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22 Settembre, 2025
Vendemmia 2025: un’annata di eccellenza per Terre d’Aenòr
Terre d’Aenòr, giovane cantina di Provaglio d’Iseo nel cuore della Franciacorta, si distingue per la produzione di vini biologici ottenuti con un approccio meticoloso e rispettoso della natura. Fin dalla sua nascita l’azienda ha scelto di puntare sulla qualità e sull’autenticità, valorizzando le peculiarità del territorio e preservando l’integrità delle uve.
Questa visione si riflette pienamente nella vendemmia 2025, che si presenta come una delle più promettenti per la giovane realtà di Provaglio d’Iseo.
La vendemmia 2025 si presenta per Terre d’Aenòr come una delle migliori degli ultimi anni, grazie a un andamento stagionale equilibrato che ha favorito lo sviluppo ottimale delle viti. La primavera è stata caratterizzata da una ripresa vegetativa precoce, con un’alternanza di precipitazioni intense e periodi caldi e asciutti che hanno consentito una crescita regolare dei tralci e un’ottima allegagione. Le riserve idriche accumulate nei mesi primaverili hanno garantito una maturazione senza stress idrico, permettendo ai grappoli di raggiungere dimensioni ottimali con una produzione media di 85-90 quintali per ettaro, in linea con i parametri qualitativi aziendali.
L’equilibrio climatico della stagione, unito alla costante disponibilità di umidità nel terreno, ha contribuito al mantenimento di un buon potenziale acido, mentre l’elevato irraggiamento e la sanità della superficie fogliare hanno favorito la fotosintesi e il conseguente accumulo di zuccheri nei grappoli. Le uve sono state vendemmiate in condizioni sanitarie eccellenti, con parametri analitici molto buoni in termini di grado alcolico, acidità e pH.
In cantina i mosti stanno confermando le previsioni, esprimendo aromi intensi, buona sapidità, vivacità e una gradazione alcolica equilibrata che lascia presagire vini di grande espressività e longevità. La produzione stimata si attesta intorno alle 250.000 bottiglie, che andranno a comporre le sei etichette di Franciacorta già in commercio, alle quali si affiancheranno il Blanc de Noir e i due vini fermi già presenti in gamma.
La raccolta delle varietà a bacca rossa, Merlot e Cabernet Sauvignon, è ancora in corso: in queste settimane i grappoli stanno ricevendo le cure necessarie per garantire la corretta maturazione e completare una vendemmia che, per qualità e quantità, si annuncia tra le più significative nella storia recente di Terre d’Aenòr.
La Redazione
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22 Settembre, 2025
Dal Lago di Garda al mondo: il Lugana DOC firma un autunno dinamico tra esperienze, promozione e internazionalizzazione
Il Consorzio Tutela Lugana DOC affronta un fitto calendario di eventi in Italia e all’estero per consolidare la presenza globale del vino gardesano
Peschiera del Garda, settembre 2025 – Un autunno ricco di appuntamenti e di respiro internazionale attende il Consorzio Tutela Lugana DOC, che presenta un calendario articolato di eventi ed esperienze volte a rafforzare la presenza del Lugana nei mercati chiave e a proseguire il percorso di internazionalizzazione del celebre vino bianco del Lago di Garda.
Tra le iniziative di settembre, spicca il novità del Lugana Sunset Tour (4, 5 e 7 settembre), un format esclusivo che porterà il Lugana sulle spiagge più iconiche della costa italiana: da Milano Marittima a Jesolo fino a Follonica, tra aperitivi, cene tematiche e momenti lifestyle. Un’occasione unica per raccontare il Lugana non solo come vino, ma come esperienza culturale ed emozionale.
Il 13 settembre il Consorzio sarà protagonista alla prestigiosa Vendemmia Reale di Torino, ospite tra il Palazzo Reale e i Giardini Reali con una masterclass dedicata alle espressioni Annata e Riserva del Lugana DOC.
L’attività internazionale del Lugana DOC continuerà a settembre e ottobre in Europa e oltre: dal Gala della Camera di Commercio Italiana a Ginevra (27 settembre), alla masterclass di Vienna (22 ottobre) e al Lugana Festival di Monaco di Baviera (24 ottobre), in collaborazione con la rivista Falstaff che vedrà circa 40 produttori coinvolti in degustazioni e incontri.
L’11 settembre è previsto un webinar dedicato al mercato UK con il wine expert David Way, mentre tra il 29 settembre e il 2 ottobre una delegazione di giornalisti statunitensi vivrà un’esperienza immersiva sul Lago di Garda, culminando con la partecipazione al Vinitaly Chicago (5-6 ottobre), evento chiave per consolidare la posizione del Lugana negli USA.
Edoardo Peduto, direttore del Consorzio
Abbiamo pensato a un calendario che unisce attività sul territorio e momenti internazionali. Il nostro obiettivo è raccontare il Lugana con un approccio innovativo, che fa vivere emozioni oltre al vino, trasmettendo valori autentici.
Calendario eventi Lugana DOC autunno 2025
4–5–7 settembre: Lugana Sunset Tour, Milano Marittima – Jesolo – Follonica
11 settembre: Webinar UK con David Way
13 settembre: Vendemmia Reale a Torino
27 settembre: Gala Camera di Commercio Italiana, Ginevra
29 settembre – 2 ottobre: Incoming giornalisti USA sul Lago di Garda
5–6 ottobre: Vinitaly Chicago, desk e degustazioni
22 ottobre: Masterclass a Vienna con Christian Bauer
24 ottobre: Lugana Festival a Monaco di Baviera (con Falstaff)
Il territorio e il Consorzio Tutela Lugana DOC
Nato sulle colline intorno al Lago di Garda, il Lugana DOC è un vino bianco fresco, elegante e longevo ottenuto da uve autoctone Turbiana, coltivate su 2.600 ettari con 214 produttori. La denominazione, riconosciuta nel 1967 e regolamentata dal Consorzio dal 1990, esporta oltre il 60% della sua produzione in oltre 65 paesi.
Il Consorzio promuove non solo la qualità enologica, ma anche pratiche di sostenibilità e un turismo enologico certificato che valorizza le cantine e il territorio, punto di riferimento per appassionati di vino, cultura e benessere.
La Redazione
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22 Settembre, 2025
Vilmart. Tra gesso e legno la piccola Krug di Rilly-la-Montagne
Ai piedi della Montagne de Reims, immerso tra boschi e vigne di gesso, sorge Rilly-la-Montagne, un villaggio che racconta in modo autentico l’anima della Champagne. Qui, dove il Pinot Noir trova la sua massima espressione e lo Chardonnay regala finezza e tensione, la viticoltura è parte integrante della vita quotidiana. Le case affacciate sulla strada principale si alternano a piccole cantine e vecchi portoni in legno, segni concreti di una tradizione vitivinicola che affonda le radici nei secoli.
Rilly è un luogo in cui il terroir parla con voce decisa: i suoli gessosi trasmettono verticalità e freschezza, mentre l’esposizione delle parcelle dona vini di struttura, capaci di unire forza e delicatezza. È in questo scenario che nasce e cresce una delle maison più ammirate dagli appassionati: Vilmart & Cie,
Fondata nel 1890 da Désiré Vilmart, la maison è rimasta sempre familiare, attraversando cinque generazioni fino ad arrivare oggi nelle mani di Laurent Champs, custode di un patrimonio fatto di vigneti, esperienza e sensibilità. I suoi 11 ettari sono coltivati con rispetto assoluto per l’ambiente: nessun diserbante, nessun insetticida, lavorazioni manuali e attenzione costante all’equilibrio naturale della vigna. Una filosofia che parte dalla terra e che prosegue coerente in cantina.
In una zona, la Montagne di Reims, tradizionalmente dominata dal Pinot Noir, Vilmart sceglie di andare controtendenza: qui il protagonista è lo Chardonnay. Le vigne, tutte in villaggi classificati premier cru (e vicino all’azienda), sono piantate con oltre il 60% a Chardonnay con il resto dedicato a Pinot Noir. Uno scelta precisa che segna lo stile della maison, fatta di freschezza, eleganza, tensione minerale e longevità.
Ma è soprattutto la vinificazione è ciò che rende Vilmart inconfondibile. Qui non esiste acciaio: tutte le fermentazioni e gli affinamenti avvengono in legno, tra barrique e foudres, con l’obiettivo di dare profondità, complessità e un’impronta unica agli champagne. La fermentazione malolattica non viene mai svolta, scelta che conserva la freschezza e la tensione acida, regalando vini di straordinaria longevità.
Il risultato sono champagne che non cercano la facile immediatezza, ma la raffinata armonia del tempo. Non a caso, molti appassionati amano definire Vilmart la piccola Krug della Champagne, per la capacità di coniugare l’eleganza del legno con la precisione cristallina del terroir.
La visita con Léa
La nostra esperienza a Rilly è stata resa ancora più speciale grazie all’accoglienza di Léa, che ci ha guidati alla scoperta della cantina con grande passione e competenza. Passeggiando tra i foudres e le barrique, ci ha raccontato la filosofia di Laurent Champs, fatta di rigore e delicatezza, ma anche di visione e rispetto per i tempi del vino. Ogni dettaglio sembrava avere un senso: la scelta di non svolgere la malolattica, l’uso esclusivo del legno, i lunghi affinamenti che trasformano le cuvée in vere e proprie opere d’arte enologica.
La degustazione è stata il momento culminante della visita.
Abbiamo assaggiato le diverse cuvée della maison, dalla Grande Réserve, immediata e vibrante, al più elegante Grand Cellier, fino ad arrivare al Coeur de Cuvée, che incarna alla perfezione la raffinatezza e la complessità dello stile Vilmart. Ogni calice era una tappa di un percorso coerente e affascinante, in cui il frutto e la freschezza si intrecciavano con profondità e struttura.
Grande Réserve – la cuvée più rappresentativa, che racconta il carattere classico di Rilly: vinosità, materia e una bella spinta minerale, con un bellissimo finale di pesca bianca. Una firma riconoscibile.
Grand Cellier – qui lo Chardonnay emerge con decisione. Tanti agrumi e fiori binachi al naso che poi ritornano al palato con una grande verticalità e tanta energia.
Grand Cellier d’Or – maggiore complessità e struttura, con il legno che disegna finezza e profondità. Un vino che invita a tornare al bicchiere più volte.
Cœur de Cuvée 2016 – la punta di diamante dove la complessità è pura armonia: frutto maturo, miele, frutta candita, confettura, poi ancora spezie delicate, non invadenti, grande persistenza e prospettiva di evoluzione. Se il naso è complesso il palato ancora di più. Grande Chamapgne
Rubis – il rosé della maison, dove il Pinot Noir incontra lo Chardonnay. Elegante, con note di piccoli frutti rossi, palato fresco e delicato, perfetto esempio di equilibrio tra frutto e tensione.
Una degustazione che non vorresti finisse mai, ogni calice era una tappa di un percorso coerente e affascinante, in cui la mano di Laurent Champs si percepisce chiaramente: mai ostentata, sempre tesa a far dialogare terroir e materia con eleganza.
Visitare Vilmart a Rilly-la-Montagne non è soltanto scoprire una grande maison: è vivere un’esperienza che ti porta dentro l’anima stessa della Champagne. Grazie a Léa, il racconto si è trasformato in un dialogo vivo, capace di trasmettere non solo nozioni, ma soprattutto emozioni.
Emozioni ed un’esperienza che va oltre la degustazione. È entrare in contatto con una filosofia fatta di rigore, sensibilità e rispetto. È scoprire come il legno possa diventare non un marchio invasivo, ma uno strumento di finezza. È, soprattutto, lasciarsi sorprendere da champagne che non sono soltanto bollicine, ma come dice Laurent Champs, vini gastronomici, da tavola e da meditazione, capaci di emozionare oggi e di raccontare nuove sfumature con il passare degli anni.
Rilly-la-Montagne è un villaggio che custodisce segreti e tradizioni, ma è attraverso Vilmart che quei segreti diventano calici di pura eleganza.
Emanuele Muzzo
Su Instagram è semplicemente Emanuele Muzzo Vigne e Orizzonti
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Su Instagram è semplicemente Emanuele Muzzo Vigne e Orizzonti
21 Settembre, 2025
Gradis’ciutta invita alla vendemmia didattica per vestire i panni del vignaiolo per un giorno
Il momento più atteso dell’anno in vigna è arrivato e Gradis’ciutta, cantina del Collio, ha scelto di condividerlo aprendo le porte a chi desidera scoprire cosa si nasconde dietro un calice di vino. La vendemmia didattica diventa così un’occasione unica per vivere dall’interno la giornata che segna l’inizio di un nuovo ciclo produttivo.
Non si tratta di una semplice visita, ma di un vero percorso guidato: per qualche ora i partecipanti potranno vestire i panni di chi la vigna la vive quotidianamente, imparando a distinguere i grappoli più adatti e a raccoglierli con i gesti corretti.
Dai filari alla cantina, l’esperienza permette di scoprire i segreti della raccolta e le prime fasi della vinificazione, con l’accompagnamento dello staff di Gradis’ciutta. L’enologo illustrerà le tecniche di lavorazione delle uve e l’approccio biologico che contraddistingue la filosofia aziendale, basata sulla cura della vigna e il rispetto per il territorio.
La vendemmia didattica sarà proposta per l’intera durata della vendemmia, dando così la possibilità a chiunque lo desideri di partecipare in diversi giorni e vivere un’esperienza autentica a contatto con la natura. Non è solo un’attività formativa, ma anche un’occasione per entrare nel ritmo della campagna e avvicinarsi al mondo del vino con curiosità e spirito partecipativo.
Il costo è di 50 euro a persona. I posti sono limitati ed è necessaria la prenotazione, contattando direttamente la cantina al numero +39 0481 390237 o tramite il sito www.gradisciutta.it. Gradis’ciutta vi aspetta tra i filari del Collio per trasformare la vendemmia in un ricordo da portare con sé.
La Redazione
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21 Settembre, 2025
Librandi presenta il quinto Bilancio di Sostenibilità: un impegno concreto per la Calabria e il futuro
La cantina calabrese conferma la sua leadership nella viticoltura etica e sostenibile con il Bilancio 2024/2025
Per il quinto anno consecutivo, Librandi pubblica il suo Bilancio di Sostenibilità 2024/2025, testimoniando un percorso di responsabilità ambientale e sociale coerente e in continua evoluzione. Il documento, redatto secondo i criteri ESG più aggiornati, fotografa un anno di scelte strategiche e investimenti, confermando l’azienda calabrese come un modello virtuoso nel panorama dell’agricoltura sostenibile italiana.
La famiglia Librandi
La sostenibilità non è uno slogan, ma un principio fondante. È una responsabilità quotidiana, che attraversa ogni fase, dal suolo alla cantina fino al mercato, con l’obiettivo di migliorare costantemente e contribuire positivamente alla comunità.
Librandi rinnova per la quinta volta la prestigiosa certificazione Equalitas, riconoscimento internazionale che attesta la coerenza del suo approccio su tre pilastri: ambiente, società ed economia. Tra le iniziative più rilevanti figurano il monitoraggio dettagliato di carbon e water footprint, l’uso di energie rinnovabili, la riduzione degli sprechi e l’adozione di pratiche di economia circolare.
Al centro del bilancio spicca il progetto Biopass, sviluppato con Sata Studio Agronomico, che analizza la biodiversità microbiologica del suolo per implementare strategie agronomiche mirate e sostenibili. Azioni concrete a tutela dell’ecosistema vigneto – come semine di essenze mellifere, installazione di arnie e bug hotels – favoriscono la resilienza delle vigne di fronte ai cambiamenti climatici.
Librandi preserva attivamente oltre 70 ettari di boschi e macchia mediterranea e utilizza esclusivamente concimi organici, con investimenti continuativi in impianti fotovoltaici per ridurre l’impatto ambientale.
Il bilancio dedica inoltre ampia attenzione alla dimensione sociale, promuovendo la formazione continua, la parità di genere e iniziative solidali come la raccolta del sangue in collaborazione con AVIS e il progetto “Scuole in Vigna” per avvicinare i giovani all’agricoltura sostenibile.
La Redazione
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21 Settembre, 2025
Sober october. Hofstätter ridefinisce l'eleganza del brindisi senza alcol
Nel segno della sobrietà consapevole e del gusto ricercato, la tenuta J. Hofstätter si conferma protagonista nel segmento dei vini dealcolati di alta gamma. Una realtà che, sotto la guida visionaria di Martin Foradori Hofstätter, ha saputo imporre con autorevolezza una nuova concezione di vino senza alcol, trasformando una sfida in un’opportunità.
In occasione del Sober October, momento in cui molti scelgono di vivere un’esperienza temporanea di astinenza dall’alcol, il nuovo Dr. Fischer Zero Riesling Sparkling si propone come l’alternativa ideale per chi desidera un brindisi tra amici o un abbinamento raffinato e privo di compromessi.
Il fiore all’occhiello della gamma senza alcol firmata Hofstätter è il Dr. Fischer Zero Riesling Sparkling, un vino spumante dealcolato nato da una selezione di Riesling Kabinett, che incarna perfettamente la fusione tra la qualità dell’azienda altoatesina, che ha una sua tenuta in Mosella, e l’innovazione enologica. Questo prodotto premium testimonia che l’assenza di alcol non intacca né la complessità né la finezza sensoriale.
Abbiamo voluto dimostrare che un vino dealcolato può offrire un’esperienza sensoriale di pari valore, capace di esprimere al contempo raffinatezza e piacere. La crescente attenzione verso pratiche di astinenza consapevole, come il Sober October o il Dry January, testimonia come la nostra proposta risponda a un’esigenza autentica e sempre più rilevante, in particolare tra le nuove generazioni di consumatori.
Per chi, in occasione del prossimo Sober October, sceglie uno stile di vita temporaneamente privo di alcol, i vini dealcolati firmati Hofstätter offrono la soluzione ideale per brindare con stile e consapevolezza, senza rinunciare al piacere.
La Redazione
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20 Settembre, 2025
Dal futuro del vino ai mercati Nordamericani: wine2wine Vinitaly Business Forum riunisce a Chicago i top player mondiali
Al forum del vino di Vinitaly, che per la sua 12^ edizione debutta negli Stati Uniti in occasione di Vinitaly.USA, oltre 20 relatori internazionali – tra Master Sommelier, Master of Wine, esperti di comunicazione e protagonisti del wine business – in dialogo sul futuro del vino italiano nei mercati nordamericani.
Venti sessioni tra blind tasting, masterclass e talk, e più di 20 speaker tra giornalisti di fama internazionale, Master Sommelier (MS), Master of Wine (MW) e personalità di primo piano del wine business internazionale. wine2wine Vinitaly Business Forum debutta a Chicago e, per la 12^ edizione della piattaforma di formazione, networking e analisi di mercato firmata Veronafiere-Vinitaly, spinge sull’acceleratore di Vinitaly.USA (Chicago, 5-6 ottobre) con una maratona di appuntamenti pensati per delineare opportunità concrete per sviluppare il business del vino. Dal posizionamento dei brand Made in Italy alla promozione, dall’impatto dei dazi al funzionamento del sistema di importazione nei diversi Paesi, la due-giorni vede in programma, oltre al filone delle Blind tasting masterclass, approfondimenti e focus che si inseriscono in 3 track tematici dedicati a economia e commercio del vino, a come comunicare il vino, e al mercato in Nord America, oggetto dell’ITA Track, un’iniziativa realizzata in collaborazione con ITA – Italian Trade Agency con focus dedicati a Stati Uniti, Canada e Messico.
Tra gli interventi più attesi, Karen MacNeil, pluripremiata autrice di The Wine Bible, con una sessione su come promuovere il vino in un contesto competitivo e in evoluzione (6/10); il presidente della U.S. Wine Trade Alliance, Ben Aneff, che affronterà con la presidente del Ceev, Marzia Varvaglione, le implicazioni dei dazi USA-EU e le strategie per sostenere i produttori italiani (6/10). L’Italian Wine Expert e diplomata WSET Michaela Morris sposterà l’attenzione sul Canada con la complicità di Jenna Briscoe, educatrice del vino, importatrice, sommelier e direttrice di eventi impegnata a creare una cultura del vino più aperta e connessa in Canada (5/10), mentre Larissa Lawrence, co-fondatrice della società di importazione e distribuzione Vinos Enteros, esplorerà con la produttrice Diva Maddalena Moretti Polegato il crescente rilievo strategico del Messico per l’export vinicolo italiano (5/10). Doug Frost, tra i pochi al mondo insignito sia del titolo di Master of Wine che di Master Sommelier, discuterà con l’autrice Jessica Dupuy e il MS Jim Bube il valore delle certificazioni nel mondo del vino (6/10). Felicity Carter, editorialista e podcaster di Drinks Insider, esplorerà le opportunità e i rischi dell’intelligenza artificiale nella comunicazione enologica (6/10), mentre John Gillespie, massima autorità statunitense nelle ricerche di mercato sul vino, esplorerà il rapporto dei consumatori americani tra 21 e 39 anni con il vino (6/10). A svelare, il 5 ottobre, per la prima volta da oltreoceano, i protagonisti di Vinitaly OperaWine 2026 selezionati da Wine Spectator, sarà infine Alison Napjus, senior editor e tasting director della celebre rivista di settore.
Con oltre 250 espositori per un fatturato aggregato di 7,2 miliardi di euro, Vinitaly.USA si conferma l’appuntamento di riferimento per il vino italiano negli USA. Il palinsesto conta complessivamente 20 sessioni tra masterclass, seminari e tasting. Ai brand protagonisti, con presenze di primo piano sia tra i marchi di bandiera che tra gli enti consortili nazionali, si aggiungono i principali importatori e buyer americani per un momento di dialogo, confronto e matching commerciale.
Il wine2wine Vinitaly Business Forum è un forum internazionale dedicato all’industria del vino, organizzato da Veronafiere e tenuto ogni anno a Verona dal 2014. L’ultima edizione, nel 2024, si è svolta il 4 e 5 novembre al Palaexpo di Veronafiere, Verona. La due giorni comprende keynote, seminari e workshop interattivi che forniscono strumenti pratici per migliorare le attività d’impresa. I relatori sono esperti riconosciuti nei rispettivi campi e tra le menti più brillanti del mondo del vino, sia italiane che internazionali. Da quest’anno, si è trasferita a Chicago nell’ambito di Vinitaly.USA per rafforzare la promozione in Nord America in un momento particolarmente delicato per il mercato.
La Redazione
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20 Settembre, 2025
La Conca dei Sapori. Un viaggio di gusto a Borgo Montello
A volte i migliori incontri avvengono per caso. Una mattina a Cisterna di Latina, dopo un caffè accompagnato da un cornetto fragrante ricco di ottima crema nella pasticceria Punto Dolce, conosco Valeria, una donna sorridente e solare che mi racconta della sua creatura: un ristorante che porta il nome evocativo “La Conca dei Sapori”. Mi invita a scoprirlo la sera stessa, e io, curioso e affamato di nuove storie gastronomiche, accetto con piacere.
Al mio arrivo, a Borgo Montello, intravedo l’insegna e mi dirigo al parcheggio. Entro e il ristorante si presenta intimo e accogliente. Un forno a legna a vista, luci calde, dettagli curati con amore: tutto parla della passione di chi lo guida. Valeria mi accoglie con un sorriso autentico, mi fa accomodare e mi dà il menù ma io sorridendo le dico che scelgo di affidarmi completamente a lei e alla sua cucina.
Il percorso inizia con un piatto che racchiude l’essenza del territorio: mozzarella di bufala con alici marinate e pomodoro merinda. L’impiattamento è un piccolo quadro: il bianco candido della mozzarella si sposa con la lucentezza argentea delle alici e il rosso vivo del pomodoro, in un’armonia cromatica che anticipa la freschezza al palato. Il boccone è rotondo, bilanciato tra la cremosità lattiginosa della bufala e la sapidità elegante dell’alice. Il boccone è rotondo, bilanciato tra la cremosità lattiginosa della bufala e la sapidità elegante dell’alice. In bocca il pomodoro merinda porta freschezza e una leggera vena acidula che ripulisce il palato, mentre la mozzarella si scioglie lentamente lasciando una dolcezza lattea persistente. Le alici aggiungono un contrappunto sapido che stimola la salivazione e invoglia immediatamente a un secondo assaggio. L’insieme è armonico, equilibrato e sorprendentemente raffinato nella sua apparente semplicità. Segue un piatto di sorprendente creatività: tartare di manzo, carciofo, tuorlo fritto e colatura di cacio. Qui Valeria osa e vince. La dolcezza del manzo crudo incontra l’amaro vegetale del carciofo, il tuorlo fritto aggiunge una nota croccante e vellutata insieme, mentre la colatura di cacio avvolge il tutto con un sapore deciso e persistente. È un piatto che racconta ricerca, tecnica e una spiccata personalità. Al palato, la tartare si apre con una morbidezza setosa e dolce, immediatamente bilanciata dall’amaro netto e vegetale del carciofo che ripulisce la bocca. Il tuorlo regala un ingresso croccante che si trasforma in una cremosità avvolgente, mentre la colatura di cacio sprigiona una sapidità intensa e lunga, quasi marina. Il boccone è complesso e dinamico: alterna consistenze e contrasti, chiudendo con un finale persistente in cui restano impressi la forza del formaggio e il retrogusto erbaceo del carciofo. Queste due entrè mi hanno regalato il piacere di esser lì, perché piatti eleganti ben costruiti che ho consegnato a Valeria puliti come se non ci fosse stato nulla dentro. Sorridendo le dico che possiamo procedere perché la sua mano regala emozioni. Il primo piatto è un inno al mare: tagliolino con scampi e asparago. La pasta, sottile e perfettamente al dente, accoglie la dolcezza degli scampi e il tocco vegetale dell’asparago in un connubio che conquista per delicatezza e intensità aromatica. È un piatto che parla di primavera e di mare, insieme. Al palato, il tagliolino rivela subito la sua consistenza elastica e vellutata, che trattiene il condimento in modo armonioso. Gli scampi sprigionano una dolcezza marina morbida e persistente, contrastata dalla leggera punta amarognola e fresca dell’asparago. L’insieme è bilanciato e raffinato: la bocca resta pulita, con un finale delicatamente iodato e una persistenza che richiama tanto il mare quanto la terra primaverile. È un piatto che convince per equilibrio e finezza
Poi arriva il momento dei secondi che Valeria mi ha confidato sorridendo che saranno generosi. Il primo ad esser servito è un polpo rosticciato su hummus di ceci, nocciole e rosmarino. Il tentacolo, dorato e croccante all’esterno, è tenero all’interno; l’hummus regala cremosità e rotondità, le nocciole portano una nota croccante inattesa, mentre il rosmarino rinfresca il tutto con la sua aromaticità balsamica. Al palato il polpo si rivela succoso e delicato, con una consistenza che alterna la croccantezza della superficie alla morbidezza della polpa. L’hummus avvolge il boccone con la sua pastosità vellutata, mentre le nocciole introducono un contrappunto tostato che prolunga la masticazione. Il rosmarino, con la sua nota balsamica, dona freschezza e leggerezza al finale, rendendo il piatto complesso ma equilibrato. La persistenza è lunga, con un ricordo che resta saldamente ancorato tra mare e terra. Accanto, al polpo appare una una frittura di paranza asciutta e fragrante, che celebra il mare nella sua immediatezza più autentica. Valeria mi racconta che è lei stessa a scegliere il pesce ogni giorno: freschezza e qualità sono le sue firme.
In bocca la frittura esprime subito croccantezza e leggerezza: la doratura è uniforme, priva di eccessi di unto, e avvolge un pesce che si mantiene tenero e succoso. La sapidità naturale del mare viene esaltata senza coperture, lasciando il palato pulito e pronto al boccone successivo. La persistenza è breve ma intensa, con un finale secco e fragrante che richiama la genuinità di un mare cucinato “come una volta”.Il percorso si conclude con un dessert che profuma di esotico: semifreddo al mango, lampone e latte di cocco. Un dolce che unisce acidità e dolcezza, leggerezza e intensità, con una freschezza che pulisce il palato e lascia un ricordo luminoso della cena. Al palato, il mango sprigiona una dolcezza piena e avvolgente, subito contrastata dall’acidità vivace del lampone, che dona ritmo e verticalità al boccone. Il latte di cocco interviene con una morbidezza cremosa che riequilibra il tutto, regalando un finale esotico e vellutato. La consistenza del semifreddo è soffice e delicata, con una persistenza che lascia in bocca una scia fresca e fruttata. È un dessert che chiude il percorso con armonia, alleggerendo il palato e fissando nella memoria una nota luminosa e solare. Valeria si siede al mio tavolo, versa due bicchieri di limoncello e con un brindisi suggelliamo una serata che è stata molto più di una degustazione: un’esperienza di autenticità, passione e calore umano. E in quell’istante, tra il profumo di agrumi che si solleva dal bicchiere e le luci soffuse che avvolgono la sala, comprendo che La Conca dei Sapori non è solo un ristorante, ma un luogo dell’anima. È il punto d’incontro tra memoria e futuro, tra la semplicità dei gesti antichi e l’audacia della creatività. Qui ogni piatto non si limita a sfamare, ma racconta una storia che parla di mare, di terra e di cuore. Uscendo nella notte di Borgo Montello, con il palato ancora acceso di sapori e l’animo leggero, resta dentro di me la certezza che varcare di nuovo quella soglia sarà come tornare a casa. Un invito irresistibile, un richiamo che chi ama il buon vivere non può ignorare. Roberto Silvio De Pascale Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina Il buon vivere
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Al mio arrivo, a Borgo Montello, intravedo l’insegna e mi dirigo al parcheggio. Entro e il ristorante si presenta intimo e accogliente. Un forno a legna a vista, luci calde, dettagli curati con amore: tutto parla della passione di chi lo guida. Valeria mi accoglie con un sorriso autentico, mi fa accomodare e mi dà il menù ma io sorridendo le dico che scelgo di affidarmi completamente a lei e alla sua cucina.
Il percorso inizia con un piatto che racchiude l’essenza del territorio: mozzarella di bufala con alici marinate e pomodoro merinda. L’impiattamento è un piccolo quadro: il bianco candido della mozzarella si sposa con la lucentezza argentea delle alici e il rosso vivo del pomodoro, in un’armonia cromatica che anticipa la freschezza al palato. Il boccone è rotondo, bilanciato tra la cremosità lattiginosa della bufala e la sapidità elegante dell’alice. Il boccone è rotondo, bilanciato tra la cremosità lattiginosa della bufala e la sapidità elegante dell’alice. In bocca il pomodoro merinda porta freschezza e una leggera vena acidula che ripulisce il palato, mentre la mozzarella si scioglie lentamente lasciando una dolcezza lattea persistente. Le alici aggiungono un contrappunto sapido che stimola la salivazione e invoglia immediatamente a un secondo assaggio. L’insieme è armonico, equilibrato e sorprendentemente raffinato nella sua apparente semplicità. Segue un piatto di sorprendente creatività: tartare di manzo, carciofo, tuorlo fritto e colatura di cacio. Qui Valeria osa e vince. La dolcezza del manzo crudo incontra l’amaro vegetale del carciofo, il tuorlo fritto aggiunge una nota croccante e vellutata insieme, mentre la colatura di cacio avvolge il tutto con un sapore deciso e persistente. È un piatto che racconta ricerca, tecnica e una spiccata personalità. Al palato, la tartare si apre con una morbidezza setosa e dolce, immediatamente bilanciata dall’amaro netto e vegetale del carciofo che ripulisce la bocca. Il tuorlo regala un ingresso croccante che si trasforma in una cremosità avvolgente, mentre la colatura di cacio sprigiona una sapidità intensa e lunga, quasi marina. Il boccone è complesso e dinamico: alterna consistenze e contrasti, chiudendo con un finale persistente in cui restano impressi la forza del formaggio e il retrogusto erbaceo del carciofo. Queste due entrè mi hanno regalato il piacere di esser lì, perché piatti eleganti ben costruiti che ho consegnato a Valeria puliti come se non ci fosse stato nulla dentro. Sorridendo le dico che possiamo procedere perché la sua mano regala emozioni. Il primo piatto è un inno al mare: tagliolino con scampi e asparago. La pasta, sottile e perfettamente al dente, accoglie la dolcezza degli scampi e il tocco vegetale dell’asparago in un connubio che conquista per delicatezza e intensità aromatica. È un piatto che parla di primavera e di mare, insieme. Al palato, il tagliolino rivela subito la sua consistenza elastica e vellutata, che trattiene il condimento in modo armonioso. Gli scampi sprigionano una dolcezza marina morbida e persistente, contrastata dalla leggera punta amarognola e fresca dell’asparago. L’insieme è bilanciato e raffinato: la bocca resta pulita, con un finale delicatamente iodato e una persistenza che richiama tanto il mare quanto la terra primaverile. È un piatto che convince per equilibrio e finezza
Poi arriva il momento dei secondi che Valeria mi ha confidato sorridendo che saranno generosi. Il primo ad esser servito è un polpo rosticciato su hummus di ceci, nocciole e rosmarino. Il tentacolo, dorato e croccante all’esterno, è tenero all’interno; l’hummus regala cremosità e rotondità, le nocciole portano una nota croccante inattesa, mentre il rosmarino rinfresca il tutto con la sua aromaticità balsamica. Al palato il polpo si rivela succoso e delicato, con una consistenza che alterna la croccantezza della superficie alla morbidezza della polpa. L’hummus avvolge il boccone con la sua pastosità vellutata, mentre le nocciole introducono un contrappunto tostato che prolunga la masticazione. Il rosmarino, con la sua nota balsamica, dona freschezza e leggerezza al finale, rendendo il piatto complesso ma equilibrato. La persistenza è lunga, con un ricordo che resta saldamente ancorato tra mare e terra. Accanto, al polpo appare una una frittura di paranza asciutta e fragrante, che celebra il mare nella sua immediatezza più autentica. Valeria mi racconta che è lei stessa a scegliere il pesce ogni giorno: freschezza e qualità sono le sue firme.
In bocca la frittura esprime subito croccantezza e leggerezza: la doratura è uniforme, priva di eccessi di unto, e avvolge un pesce che si mantiene tenero e succoso. La sapidità naturale del mare viene esaltata senza coperture, lasciando il palato pulito e pronto al boccone successivo. La persistenza è breve ma intensa, con un finale secco e fragrante che richiama la genuinità di un mare cucinato “come una volta”.Il percorso si conclude con un dessert che profuma di esotico: semifreddo al mango, lampone e latte di cocco. Un dolce che unisce acidità e dolcezza, leggerezza e intensità, con una freschezza che pulisce il palato e lascia un ricordo luminoso della cena. Al palato, il mango sprigiona una dolcezza piena e avvolgente, subito contrastata dall’acidità vivace del lampone, che dona ritmo e verticalità al boccone. Il latte di cocco interviene con una morbidezza cremosa che riequilibra il tutto, regalando un finale esotico e vellutato. La consistenza del semifreddo è soffice e delicata, con una persistenza che lascia in bocca una scia fresca e fruttata. È un dessert che chiude il percorso con armonia, alleggerendo il palato e fissando nella memoria una nota luminosa e solare. Valeria si siede al mio tavolo, versa due bicchieri di limoncello e con un brindisi suggelliamo una serata che è stata molto più di una degustazione: un’esperienza di autenticità, passione e calore umano. E in quell’istante, tra il profumo di agrumi che si solleva dal bicchiere e le luci soffuse che avvolgono la sala, comprendo che La Conca dei Sapori non è solo un ristorante, ma un luogo dell’anima. È il punto d’incontro tra memoria e futuro, tra la semplicità dei gesti antichi e l’audacia della creatività. Qui ogni piatto non si limita a sfamare, ma racconta una storia che parla di mare, di terra e di cuore. Uscendo nella notte di Borgo Montello, con il palato ancora acceso di sapori e l’animo leggero, resta dentro di me la certezza che varcare di nuovo quella soglia sarà come tornare a casa. Un invito irresistibile, un richiamo che chi ama il buon vivere non può ignorare. Roberto Silvio De Pascale Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina Il buon vivere
20 Settembre, 2025
Monteverro: la vendemmia 2025, un viaggio meteorologico sulle montagne russe
Una stagione irregolare ma promettente per la cantina di Capalbio, tra resilienza delle vigne e scelte attente in vigna
La vendemmia 2025 a Monteverro, simbolo della Maremma autentica e gioiello di Capalbio, si presenta come un vero viaggio sulle montagne russe meteorologiche. Dopo un inverno straordinariamente piovoso e una primavera umida fino ad aprile, l’estate ha alternato ondate di caldo intenso a temperature più miti, mettendo alla prova la viticoltura e richiedendo scelte oculate e tempestive da parte dell’enologo Matthieu Taunay.
Matthieu Taunay – enologo
In sei settimane abbiamo avuto più pioggia che nell’intero anno medio, e una primavera piovosa ha favorito una crescita vigorosa e bilanciata delle piante. L’estate ha mostrato la sua doppia faccia: dal 20 giugno al 10 luglio, temperature elevate e persistenti hanno testato la resilienza dei vigneti, capaci però di creare basi per vini straordinari.
Dal 10 luglio invece, il clima più mite ha permesso un’invaiatura omogenea e un inizio di maturazione ottimale, fino a una nuova ondata di calore dall’8 agosto che ha spinto alla raccolta anticipata dello Chardonnay, seguita da Merlot e Vermentino.
Ora l’attenzione è al massimo per concludere la vendemmia nella migliore condizione possibile, bilanciando alcol e acidità per conservare l’eleganza e la freschezza tipica dei vini Monteverro.
Per Monteverro, la vendemmia è il culmine di un anno di dedizione e passione, un momento irripetibile dove la natura e l’uomo si incontrano per trasformare il duro lavoro in un vino capace di raccontare resilienza, territorio e tradizione.
Monteverro: identità e filosofia
Situata a Capalbio, Monteverro è azienda di proprietà tedesca che ha trovato nella Maremma terreno ideale per esprimere vini poliedrici e di alta qualità, capaci di raccontare il terroir. Con sei etichette di rilievo – tra cui Chardonnay, Merlot, Vermentino, blend bordolesi e vini bianchi locali – Monteverro si contraddistingue per la forte identità territoriale e l’approccio biologico certificato.
Il 2025 è un anno importante, ricco di appuntamenti significativi sulle scene italiane e internazionali per valorizzare il brand e consolidare il legame con il territorio, sotto la guida attenta di Stephan Taunay e della proprietà.
La Redazione
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