Goodbye Summer!
Finalmente l’estate è finita!
Non fraintendetemi, è bellissima la sensazione delle giornate lunghe e luminose, ma io amo la ciclicità delle stagioni e aspetto con gioia l’autunno e i suoi splendidi colori.
E poi la vendemmia solitamente entra nel vivo, quindi fremo ancora di più!
Ora, quindi, vi racconto gli ultimi assaggi estivi, colmi di storie e tradizioni.
Inizio con un luogo che ho visto nascere e crescere, come anche chi lo guida.
Mi riferisco a V’Incanto Osteria Moderna, posto dove si mangia e si beve veramente bene! Daniele Berardini, il proprietario, sin da bambino, è sempre stato molto vispo e curioso. Da adulto, ha trasferito queste caratteristiche al suo locale, che si trova a Carsoli, in provincia de L’Aquila.
Dall’apertura, si cimenta in innovazioni culinarie continue, ma sempre mantenendo il focus sulle sue origini abruzzesi. In cucina, infatti, sua madre Lisa, esperta soprattutto di pasta fatta in casa, sforna continue leccornie, con la collaborazione di Thomas. Il piatto forte sono i mitici pizzicuni, di cui ho parlato nel mio articolo Estat-iamo: le sagre! (che trovate qui).
L’attenzione verso il cliente è sempre altissima, grazie al team che lavora in sala, nomino su tutti Angelo e Alessandra, ma ci tengo a sottolineare la professionalità che contraddistingue tutto il personale.
Non da ultimo, qui si beve moooolto bene, anche perché Daniele è un esperto del settore e organizza anche degustazioni di vini importanti, non tralasciando però anche realtà meno blasonate
Per me quindi, quando passo da queste parti, è una tappa obbligata, per un saluto e un calice di vino.
E così, in un afoso pomeriggio d’agosto, ho assaggiato un vino bianco: Fiano di Avellino DOCG Macchia del Monte, Terre del Principato. Questo marchio, il cui nome riconduce all’antica provincia di Principato Ultra, è stato creato da Cantine La Marca, con sede a Parolise, in provincia di Avellino.
In quest’area, il Fiano è protagonista di ottimi prodotti. La versione che ho assaggiato è molto adatta per un aperitivo conviviale tra le amicizie più vere. Sentori di fiori bianchi e mela annurca, anticipano un sorso fresco. Lo abbino alla canzone Friends Will Be Friends dei Queen, inno all’amicizia, in cui spesso il nettare divino è un elemento importante in serate piacevoli.
Ci spostiamo in Piemonte, dove è stato prodotto un Barbera d’Asti (super) DOCG dell’azienda Dogliotti, che si trova a Castagnole delle Lanze, in provincia di Asti. La zona è tra Langhe e Monferrato. Questa storia vinicola familiare inizia nel 1870, quando Giuseppe e Marcello Dogliotti, iniziano a produrre il Moscato che diventa presto il loro fiore all’occhiello. Nel corso degli anni, la produzione si è allargata anche ad altre tipologie di vitigni, tra cui cito: Nebbiolo, Arneis, Dolcetto e, appunto Barbera.
Si dice il Barbera o la Barbera? Secondo la versione più accreditata, nelle zone piemontesi di produzione, si dice la Barbera, per la –a finale del nome del vitigno; con l’articolo maschile, il Barbera, ci si riferisce al vino.
È sempre affascinante notare come questo mondo sia legato al territorio di origine anche nelle tradizioni linguistiche.
L’assaggio, che ha riscosso molto successo, ha note olfattive di prugne e frutti di bosco, con speziature di pepe nero. Gusto con spiccata freschezza iniziale, che lascia il posto poi a una morbidezza con una buona persistenza.
Il Piemonte è una regione tra le più quotate a livello internazionale di un punto di vista vinicolo, e non posso non citare la canzone Barbera e Champagne di Giorgio Gaber che offre, come tutti i suoi testi, molti spunti di riflessione.
Ma ora ci trasferiamo nuovamente.
Per Ferragosto ho trascorso due giorni nella Valle di Comino, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ad Alvito, in provincia di Frosinone. Ho pernottato nello splendido Relais Colle Buono. Come aperitivo ho preso un gin tonic. Il nome è Paracelso, famoso alchimista rinascimentale, che creò preparazioni curative a base di minerali e sostanze vegetali, utilizzando anche la distillazione. E’ prodotto da DiBaldo, brand specializzato in spirits e superalcolici di Baldo Baldinini, che si trova a Santarcangelo di Romagna, nel Riminese. Non lontano da qui, a Montebello di Poggio Torriana, si trova, presso Tenuta Saiano, l’Olfattorio. Rinomato per il sensazionale senso olfattivo, infatti, Baldinini è nel Libro d’Oro del MAM (Maestro d’Arte e Mestiere), uno speciale riconoscimento dedicato ai migliori Maestri d’Arte italiani, portatori di tradizione e bravura artigianale in diversi campi.
Per i gin, c’è una ricerca accuratissima delle botaniche, provenienti da tutto il mondo.
Dopo la selezione si arriva alla produzione del distillato, puntando a una perfetta armonia dei componenti.
Paracelso al naso ha sentori intensi di agrumi e spezie, al palato nella miscelazione predominano morbidezza e persistenza. Un ottimo prodotto che abbino, per l’attività svolta da Paracelso al libro L’Alchimista di Paulo Coelho.
E termino questo viaggio sensoriale con un evento, a cui ho avuto l’opportunità (non finirò mai di ringraziare chi me lo ha permesso) di partecipare: Moto Gp a Misano Adriatico in provincia di Rimini.
Le due ruote mi hanno affascinato sin da piccola e potete immaginare l’emozione forte che ho provato.
Nel weekend di metà settembre sono andata a Misano, con stagione estiva marittima in chiusura, ma in fermento per la gara che qui è molto sentita, anche perché ci troviamo nella Motor Valley, una realtà produttiva Italiana tra le migliori al mondo.
Il viale centrale era pieno di stand con moto vecchie e nuove di marchi famosi e si sentiva spesso il rombo dei motori.
Il sabato ho assaggiato un altro gin particolare (sapete che il gin tonic è uno dei miei cocktail preferito, vero?): Alba87. Il nome è l’abbreviazione di Albana, vitigno autoctono di Romagna, che nel 1987 divenne la prima DOCG di vini bianchi Italiani. Marco Zavalloni, appartenente a una famiglia di viticoltori, ha creduto tenacemente in questo progetto, con la collaborazione di Gianluigi Valentini, Master Distiller, che ha utilizzato la sua Maison a Tassullo, in provincia di Trento.
La botanica principale di questo gin è l’infiorescenza di Albana, che fiorisce con profumo molto dolce a metà giugno solo per 3 giorni, quindi effimero (ephemeral come appare in etichetta). Prodotto molto buono: spiccate note floreali e di limone, anticipano un sorso avvolgente.
Ho terminato poi la serata con un’ottima cena al ristorante Follia Beach, in cui ho bevuto un calice di Rimini Rebola DOP, ottenuto da Grechetto Gentile.
Rimini Rebola è un progetto focalizzato a diffondere il questo vitigno autoctono, grazie alla collaborazione di 15 aziende vinicole della zona, che vogliono raccontare il territorio con passione.
Per questo motivo, solo nella bottiglia firmata Rimini ci sono le etichette di Rimini Rebola.
Una delle aziende coinvolte è Franco Galli, che si trova sulle colline riminesi a San Giovanni in Marignano.
Nata nel 1949, spinge molto per valorizzare le varietà autoctone.
Nel vino emergono odori intensi di mela, albicocca e gelsomino; il gusto è molto fresco con nota finale ammandorlata e una buona persistenza.
Serata bellissima, con un concerto di cover rock, cui è seguita una domenica ancora più bella al circuito della gara!
Concludo abbinando questi due ultimi assaggi al bellissimo libro di Marco Missiroli Avere tutto ambientato a Rimini, non lontano da qui.
Ora vi saluto, mi leggerete presto con un nuovo wine tale autunnale!
Biancamaria Caroli
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