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22 Maggio, 2025

Azienda Agricola Pighin: i pionieri del vino friulano nel mondo

Deriva dal friulano “soreli” il nome del vino della storica Azienda Pighin che, oltre al nome, porta il “sole” del collio in bottiglia.   Nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, terra di tradizioni vinicole secolari, la storica azienda agricola Pighin continua a scrivere la sua storia di eccellenza e passione. Fondata nel 1963, la cantina si distingue per il perfetto equilibrio tra territorio, tradizione e lungimiranza, elementi che oggi trovano espressione in uno dei suoi vini più rappresentativi: il Soreli Bianco Collio DOC. L’azienda agricola è un’eredità famigliare fondata sulla qualità e il rispetto per l’ambiente: da generazioni, la famiglia Pighin si dedica con cura alla coltivazione dei suoi vigneti, che si estendono su due prestigiosi terroir: il Friuli Grave e il Collio. Con 160 ettari a Risano e 30 ettari a Capriva, l’azienda opera in due cantine autonome, immerse in paesaggi vitivinicoli tra i più vocati d’Italia. La filosofia di Pighin si basa su un’attenzione meticolosa ai vigneti e alla sostenibilità, un binomio che guida ogni fase del processo produttivo. La gestione diretta dei vigneti di proprietà permette un controllo totale sulla filiera produttiva, dalla vigna alla bottiglia, consentendo di ottenere un prodotto che riflette fedelmente il carattere del territorio. Non manca l’innovazione: negli ultimi anni, l’azienda ha avviato importanti investimenti volti al rinnovamento dei vigneti, con una particolare attenzione alle uve autoctone come Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia Istriana, oltre al Sauvignon e il Pinot Grigio. Fondamentale è da sempre anche l’approccio rigoroso alla selezione clonale delle barbatelle, provenienti dai vivai di Rauscedo. La tecnica di allevamento Guyot, con una densità d’impianto che varia dai 4000 ceppi/ha a Risano (Friuli Grave) ai 6000 ceppi/ha a Capriva (Collio), testimonia, infine, la ricerca continua della massima espressione qualitativa. Soreli Bianco Collio DOC riflette anni di tradizione, ricerca e rispetto per le origini. Non un semplice vino, ma il racconto di un savoir-faire tramandato con passione dalla famiglia Pighin, che ad ogni vendemmia rinnova il proprio impegno nel preservare la bellezza autentica del Collio. Nei luoghi di Spessa di Capriva, tra i 150 e i 180 metri s.l.m., su dolci pendii dalla parvenza anfiteartrale esposti a sud-ovest, si sviluppa il vigneto che dà vita al Soreli Bianco Collio DOC, espressione pura del terroir. L’uvaggio è un omaggio alla tradizione, un elegante equilibrio tra Friulano, Ribolla Gialla e Malvasia, varietà autoctone che qui trovano la loro massima espressione. La vinificazione è un processo che esalta le caratteristiche del vino: le uve vengono criomacerate in un vinificatore Ganimede per circa un giorno.  Dopo la pigiatura soffice sottovuoto, una parte delle uve fermenta in vasche inox termocondizionate e l’altra tonneaux di rovere naturale e barrique di rovere leggermente tostato di Slavonia, conferendo a questo vino profondità e complessità aromatica. Infine, la lisi sui lieviti fecce fini per acquisire ulteriore complessità, struttura, eleganza e una complessa identità sensoriale. Soreli Bianco Collio DOC si svela nel calice con un giallo paglierino intenso, attraversato da bagliori luminosi che catturano l’occhio e anticipano l’eleganza del sorso. È un invito alla scoperta, un preludio dorato che lascia presagire profondità e carattere. Al naso, il vino si apre in un bouquet intrigante e raffinato, dove le note fruttate di albicocca, cera d’api, buccia d’ arancio candita si intrecciano con quelle floreali di acacia, zagara e camomilla e una gradevole balsamicità finale di menta selvatica. È un’armonia che danza tra freschezza e dolcezza, evocando immagini di frutteti in fiore e brezze profumate che attraversano le colline del Collio. Al palato, Soreli si rivela in tutta la sua freschezza e struttura, con un equilibrio impeccabile tra morbidezza e vivacità. La persistenza aromatica è lunga, raffinata, e lascia spazio a una bilanciata sapidità, che ne esalta la profondità senza mai perdere eleganza. Un vino che accompagna i momenti di convivialità, ma che sa anche regalare un’esperienza intensa a chi desidera esplorarne ogni sfumatura. BREVE COMPANY PROFILE Le tenute che ne fanno parte sono parte integranti di due grandissimi terroir D.O.C., su cui si estendono rispettivamente, a Risano, per 160 ettari e, a Capriva, per 30 ettari di vigneti in zone vinicole tra le più vocate d’Italia. Si tratta di due cantine autonome con splendidi vigneti siti nelle zone Friuli Grave D.O.C. e nel Collio in quella che si può senz’altro definire la più bella e soleggiata collina di questa eccellente zona di produzione. L’anfiteatro naturale di Spessa di Capriva con i suoi terreni eocenici marnosi e i terreni di ciottoli e limo di Risano offrono nel primo caso vini bianchi consistenti, minerali e di grande eleganza mentre nelle Friuli Grave i vini vantano freschezza fruttata e immediatezza aromatica al palato. Sin a partire dal 1963, la famiglia Pighin coltiva le sue vigne con passione e dedizione, con l’obiettivo di produrre “ciel permettendo” la massima qualità delle uve nei vigneti di proprietà che sono la base di partenza per l‘ottenimento di vini pregiati, forti del fatto che l’azienda investe nella sostenibilità ambientale e un rigoroso controllo dell’intera filiera produttiva a garanzia del prodotto e del consumatore. www.pighin.com https://www.instagram.com/pighinwines/ La Redazione
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22 Maggio, 2025

VINIAMO 2025

IL COSA E IL DOVE Il 4 e 5 Maggio scorsi, negli ampi spazi dell’Hotel COLOMBO di Roma, Stefano Minelli (www.minelliwineevents.it) ha organizzato, con la collaborazione di WINE TALES MAGAZINE come media partner, l’Edizione 2025 di VINIAMO, manifestazione che mettendo insieme Cultura, gusto e piacere si propone di avvicinare in maniera consapevole un pubblico sempre più vasto. Una due giorni (il secondo dedicato principalmente alla stampa e agli operatori del settore) davvero intensa che ai banchi d’assaggio ha affiancato anche due masterclass dedicate alla Borgogna e alla Loira condotte da Armando Castagno. Mi piace poi qui sottolineare la presenza di una navetta che consentiva di raggiungere la manifestazione e tornare a casa “in completa sicurezza”, un’attenzione in più di cui non posso che rendere merito a Stefano. GLI ASSAGGI Tanta carne al fuoco e poco tempo a disposizione, questa la situazione in cui mi trovavo, di conseguenza ho fatto di necessità virtù e, salutati velocemente i Produttori che già conoscevo da tempo, mi sono dedicato alle novità seguendo come al solito le leggi dell’improvvisazione. Una cinquantina gli assaggi che sono riuscito a fare e una dozzina le etichette che potrete trovare nella mia personalissima lista di suggerimenti. Nessun “novantapunti” questa volta, anche se un paio di vini li hanno sfiorati, ma questo poco importa, la qualità era tanta e il Territorio raccontato con dovizia di particolari. Voi dategli una letta e, come sempre, criticate, suggerite e…condividete. – EMILIA IGT LAMBRUSCO METODO ANCESTRALE “SPETTINATO”, CANTINA MESSORI (EMILIA ROMAGNA): di CANTINA MESSORI potrei raccontarVi di “RIBELLE”, Pignoletto Spumante con una verve scapigliata che lascia dimentichi di una bolla un pochino troppo esuberante, profumato, minerale, che fa arricciare le labbra a colpi di agrume e mela verde. Oppure di “GASATO” un Salamino che scorrazza senza casco in sella alla sua lambretta insieme alla sua lei che, sul sellino dietro addomestica una gonna preda della velocità e del vento, bello a vedersi, profumato, buono da bere. Vi dico invece di “SPETTINATO”, che nel nome richiama gli altri due e che è stato l’ultimo che ho assaggiato, come fosse un “ritardatario” che non ha fatto in tempo a darsi una rassettata. Racconta come un fiume in piena di susina, viola e mandorla e ha un sorso che non vede l’ora di comunicare sostanza (anche senza agitare la bottiglia). Succoso a dir poco, con una leggera nota tannica e dare ritmo a una beva tesa e rinfrescante e con un finale piacevolissimo che lascia un ché di piccante sulle labbra, quasi fosse un bacio rubato all’amante. 86+/7 Punti. – MARCHE IGT BIANCO “VIRGO” 2020, TENUTE URANI (MARCHE): quel tizio che sembra aspettarmi con il calice in mano l’avevo già incontrato ma io, che non sono fisionomista, non l’ho riconosciuto, fors’anche perché sotto le mentite spoglie di un vino che sembra aver tutt’altra personalità. Certo lo Chardonnay gli fa gonfiare il petto di boria a suon di frutta gialla matura e afflati d’acacia ma, la Malvasia gli fa abbassare la cresta a suon di freschezze di erbe aromatiche e cespugli di macchia mediterranea piegati dal vento e tiene a bada anche l’ondeggiare delle messi mature apportato dal Trebbiano. Il sorso è più salmastro che minerale, decisamente coerente, intriga, coinvolge e…Vi atterra con un finale di zafferano assurdo! Appena meno di 90 Punti, ma appenappena (90-). – MARCHE BIANCO IGT “ECLÉ” 2021, TENUTE URANI (MARCHE): Biancame e Chardonnay (60% 1l primo) da tonneau e anfora per un naso che è speziatura di vaniglia e sfrucugli di pepe bianco accarezzati da succosa frutta matura e brezze balsamiche. Davvero notevole l’equilibrio tra la morbidezza e l’impalcato fresco-sapido con un finale lungolungo davvero pregevole. Inizialmente m’era parso anche migliore del precedente ma gli manca il “WOW”. Bel vino. 88++ Punti. – MARCHE IGT ROSSO “STREGO” 2022, TENUTE URANI (MARCHE): sarà forse per l’incatensimo che questo vino lancia che, guardando l’etichetta, ho un flash di Valtellina! Scuoto il capo e cerco di riprendermi almeno quel tanto che mi consenta di capire che è Sangiovese e non Nebbiolo. Affatto vergognoso degli spigoli sciorina erbe aromatiche, chiodi di garofano, china e un appena gentile di viole a spaccare la mineralità pietrosa prima di distendersi sui toni di una frutta rossa segnata dalle selvatiche marasche. Il sorso ne dimostra vieppiù il bel caratterino evidenziando, tra tannini mai domi e freschezze, le note green del vitigno. Un vino da druidi. 88 Punti con due ++ extra per la piacevolezza. – BARBARESCO DOCG 2022, PERTINACE (PIEMONTE): summa delle produzioni dei 20 soci della cooperativa che regala un Barbaresco veloce ma affatto banale. Peposo, fresco di sottobosco, macchia mediterranea, piccoli frutti rossi e balsamicità di tè. Sorso scorrevole ma determinato, di bell’equilibrio e con un allungo di sabbiosa mineralità supportato da ritorni di piccante peposità. 86++ Punti (ma forse di più). – BARBARESCO DOCG “MARCARINI” 2021, PERTINACE (PIEMONTE): propone da subito una ciotola colma di pot pourrì di fiori secchi e poi, in rapida ma definita sequenza, balsamicità boschive, mallo di noce, melagrana, visciole appena virate a rosso e misteri d’oriente. Sorso di voluttuosa sostanza e birbante dinamicità tenuta per mano da tannini di vispa educazione. Chiude lungo e succoso su sottolineature di territoriale mineralità. 88- Punti. – PUGLIA IGT MALBECH “ELOQUIO” 2023, MARIA FARETRA (PUGLIA): dopo le etichette “strappate”, soprattutto quella di “SONTUOSA” cui manca la parola, arriva un vino che sembra voler raccontare sottovoce una Puglia troppo spesso urlata. Un Malbech che arrossisce quando presenta quei suoi intrichi di rabarbaro che ravvivano la ciccia della ciliegia, della prugna… In bocca è fresco anche nella sua forse un po’ troppo affettata importanza, e quei suoi educati tannini uniti alla piacevole lunghezza suggeriscono di sedersi a tavola e darsi da fare. 87— Punti. p.s. se sul vino c’è ancora da lavorare, il packaging è davvero d’acchiappo e, considerato il progetto in corso d’opera di un Metodo Classico, lo arricchirei con uno “strappo” sulle orecchie. – TERRE SICILIANE IGP ROSSO “ARTEMISIO” 2023, CANTINE LIPARI (SICILIA): inizialmente fumoso e selvatico, si distende poi su note di prugna, visciole e amarene. Ci pensano balsamicità mentolate e sensazioni di anice e china a ravvivare un olfatto che chiude su sensazioni di cuoio introducendo un sorso dinamico come i cacciatori protetti da Artemide, fresco, di sapidità minerale e marina al contempo, lungo e davvero piacevole. Non 90 Punti ma quasi (diciamo 90–). – MAMERTINO DOC ROSSO 2023, CANTINE LIPARI (SICILIA): unico figlio del legno racconta, del castagno che l’ha contenuto, la selvaticità silvestre del territorio. Liquirizia e caffè si fanno strada tra mineralità ferrose e succosità di bergamotto mentre, sullo sfondo, si intravedono guizzi d’acciuga e pomodori secchi. Sorso agile, di discola astringenza, regolato dal dualismo tannino-agrume, piacevole e coinvolgente. 88+ Punti. – TERRE SICILIANE IGT “DRÓMOS TRECENTO” 2022, CANTINE LIPARI (SICILIA): come in un film: 300 piante di Nocera coltivate a 300m/slm per 300 bottiglie di un vino il cui nome viene naturale pronunciare con l’accento dell’isola. Da subito erbaceo s’arricchisce via via di sensazioni astringenti di frutta rossa, terra bagnata e grafite prima di lasciare che Vi perdiate tra noce moscata, china, polvere di liquirizia e macchia mediterranea. Sorso caldo, segnato da tannini che, protagonisti, ci lasciano quasi dimentichi della freschezza, e da una chiusura di sapidità disarmante. 88- Punti. – MAMERTINO DOC ROSSO 2017 RISERVA, VIGNA NICA (SICILIA): una vigna “NICA” (piccola) di Nerello Mascalese, Nero d’Avola e Nocera che regala però sensazioni decisamente più grandi. I piccoli frutti di rovo (spine comprese) sposano la confettura di ciliegie e le prugna mentre macchia mediterranea e sfumature balsamiche lasciano che lo sguardo si allunghi fino alle Eolie. In bocca è calore e morbidezza, un abbraccio snello con tanniche pacche su quelle spalle fresco-sapide che sorreggono il sorso fino alla fine. 88 Punti (con forse un -). – TOSCANA IGT BIANCO “XENOI” 2023, PODERE EMA (TOSCANA): Petit Manseng, Viognier, Chardonnay…”migranti” in terra di Toscana che contribuiscono ciascuno per la propria parte (mineralità, freschezza, sostanza) ma che sembrano dover ancora accordare bene il trio d’archi. Trovate in successione dolcezze d’acacia, vegetalità di mughetto, freschezze di lavanda e tanta frutta (compresa quella tropicale). Il sorso Vi lascia dimentichi degli accordi imprecisi e lascia che ne apprezziate la sostanza supportati dalla viva freschezza e dalla bischera, salina mineralità. Davvero figo (con un piccolo “ma”). 87+ Punti. – TOSCANA IGT FOGLIATONDA 2020, PODERE EMA (TOSCANA): naso morbido ma non “morbidone”, che dimostra gioventù e cioccolatosa dolcezza ben contrastata da freschezze di macchia mediterranea, arancia e soffiate balsamicità. La dolcezza di fondo, quella della frutta e delle spezie, invita a un sorso che lascia che ritroviate queste e sottolineiate quella liquirizia che, al naso era lontana sensazione. Chiude peposo lasciandoVi pensare al cerchio che, un vino nato nell’argilla e elevato nella stessa, chiude attorno a sé. 87+/8- Punti. – TOSCANA IGT ROSSO “NOCCHINO” 2018, PODERE EMA (TOSCANA): Sangiovese, Fogliatonda, Colorino, botte grande, terracotta, acciaio, il cemento a fare da legante. Un olfatto teso, indeciso se dire di ciliegiose maturità o lasciar vagare lo sguardo rovistando una presa di tabacco dalla sacca di pelle. Introduce il sorso una sensazione di radice nodosa, profonda; un sorso ben vivo da freschezza e tannini e dall’allungo sapido e segnato da ritorni di pepe e liquirizia. Ispira bicchieri piccoli, gomiti poggiati sulle ginocchia e sguardi da “a me gli occhi”. 87 Punti. E QUINDI? E quindi niente. È arrivato il momento di ringraziare tutti: Stefano Minelli per avermi ospitato e i produttori per avermi sopportato (anche Voi che avete avuto la pazienza di leggermi fino a qui). È stata una bella manifestazione di cui io metto sin da ora in agenda l’Edizione 2026 che spero ancora più ricca     Roberto Alloi VINODENTRO  
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21 Maggio, 2025

Torna a Sestri Levante Mare&Mosto, vino e olio ligure

  Domenica 25 e lunedi 26 magio, all’ex Convento dell’Annunziata la X edizione della due giorni di degustazioni, tavole rotonde, workshop e show cooking dedicati agli appassionati e agli addetti al settore, con la finale del Miglior Sommelier di Liguria 2025.   Domenica 25 e lunedì 26 maggio 2025 torna all’Ex Convento dell’Annunziata nella Baia del Silenzio di Sestri Levante Mare&Mosto – Le Vigne Sospese, la manifestazione organizzata da Ais Liguria – Associazione Italiana Sommelier dedicata al vino, all’olio e ai sapori del territorio ligure. L’evento è realizzato in collaborazione con Regione Liguria e Comune di Sestri Levante. Il programma della manifestazione, giunta al prestigioso traguardo della decima edizione, propone due giorni interamente dedicati ai vini e agli oli liguri, con circa 80 produttori a rappresentare le otto denominazioni regionali (Rossese di Dolceacqua, Ormeasco di Pornassio, Riviera Ligure di Ponente, Valpolcevera, Golfo del Tigullio-Portofino, Colline di Levanto, Cinque Terre e Colli di Luni), insieme a una significativa presenza di produttori di olio extravergine di oliva, noti per la loro produzione di Olio Dop Riviera Ligure. L’evento è arricchito da un’ampia zona food affacciata sul mare che offre ai visitatori preparazioni gastronomiche tipiche liguri, da abbinare piacevolmente con i vini delle aziende presenti.. Alessandro Piana, vicepresidente e assessore all’Agricoltura di Regione Liguria Mare&Mosto è ormai un punto fermo per il mondo del vino e dell’olio ligure, un’occasione straordinaria per far conoscere il valore delle nostre filiere produttive e il legame profondo tra territorio, paesaggio e cultura agroalimentare. La Regione è al fianco di chi lavora ogni giorno per custodire e innovare queste eccellenze: per la viticoltura abbiamo attivato bandi OCM Vino per investimenti in cantina, ristrutturazione dei vigneti e lotta alla Flavescenza dorata, con contributi fino al 50%. Per l’olivicoltura abbiamo introdotto risorse per 20 milioni di euro con bandi ambientali, monitoraggio fitosanitario, e nuove misure dedicate all’innovazione. Attendiamo con fiducia anche il riconoscimento IGP per l’Oliva Taggiasca in salamoia, un traguardo strategico per la valorizzazione internazionale del nostro patrimonio agricolo. Ringrazio AIS Liguria, il suo presidente Marco Rezzano, i produttori e tutti gli attori coinvolti per aver reso ancora una volta Mare&Mosto una vetrina d’eccellenza e una grande occasione di crescita per il comparto. Marco Rezzano, presidente di Ais Liguria e organizzatore dell’evento Siamo arrivati alla decima edizione di Mare&Mosto. Una manifestazione che negli anni è cresciuta fino a diventare un vero punto di riferimento per gli amanti del vino e per gli operatori del settore. Per celebrare al meglio questo importante anniversario, abbiamo ampliato il programma dei due giorni, unendo alla parte già consolidata di degustazione e approfondimento anche delle novità come workshop, show cooking e uno spettacolo. Siamo orgogliosi di ospitare anche quest’anno il concorso regionale dedicato ai migliori oli certificati a marchio Dop della Liguria e la finale del concorso Miglior Sommelier di Liguria. Ringraziamo i tanti produttori che anche quest’anno impreziosiranno l’evento con i loro eccezionali vini, oli e prodotti del territorio ligure, le istituzioni, i partner e gli sponsor che hanno permesso la realizzazione di questa importante edizione.   L’ampio programma di Mare&Mosto 2025 è ricco di eventi che celebrano le eccellenze enogastronomiche della regione, un’occasione unica per gli amanti del vino e dell’olio liguri. Dalla terza edizione del Concorso Regionale Selezione Ais Eccellenze Olearie Dop Riviera Ligure, la cui finale si svolge nella giornata di domenica, alle tavole rotonde, ai workshop e alle degustazioni pubbliche delle due giornate, fino alla tradizionale finale del Concorso Miglior Sommelier di Liguria 2025 di lunedì, che chiude in bellezza i due giorni di manifestazione. Come in ogni edizione, all’interno dell’ex Convento è presente una realtà extra regionale, che quest’anno è rappresentata dal distretto “Bio in Tour”, presente a Mare&Mosto 2025 con produttori, workshop e laboratori. Un progetto nato nel 2023 con l’obiettivo di rappresentare i Distretti Biologici riconosciuti e promuovere azioni condivise per la promozione del bio e delle buone pratiche in agricoltura. Mare&Mosto 2025 si apre con un’anteprima in programma mercoledì 21 maggio alle ore 10.15 all’Aula Magna dell’Istituto Natta Deambrosis di Sestri Levante dedicata al tema del bere consapevole tra i più giovani. L’incontro, riservato agli studenti e alle studentesse, ha l’obiettivo di prevenire l’abuso di alcool tra gli adolescenti attraverso la promozione e la diffusione di una corretta e sana cultura del vino, del bere consapevole e dell’arte del degustare. L’Assessore a Scuola e Politiche Giovanili di Regione Liguria Simona Ferro Ringrazio l’Associazione Italiana Sommelier Liguria e la manifestazione Mare Mosto Le Vigne Sospese perché da tempo impegnati nella promozione e realizzazione di eventi rivolti ai giovani facendo passare il messaggio che bisogna bere nella maniera giusta e nella giusta quantità è importante far nascere e crescere nei giovani una cultura delle bevande alcoliche legata ad uno stile di vita sano e corretto e a valori positivi di socialità e convivialità, a partire dall’educazione familiare.     Il programma di domenica 25 maggio La prima giornata di domenica 25 maggio, come sempre, è dedicata al pubblico di appassionati e “wine lovers”. Mare&Mosto si apre con i saluti inaugurali del sindaco di Sestri Levante Francesco Solinas, del presidente di Ais Liguria Marco Rezzano, del vicepresidente di Regione Liguria e assessore all’Agricoltura Alessandro Piana e dell’assessore al Turismo Luca Lombardi. A seguire, alle ore 10 è in programma la tavola rotonda su “Territorio, Cultura, Turismo e Sostenibilità”, in cui intervengono gli assessori regionali Piana e Lombardi e, sul tema “La Commissione europea e il sostegno al settore vitivinicolo e olivicolo” il responsabile comunicazione rappresentanza in Italia della Commissione europea Massimo Pronio. Al termine della tavola rotonda, alle ore 11.30, viene premiato il vincitore del Concorso Regionale Selezione Ais Eccellenze Olearie Dop Riviera Ligure, giunto alla terza edizione. Dalle ore 12 in poi si entra nel vivo della manifestazione con l’apertura della sala principale dell’Ex Convento dell’Annunziata per l’incontro con gli oltre 80 produttori presenti e la degustazione di vino e olio, oltre all’area food con le più succulente offerte gastronomiche liguri proposte da Pastificio Dasso, Norcineria Armando, U Bagnun, La Sciamadda dei Vinacceri e Gelato 100% Naturale. Novità della decima edizione di Mare&Mosto i workshop e gli show cooking dedicati ad alcuni prodotti di eccellenza del territorio: sia nella giornata di domenica sia in quella di lunedì, i visitatori potranno cimentarsi nella preparazione delle trofie e del pesto al mortaio in collaborazione con  Pastificio Novella e avranno l’occasione di osservare da vicino tutti i passaggi della realizzazione della celebre focaccia ligure con lo show cooking del panificatore Ezio Rocchi, in collaborazione con TecnoClinic. Gli incontri proseguono nel pomeriggio alla scoperta delle eccellenze vitivinicole di tutto il territorio ligure: alle ore 14 è in programma la masterclass “I Rossi doc e igt del Ponente Ligure”, a cura di Vite in Riviera e condotta da Jacopo Fanciulli e Marco Rezzano, mentre alle ore 15 “Il levante ligure e le sue sapidità, dalle sabbie agli scogli”, tenuta da Marco Rezzano e Giorgio Baccigalupi. Alle ore 17 il presidente di Ais Liguria insieme ad Augusto Manfredi tengono la conferenza “Espressioni della provincia di Imperia”, con la partecipazione di alcuni produttori dell’Associazione viticoltori della provincia di Imperia. Chiude la prima giornata di Mare&Mosto, alle ore 19, lo spettacolo “Storie di uomini e vini”, cooproduzione del Teatro Nazionale Genova di e con Pino Petruzzelli, un affresco della storia d’Italia vista attraverso gli occhi di chi lavora la terra, con l’accompagnamento musicale del violino di Eliano Calamaro.   Il programma di lunedì 26 maggio La giornata di lunedì 26 maggio, dedicata a un pubblico di settore e di addetti ai lavori, si apre alle ore 10 con la masterclass sul tema della sostenibilità dal titolo “800 milioni di cellule per il vostro vino, quale miglior sicurezza?”, condotta da Daniele Stangherlin e Stefano Zaninotto. Alle ore 12 si riaprono le porte dei banchi di assaggio vino, olio e food e ritorna l’appuntamento con i workshop sulla preparazione delle trofie e del pesto al mortaio con l’esperto Maurizio Valle, sempre in collaborazione con Pastificio Novella, e lo show cooking di Ezio Rocchi “Te la do io la focaccia”, sempre con il supporto di TecnoClinic. Alle ore 14 è in programma la masterclass “Viaggio nella Sardegna Bio” a cura del Distretto Regionale Biologico Sardegna Bio, ospite extra regionale della decima edizione di Mare&Mosto, condotta da Andrea Campurra, Mario Bonamici e Angelo Concas. La giornata di lunedì 26 maggio culmina, alle ore 15.30, con la finale pubblica del Concorso Miglior Sommelier di Liguria 2025, un appuntamento fisso che da anni rappresenta la ciliegina sulla torta del programma di Mare&Mosto. Il vincitore, proclamato alle ore 17.30 Miglior Sommelier di Liguria 2025, potrà accedere alle semifinali nazionali per il Miglior Sommelier d’Italia. Mare&Mosto 2025 ha il patrocinio di Commissione Europea, Masaf – Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Camera di Commercio Genova, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Città del Vino, Fepag – Federazione dei pubblici esercizi genovesi, Confcommercio Genova, Solidus, Distretto Florovivaistico della Liguria, Enoteca Regionale della Liguria, Olio Dop Riviera Ligure e Basilico Genovese Dop. L’evento è realizzato grazie al supporto di Bormioli Rocco, Pastificio Novella, Accessori da Vino, TecnoClinic, Acqua Calizzano e Piavettini. Mare&Mosto 2025 è realizzato con la partecipazione di Mediaterraneo, Amorim Cork Italia, Bio in Tour, Distretto Sardegna Bio, Accademia del Turismo, Olio Officina. I media partner sono Rai Liguria e Il Secolo XIX. Info utili L’evento si svolge all’Ex Convento Annunziata a Sestri Levante, facilmente raggiungibile in auto o in treno. Il programma completo, tutte le informazioni e le prevendite per le due giornate sono disponibili sul sito www.maremosto.it. Per chi acquista online, entro le ore 20 del 23 maggio 2025, l’ingresso alla sala principale con assaggi di vino, olio e food costa 30,00 € (Soci Onav, Fisar e Associazioni aderenti a Solidus 25,00 €; soci Ais e ristoratori 20,00 €). Nel prezzo del biglietto sono compresi ingresso, calice, tracolla e libretto degli espositori con penna. Con la partecipazione di Accessoridavino sarà possibile incidere un nome o una piccola frase, direttamente sul calice dell’evento, per creare un ricordo della giornata. In attesa della decima edizione di Mare&Mosto è in programma l’iniziativa collaterale “Calici in Baia”, che vede il coinvolgimento di enoteche e ristoranti di Sestri Levante fino a lunedì 26 maggio nella preparazione di menù, aperitivi e abbinamenti gastronomici con vini liguri, valorizzando al contempo olio dop e basilico nei loro menù. L’elenco completo dei locali aderenti è consultabile sul sito www.maremosto.it. La Redazione
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Cantine Aperte a Vistorta Arrow Right Top Bg

21 Maggio, 2025

Cantine Aperte a Vistorta

  Sabato 24 e domenica 25 maggio la tenuta di Sacile apre le porte a degustazioni, passeggiate nel parco ottocentesco e laboratori dedicati alla coltivazione delle orchidee.   Sabato dalle 19.00 alle 21.00 speciale appuntamento con l’Aperitivo in Cantina Sabato 24 e domenica 25 maggio 2024, la tenuta Vistorta di Sacile (PN) apre le sue porte per l’atteso appuntamento di Cantine Aperte, evento organizzato dal Movimento Turismo del Vino FVG che ogni anno attira wine lovers e visitatori, desiderosi di esplorare le radici del territorio attraverso visite guidate e degustazioni. Il fine settimana sarà così un’occasione unica per scoprire l’anima vinicola di Vistorta, immersa in un contesto naturalistico e architettonico d’eccellenza. Il programma si snoda per l’intero weekend, dalle 10.00 alle 18.00, con degustazioni dei vini prodotti dall’azienda, passeggiate guidate nel suggestivo parco ottocentesco con partenze ogni ora, e laboratori dedicati alla coltivazione delle orchidee, che si terranno sabato alle 15.00 e domenica alle 10.00. Ma il momento clou sarà l’Aperitivo in Cantina, in programma sabato 24 maggio dalle 19.00 alle 21.00, un’esperienza da non perdere per chi vuole vivere la tenuta in un’atmosfera più intima e conviviale. Gli ospiti potranno gustare una raffinata selezione di etichette Vistorta accompagnata da proposte gastronomiche del territorio, pensate per esaltare il legame tra il vino e il suo territorio. Tra i vini più rappresentativi di Vistorta spicca il Merlot Vistorta, fiore all’occhiello della produzione, un rosso elegante e longevo che incarna l’anima del territorio friulano e gli studi di Brandino Brandolini d’Adda e dell’enologo Alec Ongaro su questo vitigno. Accanto a lui, il binomio Bianca e Brando, due vini da monovitigno (rispettivamente 100% friulano e 100% merlot) che vengono prodotti con tecniche tradizionali come la prolungata macerazione sulle bucce, le follature manuali, le fermentazioni spontanee in botti aperte. Cantine Aperte a Vistorta offre l’occasione di entrare in quello che è uno dei luoghi più suggestivi del Friuli Venezia Giulia. Nel cuore del borgo di Vistorta, a Sacile (PN), sorge la storica villa in stile neoclassico completata nel 1872, circondata da un parco di sette ettari progettato negli anni Sessanta dal celebre paesaggista inglese Russell Page. Appartenente alla famiglia Brandolini d’Adda fin dal 1780, la tenuta è un esempio virtuoso di viticoltura biologica e cura del paesaggio. Il parco, popolato da alberi monumentali e attraversato da eleganti specchi d’acqua, fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani. Un luogo dove il fascino della storia, la quiete della natura e la tradizione agricola convivono in perfetto equilibrio, rendendolo una vera perla del territorio.   Info e prenotazione obbligatoria a vistorta@vistorta.it e 0434 71135  
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Giulio Cocchi al Roma Bar Show 2025 Arrow Right Top Bg

21 Maggio, 2025

Giulio Cocchi al Roma Bar Show 2025

  Cocchi torna al Roma Bar Show 2025, che si terrà al Palazzo dei Congressi il 26 e 27 maggio. La posizione sarà al primo piano, nello stand F-05. La due giorni di Cocchi sarà caratterizzata da guest shift esclusive, in collaborazione con alcune tra le più talentuose e riconosciute professioniste della scena internazionale della mixology: due appuntamenti per celebrare i prodotti Cocchi in una chiave gustosa, internazionale, contemporanea, raffinata e sorprendente. In degustazione: Storico Vermouth di Torino
Cocchi Americano
Cocchi Rosa
Vermouth di Torino Extra Dry
Dopo Teatro Vermouth Amaro
Barolo Chinato Lunedì 26 maggio | 11:00 – 17:00 Lucia Montanelli & Denise Elisei
Due icone della mixology femminile, oggi rispettivamente Bar Manager e Head Bartender del Vesper Bar al The Dorchester di Londra, per una proposta di altissimo livello tecnico e creativo: tra note fruttate, botaniche e sparkling, i loro cocktail valorizzano il ventaglio aromatico dei vini aromatizzati di Cocchi in abbinamenti originali e memorabili. Menu: Thunderball – Cocchi Americano, pineapple, sage sauvignon, Fever Tree mediterranean tonic Spindrift – Cocchi Vermouth di Torino Extra Dry, Glenmorangie 12, peach & sandalwood, Three Cent fig leaf soda Black Pearl – Cocchi Americano Rosa, rose champagne syrup, forbidden molasses, lychee, Cocchi Brut Martedì 27 maggio | 11:00 – 17:00 Iolanda Carrieri Dal sofisticato Baudry Greene, a Londra, arriva a Roma una delle voci più interessanti della nuova mixology europea. Ex Bar Termini a Soho, oggi Iolanda sperimenta una nuova idea di ospitalità: classica ma audace, con un forte legame con la cultura del bere italiano. Al Roma Bar Show presenterà tre signature cocktail che riflettono lo spirito di Baudry Greene e l’eleganza di Cocchi. Menu: Spritz all’Americano – Cocchi Americano, lemon cordial, Cocchi Brut Mind the Stairs – Calvados, Cocchi Dopo Teatro, fino sherry, crème de poire Clair Negroni – London Dry Gin, Cocchi Americano Rosa, Suze   Entrambe le guest shift si terranno presso lo stand Cocchi con orario continuato dalle 11 alle 17. Due giornate per esplorare l’universo dei vermouth e degli aperitivi firmati Cocchi, in una delle cornici che ha saputo affermarsi tra le più importanti per la cultura del bere miscelato in Italia. TAKEOVER AL DRINK KONG DI ROMA In occasione del Roma Bar Show, lunedì 26 maggio il Vesper Bar del The Dorchester sarà ospite di Drink Kong di Piazza San Martino ai Monti per un evento esclusivo che si terrà nella Japanese Room, una sala ispirata agli “hidden bar” di Tokyo. Una degustazione su prenotazione con food pairing studiato ad hoc, per quattro cocktail firmati da Lucia Montanelli, in un’atmosfera intima e riservata, Tre gli slot orari disponibili (20:00–20:30; 21:00–21:30; 22:00–22:30) ognuno riservato a un massimo di 10 persone. Biglietti e prenotazioni: drinkkong.com   La Redazione
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21 Maggio, 2025

Le mescita. Il tempio segreto del vino naturale a Monteverde

A pochi passi da Villa Sciarra, nel cuore di Monteverde, c’è un luogo che merita di essere scoperto con lentezza e curiosità: La Mescita. Sorge negli spazi che un tempo ospitavano la storica vineria Litro, e oggi è un’enoteca contemporanea specializzata in vini naturali, dove ogni bottiglia racconta una storia.Ad accogliermi c’è Vincenzo, volto sorridente e presenza autentica. Con una stretta di mano calorosa mi invita a varcare la soglia e a lasciarmi guidare nel suo mondo, fatto di etichette indipendenti, profumi veri e scelte fatte col cuore. Se non la conosci fidati, stai vivendo davvero male. Dimenticate le enoteche patinate con calici enormi e camerieri che parlano come sommeliers illuminati. Qui il vino è protagonista senza snobismi: la carta è un viaggio attraverso l’Italia dei piccoli produttori, con qualche incursione europea da veri intenditori. Vincenzo mi mostra le sue bottiglie che parlano di terra, fermentazioni spontanee e zero chimica. Ridendo mi dice che sono capitato nel paradiso di chi cerca emozioni nel bicchiere. Mi sono seduto in un tavolo che di storie ne ha da raccontare, mi arriva il primo calice di vino, che non sarà di certo l’ultimo e lascio che il tempo rallenti per godermi questa esperienza afrodisiaca. Nel bicchiere ho un trebbiano macerato che sa di albicocche e fiori secchi, una bella scoperta. Il cibo? Non sarà di certo un contorno ma un capitolo fondamentale di questa esperienza. Arriva quello che Vincenzo definisce l’uovo perfetto, di agricoltura bio, un azienda del viterbese. Un uovo che rispetta la gallina allevata libera e a terra. Ci sono piatti che parlano con discrezione, senza effetti speciali, ma che al primo morso raccontano tutto: territorio, tecnica e buon gusto. È il caso di questo uovo che ho davanti ai miei occhi illuminati di felicità, preparato con cavolo nero, parmigiano, erbe spontanee, burro e pane abbrustolito. Il primo impatto sicuramente è rustico e avvolgente: il pane abbrustolito regala struttura, croccante e leggermente affumicato, pronto a raccogliere la morbidezza dell’uovo. Uovo cremoso, che si insinua tra le foglie scure del cavolo nero, in un contrasto di dolcezza e amaro che gioca alla perfezione. Il parmigiano è quel gioco di prestigio che viene fatto in cucina per aggiungere sapidità e umami, mentre le erbe spontanee portano quella nota vegetale e selvatica che spezza la monotonia. Il piatto ormai è vuoto, quasi pulito, ha saputo raccontarmi la cucina istintiva e ragionata di questa enoteca, pochi ingredienti, ma di carattere, combinati con precisione. Ovviamente la mia degustazione non si ferma qui con grande celerità arriva un secondo piatto. È un piatto che potrei definire un classico che puoi trovare ovunque ma è stato rivisitato con grande personalità Il club sandwich è uno di quei piatti che, quando fatti bene, diventano un’arte. Dimenticate la versione anonima da brunch distratto o da hotel di lusso senz’anima: quello della Mescita è un club sandwich con identità e sostanza. Il pane non è un semplice companatico, ma un protagonista, tostato alla perfezione, croccante fuori e ancora morbido dentro, pronto a raccogliere una farcitura studiata nei minimi dettagli. L’insalata di pollo protagonista del piatto, è anche il suo cuore, con carne succosa e ben condita, lontana anni luce dal solito petto di pollo stoppaccioso. Le patate e la cipolla arrosto sono secondo me il colpo di genio di chi è in cucina: dolci e caramellate aggiungono profondità e rotondità, bilanciando le note sapide e grasse. Il tutto è legato da una strepitosa maionese vellutata e ben dosata che evita ogni eccesso di untuosità e avvolge gli ingredienti con equilibrio. Sicuramente rispetta la tradizione ma la porta ad un livello superiore, con materie prime di qualità e un’attenzione maniacale ai dettagli. Saporito, armonico e con il giusto twist creativo. E poi ovviamente arriva il caffè. Serio, selezionato, estratto con la cura di un orologio svizzero. Sicuramente segno di una caffetteria di livello, con una scelta di chicchi che farebbe impallidire le solite torrefazioni industriali. Se sei abituato al caffè bruciato del bar sotto casa, preparati a cambiare prospettiva. Davanti ai miei occhi ho una bella tazza di caffè doppio di “Senhor Niquino” del Brasile 100% arabica. Questo caffè diventa una vera dichiarazione di intenti, un’esperienza da vivere interamente. Appena è arrivata la tazza, il primo impatto è stato tutto olfattivo: note di cioccolato fondente, nocciola e un accenno di caramello che salgono morbide e avvolgenti. Il primo sorso conferma le aspettative: corpo pieno, rotondo con un’acidità delicata e perfettamente bilanciata. È un caffè che gioca sulla dolcezza naturale e su una finezza aromatica che resta a lungo sul palato, chiudendo con una persistenza elegante e mai invadente. Fino a oggi non mi sarei mai definito un intenditore di caffè — lo bevevo, punto. Ma dopo questo doppio espresso, giuro che potrei anche aprire un blog. Un sorso così buono da farmi dimenticare che ero venuto per il vino: qui, il buon bere non conosce confini. Nemmeno quelli della tazzina. Termino con piacere questa bellissima esperienza, saluto con affetto Vincenzo che sicuramente rivedrò presto ed esco da questo posto che mi rimarrà nel cuore. Sicuramente un posto per chi ama il vino vero, senza trucchi e compromessi. Per chi sa che bere naturale non significa bere acido e difettoso e per chi vuole scappare dai locali mainstream e infilarsi in un angolo di Roma che profuma di autenticità La mescita è un posto dove si beve bene, si mangia meglio e si respira un’atmosfera rilassata, senza l’ansia di dover dimostrare qualcosa a qualcuno. Monteverde ha il suo piccolo tempio del gusto. Ora che lo sai, non hai più scuse. Roberto Silvio De Pascale Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina Il buon vivere    
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Podere Cigli. Dalla Sicilia a Massa Marittima Arrow Right Top Bg

20 Maggio, 2025

Podere Cigli. Dalla Sicilia a Massa Marittima

  Oggi vi porto con me nella Maremma Toscana. Siamo in Località Casteani (Gavorrano), Fattoria di Poggio Crocco (zona del Monteregio e di fronte al Castello di Pia De Tolomei). Un’azienda adesso alla quarta generazione, ma…pensate… tutto inizia nella natia Alcamo, dove la famiglia Cigli coltivava i vitigni autoctoni siciliani e quel sapere e quell’amore per la vigna sono atterrati in Toscana. Affiancati per anni dall’esperienza   dell’enologo Marco Stefanini, nome fra i piu’ famosi ed affascinanti dell’enologia italiana, l’azienda è sinonimo di vini genuini, ma di alto livello qualitativo. Facente parte della Strada del Vino di Monteregio oltre che socio fondatore del bio distretto delle Colline della Pia, Podere Cigli ha conseguito con passione gli importanti obiettivi che hanno permesso alla produzione di convertirsi completamente al biologico, nonostante i vini non siano certificati, ma lavorati con metodi nel pieno rispetto dell’ambiente e dando sempre più  attenzione alla qualità e non alla quantità, perchè come loro stessi affermano orgogliosi “nella botte piccola ci sta il vino buono”. Grazie a questo lavoro costante dal 2004 l’azienda si è dedicata sempre di più all’imbottigliamento e alla commercializzazione di Vini Rosati, Bianchi Rossi anche affinati in legno e di Riserva, Vin Santo e Grappe, dando vita a prodotti interessanti ed eleganti, che “sanno di Maremma”, ma con uve di alta qualità. Cosa vi faccio conoscere? La zona,  a pochi km dal mare ed il tempo che sta andando sempre di più verso la stagione estiva, fa venire voglia di sole, di freschezza e quindi,  ho scelto cinque “chicche”  che vi faranno fare una degustazione interessante e decisamente sorprendente:
Partiamo con Vermentino Maremma Toscana DOC, un vero protagonista e best seller della zona,  dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, all’olfatto fresco, profumato, accattivante nelle sue note fruttate ed elegante e nelle sue note floreali di fiori bianchi, mentre al palato è veramente di ottima struttura, vivace freschezza, secco, equilibrato, sapido, dal sorso pieno e persistente. Vi aspettereste un Sauvignon Maremma Toscana DOC? Pensate: da uve Sauvignon Blanc in purezza, un vino che affina cinque mesi circa in barriques di acacia, dal colore giallo paglierino con riflessi piu tendenti al dorato, all’olfatto profumato, elegante, persistente nelle sue note floreali, fruttate, con una sensuale nota di vaniglia, mentre è al palato è fresco, sapido, sorso pieno e finale bello lungo e persistente. E ..per finire la tripletta dei Bianchi, Tresia IGT Toscana Bianco un blend molto particolare: 50% Sauvignon e 50% Semillon. Molto  tenue quasi timido nel calice , i due vitigni ci regalano un vino fresco e  un’esperienza olfattiva molto particolare: le note erbacee, vegetali e fruttate si mescolano con note floreali ed agrumate, in particolare modo di limone,   mentre in bocca il sorso è secco, di corpo medio e molto molto piacevole. Ma il viaggio continua et voilà, un Rosato che non ti aspetti. Sì perché il Rosato di Cigli non è il classico Toscano, Roselvo IGT Toscana Rosato, infatti, è frutto di un vitigno non molto utilizzato per questo tipo di vino in questa zona: Pinot Nero in purezza.
Dal colore rosa elegante e luminoso, è così fresco, che coinvolge con i suoi frutti rossi,  come le fragoline e lamponi, ribes, erbette e fiori freschissimi, mentre in bocca continua la sue freschezza con un  sorso fresco e persistente. Ma Toscana è anche sinonimo di VinSanto e ….sapevate che questa Zona ha una DOC molto particolare ma non molto conosciuta? Delineata in pochissimi chilometri e pochi comuni a Monteregio di Massa Marittima DOC è una perla che solo pochi produttori continuano a produrre.   Cigli va oltre e propone Affé Riserva da Vitigni Trebbiano Toscano e Malvasia.
Con il suo colore ambra, e con il suo profumo intenso e caratteristico, in bocca è puro velluto, armonico, dolce e ricco, così goloso, come i dolci che può accompagnare. Il nostro viaggio-degustazione in questa sorprendente azienda Maremmana finisce qui, anche se ci sono altre etichette interessanti da degustare e…che dire! Grazie Podere Cigli, Grazie Maremma! Una Maremma di molto Buona, anzi, come dicono in toscano di molto Bona!     Francesca Sardelli Su Instagram come @Ladyloveswines Il viaggio di Francesca  
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Aliprandi Beverage. Le mie bollicine a Terroir d’Autore Arrow Right Top Bg

20 Maggio, 2025

Aliprandi Beverage. Le mie bollicine a Terroir d’Autore

  Maggio è da sempre un evento carico d’iniziative per gli addetti e gli appassionati food&wine. Lunedì 5 maggio, intanto che a Roma stava per concludersi ViniAmo e a Milano si aprivano le porte di TuttoFood, io ero a farmi coccolare della famiglia Aliprandi a La Tabaccaia di Castrezzato (Brescia).  Tra i cortili e le immense sale di questo suggestivo ex tabacchificio d’inizio Novecento si snodavano i banchi d’assaggio dei produttori vinicoli partner, che dotano il catalogo di Aliprandi Beverage Company di oltre 500 etichette. Tra queste se ne trovavano in degustazione a La Tabaccaia circa 200, presentate da una quarantina di cantine italiane e francesi. “Terroir d’Autore” è infatti l’occasione per degustare i fiori all’occhiello della Selezione Boero: una gamma di vini di alta qualità destinata a ristoranti, enoteche e winebar prestigiosi.  Si tratta di etichette provenienti da aziende familiari, con un profondo legame con la tradizione del territorio e un meticoloso controllo della vigna da parte del produttore, sempre attento sia alla tutela dell’ambiente che alla salute dell’uomo: l’autentica punta di diamante del catalogo vino di Aliprandi. Mentre il mio catalogo personale della giornata, pur con qualche eccezione, ho deciso di basarlo sulle bollicine. Ve ne condivido alcune tra quelle che mi hanno più colpito, provenienti da territori a me vicini.   Comincio con Albino Piona 130, un metodo classico da Corvina veronese in purezza e undici anni sui lieviti – 130 mesi circa appunto – senza alcun dosaggio e prodotto in meno di tremila bottiglie per celebrare i centrotrent’anni dell’azienda di Prabiano di Villafranca, una delle più rappresentative della DOC Custoza. Tutti questi anni di permanenza sui lieviti hanno creato una stupefacente stratificazione all’olfatto di sentori di crosta di pane e delicatissime note di lievito, con un terziario non evoluto fine ed elegante. In bocca è deciso, cremoso e armonico, minerale e sapido, con note agrumate. Avvolge il palato con ricchezza e forza, ma la sua delicata effervescenza alleggerisce subito l’impatto, così che ne rimane solo una lunga, piacevolissima ed asciutta chiusura. Poi mi sono recata nella zona espositiva dedicata alla Franciacorta, colpita dalle etichette in stile Art Nouveau progettate ad hoc per Aliprandi da Stefano, figlio di Battista Cola, dell’omonima azienda agricola di Adro. 10 ettari coltivati con maniacale dedizione ai ritmi naturali delle vigne ed il supporto degli enologi Alberto Musatti ed Andrea Rudelli regalano vini capaci di emozionare.  Con la sua freschezza sferzante, il Millesimato Dosaggio Zero 2019 fa brillare il bicchiere di un giallo paglierino luminosissimo ed al naso incanta con un tripudio di note floreali, agrumate e di pasticceria secca.  Stesse note che si ritrovano poi anche in bocca, con una persistenza lunga e sapida.  Rimango in zona per un altro millesimato. Questa volta è il 2018 Extra Brut di Villa, noto anche come “Extra Blu” per il memorabile color lapislazzuli che ne impreziosisce l’etichetta ma anche – ed è questa la motivazione più profonda – per fornire l’anteprima visiva dell’antico mare che ancora riemerge nei terreni della storica cantina di Monticelli Brusati, marne stratificate e rocce ricche di fossili. Ne nascono, com’è facile intuire, vini con una mineralità impareggiabile, che confermo di aver ritrovato nell’Extra Blu, composto per la quasi totalità da Chardonnay, parzialmente a riposo in barrique per 6 mesi e poi con 48 mesi di affinamento sui lieviti, che contribuiscono ad arricchirne il bouquet. Una personalità d’olfatto e di gusto distintiva, che combina la delicatezza della mandorla, l’esuberanza dello zenzero e la freschezza del cedro.  Racconti variegati ed affascinanti che si riscrivono ad ogni assaggio, così sintetizzerei la mia esperienza a “Terroir d’Autore”.  Se l’obiettivo dell’evento era, anche quest’anno, far degustare i vini di vari territori, con le loro storie, tradizioni e peculiarità, e far conoscere le persone dietro questi straordinari prodotti, dalle espressioni curiose e soddisfatte dei presenti, posso garantire che Aliprandi Beverage è riuscita anche stavolta nell’intento.     Adele Gorni Silvestrini Mi trovi su Instagram @adelegornisilvestrini Passi in cantina https://adelegornisilvestrini.it/    
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Il vino italiano non ha più segreti Arrow Right Top Bg

19 Maggio, 2025

Il vino italiano non ha più segreti

  Di app dedicate al mondo del vino ne abbiamo viste tante, eppure TellyWine® si prospetta di rivoluzionare il settore, in grado com’è di offrire in tempo reale informazioni su ogni referenza italiana, ben oltre quanto riportato per legge in etichetta, attraverso due semplici scatti del telefonino.  Che genere di consumatore di vino sei? Un assaggiatore esperto, un appassionato, oppure un timido neofita? Qualsiasi sia la tua modalità di approccio alla bottiglia, la nuova app che sto per raccontarti ti supporta nella scoperta, nella scelta e nel ricordo del vino che ti sta incuriosendo, in modalità del tutto gratuita ed istantanea, a tua disposizione sempre e ovunque.  Un amplificatore di informazioni TellyWine® è in grado di trasformare ogni bottiglia in un vero e proprio ambasciatore della cantina che l’ha prodotta, senza che la cantina stessa debba cambiare nulla del proprio ciclo produttivo di etichettatura. Attraverso un sistema di raccolta e sviluppo dei dati l’app legge, capisce ed interpreta le informazioni già presenti in etichetta per integrarle con tutte quelle che possono servire al consumatore, al fine di migliorarne l’esperienza di selezione, acquisto e degustazione.  Nessun QR code, dunque, basta puntare il nostro smartphone verso l’etichetta (e la sua retro) per ottenere una serie di informazioni sulla bottiglia che desideriamo approfondire.  Il sistema operativo di TellyWine® si basa sull’intelligenza artificiale (AI), la realtà aumentata (AR), il riconoscimento e interpretazione dei testi (OCR) e l’interazione con una base di conoscenza appresa su dati di legge (leggi nazionali e disciplinari di produzione). Grazie al mix di queste tecnologie è in grado di riconoscere e catalogare tutti i vini italiani attraverso più di 30 parametri – precisi ed affidabili – che riguardano il produttore, la tipologia di vino e le specifiche della singola referenza, sia in termini ampelografici che enologici.  Non solo questione di interfaccia La caratura della digitalizzazione va ben oltre l’appeal dell’interfaccia. Gli aspetti focali riguardano la fruibilità e l’interazione. Oltre ad essere estremamente intuitiva e facile da utilizzare, questa nuova app fornisce uno strumento interattivo di raccolta dati, relativo alle note di degustazione e le considerazioni personali dei vini presi in esame. Una sorta di “taccuino digitale” dove archiviare i propri pensieri, senza che gli stessi vengano divulgati in rete, o condivisi con nessun altro.  A proposito di salute TellyWine® è stata pensata per fornire informazioni e curiosità ben oltre quelle presenti per legge in etichetta. Un occhio di riguardo – quanto mai attuale – è stato indirizzato ai valori nutrizionali del vino e al suo impatto alcolemico, con specifica distinzione tra uomo e donna, stomaco pieno o vuoto, dato che le soglie mutano – per ragioni enzimatiche – proprio in base a queste variabili.  Se il consumo del vino deve essere commisurato alle caratteristiche fisiche e all’alimentazione di ogni singolo individuo, l’app in questione si propone di divenire un pragmatico strumento di calcolo, da affiancare al buon senso.  Una bussola per il consumatore moderno Il 2,5% dei consumatori contemporanei appartiene alla categoria dei cosiddetti “adattatori precoci”. Si tratta di clienti predisposti ad indagare, approfondire e sperimentare. La restante parte è considerabile a basso livello di coinvolgimento e si affida, con maggiore frequenza, ai cosiddetti “facilitatori della scelta”, ovvero marca, packaging, prezzo ed eventuali premi conseguiti. Si tratta di un’utenza sempre più tecnologica, di natura infedele e molto spesso disorientata.  Niente di più comprensibile considerando la natura dell’offerta nazionale che propone al cliente la bellezza di 644 diverse varietà di uva, 530 tra DOP e IGP, e – per non farsi mancare nulla – 4128 Menzioni varie (tra MeGa, Uga, Rive, Vigna, Sorì, eccetera) Le etichette nazionali prodotte ogni anno sono 420.000. Di fronte a questi numeri risulta ancora più strategico proporre uno strumento di conoscenza, pratico e veloce, in grado di accompagnare il cliente nella giungla dell’offerta, supportandolo nella comprensione della terminologia di settore.  Un servizio provvidenziale quando ci si trova tra gli scaffali gremiti di un supermercato, in enoteca, oppure tra i banchi di una fiera di settore.  Un sistema che impara Il progetto nasce nel 2018 dall’omonima start-up fondata da Ivano Valmori, uomo cardine della digitalizzazione del vino italiano, agronomo e informatico, docente e giornalista. Insieme a lui un pool di professionisti qualificati nel settore del vino e dell’informatica hanno unito le proprie competenze per generare un sistema digitale intuitivo e dinamico in grado di leggere, interpretare, mappare e archiviare tutte le etichette del vino italiano.  Ad oggi TellyWine® è un MVP (minimum viable product) ovvero un prodotto in fase di test addestrativo per l’intelligenza artificiale. Una sorta di bambino che impara a camminare, attraverso l’esperienza, lungo traiettorie ben chiare ai suoi lungimiranti genitori.  In ogni caso – già in questa prima versione – è in grado di riconoscere qualsiasi vino prodotto nel nostro paese, indipendentemente dall’adesione della singola cantina all’iniziativa.  Lo screening, per ora, è legato alla parte normativa e legale.  I successivi sviluppi punteranno all’integrazione diretta con i servizi proposti dalle cantine prese in esame, dai sistemi di prenotazione delle esperienze enoturistiche, agli shop aziendali.   Indipendenza e neutralità Il principio fondante di TellyWine® è quello di generare cultura senza mettere in atto meccanismi di concorrenza con nessun altro operatore del comparto. Raccogliere ed amplificare le informazioni non significa volersi sostituire alle guide, ai sommelier, oppure ai marketplace digitali.  Al contrario, questo strumento di cultura, si pone l’obiettivo di integrare l’educazione di chiunque manifesti curiosità nei confronti del vino, in maniera fruibile, neutrale e del tutto trasparente. Provare per credere. Paola Restelli Wine Immersion Blend News
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