italiano con la gastronomia, l’artigianato e il patrimonio della città.
Il vino non è soltanto ciò che si trova nel calice: è il risultato di un lavoro, di una cultura produttiva e di conoscenze che attraversano le generazioni. È anche una porta d’accesso a mondi diversi, capaci di dialogare attraverso tradizioni, creatività e mestieri.
È da questa prospettiva che si può leggere B.E.V.I., Borgo Eccellenze Vinicole Italiane, che il 24 e 25 ottobre 2026 torna a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, per la sua seconda edizione. Le cento aziende vitivinicole italiane selezionate da Luca Gardini saranno affiancate da incontri e iniziative che coinvolgono la cultura, la gastronomia e le realtà produttive locali, secondo un progetto che mette in relazione esperienze differenti senza rinunciare all’identità di ciascuna.
Luca Gardini, lo sguardo sul vino italiano

La selezione delle cento cantine è affidata a Luca Gardini, sommelier e wine critic di rilievo internazionale, protagonista di un percorso professionale che attraversa la degustazione, la critica e la divulgazione enologica. Nel corso della sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui Miglior Sommelier d’Italia nel 2004, d’Europa nel 2009 e del Mondo nel 2010.
Il suo lavoro si è sviluppato nel tempo attraverso la valutazione dei vini, la comunicazione e progetti editoriali dedicati alle eccellenze italiane. La sua attività si estende anche alla ristorazione e alla cultura gastronomica, ambiti che condividono con il vino un patrimonio di conoscenze, identità territoriali e tradizioni produttive.
A B.E.V.I. il suo contributo si traduce nella scelta di aziende provenienti da diverse aree del Paese, riunite in un percorso che accosta realtà produttive, denominazioni e storie differenti. Le masterclass completano la proposta, offrendo occasioni di approfondimento attraverso degustazioni guidate dedicate a vini e selezioni specifiche.
Il vino italiano e le identità produttive
La presenza di cento aziende provenienti da diverse zone d’Italia permette di avvicinarsi alla varietà del panorama enologico nazionale attraverso storie produttive, scelte stilistiche e legami con i rispettivi luoghi d’origine. La degustazione diventa così un’occasione per conoscere queste differenze e comprendere come ogni realtà interpreti il proprio patrimonio viticolo.
Accanto alle produzioni nazionali trova spazio anche la viticoltura della Valtiberina, parte del contesto che ospita l’evento. Sono due prospettive complementari: da una parte il confronto con cantine provenienti da tutta Italia, dall’altra la conoscenza di un territorio che sta cercando di consolidare la propria identità enologica e di far conoscere le sue potenzialità.
Non si tratta di stabilire gerarchie, ma di accostare esperienze diverse, lasciando che ciascuna esprima le proprie peculiarità. Il vino diventa così un punto di partenza per conoscere le aziende, i luoghi e le persone che contribuiscono a costruire il patrimonio produttivo italiano.

Una manifestazione da vivere attraverso la città
B.E.V.I. non si esaurisce negli spazi dedicati agli assaggi, ma si estende alle strade e ai luoghi di Sansepolcro attraverso un percorso itinerante che coinvolge attività commerciali, artigiani e realtà culturali. L’obiettivo è offrire ai visitatori un’occasione per conoscere la città anche al di fuori degli appuntamenti strettamente enologici, entrando in contatto con le persone e le attività che ne animano il tessuto quotidiano.
Le dimostrazioni degli artigiani e le iniziative legate al patrimonio storico e artistico, nel quale spicca la figura di Piero della Francesca, affiancano degustazioni, proposte gastronomiche e musica. Il rapporto con il cibo aggiunge un’altra dimensione al percorso, mettendo in evidenza il valore delle materie prime, dei gesti del lavoro e delle conoscenze tramandate nel tempo.
Il centro cittadino diventa così parte integrante dell’esperienza: non una semplice cornice per gli assaggi, ma uno spazio nel quale attività diverse possono incontrarsi e trovare visibilità. È un modo per ampliare il racconto del vino senza spostarlo dal suo ruolo centrale, mostrando quanto il mondo enologico sia legato alla cultura, alla ristorazione e alle realtà produttive che lo circondano.
Raccontare, approfondire, condividere
Il programma comprende anche momenti di approfondimento dedicati a temi enologici e culturali, dall’arte alla viticoltura italiana, fino al Vin Santo e alle produzioni della Valtiberina. Sono argomenti che consentono di passare dalla dimensione nazionale alle tradizioni locali, esplorando il rapporto tra vino, memoria e patrimonio culturale.
Il Vin Santo, in particolare, offre l’occasione di raccontare consuetudini e saperi legati alla storia del territorio, mentre gli incontri dedicati alla viticoltura permettono di approfondire il rapporto tra caratteristiche dei suoli e produzione vinicola. L’intento è rendere questi contenuti accessibili anche a chi non possiede una preparazione tecnica specifica, attraverso storie, aneddoti e riferimenti capaci di accompagnare il pubblico nella scoperta.
La cultura enologica non si limita infatti alla terminologia specialistica: può partire da una tradizione, da un luogo o dall’esperienza di chi produce, offrendo modi diversi per comprendere il vino e il contesto da cui proviene.
Il programma: tre giornate tra degustazioni, incontri e spettacoli
Venerdì 23 ottobre – Aspettando B.E.V.I.
Il calendario si apre venerdì 23 ottobre con Aspettando B.E.V.I., al Ristorante Fiorentino, una serata dedicata alle eccellenze locali raccontate da Alessia Uccellini.
Sabato 24 ottobre – B.E.V.I. in città

Sabato 24 ottobre, alle 11, le Logge di Palazzo delle Laudi ospitano l’inaugurazione ufficiale, mentre dalle 12 alle 20 Via XX Settembre e le Logge diventano il cuore di B.E.V.I. in città, con degustazioni, incontri con i produttori, mostre, performance e musica dal vivo.
La giornata comprende anche l’apertura straordinaria del campanile della Basilica, con il Gruppo Campanari Borgo Sansepolcro, e iniziative che intrecciano vino e gastronomia, tra cui B.E.V.I. a tavola, con proposte di piatti e aperitivi abbinati alle etichette delle aziende partecipanti.
All’Auditorium Santa Chiara sono previste tre masterclass condotte da Luca Gardini e Cristiano Cini: alle 16 la verticale di Civettaja, alle 17.30 Sfumature di rosso e alle 19 la verticale di Guado al Tasso, con prenotazione tramite TicketOne.
Nel pomeriggio, la Biblioteca comunale Dionisio Roberti ospita una mostra fotografica di Riccardo Lorenzi e tre incontri di approfondimento: il primo, con il geologo Stefano Farinelli, è dedicato ai suoli della Valtiberina e della Toscana in relazione alla produzione vinicola; il secondo affronta il Vin Santo attraverso il contributo di produttori toscani e umbri e una proposta di gelato al Vin Santo; il terzo è dedicato alla produzione vitivinicola locale.
Tra gli altri appuntamenti figurano l’incontro con il produttore Federico Staderini all’Enoteca Guidi Shop e una degustazione popolare in Largo Al Re, su prenotazione.
Nel tardo pomeriggio e in serata, i locali aderenti propongono aperitivi, cene e degustazioni tematiche, accompagnati da iniziative musicali. La giornata si conclude con la Jazz Night, dalle 21 alle 23 al Teatro della Misericordia, con il Giuditta Franco Quintet in collaborazione con Jazz Club Valtiberina, e con il B.E.V.I. After Party, dalla mezzanotte alle 2 nel Chiostro del Comune, con DJ set e drink.
Domenica 25 ottobre – I banchi d’assaggio
Domenica 25 ottobre, al Borgo Palace Hotel, dalle 12 alle 20, tornano i banchi d’assaggio, con la possibilità di incontrare i produttori e degustare i vini delle cantine partecipanti.
Sansepolcro, parte del progetto
La scelta di Sansepolcro non è un semplice dettaglio organizzativo. La storia della città, il patrimonio artistico e la presenza di attività commerciali e artigianali offrono un contesto nel quale il vino può entrare in relazione con altre espressioni del territorio. Il coinvolgimento del centro storico consente inoltre di distribuire l’esperienza in luoghi differenti, favorendo l’incontro tra visitatori, produttori e comunità locale.
Il legame con l’Alta Valle del Tevere Tosco Umbra assume così un significato concreto: il vino diventa una chiave per leggere un’area che unisce Toscana e Umbria, con le sue tradizioni agricole e le sue realtà produttive. Portare il pubblico nei luoghi, favorire il dialogo tra imprese e comunità e offrire occasioni di conoscenza sono passaggi importanti per costruire una manifestazione riconoscibile anche oltre il calendario delle degustazioni.
La dimensione nazionale dell’evento e quella locale non si escludono, ma si completano: da un lato, le cantine offrono uno sguardo ampio sulla produzione italiana; dall’altro, la città mette a disposizione il proprio patrimonio storico, culturale e gastronomico, contribuendo a dare alla manifestazione una fisionomia precisa.

Il mio punto di vista
Ho partecipato alla prima edizione di B.E.V.I. e, ripensando ai tanti eventi a cui ho preso parte, posso dire che è probabilmente quello che mi è piaciuto di più. Mi hanno colpita l’accoglienza, le persone presenti, il livello delle cantine e la qualità delle masterclass. Non è facile trovare riunite nella stessa manifestazione così tante aziende vinicole di grande prestigio e ritrovarle anche protagoniste di percorsi di approfondimento dedicati.
Uno dei ricordi più belli è legato alla cena, organizzata nel suggestivo chiostro della Chiesa di San Francesco, nel cuore storico di Sansepolcro. La cornice, l’atmosfera e la proposta gastronomica hanno dato alla serata un carattere particolare, ma ciò che ricordo soprattutto è la possibilità di condividere quel momento con produttori e protagonisti del mondo del vino, in un contesto che favoriva il dialogo.
Era possibile mangiare e bere bene, ma soprattutto conversare con persone che condividono interessi e competenze, affrontando argomenti che andavano oltre il racconto della singola etichetta. Al banco degustazione il confronto con il produttore è prezioso per conoscere un vino e il lavoro che lo accompagna; a tavola, invece, la conversazione può allargarsi alle esperienze professionali, ai territori, alle idee e a molti altri aspetti del settore. Per me è stato uno dei momenti più significativi della manifestazione, proprio per la possibilità di creare relazioni e approfondire la conoscenza in modo spontaneo.
Ricordo una qualità complessiva che si percepiva in ogni passaggio, dalla selezione delle cantine alle masterclass, fino all’accoglienza e alla cura dell’esperienza. Non era soltanto una questione di etichette prestigiose o di nomi presenti, ma del modo in cui ogni elemento contribuiva al risultato finale. B.E.V.I. mi è sembrato un evento di alto livello, capace di unire competenza e convivialità senza perdere di vista le persone.
È questa la sensazione che mi è rimasta della prima edizione: un appuntamento in cui il vino veniva valorizzato con ambizione e professionalità, senza rinunciare al piacere dell’incontro. Per questo guardo alla seconda edizione con interesse, soprattutto per il modo in cui il programma amplia il rapporto con Sansepolcro e mette in relazione degustazioni, cultura, gastronomia e musica. Dopo aver vissuto l’evento lo scorso anno, considero proprio la qualità dell’esperienza nel suo insieme uno degli elementi che possono distinguere B.E.V.I. da tanti altri appuntamenti enologici.
Vale Wine – Oltre la carta dei vini
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