W il Rum!
Ebbene sì, confesso che ho una autentica passione per questo distillato. Ogni volta che lo sorseggio, parte dentro di me un viaggio sensoriale che mi porta in posti bellissimi ed evocativi.
Due piccole premesse basilari, in linee molto generali.
Iniziamo dalla prima: come si scrive? Rum, ron o rhum?
Dipende dal Paese di origine del prodotto: rum per Paesi di lingua inglese; ron per Paesi di lingua spagnola; rhum per Paesi di lingua francese.
Seconda premessa, le più grandi tipologie sono due: i rum agricoli, che si ottengono dalla distillazione del succo (vesou) della canna da zucchero, e i rum tradizionali, che si ottengono dalla distillazione della melassa (residuo del raffinamento dello zucchero di canna).
Naturalmente la materia prima è molto importante, ma è altrettanto essenziale tutta la fase della produzione, in primis, appunto, la distillazione.
Ogni distilleria ha una figura importante: the master blender, che segue tutte le fasi per garantire un risultato eccellente.
E allora, non potevo perdermi lo Showrum, the Italian Rum Festival, giunto alla decima Edizione. Ha avuto luogo il 21 e 22 settembre a Bologna, al Binario Centrale dello Spazio DUMBO. L’evento è stato ideato, sin dall’inizio, da Leonardo Pinto, uno dei massimi esperti ad altissimi livelli del settore, che guida anche il corso professionale Rum Master.
Per me ormai è diventato un appuntamento annuale fisso, dove assaggio ottimi prodotti. La prima giornata è aperta a tutte le persone appassionate, con ampia offerta di eccellenze da degustare e masterclasses dedicate a brands specifici; la seconda giornata invece è per gli esperti del settore, con offerta similare ma più mirata. Il tutto corredato anche da bar, dove poter assaggiare ottimi cocktails, e, novità di quest’anno, “Il Covo dei Pirati”, spazio esclusivo in cui è possibile bere rum rari e leggendari.
E quindi, in una domenica settembrina calda, sono approdata allo Showrum, di cui racconto gli assaggi migliori.
Iniziamo dall’isola caraibica di Santa Lucia, che appartiene all’arcipelago delle Piccole Antille, così nominata perché fu scoperta il 13 dicembre, giorno in cui ricorre la festa della Santa, 1502.
Qui, nella meravigliosa valle di Roseau, nel 1972, dalla fusione di due storiche distillerie a gestione familiare, Geest e Barnard, nascono le St. Lucia Distillers Group of Companies, che producono la linea dei rum Admiral Rodney. Il nome è un omaggio all’ammiraglio inglese che, nella Battaglia dei Santi nel 1782, ruppe la linea francese e assicurò il dominio britannico in questi luoghi.
HMS Formidable è un blend di rum invecchiati tra i 10 e i 15 anni in botti di rovere americano precedentemente impiegate per il bourbon. Quest’ultima è una prassi che spesso è effettuata per la maturazione dei distillati, proprio per esaltare le caratteristiche del prodotto.
Al naso emergono sentori di frutta rossa, uvetta, caramello e tostatura. Il palato è avvolto da leggere note di vaniglia e spezie.
Considerando il luogo di origine, scatta subito l’abbinamento alla saga cinematografica “Pirati dei Caraibi”, di cui molte scene sono state girate in questi luoghi paradisiaci.
Cambiamo destinazione e voliamo a Panama, Paese del Centro America, dove è situata la Distilleria Consorcio Licorero Nacional, che ha creato la linea Auténtico Nativo, di cui ho assaggiato l’Overproof 108 (54% gradazione acolica) , blend di rum invecchiati 8 anni, affinati in botti ex-bourbon.
Sentori di caramello, anticipano un gusto molto caldo, con leggere note di noci tostate. Lunghissima persistenza. Il Paese di origine mi ricorda il libro “Il Sarto di Panama” di John Le Carrè.
Cosa significa Overproof? Il termine significa letteralmente a prova superata e ricorda una prova eseguita dalla marina britannica con la polvere da sparo che, all’epoca dei pirati, era trasportata in barili nelle navi, spesso vicino a quelli che contenevano distillati. L’alta gradazione di questi ultimi, garantiva il funzionamento dell’innesco, se si superava la prova bagnando la polvere da sparo con il distillato.
E’ sempre affascinante scoprire cosa si nasconde dietro termini utilizzati nelle varie modalità di produzione di vini, birre e distillati!
Ora partiamo con direzione Venezuela! La Distilleria Carúpano, è stata fondata nel 1762 a Maracapana e qui, per la prima volta in questo Paese, fu prodotto l’Añejo Ron (definizione in lingua spagnola utilizzata per i rum invecchiati). La produzione si distingue soprattutto per il microclima della zona e per l’acqua pura di sorgente del fiume Chuare.
Il rum assaggiato è Ron Añejo Reserva Limitada Blend di rum invecchiati fino a 18 anni in botti di rovere bianco americano.
A un primo sorso, all’olfatto emergono note intense di frutta secca, soprattutto miele, e mandorle. Gusto avvolgente, con una nota finale di cioccolata, che poi è stata enfatizzata con l’assaggio successivo, in cui ho abbinato una fettina di lime, immersa da un lato nella granella di cioccolata fondente, dall’altro nello zucchero di canna. Eccezionale!
Per me che adoro la cioccolata fondente è un sogno, e penso alla bellissima poesia del poeta venezuelano Eugenio Montejo La Terra girò per renderci più vicini.
Ed eccomi alla Masterclass tanto attesa, condotta magistralmente da Marco Graziano, altra personalità di rilievo nell’ambito di questo fantastico distillato, sul Rhum J.M., Rhum Agricole de la Martinique, prodotto dalla Distilleria Fonds-Préville che si occupa di canna da zucchero fin dal XVIII secolo. Atterriamo mentalmente, quindi, in questa isola bellissima, nel piccolo villaggio di Macouba, dove il microclima e la vicinanza al vulcano Monte Peléè, contribuiscono, con il suolo e l’acqua, all’eccellenza dei rum. E per garantire questo risultato, i proprietari curano l’intero ciclo produttivo. Precisazione doverosa: secondo la denominazione A.O.C. della Martinica, può essere definito “Aged Rhum” solo il rum invecchiato almeno tre anni in botti di rovere nelle cantine.

Gli assaggi sono stati quattro
- Rhum Blanc Agricole, il cui olfatto vegetale e floreale è esaltato nel cocktail Ti’ Punch, molto popolare nell’isola;
- Rhum Vieux Agricole, Terroir Volcanique, invecchiato 3 anni in botti di rovere americano da 200 litri, in cui predominano sentori di miele e pane tostato, con un gusto rotondo e persistente;
- Rhum Agricole Tres Vieux X.O., invecchiato 6 anni in botti ex bourbon, con intense note di frutta candita e gusto leggermente piccante;
- Rhum Vieux Millésimé 2013, assaggiato alla cieca e poi svelato, che invecchia 9 anni in botti ex bourbon. Il mio preferito: al naso emergono arancia candita e cioccolata, seguite dal sorso avvolgente che evidenzia note di tostatura e leggermente agrumate, con una lunghissima persistenza.
Martinica, oltre al mare strepitoso, ha una ricchissima vegetazione, è chiamata l’Isola dei Fiori, e abbino un quadro meraviglioso di Paul Gauguin, Paesaggio della Martinica.
Il mio viaggio nel mondo del rum per ora è terminato. Oggi vi ho portato con me in posti esotici e ci tengo a sottolineare che spesso le distillerie, attuano iniziative di sostenibilità ambientale, ad esempio con il riciclo delle bottiglie, e sociale, ad esempio assumendo personale di comunità limitrofe, offrendo un’alternativa valida a percorsi di vita pericolosi, molto frequenti, purtroppo, in alcune di queste aree.
A presto con i prossimi racconti!
Biancamaria Caroli – Dal vino in poi
Mi trovi su Instagram come @bingasommelier