Novello 2025, ecco il primo vino di Principe di Corleone dalla vendemmia appena conclusa Arrow Right Top Bg

12 Novembre, 2025

Novello 2025, ecco il primo vino di Principe di Corleone dalla vendemmia appena conclusa

  Come da tradizione, anche quest’anno, al termine della prima vendemmia totalmente biologica, arriva Cupido, il vino novello che l’azienda siciliana Principe di Corleone produce fin dagli anni Ottanta. Il vino sarà in commercio a partire dal 31 ottobre.   L’autunno è la stagione del cambiamento e dell’abbondanza, e il Novello ne è il simbolo più autentico: il primo vino nato dall’ultima vendemmia, contemporaneo nello spirito ma legato a una tradizione antica, quella della fermentazione breve dei grappoli raccolti tra fine agosto e inizio settembre. Cupido 2025 è un vino giovane e gioioso, capace di portare allegria in ogni calice con il suo carattere fruttato e la sua freschezza. Da oltre quarant’anni, l’azienda celebra l’arrivo dell’autunno con questo brindisi speciale. Pietro Pollara, agronomo e rappresentante della nuova generazione insieme al fratello Leoluca e al cugino Gaetano Per noi non è solo un vino simbolico, che segna il bilancio della vendemmia, ma anche un punto di riferimento per tanti winelover affezionati. Siamo stati tra i primi in Sicilia a credere nel vino novello, e oggi Cupido rappresenta un legame profondo con il territorio e con le persone che da anni ci seguono e ci sostengono. La tradizione vuole che l’apertura del vino novello venga festeggiata l’11 novembre, giorno di San Martino, quando “ogni mosto diventa vino” e si celebra la fine della fermentazione con un brindisi speciale, simbolo di un sorso d’estate nel cuore dell’autunno. Il Cupido 2025, prodotto con uve Syrah, si distingue per il suo colore rosso ciliegia con riflessi violacei e i profumi intensi di frutta rossa. Al palato è fresco, fragrante e armonioso, ideale anche servito leggermente freddo (intorno ai 12 °C). La raccolta delle uve, iniziata il 18 agosto con condizioni climatiche favorevoli, si è conclusa ai primi di ottobre, garantendo grappoli di ottima qualità e una produzione destinata a vini di eccellenza. La Redazione
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DOC DELLE VENEZIE A RIVE 2025 PER PARLARE DI INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ, TRA VINO LOW-ALCOHOL E VITIGNI RESISTENTI Arrow Right Top Bg

12 Novembre, 2025

DOC DELLE VENEZIE A RIVE 2025 PER PARLARE DI INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ, TRA VINO LOW-ALCOHOL E VITIGNI RESISTENTI

  Il Consorzio DOC Delle Venezie è stato protagonista a RIVE-Rassegna Internazionale Viticoltura Enologia 2025, tenutasi alla Fiera di Pordenone, portando al centro del dibattito temi chiave come i vini a basso tenore alcolico e la sperimentazione di vitigni resistenti.   Stefano Sequino, Direttore del Consorzio, ha partecipato a due tavole rotonde. Nella prima, dal titolo “Vino e consumo, le nuove istruzioni per l’uso – Sperimentazioni tra Low e No-Alcohol” moderata da Sissi Baratella, si è discusso della crescita della domanda di vini low-alcohol basata su dati di mercato e contenuti tecnico-giuridici. Al confronto hanno preso parte anche esperti come Michele Zanardo, Lorenzo Tosi e Paolo Fiorini. Il Consorzio si impegna in una ricerca congiunta con CREA-VE, Università di Udine e Padova, Veneto Agricoltura, Vivai Cooperativi Rauscedo e Fondazione Edmund Mach per sviluppare cloni di Pinot Grigio a ridotto tenore alcolico naturale, modulando la maturazione per mantenere l’equilibrio aromatico. Stefano Sequino ha sottolineato l’obiettivo di coniugare innovazione, tradizionalità e sostenibilità, rispettando l’identità varietale e il profilo tipico del Pinot Grigio nordestino. La tavola rotonda si è conclusa con una degustazione alla cieca che ha confrontato vini dealcolati con vini low-alcohol naturali sperimentali: in particolare un Pinot Grigio con gradazione alcolica naturale di 8,8% vol e uno con 9% vol, quest’ultimo non certificato DOC ma prodotto nella stessa area. In una seconda tavola rotonda dal titolo “I nuovi disciplinari, vigneti resistenti: sì o no”, moderata da Clementina Palese, Sequino ha ribadito la posizione del Consorzio riguardo all’inserimento di varietà resistenti (PIWI) in una quota del disciplinare DOC Delle Venezie, non superiore al 10%. Ha evidenziato l’esperienza esistente con queste varietà su Indicazione Geografica e la possibilità di fare ulteriori progressi in termini di sostenibilità e costi. Sono in corso prove di microvinificazione e degustazioni tecniche usando vini ottenuti da varietà resistenti come Pinot Bianco, Friulano e Chardonnay, già presenti nel disciplinare come quote complementari. Sequino ha inoltre sottolineato l’importanza di definire chiaramente in ambito legislativo la categoria dei vini a bassa gradazione alcolica naturale, separandoli dai vini dealcolati, per evitare confusione nel consumatore. La Redazione
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Barbera d’Asti Wine Festival: un fine settimana di successo tra degustazioni, incontri e sostenibilità Arrow Right Top Bg

12 Novembre, 2025

Barbera d’Asti Wine Festival: un fine settimana di successo tra degustazioni, incontri e sostenibilità

  Ad Asti, dal 7 al 10 novembre 2025, si è svolta la seconda edizione del Barbera d’Asti Wine Festival in Piazza Alfieri, con un programma ricco di degustazioni, incontri e momenti di approfondimento che hanno richiamato migliaia di visitatori, operatori e appassionati.   Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato L’entusiasmo e la nutrita partecipazione del pubblico confermano quanto la Barbera d’Asti DOCG e le nostre denominazioni siano capaci di raccontare il territorio. Il Festival valorizza non solo la qualità dei nostri vini, ma anche il lavoro dei viticoltori, la tutela del paesaggio e la ricerca di sostenibilità. È un atto d’amore verso il territorio e la comunità, proiettando il Monferrato su una scena internazionale. Le denominazioni tutelate dal Consorzio sono state protagoniste di banchi d’assaggio affollati e masterclass tecniche con esperti internazionali come Aldo Fiordelli, Veronika Crecelius e Pietro Russo, che hanno illustrato le diverse espressioni della Barbera d’Asti DOCG e del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, spaziando da versioni fresche e fragranti a vini più complessi e longevi. Grande attenzione alla sostenibilità anche nello show cooking sold out di Gianluca Renzi, resident chef del ristorante stellato “Le Cattedrali”. Il suo menu autunnale e invernale riflette un approccio alla cucina circolare, con piatti creati utilizzando le materie prime integrali e recuperando scarti in modo innovativo, come il fungo cardoncello con erbe e salse aromatiche. Il 7 novembre, nel talk “Sostenibilità, tradizione e innovazione: il futuro del vino e della cucina italiana”, hanno dialogato Filippo Mobrici, Stevie Kim e lo chef Antonino Cannavacciuolo, moderati da Federico Monga e Rocco Moliterni. Il confronto ha fatto emergere il ruolo delle nuove generazioni e l’importanza di una filiera responsabile e consapevole, con Cannavacciuolo che ha illustrato la sua visione di cucina etica e Kim che ha evidenziato la necessità di innovare la comunicazione del vino italiano. Oltre ai momenti enogastronomici, il festival ha vissuto serate animate da musica, dj set e cocktail station, valorizzando la versatilità dei vini del Monferrato anche nella mixology, insieme a proposte gastronomiche tipiche dei monti tuscolani. La Redazione
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Arte e vino ridisegnano il paesaggio culturale italiano: a Verona il convegno scientifico nazionale di MetodoContemporaneo Arrow Right Top Bg

12 Novembre, 2025

Arte e vino ridisegnano il paesaggio culturale italiano: a Verona il convegno scientifico nazionale di MetodoContemporaneo

  Venerdì 14 novembre 2025, presso il Polo Santa Marta dell’Università degli Studi di Verona, avrà luogo il convegno conclusivo di MetodoContemporaneo, il primo osservatorio permanente italiano dedicato al dialogo tra arte contemporanea e paesaggio vitivinicolo.   L’evento, promosso dall’Università di Verona in collaborazione con BAM! Strategie Culturali, si presenta come un momento di confronto multidisciplinare tra accademici, operatori culturali, imprenditori e esperti del vino e del turismo. MetodoContemporaneo nasce dalla prima ricerca scientifica italiana sul rapporto tra arti contemporanee e territorio del vino, e ha mappato una piattaforma online dinamica e interattiva (www.metodocontemporaneo.com) con circa 60 realtà vitivinicole italiane che integrano arte e paesaggio, promuovendo nuove forme di fruizione culturale e turismo sostenibile. Il progetto ha già realizzato iniziative concrete sul territorio, come l’evento diffuso 2025 MetodoContemporaneo. Itinerari tra arti, vino e paesaggio, svolto il 17 e 18 ottobre con la partecipazione di 14 cantine da Trentino a Sicilia. Il convegno del 14 novembre si svolgerà dalle 9:30 alle 17:30 con un programma ricco di interventi: Saluti istituzionali dalle Università di Verona e Ca’ Foscari Venezia Tema: Turismo, over tourism, certificazione made@changes (Monica Calcagno, Ca’ Foscari Venezia) Introduzione al progetto e obiettivi (Luca Bochicchio e Monica Molteni, UniVR) Ricerca e mappatura dati (Costanza Vilizzi, Matteo Giovanelli) Azioni bottom-up e monitoraggio (BAM! Strategie Culturali) Il contesto arte e imprese vitivinicole (Ilaria Bonacossa, Palazzo Ducale di Genova) Sessione pomeridiana: Arte, collezioni e paesaggio vitivinicolo con Vito Planeta, Olimpia Eberspacher, Arturo Pallanti e Tina Guiducci Cultura, territorio e comunità con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Elda Felluga, Daniele Capra e Teresa Severini L’ingresso al convegno è libero e gratuito con registrazione via mail a info@metodocontemporaneo.com. MetodoContemporaneo rappresenta una piattaforma di osservazione e narrazione costantemente aggiornata, con l’obiettivo di costruire un nuovo paesaggio culturale in cui enologia e arte contemporanea convivono e dialogano, promuovendo un turismo sostenibile e consapevole. Il progetto è vincitore di finanziamenti PNRR CHANGES – CREST, Spoke 9 – Cultural Resources for Sustainable Tourism. La Redazione
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Bouzy, tra luce e gesso. Il Pinot Noir secondo Paul Bara Arrow Right Top Bg

12 Novembre, 2025

Bouzy, tra luce e gesso. Il Pinot Noir secondo Paul Bara

  Bouzy si trova sul versante sud della Montagne de Reims, dove le colline si aprono al sole e il Pinot Noir trova una delle sue espressioni più piene e generose. Stiamo parlando di un villaggio leggendario, anima solare delle Montagne di Reims, uno dei 17 villaggi classificati Grand Cru della Champagne, e il suo nome evoca da sempre potenza, frutto e profondità. Il pendio di Bouzy guarda verso sud, con altitudini comprese tra i 150 e i 250 metri: un’esposizione privilegiata che garantisce maturazioni perfette e un microclima più caldo della media regionale. Qui il gesso affiora appena sotto la superficie, ma il terreno mostra un carattere più argilloso rispetto ad altri cru vicini, donando vini di struttura, calore e densità. A Bouzy domina il Pinot Noir, che occupa oltre il 90% del vigneto. È un’uva che qui assume tonalità profonde e generose: fragola matura, ciliegia, spezie e una sottile nota affumicata che firma il terroir. È anche una delle zone simbolo per la produzione dei Bouzy Rouge, vini rossi fermi (AOC Coteaux Champenois) che rivelano quanto questo suolo sia vocato alla pienezza e all’energia del Pinot Noir. Il carattere dei Champagne di Bouzy è deciso: vinosi, ricchi, carnosi, con una tessitura ampia e una spalla acida ben bilanciata. Nei Blanc de Noirs prevalgono note di frutti rossi, mandorla tostata e mineralità gessosa. Sono Champagne che seducono per profondità e volume, più che per tensione o austerità. Una Champagne solare, piena di luce e materia, capace di unire forza e dolcezza. Negli ultimi vent’anni, Bouzy ha vissuto una rinascita grazie ai vigneron indipendenti che hanno creduto nella forza identitaria del loro cru. Oggi, accanto alle maison storiche, nuove generazioni esplorano parcelle specifiche e micro-cuvée, restituendo una lettura più sottile di un territorio spesso associato solo alla potenza. Bouzy è sinonimo di generosità, luce e calore. Un Grand Cru che parla con voce piena, rotonda, sensuale, simbolo della Champagne più solare e carnosa. Qui il Pinot Noir non è solo un’uva: è una dichiarazione d’identità.   Paul Bara. L’eleganza classica di Bouzy in una maison famigliare Tra le colline di Bouzy, nel cuore della Montagne de Reims, la famiglia Bara coltiva la vite dal 1833. Oggi la Maison è guidata da Chantal Bara, settima generazione, che custodisce un patrimonio di savoir-faire unico: fedele alle radici ma sempre attenta alla precisione contemporanea. Paul Bara rappresenta l’archetipo del vigneron di Bouzy: viticoltura familiare, cura maniacale dei dettagli e un’idea di Champagne profondamente legata al terroir. Ogni bottiglia è una fotografia fedele del suolo e dell’anima di questo villaggio Grand Cru. Gli 11 ettari di vigneto della Maison si trovano interamente a Bouzy. Il terreno, composto da gesso affiorante e argille brune, con esposizione piena a sud, garantisce maturità e concentrazione. Il Pinot Noir regna sovrano (oltre l’80%), con piccole parcelle di Chardonnay che aggiungono freschezza e finezza. L’insieme regala uve dense, aromatiche e ricche di polifenoli: la base perfetta per Champagne strutturati, longevi e di profonda identità. Il segreto della Maison è la precisione classica. Fermentazioni in acciaio per preservare la purezza del frutto, uso limitato del legno, lunghi affinamenti sui lieviti e dosaggi misurati. Il risultato è uno stile immediatamente riconoscibile: vinoso ma fine, ricco ma teso, con quella firma gessosa che distingue i grandi Champagne di Bouzy. Le cuvée di Paul Bara sono la perfetta sintesi tra potenza e grazia: il Pinot Noir si fa velluto, energia e luce. La degustazione mi ha molto impressionato e sorpreso positivamente. In passato non sempre ero rimasto convinto daglj champagne Paul Bara   La degustazione Dopo la visita alle cantine, immersi tra pupitre, botti e il silenzio dei gessi, la degustazione ha offerto un viaggio completo nel linguaggio di Bouzy firmato Paul Bara. Bouzy Rouge 2020 – Coteaux Champenois Un rosso fermo ancora giovanissimo, brillante e succoso, che esalta la purezza del Pinot Noir. Frutto rosso croccante, tannino setoso e lunga tensione minerale. Grand Millésime 2018 Pinot Noir 90%, Chardonnay 10%. Annata generosa e solare, che restituisce uno Champagne pieno, cremoso e denso, con equilibrio impeccabile tra frutto e freschezza. Grand Rosé de Bouzy Uno dei rosé più iconici della regione, frutto di un raffinato assemblaggio con Bouzy Rouge. Lampone, melograno, spezie dolci e una piacevole vena agrumata. Un rosé che incarna l’anima sensuale del villaggio. Brut Réserve Grand Cru L’espressione più pura della Maison. Cremoso, agrumato, di fine persistenza salina. Uno Champagne dallo stile classico, elegante e impeccabile. Extra Brut Grand Cru   Più teso e minerale, il volto sobrio e cesellato di Paul Bara: la struttura del Pinot Noir incontra una freschezza vibrante che invita al sorso successivo. Una degustazione coerente e completa, che parla al bevitore con una costanza stilistica e la nobiltà del Pinot Noir di Bouzy: vini che uniscono generosità e rigore, luce e profondità. Paul Bara è una delle rare maison rimaste totalmente indipendenti e a conduzione familiare in un villaggio Grand Cru. La filosofia di Chantal Bara è semplice: “Rispettare la terra, ascoltare il vino, non forzare mai la natura.” Questa purezza d’intento si riflette in ogni cuvée: autenticità senza artifici, classicità senza rigidità. In sintesi Paul Bara è il volto più autentico di Bouzy: un equilibrio perfetto tra forza e misura, tradizione e precisione. I suoi Champagne raccontano la nobiltà del Pinot Noir, ma con una voce chiara, raffinata, luminosa. Bevendo Paul Bara, si assapora la storia stessa di Bouzy.   Emanuele Muzzo – Vigne e Orizzonti
Su Instagram è semplicemente Emanuele Muzzo    
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12 Novembre, 2025

Aspettando ViniAmo. Il gusto sta per arrivare

  15 Novembre 2025 Roma, Hotel Cristoforo Colombo L’attesa è (quasi) finita! Sta per tornare Aspettando ViniAmo…, l’anteprima più golosa del Wine Tasting della  Capitale. Un’intera giornata tra degustazioni, masterclass e assaggi d’autore, per vivere la cultura del vino e dell’enogastronomia in un clima appassionato e carico di sorprese. Oltre 80 espositori, centinaia di etichette e prodotti gastronomici irresistibili: un’occasione unica per scoprire vini di nicchia e realtà fuori dai grandi circuiti commerciali, autentiche chicche italiane e straniere pronte a farsi conoscere e amare. IL PROGRAMMA DI ASPETTANDO VINIAMO… E’ facile partecipare ad Aspettando ViniAmo… un evento in cui ti attendono vini e sapori dall’Italia e oltre. Assaggi che non passano mai inosservati. Partecipare è più che facile! Sabato 15 Novembre 11:30 –20:30
Ingresso banchi d’assaggio: 25€
Ridotto: 20€ (sommelier, studenti tesserati, gruppi 8+) Ingresso gratuito per giornalisti, blogger e operatori del settore, previo accredito.
All’accoglienza tutti i partecipanti pagheranno 5 Euro di cauzione per il calice, che verranno restituiti alla riconsegna dello stesso. Riceveranno in omaggio una tracolla porta calice. Una navetta gratuita ti aspetta, su prenotazione, per portarti da Eur Fermi alla location e vice versa. LE MASTERCLASS DI ASPETTANDO VINIAMO… Un giorno ricco di assaggi e di incontri con vini e produttori unici. Tre racconti memorabili per vini che lasciano il segno. Scegli il percorso che più ti affascina ma affrettati, i posti nelle tre masterclass sono limitati. “Amarone Sabaini: tradizione e modernità” a cura di Ivan Vellucci (Wine Tales Magazine) Ore 12.00 – 13.30
SALA EUR – Hotel Cristoforo Colombo, Roma Storia, qualità e passione. Cantina Sabaini è tradizione tramandata tra generazioni a partire dal 1800 fino ai giorni d’oggi con Riccardo ed Alberto; è amore profondo per la Val d’Illasi, territorio delle DOC Valpolicella e Soave nonché della DOCG Amarone. È cultura e raffinata arte del vino grazie al titolare Adolfo e alla moglie Mirca. Crediamo fortemente nelle nostre origini, nei saldi principi legati alla famiglia, nella tradizione che sa di storia, nella terra che coltiviamo ogni giorno. Riccardo Sabaini Degustazione con verticale di Amarone della Valpolicella DOCG, annate:
2020 – 2019 – 2018 – 2015 RISERVA Importo: 40 euro
Operatori e stampa: 20 euro “Nebbiolo a Mucchietti – Cantina Piazzo Comm. Armando” a cura di Ivan Vellucci (Wine Tales Magazine) Ore 14.30 – 16.00
SALA EUR – Hotel Cristoforo Colombo, Roma In degustazione:
• Ritorno in Alta Langa DOCG Chardonnay e Pinot noir (Bollicina)
• Massim (Nebbiolo spumante)
• Rizzi Vigna Fratin (Barbaresco)
• Valente (Barolo)
• Sottocastello (Barolo)
• Vigna Giaia (Barbaresco Riserva) La scoperta della tradizione nelle Langhe. Dalla Malora ai giorni d’oggi Importo: 45 euro
Operatori e stampa: 20 euro “Incontro tra i Vitigni Francesi e la Costa Toscana” a cura di Roberta Marchese Ragona
Ore 17.00 – 18.30
SALA EUR – Hotel Cristoforo Colombo, Roma Consorzio Suvereto e Val di Cornia
Scopri le sfumature di un territorio unico nella Masterclass dedicata ai vini delle denominazioni Suvereto DOCG, Val di Cornia DOC e Rosso della Val di Cornia DOCG, tutelate dal Consorzio Suvereto e Val di Cornia.
Un viaggio sensoriale tra Francia e Toscana, con otto vini in degustazione. Importo: 40 Euro
Operatori e stampa: 20 euro COME PARTECIPARE ALLE MASTERCLASS Per assicurarsi un posto alle Masterclass è obbligatoria la prenotazione.
Per le prenotazioni, scrivere a:
• minelliwine.events@gmail.com
• masterclass@minelliwineevents.it CANTINE E AZIENDE PARTECIPANTI Da Nord a Sud, una selezione di cantine, consorzi e produttori artigianali che raccontano
la ricchezza del nostro Paese. Dai rossi eleganti piemontesi ai profumi della Valpolicella,
fino ai vini vulcanici del Sud e alle dolci colline toscane.
E poi olio, miele, distillati, birre artigianali, pizza e norcineria: un viaggio sensoriale
completo. Di Gaspero (Friuli) Maso Furli (Trentino-Alto Adige) Cantina Sabaini (Veneto) La Romiglia (Veneto) Azienda Vitivinicola Piazzo (Piemonte) Giacomo Barbero (Piemonte) Gozzelino (Piemonte) Ferrero Cristian (Piemonte) Tenuta Maffone (Liguria) Cantina Messori (Emilia Romagna) Castagnini Vini Apuani (Toscana) Cantina Fassati (Toscana) Innocenti (Toscana) Azienda Agricola Poggio Primo (Toscana) Cantina Pomario (Umbria) Cantina Tenuta di Saragano (Umbria) Società Agricola Mita (Lazio) Piana dei Castelli (Lazio) Azienda Agricola Deanike (Lazio) Azienda Agricola Debora Castelli (Lazio) La Corte dei Greci (Lazio) Cantina il Bottino (Lazio) Tenuta Ronci (Lazio) Cantina Raparelli (Lazio) Nevi Antolini (Lazio) Le Cime Basse (Marche) Cantina Vezzoso (Campania) Vitivinicola Iovino (Campania) Barbato 1907 (Campania) Cantine Vitematta (Campania) Cantina Ocone (Campania) Azienda Agricola Torricino (Campania) Aroma Winery (Campania) Azienda Agricola San Giovanni (Campania) Azienda Le Grazie (Campania) Azienda Agricola Sorelle Pepe (Puglia) Terre di Maria (Puglia) Tenuta Donna Donata (Puglia) Giancarlo Ceci (Puglia) Agri Girardi (Puglia) Leonardo Pallotta (Puglia) Vitis in Vulture (Basilicata) Tenuta Santoro (Calabria) Vino Nibali (Sicilia) Tenute Foti Randazzese (Sicilia) Vigna Nica (Sicilia) Cantina Crisponi (Sardegna) Siddura (Sardegna) Bruale (Georgia) ASSOCIAZIONI, DISTRIBUTORI E PARTNER Associazioni/Consorzi: Wine Specialists Council – Moscato di Trani (Puglia) Consorzio Suvereto DOCG e Val di Cornia DOC (Toscana) Distributori/Enoteche Online: Divina Italia in collaborazione con Concours Mondial de Bruxelles Stappando.it • Mazzolada – La Terra del Gheppio (Veneto)
• Lidia & Amato (Abruzzo)
• Merlotta – Vignaioli dal 1962 (Emilia Romagna)
• Apollonio (Puglia)
• Borgo Antico (Veneto)
• Cantina Li Seddi (Sardegna) Mosconi Rappresentanze Cantine Mucci (Abruzzo) Cantina Tre Secoli (Piemonte) Ca’ Saline (Veneto) Goudron Wine Selections Agents & Brokers Champagne Riotton & Fils Vallée de la Marne Champagne Lavinista Montagne de Reims Champagne Daniel Pétré & Fils Côte des Bar Extra Vino: Azienda Agricola Marco Cacioni – Terra e Sassi (olio) Pozzo Serpi (olio) Carichissimo Partner (caffè) Api e Miele Cardinali Andrea (miele) Aroma Winebar & Enoteca (gin e vermouth) Bepi Tosolini (liquori e distillati) Nativa Bio (creme spalmabili) MostoItaliano (birra) Tenimenti Marotta (olio, Vermouth, Composte, Nettari) Sponsor Gastronomico: Da Norcia per voi – Fraschetti – Le Norcinezze Romizza (pizza) Sponsor Tecnico: Pan de Roma – Salpa (lievitati/snack) Stappando.it (enoteca online) Sponsor: Paolo Finocchiaro Consulente Finanziario ASPETTANDO VINIAMO… PERCHÉ NON PUOI MANCARE
Aspettando ViniAmo… di Minelli Wine Events è un’esperienza autentica, fatta di scoperte, sorrisi e brindisi. Un evento per appassionati, curiosi, operatori e amanti del buon vivere. Segna la data e preparati a degustare: Roma, 15 novembre 2025. Contatti & Informazioni
Stefano Minelli: 338 3046072
minelliwine.events@gmail.com
https://minelliwineevents.it/ Per gli addetti stampa la richiesta di accredito va inviata a:
giuliaferrero.press@minelliwineevents.it Per tutti gli operatori del settore (ristoratori, enoteche, rappresentanti commerciali, agenti, distributori, ecc.) è possibile richiedere l’accredito scrivendo a: operatori@minelliwineevents.it Per la conferma dell’accredito per stampa e operatori è necessaria la mail di conferma da parte dell’organizzazione. La Redazione    
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“Vino, dono degli dèi”: al Museo del Vino di Torgiano in mostra i reperti della Tomba 58 della Necropoli dell’Osteria di Vulci Arrow Right Top Bg

11 Novembre, 2025

“Vino, dono degli dèi”: al Museo del Vino di Torgiano in mostra i reperti della Tomba 58 della Necropoli dell’Osteria di Vulci

  Dal Lazio all’Umbria, sotto il segno degli Etruschi, arrivano al Museo del Vino – MUVIT di Torgiano circa sessanta reperti archeologici provenienti dalla Tomba 58 della Necropoli dell’Osteria di Vulci, esposti in anteprima assoluta fino al 5 luglio 2026.   La scoperta della Tomba 58, datata alla fine del VII secolo a.C. e appartenente a esponenti di alto rango della società etrusca, è avvenuta nell’ottobre 2023 durante una campagna di scavi della Fondazione Vulci, coordinata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. Tra i preziosi reperti: anfore, olle, pithoi di impasto, vasellame in bucchero e ceramica etrusco-corinzia, coppe, oggetti in ferro e manufatti in bronzo. Particolarmente suggestivo è un calderone contenente resti di un grappolo d’uva, la cui analisi suggerisce che il vitigno fosse un antenato del Sangiovese, confermando il legame storico del vitigno con l’Italia centrale. Un’anfora reca l’iscrizione “io (sono) di Velχa Felusna”, considerata una primordiale etichetta che indica proprietà o provenienza di un lotto di vino. Il ricco corredo racconta il rituale del banchetto funebre etrusco, dove il vino assume un ruolo fondamentale nelle libagioni e nei sacrifici agli dèi, simbolo di continuità tra vivi e morti, mediando tra le due dimensioni. L’evento è stato presentato venerdì 24 ottobre presso la Sala Sant’Antonio, in presenza di autorevoli esperti tra cui Carlo Casi (Fondazione Vulci), Simona Carosi (Soprintendenza Archeologia), e Lorenzo Lepri (Fondazione Lungarotti). La mostra è realizzata all’interno del progetto “TraMusei” della Fondazione Lungarotti, che promuove reti di collaborazione tra diverse realtà museali con il supporto del Ministero della Cultura. Il Museo del Vino di Torgiano – MUVIT Fondato nel 1974 da Maria Grazia e Giorgio Lungarotti, il MUVIT è polo museale multidisciplinare dedicato alla storia, arte, cultura e sostenibilità della vite e del vino, con oltre cinquemila anni di testimonianze. Il museo si propone come piattaforma di promozione territoriale e turistica, in un racconto continuo fra passato e futuro, con attenzione alle nuove generazioni. La Redazione
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Lungarotti brilla con la SIR Volley di Perugia nella lunga stagione del Progetto 62 Arrow Right Top Bg

11 Novembre, 2025

Lungarotti brilla con la SIR Volley di Perugia nella lunga stagione del Progetto 62

  Una serata speciale al Pala BartonEnergy di Perugia ha visto protagonisti la squadra campione d’Europa della SIR Volley e la storica cantina Lungarotti, sponsor tecnico da due anni.   I giocatori, lo staff e i tifosi hanno brindato con i vini del Progetto 62, ultimo nato della cantina umbra, che prende il nome dalla prima annata di due etichette simbolo, Rubesco 62 e Torre di Giano 62, rivisitate nel segno della contemporaneità. Il Progetto 62 rappresenta un ritorno alle radici, con vini freschi, immediati e trasversali: Rubesco 62, un rosso 100% Sangiovese; Torre di Giano 62, un bianco a base di Trebbiano e Grechetto. L’evento ha sottolineato il legame tra sport e territorio, con la pallavolo italiana – femminile e maschile – al centro della scena insieme a vini autentici dell’Umbria. Chiara Lungarotti, amministratore delegato Il vino rappresenta un elemento chiave del made in Italy e della nostra regione. Con i vini del Progetto 62 raccontiamo la nostra terra, la sua autenticità e capacità di parlare alle nuove generazioni. Alla serata ha partecipato il presidente della squadra, Gino Sirci, insieme ai campioni Simone Giannelli, Roberto Russo e allo schiacciatore Yuki Ishikawa, capitano della nazionale giapponese e molto amato in Italia. Lungarotti: storia, sostenibilità e futuro Fondata nel dopoguerra da Giorgio Lungarotti, l’azienda agricola di famiglia a Torgiano è diventata un punto di riferimento per la viticoltura umbra, con tenute anche a Montefalco. Con 3 generazioni impegnate, Lungarotti ha lanciato nel 2025 il Progetto 1962, con l’obiettivo di raccontare l’Umbria e il suo stile di vita lento attraverso vini intramontabili e territoriali. L’azienda è impegnata nella promozione dell’enoturismo e della cultura del vino, dell’olio e del patrimonio artistico tramite il Museo del Vino – MUVIT e il Museo dell’Olivo e dell’Olio – MOO di Torgiano. La Redazione
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Colori che esplodono Arrow Right Top Bg

11 Novembre, 2025

Colori che esplodono

  Se si dividono i colori in parti e li si combinano, si ottengono nuove tonalità e armonie, che formano un continum di sfumature, passando dai colori vivaci a tonalità più grigie e delicate. Questa evoluzione permette di creare infine variazioni di tonalità, fondamentali nella pittura per esprimere emozioni e atmosfere diverse. A.Mucha Roma si svegliò sotto una luce dorata, come se il sole, accarezzando le cupole e i sampietrini, volesse ricordare alla città la sua eterna bellezza. L’aria portava con sé un leggero profumo di foglie secche e pane appena sfornato, un connubio perfetto tra natura e umanità. Quel giorno, Roma si offriva in tutta la sua dolce potenza, ed io ero pronto a lasciarmi travolgere. L’autunno nella città eterna arriva in punta di piedi, ma appena entra, trasforma tutto. Non c’è più il bianco accecante dell’estate né il brusio impaziente dei turisti che corrono da un monumento all’altro. Ora la città respira, più lenta, più vera. Le foglie dei platani lungo il Tevere diventano d’oro antico, e quando il vento le muove, sembra che una pioggia di luce scenda sull’acqua. L’aria è densa di profumi di terra bagnata, di castagne arrostite che fumano nei carretti ai bordi delle piazze, di vino nuovo che arriva dalle osterie e si mescola al caffè tostato che esce dai bar al mattino. Nei vicoli l’odore del sugo invade le strade, e da una finestra aperta scivola fuori una risata, una canzone, un bicchiere che brinda.
Una coppia di studenti si tiene per mano sotto un portone, un anziano guarda il cielo e scuote la testa come a dire che, sì, ogni anno è lo stesso, eppure ogni anno è diverso. Ottobre a Roma non ha bisogno di spettacoli. È lui lo spettacolo. Un mosaico di luce e memoria, di colori che non si riescono a nominare e di profumi che restano addosso come un ricordo.
Attraversai vicoli stretti dove i muri erano coperti di bouganville e le finestre traboccavano di gerani. Le voci della gente, i clacson lontani, il tintinnio delle posate, tutto era musica, tutto era ritmo. I bambini correvano, gli artisti di strada suonavano e dipingevano. Ogni colore sembrava più vero: il verde era più verde, il cielo più azzurro, il rosso delle foglie più intenso. Accanto a me un taccuino, all’interno del quale c’erano schizzi, frasi, profumi annotati con l’inchiostro invisibile dell’emozione. Lì un angolo nascosto, un giardino che non appartiene a nessun luogo e a ogni tempo: l’Enoteca il Goccetto, una tappa obbligata per chi ama il vino, per chi vuole respirare e vivere un’esperienza semplice e ben fatta. In una città dove tutto corre, qui sembra che il tempo si sia preso una pausa per aprire una bottiglia. L’enoteca è uno spazio raccolto che richiama i tempi andati, abitato non da creature viventi, ma da Colori, profumi… e dal Tempo. Qui i Colori non sono solo sfumature, ma esseri danzanti, ognuno con un carattere unico. Il Rosso passionale e impulsivo, l’Azzurro sognatore e calmo, il Verde curioso, l’Oro antico e saggio. I profumi, invece, fluttuavano come melodie invisibili: il profumo di limone rideva tra le foglie, quello di vaniglia raccontava storie ai fiori, mentre il profumo di terra bagnata sussurrava segreti appena dopo la pioggia. Al centro dell’enoteca abitava il Tempo. Non era né vecchio né giovane, né uomo né donna. Era semplicemente lui, il Tempo, e si muoveva come vento leggero, scivolando tra petali e ombre, ascoltando i racconti dei profumi e osservando i balli dei Colori. Ogni giorno, al tramonto, i Colori e i profumi si radunavano attorno al Tempo per parlargli. Cominciava il profumo di gelsomino Tempo oggi ho abbracciato una bambina che dormiva. L’ho accompagnata in un sogno. E io, sono scivolato sugli occhi di un pittore. Mi ha steso su una tela, chiamandomi ‘speranza’. aggiungeva il Verde Il Tempo li ascoltava, con un sorriso che si poteva solo intuire. Con voce che era un eco antico, Ogni vostro gesto si intreccia nei fili che tessono i giorni. I vostri racconti sono la memoria del mondo. Un giorno, però, il profumo del fumo entrò dalla finestra. Era grigio, stanco, confuso. Con lui, i Colori cominciarono a sbiadire. Il Rosso diventò ruggine, l’Azzurro si fece pallido come nebbia. Tutti iniziarono a temere che il Tempo stesse finendo. Ma il Tempo rise piano, e disse Non sto finendo, sto solo cambiando veste. Voi siete eterni, perché ogni colore che è stato visto, ogni profumo che è stato sentito, vive dentro chi ricorda. Allora il profumo di caffè raccontò di un mattino in una cucina, il profumo di lavanda di una vecchia casa in campagna, e l’Oro parlò di una sera d’autunno in cui un anziano, guardando un tramonto, aveva detto: Questo momento vale una vita. E in quel momento, tutto si riaccese. Non come prima, ma diversamente vivo. I Colori tornarono più profondi. I profumi divennero più intensi, pieni di storie. Il Tempo li abbracciò tutti. Da allora, ogni volta che senti un profumo che ti ricorda qualcosa, o vedi un colore che ti tocca l’anima, è il luogo che ti parla. E il Tempo ti ascolta. E i Colori Esplodono. Così come i sapori. Così come i sensi: Alta Langa DOCG Luigi Coppo 2021 un mix di eleganza e memoria in bollicina. Prodotto esclusivamente da Pinot Nero in purezza, il Luigi Coppo rappresenta l’espressione più pura dell’Alta Langa: terreni vocati, altitudini elevate, clima fresco. Uve selezionate a mano, pressatura soffice, fermentazione in acciaio e un lungo affinamento di 30 mesi sui lieviti in bottiglia: ogni passaggio è pensato per valorizzare il terroir e la complessità aromatica del vitigno. Un angolo del Piemonte in cui l’aria profuma di gesso e vento, dove le viti si arrampicano tra le pieghe delle colline come ricami verdi su un tessuto d’oro. È da qui che nasce questo metodo classico che sa di memoria, territorio e luce. Un vino che non si beve soltanto: si guarda, si ascolta, si sente pulsare tra le dita e sotto la lingua. Un calice che vibra di luce. Appena versato, esplode in un giallo paglierino acceso, attraversato da bollicine finissime che salgono come stelle in una notte d’estate. Il colore non è mai fermo: si muove, cambia, si accende di riflessi dorati e verdolini. È la promessa di qualcosa che vive, che evolve, che racconta. Al naso, è un piccolo teatro di profumi: fiori bianchi appena colti, mela verde croccante, pasta lievitata al mattino, un tocco minerale che profuma di roccia e pioggia. Un invito discreto ma magnetico, come la prima nota di un pianoforte in una sala silenziosa. La bocca come una tela; è setoso, avvolgente, affilato come una lama d’eleganza. La freschezza è decisa ma non invadente, incorniciata da una cremosità gentile data dai 30 mesi sui lieviti. Il sorso è lungo, stratificato, quasi pittorico: giallo come un limone maturo, bianco come un giglio, oro come il sole di fine vendemmia. Ogni bolla è un pigmento, ogni acidità un colpo di luce. Un nome, una memoria. Dedicato a Luigi Coppo, figura cardine della famiglia, il vino è anche un tributo al coraggio di chi ha creduto nella qualità in tempi difficili. Dietro ogni bottiglia c’è il gesto lento, pensato, artigianale. La scelta di lavorare in purezza il Pinot Nero non è casuale: è una scommessa sulla finezza, sull’identità, sull’Alta Langa che non imita, ma parla con voce propria. Alta Langa Luigi Coppo 2021 non è solo un vino. È una fotografia liquida di un territorio, uno spicchio di luce in bottiglia, Colori che Esplodono e che accarezzano i sensi. Roma aveva cantato una canzone quel giorno. Non una che si potesse ascoltare alla radio, ma una che veniva dal respiro caldo dei vicoli, dal passo lento dei turisti, dal tintinnare delle tazze nei bar. Io l’avevo ascoltata in silenzio, seduto a un tavolino dell’Enoteca il Goccetto, con un bicchiere che catturava la luce come un frammento di tramonto. Fuori, la città muoveva le sue ombre antiche. Dentro, il tempo sembrava essersi dimenticato di noi. Le voci erano basse, come se tutti sapessero di trovarsi in un luogo sospeso tra il passato e l’attimo. Ogni risata, ogni sguardo, ogni sorso di vino si stendeva nell’aria come una nota. Non ricordo più cosa ho detto ne sentito. Ricordo solo la sensazione precisa di essere parte di quella musica. Roma cantava, e io, per una volta, non avevo bisogno di rispondere. Aveva cantato una canzone. E io l’aveva ascoltata. Una giornata di armonie e Colori che Esplodono. Una giornata eterna.   LA PROPOSTA DELL’ENOTECA L’enoteca alla mescita propone Bollicine Italiane sia Metodo Classiche che Martinotti e Francesi. Vino Bianco Italiano e Francese, Rosso e Rosato.   Marco Sargentini – Riflessioni Enologiche di un viaggiatore diVino
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