Luiss Business School al fianco di Operation Smile per “In auction for smiles”. Arrow Right Top Bg

2 Marzo, 2026

Luiss Business School al fianco di Operation Smile per “In auction for smiles”

A Villa Blanc, sede della LuissBusiness School, il 5 marzo Fondazione Operation Smile Italia ETS terrà l’evento charity per raccogliere fondi a sostegno dei programmi medici internazionali di cui si occupa. Oltre settanta le aziende vinicole donatrici per l’occasione. Giovedì 5 marzo alle ore 19:00 torna “In Auction for Smiles”, l’asta di vini pregiati promossa dalla Fondazione Operation Smile Italia ETS che quest’anno vede al fianco dell’iniziativa anche la Luiss Business School, partner dell’evento. Scopo della serata una raccolta fondi supportata daben oltre 70 aziende vitivinicole. L’appuntamento, ospitato pressola splendida Villa Blanc, è mirato al sostegno dei programmi medici internazionali di Operation Smile per offrire assistenza medica e chirurgica a chi nasce con malformazioni del volto come le labiopalatoschisi nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso alle cure essenziali è ancora limitato. Generose e numerose le donazioni di pregiate etichette, da battere all’asta durante la serata, che con la loro rinnovata partecipazionee riconosciuta qualità, mantengono – come per le edizioni precedenti – un elevato standard. Una partecipazione che testimonia come il mondo del vino sappia farsi ambasciatore di responsabilità sociale. Marcella Bianco, Direttore Generale della Fondazione Operation Smile Italia ET Ogni bottiglia donata rappresenta molto più di un’eccellenza enologica: è un gesto di fducia e di responsabilità verso i nostri pazienti. Iniziative come “In Auction for Smiles” non sono solo momenti di condivisione. Grazie alla vicinanza di aziende, partner e sostenitori, possiamo continuare a portare avanti programmi chirurgici e di formazione nei Paesi in cui operiamo, contribuendo a costruire sistemi sanitari più sostenibili e garantendo cure sicure e di qualità a chi ne ha più bisogno. L’edizione 2026 segna un passo ulteriore nel dialogo tra impresee terzo settore. La Luiss Business School, insieme a diversi suoi partner, sostiene concretamente l’organizzazione dell’evento. Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact Siamo orgogliosi di aprire le porte di Villa Blanc a “In Auction for Smiles”. Luiss Business School è una società benefit e, come tale, si impegna per la collettività. Sostenere Operation Smile significa contribuire allo sviluppo di attivitàbenefiche anche attraverso la comunità che ruota attorno alla Scuola e, soprattutto, a promuovere iniziative di valore e impatto. L’asta di vini pregiati, curata da Gelasio Gaetani, scrittore ed esperto di vini, e battuta da Pier Matteo Carnaroli, vedrà protagonisti intenditori, collezionisti e appassionati desiderosi di aggiudicarsi lotti esclusivi e contribuire ai programmi medici di Operation Smile. A seguire, un light dinner offerto da PalombiniCatering e una degustazione guidata anche quest’anno dai sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS), con i vini generosamente offerti da Allegrini, Banfi, Barone di Serramarrocco, Batasiolo, Rocca di Frassinello, Feudi del Pisciotto, Donnafugata, Leone De Castris, Tenuta San Leonardo e Gaffino. Tra i partner della serata anche Sal De Riso – Costa D’Amalfi, che proporrà agli ospiti una sua dolce prelibatezza. Tra le bottiglie più prestigiose spiccano una Magnum di Gabiano Riserva DOC 2020 numerata edizione limitata con etichetta d’arte del Maestro Maurizio Cattelan, una Magnum di Sassicaia 2022 di Tenuta San Guido generosamente donata da Raimondo Romani, titolare della prima casa d’aste italiana di vino, direttamente dalla sua collezione personale e due Magnum donate dalla Cantina Bastianich, tra le new entry di quest’anno che offrirà anche per il cocktail il suo famoso vino, il Vespa bianco. E ancora, tra le bottiglie di valore si segnalano quelledonate dalle cantine: Ornellaia, Batasiolo, Tenuta di Trinoro di Vini Franchetti, Marchesi Frescobaldi, Paitin, Castellare di Castellina, Allegrini, Marchesi Antinori, Fattoria dei Barbi, Mazzei, Vistorta, Banfi, Tenuta San Leonardo, Petrolo, Cusumano, Tenuta San Guido, Castello del Terriccio Tenuta Argentiera e Zymé. Mentre tra i lotti più corposi e prestigiosi, figurano: Monteverro, Barone di Serramarrocco, Tasca D’Almerita, Podernuovo a Palazzone di Giovanni Bulgari, Terredora di Paolo Mastroberardino, Azienda Guido Formilli Fendi, Masciarelli, Amantis Azienda Agricola, Capannelle, Paolo e Noemia D’Amico. Altre new entry di questa edizione: Tenuta Monteti che ha personalizzato per l’occasione la retro-etichetta della sua Jeroboam, Villa a Sesta con il suo prestigioso Chianti e Gaffino, cantina biologica del Lazio. Info e prenotazioni (prenotazione obbligatoria): eventi@operationsmile.it Altre aziende vinicole che partecipano all’asta: Le Corgne Società Agricola di Andrea Formilli Fendi, Ferrari, Castello di Bolgheri, Donna Fugata, Eccocivi – The Nando and Elsa Peretti Foundation, Feudi di San Gregorio, Casale del Giglio, Planeta, Surrau, Lungarotti, Argiolas, Morisfarms, Bisol, La Madeleine, Leone De Castris, Masi, Livio Felluga, Il Mosnel, Cantina Tramin, Ambrogio e Giovanni Folonari, Podere San Cristoforo, La Porrona, Azienda Agricola Michele Satta, Tenuta Sette Ponti, Tenuta di Valgiano, Castello di Tassarolo, Castello di Volpaia, Esterina Centrella, Schiopetto, Zenato, Cos Vittoria, ColleMassari, Badia a Coltibuono, Tormaresca, Coletti Conti, Col d’Orcia, Cantina Petra Nevara, Luciano Ercolino.   La Redazione
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Vigne di Malies. Le bottiglie colme d’amore Arrow Right Top Bg

2 Marzo, 2026

Vigne di Malies. Le bottiglie colme d’amore

  Vigne di Malies, è dritta nel cuore del Sannio beneventano, tra i comuni di Guardia Sanframondi e Castelvenere. Una realtà a carattere familiare fondata e gestita da una coppia di agronomi, Flaviano Foschini e Giuseppina (Pina) Caporale, che hanno dato vita al progetto nel 2001 approdando in FIVI (Federazione Italiana Vignaioli indipendenti). Gestione diretta e scrupolosa, il che vuol dire occuparsi personalmente di ogni fase: dalla cura dei campi e delle potature fino alla raccolta manuale e all’estrazione differenziata in cantina. Insieme a loro, tanto per rimarcare la vocazione familiare, sono pienamente coinvolti nell’attività anche i figli, Lina e Giuseppe.  La filosofia della famiglia si basa su un’agricoltura consapevole, artigianale e sostenibile, ricercando un equilibrio tra innovazione tecnica e rispetto per la natura, seguendo i principi del Progetto VIVA del Ministero dell’Ambiente. Sono proprio le due giovani leve che si stanno attivamente impegnando per portare in azienda l’innovazione che il mercato di oggi cerca. Dalle idee per le etichette all’indispensabile rapporto con i social. I Prodotti: Tradizione e Innovazione L’azienda coltiva circa 6 ettari di vigneti, dedicandosi prevalentemente a vitigni autoctoni del Sannio.  La produzione annuale si attesta su poco più di 40.000 bottiglie, con vini prodotti quasi esclusivamente in purezza.  La produzione si concentra su Falanghina (che copre almeno il 45% dei terreni), Aglianico, Greco, Fiano e Coda di Volpe, Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Recentemente è stata introdotta anche la vinificazione della Camaiola. Una produzione vinicola strutturata su tre linee produttive a riflettere la volontà dell’azienda di coniugare la tradizione dei vitigni autoctoni del Sannio con tecniche di affinamento specifiche e innovative.  Linea Creantia Questa linea rappresenta l’eccellenza ed è dedicata ai vini che richiedono un processo controllato di invecchiamento e maturazione. Il nome deriva dal latino Creantia (“cose che fanno crescere”), termine che nel dialetto campano richiama anche il concetto di “buona educazione” (bona crianza). I vini di questa linea sono definiti “ben educati” per la cura e la passione dedicate al loro affinamento. Creantia Falanghina: Una versione di Falanghina affinata in legno. Creantia Aglianico Riserva: Un rosso di struttura che segue un lungo percorso di maturazione   Linea Bollicine Particolare ricerca e detdizione alla spumantizzazione, utilizzando la propria cantina storica situata nel borgo antico di Guardia Sanframondi per l’affinamento, grazie alle condizioni naturali ideali per l’evoluzione del vino. Spumante Auspicio: Uno spumante Metodo Classico ottenuto da uve Falanghina, con un affinamento di 24 mesi sui lieviti, caratterizzato da una bollicina setosa e carezzevole. Disponibile in versione Brut e Pas Dosè. Levato: Prodotto sia come Falanghina Frizzante che in versione Rosato. E’ un vino rifermentato in bottiglia che sosta sui propri lieviti secondo il metodo tradizionale (col fondo), senza essere sboccato. Rappresenta il recupero di una tradizione contadina antica per conservare il vino migliore destinato alle occasioni speciali. Linea ARTE Insieme a Creantia e Bollicine, la linea ARTE completa l’offerta principale dell’azienda, e si differenzia dalla “Linea Classica” per il suo approccio estetico e narrativo delle sue etichette. Monovitigni e Selezioni La filosofia aziendale prevede la produzione di vini quasi esclusivamente in purezza, per esaltare le caratteristiche dei singoli vitigni autoctoni. Vini Bianchi: Oltre alla Falanghina (che occupa il 45% dei vigneti), la gamma include Fiano, Greco e Coda di Volpe. Quest’ultima viene lavorata in un blend verticale con la Falanghina ( 90% coda di volpe , 10% falanghina) studiato per non snaturare il vitigno di base. Vini Rossi: Oltre all’Aglianico, che affina in barrique di rovere da 225 lt (in passato sono stati utilizzati anche tonneaux per l affinamento), la cantina produce il Nero di Malies e il Rosso Superiore. Novità: Recentemente è stata introdotta la vinificazione della Camaiola, vitigno locale che ha visto la sua prima produzione nel 2023. Tutti i vini, a eccezione di quelli della linea Bollicine e delle riserve in legno, vengono lavorati in vasi vinari in acciaio inox di piccole e medie dimensioni, ideali per gestire selezioni specifiche di uve e preservarne la qualità.   L’intervista Incontro Giuseppe, figlio di Flaviano e Pina, un ragazzone giovane, con un viso allegro e il sorriso sempre stampato in faccia. Entusiasta di raccontarmi la storia del loro mondo, orgoglioso del nonno, dei suoi genitori e proiettato insieme alla sorella Lina verso il futuro ma con una storia inizia che parte da lontano. Vigne di Mailes è un’azienda, il cui un nome risale all’antico Sannio.  Questa incisione fu trovata su delle antiche monete di epoca presannita (IV secolo ac) e gli storici hanno attribuito il termine Malies al luogo compreso tra i fiumi Sabato e Calore, dove oggi sorge la città di Benevento, Malies è il nome che precedeva Maleventum (il paese delle streghe… esatto) e infine Beneventum…Benevento. Il cinghiale stolato (imbrigliato), raffigurato nel logo dell’azienda, rappresenta il simbolo della provincia di Benevento e descrive il profondo legame col territorio. La storia vignaiola della famiglia Foschini inizia a Guardia Sanframondi, un paesino piccolo e grazioso il cui nome deriva da un’antica famiglia normanna che governava il territorio e viveva nel castello dei Sanframondo, tutt’oggi esistente e utilizzato per eventi all’aperto.  Ai tempi, data la sua posizione strategica, era posto a guardia della valle e consentiva alla popolazione di rifugiarsi in caso di attacchi nemici. Da questo deriva il nome “Guardia Sanframondi”. La Nascita dell’Azienda e la Tradizione Familiare L’azienda nasce relativamente pochi anni fa, intorno al 2001, anche se la prima vendemmia effettiva è stata nel 2006. Giuseppe è del 2005 e Lina del 2007, quindi l’azienda è considerata da loro proprio come “il fratello o la sorella di mezzo”.  Io e mia sorella, a 8 anni già mettevamo le bottiglie nella imbottigliatrice e facevamo ordine. Tutte cose semplici, che però comunque erano un contributo e un po’ un modo per abituarsi a dare una mano, … perché ognuno deve dare il proprio contributo. Le forze in campo erano quelle… L’azienda è piccola, sono solo in quattro d’altronde.  Da sempre si basa solo sulle loro forze così da renderli dinamici e in grado di scegliere autonomamente le strade da percorrere. Flaviano e Pina hanno studiato all’Università Federico II di Napoli. Sono entrambi agronomi, Giuseppe ha acquisito le sue conoscenze dai genitori. Lina ha iniziato un percorso in ambito enologico. Il Sannio è sempre stata una terra in cui la tradizione di vinificare era una necessità e tradizionalmente si conferiva tutto alla cantina cooperativa della zona. Era il modo con cui si lavorava, si campava così. Era il lavoro principale della generazione dei nonni per queste zone.  Molte persone hanno dei terreni. L’attività è rurale. Flaviano e Pina invece un giorno hanno iniziato a vinificare in autonomia e si sono voluti cimentare integralmente nella produzione del vino. Da questa passione è nata Vigne di Malies.  Per la famiglia Foschini è una sfida per capire quanto possono crescere e fino che punto devono arrivare per lasciare il proprio marchio nel panorama enologico. Questa è una delle prime interviste che faccio dice Giuseppe. Sono contento. Per me è anche una grande soddisfazione, un modo per mettermi alla prova. Mi manca un po’ di esperienza e mi rendo conto che sia per me che per mia sorella è importante viaggiare molto per conoscere tante realtà diverse. Siamo consapevoli di quanto sia importante anche innovare in questo senso e quasi per gioco abbiamo scommesso su alcuni prodotti. Capito come nasce e cresce un’azienda?  Le intenzioni e la volontà ci sono, la carica emotiva anche, le capacità tecniche non mancano…Eccoli qui allora pronti per il successo! Su cosa avete puntato Giuseppe?  Abbiamo scommesso e ci siamo impegnati nel far crescere la Camaiola perché è un vitigno che purtroppo ha avuto difficoltà ad essere valorizzato. Era soprannominato “il Barbera del Sannio”, quasi come se fosse limitato ad essere una brutta copia della Barbera del Nord. Al contrario è stato identificato come genotipo differente dalla Barbera e lo rivendichiamo con orgoglio E un vino carico di possibilità, un vino che anche all’evento di Firenze ha avuto un grande successo”. In effetti io l’ho assaggiato e vi posso assicurare che anche se con la Barbera potrebbe avere qualcosa in comune, in realtà è veramente un altro vino. Ha più corpo, più struttura, più gradi alcolici, più persistenza. Insomma a me è piaciuto molto e ne ho portato a casa una bottiglia per la mia cantina personale. Più nello specifico, però, mi riferivo a prodotti particolari ad esempio il rifermentato ancestrale, il nostro Levato perché dal dialetto locale, il nome Levato sta a richiamare il lievito madre, “LEVATO” Il rifermentato ancestrale è un tipo di prodotto che, essendo rifermentato in bottiglia, conserva i lieviti che lo rendono velato richiamando la tradizione con cui in passato si faceva il vino con le bollicine.  In queste zone, in passato, sapevano bene che per produrre le bollicine era necessario introdurre dei lieviti nel vino pronto, ma le tecnologie per la sboccatura non erano alla portata di tutti, e quindi venivano lasciati all’interno. Da questo è nato un vino abbastanza genuino, abbastanza povero dal punto di vista tecnico, che richiama l’antica tradizione contadina.  È uno di quei vini che bevi piacevolmente, costa il giusto e ti dà quel sapore immediato, quella freschezza, quella semplicità che lo premia su un antipasto, e sulla pizza. E’ un vino naturale e genuino che tranquillamente può accompagnare tutto il pasto.   lo potremmo tranquillamente proporre come un’alternativa a una bella birra fresca consumata in convivialità con gli amici.  Cioè, un vino che non devi per forza giudicare quando lo bevi, ma un vino che quando c’è l’occasione per festeggiare o in qualunque momento di convivio tu lo prendi, lo apri e te lo godi. Con che tipo di uve è prodotto? Sempre uve di Falanghina …o meglio, è nato come uve di Falanghina, però abbiamo prodotto anche una versione con il Sangiovese. Quindi un Levato, classico e un Levato Rosé da uve a bacca rossa che lo rendono un po’ più morbido, rotondo, meno fresco, ma con più corpo e più ricco al naso e al palato rispetto alla Falanghina che conserva quella nota persistente di freschezza che è comunque importante. È quindi è un’alternativa. Bisogna essere pronti a capire che vino si sta bevendo. In abbinamento è davvero il top. È fresco, gioioso, sbarazzino e nello stesso tempo pieno di un carattere che non invade ma accompagna, fa convivialità. Un sorso tira l’altro, le delicate bollicine stuzzicano il palato e richiamano un altro sorso, fino a che poco dopo ci si ritrova con la bottiglia finita!  Ho aperto un LEVATO durante due chiacchiere con amici accompagnandolo con tarallucci e pizzette. Confermo che è una validissima alternativa alla birra…..anzi a mio avviso anche meglio. Vigne di Malies ha circa sette ettari di terreno coltivato a vigne e un po’ di ulivi (che tengono tradizionalmente per la famiglia). In realtà hanno un gran numero di vitigni. Diciamo che una grande fetta (il 45% circa) è senz’altro di Falanghina che per la nostra zona è il vitigno più identificativo. Poi c’è il 15% di Aglianico il 10% di Coda di Volpe, il 10% Greco. Il resto di Fiano, Sangiovese e Cabernet. Gli ultimi due sono piantati a barbatelle alternate e li usano per produrre il rosso superiore, che è un blend.” Va bene Giuseppe, Ma alla fine cosa producete?..dimmi di più Allora, considera che noi, durante le fiere a cui andavamo, avevamo sempre sentito papà che ripeteva un po’ ai clienti questa battuta: “Facciamo più etichette che bottiglie” Infatti produciamo un gran numero di etichette proprio perché ci piace sperimentare, ci piace vedere i vini sotto una luce diversa Una Falanghina macerata e una Falanghina affinata in legno. Entrambe parte della Linea Creantia. Una è Creantia Falanghina affinata e l’altra è Creantia Falanghina macerata. Poi la Creantia Aglianico di grande struttura con un lungo percorso di maturazione. ..A livello di nomi commerciali possono ancora migliorare … La linea nasce inizialmente con la Creantia Falanghina affinata e con la Creantia Aglianico. Poi a queste si è aggiunta nel 2022, Creantia Macerata, il nostro ultimo prodotto. Qualcosa che subisce evoluzione. C’è anche un Aglianico base in purezza, vinificato in maniera classica. Allo stesso modo un Fiano, un Greco, un Coda di volpe e il blend di Sangiovese e Cabernet sauvignon (Rosso superiore) e l’autoctona e non convenzionale Camaiola di cui tanto si parla. Questa è la Linea Classica, che in seguito si differenzierà dalla linea che promuovono adesso come Linea Arte. Le Nuove Etichette e la Storia Familiare Aggiunge Giuseppe: Ad un certo punto, insieme a mia sorella Lina provai a realizzare delle nuove etichette, quasi per “sfizio”.Mia sorella ha fatto le foto che sono poi diventate le nostre etichette, a parte quella del rosso superiore che è la più bella perché l’ho fatta io!!! (Scherzo ehh), ed è l’unica, che riprende un falò alto 3 metri.In ogni caso, dietro ad ognuna di queste foto c’è un momento preciso della nostra azienda. Questa sorta di restyling ci sta premiando, perché oggi abbiamo deciso di commercializzare le nostre bottiglia con le etichette un po’ più artistiche (Linea Arte). Ci siamo resi conto che avevano un maggiore impatto visivo e quindi abbiamo iniziato a proporre sempre queste etichette. Dietro queste etichette è come se ci fossimo io e mia sorella che conosciamo la storia in prima persona e quindi è bello poterlo raccontare. Insomma, sono tutti dettagli che per me sono una conferma di come sia intrinseco il fatto che noi siamo nell’azienda. È una parte di noi perché inevitabilmente, come dicevo, è un fratello di mezzo, una sorella di mezzo. A otto anni fai le cose che puoi fare a otto anni, puoi dare una mano, poi piano piano inizi a diventare grande e inizi a gestire sempre più cose. Poi quando prendi la patente inizi ad aiutare papà con le consegne e fare di tutto in azienda, esattamente come fanno i miei genitori. Sto cercando di andare avanti sulla parte commerciale, quindi è una continua scalata, una continua crescita, una continua corsa ad imparare il più possibile sia per me che per mia sorella. Anche per questo ho scelto economia aziendale, così da poter dare anche un contributo all’azienda per l’aspetto gestionale Giuseppe ha la capacità di appassionarti alle cose che racconta. Ci mette enfasi, anima e cuore, è orgoglioso di casa sua e sa che possono e devono crescere. I due spumanti metodo classico da Falanghina (AUSPICIO) che hanno creato, sono una chicca tutta loro, una sfida che li porterà in alto. Il Restyling dello Spumante e il Signor Malies Continua Giuseppe: Poi, ci siamo dedicati allo spumante di Falanghina a cui sono particolarmente legato, perché anche questa etichetta l’ho fatta io (e mia sorella).  Tutto è nato, quando io e Lina, per gioco, iniziammo a prenderci gioco di Vigne di Malies e ad un certo punto dicemmo: Qui ci sono le Vigne di Malies, il furgone di Malies, la cantina di Malies, ma chi è questo signor Malies???. A un certo punto mi è venuta l’idea: Ma creiamo un personaggio, no?. Creiamo allora questo signor Malies, questo signore d’altri tempi, con un certo stile, esperto di vino, miliardario, e che possiede le Vigne di Malies giustamente. E da qui che ad un certo punto abbiamo creato questa etichetta, dove abbiamo rappresentato proprio questa figura un po’ fiabesca, con naturalmente il bastone che raffigurava il nostro cinghiale. Ecco qui, questa è la storia di un’azienda che farà palare di sé, di una piccola realtà che riempie le bottiglie con il proprio amore. Bravi !!! • Indirizzo: Viale della Vittoria, 58 – 82034 Guardia Sanframondi (BN)
• Cellulare: +39.328.285.9621
• Email: info@vignedimalies.it
• Orari: Lun-Sab (8:00 – 19:00)   Lino Vellucci – Le Bischerate di un Sommelier      
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La Sicilia del vino vola a Valladolid. Assovini tra i protagonisti di FINE Wine Tourism Marketplace Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

La Sicilia del vino vola a Valladolid. Assovini tra i protagonisti di FINE Wine Tourism Marketplace

  Sono tre le aziende associate che approderanno in Spagna per l’evento internazionale dedicato all’enoturismo b2b Il cuore pulsante dell’enoturismo mondiale si sposta a Valladolid per la settima edizione di FINE WineTourism Marketplace, l’appuntamento di riferimento per il settore in Europa. Il 3 e 4 marzo 2026, in questo contesto di alto profilo, Assovini Sicilia sarà tra i 140 espositori insieme a tre aziende associate Camporè, Donnafugata e Duca di Salaparuta, pronte a presentare la propria offerta a una platea di oltre 100 top buyer globali.  La fiera costituisce un hub strategico per il networking tra cantine, tour operator e professionisti specializzati provenienti dai principali mercati mondiali. Nel corso delle due giornate, l’evento offrirà incontri mirati – con oltre duemila appuntamenti b2b in calendario – conferenze e workshop dedicati ai modelli più innovativi di marketing territoriale e alle best practice dell’enoturismo contemporaneo.  Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia Il vino siciliano proviene da un mosaico di terroir ineguagliabile e l’enoturismo è la chiave per raccontarlo senza filtri. Partecipare a una fiera verticale e pragmatica come FINE Wine Tourism Marketplace ci consente di portare in Spagna la nostra esperienza e di raccontare ai grandi operatori globali la bellezza del nostro territorio e delle nostre aziende. Visto il successo delle edizioni precedenti, la fiera di Valladolid si conferma essere una grande occasione di visibilità. Per le cantine siciliane, che già vantano un export robusto – con il 45% verso l’Europa e il 31% verso il mercato americano, seguito dall’Asia (16%), dall’Oceania (6%) e dall’Africa (2%) – questa è l’occasione per consolidare le rotte tradizionali e intercettare nuove tendenze di viaggio esperienziale.   La Redazione
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Wines Experience debutta a Londra Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Wines Experience debutta a Londra

  Vino italiano protagonista a Real Italian Wine & Food Experience 2026   Sarà Londra ad aprire il calendario 2026 di Wines Experience, la nuova piattaforma internazionale dedicata alla promozione del vino e del food italiano di qualità, sviluppata da United Experience in collaborazione con Fiere Italiane SEA e BolognaFiere. L’appuntamento è in programma domenica 26 e lunedì 27 aprile 2026 presso ExCeL London, uno dei principali hub fieristici europei. La manifestazione rappresenta un momento strategico per il progetto Wines Experience, inserendosi in un mercato maturo, altamente competitivo e centrale per l’export del vino italiano. Il Regno Unito si conferma infatti uno dei principali paesi di riferimento per i produttori italiani, sia per volumi che per valore, e un hub internazionale per buyer, importatori e operatori del settore horeca. Format business-oriented con 250 produttori In continuità con Real Italian Wine & Food Experience, fiera che da oltre quindici anni è punto di riferimento per il trade britannico, la nuova edizione si presenta con un format rinnovato, fortemente orientato al business e alla qualità delle relazioni. L’evento prevede la partecipazione di oltre 250 produttori del settore wine & food, selezionati per l’eccellenza delle materie prime e per il posizionamento premium, offrendo un contesto altamente qualificato per l’incontro con buyer internazionali. Al centro della manifestazione, un modello espositivo evoluto che integra spazi di degustazione immersivi, un sistema avanzato di matchmaking digitale, percorsi di tasting guidati e contenuti dedicati alla cultura del vino italiano. L’obiettivo è favorire incontri mirati, generare opportunità commerciali concrete e rafforzare il posizionamento dei brand italiani nel mercato UK e internazionale. Maurizio Muzzetta, Presidente di Fiere Italiane SEA e fondatore di United Experience: Londra rappresenta una piazza fondamentale per il vino italiano e un punto di partenza ideale per il progetto Wines Experience. Con Real Italian Wine & Food Experience vogliamo offrire alle aziende un contesto altamente professionale, capace di valorizzare la qualità del prodotto e di creare connessioni efficaci con i principali operatori del trade. Cena di presentazione il 19 febbraio In vista dell’appuntamento di Londra, il 19 febbraio è in programma una cena di presentazione della manifestazione dedicata a buyer e stakeholder UK, ospitata presso il Ristorante Il Macello, alla presenza di Roberto Costa, Presidente della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito. L’iniziativa ha l’obiettivo di presentare la fiera e le sue attività ai principali operatori del mercato britannico. Calendario 2026: tre tappe internazionali La tappa londinese inaugura un calendario che proseguirà nel 2026 con Ho Chi Minh City (25–26 giugno) e Città del Messico (10–11 novembre), delineando una strategia di presidio continuativo dei mercati chiave per il vino italiano. Tre appuntamenti complementari, un’unica visione progettuale: accompagnare le imprese in un percorso internazionale strutturato, coerente e orientato alla crescita. Per saperne di più: https://winesexperience.com United Experience United Experience è una società internazionale dedicata alla creazione di eventi, progetti di comunicazione e contenuti multimediali. Attraverso un approccio innovativo e integrato, unisce competenze creative e organizzative per accompagnare aziende e istituzioni in percorsi di valorizzazione e storytelling contemporaneo. Con sedi operative negli Stati Uniti e in Italia, la società collabora stabilmente con BolognaFiere nello sviluppo di nuove progettualità fieristiche e iniziative di respiro globale. La Redazione
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Amuerte Light Blue debutta al Beer&Food Attraction con Anthology by Mavolo Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Amuerte Light Blue debutta al Beer&Food Attraction con Anthology by Mavolo

  Il brand amplia la gamma prodotti con una limited edition da esplorare nell’area Beer della fiera di Rimini durante i tre giorni dedicati alla beverage & bar industry   Anthology by Mavolo ha scelto il palcoscenico del Beer&Food Attraction di Rimini per presentare Amuerte Light Blue, la nuova limited edition che arricchisce la gamma del brand Amuerte e ne rafforza il legame con il mondo della mixology contemporanea. Il debutto è avvenuto all’interno dell’area Beer (padiglione D7, stand 120), cuore pulsante della manifestazione e punto di riferimento consolidato per il mondo dell’out of home, dove è stato possibile conoscere e approfondire le caratteristiche delle referenze presenti e scoprire i nuovi trend del settore. Amuerte Light Blue interpreta il consumo di oggi: fresco nell’aspetto, deciso nel carattere, perfetto sia per il bartender che per chi lo degusta. Al centro della ricetta la cherimoya, raro frutto tropicale dalla polpa succosa e vellutata con richiami alle note di banana, pera e mango. Un ingrediente non convenzionale che si intreccia con le botaniche tradizionali di Amuerte tra cui ginepro e foglie di coca amara, dando vita a un gin dal profilo seducente, giocoso ed equilibrato, pensato per stimolare la creatività dei bartender. Dal punto di vista della miscelazione, Amuerte Light Blue offre una struttura pulita e riconoscibile, ideale per cocktail freschi, long drink e signature ad alto impatto sensoriale. La componente fruttata e luminosa della cherimoya dialoga con agrumi, note floreali e accenti speziati leggeri, rendendo il prodotto versatile e facilmente inseribile nelle drink list dei cocktail bar contemporanei, sia in contesti premium sia lifestyle. Anche il design della bottiglia contribuisce a rendere questa referenza una nuova icona nel segmento spirits. L’inconfondibile silhouette Amuerte si veste in un delicato azzurro chiaro magnetico, impreziosito da inserti di platino a conferma che l’estetica non è solo apparenza ma parte integrante dell’identità del brand e della sua presenza scenica sul backbar. Destinato al canale HoReCa e distribuito in esclusiva nel mercato italiano da Anthology by Mavolo, Amuerte Light Blue si rivolge a consumatori e professionisti che cercano nel bicchiere autenticità, scoperta e carattere. Amuerte Amuerte nasce dall’incontro fortuito tra i fondatori Jeroen e Jeffrey — eredi di una tradizione distillatoria centenaria — e i sapori mistici della foglia di coca peruviana, raccolta a mano e priva di principi attivi dopo la distillazione. Questa botanica non convenzionale si armonizza al ginepro e a ingredienti rari scovati in tutto il mondo, dando vita a un distillato unico che sfida l’ordinario. Pensato per intenditori e anime esploratrici, Amuerte trasforma una ricerca millenaria in un’esperienza sensoriale autentica, rivoluzionando i canoni del gin tradizionale attraverso un perfetto equilibrio tra storia famigliare e spirito d’avventura. Mavolo Fondata nel 1962, Mavolo Antonio Srl nasce come distilleria e si afferma nel tempo come uno dei principali operatori italiani nella distribuzione di bevande, liquori e spirits, grazie a solidità logistica, qualità del servizio e affidabilità riconosciuta dal mercato. Con Anthology by Mavolo, l’azienda consolida la propria visione: selezionare e distribuire in esclusiva eccellenze nazionali e internazionali ad alto potenziale, pensati per anticipare le tendenze e generare valore per i partner commerciali. La Redazione
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Consorzio Valtènesi Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Consorzio Valtènesi

  Calendario eventi Primavera 2026: fiere internazionali e territorio   Il Consorzio Valtènesi si prepara a una Primavera 2026 ricca di appuntamenti strategici, intrecciando promozione internazionale, valorizzazione del territorio e racconto identitario del rosé della sponda bresciana del Lago di Garda. Il 14 febbraio segna la data simbolica per la denominazione: i Valtènesi rosé entrano ufficialmente in commercio, iniziando il nuovo ciclo produttivo. Paolo Pasini, Presidente Consorzio Valtènesi Il calendario riflette una visione chiara: raccontare la Valtènesi attraverso esperienze autentiche che uniscono vino, territorio e persone. Ogni appuntamento è dialogo, confronto e crescita sui mercati internazionali e con winelovers, ristorazione e stampa. Partecipazioni fieristiche internazionali Febbraio 2026: Wine Paris (9-11 febbraio): collettiva Lake Garda Wines BIT Milano: con Regione Lombardia (vino+turismo) Slow Wine Fair Bologna: referente Premio Carta Vini “Terroir e Spirito Slow” Marzo 2026: Tre Bicchieri Special Edition ProWein (Düsseldorf) ProWein 2026: PDO Rosé Educational Hub con partner Provence Eventi sul territorio 23 marzo: La Prima del Valtènesi (stampa/operatori, nuove annate) Valtènesi in… Tavola!: rassegna enogastronomica ristoranti Educational tour giornalisti italiani Valtènesi in Rosa Castello Moniga del Garda Festa del Vino Polpenazze + 20ª Concorso Enologico Valtènesi Cene Casa del Vino Puegnago (vino+alta cucina) Con questo calendario, il Consorzio conferma la promozione integrata: esperienze, relazioni e cultura per rafforzare la Valtènesi come identità contemporanea del rosé italiano. Consorzio Valtènesi Il Consorzio Valtènesi è l’espressione autentica del rosé italiano nella DOC Riviera del Garda Classico. Tradizione secolare dal 1896 (senatore Molmenti), microclima unico del Garda (ulivi e limoni più a nord d’Europa). Riconosciuta dal 2010, riunisce 102 produttori (vignaioli indipendenti) in filiera corta e sostenibile. La Relazione
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Mack & Schühle italia continua a investire sull’innovazione tecnologica e inaugura uno dei primi impianti di dealcolazione made in italy Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Mack & Schühle italia continua a investire sull’innovazione tecnologica e inaugura uno dei primi impianti di dealcolazione made in italy

  Grazie al pionieristico sistema “Libero Wine” l’azienda vinicola pugliese entra nel mercato No-Lo trasformando la normativa appena approvata in un’opportunità di crescita internazionale
  A seguito del completamento del quadro normativo italiano in merito alla produzione di vini dealcolati e parzialmente dealcolati, risalente allo scorso dicembre, Mack & Schühle Italia annuncia l’ingresso ufficiale nel mercato No-Lo. L’azienda leader nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo rafforza il proprio impegno sul fronte dell’innovazione tecnologica con l’installazione del sistema “Libero Wine” di Omnia Technologies nello stabilimento di Laterza, in provincia di Taranto. Questa soluzione interamente italiana permette di ridurre l’alcol mantenendo intatte tutte le caratteristiche organolettiche del vino. Mack & Schühle Italia mira così a offrire prodotti di alta qualità, conformi alla normativa europea e pronti a rispondere alla crescente domanda dei mercati internazionali. Fino al 2025 l’Italia non disponeva di un quadro normativo completo per la produzione di vini a basso o nullo contenuto alcolico. La situazione è stata definita con il Decreto Ministeriale n. 672816/2024, aggiornato dal DM n. 213946 del 14 maggio 2025, e regolarizzata il 29 dicembre 2025 dal decreto interministeriale Mef–Masaf, che ha stabilito requisiti fiscali, sanitari e procedurali per la produzione di vini dealcolati. In questo contesto, Mack & Schühle Italia si colloca tra le prime aziende italiane ad aver adottato una tecnologia avanzata per la produzione di vini No-Lo 100% “made in Italy”. Il sistema “Libero Wine” combina separazione a membrana e distillazione sottovuoto, reintegrando l’acqua estratta per ottenere vini equilibrati, preservandone aroma, profumi e struttura. Uno dei principali vantaggi dell’impianto di Laterza è la possibilità di produrre senza vincoli vini fermi, frizzanti e spumanti, offrendo così la massima versatilità e la capacità di rispondere a diverse esigenze di mercato. Grazie a questo sistema, Mack & Schühle Italia può infatti produrre vini dealcolati con alcol inferiore allo 0,5% e vini parzialmente dealcolati con alcol compreso tra lo 0,5% e il livello tradizionale, rispettando al contempo le regole fiscali e sanitarie previste per questi prodotti. Fedele Angelillo, amministratore unico di Mack & Schühle Italia Il vino dealcolato esiste da tempo, ma pochi prodotti al mondo raggiungono qualità e profumi accettabili. Noi vogliamo fare la differenza puntando sulla tecnologia italiana e sulle nostre basi vitivinicole. L’azienda ha avviato l’iter per ottenere la licenza “DID” (Deposito Impianto di Dealcolazione) e prevede una capacità produttiva stimata di 7,5 milioni di bottiglie da 75 cl all’anno, guardando sia ai mercati esteri – come Regno Unito, Stati Uniti e Germania, dove i vini alcohol-free italiani hanno già registrato incrementi significativi – sia al mercato interno, pronto ad accogliere prodotti di alta qualità. Il mercato No-Lo globale è in crescita, con valori attuali di circa 2,4 miliardi di dollari e previsioni di 3,3 miliardi entro il 2028, con tassi annui dell’8% a valore e 7% a volume. Nei primi nove mesi del 2025 i vini alcohol-free hanno registrato incrementi significativi in Germania (+46%), Regno Unito (+20%) e Stati Uniti (+18%). I vini italiani prodotti all’estero hanno ottenuto aumenti del 6% nel Regno Unito e del 17% negli Stati Uniti, conquistando quote rispettive del 24% e del 6%. Con il quadro normativo completo e l’adozione di una tecnologia avanzata, Mack & Schühle Italia porta in bottiglia i primi vini dealcolati italiani, consolidando il ruolo di azienda pionieristica nel mercato No-Lo e valorizzando il Made in Italy sui mercati nazionali e internazionali. L’impianto di dealcolazione si inserisce in un più ampio percorso di innovazione che Mack & Schühle Italia porta avanti attraverso iniziative come i vini Grapur e il progetto di filiera Genevitis. Nato per promuovere un consumo più consapevole, Grapur è un vino low alcool, non dealcolato, biologico e vegano, con 9% vol e 54 Kcal ogni 100 ml, frutto del lavoro dei team di R&D e Marketing dell’azienda e della collaborazione con partner di packaging sostenibile grazie a bottiglie ultraleggere, chiusure ed etichette in plastica riciclata e imballaggi in cartone riciclato. Genevitis valorizza le eccellenze enologiche di sei regioni italiane attraverso cantine cooperative storiche e designer locali, coniugando qualità del vino, identità culturale e design italiano. Ed ogni anno allargherà il proprio perimetro coinvolgendo  nuove regioni nel progetto di filiera. Insieme, questi progetti confermano l’impegno di Mack & Schühle Italia verso l’innovazione e la proposizione di progetti sostenibili, trasparenti e rappresentativi del Made in Italy. Mack & Schühle Italia Parte dell’omonimo gruppo internazionale nato nel 1939 in Germania, Mack & Schühle Italia è un’azienda privata specializzata nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo. Con un forte legame con i territori e con le filiere agricole, ogni referenza è espressione autentica del terroir da cui proviene. La missione dell’azienda è quella di dare valore alle eccellenze enologiche regionali, con l’intento di connettere il mondo della produzione vinicola nostrana con il settore della vendita al dettaglio internazionale, creando un modello di economia sostenibile a lungo termine. Contatti Mack & Schühle Italia
Via Ruggero Leoncavallo, 79
70029 Santeramo in Colle (BA)
www.mus.it La Redazione
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Umbria Top alla Slow Wine Fair 2026: quarta partecipazione consecutiva con una presenza sempre più ampia. Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Umbria Top alla Slow Wine Fair 2026: quarta partecipazione consecutiva con una presenza sempre più ampia

  La collettiva delle cantine umbre si presenta alla manifestazione, con un’ampia rappresentanza di produttori – 17 cantine – a conferma dell’attenzione alla filosofia slow   Umbria Top ha confermato per il quarto anno consecutivo la propria partecipazione alla Slow Wine Fair a Bologna, tenutosi dal 22 al 24 febbraio, uno degli appuntamenti più significativi nel panorama vitivinicolo nazionale dal punto di vista della sostenibilità. Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, la fiera, che si prepara ad accogliere oltre 16 mila visitatori, registrerà la presenza di 1000 cantine italiane e dall’estero, per oltre il 60% certificate biologiche e accomunate da un approccio artigianale e coerente alla produzione. Slow Fair apre infatti un nuovo fronte di riflessione e confronto: quello del vino buono, pulito e giusto, approfondendo la dimensione sociale della filiera vitivinicola. La cooperativa sarà presente con un gruppo numeroso e rappresentativo di cantine umbre, a testimonianza della crescente convinzione delle aziende nel valore della trasparenza dell’intera filiera, dalla salute del suolo alla qualità organolettica e ambientale del vino, fino al packaging e alla logistica come elementi chiave della sostenibilità, ma nell’impatto sulle persone e sulle comunità, generato da lavoro dignitoso, inclusione e nuove opportunità. Massimo Sepiacci, presidente di UmbriaTop Slow Fair rappresenta un’importante occasione per valorizzare il territorio umbro attraverso il racconto delle sue cantine e delle pratiche di produzione virtuose, nel rispetto della filosofia Slow, basata su sostenibilità, autenticità e qualità. La manifestazione rappresenta un momento strategico per il comparto vitivinicolo regionale, non solo come occasione di incontro con operatori, buyer e professionisti del settore, ma anche come appuntamento di riferimento nel calendario nazionale, collocandosi tra i principali eventi in Italia prima di Vinitaly. Il Nord Italia rappresenta per le cantine, inoltre, un ulteriore contesto strategico, considerando l’interesse in particolare del canale Horeca e della ristorazione di qualità, alla ricerca di piccole produzioni di grande qualità, come quella umbra. Alla Slow Wine Fair 2026 saranno presenti 17 cantine associate: Abbazia Castel d’Alfiolo, Adanti, Antonelli San Marco, Blasi Cantina, Cantina Baldassarri, Cantina Colle Ciocco, Castello di Montegiove, Chiorri, Colle Uncinano, Daniele Rossi, Di Filippo, Fongoli, Le Cimate, Leonardo Bussoletti, Scacciadiavoli, Tenuta di Saragano e Terre Margaritelli Organic Wines. La partecipazione alla Slow Wine Fair si inserisce in una visione più ampia che vede la sostenibilità come elemento centrale delle strategie produttive e promozionali delle cantine umbre. Le aziende associate condividono infatti un approccio orientato alla tutela dell’ambiente, alla valorizzazione della biodiversità e alla promozione di pratiche agricole responsabili, contribuendo a rafforzare il posizionamento dell’Umbria tra i territori più attenti ai temi della qualità e della sostenibilità. Le iniziative di UmbriaTop sono inserite nell’ambito delle iniziative di promozione delle produzioni certificate umbre promosse dalla Cooperativa UmbriaTop Wines nell’ambito della misura del CSR Umbria 2023-2027 – intervento SRG10 “Promozione dei prodotti di qualità”. Drink Responsibly (L. n. 125/2001 D. lgs. n.  158/2012 e L. 189/2012) La Redazione
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1 Marzo, 2026

Il Gallo Nero ci ricorda che "Wine is Culture"

Non è solo una questione di annate o di punteggi. La Stazione Leopolda, quest’anno, ha sussurrato una verità più profonda: il vino è cultura perché è, prima di tutto, relazione. Se il claim della Chianti Classico Collection 2026 ci ha invitato a riscoprire le radici storiche del territorio, l’incontro con le amiche e colleghe dell'Associazione Donne del Vino ha dato un volto umano e un confronto sincero e competente a ogni calice
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