Itinere - iamo
14 Lug 2025
Dal vino in poi

Itinere – iamo

 

Il 14 e il 15 giugno, a Roma si è svolta la seconda edizione di Itinere, evento dedicato a un viaggio, un percorso (significati del latino Itinere) derivanti dall’esperienza di condivisione e connessione attraverso la presentazione di prodotti vinicoli e alimentari.

Banchi di assaggio e masterclass hanno offerto questa grande opportunità e sono riuscita ad andare il primo giorno. In questo pomeriggio afosissimo, per usare un eufemismo, mi sono recata al luogo dell’evento, il Ristorante Mike’s, al quarto piano del palazzo COIN nel quartiere San Giovanni.

Appena arrivata, ho percepito subito l’accoglienza delle persone che presentavano vini e cibo. Davvero mi sono sentita “accolta” in tutti gli stand in cui mi sono fermata. Tanta gentilezza e professionalità, il top!

Racconto questo affascinante tour sensoriale per tipologia di vini.

Bollicina

Itinere - iamoHo iniziato questo itinerario con uno spumante brut che già conoscevo, ma che degusto sempre molto volentieri: Brut di Marramiero, situata a Rosciano, in provincia di Pescara. Metodo classico, ottenuto con rifermentazione in bottiglia, da uve Chardonnay e Pinot Nero, minimo 36 mesi sui lieviti. Le 5 Tenute, Sant’Andrea, Milano, Amarello, Rosciano e Ofena, sono la dimostrazione della grandezza e dell’evoluzione dell’azienda, fondata agli inizi degli anni Novanta. Terreni e climi molto diversi, tra cui ciottoli e forti escursioni termiche, sono sapientemente gestiti con attenzione alla sostenibilità. Ad esempio per lo smaltimento dei rifiuti è attivo un impianto di fitodepurazione e la vegetazione in vigna è irrorata con acqua e ozono, per aiutare, in modo naturale, il mantenimento della vite.

Oltre a Chardonnay e Pinot Nero, sono coltivati vitigni autoctoni: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino e Maiolica, quest’ultima una vera rarità.

Lo spumante ha sentori di mela, frutta secca, crosta di pane, al palato è fresco, cremoso e con una persistenza molto piacevole con leggera nota sapida. La zona mi riporta alla mente Gabriele D’Annunzio, il Vate, nato a Pescara, e autore di liriche e libri molto belli, tra cui Il Piacere di cui ho un bel ricordo.

Itinere - iamoA proposito di bolle, segnalo una perla: Cuvée 36 mesi Alta Langa Brut (Chardonnay e Pinot Noir) di Gancia. Nome importantissimo, poiché Carlo Gancia, che fondò l’azienda insieme al fratello Edoardo nel 1850, aveva trascorso precedentemente alcuni anni in Francia, a Reims, dove aveva appreso le nozioni sullo champagne. Successivamente, nel 1865, personalizzò tali tecniche e creò il primo spumante italiano metodo classico. La cantina storica è in provincia di Asti, a Canelli, località famosa proprio per le cattedrali sotterranee nel sottosuolo, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Scavate in passato nel tufo calcareo, garantiscono la temperatura ideale per l’affinamento dei vini.

Colore molto luminoso, note olfattive di fiori bianchi, lievito e vaniglia, sono seguiti da un gusto avvolgente e perlage molto fine. Evidenzio che la temperatura di servizio era perfetta, tra 8 e 10 gradi centigradi, dato molto importante, da non sottovalutare soprattutto in questo tipo di eventi. Considerando la zona di provenienza, abbino questa bottiglia elegante, avvolta in una stampa color bronzo, al swing di Via con me di Paolo Conte, bravissimo cantautore astigiano.

Bianco

Il primo è Lugana DOC di Tenuta La Presa, situata a Caprino Veronese, in provincia di Verona, dove la proprietà è stata acquistata nel 1995 dalla Famiglia Dei Micheli, che da allora si dedica all’azienda con grande impegno. Il territorio è influenzato dal microclima generato dall’insieme della mitezza del Lago di Garda e la ventilazione del Monte Baldo. Il vino è 100% Turbiana, o Trebbiano di Soave, vitigno autoctono molto antico, che rientra nella famiglia dei Trebbiani. Nell’assaggio, sono predominanti odori di agrumi, pesca bianca e gelsomino; al sorso una piacevole freschezza con leggera nota ammandorlata finale. La territorialità degustata, la abbino a un libro in cui Verona è protagonista: Romeo e Giulietta del grande William Shakespeare, che invito a leggere, o rileggere, individuando i luoghi di questa bellissima città.

Itinere - iamoIl secondo è il Lignu Duci Terre Siciliane DOP dell’Azienda Bruchicello, così chiamata dal nome della contrada Vruchicelle, oggi Salavecchia, dove si trovano i filari. E’ situata a Salaparuta, in provincia di Trapani. Nata nel 1976 e a conduzione familiare, è nella zona della Valle del Belice e i vitigni in coltivazione biologica sono: Nero d’Avola, Catarratto (entrambi autoctoni) e Cabernet Sauvignon. Il terreno è a medio impasto, cioè composto di sabbia, limo e argilla, che permette una buona ossigenazione e circolazione idrica, ideali per le uve. Il vino è Catarratto 100% con affinamento in acciaio. Sentori di cedro, pompelmo e zagara, anticipano un gusto fresco, in cui si evidenza anche la finezza. Ringrazio un amico “vinicolo” che ho incontrato e mi ha fatto scoprire questa piccola e bella realtà siciliana. L’abbinamento è con un luogo di quest’area: il Parco Archeologico di Selinunte, patrimonio culturale che racchiude le meraviglie della Magna Grecia.

Rosato

Sensuade Marche Rosato IGT di Cantina Santa Barbara, guidata dal 1994 da Stefano Antonucci, con intraprendenza e innovazione. Il comune di Barbara è nelle Marche, in provincia di Ancona. I terreni di coltivazione delle uve sono argillosi e ricchi di acqua. La vicinanza al mare, garantisce anche un’ottima ventilazione. La particolarità di questo vino è il blend di tre vitigni autoctoni con affinamento in acciaio: Vernaccia di Pergola, Lacrima di Morro d’Alba e Moscato Rosso, perchè il primo e il terzo sono molto rari. Si ottiene un prodotto dal colore rosa tenue, con sentori di fragoline di bosco e melograno, al palato è vivace con un leggero retrogusto agrumato. Molto piacevole, penso ala spensieratezza estiva e mi torna in mente la canzone dei Beach Boys Barbara Ann, collegata al nome dell’azienda.

Rosso

Mi sposto in Alto Adige, per l’esattezza a Marlengo, in provincia di Bolzano, dove ha sede l’azienda Ploner. E’ vicino Merano, in una zona con terreni argillosi e ricchi di granito, che, insieme alle basse rese delle uve, al microclima e alle escursioni termiche, garantiscono una qualità eccelsa dei vini prodotti. Il mio assaggio ne è un ottimo esempio: Alto Adige DOC Exclusiv, Pinot Nero Riserva 2021, con affinamento di 24 mesi in botti di rovere piccole e medie. Le parole che subito associo a questa bottiglia sono: estrema eleganza; sia nell’olfatto, ricco di more, ribes, ciliegie, prugne, cannella e liquirizia, sia nel gusto, morbido e molto persistente. Il connubio perfetto è con i Giardini di Sissi, Imperatrice Elisabetta d’Austria, che aveva eletto Castel Trauttmansdorff a proprio domicilio invernale. Luogo ameno e meraviglioso.

Passito

Itinere - iamoConcludo con un ottimo vino passito: Veneto IGT Verduzzo di Ai Galli, di Pramaggiore, in provincia di Venezia. L’azienda è situata in una zona al confine tra Veneto e Friuli Venezia-Giulia. Le viti sono coltivate in un suolo argilloso e minerale, con un sottile strato superficiale chiamato caranto, ricco di carbonato di calcio. Il Verduzzo Friulano, vitigno autoctono, appartiene alla linea Vintage e, dopo l’appassimento, affina per dodici mesi in botti di rovere francese, seguito da un lungo affinamento in bottiglia. Il bellissimo colore dorato, introduce note di pesca, albicocca, pera, miele, vaniglia, a cui segue un sorso morbido e finemente dolce. Bellezza visiva e sensoriale, da degustare con calma, in compagnia di un libro classico di uno scrittore veneto: Dino Buzzati e il suo Il Deserto dei Tartari.

Ahimè, anche questo viaggio meraviglioso è terminato, vi aspetto al prossimo!

 

Biancamaria Caroli

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