MTV Umbria presenta Calici di Stelle 2025: l’Umbria brinda sotto le stelle Arrow Right Top Bg

28 Luglio, 2025

MTV Umbria presenta Calici di Stelle 2025: l’Umbria brinda sotto le stelle

Dal 26 luglio al 10 agosto, oltre 30 eventi tra degustazioni, musica, visite in cantina e esperienze uniche per celebrare il vino e il territorio umbro. L’estate 2025 in Umbria si fa luminosa e frizzante con Calici di Stelle, il grande evento diffuso promosso dal Movimento Turismo del Vino Umbria (MTV Umbria). Dal 26 luglio al 10 agosto, borghi, colline e cantine umbre si animano con un ricco calendario di appuntamenti dedicati agli amanti del vino, alla cultura e al turismo esperienziale. La manifestazione, organizzata in sinergia con enti locali, operatori culturali e associazioni territoriali, offre un’occasione preziosa per vivere il patrimonio vitivinicolo e paesaggistico regionale con degustazioni, cene in vigna, concerti dal vivo, visite guidate, osservazioni astronomiche e spettacoli, tutto sotto il suggestivo cielo stellato umbro. L’edizione 2024 ha visto oltre 5.000 partecipanti e più di 30 cantine coinvolte, con una rete sempre più ampia di Comuni aderenti, da Montefalco a Todi, da Orvieto a Torgiano, includendo anche borghi autentici come Monteleone d’Orvieto. Il successo dell’anno precedente si traduce in una crescita del 25% e molti eventi sono andati sold out con anticipo, a testimonianza dell’apprezzamento crescente per il vino umbro e le esperienze enoturistiche di qualità. Giovanni Dubini, presidente del Movimento Turismo del Vino Umbria, commenta: Calici di Stelle è il simbolo di ciò che rende unico il vino umbro: territorio, accoglienza, cultura e passione. Il grande successo dell’edizione 2024 dimostra che il pubblico desidera esperienze autentiche in luoghi suggestivi, con persone che raccontano la loro storia con sincerità. L’Umbria sa davvero offrire tutto questo. Tra i momenti più attesi di Calici di Stelle 2025 spicca la serata evento del 31 luglio a Foligno, nel maestoso Palazzo Trinci, dove si uniranno degustazioni guidate dei migliori vini umbri, pizza gourmet e la visita alla mostra d’arte “Costellazioni. Tutto il cielo possibile”, in collaborazione con CoopCulture. Un’esperienza multisensoriale unica che fonde vino, belcanto con la partecipazione speciale del mezzosoprano Ayana Sambuu Zandraa, e arte in un contesto d’eccellenza. Il programma completo e aggiornato di Calici di Stelle Umbria 2025 è disponibile sul sito ufficiale
www.mtvumbria.it e sui canali social del Movimento Turismo del Vino Umbria. Movimento Turismo del Vino Umbria: promotore di cultura, sostenibilità e accoglienza Il Movimento Turismo del Vino dell’Umbria, nato nel 1993, è la branca regionale di un’importante associazione nazionale che racchiude oltre 1.000 aziende enogastronomiche italiane. Presieduto da Giovanni Dubini, il Movimento Umbria unisce più di 60 cantine aderenti impegnate nella promozione dell’enoturismo regionale con special attenzione alla qualità dell’accoglienza, alla salvaguardia dell’ambiente e alla sensibilizzazione verso un consumo consapevole, specialmente tra i giovani. Il Movimento sostiene un modello di turismo esperienziale innovativo e di alta qualità, capace di mettere al centro il visitatore e la sua esperienza di scoperta sensoriale, culturale e sociale, costruendo così un ponte tra tradizione e innovazione. La Redazione
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DegustaVigna 2025 | Calici di Colori, Sapori di Montagna: l’estate tra vigne e musica con la famiglia Grosjean Arrow Right Top Bg

28 Luglio, 2025

DegustaVigna 2025 | Calici di Colori, Sapori di Montagna: l’estate tra vigne e musica con la famiglia Grosjean

  In Valle d’Aosta arriva DegustaVigna 2025, la nuova esperienza enologica immersa nella natura tra degustazioni, musica e cucina tradizionale.   La storica famiglia Grosjean apre le porte della propria cantina per la prima edizione di DegustaVigna 2025 | Calici di Colori, Sapori di Montagna, un ciclo di eventi pensati per vivere la viticoltura valdostana a contatto diretto con la natura e il territorio. In un contesto unico, tra i filari della Valle d’Aosta, ogni calice diventa la narrazione autentica di un paesaggio di montagna ricco di storia, passione e identità. La rassegna si apre con tre appuntamenti di DegustaVigna Apèro, in programma il venerdì sera del 18 luglio, 8 e 22 agosto, con inizio alle 18:00. I partecipanti vengono accolti con una visita guidata in cantina per poi proseguire con una suggestiva passeggiata tra i vigneti fino al cru Rovettaz. Qui, immersi in un’atmosfera sospesa nel tempo, si degusta il vino accompagnati da un sottofondo musicale che accompagna dolcemente ogni sorso, un’esperienza multisensoriale che coinvolge vista, olfatto, gusto e udito. A coronamento dell’estate, il 2 agosto si svolge DegustaVigna Dîner, una cena esclusiva sotto le stelle nel cuore del cru Rovettaz. Curata dal catering Le Velò, la serata propone un viaggio gastronomico tra i sapori più autentici della tradizione culinaria valdostana, accompagnati dai vini firmati Grosjean. Ad arricchire l’evento, le straordinarie note dal vivo de L’Orage e dei Trouveur Valdotèn, che portano la musica di montagna dritta al cuore dei presenti, offrendo un’esperienza culturale e sensoriale unica. Fondata nei primi anni ’60 da nonno Dauphin, la cantina Grosjean ha consolidato negli anni una reputazione che unisce tradizione e innovazione. Dagli inizi con l’imbottigliamento del Ciliegiolo nel 1968, passato per la valorizzazione dei vigneti negli anni ’80 e l’inaugurazione della nuova cantina nel 2000, Grosjean ha anticipato i tempi con l’avvio della conversione al biologico già nel 2011, primo in Valle d’Aosta. Oggi è la terza generazione della famiglia – Hervé, Didier, Simon e Marco – a portare avanti questa eredità, fondendo rispetto per il territorio e passione per il vino. DegustaVigna 2025 non è solo un’occasione per assaporare vini di montagna di rara eleganza, ma è un invito a entrare in sintonia con un paesaggio unico, scoprendo storie, profumi e sensazioni che solo la Valle d’Aosta sa regalare. La Redazione
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Follador Prosecco protagonista all’ATV Tennis Open WTA125 per il quinto anno consecutivo Arrow Right Top Bg

28 Luglio, 2025

Follador Prosecco protagonista all’ATV Tennis Open WTA125 per il quinto anno consecutivo

  Dal 13 al 20 luglio 2025, l’eleganza delle bollicine Follador accompagna il grande tennis femminile al Circolo Antico Tiro a Volo di Roma.   Dal 13 al 20 luglio 2025, in occasione della 15ª edizione dell’ATV Tennis Open WTA125, Follador Prosecco dal 1769 rinnova la sua storica partnership con il prestigioso torneo femminile ospitato al Circolo Antico Tiro a Volo di Roma. Per il quinto anno consecutivo, l’azienda veneta sarà presente con un’area dedicata ai momenti di convivialità, offrendo al pubblico, alle atlete e agli ospiti una selezione di spumanti di alta qualità, espressione della sofisticata tradizione del Conegliano Valdobbiadene. Il corner Follador, collocato in una delle aree conviviali del Circolo, sarà punto di riferimento per unire relax e gusto, accompagnando gli spettatori con le pregiate bollicine offerte. Il momento clou della presenza del brand sarà la serata di gala del 16 luglio, evento esclusivo dedicato ad atlete, sponsor, ospiti e istituzioni. La manifestazione si distingue per la capacità di fondere i valori sportivi con un forte impegno sociale, regalando una settimana di grande tennis e di coinvolgimento per un ampio pubblico. Cristina Follador, Sales & Marketing Manager, commenta: Essere partner per cinque anni consecutivi di un evento prestigioso come questo è motivo di grande orgoglio. Il nostro Prosecco Superiore rappresenta eleganza, passione e il forte legame con il territorio, perfettamente in sintonia con i valori e il fascino dello sport e del torneo. La gamma Follador si distingue per la finezza delle sue bollicine, frutto del Metodo Gianfranco Follador®, un protocollo esclusivo che valorizza le uve Glera e la straordinaria qualità delle colline patrimonio UNESCO di Conegliano Valdobbiadene. I prodotti nascono come ambasciatori dell’eccellenza italiana nel mondo e trovano ideale collocazione in eventi e contesti prestigiosi come l’ATV Tennis Open. Breve profilo aziendale Fondata nel 1769, Follador è una delle realtà più rappresentative del Conegliano Valdobbiadene, con una storia che inizia quando il Doge di Venezia premiò la qualità dei vini del capostipite Giovanni Follador. Oggi, la cantina è guidata dalla nona generazione, con i fratelli Michele, Cristina, Emanuela e Francesca Follador che hanno rafforzato la propria identità all’insegna dell’innovazione, della sostenibilità e del rispetto della tradizione. Il Metodo Gianfranco Follador® assicura una produzione di qualità costante e uno stile inconfondibile, apprezzato a livello internazionale. L’export rappresenta una componente chiave del successo del brand, che unisce attenzione al lifestyle italiano e relazioni solide in mercati prestigiosi. La Redazione
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Amarcord di assaggi Arrow Right Top Bg

28 Luglio, 2025

Amarcord di assaggi

  Ebbene sì, lo confesso, tra le mie fisse mentali, c’è anche quella di fotografare sempre tutto ciò che assaggio. Ho lo smartphone pieno di immagini di bottiglie, etichette, calici. Poi magari le rivedo dopo qualche tempo. E la particolarità è che, oltre a ricordare sentori e gusti, percepisco nuovamente anche il mio stato d’animo in quel momento. Lo rivivo con molta curiosità, perché è tutto più nitido e ancora più piacevole, e qualche volta ripasso la storia che c’è dietro quella bottiglia. E proprio ieri mi è capitato di scorrere le foto di due weekend della seconda metà maggio, periodo dell’anno bellissimo, quando le giornate sono lunghe e inizia ad avvicinarsi l’estate, associata a relax e vacanza. Vivo in Italia, Paese bellissimo, dove i vari tipi di territorio, offrono tanto: cibo, vino, birra e distillati. Tra questi ultimi, di recente, sta avendo successo la produzione di gin. Nato nel Seicento come distillato di alcol di cereali aromatizzato con base di bacche di ginepro (che in olandese è jenever da cui deriva gin), era utilizzato per scopi medici. A proposito di questo dettaglio, sembra che una primissima versione del gin, sia stata prodotta precedentemente dalla celebre Scuola Medica di Salerno, sempre come medicinale. Poi, successivamente, il processo di preparazione si è evoluto, e il gin è diventato una bevanda diffusa tra i soldati nelle numerose battaglie, diffondendosi in Inghilterra, dove, tra alterne fortune, è diventato un prodotto alcolico molto importante, aggiungendo anche erbe e spezie chiamate “botanicals” (botaniche). Oggi è molto utilizzato nel mondo della miscelazione. Lo stile di produzione più famoso, e da me preferito, è il London Dry Gin, che non prevede l’aggiunta di aromi o dolcificanti artificiali dopo la distillazione, ma solo ingredienti botanici naturali. Di conseguenza, in linee generali: gusto pulito e secco, in cui predominano le note erbacee del ginepro. Io però sono appassionata e curiosa di distillati, e quindi mi diletto nel provarne di nuovi e diversi. Così, spinta da un mercato vario, con diversi esperimenti di botaniche nel processo di lavorazione, quando il clima si addolcisce, assaggio prodotti in cui oltre al ginepro, si percepiscono altre note e gusti. In Italia si è sviluppata un’ottima produzione di questi spirits (termine inglese che indica la categoria dei superalcolici) e, grazie alle numerose erbe aromatiche che abbiamo, è davvero un piacere assaggiare i cocktails preparati con tali elementi. Per quanto mi riguarda, ho un rito: il venerdì, prima di cena, mi preparo un gin tonic a casa. È il mio omaggio alla fine della settimana lavorativa. Senza strafare, accompagnato poi anche da stuzzichini prelibati e, perché no, qualche volta lo abbino anche al pasto. Una delle storie più diffuse sulla nascita di questo cocktail risale al XIX secolo in India, all’epoca sotto il dominio inglese. L’acqua tonica era un trattamento utilizzato contro la malaria, per uno dei suoi ingredienti principali, la chinina. Il sapore però era amaro, e così i componenti dell’esercito britannico, iniziarono ad aggiungere il gin, motivo anche per cui l’acqua tonica classica è chiamata Indian Tonic Water. Racconto questi particolari con gioia, perché penso sia interessante sapere cosa si nasconde dietro nomi e usanze anche in questo settore. E allora, grazie al regalo di un mio carissimo amico, Angelo, di nome e di fatto, mi sono preparata un gin tonic con un prodotto Italiano: Pigskin Silver di Silvio Carta. Il nome, letteralmente pelle di maiale, indica il cinghiale, animale con cui sono avvenuti incontri ravvicinati durante la raccolta delle botaniche necessarie alla preparazione del distillato. E’ un London Dry Gin che nasce in Sardegna. Negli anni 50, Silvio Carta fondò l’omonima azienda che oggi ha sede a Zeddiani in provincia di Oristano, dedicandosi alla produzione di un famoso vino: Vernaccia di Oristano. Nel corso del tempo, grazie anche al figlio Elio, è nato anche l’interesse per liquori e distillati, cercando sempre di trasmettere le bellezze sensoriali del territorio nelle loro creazioni. Appena versato, al naso è emerso il ginepro, molto diffuso in questa parte della Sardegna. Subito dopo, in successione: rosmarino, timo, mirto, agrumi. Al palato è morbido, e molto persistente. Davvero un ottimo gin, che racchiude tutte le meravigliose ricchezze di questa isola splendida.  Poi ho aggiunto acqua tonica; di quest’ultima ce ne sono varie versioni, ma in questo caso ho preferito utilizzare la classica, per non interferire troppo nei sentori e gusti naturali di questo gin. Naturalmente il gin tonic ha un altro componente essenziale: tanto ghiaccio! Seduta sul divano, sorseggio lentamente e pregusto il weekend imminente. Sensazione fantastica, accompagnata dall’ascolto a tutto volume di High Hopes dei Pink Floyd, gruppo celeberrimo che mi fa letteralmente impazzire! Il primo approccio nei loro confronti è stato durante l’adolescenza, periodo in cui la mia curiosità ha iniziato a guidarmi in varie scoperte. E infatti, la prima birra che ho assaggiato alla fine della scuola superiore, è stata la mitica Corona Extra. Scrivo mitica, perché in quegli anni e in quella fascia d’età era una sorta di rito di passaggio, un approccio al mondo adulto. E ho avuto l’occasione di riassaggiarla dopo tanti anni, in una cena con le amiche storiche – tutte ex universitarie –  in un locale a Roma. Casualmente si esibiva la Bim Bum Band, nome ispirato al mitico programma che andava in onda su Italia Uno, dove canta anche la bravissima Angela, che ho conosciuto quando facevo parte di un coro. Serata amarcord tra sigle dei cartoni animati, Occhi di Gatto per citarne una, e appunto la Corona. Questa birra è prodotta dal 1925 (ebbene sì, cento anni fa…) dalla Cervecería Modelo, fondata a Città del Messico nel 1922 da Braulio Iriarte, emigrato spagnolo. Oggi il marchio appartiene alla multinazionale Anheuser-Busch InBev. La Corona è una birra chiara adjunct lager, cioè leggera, poco amara, e con una bassa gradazione alcolica.  E’ composta di orzo, riso, mais e luppolo e al naso si percepiscono lievi note agrumate. Una caratteristica è che si consuma con una fetta di lime (o limone) nel collo della bottiglia. Le motivazioni sono varie, la più diffusa è che sia un escamotage per dare sapore a una birra poco strutturata, spesso anche cospargendo di sale la bocca della bottiglia. Per quanto mi riguarda la trovo una bevanda dissetante e la abbino a un’artista leggendaria e molto coraggiosa, nativa di Città del Messico: Frida Kahlo, spesso celebrata in mostre in cui sono esposti soprattutto i suoi autoritratti molto colorati. Concludo la carrellata di assaggi con un vino bianco siciliano che ho avuto il piacere di bere in un pranzo domenicale con un’amica e la sua famiglia: Sicilia DOC, Tre Venti di Cantine Birgi, azienda situata nella Contrada Birgi Nivaloro a Marsala, in provincia di Trapani. E’ una cooperativa fondata nel 1960. Oggi ha più di 1.000 soci conferitoti che annualmente portano le loro uve in sede per la vinificazione. I vigneti, autoctoni e internazionali, sono coltivati nella Sicilia Occidentale con i sistemi ad alberello e a spalliera meccanizzata, entrambi garanzia di ottima qualità nella produzione. Il vitigno protagonista è il siciliano Grillo, nato nel XIX secolo da un incrocio tra il Catarratto e lo Zibibbo, creato dall’appassionato ampelografo Antonino Mendola. Il nome Tre Venti della bottiglia, ricorda Maestrale, Libeccio e Scirocco, elementi imprescindibili in questa parte della terra sicula. Il colore è giallo paglierino, note di pesca bianca, agrumi, zagara, sono seguite da un gusto fresco con nota sapida in chiusura. Ottimo vino anche nel rapporto tra qualità e prezzo. Bere bene, è anche una modalità di ricevere un pensiero gentile da persone a cui sono molto legata, come è accaduto in questo pranzo. E chiudo con un collegamento proprio all’amicizia, l’evergreen Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Alla prossima con nuovi assaggi!   Biancamaria Caroli Mi trovi su Instagram come @bingasommelier Dal vino in poi
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D&C e Gin ETSU: una storia di successo, innovazione ed esperienze nel mondo del Sol Levante Arrow Right Top Bg

27 Luglio, 2025

D&C e Gin ETSU: una storia di successo, innovazione ed esperienze nel mondo del Sol Levante

  D&C spinge il marchio ETSU ai vertici del gin in Italia e lancia ETSU Embassies, il nuovo programma che mette il territorio italiano al centro dell’esperienza premium.   D&C, storica protagonista nella distribuzione italiana di spirits, firma un nuovo capitolo di successo con Gin ETSU, di cui è importatore esclusivo, co-creatore e vero artefice dell’ingresso del brand nel mercato italiano. ETSU Gin si è imposto come simbolo di qualità e innovazione, grazie a una strategia costruita su immagine, storytelling e prodotto – autentico ponte tra la cultura del Sol Levante e quella internazionale. L’ascesa di Gin ETSU sul mercato italiano Leadership nazionale: Oggi l’Italia è il primo mercato internazionale per Gin ETSU. Immagine di marca distintiva: design evocativo, packaging raffinato e comunicazione ispirata all’estetica tradizionale giapponese. Ricerca e attenzione alle botaniche autoctone, origine giapponese garantita: produzione ad Asahikawa (Hokkaido) e Akita (Honshū), impiego di acqua pura di montagna. Limited edition e mixology di tendenza ETSU SAKURA Edition: omaggio alla stagione dei ciliegi in fiore, decorazione a tema geisha, aromi di sakura, yuzu e botaniche locali. Riconfermata per il 2025. ETSU PACIFIC OCEAN (autunno 2025): presentata in un’elegante bottiglia con carpa koi incisa, propone un profilo che richiama le brezze marine e le spezie orientali. Forte presenza nei locali di tendenza (canale on trade) con prodotti limited edition che stimolano la creatività e arricchiscono l’experience dei bartender e dei clienti. Successo retail e posizionamento premium Gin ETSU si stabilizza nella top ten dei gin premium nel canale off trade italiano. Ottime rotazioni e una solida fedeltà di marca, capaci di coinvolgere sia pubblico generalista che intenditori senza mai perdere in qualità e storytelling. ETSU Embassies: il nuovo progetto che unisce brand e territorio D&C lancia ETSU Embassies, un network esclusivo di locali d’eccellenza e professionisti della mixology divenuti ambasciatori del modo di vivere ETSU. Tra i primi locali selezionati: Drink Kong (Roma), LAB (Viterbo), Kadavè (Napoli), Mezzo Pieno (Caserta), Tagoo e Down Town (Cagliari), Caffè degli Artisti, Caffè dei Mercanti, Caffè Milano e Post (Alessandria). Essere “ETSUs Embassy” significa essere promotori autentici di cultura, estetica e spirito giapponese reinterpretati attraverso il gin: ogni bar è un hub di esperienza, racconto e qualità. Un brand e una competizione dal respiro internazionale Il programma prevede la ETSU Global Competition: nel 2026 si terrà la finale europea che premierà i migliori bartender ETSU con un esclusivo viaggio alla distilleria in Giappone, per vivere da vicino cultura e filosofia del marchio. D&C: eccellenza nella selezione e nella distribuzione Fondata nel 1950, D&C ha oltre 75 anni di esperienza nella ricerca, selezione e distribuzione esclusiva di spirits, vini e prelibatezze alimentari da trenta paesi e cinque continenti. Grazie a una strategia multicanale, una piattaforma agile e un gruppo internazionale solido, D&C è oggi il partner di riferimento in Italia per brand luxury e premium, con più di 2.000 specialità importate, 15.000 clienti serviti e valori fondanti di passione, qualità e innovazione. ETSU Gin: fascino e autenticità dal Giappone Nato nel 2017 grazie a BBC Spirits, ETSU Gin esprime il concetto di “piacere” in giapponese. Ogni bottiglia è costruita sull’arte dell’accoglienza nipponica: botaniche tradizionali, acqua purissima, design raffinato e packaging ispirato alle cartoline Hagaki, simbolo di invito e celebrazione. Un viaggio sensoriale dalla distillazione locale all’estetica contemporanea. La Redazione
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27 Luglio, 2025

Le Colture: il vino come esperienza culturale con il Valdobbiadene DOCG “Pianer”

  Le Colture accompagna la presentazione del libro “Drag Italia” con il suo Valdobbiadene DOCG   Le Colture conferma la sua vocazione a raccontare il vino oltre la semplice degustazione, come esperienza di identità e relazione. La cantina è stata partner ufficiale della presentazione del libro “Drag Italia” di Stefano Mastropaolo, tenutasi il 25 giugno presso la Fondazione Sozzani a Milano. Durante l’evento, il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry “Pianer” ha accompagnato il pubblico in un percorso sensoriale tra parole, immagini e riflessioni sull’identità contemporanea. Elegante e luminoso, il “Pianer” ha dialogato con i diversi linguaggi espressivi della serata, sottolineando la capacità di Le Colture di essere parte attiva del panorama culturale italiano. La conversazione tra l’autore e Paolo Ferrarini, esperto di cultura e comunicazione, ha affrontato temi come l’identità di genere, l’estetica drag e il potere delle immagini nella società contemporanea, con la moderazione di Daniel Munari, docente di moda allo IED. Un pubblico eterogeneo, tra professionisti della moda, studenti e appassionati di cultura e fotografia, ha partecipato all’incontro, dimostrando come la Fondazione Sozzani crei spazi inclusivi e profondi per il dialogo culturale. Alberto Ruggeri, co-titolare della cantina, ha dichiarato: Dopo le collaborazioni con i festival del cinema di Venezia e Roma, è naturale per noi proseguire questo dialogo tra vino e cultura. Partecipare a un progetto che unisce arte, fotografia, moda e impegno sociale conferma la nostra filosofia di far vivere il vino come esperienza autentica e significativa. Il “Pianer” racconta nel bicchiere la filosofia di Le Colture: un vino dal colore paglierino brillante, perlage fine e persistente, profumi di mela, pera e nuance floreali, con un sorso morbido e avvolgente e una freschezza decisa, perfetto per momenti di condivisione. Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo di Le Colture verso l’incontro con il mondo della moda e della creatività, rafforzando la volontà di promuovere un vino che sia esperienza estetica, culturale e sensoriale, in dialogo con i linguaggi contemporanei. LE COLTURE: identità, sostenibilità e qualità dal 1983 Fondata nel 1983 da Cesare Ruggeri, Le Colture è oggi guidata dai figli Silvia, Alberto e Veronica, che portano avanti una filosofia produttiva basata sull’identità del territorio, la sostenibilità e la qualità quotidiana. I 45 ettari vitati si estendono tra Santo Stefano, Cartizze, Valdobbiadene e le colline del Montello, in un mosaico di microaree che interpretano la Glera in tutte le sue sfumature, anche attraverso progetti coraggiosi come questo. Le Colture non offre solo un vino, ma un racconto che attraversa tempo, terra e famiglia, capace di sorprendere chi sa ascoltarlo. La Redazione
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27 Luglio, 2025

Summer Wine Time: L'Istria tra mare e vigne

Summer Wine Time: L'Istria tra mare e vigne - Diario di bordo enologico in Croazia Alla fine di ogni anno scolastico, la mia famiglia si concede un premio: un viaggio. Di solito, scegliamo una meta all'estero oppure un soggiorno al mare. Quest'anno, siamo riusciti a unire le due cose, scegliendo la Croazia. Un paese straniero con uno splendido mare, e tanto da scoprire. In compagnia di amici, ci siamo lanciati per la prima volta in questa avventura, e il battesimo non avrebbe potuto essere più eccezionale.
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26 Luglio, 2025

RomaSposa 2025: dal 16 al 19 ottobre al Palazzo dei Congressi con tante novità per il wedding

  Torna in autunno il Salone Internazionale della Sposa, dal 16 al 19 ottobre 2025, presso il Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma, con un ricco programma dedicato alle coppie che vogliono pianificare il giorno del sì con stile e originalità.   Giunto alla sua 61ª edizione, RomaSposa conferma il suo ruolo di evento di riferimento nel settore wedding, con oltre 300 espositori e più di 2000 brand presenti. Novità assoluta per il 2025 è l’area dedicata a cake design e angolo dessert, pensata per celebrare non solo il matrimonio ma anche tutti i momenti importanti della famiglia, dai battesimi alle lauree, fino ai più recenti trend come gender reveal party e baby shower. Un’attenzione speciale alla pasticceria e all’innovazione dolciaria, per rendere ogni festa indimenticabile. Riconfermata anche la seconda edizione dell’area Wine Academy, dove gli sposi e i visitatori potranno scoprire e degustare le migliori bollicine e vini per il brindisi perfetto, con consigli personalizzati per ogni tipo di evento. Nell’area Wed Academy, professionisti e artisti del mondo nozze guideranno gli sposi attraverso un laboratorio di idee e tendenze, mentre il calendario delle sfilate della Rome Bridal Fashion Week presenterà oltre 1000 abiti da sposa, da cerimonia e da uomo, realizzati da atelier nazionali e internazionali. Ottorino Duratorre, presidente di RomaSposa, commenta: RomaSposa è una manifestazione che da sempre cattura altissima partecipazione grazie all’alta qualità e professionalità dei servizi offerti. Quest’anno, con l’area cake design e la Wine Academy, vogliamo rispondere alle esigenze di tutti i momenti di festa della vita, non solo il matrimonio, creando contatti duraturi tra sposi e professionisti. RomaSposa è un’occasione unica per scoprire in pochi giorni tutte le soluzioni per location, intrattenimento, abiti, make-up, viaggi di nozze e molto altro, in un viaggio completo nel mondo wedding. Info pratiche:
RomaSposa 2025
16-19 ottobre
Palazzo dei Congressi – Roma EUR
Orari: giovedì e venerdì 15-20 (7€), sabato e domenica 10-20 (10€)
Sito ufficiale: romasposa.it La Redazione
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Dazi USA: i Vignaioli FIVI scrivono al Ministro Lollobrigida Arrow Right Top Bg

26 Luglio, 2025

Dazi USA: i Vignaioli FIVI scrivono al Ministro Lollobrigida

Appello all’Europa e al Governo italiano per una risposta strutturale e negoziale che tuteli l’export vinicolo. La questione dei dazi USA rappresenta una minaccia concreta per il comparto vitivinicolo italiano, in particolare per le aziende verticali che operano in aree interne a più elevati costi di produzione. Con una lettera al Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, la FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti chiede un impegno diplomatico incisivo e l’avvio di soluzioni strutturali e durature a livello europeo per tutelare il settore davanti a una delle sue sfide più gravi. Il contenuto della lettera: priorità tra diplomazia e strategia **Il mercato USA è il principale sbocco per il vino italiano`: tutte le tipologie di aziende, dalle grandi realtà alle piccole cantine di montagna e collina, basano parte del proprio equilibrio economico su questo export. L’eventuale imposizione di dazi avrebbe un impatto devastante su filiere produttive che già sostengono costi elevati e garantiscono la sopravvivenza di aree interne spesso svantaggiate. FIVI invita il governo a non limitarsi allo sforzo diplomatico per scongiurare nuovi dazi, ma anche a: promuovere una riflessione europea su soluzioni di lungo periodo; rafforzare la promozione intracomunitaria e gli accordi commerciali con nuovi Paesi; semplificare drasticamente la burocrazia per le aziende agricole. Il commento FIVI “È urgente non solo intervenire diplomaticamente, ma costruire risposte strutturali e durature per la competitività del vino italiano,” si legge nella lettera, che prende le mosse dalla recente comunicazione del Presidente Trump verso Ursula Von der Leyen. L’appello richiama tutto il comparto, sottolineando come la ricchezza e la diversità del vino italiano siano patrimonio non solo economico ma culturale e sociale. Cos’è la FIVI Fondata nel 2008, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti rappresenta oltre 1.800 aziende di tutte le regioni, che seguono direttamente l’intero ciclo produttivo: dalla vigna alla bottiglia. Difende i valori di autonomia, sostenibilità e presidio del territorio, con l’obiettivo di promuovere modelli agricoli che tutelino tradizioni, paesaggi e biodiversità. Il marchio FIVI (Ampelio) simboleggia la dedizione artigiana dei produttori indipendenti, impegnati ogni giorno nella valorizzazione delle aree rurali del Paese. La Redazione
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