Facciamo “Due Passi in Vigna”
17 Nov 2025
Dal vino in poi

Facciamo “Due Passi in Vigna”

 

Sabato 25 ottobre ha avuto luogo la tredicesima Edizione di “Due Passi in Vigna“ evento organizzato dal team Vinario4 (Marco Ciccottelli, Riccardo Roselli e Matteo Zelinotti) al Mercato Centrale di Roma.

Chi mi segue, sa che sono una grande fan di questa manifestazione vinicola, nonché grande sostenitrice degli organizzatori, molto bravi e professionali.

Facciamo “Due Passi in Vigna”Il tema di questa edizione sono stati i vini sostenibili.  Si è tenuta una tavola rotonda molto interessante condotta da Matteo Zelinotti e l’Avv. Floriana Risuglia (Docente Diritto Vinicolo e Delegata ONAV Roma). Dopo un breve excursus sul tema della sostenibilità, generalmente focalizzato su ambiente, economia e società, si è posta attenzione all’ecosostenibilità’.

Già da qualche anno, infatti, molte aziende vinicole stanno adottando misure per produrre vini sostenibili. Ne cito alcune: tutela della biodiversità, utilizzo di energie rinnovabili e materiali riciclabili, riduzione di prodotti chimici. Tuttavia, per produttori e produttrici, è molto difficile adempiere a tali indicazioni, sia per motivi economici (è molto esoso ottenere certificazioni del settore e anche mettere in pratica tali misure) che per motivi normativi, poiché la regolamentazione è complessa.

Non da ultimo, è necessario saper comunicare il vino sostenibile, termini risultanti spesso inflazionati, su cui è importante effettuare un’operazione di marketing mirata e nello stesso tempo alla portata di tutti, come condiviso anche da alcuni produttori che sono intervenuti nel dibattito.

Al termine della discussione, ci siamo letteralmente tuffati nella degustazione.

Vi porto con me in un viaggio ricco di novità, raccontando i vini che mi hanno colpita di più.

Inizio da Cantine Primaluce, di Anna Cedrini, che si trova a Tarquinia, in provincia di Viterbo. Agli inizi del Novecento l’azienda agricola fu fondata, grazie all’assegnazione di un terreno dall’ente Maremma. Successivamente, in anni recenti, è stata creata l’azienda vinicola, affiancata, per l’accoglienza, dall’Agriturismo Casale Poggio Nebbia.

L’obiettivo è di creare vini identitari, in cui sia riconoscibile il territorio dove sono coltivate le uve: zona collinare, con terreno argilloso e minerale, situato vicino al mare. La biodiversità è molto tutelata, con grande rispetto per la fauna del luogo, preziosa anche per l’equilibrio dell’ecosistema delle vigne; infatti, le etichette sono un omaggio agli animali che popolano l’area.

E una lepre che corre è raffigurata sul vino assaggiato, “Brina”, Viognier in purezza, chiamato così perché ha la freschezza della brina mattutina, che ricopre vigna e paesaggio. Nel processo di vinificazione, subisce un processo di stabulazione (tecnica estrattiva) e un periodo di batonnage (movimento che rimette in sospensione le fecce fini) che donano al prodotto complessità, potenziale evolutivo e preservazione degli aromi.

Al naso emergono note eleganti e intense di agrumi, ananas e fiori gialli; al sorso fresco, segue una buona persistenza con nota finale leggermente agrumata.

Come abbinamento, sono ispirata da Tarquinia, luogo bellissimo, che conserva resti preziosi dell’antica civiltà etrusca. E nei dintorni di questa bellezza, sono state girate alcune scene di un film celeberrimo Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli, con uno strepitoso Alberto Sordi.

Ora ci trasferiamo a Poli, in provincia di Roma. Qui ha sede Tenuta Lungarella, attraverso cui Marino Lulli e i figli, Alexander e Luigi, vogliono trasmettere i valori e i prodotti del territorio, anche attraverso l’ospitalità offerta nella struttura.

I vigneti sono in zona collinare, tra i Monti Lucretili e i Monti Prenestini, caratterizzati da suoli tufacei e calcarei; luoghi bellissimi in cui gli imperatori Romani andavano a ristorarsi.

E infatti la linea vinicola si chiama Julius in onore di questa storica tradizione.

Facciamo “Due Passi in Vigna”Ho assaggiato uno spumante metodo Charmat (fermentazione in autoclave), Brut Rosè Tenuta Lungarella a base di Montepulciano. Sentori eleganti di fragoline di bosco, anticipano un gusto cremoso, che avvolge il palato con lievi note finali minerali. In onore di questo vino, abbino gli scritti di Giulio Cesare, spesso oggetto di esercitazioni per le traduzioni dal latino, come è accaduto alla sottoscritta durante la scuola superiore: De Bello Gallico e De Bello Civili.

Viaggiamo verso la Puglia, per l’esattezza a San Donaci, nel brindisino. Qui si trova Cantine Serio, un’azienda che è nel mondo del vino dagli anni Trenta e che ora è guidata da Giuseppe Serio. Siamo nel cuore della DOP Salice Salentino, il cui nome deriva dalla foresta di salici che in epoche antiche predominava nell’odierno comune omonimo.

Il rosato a base di Negroamaro assaggiato, Setis, all’olfatto presenta sentori predominanti di ciliegie, seguiti da un sorso fresco ed elegante. Abbino un film di successo girato in Salento: Tre uomini e una gamba di Massimo Venier, con Aldo, Giovanni e Giacomo.

Ripartiamo per la Toscana dove facciamo due tappe.

Facciamo “Due Passi in Vigna”La prima è a Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, con Pian del Pino, di Giovanni Batacchi. I vini prodotti sono frutto di lavorazioni in vigna senza trattamenti invasivi, aderendo al Metodo Man (Metodo Agricolo Naturale, acronimo di Mani, Autonomia e Natura). La zona è nei Pianalti del Valdarno, caratterizzata da suoli argillosi e minerali. E per l’amore verso il territorio, la produzione vinicola è orientata su vitigni autoctoni, come il Colorino del Valdarno, protagonista del vino assaggiato: Salix, vinificato in purezza solo da quest’azienda. Note olfattive intense di more e mirtilli neri, chiodi di garofano e pepe nero, anticipano un gusto fresco, molto persistente.

Il mio pensiero va a un genio nato nell’aretino, le cui opere incantano il mondo intero: Michelangelo Buonarroti.

Facciamo “Due Passi in Vigna”La seconda tappa è a Chiusi, in provincia di Siena, dall’Azienda Agricola Nenci, famiglia che lavora nel campo vinicolo e agricolo da 50 anni. Oggi alla guida c’è Paolo Nenci, giovane molto promettente che nel 2016 è stato il “Primo Contadino Digitale in Italia”, riuscendo a coniugare la digitalizzazione e la volontà di trasmettere emozioni con i prodotti. Il vino assaggiato, Venere, che prende il nome dalla collina Monte Venere dove sono coltivate le viti, è un Sangiovese in purezza, che al naso presenta sentori di frutti di bosco, viole, liquirizia e cacao. Il palato è avvolto da morbidezza e lunga persistenza. E, per il nome, come non abbinarlo alla leggendaria Venere dell’artista toscano Sandro Botticelli?

Facciamo “Due Passi in Vigna”Ci avviamo all’ultima tappa di questo viaggio meraviglioso, un vino dolce che ho appositamente assaggiato per ultimo, perché non molto diffuso, ahimè: Cannellino di Frascati DOCG Cannellitto dell’azienda romana Torre dei Falchi. È una realtà vinicola giovane, nata nel 2015, ma crede molto nella valorizzazione dei vitigni autoctoni.

Il nome del vitigno Cannellino sembra derivare dalla cannella della botte, da cui questo vino sgorgava già in epoca romana.

Cannelitto è composto da: 50% Malvasia, 30% Malvasia del Lazio, 10% Trebbiano Giallo e 10% Bellone. Note intense ed eleganti di pesca, miele, arancio candito, vaniglia e zenzero, accompagnano un gusto avvolgente, con note finali lievemente agrumate. Lo abbino ai “Sonetti Romaneschi” di Trilussa in cui, tra l’altro, è nominato anche il Cannellino.

E con quest’ultimo assaggio, Il nostro percorso vinicolo è giunto alla fine.

Ringrazio Vinario4 che organizza sempre eventi in cui si dà voce a realtà vinicole molto interessanti.

Al prossimo Wine Tale!

 

Biancamaria Caroli – Dal vino in poi
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