Un ricco settembre per il Vermouth di Torino Arrow Right Top Bg

3 Settembre, 2025

Un ricco settembre per il Vermouth di Torino

  Il Consorzio del Vermouth di Torino guida eventi e degustazioni in Piemonte con talk, masterclass e abbinamenti golosi   Dopo un’estate dedicata agli aperitivi più trendy, il Consorzio del Vermouth di Torino rilancia con una serie di iniziative che valorizzano questa icona piemontese. Settembre sarà un mese intenso, con la partecipazione a eventi storici come la 59ª Douja d’Or ad Asti e la celebre rassegna Cheese a Bra (CN), all’insegna della socialità, della comunicazione e del piacere del gusto. Dal 12 al 21 settembre, nel cuore di Asti, in Piazza San Secondo, prenderà vita il “Salotto del Vino” con oltre 50 etichette di Vermouth di Torino – Rosso, Ambrato, Bianco, Dry – offerte dai Soci del Consorzio, che coprono il 90% della produzione regionale, esportata in 80 Paesi e in crescita costante. Pierstefano Berta, direttore del Consorzio È sempre l’ora del Vermouth di Torino! I profumi del Vermouth nascono dall’armonia tra spezie fragranti, erbe officinali aromatiche, vini piemontesi selezionati e altre eccellenze italiane. Due serate da non perdere in Piazza San Secondo: martedì 16 settembre, dalle 21 alle 22:30, “L’Ora del Vermouth® – i profumi del Vermouth di Torino,” con degustazioni arricchite da abbinamenti dolci e salati; giovedì 18, sempre alle 21, la masterclass con Roberto Bava, presidente del Consorzio, che abbinerà Vermouth e cioccolato in collaborazione con la Compagnia del Cioccolato e il Comitato Gianduiotto Torino IGP, con la partecipazione del celebre cioccolatiere Guido Castagna. La partecipazione è su prenotazione sul sito www.doujador.it. Dal 19 al 22 settembre, il Consorzio parteciperà a Cheese a Bra, evento internazionale organizzato da Slow Food e Regione Piemonte. Venerdì 19 alle 18:30, presso lo stand Luigi Bormioli Glassmaker, si terrà l’Ora del Vermouth®, con una degustazione guidata in calici Bormioli. Il Consorzio del Vermouth di Torino, nato nel 2019, rappresenta un mix di grandi multinazionali e produttori locali, consolidando la leadership produttiva e qualitativa del Vermouth piemontese, con una produzione di circa 6 milioni di bottiglie e una tendenza in continua crescita. La Redazione
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A Ca’ di Rajo torna l’attesissima “Vendemmia dei Bambini” domenica 7 settembre Arrow Right Top Bg

2 Settembre, 2025

A Ca’ di Rajo torna l’attesissima “Vendemmia dei Bambini” domenica 7 settembre

Una giornata speciale tra filari e giochi all’aperto per far vivere ai più piccoli l’emozione della vendemmia con tutta la famiglia. Domenica 7 settembre 2025, Ca’ di Rajo a San Polo di Piave (TV) ospita la nuova edizione della “Vendemmia dei Bambini”, un evento pensato per far scoprire ai più piccoli il rito gioioso della raccolta dell’uva in un’esperienza immersa nella natura e nella convivialità. Con partenze dalle 10:30 e gruppi organizzati, la festa si snoda tra raccolta dei grappoli, laboratori creativi e momenti ludici all’aperto, accompagnata da degustazioni e picnic per gli adulti. Grazie alla collaborazione con Nolita Crazy Lab, questa giornata coinvolge famiglie intere in un percorso educativo e divertente: i bambini, guidati dagli adulti, potranno raccogliere l’uva direttamente dai filari, vivendo un’esperienza multisensoriale. Per loro sono previste attività come yoga all’aperto, giochi tradizionali in legno, area trucca-bimbi e laboratori manuali, mentre per gli adulti degustazioni guidate e l’opzione del picnic sotto la Bellussera. Ogni giovane vendemmiatore riceverà, su prenotazione obbligatoria, un cappellino ricordo, un panino e acqua rafforzando l’aspetto familiare e di comunità di questa iniziativa. Orari e prenotazioni: Partenze a gruppi (20 bambini cad.) ogni 20-30 minuti dalle 10:30 Pausa pranzo dalle 12:30 alle 14:00 Chiusura evento alle 17:00La prenotazione è necessaria via form online. Una giornata che va ben oltre l’evento: un viaggio nella memoria, un ritorno alle radici della vendemmia come momento di festa e condivisione tra natura, gioco e cultura del vino. Indirizzo:
Ca’ di Rajo – Via del Carmine, 2/2 – Rai di San Polo di Piave (TV)
Per info: Tel. 3400599912 La Redazione
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Il Guerriero Arrow Right Top Bg

2 Settembre, 2025

Il Guerriero

Serenamente contemplava la corrente del fiume; mai un’acqua gli era tanto piaciuta come questa, mai aveva sentito così forti e così belli la voce e il significato dell’acqua che passa. Gli pareva che il fiume avesse qualcosa di speciale da dirgli, qualcosa ch’egli non sapeva ancora, qualcosa che aspettava proprio lui. H.Hesse (Siddharta) In principio era il viaggio. Non quello frettoloso; quello lento, vissuto, sensoriale. Un viaggio che comincia prima con sé stessi, piuttosto che con i passi e che ha come bussola un profumo, un rumore, una voce roca che racconta la terra. Un suono evocativo profondo e terreno, come se la terra stessa parlasse attraverso una voce vissuta e segnata dal tempo di storie che celebrano la bellezza, ma anche le sue ferite; racconti che trasmettono la saggezza e la resilienza del viaggio. C’era una volta un uomo, che decise di partire. Non per fuggire, non per cercare. Aveva uno zaino, scarpe comode e un taccuino. Non sapeva ancora che quel viaggio non sarebbe stato uno solo, ma molti. E che lui stesso non sarebbe mai rimasto la stessa persona, ma ne sarebbe divenute molte. Il primo treno lo portò lontano. La luce della città gli sembrò più liquida, quasi un’onda che si muoveva tra le strade. Seguì un suonatore di organetto per una notte intera, camminando senza meta. Ogni nota che ascoltava era un piccolo viaggio: uno nel dolore, uno nella nostalgia, uno nella speranza. Scrisse: “Ogni canzone è un treno che non torna mai indietro.” Imparò che i mercati hanno più strade di una mappa. Ogni porta era un mondo: spezie, tappeti, occhi che guardavano e passavano. Si perse tra i vicoli e incontrò un vecchio calligrafo che gli disse: Ogni parola che scrivi cambia chi sei. Ogni parola letta cambia dove sei. Pensò che anche leggere poteva essere un viaggio. E mentre era intento a sfogliare un libro, tra le tessiture dei mercati, stappò una bottiglia di “Angelin Beo” Valdobbiadene DOCG Rive di Guia Extra Brut 2023 Bortolin Angelo. Un vino prodotto nel cuore pulsante delle colline di Valdobbiadene, tra pendii vertiginosi e filari aggrappati alla roccia. Un prodotto che non è solo spumante, ma un racconto liquido di un’identità. Un nome che parla. Unnome non casuale. “Angelin Beo” è il soprannome affettuoso con cui gli amici chiamahttps://winetalesmagazine.com/wp/wp-admin/post-new.phpno Angelo Bortolin, fondatore della cantina. Questo vino nasce come omaggio alla sua storia e alla sua terra. Un prodotto celebrativo, sì, ma che è subito diventato bandiera di stile, precisione e autenticità. La menzione “Rive” è tra le più prestigiose del disciplinare del Prosecco Superiore: indica viticoltura eroica e anima verticale, vigneti in forte pendenza, lavorati esclusivamente a mano. Quella di Guia è una delle più storiche e complesse, con esposizioni uniche e un suolo ricco di minerali che imprime freschezza e tensione ai grappoli di Glera. La vendemmia, rigorosamente manuale, è solo l’inizio di un processo che, pur adottando il metodo Charmat, segue tempistiche lente e rispettose. Il risultato è uno spumante essenziale e verticale, scolpito dalla terra; elegante, minerale e di grande personalità. Lavorò per una settimana. Le sue mani si scurirono, i suoi piedi si piegarono alla terra. Ogni sera, i lavoratori si riunivano intorno al fuoco. Ogni uomo, ogni donna, gli insegnava qualcosa. Una notte scrisse: Sono stato un turista, un fratello, un lavoratore, un figlio, un ospite e uno straniero. Quanti me convivono in me stesso? Il giorno successivo, in una metropolitana , si guardò riflesso nel vetro. I suoi occhi erano gli stessi, ma qualcosa era cambiato. Sentiva le voci di tutte le persone che aveva incontrato. Si disse: Io sono io, ma sono anche ogni volto che mi ha guardato con gentilezza o silenzio. Arrivò ad una stazione, si fermò in un’osteria e degustò Lambro’sc Azienda Agricola San Polo. Un vino tra fede contadina e valorizzazione del territorio. Prodotto dall’Azienda Agricola San Polo, situata nella Food Valley intorno a Castelfranco Emilia. Il Lambro’sc è un Lambrusco Grasparossa che nasce dalla vinificazione in acciaio, metodo Charmat. Il Lambrusco Grasparossa è uno dei vitigni autoctoni emiliani più intensi, strutturati e caratteriali. Cresce su terreni tipici della collina modenese e reggiana, dove le condizioni favorevoli danno vita a grappoli con acini dalla buccia spessa, colore blunero e buona concentrazione aromatica. In versioni come quella del Lambro’sc, la vinificazione Martinotti conferisce freschezza e brillantezza, preservando le note fruttate e la sapidità che distinguono il trebbio autoctono. Tornò, mesi dopo, nella sua città. Stessa stazione, stesso bar all’angolo, stesse vie. Ma qualcosa era diverso. Ogni angolo sembrava portare con sé un’eco di altrove. La piazza del mercato gli ricordava un sabato a Firenze, il vento tra i tigli era lo stesso di una collina Umbra, il profumo del fiume lo riportava a un vicolo di Venezia. Scrisse sul suo taccuino ormai consumato: Non servono confini per viaggiare. Ogni luogo è mille luoghi. Ogni strada può contenere il mondo. E intento a scrivere iniziò a sorseggiare Arale Cantina Pomario. Più di un semplice vino: un rito che prende vita da viti antiche di Trebbiano e Malvasia recuperate da una vigna dismessa e coesistenti con nuovi cloni.
Le uve, raccolte all’alba di ottobre, vengono immediatamente pressate e avviate a fermentazione in barriques con lieviti autoctoni. Il processo è curatissimo: battônagequotidiani, sfecciatura solo al termine delle fermentazioni alcolica e malolattica;quattro pulizie annuali prima di un’imbottigliatura lieve e attenta. Un vino dal colore giallo dorato intenso e luminoso, con sfumature che variano a seconda dell’annata.
Al naso mélange di spezie, frutta e fiori, emergono note agrumate (mandarino) e floreali (gelsomino, robinia), talvolta con una lieve traccia fumé. Il palato fresco, acidulo, sapido, con richiami di agrumi e un finale minerale e vibrante, capace di sorprendere il palato più sofisticato. Il pensiero iniziale Forse sono altro. Forse sono altrove. Si era ormai spezzato, moltiplicato, come vetro sotto il sole.
Ne erano nati altri: Chi sono quando nessuno mi guarda? Dove finisce il mio confine? Se esisto in tanti posti, allora esisto davvero? E se non tornassi più lo stesso Proprio per provare a sé stesso di essere ancora, assaporò dello Champagne Jean Gimonnet Blanc de Blancs Premier Cru www.champagne-gimonnet.com. Eleganza minerale celebrata in un calice. Una sinfonia di equilibrio, uve 100% Chardonnay,finezza e terroir. Illuminato da una struttura minerale profonda e da una freschezza vibrante, è una cuvée che coniuga stilizzazione artigianale e accessibilità. Un abbraccio elegante al territorio della Côte des Blancs, perfetto per chi cerca bolle autentiche che non sacrificano intensità. Ogni pensiero apriva una porta. Ogni porta, un’altra strada.
Scoprì che pensare è viaggiare più lontano di quanto possano fare i piedi. E mentre camminava verso casa, si accorse che il viaggio non era mai finito. Non sarebbe mai finito. Perché ogni passo, anche il più piccolo, può contenere l’universo. Alla fine, tornò. Non per fermarsi, ma per raccogliersi. Non più come viandante, ma come Guerriero, urlando al vento il suo canto per la gente. Oltre la paura oltre la solitudine. La casa era sempre lì, ma qualcosa era diverso. I muri sembravano contenere echi di voci lontane, il tavolo della cucina sembrava più grande. Forse, pensò, era lei a essere diventata più grande. Più ampia. Più plurale. Aprì il libro che non aveva finito, ma non lesse. Aggiustò il segnalibro e scrisse a margine: Un viaggio, tanti viaggi. Una persona, tante persone. Un luogo, tanti luoghi. Un pensiero, tanti pensieri. Si fermò, rifletté su questo ultimo pensiero, ed aprì uno Château Puynard Bacon Wine. Una micro-cuvée sorprendente dal cuore di Bordeaux. Nella splendida cornice dei Blaye Côtes de Bordeaux, Château Puynardpropone una creazione audace e raffinata: il Bacon Wine. Frutto di una vinificazione innovativa, suddivisione della fermentazione tra acciaio e legno, questo Merlot 100%coltivato biologicamente in vigna, una piccola produzione con circa 2.000 bottiglie da 75 cl, è un vero e proprio piccolo gioiello enologico. Dal colore intenso, sprigiona un bouquet intrigante di aromi tostati e di cacao, affiancati da frutti rossi e neri, arricchiti da sottili sfumature fumé. Al primo sorso, sorprende per la sua dolcezza inattesa, la struttura morbida e la profondità aromatica. È un vino che seduce, pur rimanendo ancorato alla raffinatezza di un Bordeaux di terroir. Sorprendente e avvolgente, è la quintessenza di un vino che osa e conquista. Io non l’ho più questo bisogno, perché muojo ogni attimo io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori. L.Pirandello (Uno Nessuno Centomila) ENOTECA PER L’ESTATE: “Angelin Beo” Valdobbiadene DOCG Rive di Guia Extra Brut 2023 Bortolin Angelo (Veneto) Lambro’sc Azienda Agricola San Polo (Emila Romagna) Arale Cantina Pomario (Umbria) Champagne Jean Gimonnet Blanc de Blancs Premier Cru (Francia, Champagne) Château Puynard Bacon Wine (Francia, Bourdeaux)   Marco Sargentini
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Riflessioni Enologiche di un viaggiatore diVino
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“mareMMMa, la Natura del vino” debutta a Firenze il 3 novembre Arrow Right Top Bg

1 Settembre, 2025

"mareMMMa, la Natura del vin" debutta a Firenze il 3 novembre

Un evento dedicato a Maremma Toscana, Montecucco e Morellino di Scansano per incontrare produttori e professionisti nel cuore della Toscana. Dopo il successo delle edizioni ad Alberese, “mareMMMa, la Natura del vino” si prepara a sbarcare a Firenze per la sua prima edizione nel capoluogo toscano, lunedì 3 novembre (location da definire). L’evento nasce dalla collaborazione tra i Consorzi di Tutela della Maremma Toscana, del Montercucco e del Morellino di Scansano con l’obiettivo di aumentare visibilità e opportunità commerciali in uno dei mercati più importanti della regione. L’incontro offrirà un’ampia panoramica delle denominazioni maremmane, con decine di cantine protagoniste e centinaia di etichette in degustazione. I vini saranno organizzati per territorio, permettendo a operatori del settore di esplorare con chiarezza le diverse espressioni di questa ricca e variegata area vitivinicola. I tre Consorzi confermano il loro impegno congiunto nel promuovere un’offerta distintiva che coniuga autenticità, innovazione e sostenibilità. Tra i protagonisti, grandi rossi a base Sangiovese, spiccati rosati e bianchi mediterranei come Vermentino e Ansonica, insieme a vini ottenuti da vitigni autoctoni e internazionali, tutti specchio della straordinaria biodiversità della Maremma. L’organizzazione dell’evento sarà affidata, come nelle precedenti edizioni, a MExTE Eventi, specializzata in eventi enogastronomici di grande qualità. Questo debutto fiorentino rappresenta un nuovo importante capitolo per una manifestazione in continua crescita, ideale per chi vuole approfondire la conoscenza e l’evoluzione del vino maremmano. I Consorzi di tutela protagonisti Consorzio Tutela Vini della DOC Maremma Toscana: nato nel 2014, conta 476 aziende con più di 7,5 milioni di bottiglie annue. La DOC copre l’intera provincia di Grosseto, dal Monte Amiata alla costa e isola del Giglio. Oltre ai vitigni autoctoni come Vermentino, Ciliegiolo e Sangiovese, si coltivano varietà internazionali oggi consolidate come Cabernet Sauvignon e Merlot.Sito web: consorziovinimaremma.it
Facebook: Consorzio Vini Maremma Toscana Consorzio Tutela Vini Montecucco: con 68 aziende associate, copre i comuni ai piedi del Monte Amiata. Celebra il Sangiovese in un territorio ricco di storia e tradizione.Sito web: consorziomontecucco.it
Facebook: Montecucco Sangiovese DOCG Consorzio Tutela Morellino di Scansano: opera dal 1992 con oltre 200 soci. Dopo il riconoscimento DOCG nel 2006, valorizza uno dei vini toscani più noti e apprezzati a livello internazionale.
Sito web: consorziomorellino.it
Facebook: Consorzio Morellino di Scansano La Redazione
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31 Agosto, 2025

Furletti. L'eleganza dei vini del Garda Trentino

Azienda Furletti. L'eleganza dei vini del Garda Trentino. Passione e determinazione di Gabriele Furletti nell'arte della viticoltura Il Giovane Enologo che Riscrive il Garda Trentino Nella quiete maestosa delle Dolomiti di Brenta, dove le vigne si tuffano nelle acque del Lago di Garda, un giovane produttore sta ridefinendo il volto enologico di un territorio che, per troppo tempo, ha tenuto nascoste le sue potenzialità. Gabriele Furletti, con la sua passione e la sua visione, non sta solo producendo vini, ma sta raccontando una storia di riscatto, di radicamento e di futuro. La sua azienda, nata nel 2020 a Riva del Garda, è il cuore pulsante di una rinascita, un vero e proprio inno a un paesaggio che merita di essere ascoltato, assaggio dopo assaggio.
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Vendemmia 2025: in Sicilia si apre una stagione di qualità con segnale di ripresa in alcuni areali Arrow Right Top Bg

30 Agosto, 2025

Vendemmia 2025: in Sicilia si apre una stagione di qualità con segnale di ripresa in alcuni areali

Andamento stagionale equilibrato e uve sane preannunciano un’annata promettente, con stime di crescita fino al +20% in alcune zone. La vendemmia 2025 in Sicilia prende il via sotto buoni auspici, con segnali di miglioramento rispetto al 2024 sia nei tempi di raccolta che nella quantità e qualità delle uve. L’isola, che vanta la vendemmia più lunga d’Italia – circa cento giorni –, beneficia di un andamento climatico equilibrato, con un inverno piovoso e una primavera mite che hanno favorito uno sviluppo vegetativo regolare e un buon stato fitosanitario delle vigne. Le condizioni più gestibili degli ultimi mesi hanno permesso di contenere le problematiche causate dall’umidità e da alcune fitopatie, anche se in alcune aree si registrano ancora sfide specifiche. L’equilibrio tra zuccheri e acidità nelle uve pone le basi per produzioni di alta qualità, mentre il calendario vendemmiale si allinea in modo più tradizionale rispetto allo scorso anno. Previsioni per le diverse aree vitivinicole della Sicilia Sicilia Occidentale: La vendemmia torna a orari consueti con l’ottima salute dei vigneti. “Le piogge abbondanti di maggio e il clima mite hanno garantito un’eccellente crescita della vite”, afferma Filippo Buttafuoco di Cantine Settesoli. La produzione si manterrà nella media, anche se si resta cauti dopo il rialzo del 2024. Sicilia Sud-Orientale: Qui la vendemmia 2025 segna un reale riscatto dopo le difficoltà di siccità del 2024. L’inverno aurorato ha aiutato uno sviluppo ottimale, con un aumento stimato della produzione del 20%. Spicca la resilienza del Frappato, vitigno simbolo e “varietà del futuro” dichiarata da Marco Parisi di Feudi del Pisciotto, con fitopatie sotto controllo. Isole Eolie: Anticipo di circa una settimana rispetto al 2024, con un’influenza del clima mite e una maturazione più rapida. Pur con un calo stimato del 15% nella quantità dovuto a carenza idrica e dimensione ridotta degli acini, la qualità resta elevata. L’enologo Pietro Colosi segnala una gestione attenta delle problematiche fitosanitarie, auspicando piogge di agosto per un miglior recupero. Pantelleria: Il ciclo vegeto-produttivo è regolare grazie a una buona riserva idrica. Antonio Rallo di Donnafugata parla di una raccolta iniziale nelle contrade più precoci già in questa settimana e una qualità molto promettente, con quantità in ripresa rispetto al 2024 ma al di sotto della media aziendale. Etna: Buone previsioni per una vendemmia di qualità superiore, con raccolta prevista a metà-fine settembre. La gestione del suolo drenante e un accumulo idrico positivo fanno prevedere una produzione in crescita del 10%. Maria Carella di Tenute Nicosia sottolinea lo stato sanitario eccellente nel vigneto. Mariangela Cambria, Presidente di Assovini Sicilia Ritorna il rito della vendemmia e la resilienza dei nostri produttori dimostra come la Sicilia sappia affrontare le sfide climatiche, tutelando la qualità del raccolto. La Redazione
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Vendemmia 2025: in Maremma Toscana si apre la stagione sotto i migliori auspici Arrow Right Top Bg

29 Agosto, 2025

Vendemmia 2025: in Maremma Toscana si apre la stagione sotto i migliori auspici

Clima ideale e uve sane preannunciano una vendemmia di alta qualità, tra produzione in crescita e sfide di mercato. La Maremma Toscana si prepara ad accogliere l’inizio della vendemmia 2025, una delle più promettenti degli ultimi anni. Le condizioni climatiche favorevoli e l’assenza di stress termico e idrico stanno assicurando una maturazione regolare e ottimale dei grappoli, con una sintesi aromatica particolarmente positiva che lascia intuire Vermentini di altissimo livello qualitativo. Il clima asciutto e gli escursioni termiche degli ultimi giorni contribuiscono a garantire un quadro stabile per la raccolta, senza allarmi meteo significativi. È previsto un possibile ritorno del caldo a metà agosto, ma senza picchi preoccupanti. I tempi della vendemmia saranno in linea con quelli del 2024, con la raccolta che prenderà il via nella settimana precedente Ferragosto, partendo da varietà precoci come Chardonnay e Viognier, seguite da Merlot e dalle uve destinate a spumanti e rosati. Sul fronte quantitativo, la produzione si presenta abbondante, fatta eccezione per alcune varietà più sensibili alla peronospora, colpite nel piovoso maggio scorso. Secondo i dati più recenti di AVITO, la denominazione Maremma Toscana ha registrato un aumento del 4% negli imbottigliamenti nei primi sette mesi del 2025, un risultato significativo e in controtendenza rispetto al calo del 3% rilevato a livello regionale. Questo indica una crescita in riconoscibilità e fiducia per il territorio, nonostante le complesse condizioni di mercato. Sul fronte delle sfide commerciali, il presidente del Consorzio, sottolinea la criticità della situazione legata ai dazi USA. Francesco Mazzei – Presidente del Consorzio Se i dazi al 15% dovessero mantenersi, sarebbero un grave colpo per il comparto e un fallimento dei negoziati politici. L’Italia ne uscirebbe molto male. Fortunatamente, per i vini DOC e IGP il negoziato è ancora aperto e confidiamo in una soluzione positiva. Il mercato ha bisogno di stabilità per programmare e crescere. La Redazione
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I Drink Pink 2025 Arrow Right Top Bg

28 Agosto, 2025

I DRINK PINK 2025 (by Gambero Rosso)

IL COSA E IL DOVE Lo scorso 10 Luglio, negli ampi e rinnovati spazi dell’Hotel CARDO di Roma, GAMBERO ROSSO ha organizzato l’Edizione 2025 di I DRINK PINK, serata Evento dedicata a quel bere rosa che si sta conquistando spazi sempre più ampi nel cuore degli enoappassionati. Una serata che ha visto la partecipazione di un gran numero di enoappassionati (ed enofighetti) in cerca di Qualità e, perché no, di fuggire almeno per un po’ dal caldo cattivo che attanaglia Roma in questo Luglio africano come non mai. Una serata in cui al Vino s’è accostata la silenziosa Qualità dell’Extra Vergine e la ridanciana freschezza del Gelato con la “G” maiuscola. GLI ASSAGGI Tante le Aziende presenti (in molti casi lodevolmente di persona) e tante le etichette in degustazione. Un viaggio da Nord a Sud di un’Italia del vino colorata, spensierata ma sempre seria e poco incline a sacrificare la Qualità sull’altare di un colore che acchiappa l’occhio. Tante le etichette in cui ho ficcato il naso (e ancor di più le chiacchiere che ho scambiato con i Produttori). Tra queste ne ho scelte sei (più tre intrusi) da sottoporre alla Vostra attenzione. Sei vini che mi piace invitarVi ad andare ad assaggiare di persona, una TOP SIX che Vi invito come sempre a criticare, ampliare con quei consigli che però non mi date mai e condividere. QUELLO DA NOVANTA – OLTREPÒ PAVESE METODO CLASSICO DOCG CRUASÉ EXTRA BRUT 2018, SCUROPASSO ROCCAPIETRA: è il piccolo frutto rosso (lampone, mirtillo, ribes) il principe dell’olfatto (in maniera singolare oserei dire), ma la mela Granny Smith non ci sta a cedere lo scettro e s’allea quindi con un agrume che è arancia sanguinella per mantenere il potere. Non mancano dolcezze candite, note verdi di rosmarino, sottili tostature, note pasticcere di pan brioche, suadenti speziature di zafferano e un’atmosfera di gessosa mineralità. Il sorso rapisce con freschezza e dinamicità, un “ancora” strillato di arancia rossa e ribes fino al “non ti fermare” della chiusura di erbe aromatiche. Più che sensuale erotico. Un vino per disfare i letti e cedere al peccato. Cabalisticamente 90 Punti. Da bere ascoltando “SEX” dei NEGRITA. GLI ALTRI – TINTILIA DEL MOLISE DOP ROSATO “NON BERMI” 2024, CLAUDIO CIPRESSI (MOLISE): l’olfatto è un erotico “vedo non vedo” di piccoli frutti rossi e neri, poi melagrana, fiori di campo e una guepiere di roselline selvatiche che invita al sorso senza por tempo in mezzo. Succoso, piacevolissimo, intrigante, traviante, sottolinea la vena minerale e ripropone i toni dell’olfatto a colpi di piacevolissima freschezza e persistenza non comune. 87- Punti e il mio personalissimo premio “SURPRAIS”.   – TINTILIA DEL MOLISE DOP “COLLEQUINTO” 2024, CLAUDIO CIPRESSI (MOLISE): rose e glicini precedono fragoline di bosco e lamponi senza dimenticarsi di un quid di noce moscata Poi un lampo di amarena forse fuori posto introduce un sorso polposo, sapido e di adeguata freschezza ben gestito dalla massa glicerica. Chiude piacevolmente lungo tra memorie di frutti rossi. 86+ Punti. – CERASUOLO D’ABRUZZO DOC “ROSA – AE” 2024, TORRE DEI BEATI (ABRUZZO): subito di gessosa mineralità ha un “poi” di gerani e roselline e un “dopo” di agrumi ed erbe aromatiche. È l’”infine” di liquirizia a invogliare il sorso, corrispondente e lungolungo nel richiamare i lamponi. Ne avevo già scritto anni fa quando era stato una delle mie “bottiglie della settimana”. A distanza di tempo cambia l’annata ma non la sostanza. Un vino che ci riporta al Cerasuolo che era con la Delorian del futuro. 87 Punti. – FRANCIACORTA DOCG BRUT ROSÉ 2021, FERGHETTINA (LOMBARDIA): elegante già nel suo abito di vetro propone al naso eleganze di geranio e freschezze di melagrana, dolcezze di prugna e amarena e sapidità di crosta di pane, dolcezze di spezia e mineralità che impregna. Sorso ricco, coerente nei profumi e nella sostanza fresco-sapida e con un finale di adeguata lunghezza. 88- Punti.   – TOSCANA IGT ROSATO “TM ROSÉ” 2024, TENUTA MONTETI (TOSCANA): di colore etereo, rapisce da subito l’occhio sorprendendo poi con un olfatto di maremmana, sostanziosa, contadina eleganza, quasi necessario per tenerlo con i piedi per terra. È tutto prati e campagna, erbe aromatiche e fiori di campo, salvia e rosmarino, margherite e cicoria, poi…poi arrivano i piccoli frutti rossi e la melagrana, dopo ancora l’intrigante amaritudine della mandorla fresca e una muschiata freschezza. Sorso che vive di una spina dorsale fresco sapida e della corrispondenza gusto-olfattiva. Agile come i cavalli maremmani che batterono i mustang di Buffalo Bill s’allunga in ricordi e tramonti. Più elegante o più contadino? Ci lascia con il dubbio e forse sta proprio qui il segreto del suo fascino. 88+ Punti (ma probabilmente sono almeno 3 di più). TRE “INTRUSI” – TREBBIANO D’ABRUZZO DOC “BIANCHI GRILLI PER LA TESTA” 2023, TORRE DEI BEATI(ABRUZZO): freschezze d’erba tagliata piuttosto che fieno maturo, freschezze di lime a contrasto di dolcezze di tiglio, piccantezze di zenzero e pepi…una tavolozza olfattiva che dipinge una tela salmastra. Al sorso spicca una freschezza cui pone freno la morbidezza glicerica mentre la sapidità marina si fonde con quella minerale in un lungo finale cui gli agrumi vogliono aggiungere la firma. 88 Punti. – PECORINO “GIOCHEREMO CON I FIORI” 2024, TORRE DEI BEATI (ABRUZZO): un incipit minerale schiude il sipario su quei fiori che l’etichetta invoca. Fiori di campo, di disarmante semplicità e bellezza, che precedono freschezze d’agrume ed erbe aromatiche e dolce, polposa sostanza di frutta gialla. Sorso di grande equilibrio che avvolge e coinvolge chiudendo lungo e sapido. Pecca di gioventù ma 87 Punti se li merita tutti. – TOSCANA IGT ROSSO “CABURNIO” 2019, TENUTA MONTETI (TOSCANA): sotto la luce delle marasche e ei lamponi si cela lo scuro della macchia mediterranea, la nota green della foglia di pomodoro, l’amaritudine della noce e lo stuzzicare del pepe, il tutto in un’atmosfera tabaccosa che non si può non notare. Sorso di grande corrispondenza segnato dalla carezza dei tannini e dalla energica chiusura balsamica e vegetale. Forse un po’ troppo ruffiano (sicuramente più del TM ROSÉ”). 87+ Punti. E QUINDI? E quindi GRAZIE a GAMBERO ROSSO per avermi voluto ospitare ancora una volta, a tutti i produttori che mi hanno sopportato con pazienza e che hanno voluto condividere con me le loro parole oltre che il loro vino e GRAZIE a Voi che avete avuto il buon cuore di sorbirvi fino a qui i miei sproloqui. È stato un Evento che mi spinge a mettere in agenda sin da ora un’Edizione 2026 che spero ancora più affascinante (un consiglio: fatelo anche Voi).     Roberto Alloi – VINODENTRO Su Instagram @eno_evo  
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Come l’Hotel San Michele mi ha fatto conoscere i vini ischitani Arrow Right Top Bg

27 Agosto, 2025

Come l’Hotel San Michele mi ha fatto conoscere i vini ischitani

Ischia è un posto dolcissimo, dove si vive senza nessuna fatica. Così Pier Paolo Pasolini definisce Ischia in una tappa del suo reportage La lunga strada di sabbia, ed è impossibile non condividere ogni parola. Questa perla del golfo di Napoli concentra in pochi chilometri quadrati un trionfo di natura, benessere e cultura, anche enogastronomica. Ne ho avuto un assaggio (o meglio, più assaggi) nel press tour di giugno organizzato dall’ufficio PR Alexander Kim per Fedegroup, azienda proprietaria di Ròseo Euroterme Wellness Resort a Bagno di Romagna e di Villa Barbarich a Venezia Mestre, che con l’ingresso in portfolio dell’Hotel Terme San Michele a Sant’Angelo d’Ischia ha rafforzato la sua linea di business dedicata all’hospitality, con particolare attenzione alla gestione food & beverage. Lontana dall’autoreferenzialità di un’accoglienza “albergo-centrica”, Fedegroup ha scelto di valorizzare le collaborazioni sul territorio, anche con altri hotel. Così Casa Celestino ha offerto il lungomare di Sant’Angelo d’Ischia come sfondo della prima cena del viaggio stampa. Imperdibili le cozze affumicate su letto di aromi ischitani, ulteriormente esaltati dagli istanti conclusivi di cottura a fuoco vivo e dall’accompagnamento con il Biancolella 2024 di Casa d’Ambra, con il suo finale di bocca sapido e mandorlato. Animata dalla curiosità sui vitigni autoctoni trattati dalla cantina, sono stata felice di ritrovarla con un rosso memorabile nella cena di congedo all’Hotel San Michele: il Per ‘e Palummo, ovvero “piede di colombo” per la forma ed il colore del grappolo, dava nella vendemmia 2024 sensazioni vinose e fruttate accompagnate da un finale di bocca pieno ed avvolgente, ideale per accostarsi alconiglio all’ischitana e per poi passare il testimone – sulla stessa pietanza – al Rosso IGP Epomeo 2021 di Crateca, composto da uve Piedirosso, Guarnaccia ed Aglianico; quest’ultimo, presente al 20%, è affinato in botti di rovere francese che ne valorizzano la componente speziata senza penalizzare l’autenticità dei sentori primari, ancora ben presenti nella loro freschezza. Facendo un passo indietro nel menu, un omaggio al mio colore preferito nei vini fermi: in tutte le tonalità, dal cipria tenue al cerasuolo più acceso, il rosa è per me sempre sinonimo di leggerezza e grazia. Ai bottoni con ripieno di coniglio, l’Epomeo IGT Rosato 2023 di Cenatiempo, a base di Piedirosso ed Aglianico con altri vitigni a bacca rossa locali, si accompagnava con la propria gustosa sapidità ed il ricco bouquet dal finale di erbe aromatiche, proprio come le erbe ischitane nella riduzione del condimento. Acquistata una bottiglia da imbarcare in stiva, me lo sono poi goduta a bordo piscina pochi giorni fa. A proposito di piscine, valgono il viaggio le due – interna ed esterna – dell’Hotel San Michele: alimentate da una sorgente termale privata con acqua che sgorga a 50°C e che vienemantenuta a 37°C, sono rifugi di benessere per il rilassamento muscolare ed una miglior circolazione sanguigna, oltre che per l’incanto che si apre alla vista: il parco dell’hotel si affaccia sul mare con un’estensione di quasi 2000 mq e regala un’esperienza immersiva nella vegetazione mediterranea, tra ulivi secolari, palme maestose, oleandri profumati e bouganville dai colori accesi. Un contesto naturale unico al mondo, proprio come l’ospitalità ischitana, che mi appunto in agenda di tornare ad apprezzare al più presto.   Adele Gorni Silvestrini
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Passi in cantina
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