Viaggio nelle età del vino: Life of Wine XIV edizione a Roma Arrow Right Top Bg

10 Novembre, 2025

Viaggio nelle età del vino: Life of Wine XIV edizione a Roma

  Domenica 30 novembre 2025, presso l’Hotel Villa Pamphili di Roma, torna uno degli appuntamenti più attesi da professionisti e appassionati del vino: Life of Wine, manifestazione unica in Italia dedicata esclusivamente all’assaggio di vecchie annate e annate meno recenti ai banchi di degustazione.   Ideata da Studio Umami e Roberta Perna Comunicazione Enogastronomica, con la collaborazione del giornalista Maurizio Valeriani (direttore della testata Vinodabere), questa edizione riunirà circa 60 cantine da tutta Italia, chiamate a raccontare l’evoluzione dei loro vini attraverso assaggi verticali e selezioni di vecchie annate. Ogni produttore presenterà almeno un’etichetta declinata in due annate storiche più quella attualmente in commercio, permettendo ai visitatori un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso i calici. Sarà possibile anche assaggiare ulteriori referenze e acquistare bottiglie direttamente in loco, con prezzi esposti sui banchi. Orari e dettagli Dalle 10:00 alle 13:30: accesso riservato a sommelier tesserati, operatori del settore, stampa e comunicatori (ingresso 25 €; accredito obbligatorio da richiedere online dal 1° luglio). Dalle 13:30 alle 19:00: apertura al pubblico degli appassionati (ingresso 35 €, degustazioni libere incluse). Biglietti e accrediti sono disponibili sul sito ufficiale www.lifeofwine.it/accrediti. Un successo consolidato L’edizione 2024 ha confermato il grande interesse per questo format con oltre 600 partecipanti e 60 cantine, diventando un punto di riferimento nazionale per chi desidera comprendere e approfondire il tema della longevità e dell’evoluzione del vino. Contatti e social Info: www.lifeofwine.it | Tel. 329.9293459 – 347.0613646 | Email: info@studioumami.com
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Cammini DìVini: tre appuntamenti tra novembre e dicembre 2025 nelle abbazie di Montecassino, Valvisciolo e Subiaco Arrow Right Top Bg

10 Novembre, 2025

Cammini DìVini: tre appuntamenti tra novembre e dicembre 2025 nelle abbazie di Montecassino, Valvisciolo e Subiaco

  Dal 15 novembre al 6 dicembre 2025, il progetto Cammini DìVini, promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Lazio, propone tre eventi speciali che coinvolgono i complessi monastici di Montecassino (15 novembre), Valvisciolo (22 novembre) e Subiaco (6 dicembre).   L’obiettivo è valorizzare mete ricche di fascino e storia, al di fuori dei circuiti più battuti, promuovendo un turismo lento e rigenerativo attraverso visite guidate, degustazioni, laboratori e percorsi di trekking.   I dettagli dell’iniziativa Ogni appuntamento si svolge dalle 10 alle 16, coinvolgendo i visitatori in un’esperienza immersiva tra fede e cultura, con focus sulla tradizione enogastronomica locale e sulla bellezza dei luoghi. 15 novembre: Abbazia di Montecassino (FR), la più antica in Italia, meta di pellegrinaggio internazionale. 22 novembre: Abbazia di Valvisciolo (LT), nota per l’architettura cistercense e i simboli sacri scolpiti nella pietra. 6 dicembre: Abbazia di Subiaco (RM), uno dei complessi benedettini più importanti d’Europa. Attività e degustazioni Il cuore della manifestazione sono i banchi d’assaggio, con vini locali e da abbazie, accompagnati da prodotti tipici del territorio.
Inoltre, sono previsti laboratori del gusto, visite ai vigneti storici e percorsi di trekking nei dintorni dei monastiri, tutti calibrati per coinvolgere anche le famiglie. La Redazione
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Mulit. Una parte di casa Arrow Right Top Bg

10 Novembre, 2025

Mulit. Una parte di casa

Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola scavata
è nella mia vita
come un abisso Giuseppe Ungaretti   Il silenzio è una condizione ambientale definita priva di perturbazioni sonore. Eppure non è una condizione neutra, il silenzio non è sempre uguale perché non è sempre uguale il contesto e la percezione di chi lo vive. Per esempio a me capita, ogni volta che torno nel Collio, di pensare che questo territorio abbia un credito infinito di silenzio verso tutto e tutti, ed i sacrari, i monumenti ai caduti, le trincee sono li per ricordarlo. Mischio questi miei pensieri ai ricordi che ho di mio nonno paterno, classe 1900, i miei primi ricordi coincidono con i suoi ultimi racconti, di quando poco più che adolescente fu mandato al fronte proprio qui, tra Italia e l’attuale Slovenia, e fa sorridere ora ripensarlo mentre racconta che rubava i polli insieme ai suoi coetanei per poter mangiare. Sono anche le colline di un poeta soldato, Giuseppe Ungaretti, che cerca il silenzio tra le parole, e riesce a trovare, in mezzo a quel delirio, attimi di poesia infiniti per descrivere ciò che nessuno di noi vorrebbe mai vivere. Trent’anni dopo nel 1947, finita la seconda guerra mondiale, a Parigi si decidono nuovi confini ed il Collio viene diviso da un tratto di biro su una mappa, parte assegnato alla Jugoslavia, oggi chiamato Brda o Collio Sloveno, e parte all’Italia pur restando un unico ambiente naturale e viticolo. Così, all’improvviso molte famiglie contadine, agricoltori, vignaioli, si sono ritrovati con la casa in Italia ed ettari di terreno in Slovenia, o viceversa, oggi non ci si fa piu caso, le dogane sono diventate un posto dove organizzare aperitivi e degustazioni di vino, ma fino agli anni novanta del secolo scorso per attraversare questo confine c’erano controlli militari e regole severe. Non semplice! Come dicevo pur attraversato da confini e storie diverse, il Collio resta un unico ambiente viticolo, una delle unicità di questo territorio è la Ponca o Flysch di Cormons, una alternanza di marne argillose e calcaree ed arenarie di sabbie calcificate di diverse dimensioni, dai granelli fino a pietre a scaglie, caratteristica importante in quanto è un regolatore idrico naturale per le viti, trattiene solo ciò che è necessario alla vite mantenendo una bassa produzione per ceppo e di conseguenza incrementando la concentrazione di sostanze minerali nell’uva. Nascono qui i grandissimi bianchi da invecchiamento, i macerati, gli orange wine, o meglio sarebbe dire rinascono qui, da intuizioni di viticoltori coraggiosi e visionari, in una terra a forma di mezzaluna tra mare e montagna che è annoverata da sempre tra le maggiormente vocate al mondo per la produzione di bianchi. E i rossi? Certo! la Ponca è democratica, grande nutrimento ai bianchi grande nutrimento ai rossi, Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon, Pignolo, Ribolla Nera oggi chiamata Schioppettino, vinificati in purezza oppure nel blend Collio Rosso. A Kozana, nel Brda, c’è una cantina che utilizza anche lo Syrah e Viognier, originari della Valle del Rodano e inusuali qui, si chiama Mulit. L’idea è di Boleslav Prinčič, agronomo, che dopo esperienze in importanti cantine del territorio decide di seguire le orme del fratello Tomaz ed iniziare a coltivare gli ettari di famiglia anche con vitigni che sopportino meglio i mesi più caldi, cercando una alternativa  stilistica al classico taglio bordolese tanto in auge negli anni ’90. Inizia quindi a produrre Mulit Redče (rosso), blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah in percentuali variabili secondo le annate, e Mulit Belo (bianco) blend di Viognier, Chardonnay, Ribolla Gialla, Sauvignon Blanc e Pika, una varietà meno conosciuta di Brda. Per i primi anni si appoggia alla cantina del fratello Tomaz, realtà già affermata nel territorio, e che comunque rimane ancora oggi un punto di riferimento ed un supporto concreto e fondamentale, poi nel 2010 con l’arrivo in azienda dei due figli ormai grandi Tjaš e  subito dopo Peter, costruisce la propria realtà. Mulit. Il nome deriva da nummuliti, fossili di origine Eocene, presenti nei loro terreni da circa 50 milioni di anni fa. Tornare da Mulit per noi è come ritrovare una parte di casa, è serenità, dal primo incontro a Slow Wine di Bologna di qualche anno fa è nata un’empatia che si rinnova ogni volta che ci si rivede, una confort zone, oggi abbiamo avuto anche il piacere di incontrare e fare due chiacchiere con il padre di Tjaš e Peter, l’agronomo Boleslav. Appena il tempo di salutare Peter in partenza per un fine settimana in barca con sei bottiglie di vino, povero Cristo!, e ci accomodiamo con Tjaš. La loro cantina è contenuta ma è una chicca di design e di attenzioni, dall’intonaco rigato in cocciopesto alle anfore di cotto, alla parete di vetro che divide le botti, ci si siede comodi intorno al tavolo ed il fatto di avere tutto a portata di mano, anfore, botti, bottiglie fa si che la sera arrivi in un attimo, chiacchierando, scherzando, discutendo, assaggiando annate storiche o capendo dalla botte come sta andando il nuovo vino. Il silenzio non è mai una condizione neutra, ad ogni sorso di vino ne corrisponde uno, breve, e oggi ci fa capire che stiamo bene. Tjaš e Peter potrebbero essere definiti a tutti gli effetti Garagisti, un po’ per la conformazione della loro cantina sotto casa, e tanto per la loro attitudine. Dedicano molta attenzione ai processi produttivi, ai dettagli in vigna, per esempio con l’utilizzo di droni con telecamere termosensibili e multispettrali, cioè che analizzano i colori, individuano le piante in sofferenza  permettendo interventi chirurgici di assistenza e riducendo quindi al minimo essenziale i vari trattamenti, praticano la biodiversità coltivando frutta, ulivi, e alimentando i boschi a contorno delle vigne. Raccolgono le uve a diversi stadi di maturazione per ottenere il meglio da ogni grappolo, per le uve a bacca bianca l’uvaggio inizia in vigna, sono legati al territorio riproposto nei loro due blend, con 6 ettari coltivati oggi hanno ancora una produzione misurata, il che permette di curare le sfumature, di levigare e sperimentare, di arrivare al centro dell’idea di vino che si prefiggono, ed è entusiasmante sentire Tjaš quando spiega il suo concetto, come vuole che sia il suo stile e come cerca di arrivarci, i piccoli cambiamenti che ogni anno apporta in vigna ed in cantina. Iniziamo quindi ad assaggiare insieme e tra una chiacchiera e l’altra a scambiarci le impressioni. Il primo bicchiere è Mulit Belo annata 2023, colore giallo paglierino con riflessi dorati, i profumi e gli aromi sono generosi, dalla pesca all’albicocca, un bel vegetale di fieno, fiori secchi, si apre poi su una speziatura delicata, con un accenno anche alla noce moscata, salino e con una acidità rinfrescante di lime, la chiusura è con una vaniglia sottile e frutta secca, ha una buona persistenza ma per dirla alla Peter “E’ ancora timido, vorrebbe non esserlo ma è timido”. E’ l’annata in corso, so bene che ha solo bisogno di un paio d’anni per diventare come i suoi fratelli maggiori, capaci di un sorprendente finale lungo ma sempre teso fino alla fine. Il secondo assaggio è uno Chardonnay 2023, raccolto e vinificato solo nelle migliori annate, Tjaš ci dice che queste uve nascono nella parte più bassa delle loro proprietà, quasi a valle, con un terreno ricco anche di sabbia e con una vendemmia appena anticipata. Ne risulta uno Chardonnay veramente interessante, lo trovo raffinato, ricco e snello, riconoscibile nella mela matura, ananas, burro, vaniglia, ma mai in tono così prevalente, arricchito da un poco di idrocarburo, una leggera nota verde fresca, una maggior sapidità e acidità rispetto per esempio all’annata 2024, non ancora in commercio, dove nonostante un anno in meno si presenta già con maggior rotondità, tipica degli Chardonnay, un bel giallo quasi dorato e qui si che burro, vaniglia, caramello, mandorla, pera sono in prima linea. Molto buono. Due stili diversi che non lasciano indifferenti, devo dire che il primo l’ho trovato parecchio interessante proprio perchè atipico, hai la memoria dello Chardonnay ma hai anche tante altre cose. L’ultimo bianco è un Tocai Friulano, con una piccola percentuale di Ribolla, annata 2024 non ancora in commercio. Questa è una novità per Mulit che ha deciso di aggiungere un bianco ed un rosso, un Merlot, alla loro produzione. Il colore è un paglierino con riflessi sul verde, le note floreali portano alla camomilla ed al biancospino, una mela verde è il frutto che identifico per prima seguita da frutta esotica, anche un evidente vegetale di erba fresca, l’acidità è spiccata, si sente forte ma è mitigata da un bel residuo zuccherino, la bocca poi si spegne sulle morbidezze del vino. Il finale è lungo. E’ un vino che ha delle ottime premesse, l’acidità ed il residuo zuccherino se la giocano ad equilibrare il sorso, merita sicuramente l’attesa. I rossi iniziano con Mulit Redče 2022, secondo me un blend magnificamente riuscito. Rubino intenso, caldo anche allo sguardo, il Merlot si manifesta in pieno con i suoi frutti rossi, subito la mora e il mirtillo, la ciliegia, le spezie dolci e il pepe nero sono in armonia, cacao, foglie di tabacco, e un po di liquirizia. Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah qui trovano un equilibrio splendido, i tannini sono integrati a pieno, ogni cosa è al suo posto. Top! E’ un vino di grande beva e dalle lunghe lunghe prospettive, come ci annuncia l’annata 2010, la prima di Tjaš e Peter. L’evoluzione qui è completa, in bocca e al naso vira molto sui terziari dal carattere nobile, il cacao è amaro, la liquirizia maggiormente presente, un po di grafite e di caffè, la frutta è da confettura, mantiene una felice freschezza con una nota balsamica di eucalipto, il tannino è setoso, asciuga piano piano. E’ proprio vero che il tempo è un grande scultore e ci insegna la virtù della pazienza. Chiudiamo gli assaggi con il rosso che verrà, un Merlot 2025 prelevato dalla botte, che dire…è un neonato ancora, freschissimo, ne berresti in quantità, piacevole con frutta rossa in evidenza, beh la sua caratteristica, una viola in piena fioritura, morbido morbido. Lo aspetto con grande curiosità e voglia. In un attimo si è fatta sera, abbiamo trascorso un pomeriggio intimo, sereno tra nuove e vecchie annate, assaggi in anteprima da bottiglie e dalle botti, i vini di Mulit sono ampiamente riconosciuti per la loro raffinatezza, precisione, pulizia e corrispondenza naso bocca, le sfumature vengono calibrate ogni vendemmia e questo è un plus importante, perchè in questi equilibri sottili la differenza la fanno i dettagli. Il tempo di salutarci, caricare qualche bottiglia di vino, rinnovare la voglia di rivedersi presto e torniamo verso casa, il tramonto nel Collio è bellissimo, ci viene voglia di fare qualche foto e di fare due passi in un campo, ritroviamo il silenzio, e non è mai una condizione neutra.   Davide Stroppa – Il viaggio di Orfeo
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Il valore del tempo: Cavazza presenta la sua nuova Cicogna Arrow Right Top Bg

9 Novembre, 2025

Il valore del tempo: Cavazza presenta la sua nuova Cicogna

  La storica cantina vicentina Cavazza, punto di riferimento sui Colli Berici e Gambellara, continua il suo percorso di rinnovamento presentando la nuova immagine della linea Cicogna, che raccoglie i grandi vini rossi dell’azienda.   Stefano Cavazza, insieme ai cugini Andrea, Elisa e Mattia, guida l’azienda in un innovativo progetto di viticoltura volto alla valorizzazione del terroir dei Colli Berici, un cammino che dura da oltre trent’anni. Il restyling del logo riprende le linee originarie delle etichette degli anni ’80, reinventandole in chiave moderna e rappresentando un ritorno alle radici che unisce storia, territorio e visione futura. Il nome Cicogna affonda le sue radici nella storia dei Colli Berici, ricordando l’antica casata veneziana che per secoli scelse queste colline come luogo di villeggiatura, un rifugio privilegiato per sfuggire all’umidità lagunare. Questo toponimo, presente nei documenti post-napoleonici, è legato alla zona di Alonte. Dal 1987, Cavazza ha fatto propri i terreni calcarei e il microclima di Tenuta Cicogna, acquisita dalla famiglia per valorizzare vini dalla struttura, eleganza e longevità uniche. Il nuovo logo e l’identità rinnovata testimoniano la continuità della storia e della filosofia produttiva di Cavazza. A sostegno della linea Cicogna, l’azienda ha anche presentato un listino dedicato alle vecchie annate, un lavoro di archiviazione iniziato con la terza generazione e valorizzato dalla quarta, offrendo ai professionisti e agli appassionati vini rari dagli anni ’80, sfidando le tradizioni locali e proponendo l’invecchiamento come opportunità per esaltare il territorio. Cavazza, una storia di tradizione e innovazione Fondata nel 1928 a Montebello Vicentino, Cavazza è una delle realtà più importanti per la coltivazione di Garganega nel Gambellara Classico DOC, con radici che affondano in un terroir di origine vulcanica unico. Negli anni ’80 la famiglia ha ampliato le attività includendo i Colli Berici, caratterizzati da terroir marino dove nascono vini rossi identitari come il Tai Rosso e internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon. Oggi Cavazza conta 130 ettari vitati nelle due denominazioni, produce 600.000 bottiglie annue ed è certificata SQNPI, con forte attenzione alla biodiversità e alle energie rinnovabili. La Redazione
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9 Novembre, 2025

Un autunno da vivere in vigna con La Genisia

  I colori dorati dell’autunno, la vigna silenziosa e la natura che accoglie con dolcezza: la Cantina La Genisia invita a scoprire l’Oltrepò Pavese con attività originali e coinvolgenti.   Si inizia sabato 26 ottobre con un suggestivo tour a cavallo tra i vigneti in collaborazione con il maneggio di Beppe Tassara performance horses, per ammirare la bellezza dei paesaggi autunnali lasciandosi trasportare dal passo lento dei cavalli. Domenica 9 novembre, l’appuntamento è con il trekking “A San Martino ogni mosto diventa vino”, un percorso facile di circa 3 chilometri tra green way e filari con la possibilità di partecipare alla spigolatura dell’uva Martina, visitare la cantina e concludere con una degustazione abbinata a prodotti tipici locali. Sabato 30 novembre, una giornata dedicata alle famiglie con “In cantina con Paperino”: un laboratorio creativo con il disegnatore Andrea Maccarini per i più piccoli, accompagnato da una merenda golosa. Gli adulti potranno vivere La Genisia Experience, inclusa la visita alla suggestiva Torre Vinaria, il tour virtuale tra i vigneti e la degustazione accompagnata da specialità locali. Visita guidata, realtà virtuale e degustazioni di eccellenza L’esperienza in cantina comincia con la visita guidata alla storica cantina e alla Torre Vinaria, simbolo della tradizione vitivinicola dell’Oltrepò. La salita alla torre si completa con un innovativo percorso immersivo in realtà virtuale che permette di esplorare i vigneti come se si fosse realmente lì. Il tour si conclude in una sala panoramica con la degustazione dei migliori vini di La Genisia, tra cui spiccano il Pinot Nero DOC e il Pinot Nero D.O.C.G. Extra Brut, espressione di una vinificazione attenta e rispettosa del terroir. Area hospitality e proposte per tutti La Genisia offre uno spazio accogliente dove degustare vini in abbinamento ai sapori autentici dell’Oltrepò Pavese, con eventi e attività dedicate a famiglie, gruppi di amici e appassionati, godendo di una vista panoramica sulla pianura padana, le colline e l’arco alpino fino al Monte Rosa. Per tutte le informazioni si può visitare la pagina ufficiale: https://lagenisia.com/wine-experience/. La Genisia: storia e filosofia Con 70 ettari vitati tra Codevilla e dintorni, La Genisia è una realtà giovane e dinamica, che unisce 20 vignaioli esperti sotto un progetto condiviso basato sulla valorizzazione del Pinot Nero, vitigno simbolo dell’Oltrepò. La filosofia punta a un dialogo costante tra cantina e viticoltori, seguendo il terroir con attenzione e consapevolezza, offrendo vini raffinati e riconoscibili. La Redazione
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“mareMMMa, la Natura del vino”: un bel debutto a Firenze Arrow Right Top Bg

9 Novembre, 2025

“mareMMMa, la Natura del vino”: un bel debutto a Firenze

  Si è conclusa con successo la prima edizione fiorentina di “mareMMMa, la Natura del vino”, evento dedicato alla produzione vitivinicola della Maremma Toscana che ha animato il 3 novembre 2025 gli spazi della Certosa di Firenze, richiamando oltre 500 operatori del settore e wine lover.   Promossa dai Consorzi di Tutela del vino della Maremma Toscana, del Montecucco e del Morellino di Scansano e organizzata da MExTE Eventi, la manifestazione ha visto la partecipazione di circa cento produttori con oltre 400 etichette in degustazione, confermando l’interesse crescente verso i vini maremmani e il loro patrimonio di biodiversità, qualità e identità territoriale. Il progetto, cofinanziato da Regione Toscana, è stato realizzato con il supporto di Vetrina Toscana, in collaborazione con Unioncamere Toscana, con la regia di Toscana Promozione Turistica e il contributo di Fondazione Sistema Toscana, sottolineando la centralità del turismo enogastronomico come leva strategica di valorizzazione territoriale. Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana Portare in questa città la nostra identità produttiva, fatta di una sorprendente varietà di etichette e vitigni, significava misurarsi con un pubblico preparato, competente e curioso. Come prima edizione possiamo ritenerci più che soddisfatti. L’obiettivo resta quello di far scoprire sempre più la ricchezza stilistica dei vini della Maremma Toscana. Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano La denominazione riflette oggi autenticità e vitalità del Sangiovese della costa toscana, con vini di grande qualità che sposano tradizione e modernità. Giovan Battista Basile, presidente del Consorzio Tutela Vini Montecucco Siamo solo all’inizio, questa prima edizione conferma la possibilità di crescere e migliorare. La sinergia tra i Consorzi valorizza un territorio vitivinicolo ricco di terroir e microclimi diversi che si riflettono in vini dalle molteplici sfaccettature. La Redazione
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9 Novembre, 2025

A Lucca Comics tra french kiss e “sottosopra”

Quando il fumetto profuma di vino Quest’anno, l’avventura a Lucca Comics & Games è stata diversa, più profonda: ho avuto l’onore di varcare i portoni con l’accredito stampa. Non un semplice ingresso, ma una chiave per il cuore pulsante di quello che è il più grande evento sui fumetti in Europa e il secondo al mondo, dopo il Comiket di Tokyo.
Il mondo dei fumetti – come quello del vino – è un universo di unicità, creatività e una profonda voglia di regalare emozioni. Ogni graphic novel, come ogni etichetta, è il frutto di un talento che cerca di imbottigliare (o inchiostrare) un sentimento. Come potevo non raccontare questa nuova, ricchissima vendemmia di storie?Se l’anno scorso vi ho narrato la città e le prime timide connessioni tra mosto e china, quest’anno vi porto inside l’evento, nei luoghi che hanno ospitato i momenti più intensi e, naturalmente, tra le notizie che contano. Perché “French Kiss”? Il tema di questa 59ª edizione, “French Kiss”, non è stato scelto a caso, ma per celebrare l’enorme impatto culturale della Francia, patria della bande dessinée. Il “bacio francese” va oltre il gesto romantico; il Festival, è un “detonatore narrativo”:
Rappresenta quel momento di connessione fisica ed emotiva che trasforma le differenze in attrazione e gli opposti in armonia.
È il punto di contatto tra comunità diverse – fumetto, cinema, giochi – che si fondono in un unico evento. Un’allusione perfetta all’unione tra la raffinatezza estetica e la cura artigianale tipica della scuola francese. Una Location che emoziona: il Teatro del Giglio Il cuore pulsante delle cerimonie e degli incontri più prestigiosi è stato il Teatro del Giglio. Entrare in questo luogo storico è stato un viaggio nel tempo, un contrasto meraviglioso con la modernità dei contenuti del Festival. La sua nascita risale a più di tre secoli fa, quando la Repubblica di Lucca decretò la costruzione di un teatro pubblico nel 1672. Distrutto e ricostruito, l’attuale impianto risale agli inizi dell’Ottocento, in uno stile neoclassico che, con la sua maestosa eleganza, lo rende uno dei “Teatri di Tradizione” storici nazionali. È storicamente legato al grande compositore lucchese Giacomo Puccini, le cui opere hanno spesso trovato casa qui. Pensare che lo stesso palcoscenico che ha ospitato la grande lirica, ora accoglie registi visionari come Luc Besson e gli attori di Stranger Things, è un’altra magia di Lucca.
Oltre al “Giglio”, il Cinema Astra (sede delle anteprime) e il Press Caffè (il nostro rifugio di lavoro e networking) hanno completato il trio dei luoghi che ho ridefinito “Inside the news”. Da Hawkins a Rebibbia: tutta una scoperta! L’edizione 2025 sarà ricordata per due eventi di massa che hanno dimostrato il potere della cultura pop: Stranger Things 5 (Evento Centrale): L’Auditorium del Giglio e Piazza San Michele sono stati invasi dai fan per l’anteprima mondiale dell’ultima stagione della serie Netflix. I creatori Matt e Ross Duffer e quattro membri storici del cast – Finn Wolfhard (Mike), Gaten Matarazzo (Dustin), Caleb McLaughlin (Lucas) e Noah Schnapp (Will) – hanno raccontato il finale, “una lettera d’amore agli outsider”. Zerocalcare e la Nuova Serie: Il fumettista di Rebibbia, amatissimo dal pubblico, ha sorpreso i fan in Piazza San Michele svelando a sorpresa il titolo della sua terza serie animata su Netflix: “Due Spicci”. Un evento partecipato che ha confermato il suo legame indissolubile con il Festival. Consacrazione. E il Manga entra agli Uffizi Tra le notizie che hanno un valore storico, spicca senza dubbio la consacrazione del maestro Tetsuo Hara (creatore di Ken il Guerriero). Il suo riconoscimento, il Premio Yellow Kid Maestro del Fumetto, ha innescato una vera e propria rivoluzione culturale. Per la prima volta nella storia, un’opera di un mangaka entra a far parte della prestigiosa collezione di autoritratti delle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Questo evento è il culmine di una partnership strategica tra Lucca Comics & Games, il Ministero della Cultura e gli Uffizi.
Ci sono stati due momenti diversi e importanti.
L’Omaggio Classico: Durante l’incontro con il Direttore degli Uffizi, Simone Verde, il Maestro Hara ha donato il suo autoritratto. In cambio, il Ministero della Cultura gli ha fatto dono di una riproduzione del celebre bronzo ellenistico “Il pugile a riposo”. Questa scelta non è casuale: sottolinea come la plasticità delle forme e i muscoli possenti tipici delle opere di Hara richiamino l’arte classica greca e romana.
La mostra a lui dedicata, “Tetsuo Hara: Come un fulmine dal cielo” (Chiesa dei Servi), che ha portato per la prima volta 100 tavole originali fuori dal Giappone. creando un dialogo artistico senza precedenti. Per l’occasione, gli Uffizi hanno prestato tre opere del XVI secolo di Baccio Bandinelli, veri e propri “antenati” dei lottatori apocalittici di Hokuto no Ken, unendo idealmente i guerrieri mitologici del Rinascimento con quelli futuristici del manga.
Questo gesto non solo legittima il fumetto come Nona Arte a livello museale, ma rafforza il concetto di creatività senza confini che lega Lucca, la Toscana e l’immaginario globale. L’Anima del Festival in Sala Il 10, 11 e 12 novembre 2025, arriverà nelle sale italiane “I Love Lucca Comics & Games”, il primo film-documentario dedicato interamente alla manifestazione. Diretto da Manlio Castagna (che ha anche curato la sceneggiatura insieme a Andrea Romeo), questo film è molto più di una semplice cronaca: è un atto d’amore verso la community e l’energia che rende Lucca unica al mondo.
Manlio Castagna, nato a Salerno e legato per oltre vent’anni al prestigioso Giffoni Film Festival (di cui è stato vicedirettore artistico), incarna un ponte tra la tradizione campana e la moderna comunicazione cinematografica, ora consacrato anche dal documentario su Lucca Comics. E’ un racconto Inside: Il documentario esplora la fiera dall’interno, catturando l’immagine prismatica di questa realtà culturale. Attraverso le testimonianze di autori, editori e ospiti prestigiosi – tra cui il regista Gabriele Mainetti, lo scrittore R.L. Stine, Licia Troisi, il rapper Frankie hi-nrg mc, e i fumettisti Zerocalcare, Sio, Fumettibrutti e il leggendario Yoshitaka Amano – il film mostra come Lucca diventi una “seconda casa” per i suoi visitatori.
Questo film suggella la mia esperienza, perché riporta nelle sale quell’emozione, quell’unicità e quella creatività che io ritrovo a Lucca e in ogni grande vino. E’ una storia da assaporare, da rivivere e da condividere. Lucca: la città che abbraccia la creatività Se c’è un elemento che rende Lucca Comics & Games unico, è proprio il contesto. Ho avuto l’onore di ascoltare le parole del regista Manlio Castagna – anima del documentario “I Love Lucca Comics & Games” – al Press Caffè il 1° novembre, e ho fatto mia la sua definizione per descrivere il festival: “Lucca è una città circondata da Mura medievali che un tempo proteggevano, ma che oggi abbracciano gli appassionati di fumetti e anche di buon vino.” Una metafora perfetta. Le Mura non sono barriere, ma un simbolo di accoglienza e inclusività. Il film documentario non si concentra solo sui fumetti, i giochi o i cosplayer, ma sui veri protagonisti del festival: le persone. E soprattutto, sull’inclusività verso chi è spesso etichettato come nerd e che invece è espressione di una sensibilità diversa, fuori dagli schemi, spesso geniale e creativa. Questa città, con la sua storia e le sue mura, celebra la libertà di essere sé stessi, un valore che, in fondo, si ritrova anche nell’unicità e nell’autenticità di ogni grande vino. Giochiamo con gli abbinamenti  Il mondo di Lucca Comics è un’enoteca di personaggi ricchi di sfumature, proprio come i grandi vini. Ecco i miei abbinamenti che uniscono il carattere del protagonista alla storia del territorio.
Partiamo con il vino per la città di Lucca. La sostenibilità e la dinamicità (bio e movimento) sono essenziali per il futuro e fortunatamente, la Lucchesia ha un gruppo attivo di produttori biodinamici. Un Rosso delle Colline Lucchesi DOC di un’azienda come Tenuta di Valgiano o Fabbrica di San Martino (produttori biodinamici storici della zona) lo trovo perfetto.
La scelta del biodinamico simboleggia perfettamente la sostenibilità  e il  rispetto del territorio. Insieme al “dinamico” cioè il legame con le forze cosmiche e il movimento continuo, abbiamo la rappresentazione di una città che, pur rimanendosi medievale, è proiettata nel futuro e nella consapevolezza ecologica. Alla sezione dedicata al Foodmetti dedico un doppio brindisi, unendo l’omaggio al tema ufficiale con la scoperta inaspettata: Il French Kiss Ufficiale: Il tema di un’edizione così ricca, celebrata con l’Ambasciatore e il Maestro Besson, non può che essere suggellato con uno Champagne (Cuvée di prestigio a scelta). Iconico, raffinato e simbolo di celebrazione e status in tutto il mondo, lo Champagne è il perfetto inno alla cultura francese e alla grandezza raggiunta dal Festival. Il Sardinian Kiss per la Battle: A contrasto, per il duello culinario Manga Issho Ultimate Cooking Battle (dove l’umami incontra il sake), confermo la mia scelta per il Vermentino di Sardegna. La sua mineralità e sapidità uniche creano un “Sardinian Kiss” inaspettato e complesso, l’abbinamento perfetto che sposa l’Oriente con l’eccellenza vinicola italiana.  Altro abbinamento Immancabile a Maglio Castagna Non potevo non scegliere un Fiano di Avellino DOCG. Questo bianco campano esprime grande finezza, mineralità e una struttura complessa. Rappresenta la sua capacità di fondere la tradizione (Campania) con un lavoro di grande respiro e longevità intellettuale (Giffoni, Lucca, narrativa), mantenendo sempre una forte tensione emotiva e narrativa. Zerocalcare: L’Autenticità Romana in Bottiglia. L’eroe di Rebibbia incarna l’autenticità, la fatica e l’ironia disincantata della periferia romana. Distinguiamo però tra Zerocalcare (Classico): Un Cesanese del Piglio DOCG. Questo rosso laziale, robusto ma non aggressivo, con sentori di frutta scura e spezie, rispecchia il carattere schietto e “de core” di Michele Rech. È un vino che non si nasconde, proprio come i suoi fumetti. Altro vino per la nuova serie “Due Spicci” . Un Frascati Superiore DOCG. Un bianco fresco, sapido e immediato. Rappresenta la nuova narrazione di Zerocalcare: una sintesi perfetta tra l’energia della capitale e la complessità, proprio come le battute fulminanti che ci aspettiamo. Il Maestro Tetsuo Hara. Classica potenza Il Sensei Hara, le cui opere hanno risonanze classiche che lo hanno portato agli Uffizi, merita un rosso di grande struttura ed eleganza immortale. Tetsuo Hara (Ken il Guerriero): Un Brunello di Montalcino DOCG. Potente, muscoloso, ma con una finezza e longevità che riflettono l’impatto storico di Ken il Guerriero. È un vino che ti spacca il palato in modo leggendario. Geronimo Stilton: Avventura e Dolcezza Il topo-giornalista, avventuroso ma rassicurante e amato dai più piccoli, necessita di un vino leggero, beverino e solare, che profumi di campagna.
Geronimo Stilton: Un Vermentino di Toscana IGT. Fresco, aromatico, con note di pesca e macchia mediterranea. È l’ideale per accompagnare viaggi fantastici e avventure che si concludono sempre con un sorriso. Stranger Things: L’Eno-Analisi del Sottosopra L’universo di Hawkins, tra amicizia, terrore e mistero, si traduce in abbinamenti intensi che catturano l’essenza di ogni personaggio: Personaggio Carattere / Ruolo Il Vino di Benny Perché l’Abbinamento Vecna Il male antico, complesso e manipolatore. Un Sagrantino di Montefalco DOCG (Umbria). Vino scuro, tannico e potente. Richiede tempo per aprirsi e svela una profondità quasi spaventosa. Demogorgone Forza bruta, istinto primordiale, terrore improvviso. Un Cannonau di Sardegna DOC (Giovane). Rosso diretto, intenso, quasi selvaggio, con una gradazione alcolica che colpisce subito. Hopper Il poliziotto burbero, legato al territorio, affidabile. Un Chianti Classico DOCG (Toscana). L’eccellenza del territorio: solido, rustico al punto giusto, con una storia lunga e confortante. Undici (Eleven) Potenza inesplosa, dolcezza, fragilità. Un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore. Un bianco strutturato che nasconde una grande evoluzione. Inizia delicato, ma rivela una complessità e forza inattese. Gli Amici (Mike, Dustin, Lucas…) L’unione fa la forza, l’energia della gioventù. Un Lambrusco Reggiano DOC (Secco). Vivace, frizzante e leggero. Perfetto per un gruppo che non si prende troppo sul serio e trasmette gioia contagiosa. Il sipario si chiude, ma la storia continua Con oltre 280 mila biglietti venduti, Lucca Comics & Games chiude un’edizione da record. Come ho avuto l’onore di vivere in prima persona, Lucca non è solo fiera, è un simbolo: “Lucca è una città circondata da Mura medievali che un tempo proteggevano, ma che oggi abbracciano gli appassionati di fumetti e anche di buon vino.”
Le Mura simboleggiano l’inclusività verso chi è espressione di una sensibilità geniale e creativa.
Per rivivere l’emozione, l’avventura si sposta sul grande schermo con “I Love Lucca Comics & Games” (10-12 novembre 2025). E per i veri amanti delle emozioni forti e dei calici pieni:L’appuntamento è già fissato per la prossima, storica edizione, il 60° anniversario del festival, che si terrà dal 28 ottobre al 1° novembre 2026.
Io ci sarò! Benedetta Costanzo
Le scoperte enoiche di Benny
benedetta.costanzo@winetalesmagazine.com
Mi trovi su Instagram come @benedetta.costanzo    
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A Procida la conferenza inaugura la 6ª edizione della Festa del Vino – 7-9 novembre 2025 Arrow Right Top Bg

8 Novembre, 2025

A Procida la conferenza inaugura la 6ª edizione della Festa del Vino – 7-9 novembre 2025

  Nel suggestivo contesto dell’Hotel La Vigna, il 31 ottobre si è svolta la conferenza stampa “Il Mare nel Calice”, che ha anticipato la sesta edizione della Festa del Vino di Procida, in programma dal 7 al 9 novembre 2025 a Terra Murata.   L’evento, promosso dall’Associazione Procida ha riunito produttori, esperti e istituzioni per discutere di vino, mare e identità territoriale, mettendo in luce il ruolo dell’enologia come veicolo di cultura, accoglienza e sviluppo sostenibile. La conferenza, moderata da Gianluca Capodanno, consulente strategico e socio fondatore di Procida È, ha visto la partecipazione di istituzioni, main sponsor e operatori locali, con alcuni contributi in collegamento remoto, tra cui Elena Acquaviva di Villa Matilde Avallone. Il presidente Luigi Spinelli Non vogliamo solo brindare, vogliamo raccontare Procida: la sua storia, i suoi prodotti, la sua capacità di accogliere. Durante la tavola rotonda sono state raccontate le sfide e i valori della viticoltura isolana, con interventi di Biagio Lubrano Lavadera, viticoltore locale, che ha evidenziato l’impegno e la difficoltà nella cura di vigneti impervi, e di Luigi Primario, portavoce del Comune, che ha ribadito il sostegno istituzionale per promuovere la destagionalizzazione e superare criticità logistiche e burocratiche. Vincenzo Cirillo, consigliere della Città Metropolitana di Napoli, ha rilevato l’importanza strategica di eventi come la Festa per valorizzare la produzione locale e rafforzare la rete territoriale. Un tema centrale è stato il ruolo dei giovani nella formazione e nel sostegno alle produzioni eroiche, con la volontà di offrire percorsi didattici e culturali per far crescere la cultura enogastronomica sull’isola. Programma della Festa del Vino 2025 Dal 7 al 9 novembre a Terra Murata, Procida si anima con stand, degustazioni di vini campani e nazionali, intrattenimento musicale, attività per bambini e momenti dedicati alla comunità isolana. L’obiettivo è moltiplicare le occasioni di incontro e promuovere un consumo responsabile, valorizzando cantine, prodotti tipici e il legame tra enogastronomia e paesaggio. Sono previste anche iniziative future di maggiore rilievo, con presentazioni pubbliche, approfondimenti in collaborazione con sponsor e appuntamenti rivolti a professionisti e stampa specializzata. La Redazione
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Sometimes Somewhere. Noi siamo Arte: un progetto unico di arte e vino Arrow Right Top Bg

8 Novembre, 2025

Sometimes Somewhere. Noi siamo Arte: un progetto unico di arte e vino

  Nasce un progetto artistico, culturale e umano innovativo che unisce vino e arti in un linguaggio multisensoriale: “Sometimes Somewhere. Noi siamo Arte”, ideato dall’enologo veronese Marco Signorini e presentato ufficialmente il 12 novembre alle ore 20:30 nella Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona.   L’iniziativa nasce con l’obiettivo di finanziare produzioni artistiche inedite attraverso la committenza privata, diventando una vera casa di produzione artistica dedicata ai talenti emergenti e valorizzando la libertà d’espressione, libero da logiche commerciali. Parallelamente, mira a costruire una comunità culturale fatta di eventi, meetup e condivisione dell’arte in ogni sua forma. Un viaggio multisensoriale tra arti e territorio “Sometimes Somewhere” mette al centro l’enologia come arte, abbinandola a musica, pittura, danza, scrittura, poesia e fotografia. Vino e arte si fondono per emozionare tutti i sensi: udito, vista, tatto, gusto e olfatto. Marco Signorini Il grande vino è Arte quando racconta territorio, memorie e persone in modo unico e irripetibile, diventando ispirazione per altre forme artistiche. Ogni bottiglia è frutto di una visione artistica che accompagna le anime verso la scoperta profonda di sé. Produzione e partecipazione Il vino prodotto non sarà legato a una singola cantina ma realizzerà ogni anno un’edizione diversa, basata su territori selezionati e su un approccio sostenibile e rispettoso della materia prima. L’opera collettiva comprende inediti di pittura, musica, poesia, narrativa e fotografia realizzati da artisti che condividono i valori del progetto, trasformando ogni forma d’arte in punto di partenza per ulteriori creazioni ed emozioni. Il valore del tempo e la campagna di crowdfunding Il progetto rifiuta la produzione di massa, puntando su opere autentiche create con cura e tempi scelti dall’artista, dove l’attesa diventa parte dell’esperienza. Dopo il lancio, sarà possibile sostenere l’iniziativa con una campagna di crowdfunding e diventare committenti delle opere, con ricompense esclusive che includono cofanetti limitati con bottiglia d’autore, vinile, stampe e racconti. L’evento di presentazione Il 12 novembre 2025, alle ore 20:30, presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona, si terrà l’evento di lancio, un’esperienza multisensoriale con suoni, immagini, parole e degustazioni. Saranno presentati gli artisti e il territorio protagonista della prima edizione. Biografia di Marco Signorini Nato a Verona nel 1995, Marco ha una formazione solida in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche e ha maturato esperienze professionali in Italia, Australia e Sudafrica. Profondo conoscitore dei vini e delle loro complessità, interpreta la produzione vinicola come un’espressione d’arte, rispettando territorio, clima e varietà. La Redazione
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