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16 Maggio, 2025

Mattia Franzelli. Il racconto del legno

Per fare un tavolo ci vuole il legno
Per fare il legno ci vuole l’albero
Per fare l’albero ci vuole il seme
Per fare il seme ci vuole il frutto
Per fare il frutto ci vuole il fiore
Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore Quante volte a scuola ci hanno fatto cantare questa canzone! I miei ricordi di bambino si perdono nella nenia della voce di Sergio Endrigo. Un inno alla vita e alla sua circolarità così come al richiamare l’attenzione verso il tutto che dipende da un fiore. La gentilezza come ragione di vita e nascita di vita.  Forse pochi sanno che Sergio Endrigo musicò il testo che era del grandissimo Gianni Rodari. Un accoppiamento niente male. Era il 1974 e nessuno pensava a cosa sarebbe diventato quel tavolo al termine della sua vita. Magari perché, per come era costruito, sarebbe durato una vita e, comunque, sarebbe bastato bruciarlo nel camino. Altri tempi ma, adesso? Cosa ce ne si fa di tutto il legno, spesso trattato chimicamente, dei tavoli esausti?  Nell’attesa di qualcuno che riesca a scrivere e musicare una canzone che parli del riciclo ambientale o comunque di cosa farne, qualcuno ci sta già pensando.  Mattia Franzelli utilizza il legno, quello delle barrique e botti esauste, per creare installazioni di design. Vere e proprie opere d’arte così che una botte possa tornare a vivere non già nella sua interezza dei modi banali che conosciamo. Mattia smembra le botti per assemblarle in opere evocative. Concetti più o meno astratti che vogliono rappresentare la loro provenienza piuttosto che il luogo nel quale hanno svolto il loro lavoro per custodire il vino. Nasco a Bressanone una cinquantina di anni fa. Famiglia italiana. Da sempre attivia nel mondo del commercio. Papà è tra i primi sommelier in Alto Adige sono dunque nato e cresciuto nel mondo del vino. Si può crescere nel mondo del vino in vari modi che vanno dal vignaiolo al semplice appassionato. Quando hai un papà sommelier e commerciante di vino, forse non sarà tanto romantico ma di bottiglie di vino ne vedi e tante. Specialmente se l’attività di famiglia, l’alimentari creata dal nonno, si trasforma in enoteca. Poi da li il passo per fare altro è breve. Il cuore del negozio era diventato l’enoteca. Eravamo tutti entusiasti. Papà ha fatto del vino la sua attività principale.  Mattia inizia, come tutti i ragazzi con una attività di famiglia da portare avanti, a collaborare nel negozio. Una evoluzione naturale. Lavoretti estivi, natale.  Ho interrotto una carriera universitaria che non era nemmeno partita e sono tornato a fare quello che era richiesto. Dare una mano. Poi ho conosciuto i fornitori in enoteca che ci dicevano: Voi giovani di belle speranza, qualche attività di rappresentanza la considerereste? Così siam partiti. Da un paio di aziende sono diventate una agenzia. Io e mio fratello con collaboratore e segretaria. È scanzonato Mattia nel ricordare quei momenti. Una vena di umorismo che è sana allegria. Quella che lo pervade. Una persona positiva che non si rammarica più di tanto di non aver studiato. Il negozio, le cantine, le aziende agricole, la vita da libero professionista in un momento poi di grande splendore del vino. Quanto di più bello un giovane che ama la libertà possa chiedere. Poi come succede nei Gruppi importanti, uno decide di andarsene. Ed ero io. Avevo trovato amore in un’altra provincia. Un’ora e mezzo di strada. Ma si cambiava l’attitudine perché non potevo più fare la attività su Bolzano. Il bivio era rimanere in provincia a fare quello che facevo o raggiungere l’amore che aveva aspettato anche parecchi anni. A Trento.  Ah l’amore l’amore. Cosa non si fa per amore. Un’ora e mezzo di auto può scoraggiare qualcuno? Forse no ma non credo fosse questo a voler far mollare a Mattia l’attività con suo fratello. C’era qualcos’altro che covava in lui. Solo che doveva aspettare perché l’attività di famiglia non poteva essere mollata così all’improvviso.  È stato un lento esodo. Sono sempre andato avanti e indietro. Per non avere una separazione netta e repentina. Poi, con papà in pensione.. anche se ad ottanta anni era ancora li in enoteca. Così abbiamo ceduto l’attività e a quel punto non avevo più legami. Mio fratello aveva l’opportunità di trovare collaboratori e continuare serenamente la sua attività. Serenamente nel senso che ci siamo separati professionalmente ma aveva capito le mie ambizioni, Trento e il mio progettino. Frequentare le cantine si può fare con diversi animi. C’è chi, da commerciale, pensa solo a contrattare ed andare via senza curarsi del contesto. Nessun interesse per il lavoro altrui, benché meno della storia. Se però ci si ferma un attimo a parlare con chi quella cantina l’ha creata o ricevuta in dono dalla famiglia, si verrà pervasi da storie, odori, sapori. Sensazioni. Quelle che ognuno di noi ha ricevuto dai propri nonni. Quegli odori che respiravo sulle ginocchia di mio nonno dinanzi al fuoco mentre nonna, in cucina, preparava il ragù. Ricordi e sensazioni che solo guardando alle cose con la curiosità di un bambino possono penetrare l’animo. Mi piaceva rimanere nel mondo del vino. Enogastronomia ed accoglienza ci appartiene da sempre. Mi sono dedicato al mio hobby di lavorare con il legno. Da sempre frequentiamo le cantine e questo bagaglio di profumi e sensazioni all’interno delle cantine l’ho trasformato in un lavoro invece che in un hobby. Al progetto Mattia inizia a pensare da tempo e nel tempo. Gli odori delle cantine. Quel legno intriso di vino che pervade le narici. Diversi legni. Diverse stagionature. Diverse grandezze. Entrare in una barricata o bottaia che dir si voglia, diventa una esperienza sensoriale ancor prima di spillarne il vino. Ogni botte racconta una storia. C’è chi è appena arrivata da foreste lontane e chi è li da anni. Chi ha visto più vini di più stagioni e chi è così esausta da non aver più nulla da dare. Proprio in quest’ultimo caso, le botti vengono dismesse. Gettate via poiché inutili. Senza neanche quel grazie che si dovrebbe dare a chi ha dato tanto.  Le cose nascono per gioco. Avevamo due enoteche. Dell’arredamento mi occupavo io. C’era la voglia di creare da zero qualcosa a nostra immagine. Ci pensavo io. Carta bianca e tanto legno da utilizzare. Ho così cominciato a fare regali a persone. Regalavo pezzi di legno lavorati. Doghe. Avevo a che fare con cantine e botti e ce l’avevo sempre per le mani. Una botte esausta è come una persona anziana che ha tanto da raccontare. La voce flebile, gli occhi roteanti. Il cervello che va a mille mentre le mani tremano e i passi sono incerti. La voce fioca. Lo sguardo perso. Storie di vita. Storie di altri tempi. Storie che vogliono solo essere ascoltate da qualcuno. Per non andare perse, sepolte dal tempo che passa inesorabilmente. Vedevo il legno e capivo che si poteva fare qualcosa. Sotto casa ho sempre trafficato con il legno. Con mio fratello prendevamo le botti e le regalavamo alle enoteche. Insomma c’è sempre stato un viavai di botti.  Una semplice botte. Un oggetto che girava sempre per casa. Gettato in un angolo senza particolare cura. Come si fa con quelle cose che abbiamo sempre dinanzi agli occhi. Delle quali non ci curiamo fino a quando qualcosa non ce le fa guardare con occhi diversi. Ovvero fino a quando non capiamo che in se hanno ancora tanto da dare.  È così che Mattia inizia a smontare le botti. Come se le singole doghe possano rappresentare qualcosa di particolare o raccontare ognuna la propria storia. Una attività di artigianato dove il cuore è il legno del rovere delle botti. Da artigiano scelgo una unica essenza e un unico tema. Rivalutare un prodotto di scarto. Non vado a cercare di fare altro con altri prodotti.  Una barrique che si trasforma partendo dagli stessi elementi che la compongono. Una sorta di puzzle inverso che dall’insieme tende a valorizzare i componenti.  Se ci pensiamo un attimo, di un puzzle si apprezza la figura finale. Tanti minuscoli pezzettini ognuno dei quali insignificante rispetto al quadro d’insieme. Se fossero invece proprio i singoli tasselli ad avere un significato particolare? Compro le barrique dalle aziende che hanno un ricambio consistente durante l’anno. Cantina di Terlano per esempio. Sono interlocutori che conoscevamo. Anche se ce le fan pagare caro. Quanto costa una barrique? Si potrebbe scrivere un trattato sulle barrique. Tipologia del legno, provenienza, tostatura, materiali utilizzati. Di tutto di più. Ogni singolo componente utilizzato, ogni processo di lavorazione può influire sulla qualità e longevità del vino in esse contenuto. Poi, una volta esaurito il compito ad esse prescritto, dopo vari passaggi di annate diverse e perse nel tempo, vengono dismesse. A quel punto, costano poco. A volte intorno ai 100€. Quando recupero una barrique c’è già una idea. A seconda di quello che mi serve, doghe lunghe, sottili ecc, colori vado a prendere quello che mi serve. L’idea. È qualcosa che balena nella mente. Galleggia, rotea, balla. Prima con un andamento incerto e sfocato. Poi sempre qui concreta, nitida. Diventa realtà prima nell’inconscio, poi magari su carta, infine nella realtà. La mia idea nasce per i vignaiolo. La barrique racconta la sua azienda. Lui conosce quello che potrebbe venir fuori dalla sua barrique. Lui sa cosa voler raccontare con la sua installazione. Un lavoro a quattro mani. Un incontro con il vignaiolo. Un assaggio. Una passeggiata. Tutto nasce cosi. Una installazione dedicata. Il creativo è proprio il vignaiolo. Da qui nasce un progetto. Uno schizzo e una partenza. Ancora più suggestivo. Parlare con le persone. Carpirne i pensieri. Scendere nei ricordi e ancor più giù fino all’anima. Rappresentare le emozioni per poterle plasmare in una forma diversa. Quella del legno. L’ultimo lavoro fatto alla Cantina del Castello di Soave. A parte il legno mi hanno detto: ci piacerebbe considerare il nostro terroir, il territorio, la pietra lavica nel sottosuolo. Abbiamo aggiunto al legno anche il materiale extra legno di pietra nera. Una combinazione arrivata dall’input della cantina. Le opere di Mattia sono realizzate con materiali diversi. Poca colla. Tante viti e oli speciali con terpeni di arancio. Materiali e prodotti scelti con lo scopo di esaltare la venatura. Una ricerca volta alla valorizzazione del materiale con il legno sempre protagonista e per farlo diventare tale, spesso è in abbinamento a qualcosa. Per la realizzazione, siamo io ed un’altra persona. Ci si da una mano. In certi casi più persone per stringere il tempo. Principalmente ci metto le mani io.Per adesso mi occupa il 75% del tempo. Ho un’altra attività che mi porta via del tempo. Ma non tanto. Sette otto anni fa mi sono incasinato l’esistenza con un progetto che non c’entrava niente con il vino. Qualcosa di folle.  C’è poco da fare. Quando pensi di aver inquadrato una persona, arriva qualcosa a spiazzare. Forse è questo il bello del mestiere di giornalista. Occorre entrare in empatia con le persone. Entrare nell’animo per far uscire tutto. Con Mattia è così. Una piacevolissima chiacchierata che poi svolta verso qualcosa di inaspettato. Nel 2015 dopo anni di pensiero ho realizzato un attrezzo sportivo. Una attività di ricerca e sviluppo che mi ha parecchio coinvolto. C’era bisogno da startup per diventare una azienda seria. Per adesso è rimasto un prodotto di nicchia e non faccio il salto di status. Non sono diventato una azienda produttrice Per dedicarmi all’artigiano.  Hai presente i bosu? Semisfere. Sono dei set di semisfere che posizionati in una certa maniera consentono di fare una serie di esercizi per uno sportivo evoluto. Equilibrio, agilità, potenza, resistenza, ecc. Nulla a che vedere con il vino ma, si sa, il genio o comunque la capacità di spaziare con il pensiero, conduce in mondi inesplorati dell’inconscio. È così che nascono le idee e poi, non sempre, trovano la propria realizzazione.  Un attrezzo sportivo? Chi l’avrebbe mai immaginato. Power Stones. Così si chiama. Non c’è mani fine alla creatività! Mattia però rimane una persona semplice. Di quelle che non hanno bisogno di molto per vivere. Se non della realizzazione e della felicità.  L’interior design e l’artigiano ci fa accontentare abbastanza. Lo sviluppo ideale sarebbe una azienda dove ci sono fissi i dipendenti senza che debba chiamarli a spot. Commesse su cui poter contare. Sarebbe bello. Nel frattempo i tempi per l’evoluzione sappiamo essere lunghi. Ma la pazienza, come nel caso del vino, occorre averla.  L’opera va attesa. La pazienza non può che essere la virtù di chi si appresta a realizzare un progetto che va aldilà della materialità. Prendere un pezzo dell’anima e depositarlo su materiali diversi. Come il legno, la colla, i chiodi, la vernice.  Ciò che realizza Mattia può sembrare astratto, etereo. Invece ha un significato. Non immediatamente visibile a chi non ne coglie l’essenza. A chi si approccia alla vita senza guardare dentro se.  Mattia adesso convive con la donna per la quale si è spostato in Trentino in una casetta in mezzo al bosco. Da li guarda gli alberi e quel legno che un giorno sarà barrique e poi parte delle sue opere. È felice. La scelta è stata felice.  Ah, dimenticavo, le opere di Mattia le trovate sul suo sito che consiglio vivamente di andare a visitare: Barriqade Design     Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969     .
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15 Maggio, 2025

Follador prosecco 1769: enoturismo nel cuore del Valdobbiadene

Ospitalità e accoglienza nello charme del “rustico hospitality” e wine experiences di prestigio   In Follador Prosecco 1769, storia e modernità si intrecciano sapientemente, dando vita a una cultura vitivinicola autentica e sempre all’avanguardia. Nel polmone verde del territorio del Conegliano – Valdobbiadene, i vigneti della famiglia Follador si estendono rigogliosi, accarezzati da un clima temperato e nutriti da un suolo ricco di minerali. Qui, la perfetta armonia tra natura e innovazione dà origine a spumanti Valdobbiadene Prosecco Superiore di straordinaria eleganza. Ogni bottiglia racconta una storia fatta di dedizione e ricerca; ogni sorso racchiude il carattere di questa terra generosa, sprigionando un bouquet intenso di aromi, dalla freschezza fruttata alla fragranza floreale, in un equilibrio perfetto che conquista i palati più raffinati. Oggi, oltre a offrire etichette straordinarie, Follador Prosecco 1769, situata a Col San Martino, apre le porte della sua azienda agli amanti del buon vivere, trasformando la visita in un’esperienza indimenticabile tra ospitalità, cultura e paesaggi suggestivi. Follador non è solo eccellenza enologica, ma anche superba accoglienza lungo la “Strada del Prosecco”. Grazie agli ampi spazi e una sala degustazione pensata per ricevere gli appassionati, l’azienda invita a scoprire la magia della sua produzione attraverso tour guidati tra i vigneti e degustazioni sensoriali studiate per esaltare le migliori espressioni del Valdobbiadene DOCG. La visita diviene un viaggio affascinante che conduce direttamente alle radici, tra racconti di famiglia e metodologie di produzione all’avanguardia. Un’esperienza totalizzante che si fa ancor più suggestiva nel Rustico Hospitality, sapientemente ristrutturato ai piedi delle maestose Torri di Credazzo, un complesso fortificato posto tra gli abitati di Farra di Soligo e Col San Martino, in provincia di Treviso. Qui, tra le mura che respirano la storia e il panorama che si apre sui vigneti, il tempo sembra rallentare, lasciando spazio alla contemplazione e al piacere di un brindisi autentico. Tre le Wine Experiences di prestigio: la “Degustazione” è il punto di partenza ideale per chi vuole scoprire l’essenza del Prosecco Superiore. Accolti con calore, gli ospiti assaporano le bollicine del territorio, lasciandosi avvolgere dall’intensità e dall’eleganza di vitigni autoctoni. Un’ora di puro piacere, dove il calice è il protagonista di una avventura intensa (€ 20, a persona). Per chi desidera approfondire la storia risalente a oltre due secoli fa, per giungere all’odierno processo di produzione con uno sguardo rivolto al futuro, la “Degustazione & Tour” è la sintesi che unisce cultura, sapore e passione. Dopo una sentita accoglienza, gli ospiti sono guidati in cantina dove saranno narrati i segreti della vinificazione che, in Follador Prosecco 1796, si tramanda di generazione in generazione. Il viaggio termina con una degustazione esclusiva di cinque Valdobbiadene Prosecco Superiore, ognuno con la propria personalità e tipicità (€ 30, a persona). Per chi sogna un’esperienza immersiva nel terroir di Conegliano-Valdobbiadene, la “Degustazione con vista” è il percorso più completo. Dopo la visita in azienda, gli ospiti potranno vivere lo charme del Rustico Hospitality in località “Torri di Credazzo”, dove il paesaggio si apre in tutta la sua magnificenza. Quattro ore di fascino e suggestione che si concludono con una degustazione guidata di cinque Valdobbiadene Prosecco Superiore, ammirando la vista di rigogliose colline riconosciute e tutelate dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, con il calore del sole e la brezza leggera che amplificano ogni sorso (€ 50, a persona).   Company profile breve: una storia di famiglia, lunga nove generazioni              Nel cuore del Conegliano Valdobbiadene, tra colline scolpite dal lavoro dell’uomo, antichi casolari in pietra e vigne che si arrampicano con grazia sui pendii più ripidi, si trova la sede di Follador, Prosecco dal 1769. Un luogo che non è solo geografico ma profondamente identitario, dove ogni dettaglio racconta il legame tra l’uomo, la vite e il tempo. Qui, nella zona storica del Prosecco Superiore – oggi riconosciuta Patrimonio dell’Umanità UNESCO – prende forma il lavoro di una famiglia che da oltre due secoli porta avanti con passione una tradizione mai interrotta. Tutto comincia nel 1769, anno simbolico e fondativo: fu allora che Giovanni Follador, antenato della famiglia, ricevette dal Doge di Venezia Alvise IV Mocenigo un riconoscimento ufficiale per la qualità dei suoi vini. Un atto che, seppur lontano nel tempo, ancora oggi rappresenta un’eredità viva e presente, scolpita nel DNA aziendale e trasmessa con naturalezza di generazione in generazione. Oggi sono Michele, Cristina, Emanuela e Francesca Follador – fratelli e sorelle appartenenti al ramo dei Berti – a portare avanti questa storia familiare con spirito nuovo, ma radici ben salde. Michele,  con una naturale inclinazione per l’innovazione, guida l’anima tecnologica e progettuale; Cristina, attenta alla comunicazione e alle relazioni, rappresenta il volto pubblico e il cuore accogliente dell’azienda; Emanuela è la custode della precisione e della visione amministrativa, mentre Francesca, enologa di famiglia, è la mente tecnica che traduce in vino la sensibilità di un intero patrimonio sensoriale, affidando la voce esterna a Federico, portavoce per la comunicazione tecnica. Insieme, formano un gruppo affiatato, solido e complementare, supportato anche dal padre Gianfranco, precursore di questo progetto di vita e dalla madre Italia, figura di riferimento e presenza comunicativa preziosa. https://folladorprosecco.it/ https://www.instagram.com/proseccofollador/ La Redazione
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10° premio al territorio Vinarius Arrow Right Top Bg

15 Maggio, 2025

10° premio al territorio Vinarius

DOPO IL RICONOSCIMENTO AL TERRITORIO MONTAGNE E VALLI TRENTINE, SARANNO CIRCA 15 LE ENOTECHE A PRENDERE PARTE AL PRIMO VIAGGIO DI APPROFONDIMENTO, IN ATTESA DI UN SECONDO A OTTOBRE Dal 18 al 20 maggio tre giornate di approfondimento dedicate alle eccellenze enogastronomiche e culturali del Trentino Dopo l’assegnazione del 10° Premio al Territorio, promosso da Vinarius – Associazione Enoteche Italiane, dal 18 al 20 maggio è in programma un viaggio di approfondimento che porterà gli associati Vinarius direttamente nel territorio vincitore: il Trentino. Lo scorso febbraio, infatti, nel corso di una cerimonia al Senato della Repubblica a Roma, l’ormai storico premio è stato conferito alle “Montagne e Valli Trentine”, a testimonianza dell’importante capacità di questo territorio di coniugare la produzione vinicola di alta qualità con un modello di vita sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Gli enotecari Vinarius potranno dunque scoprire e approfondire il territorio grazie a un variegato programma messo a punto in collaborazione con il Consorzio Vini del Trentino, che si articola in tre giornate dedicate alla scoperta del territorio attraverso le sue eccellenze enogastronomiche e la bellezza dei luoghi. Si comincia domenica 18 con l’arrivo a Trento e una visita al Consorzio Vini del Trentino e all’Istituto Tutela Grappa, accompagnata da una degustazione di grappa e formaggi locali, seguita da cena in hotel. Lunedì 19 è incentrato sul vino: la mattina si visita Palazzo Roccabruna, sede dell’Enoteca provinciale, per una degustazione guidata. Dopo pranzo a Mezzolombardo, il pomeriggio è dedicato alla Fondazione Edmund Mach per un incontro tecnico e una visita con degustazione. La giornata si chiude con una cena di gala alla Locanda Margon e la premiazione “Montagne e Valli Trentine”. Martedì 20 è dedicato all’olio e al paesaggio: si parte con un trekking sul Sentiero dell’Olivo ad Arco, seguito da una degustazione di olio DOP Garda Trentino e vini presso la Cantina Agraria Riva del Garda. Il pranzo conclusivo si tiene alla Cantina Madonna delle Vittorie, prima del rientro. Raggiungendo il traguardo della decima edizione, il Premio Vinarius al Territorio si è affermato come un riconoscimento di prestigio, istituito da Vinarius per individuare e celebrare quelle aree geografiche italiane che, grazie al lavoro delle loro comunità, riescono a coniugare la produzione di vini di alta qualità con il rispetto per l’ambiente, l’identità culturale e la promozione del turismo enologico. In occasione del viaggio saranno attribuiti due riconoscimenti a personaggi del territorio che meglio hanno saputo promuovere e mettere in risalto l’eccellenza del territorio. Andrea Terraneo, Presidente di Vinarius  È nella natura di Vinarius essere profondamente radicata nei territori, e iniziative come questa rappresentano un’espressione concreta di quella vocazione. Abbiamo voluto offrire ai nostri associati un’esperienza formativa e culturale di alto profilo, capace di unire la conoscenza diretta delle eccellenze enogastronomiche a un confronto approfondito con realtà produttive di rilievo internazionale. Questo itinerario rappresenta senz’altro un valore aggiunto alla consegna del premio al Territorio, da sempre pensato per riconoscere e valorizzare il legame virtuoso tra qualità produttiva e identità territoriale. Albino Zenatti, Presidente del Consorzio Vini del Trentino Accogliere Vinarius significa per noi non solo celebrare un premio, ma soprattutto offrire una narrazione concreta e vissuta del nostro territorio vitivinicolo. Si tratta di un’opportunità preziosa: le enoteche sono un anello fondamentale della filiera del vino, veri ambasciatori del nostro lavoro sul territorio. Il loro racconto, la loro competenza e il rapporto diretto con il consumatore finale rendono ogni bottiglia un’esperienza consapevole. Far vivere in prima persona ai nostri ospiti i luoghi, le persone e i valori che danno origine ai nostri vini significa investire in una promozione autentica e duratura, capace di creare legami profondi tra produzione e distribuzione di qualità. A ottobre, è in programma un nuovo viaggio per altre enoteche Vinarius, e anche in quest’occasione saranno premiate altre due personalità che contribuiscono alla valorizzazione del territorio del Trentino. La Redazione
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15 Maggio, 2025

Prosecco, Lambrusco e la rivoluzione "Martinotti"

Continuiamo il nostro effervescente viaggio nel mondo delle bollicine italiane. Nel mio precedente articolo [QUI IL LINK ]
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15 Maggio, 2025

VINO & ARTE CHE PASSIONE 2025

IL COSA E IL DOVE La nona Edizione di VINO & ARTE CHE PASSIONE, Evento organizzato da CT CONSULTING EVENTS, torna quest’anno al Casino dell’Aurora Pallavicini di Roma. Una location di assoluto acchiappo per un Evento che si propone di deliziare l’occhio e il palato. Una giornata all’insegna del buono e del bello che ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico di operatori del settore, giornalisti e semplici winelovers disposti a “rischiare” le bizze di un meteo non proprio adatto a un Evento all’aperto. GLI ASSAGGI Circa 50 le Aziende presenti (in buona parte di persona) e un numero imprecisato di etichette in degustazione m’hanno costretto a scegliere nel mazzo cosa assaggiare, dribblando per quanto possibile le vecchie conoscenze per concentrarmi sul resto. Certo i Produttori sono più o meno sempre gli stessi da diversi anni e trovare qualcosa di nuovo comincia a essere piuttosto complicato se non ci si vuole dedicare alle nuove annate. Tuttavia qualche novità c’era e, zigzagando tra sorprese e delusioni e dribblando i tavoli dei nomi più gettonati che sono sempre quelli più affollati, una cinquantina di assaggi sono riuscito a farli. Ne ho tratto la mia solita lista di “consigli per l’assaggio” che stavolta ho ridotto volutamente all’unico vino cui ho assegnato 90 Punti e a 10 altre etichette meritevoli di attenzione. Date come sempre una letta ai miei deliri enoici, criticateli, suggeritemene altri e…condivideteli. QUELLO DA NOVANTA (O QUASI) TOSCANA IGT ROSSO “LUPICAIA” 2018, CASTELLO DEL TERRICCIO (TOSCANA): Cabernet Sauvignon con un piccolo saldo di Petit Verdot che si presenta da subito balsamico e boschivo, con freschezze ombreggiate e umide cortecce a dar la mano a liquirizia e cassis. È poi la volta del mare, della macchia mediterranea, del sale, del sole cui seguono i piccoli frutti selvatici (anche in confettura) e un contrasto di dolce, sottile speziatura e amaritudini di cacao. In bocca ha volume, sostanza, equilibrio e agile destrezza e ripropone con dovizia di particolari i descrittori olfattivi chiudendo salino senza dimenticarsi della frutta. 90 Punti (credo). GLI ALTRI SÜDTIROL ALTO ADIGE DOC CHARDONNAY BUCHHOLZ “LE BIFORE” 2021 RISERVA, SALURNIS (ALTO ADIGE): uno Chardonnay che intriga con le dolcezze di frutta a polpa gialla e travia con le verdi freschezze boschive dimentiche neppure delle pigne. Erbe alpine e aromatiche, genziana, mielose dolcezze e minerale sapidità completano il quadro olfattivo. Sorso che riempie, appaga e trasporta immediatamente in quel bosco che l’olfatto aveva immaginato. Mirabilmente coerente gli manca davvero poco per essere un “pezzo da novanta”. 89 Punti (ma perché io sono cattivo). MARCHE IGT ROSSO “IL POLLENZA” 2017, IL POLLENZA (MARCHE): mette subito le cose in chiaro in termini di intensità fruttata (mirtilli maturi) ma a un certo punto sembra quasi vergognarsi di staccare i piedi da terra e allora giù! A colpi di rabarbaro e chinotto. Amaritudini che rinfrescano e, con la dolce speziatura e la tatuata mineralità, preparano a un sorso di equilibrio non comune. Fresco, glicerico, sapido, tannico… Ho dimenticato qualcosa? Certo non nelle mie corde ma un “vinone” che, proprio per questo, si becca solo 89 Punti. 88 Punti. VINO DOLCE “PIUS IX MASTAI” 2017, IL POLLENZA (MARCHE): non fateVi distrarre dagli agrumi canditi e dalla lievitata pasticceria ripiena di marmellata di albicocche ma apprezzate il bouquet floreale di zagare e gelsomini e stupiteVi dei cicalecci di zenzero, zafferano e curcuma! Lunghissimo il sorso, di prepotente dolcezza ma ben bilanciato dalle larghe spalle fresco-sapide, che chiude con un’ultima goccia che sporca il bicchiere di ricordi iodati. 87++ Punti.   ROSSO CONERO DOC “VILLA MARINA” 2017, CONTE LEOPARDI (MARCHE): un Rosso Conero che si muove scaltro sul filo del “troppo legno” riuscendo comunque a regalare un bel mix di cacao, frutti di rovo e marasche senza tralasciare grafite, cardamomo (una volta tanto l’ho trovato pure io) e dolcezze incipriate. Sorso che punta sull’agilità, sincero, fresco di arancio amaro e dal tannino stimolante. 87 Punti. PIEMONTE DOC CHARDONNAY “DIVERS” 2021, PAOLO CONTERNO (PIEMONTE): naso intenso, luminoso come una bella giornata in campagna, giallo di scorza di cedro e ginestre, rosa di rose e zafferano, con un tocco di rustica eleganza che fa tanto bene all’anima. Sorso importante, morbido ma di spigolosa, sapida mineralità. Chiude lunghissimo su misteriose ombre boschive. Da bere ascoltando MISTERIOUS TRAVELLER dei WEATHER REPORT. 89 Punti, ma tuttitutti! VERMENTINO DI GALLURA SUPERIORE DOCG “MAÌA” 2023, SIDDURA (SARDEGNA): subito fumoso e preistorico si apre poi ai toni aromatici della salvia e della maggiorana sottolineando un mare che è sapida presenza. Un appena di mela introduce un sorso dinamico e di grande coerenza, segnato da una nota salmastra che, in chiusura, è quasi manesca. 88++ Punti.     MAREMMA TOSCANA DOC VERMENTINO SUPERIORE “BELGUARDO V” 2022, BELGUARDO (TOSCANA): elegantissimo nel proporre il proprio bouquet floreale fatto del giallo di mimose e ginestre. Gialla anche la frutta, con un appena di mela a precedere gli agrumi. Infine, piccantezze pepose e salmastre introducono un sorso dinamico e decisamente marino, sostanzioso, salato e lunghissimo. 88 Punti (ma forse di più).   MAREMMA TOSCANA DOC CILIEGIOLO “BELGUARDO” 2024, BELGUARDO (TOSCANA): un Ciliegiolo tutto frutta rossa e gerani, condito di balsamici schiaffi di tè, china, rabarbaro, liquirizia, eucalipto e spezie scure. Sorso succoso, con tannini solleticanti e di birichine sapidità e freschezza. Piacevolissimo. 88 Punti con, forse, un +.   COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO DOCG SPUMANTE, LA MONTECCHIA – CONTE EMO CAPODILISTA (VENETO): 6° alcolici che solleticano il naso con dolcezze agrumate e amaritudini di salvia prima di calare l’asso di briscola della mela annurca e dell’acacia. Assaggio intenso, cremoso, mai stancante, che sorprende con un finale sapido e leggermente amaricante che è sorriso beffardo e pacca sulla spalla. 88 Punti.   BIANCO PASSITO “CUORE DI DONNA DARIA”, LA MONTECCHIA – CONTE EMO CAPODILISTA (VENETO): 10 anni di “DONNA DARIA” in un’unica bottiglia. 10 anni di emozioni che dopo un breve viaggio in anfora regalano uno spettro olfattivo orientale, di tenda berbera, datteri, fichi secchi, uva sultanina, agrumi canditi, caramello bruciato. In bocca spicca una freschezza che tiene a bada l’importante dolcezza grazie al guinzaglio di un finale di piccante sapidità. 88 Punti In calce vorrei spendere due parole per il bel progetto dell’Azienda VENISSA che, in quel dell’isola di Mazzorbo (VE) coltiva un vigneto di quella Dorona che senza Gianluca Bisol che lo trapiantò da Torcello, sarebbe sparito con la grande acqua alta del 1966. Un vigneto in cui le radici cercano la terra sfidando il sale della laguna, quasi un ettaro unico al mondo. 4 i vini prodotti, due bianchi da Dorona e due rossi a base Cabernet Sauvignon e Merlot. Bottiglie artistiche consone all’unicità dei prodotti e…ancora tanta strada da fare per unire storia a Qualità. Tra i quattro moschettieri mi sento di spendere due parole sul “VENISSA BIANCO” 2019 che, dopo un mese di macerazione e 4 di esilio in cemento si presenta con un profilo olfattivo pacatamente ossidativo, sottolineando note di zafferano e mandorla amara, fieno e frutta candita, albicocca e laguna. In bocca entra deciso, fresco e ovviamente salato, sicuramente allineato con l’olfatto ma senza quella sostanza e quella persistenza che ci si aspetterebbe. Dovessi dargli un punteggio gli affibbierei 85- Punti ma preferisco assaggiarlo con maggiore calma e sospendo dunque il giudizio. E QUINDI? Quindi è arrivato il momento dei ringraziamenti, a CT CONSULTING EVENTS per avermi ospitato e a tutti i Produttori che sono andato a disturbare per avermi sopportato. Ed è il momento di mettere sin d’ora in agenda l’Edizione 2026 di un Evento assolutamente unico che però, se organizzato ancora all’aperto, avrebbe bisogno di essere ristudiato considerando un eventuale “piano B”. E ora…al lavoro! C’è tanto altro di cui scrivere!   Roberto Alloi VINODENTRO  
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Sarà l’Abruzzo, dal 15 al 18 maggio, a ospitare la Convention Nazionale dell’Associazione Le Donne del Vino Arrow Right Top Bg

14 Maggio, 2025

Sarà l’Abruzzo, dal 15 al 18 maggio, a ospitare la Convention Nazionale dell’Associazione Le Donne del Vino

  Un appuntamento associativo annuale che unirà tradizione, paesaggio ed eccellenze enologiche a una visione concreta di futuro, con l’innovazione come filo conduttore. A organizzare la manifestazione la Delegazione Abruzzo, guidata dalla delegata Martina Danelli Mastrangelo con il supporto della consigliera nazionale Jenny Viant Gómez. In programma quattro giornate dense di contenuti, esperienze e relazioni, pensate per esplorare nuove prospettive nel mondo vitivinicolo e valorizzare il ruolo delle donne come motore di cambiamento. Sono attese cento socie da tutta Italia. Daniela Mastroberardino, presidente nazionale Le Donne del Vino Abbiamo scelto l’Abruzzo per coltivare visioni nuove. Questa Convention sarà un’occasione per riflettere sul ruolo dell’innovazione in vigna, in cantina e nella comunicazione: non come moda, ma come necessità. Le Donne del Vino vogliono essere un laboratorio permanente di idee, esperienze e confronto costruttivo. In Abruzzo dialogheremo con esperti, imprenditrici e istituzioni per costruire insieme una filiera vitivinicola più sostenibile, tecnologica e inclusiva La delegata Martina Danelli Mastrangelo Sarà un’esperienza collettiva di confronto e visione con l’obiettivo di costruire una comunità sempre più consapevole e pronta ad affrontare le sfide del domani. Il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio Ospitare la Convention Nazionale delle Donne del Vino è per l’Abruzzo un motivo di grande orgoglio e un riconoscimento all’impegno di tante professioniste del settore. La nostra regione si conferma terra di eccellenze, capace di coniugare tradizione, innovazione e visione, dove le donne svolgono un ruolo chiave nella crescita del settore vitivinicolo. Siamo pronti a sostenere il comparto in un percorso di crescita sostenibile, inclusiva e orientata al futuro. Il vicepresidente della Giunta Regionale dell’Abruzzo e assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente È un onore e un vanto ospitare la Convention Nazionale delle Donne del Vino in Abruzzo oltre che un’opportunità importante per riflettere sul ruolo dell’innovazione nel settore vitivinicolo e per valorizzare il contributo delle donne nella filiera del vino, con uno sguardo al femminile su un asset economico fondamentale per il nostro Paese. Auguro a tutte le delegate e agli ospiti un soggiorno produttivo e stimolante nel nostro Abruzzo e mi congratulo con la Delegazione Abruzzo per l’organizzazione di questo importante evento. Il dell’evento sarà il convegno “Abruzzo, Coltiviamo scenari futuri”, previsto per sabato 17 maggio al Monastero di San Basilio – Centro Congressi Luigi Zordan dell’Università de L’Aquila. L’incontro ha l’Alto Patrocinio della Regione Abruzzo ed è supportato dal Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo. A moderare sarà la giornalista Lara Loreti giornalista Il Gusto (La Stampa/Repubblica.it).  Tra i relatori: Filiberto Brozzetti, assistant professor AI, Law e Ethics LUISS Guido Carli di Roma, con l’intervento “Vino e robot: provocazione o rivoluzione?”; Giovanni Rosato, Manager Rina Agrifood, Marco Ferrante, Ceo e Co-Founder Trace Technologies, “AI, Vitivinicoltura e Agritech. Dai droni alle App”; Rita Lancia, titolare ICO,“Cartone ondulato: tra sostenibilità e comunicazione”; Vanina Bartolozzi, Vetreria Etrusca (Vetruria e Stilvetro), “Innovazione in stabilimento sostenibilità in azienda. Sostenibilità ambientale” e Carlos Dos Santos, CEO Amorim Cork Italia, “L’impatto del cambio generazionale nel mondo del lavoro”. Non mancheranno momenti di approfondimento enologico e culturale: dalle masterclass, guidate da Adua Villa, giornalista enogastronomica, Manuela Cornelii, analista sensoriale e Antonio Paolini, giornalista e critico gastronomico, e degustazioni sui vitigni simbolo dell’Abruzzo – come il Montepulciano, il Trebbiano, il Pecorino, la Passerina e la Denominazione Cerasuolo d’Abruzzo – agli incontri con le produttrici locali. Le Donne del Vino visiteranno cantine storiche e innovative, come Chiusa Grande, Storiche Cantine Bosco Nestore, Masciarelli e Abbazia di Propezzano, esploreranno la suggestiva Costa dei Trabocchi e la città de L’Aquila. La Convention offrirà così un’occasione unica per vivere l’Abruzzo come laboratorio di futuro, dove la ricchezza delle radici si fonde con la spinta verso la sostenibilità e la trasformazione digitale. A supportare l’organizzazione, un gruppo operativo composto dalle Donne del Vino abruzzesi Stefania Bosco, Valentina Di Camillo, Katia Masci, Arianna Di Pietro e le commissioni per l’accoglienza e il servizio di sommellerie in collaborazione con Studio Eventi&Congressi.   La Redazione
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VINORUM. Festival del Vino d’Abruzzo Arrow Right Top Bg

14 Maggio, 2025

VINORUM. Festival del Vino d’Abruzzo

La prima edizione in scena dal 16 al 18 maggio a L’Aquila Il pubblico avrà l’opportunità di scoprire il grande patrimonio artistico, enologico e gastronomico abruzzese in una città iconica, attraverso un ricco programma di eventi e degustazioni Dal 16 al 18 maggio, il cuore de L’Aquila si trasformerà in una vera e propria capitale enogastronomica con la prima edizione di VINORUM – Festival del Vino d’Abruzzo. Un evento che vuole raccontare al grande pubblico l’anima autentica del territorio attraverso calici e tante attività collaterali. In un contesto unico, tra Piazza Duomo e i chiostri del centro storico, appassionati e curiosipotranno vivere un’esperienza immersiva tra i sapori e i profumi dei migliori prodotti enogastronomici d’Abruzzo. L’iniziativa, supportata dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e con il patrocinio della Regione e del Comune dell’Aquila, proporrà: degustazioni, tavole rotonde, masterclass con abbinamenti wine&food, incontri con i produttori, percorsi di approfondimenti storico culturali, streetfood e molto altro. Tutti i giorni gli stand saranno aperti al pubblico e sarà possibile assaggiare ed acquistare le migliori eccellenze locali. Durante la giornata si potrà invece partecipare ai diversi eventi organizzati nei chiostri del centro storico. Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio VINORUM è una straordinaria vetrina per i nostri produttori e per il patrimonio vitivinicolo abruzzese. Un’occasione per mostrare quanto questo territorio sia in grado di esprimere qualità, identità e visione. Un evento in una città simbolo della resilienza abruzzese e che si prepara ad essere – nel 2026 – anche Capitale italiana della Cultura Non solo degustazioni quindi: VINORUM intende raccontare il legame profondo tra vino, territorio e cultura, con appuntamenti che porteranno i visitatori alla scoperta di borghi, monumenti storici e location artistiche, aperti per l’occasione. Un invito a scoprire come il vino possa essere chiave di lettura della storia e dell’identità di un intero territorio. Orari manifestazione Vinorum Venerdì dalle ore 17.00 alle ore 24.00 Sabato dalle ore 12.00 alle ore 24.00 Domenica dalle ore 12.00 alle ore 24.00 Per info e programma: https://www.vinidabruzzo.it La Redazione
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14 Maggio, 2025

Al via Wine to Asia: Shenzhen capitale asiatica del vino e degli spirits

500 Espositori da 30 paesi e 50 cantine italiane all’evento business e lifestyle.
Attesi 15 mila operatori. La novità 2025 è l’olio evo con sol2expo.   La rassegna organizzata da Veronafiere conferma Shenzhen come piazza più attrattiva per buyer, operatori horeca, bar tender della mixology e influencer provenienti da tutta la Cina, Giappone, Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Macao, città quest’ultime che compongono con Shenzen il trittico delle capitali della Greater Bay Area. Presenti numerosi Master of Wine e Master of Sommelier. Da questa edizione ampliamento dell’offerta con il debutto di SOL2EXPO.   Cinquecento espositori da 30 Paesi tra cui 50 aziende italiane presenti in un’area tutta tricolore firmata anche da ICE Agenzia e 15 mila operatori attesi da Cina, Giappone, Singapore, Corea del Sud, Taiwan e da Hong Kong, Macao e Shenzhen, il trittico economico da 67 milioni di abitanti della Greater Bay Area. Sono i numeri della 3^ edizione di Wine to Asia, la più grande community del vino e degli spirits in Oriente rappresentata dal salone internazionale al via oggi a Shenzen (Convention & Exhibition Center – Futian), fino all’11 maggio. Organizzato da Veronafiere Asia e Vinitaly, “la manifestazione unisce così il Dna business a un programma lifestyle esperienziale per i consumatori cinesi e più in generale asiatici e vede il forte supporto del governo italiano con l’ambasciata, il consolato, l’ICE in prima fila e da quest’anno anche dello CCIPT di Shenzhen, l’ente governativo per la promozione internazionale del commercio”, come ha sottolineato Simone Incontro, responsabile della sede di Veronafiere nella Repubblica popolare della Cina. Un cambio di prospettiva dell’evento fieristico che ha nella Greater Bay Area il punto di partenza e tutta l’Asia come orizzonte strategico. Tra le novità di questa edizione in crescita, il debutto partecipativo dell’Istituto del vino della California, di Bettane+Desseauve, l’autorevole istituzione francese di media e critica vinicola e di SOL2EXPO in Cina. La manifestazione della Fiera di Verona dedicata alla filiera dell’olio di oliva è infatti presente a Shenzen con un cartellone di eventi che spaziano da masterclass e degustazioni guidate dei prodotti vincitori del concorso Sol D’Oro fino alle proposte mixology a base di olio extravergine con aziende espositrici da Italia, Spagna Grecia e Cina. Massimo Ambrosetti, Ambasciatore d’Italia in Cina Anche quest’anno Vinitaly porta il suo modello di business di successo nel Sud della Cina, a Shenzhen, polo economico della Greater Bay Area.  In pochi anni, Wine to Asia è diventato un evento strategico che conferma l’enorme interesse per il cibo e il vino di qualità in questa regione. Il vino non è solo un prodotto di esportazione, ma anche un elemento centrale dell’identità della cultura italiana. Sono fermamente convinto che iniziative come questa permettano – a importatori e consumatori – di comprendere meglio la qualità e il valore dei nostri prodotti. L’azione a sostegno delle nostre aziende, in particolare di quelle del settore agroalimentare che guardano alla Cina con sempre maggiore interesse, tiene conto di una domanda sempre più elevata di prodotti di altissima qualità da parte dei consumatori cinesi”. Per tre giorni Shenzhen, con Wine to Asia, diventa il baricentro di un mercato che esprime circa 9,4 miliardi di dollari di valore al consumo dei vini d’importazione nei principali Paesi della domanda asiatica (Cina, Giappone, Corea del Sud, Tailandia, Vietnam, India, Filippine). Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Iwsr realizzata in occasione di Wine to Asia, dopo il forte calo dal 2019 al 2023 per effetto della contrazione dei consumi in Cina, il mercato tornerà a crescere, con un +16% previsto dal 2024 al 2028 (a 10,9 miliardi di dollari). In dettaglio, il consumo di vini importati crescerà soprattutto in Cina del 23% (a 4,4 miliardi di dollari) in Corea del Sud (+28%) ma anche in Vietnam, India Tailandia, e Filippine, con incrementi in doppia cifra e fino al 30%. Stabile (+3%) il Giappone, per cui si stima un valore al consumo di 3,4 miliardi di dollari. Lato Italia, il valore al consumo del prodotto enologico tricolore in questi Paesi si attesta complessivamente a oltre 1,1 miliardi di dollari, con un forecast al 2028 fissato a 1,24 miliardi (+11%). Haobo Yang, vicedirettrice generale del China Council Promotion of International Trade di Shenzhen, ha confermato come la metropoli “connette i mercati globali con un’area di forte sviluppo sia nel commercio che nell’ecosistema industriale, con un prodotto interno lordo che nel 2024 ha raggiunto i 453 miliardi di euro, con una crescita del 5,8%”. Quest’area in particolare e la Cina in generale, rappresentano un potenziale enorme per le aziende vinicole e gli spirits italiani, come ha ricordato Francesco Pensabene, Direttore ICE-Agenzia per la Cina e la Mongolia: ICE è presente con la più grande collettiva di vini italiani sul mercato cinese dove i nostri prodotti hanno un posizionamento di primissimo livello nella percezione del consumatore sempre più raffinato, informato e attratto da storia, cultura e territori di provenienza delle etichette made in Italy. Le proiezioni sono di un forte sviluppo e occorre passare alla fase due implementando gli accordi con la grande distribuzione e avere una maggiore coesione delle delegazioni delle cantine italiane che approcciano questo mercato. In calendario a Wine To Asia 15 masterclass e degustazioni. Tra queste quella guidata dal fondatore della Giornata mondiale del Marselan, Jim Boyce, che curerà un tasting di oltre 40 bottiglie di Marselan cinese e whisky; “European Quality Wines: Taste The Difference. A journey through the Italian Regions” by Unione Italiana Vini, guidata da Filippo Bartolotta. Mentre è affidato alla MW Debra Meiburg il confronto “Wine is dead?”. Ritorna anche il padiglione Loong’s Toast x YGCW, che mette in mostra il nuovo movimento vinicolo cinese, mentre la masterclass “Wine on the Go: “Nomadic Winemakers & Local Terroir”, vedrà protagonisti tre giovani viticoltori cinesi – Luo Yuchen, Ian Dai e Ma Jie – e includerà una videochiamata live con New York City per un simbolico brindisi interculturale, con l’Associazione dei Giovani Viticoltori Cinesi per la prima volta protagonista di un evento negli Stati Uniti. Wine to Asia 2025 firma anche il palinsesto dei 66 eventi che da oggi e per nove giorni animeranno altrettanti locali tra i più trendy di Shenzhen, Guangzhou, Hong Kong, Xiamen e Zhuhai con proposte di mixology e menù all’insegna di inediti abbinamenti anche con i vini NoLo. Tra le zone Pop-Up di Wine to Asia 2025, anche quelle del Grana Padano, di De’ Longhi che firma una lifestyle Lounge e un calendario di giornate tematiche (Champagne Day, Sake Day, Shangri-La Day. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte il Console generale d’Italia nel Guangzhou, Valerio De Parolis, Danijel Nikolic, assistente del Segretario generale della Repubblica di Serbia, e i consoli generali a Guangzhou, Gina Andreadi della Grecia, Daniel Dominguez del Messico, Renato Hovrath dell’Ungheria, Gonzalo Rubilar del Cile, JonAnn Flemings, Direttore dell’ufficio del Commercio Agricolo degli USA a Guangzhou, il Presidente delle Camere di Commercio estere italiane in Cina, Lorenzo Riccardi e Massimiliano Tremiterra, responsabile dell’ufficio ICE-Agenzia di Guangzhou. Il calendario internazionale di Veronafiere per il mondo vino prosegue con il prossimo appuntamento di Vinitaly. USA, in programma a Chicago il 5 e 6 ottobre 2025, mentre si è appena conclusa con successo Wine South America a Bento Gonçalves, in Brasile. Area Media Corporate e Prodotto: Carlo Alberto Delaini, Responsabile Area Media Corporate e Prodotto 045.8298.210-427-350 | E-mail: pressoffice@veronafiere.it | Web: veronafiere.it – vinitaly.com
Ispropress: Benny Lonardi (393.455.5590 direzione@ispropress.it) Simone Velasco (327.9131676 simovela@ispropress.it)   La Redazione
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14 Maggio, 2025

I Vini Eroici a BVV Biennale Ville Venete

Villa Navagero Erizzo Rovarè di San Biagio (TV) – 23/25 Maggio 2025 Un viaggio tra arte, gusto e bellezza.
Per tre giorni, la splendida cornice di Villa Navagero Erizzo si trasforma in un palcoscenico vivo e pulsante, dove arte contemporanea, cultura, musica sapori e artigianato di eccellenza si intrecciano in un’esperienza multisensoriale. La rassegna itinerante Biennale Ville Venete, quest’anno alla sesta edizione, da sempre assolve al compito di valorizzare il patrimonio artistico e architettonico che permea il Veneto, portando l’arte contemporanea ma anche l’artigianato di qualità nelle splendide dimore storiche. Quest’anno, dal 23 al 25 maggio, la Biennale sarà ospite di Villa Navagero Erizzo, a Rovarè di San Biagio di Callalta, vicino a Treviso.  Qui si daranno appuntamento artisti da tutt’Italia, che esporranno le loro opere tra mostre, vernissage, talk, laboratori, spettacoli, degustazioni e una cena esclusiva.
Organizzatrice della manifestazione BVV Biennale Ville Venete, dott. Stefania Cosma I momenti imperdibili  23 Maggio
ore 18.00 – Esposizionedi arte pittura scultura fotografia con vernissage inaugurale
ore 20.30 – Spettacolo multimediale “eVenti diVersi”
Un format originale di Sergio Trapanotto con i Punto Nemo, in cui musica, parole e immagini dialogano in un’esperienza coinvolgente e poetica.
Evento su prenotazione fino ad esaurimento postiLaboratori creativi per grandi e piccoli, ritratti dal vivo 24 Maggio
Talk e collegamenti streaming con il Convegno Internazionale dell’Affresco
ore 20.00 – Cena esclusiva nelle sale della villa, a cura de L’Angolo di Bianca – Awards 2025
Evento su prenotazione fino ad esaurimento posti  25 Maggio
ore 16.00 – MasterClass “Il coraggio di essere unici: le bolle delle terre estreme”. 
All’interno della storica cantina della Villa verrà presentata una selezione, con degustazione, di dieci etichette di spumanti (metodo Charmat, Classico e Rifermentati) provenienti da dieci diverse zone eroiche, partendo dal Veneto per arrivare in Sicilia e finire con il Brasile, con il vino affinato in mare.
A guidare la degustazione sarà Alessandra Dinato, ideatrice del progetto L’Assaggiastorie (sommelier con diploma alla London Wine and Spirit Education Trust – WSET), affiancata da Alvaro De Anna, fondatore di Vini da Terre Estreme.
Evento su prenotazione fino ad esaurimento posti.
ore 18.00 – Chiusura con musica dal vivo e brindisi finale Per tutte le informazioni:
https://www.biennalevillevenete.com/villa-navagero-erizzo-23-25-maggio-2025/ Per info: www.biennalevillevenete.com – www.eroicivignaioli.it –  www.pilotagreen.it
Per prenotazione: https://www.eventbrite.it La Redazione
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