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17 Agosto, 2025

Abruzzo. Donne del Vino tra abbazie e trabocchi

Riprendiamo il racconto di questo terzo capitolo dedicato alla Convention Nazionale delle Donne del vino in Abruzzo. E’  un viaggio che si snoda tra la terra e il mare, tra il silenzio delle abbazie e il rumore delle onde che si infrangono sui pali di legno. La Convention nazionale delle Donne del Vino in Abruzzo, Riprendiamo il racconto di questo terzo capitolo dedicato alla Convention Nazionale delle Donne del vino in Abruzzo. E’  un viaggio che si snoda tra la terra e il mare, tra il silenzio delle abbazie e il rumore delle onde che si infrangono sui pali di legno. Sotto il titolo "Coltiviamo scenari futuri", ha dimostrato come questa regione stia vivendo un vero e proprio Rinascimento, guidato da donne che sanno guardare avanti senza mai staccare i piedi dalle proprie radici.
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Untold 2026. Quello che non è stato ancora detto del vino Arrow Right Top Bg

16 Agosto, 2025

Untold 2026. Quello che non è stato ancora detto del vino

  GUERRITORE, IL IV MIGLIO, MARISA CUOMO E VEZZOSO SONO LE 4 MIGLIORI CANTINE DELLA CAMPANIA PREMIATE TRA LE 71 LE MIGLIORI CANTINE ITALIANE UNTOLD 2026
TRIBUTO ALL’IDENTITÀ, AL TERROIR E ALL’OSPITALITA’ NELLA RACCOLTA EDITORIALE AI DISTRETTI DEL VINO NAZIONALE IL SECONDO VOLUME DELLA GUIDA UNTOLD RACCOGLIE LE PIU’ IMPORTANTI AZIENDE VITICOLE PER RACCONTARE “QUELLO CHE NON E’ STATO ANCORA DETTO DEL VINO” Sono Guerritore, Il IV Miglio, Marisa Cuomo o e Vezzoso le cantine della Campania tra 71 le italiane premiate e delle 400 presenti ad entrare ufficialmente nel secondo volume “Untold 2026 – Quello che non è stato ancora detto del vino”, l’inedita guida ai distretti del vino d’Italia promossa dal team editoriale Decanto. Un lavoro importante che riunisce la produzione vitivinicola italiana d’eccellenza, il valore della tipicità regionale, dell’identità territoriale, le interpretazioni degli areali vocati alle produzioni autoctone monovitigno. Anche quest’anno Untold celebra le cantine che meglio esprimono terroir, autenticità e l’eccellenza vitivinicola di qualità e l’ospitalità enoturistica esperienziale. Alle aziende virtuose del panorama nazionale sono state assegnate le quattro menzioni Migliore Cantina, Migliore Cantina Emergente e Migliore Azienda a Conduzione Familiare conferite tenendo conto della qualità complessiva dei tre vini presentati in degustazione. Per il premio Migliore Cantina Emergente, la selezione ha riguardato esclusivamente le realtà fondate dopo il 2010.
Il titolo di Migliore Cantina da Visitare è stato conferito in base alla varietà e al livello qualitativo dei servizi offerti per l’enoturismo. Con oltre 600 cantine e 1.800 campioni andati in rassegna ad un largo e autorevole panel di giudici altamente specializzato lo scorso maggio, Decanto si conferma come una delle voci più influenti nel panorama del vino italiano e del turismo enogastronomico e presenta, nel prossimo autunno, uno strumento editoriale di fondamentali contenuti editoriali destinati ad un pubblico specializzato e di grandi appassionati. I riconoscimenti ai vini e alle aziende sono stati consegnati in occasione della Cerimonia di Premiazione tenutasi lo scorso luglio nell’incantevole cornice della Costiera Amalfitana da Andrea Annunziata, direttore editoriale, e da Roberto Garofalo, caporedattore “Untold 2026 – Quello che non è stato ancora detto del vino”. Insieme alla consegna dei quattro premi alle aziende, sono stati trasferiti anche gli attestati con i punteggi in Cavatappi, con la lista ufficiale in uscita nelle prossime settimane. Il lavoro dello staff della guida “Untold 2026” valorizza l’immensa ricchezza e la diversità del patrimonio vitivinicolo nazionale e la virtuosa attività di produzione delle aziende che consente raccontare il vino Made in Italy in tutto il mondo. Il premio, un piatto di ceramica artigianale vietrese realizzato per l’evento dal maestro Paolo Salsano, rappresenta un simbolo del legame profondo tra arte, cultura e tradizione del territorio campano. La nuova edizione Untold si propone di continuare a raccontare con accuratezza il vino come espressione autentica di un territorio e del lavoro appassionato di chi lo vive ogni giorno come simbolico valore culturale. Le 71 Migliori Cantine d’Italia – Untold 2026 suddivise per regione: Abruzzo
Migliore Cantina da Visitare – Ciavolich
Migliore Cantina – Diubaldo
Migliore Cantina Emergente – Tenuta Antonini
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Tenuta De Melis Basilicata
Migliore Cantina – Cantina di Venosa
Migliore Cantina da Visitare – Cantine del Notaio
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Tenuta i Gelsi Calabria
Migliore Azienda a Conduzione Familiare Francesco Malena
Migliore Cantina da Visitare in Calabria: La Peschiera
Migliore Cantina della Calabria: Santa Venere Campania
Migliore Cantina da Visitare in Campania: Guerritore
Migliore Azienda a Conduzione Familiare della Campania: Il IV Miglio
Migliore Cantina della Campania: Marisa Cuomo
Migliore Cantina Emergente della Campania: Vezzoso Emilia – Romagna
Migliore Cantina – Cantina Divinja
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Casa Benna
Migliore Cantina da Visitare – Umberto Cesari
Migliore Cantina Emergente – Ventiventi Friuli Venezia Giulia
Migliore Cantina Emergente – Ad Coos
Migliore Cantina – Collavini
Migliore Cantina da Visitare – Valentino Butussi Lazio
Migliore Cantina da Visitare – Pileum
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Solis Terrae
Migliore Cantina Emergente – Tenuta Iacoangeli
Migliore Cantina – Terenzi Liguria
Migliore Cantina Emergente – A Scià
Migliore Cantina da Visitare – Bisson
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Fontanacota
Migliore Cantina – Ramoino Lombardia
Migliore Cantina da Visitare – Calatroni
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Caruna
Migliore Cantina Emergente – De’Federici
Migliore Cantina – La Perla Marche
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Benforte
Migliore Cantina Emergente – Podere l’infinito
Migliore Cantina – Produttori di Matelica 1932
Migliore Cantina da Visitare – Tenuta di Tavignano Molise
Migliore Cantina del Molise: Angelo d’Uva
Migliore Cantina da Visitare in Molise: Di Majo Norante Piemonte
Migliore Cantina da Visitare – Diego Pressenda
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Passone Massimiliano
Migliore Cantina Emergente – Ramello Gianni e Matteo
Migliore Cantina – Schiavenza Puglia
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Franco Di Filippo
Migliore Cantina Emergente – Giovanni Aiello Enologo per Amore
Migliore Cantina – Leone de Castris
Migliore Cantina da Visitare – Leone de Castris Sardegna
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Giacu
Migliore Cantina – Tenute Gregu
Migliore Cantina da Visitare – Tenute Gregu
Migliore Cantina Emergente – Vigne Centro Sardegna Sicilia
Migliore Cantina – Cortese
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Generazione Alessandro
Migliore Cantina Emergente – Marchese delle Saline
Migliore Cantina da Visitare -Tenuta Rasocolmo Toscana
Migliore Cantina Emergente – Chiusa Grossa
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Giodo
Migliore Cantina da Visitare – Le Berne
Migliore Cantina – Pietraserena Trentino – Alto Adige
Migliore Cantina Emergente – Romen
Migliore Cantina – St. Quirinus
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Tonini
Migliore Cantina da Visitare – Weingut Eberlehof Umbria
Migliore Cantina da Visitare – Còlpetrone
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Daniele Rossi
Migliore Cantina Emergente – Daniele Rossi
Migliore Cantina – Tenute Lunelli – Castelbuono Valle d’Aosta
Migliore Cantina Emergente della Valle d’Aosta: Betemps Matthieu
Migliore Cantina della Valle d’Aosta: La Source
Migliore Cantina da Visitare in Valle d’Aosta: La Source Veneto
Migliore Cantina da Visitare – Farina
Migliore Cantina Emergente – Podere Cunial
Migliore Azienda a Conduzione Familiare – Tommaso Bussola
Migliore Cantina – Villa Canestrari   La Redazione
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Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia: previsioni vendemmia 2025, lieve ripresa ma volumi ancora bassi Arrow Right Top Bg

16 Agosto, 2025

Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia: previsioni vendemmia 2025, lieve ripresa ma volumi ancora bassi

Avviata la vendemmia 2025 in Sicilia: qualità delle uve ottima e produzione in leggera crescita, ma ancora sotto la media storica. La vendemmia 2025 prende il via in Sicilia con segnali di moderata ripresa rispetto al 2024. I dati preliminari del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia indicano una produzione superiore del 10% rispetto allo scorso anno, ma ancora distante dai livelli storici con un calo del 40%. Camillo Pugliesi, Direttore del Consorzio La vendemmia si presenta migliore, con uve sane e di qualità, grazie a un andamento stagionale più regolare. Tuttavia, permangono cautela e attenzione per la sostenibilità del settore, con un focus sulla tutela dei disciplinari e la valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani come Nero d’Avola, Grillo e Lucido. Le uve mostrano un ottimo equilibrio zuccheri-acidità, fondamentale per vini freschi, eleganti e longevi. Il Consorzio continuerà a monitorare l’andamento della raccolta nelle diverse aree viticole dell’isola per assicurare qualità e rispetto delle denominazioni. La Redazione
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Santa Tresa: il vitigno “scomparso” Orisi torna in etichetta grazie al nuovo disciplinare Terre Siciliane IGT Arrow Right Top Bg

14 Agosto, 2025

Santa Tresa: il vitigno “scomparso” Orisi torna in etichetta grazie al nuovo disciplinare Terre Siciliane IGT

Il recupero del raro vitigno Orisi, un incrocio tra Sangiovese e Montonico Bianco, segna una svolta per la viticoltura siciliana e per Santa Tresa. Santa Tresa, storica tenuta biologica di Vittoria (RG) guidata da Stefano e Marina Girelli, festeggia un traguardo importante: il vitigno autoctono Orisi, fino a oggi indicato solo con la lettera “O” in etichetta, può finalmente essere nominato nel nuovo disciplinare Terre Siciliane IGT pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’Orisi, una vera reliquia ampelografica nata dall’incrocio spontaneo di Sangiovese e Montonico Bianco, è stato recuperato grazie a un progetto sperimentale della Regione Sicilia. Conservato nei Nebrodi, il vitigno è stato reimpiantato in un campo sperimentale di Santa Tresa, uno dei più grandi bacini di biodiversità vitivinicola dell’isola, che ospita 18 vitigni e 31 fenotipi, con un occhio attento alla sostenibilità. Da 16 piante iniziali sono stati ottenuti 1.523 ceppi di Orisi, coltivati a spalliera in terreni franco sabbiosi su calcareniti minerali. La vinificazione del vino “O” di Santa Tresa prevede raccolta manuale, fermentazione in botti di rovere di Slavonia e affinamento sulle bucce fino all’anno successivo, con un riposo finale in acciaio che garantisce un prodotto armonico e identitario. Con 50 ettari di vigneti biologici, Santa Tresa conferma così il suo ruolo di custode e innovatore della viticoltura siciliana, con un impegno che unisce tradizione, biodiversità e ricerca. La Redazione
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45° Forum della Cultura del Vino Arrow Right Top Bg

14 Agosto, 2025

45° Forum della Cultura del Vino

IL COSA E IL DOVE Lo scorso 5 Luglio la Fondazione Italiana Sommelier ha organizzato negli ampi ed eleganti spazi dell’Hotel ROME CAVALIERI di Roma il 45° FORUM DELLA CULTURA DEL VINO, una giornata che in realtà è stata un viaggio tra parole e assaggi, un racconto di lavoro, passioni, territori che abbraccia l’intero stivale italico oltrepassandone i confini. Una Giornata organizzata insieme a VINITALY che è iniziata con il convegno “IL LUSSO DI STARE INSIEME” (a mio modestissimo parere poco azzeccato come titolo) e che è terminata con la consegna dei diplomi ai nuovi sommelier e con l’apertura dei banchi d’assaggio.   GLI ASSAGGI Beh, inutile dire che da assaggiare cera tanto, tantissimo, “deppiù”! Tanto vino e tanta gente. Data una prima occhiata alle Aziende presenti e fatto un programmino di massima, mi sono poi ritrovato a doverlo adattare alle necessità del momento, schivando i tavoli con i Produttori più blasonati e le code chilometriche per approdare laddove lo spazio consentiva una parvenza di tranquillità. Dai circa 80 calici in cui ho ficcato il naso ho estrapolato la mia classicissima lista di “consigli per”, una TOP FOURTEEN che accosta nomi noti a interessanti novità che Vi invito a leggere, criticare, ampliare suggerendomi aggiunte degne di nota e che Vi invito a condividere. – TREBBIANO D’ABRUZZO DOC “SPELT” 2022, FATTORIA LA VALENTINA (ABRUZZO): caldo di grano al sole e pesca surmatura, spinge il piede sull’acceleratore delle vegetalità regalando sbuffi di coriandolo, erbe amare e luppolo per congedarsi dal naso con toni salmastri e appena fumé. Il sorso mixa con sapienza dolce, glicerica sostanza e sapidità marina cavalcando il filone delle freschezze. Chiude su ricordi di frutta e sensazioni vegetali prendendosi 87— Punti.   – ABRUZZO DOC ROSSO “DOCHEIO” 2021, FATTORIA LA VALENTINA (ABRUZZO): un Montepulciano a cavallo tra Storia antica, tradizione e futuro. Propone con ferma delicatezza il blu-viola di mirtilli in confettura, lavanda, violette e rugginosa ferrosità su uno sfondo boschivo e resinoso non privo di soffi balsamici che ricordano l’oriente e il tè. Sorso di grande equilibrio, fresco quanto deve, sapido quanto serve. Fin troppo eleganti, i tannini gli tolgono quel quid che lo avrebbe reso eccellente e anticipano un finale di arancia rossa caramellata. 88++/89- Punti. – MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC “28 QUINTALI” 2017 RISERVA, LAMPATO (ABRUZZO): naso importante che sciorina marasche, more di rovo, prugna, confettura di ciliegia e poi tabacco, liquirizia e cacao ingentiliti da una smanceria di vaniglia. Sorso che s’acchitta e esegue l’olfatto, sicuramente fresco, ma principalmente materico con quella vena “green” che le morbidezze non riescono a nascondere del tutto e che salva l’assaggio in zona Cesarini. Di certo non il mio Montepulciano se non altro per la malcelata opulenza ma… 88+ Punti. – ABRUZZO DOC PECORINO “OCTAVA DIES – CHIAMAMI QUANDO PIOVE” 2023, VALORI (ABRUZZO): forse meno pietroso di quanto vorrei ma dinamico e di semplice complessità, propone zafferano e mughetti, pere e ginestre e poi nespole e forse eleganze di rose. In bocca si è rapiti da quella profonda sapidità cui la morbidezza stenta a tener testa e da una freschezza che schiaffeggia il palato richiamando una beva che, in chiusura di bottiglia, scoprirete agrumata quando è ormai troppo tardi. 89 Punti con forse un + e il mio personalissimo premio “BELLASCOPERTA”. – RAVENNA ICT CHARDONNAY “GÈRA” 2023, FRATELLI RAGUZZONI (EMILIA ROMAGNA): il tempo di chiedersi cosa ci faccia (da sessant’anni) lo Chardonnay a Modena per ritrovarsi di colpo in Borgogna. Un naso complesso, in parte intricato in parte evidentissimo, prima vegetale, poi dolce e grasso di mou, lo scuro del pepe, la luminosa cometa dello zafferano… In bocca invoca calma e cela brio (perché non farci un bel Metodo Classico?), conferma l’olfatto anche geograficamente e rivela un appena di lacca che…mannaggia. Un vino, un’amante, trasgressivo, che riempie e complica… 88 Punti. – VINO ROSSO FRIZZANTE “FILARE DI MEZZO” 2023, FRATELLI RAGUZZONI (EMILIA ROMAGNA): dalla grande famiglia dei Lambruschi s’è scelto l’Oliva per raccontare il sale della terra (anzi, del mare), le ciliegie e le viole senza dimenticarsi di un agrume che è arancio tarocco e appena chinotto. Mica tanta roba, quella che serve. In bocca è verace, riempie con gusto e romagnola vivacità lasciando poco spazio alle elucubrazioni. Bevetelo e divertiteVi, non chiede altro. 88 Punti. – RAVENNA IGT CENTESIMINO “SAVIGNONE” 2023, PODERI MORINI (EMILIA ROMAGNA): olfatto che strilla rosa canina, geranio e fragolina di bosco in un intenso vociare di sottofondo fatto di peperoncino, arancia rossa, intrecci di ginepro e boschività resinose. Il sorso? Succoso e coinvolgente, un tuttifrutti morbido e gentile, appena solleticato dai tannini e con un finale di piacevolissima sapidità. 89- Punti. – ALBANA DI ROMAGNA SECCO DOCG “SETTE NOTE” 2023, PODERI MORINI (EMILIA ROMAGNA): una vena agrumata s’alterna alla frutta tropicale, alle nespole, all’aneto, ai fiori d’acacia, alle mandorle verdi e a una diffusa mineralità. Fuse, freschezza e sapidità conducono il sorso tenendo per mano la ricca morbidezza e, in chiusura, la sapidità dà un ultimo colpo di coda a ravvivare il sorso. 87+ Punti.   – FRIULI COLLI ORIENTALI DOC SCHIOPPETTINO DI PREPOTTO 2015 RISERVA, LA VIARTE (FRIULI VENEZIA GIULIA): di oscura luminosità mette insieme rotundone e chiodi di garofano, sangue, ferro, polvere da sparo e freschezze balsamiche di menta, incenso e resine boschive. Sorso che mostra polso e presenza, sicuramente fresco ma soprattutto di preistorica, marina sapidità. Chiude fumoso, la ruvida carezza del nonno, quella che ricorderai sempre. 89 Punti ma forse 90. – FRIULI COLLI ORIENTALI DOC FRIULANO “LIENDE” 2023, LA VIARTE (FRIULI VENEZIA GIULIA): il naso propone dolcezze di frutta gialla e zafferano a contrasto di vegetali freschezze di finocchietto selvatico su uno sfondo di mare lontano. In bocca è l’agrumato mandarino ma soprattutto il mugghiare sepolto di un mare preistorico che riempie il calice di salina mineralità. Chiusura didascalica e ammandorlata per un Friulano a cavallo tra tradizione e modernità. 87- Punti. – FRIULI COLLI ORIENTALI DOC BIANCO “BIANCOSESTO” 2023, LA TUNELLA (FRIULI VENEZIA GIULIA): dolce di mela Golden e pera Williams, amaricante di sambuco, fresco di lime e di un bergamotto che aromatizza, forse, anche il tè. Un’idea di nespola e poi la dolcezza vanigliata del sacchetto di confetti e un soffio tostato che incide la corazza minerale. Sorso di grande corrispondenza, soddisfazione e piacevole scorrevolezza, profondamente sapido ancorché fresco e lungo quanto serve a coprire i ragionamenti tra un calice e l’altro. 90 Punti (forse). – COLLIO DOC FRIULANO “MANDITOCAI” 2022, LIVON (FRIULI VENEZIA GIULIA): un cespuglio di erbe aromatiche in un mare giallo di ginestre, le loro rudi amaritudini a contrasto con la gentile dolcezza della camomilla, gli agrumi, il frangersi di un’onda salmastra e un ahimé di frutta tropicale. In bocca conferma ed esalta, salino prima che fresco, racconta il Friuli di una volta con piglio moderno spingendo il piede sull’acceleratore dell’aromaticità e, in chiusura, sottolineando una mandorla che è quasi osso di pesca. Il Tocai è morto, via il Tocai! 89 Punti. – COLLIO DOC PINOT BIANCO “CAVEZZO” 2022, LIVON (FRIULI VENEZIA GIULIA): bianco di susina, fiori di campo e melone, sorprende con le fresche amaritudini della salvia, della meta e del finocchietto selvatico in una atmosfera di mineralità translucida, quasi gessosa. Di coinvolgente freschezza e sapidità, propone un sorso d’impatto che la glicerica morbidezza tiene in elegante equilibrio. Se solo avesse avuto un minimo di “coraggio” in più… 88 Punti. – FRIULI IGT BIANCO “BRAIDE ALTE” 2022, LIVON (FRIULI VENEZIA GIULIA): giallo di frutta matura, mimosa e zafferano, propone grassezze di mou e lieviti su una base di erbette in una atmosfera boschiva e minerale. Di profonda mineralità e buona freschezza avvolge il palato in un abbraccio forse un tantino troppo affettato ma mirabilmente parallelo ai descrittori olfattivi. Coinvolge e fa parlare di sè ma forse s’atteggia un po’ troppo. 89 Punti. E QUINDI? E quindi GRAZIE a tutti, alla Fondazione Italiana Sommelier per aver organizzato l’Evento, ai Produttori presenti (quelli che ho citato e quelli che per ragioni diverse ho lasciato muti). È stata una giornata intensa, all’insegna della Qualità macchiata però dalla possibilità di accedere al convegno della mattina solo se “soci” della F.I.S. La Cultura non deve essere appannaggio di gruppi ristretti, MAI (ma forse, ne “IL LUSSO DI STARE INSIEME” era compresa anche questa separazione tra gli “uni” e gli “altri”). In ogni caso io ho già messo in agenda l’Edizione numero Quarantasei, e Voi Roberto Alloi – VINODENTRO Su Instagram @eno_evo  
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Cirò Wine Festival. Ai Mercati Saraceni il bagno di folla per festeggiare la DOCG Arrow Right Top Bg

13 Agosto, 2025

Cirò Wine Festival. Ai Mercati Saraceni il bagno di folla per festeggiare la DOCG

Migliaia di presenze per celebrare il riconoscimento al Cirò Classico insieme ai produttori del Consorzio di Tutela e alle istituzioni territoriali e regionali. Siciliani: «una vera festa di comunità che ci inorgoglisce e ci carica di responsabilità»  Pensata e progettata come una vera festa di comunità, così è stata realmente la Music & Wine Night che chiuso l’edizione 2025 del Cirò Wine Festival. In migliaia sono accorsi da tutta la Calabria nella cornice suggestiva e magica dei Mercati Saraceni per brindare al riconoscimento DOCG ottenuto dal Consorzio di tutela di Cirò e Melissa per il Cirò Classico Il presidente dell’ente di tutela e valorizzazione, Carlo Siciliani Che entra così a far parte di diritto del gotha del vino italiano ottenendo un traguardo importante che per noi è un punto di arrivo ma anche di ripartenza per presentarsi ai mercati internazionali con un prodotto importante. Quello che stiamo vivendo è un momento importante per Cirò ma anche per l’intero mondo vitivinicolo calabrese. Celebriamo qui la storia del vino, la prima DOCG regionale e ci prepariamo ad un grande processo di promozione e valorizzazione che da gran de attenzione al terroir e alla tipicità. L’affetto straripante della gente che ha riempito Madonna di Mare per l’evento finale di questa edizione ci inorgoglisce e ci carica di responsabilità per fare sempre meglio e di più per la storia enologica del territorio e delle cantine che da generazioni mantengono viva una tradizione che non è solo produttiva, ma è anche artigianale, culturale, esperienziale. Nella notte di San Lorenzo sono arrivati da tutta la Calabria e da fuori regione per l’ultimo appuntamento di un’edizione – prodotta dalla Gagliardi associati per conto del Consorzio – ricca di eventi collaterali nelle cantine, tra i vigneti, lungo i sentieri che costeggiano il mare e guardano alle colline dove già l’uva è pronta per essere raccolta per la nuova annata di vendemmia, e di masterclass che hanno registrare la presenza di  appassionati e wine lover pronti ad incontrare le loro cantine del cuore o scoprirne di nuove nel panorama dinamico della denominazione più antica di Calabria che contempla al suo interno nuovi vigneron e storiche insegne della produzione vitivinicola regionale. Ad impreziosire la notte di festa per la DOCG gli oltre cento vini in assaggio delle cantine ‘A Vita, Antichi vigneti Sculco, Baroni Capoano, Brigante vigneti & cantina, Cantina Campana, Cantine Arcuri, Cantine Bruni, Cantine De Mare, Cantine Greco, Cantine Malena, Cantine Strangi, Caparra & Siciliani, Cerminara, Enotria, Feudo Liguori, Fezzigna, Fratelli dell’Aquila, Giuseppe Pipita vini, Ippolito 1845, L’Arcigilione di Cataldo Calabretta, La Pizzuta del Principe, Librandi, Maddalona del Casato, Mimmo Vinci, Rocco Pirito, Romano & Adamo, Salvatore Caparra vini, Scala vigneti e cantina, Senatore vini, Sergio Arcuri, Tenuta del Conte, Tenuta Renda, Tenuta Santoro, Vigneti Ferraro, Vigneti Vumbaca, Zito e la musica di Emilio Spataro con gli strumenti della tradizione, il concerto di Mimmo Epifani con Tonino Carotone e Josè Barros special guest, prima del dj set di Dj Malena che fino a tarda notte hanno permesso alle migliaia di visitatori di ballare e brindare con i vini cirotani. Tante le istituzioni presenti accanto al consorzio nella ultima serata dell’evento: i sindaci di Cirò e Cirò Marina, rispettivamente Mario Sculco e Sergio Ferrari (anche in qualità di presidente della provincia di Crotone), di Melissa Luca Mauro, di Cariati Cataldo Minò, il presidente e il direttore del Gal Kroton, Natale Cervello e Martino Barretta, il presidente dell’enoteca regionale, Gennaro Convertini, e l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo il quale ha sottolineato la soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dal Cirò Classico. Sono qui con una doppia motivazione: la prima augurare buon lavoro al nuovo presidente del consorzio Carlo Siciliani e la seconda, ma altrettanto importante, il riconoscimento con il sigillo comunitario alla DOCG per il rosso classico di Cirò. Due motivi per festeggiare ulteriormente un settore, quello vitivinicolo, che in questi anni qui a Cirò è fortemente cresciuto, perché è stato gestito nella maniera migliore il trapasso generazionale, e con grandi viticoltori produce vino di qualità. La Redazione
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Fèlsina presenta “Il Circolo”: un wine club esclusivo per veri appassionati Arrow Right Top Bg

13 Agosto, 2025

Fèlsina presenta “Il Circolo”: un wine club esclusivo per veri appassionati

Esperienze d’élite, annate storiche, degustazioni e servizi personalizzati per un nuovo modo di vivere la cantina tra Chianti Classico e Colli Senesi. A luglio 2025, Fèlsina, storica realtà di Castelnuovo Berardenga (Siena), inaugura Il Circolo, un wine club esclusivo dedicato a chi condivide la passione per il vino, il territorio e i valori fondanti dell’azienda: autenticità, ricerca, identità. Pensato come “luogo d’incontro fisico e digitale”, Il Circolo si rivolge solo su invito a professionisti, collezionisti, sommelier, ristoratori e fedeli clienti che rappresentano la storia e la community di Fèlsina. Un club senza livelli, solo su invito A differenza di molti club enologici, Il Circolo non prevede iscrizioni pubbliche né livelli a pagamento, ma si struttura come una vera cerchia di intenditori e amici della cantina. La selezione dei membri avviene esclusivamente su invito, rafforzando così il legame personale con chi ha contribuito nel tempo a scrivere la storia di Fèlsina. Vantaggi esclusivi per i membri Degustazione del progetto Materia Prima: l’esplorazione delle dodici identità del Sangiovese in purezza, con cru vinificati separatamente. Annate nuove e storiche: ogni anno vengono inviate le nuove annate di Rancia, Fontalloro, Colonia e delle etichette della Collezione Privata; possibilità di accedere, secondo disponibilità, alla Library delle annate storiche aziendali. Fèlsina Experience gratuita: una volta l’anno ogni membro può vivere in azienda un’esperienza immersiva fra vigne, cantina e territorio. Eventi e concierge dedicato: organizzazione su misura di esperienze riservate e un canale diretto per acquisti, spedizioni, consulenze e suggerimenti per scoprire il meglio della Toscana. Una comunità autentica Giovanni Poggiali Il Circolo vuole essere il ponte tra Fèlsina e chi parla la sua stessa lingua di passione ed eccellenza, per rafforzare il legame personale all’interno di uno spazio esclusivo ma condiviso. L’obiettivo è offrire un accesso privilegiato all’universo Fèlsina, valorizzando la relazione tra la cantina e chi ne abbraccia i valori. Fèlsina: storia, terroir e Sangiovese di pregio Fondata nel 1966 da Domenico e Giuseppe Poggiali, Fèlsina si afferma per la sua vocazione a valorizzare le potenzialità del Sangiovese in una terra di confine, tra Chianti Classico e Colli Senesi. Con la guida di Giovanni Poggiali oggi la cantina — 500 ettari di cui 72 a vigneto biologico — prosegue nella costante ricerca di autenticità, puntando su equilibrio tra natura, tecnica ed esperienza. Vini come Rancia, Fontalloro e Colonia rappresentano oggi delle icone riconosciute a livello internazionale. La Redazione
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Contini 1898. La convivialità in Sardegna Arrow Right Top Bg

13 Agosto, 2025

Contini 1898. La convivialità in Sardegna

  La prima volta che andai negli USA era il 1988. Il matrimonio di mia cugina Patrizia fu la scusa perché mamma e papà caricassero i figli su un aereo diretto a New York. All’epoca era un’altra America e ogni cosa era grande: dalle magliette agli hamburger, dalle strade ai palazzi. Ricordo benissimo e ho i brividi ancora oggi che la mente va a quel momento, quando, uscendo dalla Grand Central Station di New York alzai lo sguardo al cielo vedendo quei palazzi che si perdevano verso l’alto. Non avevo mai visto nulla di simile. Spaventoso e al contempo meraviglioso. Chi li aveva mai visti palazzi così alti? Quando salimmo fino su in cima all’Empire State Building fu un’altra sensazione incredibile. Il grande, la grandezza, spaventa. C’è poco da fare. Quando si è dinanzi a qualcosa che va oltre la nostra portata, le sensazioni sono quasi di scoramento. Una sorta di viaggio verso l’ignoto, di fune della quale non se ne vede la fine. Abituati a ciò che possiamo vedere in ogni sua dimensione, quando c’è qualcosa che va oltre, veniamo assaliti da sensazioni di diffidenza. Nel mondo del vino ci sono una moltitudine di realtà e la bellezza sta proprio in una varietà presente in pochi altri settori: dal piccolo produttore che fa tutto in cantina alla grande azienda che produce milioni di bottiglie.  Spesso però, quando ci si approccia al grande, il pensiero va subito alla bassa qualità, alla mancanza di territorialità, al voler industrializzare qualcosa che è nato come artigianale.  Preconcetti? Verità? Dipende. Come sempre dipende dal tipo di approccio che la stessa azienda vuole impostare.  Nel mio girovagare per il mondo del vino ho francamente incontrato di tutto. Un tutto che ha sempre avuto una ragione di esistenza in un ambiente che necessita di servire una variegatissima tipologia di clientela.  Per capire meglio una grande realtà nel mondo del vino, la Contini 1898 di Cabras, vicino Oristano, ho incontrato Andrea Atzori, l’uomo che segue la parte commerciale dell’azienda. Un ragazzo dinamico e diretto con la chiara inflessione sarda della quale va fiero. Ama il suo lavoro. Ama la sua terra. Con lui parliamo di Sardegna, di vino, di terra, di mare. Una chiacchierata senza un particolare scopo se non quello di conoscere meglio una azienda della quale avevo solo sentito parlare e mai assaggiato i suoi vini. La prima cosa che imparo proprio ascoltando Andrea è che il nome dell’azienda come lo pronuncio, ovvero Contini con l’accento sulla prima i è sbagliato. Andrea mette l’accento sulla o. Non so se la pronuncia sia una questione di inflessione regionale o perché è proprio così il nome dell’azienda. Non glielo chiedo. Mi sembra brutto iniziare una chiacchierata così. Contini in questo momento ha un percepito in Sardegna, che è il mercato che curo, importante. Negli ultimi 25 anni si è rinnovata passando da azienda familiare a industria. È una azienda che da 125 anni e cinque generazioni è di proprietà di una medesima famiglia. Nasce come Vernaccia di Oristano DOC che è uno dei nostri prodotti più pregiati al quale siamo molto affezionati. Poi si è anche adattata alle necessità del mercato. Ha saputo rinnovarsi evolvendosi dalla Vernaccia e dai vini rossi a base Nieddera che troviamo solo nell’oristanese. Negli ultimi 35/40 anni ha affiancato anche Vermentino e Cannonau che hanno permesso di approcciare altri mercati con una gamma di etichette, 22. Abbiamo a catalogo prodotti che possono stare in un importantissimo ristorante stellato come la Vernaccia a lunghissimo invecchiamento ma anche nella trattoria, nel ristorante popolare o nello scaffale di un supermercato. 240 ettari lavorati in diverse tenute per circa due milioni di bottiglie. 22 etichette che spaziano esclusivamente tra vitigni sardi: Vermentino, Nieddera, Vernaccia, Cannonau. Una attenzione alla territorialità: Vernaccia e Nieddera vicino Cabras, nella penisola del Sinis e nella valle del fiume Tirso. Vermentino e Cannonau, per circa 45 ettari, a sud verso Cagliari nel comune di Marrubiu alle pendici del monte Argi, antico vulcano spento dove sorge la tenuta Terre di Ossidiana. Sempre Vermentino e Cannonau, a nord, nella zona di Sennori, nel sassarese.    A Sennori abbiamo una piccola tenuta di Vermentino e Cannonau a conduzione biologica. Da qui arrivano le uve della linea Mamaioa che significa coccinella. Una piccola tenuta in Gallura dalla quale arriva il Vermentino di Gallura. Poi in Barbagia tra Oliena e Mamoiada per il Cannonau riserva.  Diverse tenute, diversi terroir, diverse esposizioni, diversi climi. La forza di un grande gruppo si vede anche in questo. La capacità di diversificare tramite territori diversi. Sempre e comunque con vitigni regionali. Vernaccia e Nieddera come elementi di tradizione e fondamenta dell’intera azienda.  A guardar bene Contini, appare profondamente diversa da altre realtà che spaziano su territori e vitigni con l’unico scopo di aumentare il numero di bottiglie prodotte. In questo caso la gamma si basa solo ed esclusivamente su vitigni locali. Tradizione di una terra. Le interpretazioni certamente diverse e giustamente modernizzate per creare vini che, solo in taluni casi hanno lo scopo di avvicinare le persone a questo mondo.  Facile cadere nel banale quando si parla della produzione di oltre due milioni di bottiglie. Facile pensare che si producano vini che devono necessariamente piacere. Ma non è così per Contini.    Partiamo ad esempio dalla Vernaccia di Oristano DOC, un vino che ha maturato per quattro anni in caratelli di rovere in grado di conferirgli un bouquet pazzesco fatto di fichi secchi, mandorle, zest di arancia, cannella, mela cotta, caramello ma anche tanta freschezza vegetale. È qualcosa che sa principalmente di rotondItà che lo stupendo colore ambrato nel calice supporta una aspettativa dolciastra, quasi mielosa. Invece al palato è secco e così sapido che la bocca si riempia in maniera non stucchevole ma assolutamente appagante. Così appagante che un calice non basta. Si crea facilmente dipendenza per via delle note ossidative che si trasformano in lieve poesia. Tutto meraviglioso e avvincente per chi è abituato a provare tanti vini. Certamente non un vino immediato. La Vernaccia non è infatti un vino per tutti. C’è chi, annusandolo, si aspetta dolcezza e al sorso rimane deluso. Chi invece sperimenta e lo beve per un aperitivo, alla maniera dello Sherry di Jerez o chi osa come me, abbinandolo ad una Cacio&Pepe, scopre un vino decisamente fantastico. La Vernaccia è un vino che non dovrebbe, ragionando per stereotipi, in una grande azienda. Complicato, complesso, dannatamente fuori dal contesto della massa. Eppure è qui in gamma e rappresenta qualcosa che durerà rispetto a qualunque altro vino presente. Dal lato opposto rispetto alla Vernaccia c’è il Karmis, da Vermentino e, comunque, da Vernaccia. Semplice, pulito che già dai primi sentori ammalia. Pesca bianca, melone bianco, un pò di salvia, note floreali e salmastre a spiazzare leggermente. Ma senza eccedere. Poi in bocca parte con una nota morbida, suadente e leggera. Un agrumato avvolgente che grazie alla sapidità non stanca, anzi, invoglia ancora. Un sorso che ne richiama un altro per via di una bocca lasciata sempre magicamente pulita. Un vino che si beve e si beve ancora. Fresco, sapido, avvolgente. Cosa si può voler di meglio per bere in compagnia dinanzi ad un aperitivo o ad un bel pesce? Scorre e scorre a fiumi. Ecco, Karmis è facile ma non per questo meno buono e meno interessante. Per realizzarlo si sente che si sono uniti due vitigni con caratteristiche speculari. Il lavoro in cantina c’è e si sente in ogni sfaccettatura.  Nel mezzo I Giganti Rosa da Cannonau e Nieddera. Due territori diversi e due vinificazioni diverse (acciaio e barrique) che si uniscono. Ne deriva un rosato che ha quel colore buccia di cipolla che è bello e luminoso.  Sentori di mela e pesca granulose rese fresche dagli agrumi. Poi banana, melograno, anguria e erbette di campo e rosa. In bocca è qualcosa di palpabile e vellutato con la banana che diventa quasi gelato. Fresco e sapido, lascia la bocca in uno stato di piacevolezza estrema. Uno di quei vini che non mette d’accordo tutti ma coloro che si ritrovano, non lo mollano più. Quindi I Giganti Bianco, sempre Vernaccia e Vermentino come il Karmis ma con maturazione in tonneaux. Qui c’è intensità, corpo, struttura. Un bouquet olfattivo che oltre a quanto già trovato nel Karmis si arricchisce di piccole spaziature non invasive. Il tonneaux infatti lo ha arrotondato, senza eccedere. Non è legnoso ne forzatamente speziato. Mantiene un giusto equilibrio e la rotondità non prevale. Anche in bocca dove la sapidità marcata gioca un ruolo importante. Pienezza, avvolgenza ma anche tanta verticale sapidità per una persistenza che indubbiamente si allunga. Senza stancare. Ecco dunque un vino importante che non si da tante arie. Da vero sardo, non vuole sembrare aristocratico. Il mare poi, si deve sentire! Poi c’è il rosso, I Giganti Rosso Tharros da uve Nieddera, Caddiu e Bovale surmaturate e vinificate almeno 12 mesi in un misto di tonneaux e barrique. Devo dire un altro vino che non si perde tanto in sfumature stilistiche volte ad avere bouquet complessi e con sentori da decifrare. C’è la marasca, il ribes, la liquirizia e quel meraviglioso balsamico che non ti aspetti da un vino sardo volto ad esaltare fiori rossi e mirto. Le spezie arrivano ma non per esaltarsi quanto per rendere elegante i profumi. L’ematico lo riporta a terra anzi, alla terra. Il colore è un bel granata, segno di un affinamento che c’è stato e ci sarà se mantenuto, anche a lungo, in bottiglia. Al palato è ampio e fine. I tannini? Vellutati come è giusto che sia per un vino che vuole convivialmente farsi piacere rendendolo sinuoso e volitivo. Il tono viene comunque fornito da un discreto vegetale. Rimane a lungo in bocca lasciando quel senso di marasca speziata, quasi amarognola. Convince e convince maggiormente quando lo si abbina bene ad una carne anche in estate (bevuto alla temperatura che dovrebbe ovvero di 14-15°). Smarcato lo stereotipo delle tipologie (ne ho provati solo pochi dei 22) c’è da vincere anche quelli relativi alla bassa qualità che una azienda grande è in grado di offrire.  I vini che ho assaggiato possono essere definiti più o meno facili ma certamente identitari e ben realizzati. La grande attenzione alla qualità che non sempre nei vini artigianali o di piccoli produttori si ritrova qui è palese.  La mia compagna ha una vigna a Mamoiada e produce circa 15 mila bottiglie. Anche in casa c’è uno scontro continuo tra azienda strutturata e piccolo produttore. Pratiche completamente differenti. L’azienda importante può fare qualità e anche altissima qualità facendo economia di scala arrivando ad un prezzo competitivo. Questo non vuol dire rinunciare alla qualità. Abbiamo quattro Vermentini con prezzi diversi da quattro vigne diverse. C’è un modo di fare qualità anche con le grandi aziende. Le piccole aziende hanno un fascino diverso che per una azienda strutturata viene un pò meno. Diciamocelo chiaramente: non sempre il vino del contadino è buono. Aggiungo che anche quando si vuole dire sia genuino, ho qualche dubbio. Alessandro e Mauro Contini   Qualunque vino proveniente da piccole produzioni, è realizzato unicamente secondo  coscienza. Ho conosciuto centinaia di piccoli produttori che tengono al vino come fosse un figlio. Lo curano a partire dall’acino per poi in cantina, coccolarlo fino a quando non è in bottiglia. Alcuni pure da imbottigliato. Ma se si chiede loro quale processo abbiano utilizzato, spesso non si ha una risposta univoca. Dipende è ciò che ci si sente rispondere. Dipende dalle annate. Dipende da cosa ha detto l’enologo. Dipende da cosa mi è venuto in mente. Dipende.  Solo che “dipende” non è un processo. Non c’è un controllo di qualità se non quello dei campioni portati al laboratorio.  Una grande azienda, non si può permeare di non avere un processo, dei protocolli, degli standard di qualità elevatissimi. Il vino non può avere difetti cosa questa che porta la qualità ad un livello superiore. Anche qui, ovviamente, c’è la coscienza. Oltre che la frode in commercio per chi sgarra. Io come azienda ho un percepito importante e non posso pensare che ci sia un difetto. Ho una platea di clienti per i quali non ci può essere un problema di qualità. Quando lavoriamo con la grande distribuzione, come noi lavoriamo in Sardegna, non posso pensare che ci sia un vino con un difetto. Mi sento di garantire che la qualità dei nostri prodotti di fascia medio alta. Questo grazie al nostro enologo Pietro Cella con il quale lavoriamo da circa 25 anni che ci da grande sicurezza. Anche se sei l’azienda che produce due milioni di bottiglie l’anno, nulla puoi fare quando le stagioni non sono delle migliori. Occorre attivare tutti i contatti per trovare le uve per garantire comunque i contratti, ma non tutte le uve sono buone. Si cerca insomma di limitare i danni. È complicato per la necessità di garantire dei volumi. Però abbiamo dei prodotti di eccellenza come il nostro Barrile che non escono in tutte le annate. Le Vernacce più importanti nelle annate particolari, non escono. Andrea è un commerciale nato. Sardo che lavora in Sardegna per una azienda sarda. Quando parla si percepisce come non sia per lui solo un lavoro. Non si tratta solo di essere aziendalisti ma di amare il proprio lavoro, la propria terra, la cultura sarda. È lui il primo a crederci nel progetto. A sposarlo in pieno.  Così, quando gli chiedo quale vini porterebbe al suo matrimonio, lui risponde così   Porterei il Mamoia Bianco e come un rosso sceglierei sempre un Mamoia che fa solo acciaio e lo puoi bere. Come spumante, uno della mia azienda. Quando arriverà il momento mi metterei la casacca di Contini perché in quella occasione avrei voglia di presentare i miei vini. Vado fiero del mio lavoro. In questa riposta c’è Andrea in tutto e per tutto. Non è ancora arrivato il momento di metter su famiglia ma quando sarà, la festa sarà grande e si dovrà bere. Ecco perché sceglie due vini che si possono bere senza avere la presunzione di qualcosa di importante. Verticali e sapidi così da accompagnare i cibi del territorio per una festa che dovrà durare a lungo. Due vini estremamente territoriali, per nulla altezzosi, per nulla iper strutturati. Sardi, come Sardo è lui.  Contini è una azienda sarda che al momento riesce a sviluppare l’80% del fatturato proprio in Sardegna. Ecco perché gli sforzi non possono che essere orientati al resto d’Italia e all’estero. Un riequilibrio necessario per crescere. Anche se poi la Sardegna, in estate, continua ad essere invasa da turisti ululanti che consumano ettolitri di Vermentino e Vernaccia (meno Cannonau e Nieddera). Turisti che adesso trovano anche l’accoglienza in cantina, a Cabras. Negli ultimi cinque sei anni cambiamenti importanti ci sono stati. Ci siamo slegati da una azienda di famiglia. Ora ci approcciamo all’enoturismo con la creazione di locali strutturati ad hoc. Siamo anche molto più strutturati con la comunicazione con Giulia Eremita che si dedica a questo. Per il futuro sono abbastanza fiducioso. L’azienda sta investendo molto ma ci dobbiamo scontrare con le dinamiche di mercato.  Investimenti nell’accoglienza. Investimenti in comunicazione. Investimenti in nuovi prodotti. Una etichetta in piccola tiratura è nata nel 2022. Compoidori. Il capo corsa della giostra del carnevale di Oristano. È una Vernaccia Valle di Tirso igt. Macerazione sulle bucce e sei mesi di affinamento in botti che precedentemente hanno contenuto la Vernaccia di Oristano doc. Non so se è innovativa ma va a ricalcare una Verernaccia giovane alla quale si può dare una nuova vita. Certo che è dura la vita per un commerciale di questi tempi. Tanta concorrenza. Venti di crisi. Minor propensione al consumo di vino. Ma Andrea è un positivo. Ha nel suo caricatore ben 22 cartucce da giocare. Per certi versi un pò troppe. Specialmente quando occorre andare a presentarle. Coprono tante esigenze, è vero. Però sempre complicato. Magari qualcosa la taglierebbe. Per poi pentirsene un attimo dopo. Chi lo sa. Sempre complicato rinunciare a qualcosa.  Io dico che in questo complicato mondo del vino, aziende storiche come la Contini non solo hanno il diritto di esserci ma hanno il preciso dovere di essere promotrici dello sviluppo dei territori. Forza trainante propulsiva da incentivare e preservare. Altro che snobbare. Eppoi, lasciatemi dire in finale che i vini che ho avuto il piacere di assaggiare, lasciano il segno. L’estrema facilità di beva non deve infatti in nessun modo essere scambiata per banalità ma, al contrario, volontà di offrire prodotti in grado di allietare quel momento di convivialità che dovrebbe sempre essere il consumo del vino.   PS Proprio mentre finivo di scrivere questo articolo ho ricevuto da Giulia Eremita il comunicato stampa che informava di come la Contini 1898 fosse stata insignita insignita del prestigioso Premio Eccellenze Italiane 2025, riconoscimento che celebra le storie esemplari del panorama imprenditoriale, culturale e artistico italiano.
Il premio, conferito dal Progetto Eccellenze Italiane fondato dal giornalista Piero Muscari e alla sua nona edizione, riconosce alla cantina di Cabras un percorso imprenditoriale di oltre un secolo caratterizzato da eccellenza qualitativa, passione familiare e profondo legame con il territorio. Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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Guida 2026 (ottava edizione con assaggi nel 2025) Arrow Right Top Bg

12 Agosto, 2025

Guida ai migliori vini della Sardegna 2026 (ottava edizione)

  I numeri parlano, come sempre, chiaro, e sono riassunti voce per voce nella tabella allegata. Ma il primo dato eloquente è che su 305 campioni recensiti per l’Edizione 2026 della Guida on line ai migliori vini della Sardegna, curata da Maurizio Valeriani e Antonio Paolini, i premiati con la Standing Ovation sono 98, praticamente uno su tre. Con tre 100/100, l’inchino alla perfezione (o quel che più umanamente le assomiglia) che la testata giornalisticaVinodabere) non vuol negare (né negarsi) per chi la centra nel momento dell’assaggio a bottiglia anonimizzata. Quest’anno a fare bingo sono due Vermentino, il Ruinas del Fondatore 2022 di Depperu (un recidivo della qualità top), il Gallura Superiore Campianatu 2023 di Tenute Campianatu e un Cannonau di Sardegna, il Perdas Longas 2023 del pur titolatissimo Francesco Cadinu. Il tutto su un plafond di etichette testate di poco superiore alle 700 unità. Chi ricordasse, o avesse sotto gli occhi i totali dello scorso anno, coglierà una differenza significativa: 100 in meno passati in assaggio. Ma la ragione c’è. Ed è dovuta in parti uguali alla difficoltà di un’annata, la 2023, che ha toccato in modo particolare i rossi (e in modo speciale la Barbagia), ma anche alla accresciuta maturità dei produttori. Che hanno fatto i conti a dovere con la necessità di impiegare solo le uve migliori e hanno proporzionalmente ridotto, per un anno, la gamma di etichette. A premiarli e consolarli almeno in parte, il risultato. I 2023 assaggiati sono risultati estremamente convincenti (sono, del resto, due dei tre 100/100); con molti vini definibili per brevità (e in modo forse inappropriato) base che, arricchiti dalla rinuncia a Riserve e/o Ghiradas, hanno centrato esiti, classe e sensazioni di tutto rispetto. Dal punto di vista dei territori, esaminando le sub-regioni dell’Isola, la Gallura ribadisce e rafforza la sua vocazione per il Vermentino (17 Standing Ovation su 35 in Guida) e dimostra di aver trovato anche una via d’interpretazione molto territoriale per il Cannonau (4 Standing Ovation su 10 in Guida). Successo per il Vermentino anche in Romangia (4 Standing Ovation) e nel Coros (3 massimi allori). Pioggia di premi poi per l’ormai consolidata Mamoiada (12 su 21 Cannonau in Guida) che attraverso la scelta di farsi comunità vinicola compie ogni anno passi in avanti col suo Cannonau di montagna e la sempre più sorprendente Granazza. Buone notizie anche da Orgosolo (3 su 4 i premiati con Standing Ovation) e da Oliena (5 su 9) che vede una sorta di rinascita del suo Nepente, emendato sempre di più da vecchie rusticità che lo frenavano. Quanto al Sud Sardegna, la bandiera resta il Carignano, con ben 7 Standing Ovation su 14. E, a dispetto di un evidente ritardo di consapevolezza e relativa comunicazione sulle potenzialità della zona, si copre di gloria anche Mandrolisai (7 premiati su 14), unica sub regione sarda con doc dedicata al proprio territorio. Gli assaggi dei vini ossidativi (Vernaccia di Oristano e Malvasia di Bosa) e dolci dimostrano ancora una volta la grande distonia tra l’elevatissima qualità e le difficoltà commerciali che vivono queste tipologie di prodotti. Che meritano di guadagnarsi paladini e apostoli tra chi ne comprende il valore. Infine: come diceva il grande Totò, è la somma che fa il totale. E il totale che ci pare balzi agli occhi è la crescita d’interesse che il mondo enoico sardo mette a segno ogni anno. E a chi, come Vinodabere, ne è stato testimone e narratore da pioniere, e in tempi non sospetti, il risultato odierno non può che fare immenso piacere. La Squadra Curatori: Maurizio Valeriani e Antonio Paolini. Revisione dei testi a cura di Pino Perrone. Attività di redazione web a cura di Daniele Moroni. I testi che in Guida sono di: Salvatore Del Vasto, Paolo Frugoni, Federico Gabriele, Maurizio Gabriele, Emanuele Giannone, Luca Matarazzo, Daniele Moroni, Gianmarco Nulli Gennari, Antonio Paolini, Pino Perrone, Stefano Puhalovich, Franco Santini, Susanna Schivardi, Gianni Travaglini, Paolo Valentini, Maurizio Valeriani. La Guida è disponibile a questo link: https://vinodabere.it/guida-ai-migliori-vini-della-sardegna-2026-di-vinodabere-la-guida-completa/ Numero totale vini 305 di cui 98 Standing Ovation – di questi 3 con 100/100: • Ruinas del Fondatore 2022 – Depperu  • Vermentino di Gallura Superiore Campianatu 2023 – Tenute Campianatu • Cannonau di Sardegna Perdas Longas 2023 – Francesco Cadinu Le 98 Standing Ovation della Guida ai Migliori Vini della Sardegna 2026 Spumanti • VSQ Metodo Classico Dosaggio Zero s.a. – Surrau 98,5/100 • Metodo Classico Brut 20 esima Cuvée Solais s.a. – Cantina Santadi 98,2/100 Granazza • Bianco Ispavillu 2024 – Cantine di Orgosolo 98,5/100 • Granazza 2024 – Vike Vike 98,3/100 • Bianco Ghirada Cara Mala 2024 – Montisci Vitzizzai Vermentino prodotti in Gallura • Vermentino Ruinas del Fondatore 2022 – Depperu 100/100 • Vermentino di Gallura Superiore Campianatu 2023 – Tenute Campianatu 100/100 • Bianco Ino+ 2023 – Cantina La Sughera 99,8/100 • Vermentino di Gallura Superiore Maìa 2023 –Siddùra 99,7/100 • Vermentino di Gallura Superiore Fiore del Sasso 2023 – La Contralta 99,6/100  • Vermentino di Gallura Malghesi 2022 – Tenute Oskiros 99,5/100 • Vermentino di Gallura Superiore Nozzinnà 2023 – Li Duni99,4/100 •  Vermentino di Gallura Dedicato 2020 – Saraja 99,3/10 • Vermentino di Gallura Superiore 2024 – Jankara 99,2/100 • Vermentino Ruinas 2024 – Depperu 99,1/100 • Vermentino di  Gallura Témpus (macerato) 2023 – Petra Bianca 99/100 • Vermentino di Gallura Superiore Cala Blau 2024 – Tenute Vignola 98,9/100 • Vermentino di Gallura Superiore Kintari 2024 – Saraja 98,8/100 • Vermentino di Gallura Superiore Sciala 2024 – Surrau 98,7/100 • Vermentino di Gallura Vendemmia Tardiva Canayli 2023 – Cantina Gallura 98,6/100 • Vermentino Ino 2024 – Cantina La Sughera 98,5/100 • Vermentino di Gallura Superiore Selenu 2023 – Tenute Gregu98/100 Vermentino prodotti nel resto della Sardegna per territorio Coros • Vermentino di Sardegna Billìa 2024 – Cherchi 98,9/100 • Vermentino di Sardegna Chimera 2024 – Tenute Soletta  98,7/100 • Vermentino di Sardegna Tuvaoes 2023 – Cherchi Nurra/Alghero • Vermentino di Sardegna Sessantaquattro 2024 – Poderi Parpinello 98,5/100 • Vermentino Muttos 2023 – Cantina Grappolo d’Oro 98,4/100 Oristanese • Vermentino di Sardegna Òrriu Veòr 2024 – Quartomoro 99/100 • Vermentino di Sardegna Capo Mannu 2024 – Tenute Evaristiano 98,3/100 Romangia • Sussinku Bianco 2023 – Nuraghe Crabioni 99/100 • Vermentino di Sardegna “Festha Manna 14 agosto” 2023 – Cantina Sorso Sennori  98,5/100 • Vermentino di Sardegna Sa Pontina 2024 – Tenuta Schintu 98,3/100 • Vermentino di Sardegna Sabbia 2024 – Viticoltori Romangia98/100 Sud Sardegna • Vermentino di Sardegna Arvali 2024 – Ferruccio Deiana 98,1/100 Vernaccia Ossidative • Vernaccia di Oristano Riserva 2014 – Fratelli Serra 99,8/100 • Vernaccia di Oristano Riserva Antico Gregori 1991 – Contini 99,6/100 • Vernaccia 2016 – Stefano Pippia 99,4/100 • Vernaccia di Oristano Superiore 2015 – Famiglia Orro 98,5/100 Malvasia di Bosa • Malvasia di Bosa Riserva Emidio 2021 – Emidio Oggianu 99,3/100 Altri Vini Bianchi • Bianco di Orgosa Gramentino 2024 – Cantina Orgosa 99,3/100 • Minneddu Bianco 2024 – Cantina Paddeu 99,2/100 • Bianco Case delle Fate 2023 (da uve Nasco) – Cantina Santadi 98,2/100 Vini Dolci • Bianco Passito Hermes 2024 – Tenute Soletta 99,5/100 • Bianco Passito 2023 – Cantina TraMonti di Antonio Marogna 99,3/100 • Vino Liquoroso Rosso Festa Norìa s.a. – Cantina Santadi 99/100 Vini Rosati • Boeli Rosé 2024 – Cantina Muggittu 99,1/100 • Minneddu Rosato 2024 – Cantina Paddeu 98,6/100 • Rosato Petra Bianca 2023 – Petra Bianca 98,5/100 Bovale • Bovale Binariu 2022 – Su Binariu 98,5/100 • Bovale Bagadìu 2023 – Fradiles 98,3/100 Mandrolisai • Mandrolisai Superiore Angraris 2021 –  Fradiles 99,6/100 • Mandrolisai Rosso Superiore Antiogu 2022 –  Fradiles 99,1/100 • Rosso Ventuno 2023 – Vigne Centro Sardegna 99/100 • Mandrolisai Azzàra Domos de Pedra 2024 –  Fradiles 98,7/100 • Mandrolisai Rosso Tre Buccas 2020 – Su Binariu 98,5/100 • Rosso Kantharu 2022 – Fulghesu Le Vigne 98,3/100 • Mandrolisai Rosso Superiore Krabone 2022 –  Vigne Centro Sardegna 98/100 Monica • Monica di Sardegna Antigua 2024 – Cantina Santadi 98,1/100 Cagnulari • Rosso Sentidu 2022 – Fulghesu Le Vigne 98,7/100 • Cagnulari Pietra 2024 – Viticoltori Romangia 98,5/100 Carignano • Carignano del Sulcis Eclisse 2019 – Cantina Taris  99,6/100 • Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2021 – Cantina Santadi 99,5/100 • Rosso 2021 – La Casa di Sophia 99/100 • Carignano del Sulcis Riserva Bricco delle Piane 2022 – Cantina di Calasetta 98,8/100 • Carignano del Sulcis Riserva Rocca Rubia 2022 – Cantina Santadi 98,5/100 • Carignano del Sulcis 2023 – Carpante 98,3/100 • Carignano del Sulcis Superiore Gavino 2021 – Cantina Mesa 98,1/100 Cannonau per territorio Anglona • Cannonau di Sardegna Riserva Bodale 2021 – Tenute Rossini 99,5/100 Dorgali • Cannonau di Sardegna Ferru 2022 – Cantina Alessandro Bocca 99,5/100 Gallura • Cannonau di Sardegna Porteddu 2023 – Cantina Canu 98,8/100 • Cannonau di Sardegna Nonau 2023 – La Neula  98,5/100 • Cannonau di Sardegna Raighinas 2022 – Tenute Gregu 98,3/100 • Cannonau di Sardegna Èrema 2023 – Siddùra 98/100 Mamoiada • Cannonau di Sardegna Perdas Longas 2023 – Francesco Cadinu100/100 • Cannonau di Sardegna 2022 – Jankara 99,8/100 • Cannonau di Sardegna Riserva Gràssia 2021 – Giuseppe Sedilesu99,7/100 • Cannonau di Sardegna Ghirada Palagorrai 2022 – Cantina Mussennore 99,6/100 • Rosso Ghirada Fittiloghe 2022 – Vike Vike 99,5/100 • Cannonau di Sardegna Riserva Gino Cadinu Martis Sero 2022 – Vignaioli Cadinu 99,4/100 • Rosso Ghirada Garaunele A 2022 – ‘Esole  99,2/100 • Cannonau di Sardegna 2021 – Pub Agricolo di Gungui Dario 99,1/100 • Rosso Dòvaru 2023 – Cantina Dessolis 98,8/100 • Cannonau di Sardegna Riserva Ballu Tundu 2021 – Giuseppe Sedilesu 98,5/100 • Cannonau di Sardegna Carasole 2023 – Carasole 98,3/100 • Cannonau di Sardegna Zibbo 2022 – Cantina Marco Canneddu98/100 Ogliastra • Cannonau di Sardegna Naniha 2023 – Tenute Perda Rubia98,1/100 Oliena • Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena S’Incontru 2022- Cantina Vignaioli Oliena 99/100 • Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Vosté 2023 – Iolei  Nois 98,7/100 • Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Galu 2023 – Agricola Salis 98,5/100 • Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena ZioBi 2022 – Cantina Biscu 98,3/100 • Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Pupusu 2022 – Cantina Ruju Sardu 98,1/100 Orgosolo • Cannonau di Sardegna Urùlu 2022 – Cantine di Orgosolo 98,8/100 • Cannonau di Sardegna Riserva Tziu Ziliu 2021 – Cantina Orgosa98,6/100 • Cannonau di Sardegna 2023 –Cantina Orgosa 98,1/100 Oristanese • Cannonau di Sardegna Básca 2023 – Pedra Niedda Tenute 99,7/100 Romangia • Cannonau di Sardegna Sa Pontina 2023 –Tenuta Schintu 98,5/100 Sud Sardegna • Cannonau di Sardegna Sileno 2023 – Ferruccio Deiana 98/100 Altri Territori • Cannonau di Sardegna 2022 – Polinas 98,8/100   La Redazione
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